Principio d'incendio nella tarda mattinata di oggi in via Michelangelo Buonarroti a Civitanova Marche, dove i Vigili del fuoco sono intervenuti intorno alle 12:00 per un rogo che ha interessato la soffitta di un'abitazione.
Al momento dell'intervento, il locale risultava completamente invaso dal fumo. La squadra dei Vigili del fuoco di Civitanova Marche ha provveduto allo spegnimento delle fiamme e, successivamente, all'aerazione dei locali per consentire il ricambio dell'aria.
Non si registrano persone ferite o intossicate.
Principio d'incendio nella tarda mattinata di oggi in via Michelangelo Buonarroti a Civitanova Marche, dove i Vigili del fuoco sono intervenuti intorno alle 12:00 per un rogo che ha interessato la soffitta di un'abitazione.
Al momento dell'intervento, il locale risultava completamente invaso dal fumo. La squadra dei Vigili del fuoco di Civitanova Marche ha provveduto allo spegnimento delle fiamme e, successivamente, all'aerazione dei locali per consentire il ricambio dell'aria.
Non si registrano persone ferite o intossicate.
Un bambino di 12 anni, affetto da una forma gravissima di scoliosi, è stato operato all’AOU delle Marche con una tecnica mininvasiva mai utilizzata prima nella regione su un paziente così piccolo.
L’intervento è stato eseguito dalla Clinica Ortopedica dell’Adulto e Pediatrica, diretta dal professor Antonio Pompilio Gigante, utilizzando la tecnica di correzione bipolare percutanea senza artrodesi.
“Questa particolare procedura non era mai stata utilizzata negli ospedali della regione”, spiega la dottoressa Monia Martiniani, responsabile dell’Ambulatorio di Scoliosi e Deformità della Colonna. La famiglia del ragazzo, dopo essersi rivolta ad altre strutture, ha scelto di affidarsi all’équipe dell’AOU delle Marche.
La procedura permette di correggere la deformità attraverso piccoli accessi chirurgici, evitando la fusione definitiva delle vertebre. L’impianto è inoltre dotato di un sistema auto-allungante che segue la crescita del bambino, riducendo la necessità di ulteriori interventi.
“Le incisioni molto ridotte garantiscono tempi chirurgici inferiori, con il vantaggio di ridurre le perdite ematiche, il rischio infettivo e i tempi anestesiologici”, sottolinea Martiniani.
La tecnica è stata approfondita dall’équipe anche grazie all’esperienza maturata nel 2023 all’ospedale pediatrico Necker di Parigi, dove viene utilizzata da diversi anni.
L’intervento ha coinvolto un’équipe multidisciplinare del Salesi e rientra nel Progetto Scoliosi e nel Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale dell’AOU delle Marche, con l’obiettivo di offrire trattamenti sempre più specialistici per le deformità vertebrali pediatriche.
Proseguono a ritmo serrato i controlli del territorio condotti dai Carabinieri della Compagnia di Camerino per contrastare lo spaccio e la diffusione di sostanze stupefacenti, con particolare attenzione ai luoghi di aggregazione giovanile.
Nella serata di ieri, 21 agosto 2026, intorno alle 21, i Carabinieri della Stazione di Matelica hanno arrestato in flagranza di reato un 34enne del posto, ritenuto responsabile di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
L'intervento è scattato durante un normale servizio di pattuglia nel centro cittadino. I militari hanno notato movimenti sospetti e un anomalo viavai del giovane nei pressi di un esercizio pubblico, noto come punto di ritrovo della gioventù locale. Il 34enne era già noto alle forze dell'ordine: lo scorso 20 gennaio, infatti, gli stessi Carabinieri, con il supporto dell'Aliquota Radiomobile della Compagnia di Camerino, lo avevano arrestato dopo averlo trovato in possesso di un importante quantitativo di droga, tra cui 45 grammi di hashish, 37 grammi di anfetamina e 7 grammi di cocaina.
L'osservazione dei suoi spostamenti ha quindi portato i militari a effettuare un controllo più approfondito. Durante la perquisizione personale, il giovane è stato trovato in possesso di 7 grammi di ketamina e 18 grammi di hashish, oltre a bilancini di precisione per la pesatura e materiale vario destinato al confezionamento delle dosi.
Le operazioni sono proseguite anche nell'abitazione del 34enne, dove i Carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato altri 20 grammi di hashish.
Al termine delle formalità di rito, su disposizione dell'Autorità Giudiziaria competente, l'arrestato è stato trasferito nella Casa Circondariale di Ancona Montacuto, in attesa dell'udienza di convalida prevista per la mattinata di oggi.
Un messaggio sul cellulare, poi una telefonata da parte di un falso appartenente alle forze dell'ordine. È così che una 47enne residente a Camerino è stata raggirata e convinta a trasferire complessivamente 32.900 euro. Al termine di un'articolata attività investigativa, i Carabinieri della Stazione di Tolentino hanno denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata tre persone, ritenute responsabili di truffa aggravata in concorso.
L'indagine è partita dalla denuncia presentata dalla donna, finita nel mirino di un sofisticato raggiro iniziato con un messaggio di smishing, una tecnica fraudolenta che combina SMS e phishing. Poco dopo, la vittima è stata contattata telefonicamente da un uomo che si è spacciato per un appartenente alle forze dell'ordine.
Il falso operatore le avrebbe riferito dell'esistenza di una presunta indagine relativa a operazioni sospette avviata nei suoi confronti dall'Ufficio Postale di Camerino. Attraverso una serie di artifizi e raggiri, i responsabili sono riusciti a convincere la 47enne che il denaro dovesse essere trasferito su conti correnti ritenuti, falsamente, "sicuri".
La donna ha quindi effettuato due bonifici istantanei, rispettivamente di 14.900 e 18.000 euro, per un totale di 32.900 euro, verso due distinti rapporti bancari.
A quel punto sono scattati gli accertamenti dei Carabinieri della Stazione di Tolentino. L'analisi dei flussi finanziari in entrata e in uscita e il tracciamento delle transazioni bancarie hanno consentito ai militari di ricostruire il percorso del denaro e di identificare i tre presunti responsabili.
Si tratta di una 67enne originaria di Palermo, disoccupata e già nota alle forze dell'ordine, di un 31enne originario della provincia di Napoli e residente a Sant'Anastasia, anch'egli con precedenti di polizia, e di una 38enne originaria di Cercola e residente nel Casertano.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, i tre indagati risultavano essere i titolari dei rapporti bancari sui quali erano confluite le somme sottratte alla vittima.
L'attività investigativa ha permesso di raccogliere concreti elementi di colpevolezza e, contestualmente, di procedere al sequestro preventivo di 18.500 euro, somma che risultava ancora disponibile su uno dei conti correnti coinvolti nella vicenda.
Le tre persone sono state quindi denunciate in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata, che procederà alle valutazioni di competenza.
Un 82enne di San Severino Marche si è rivolto ai Carabinieri dopo essere stato raggirato all'interno della propria abitazione. Al termine di un'articolata attività d'indagine, i militari della Stazione di San Severino Marche hanno denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata un 30enne originario della Sicilia, artigiano e pluripregiudicato, ritenuto responsabile del reato di truffa.
I fatti risalgono alla fine dello scorso mese di luglio, quando l'anziano ha denunciato ai Carabinieri il raggiro subito nella propria abitazione. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il 30enne si sarebbe presentato come arrotino ambulante, utilizzando il pretesto di affilare alcuni coltelli per riuscire ad accedere all'interno dell'immobile.
Una volta entrato in casa, il presunto autore della truffa avrebbe simulato un grave e pericoloso malfunzionamento ai fornelli della cucina, convincendo l'anziano della necessità urgente di sostituire alcuni componenti per motivi di sicurezza.
Dopo aver conquistato la fiducia della vittima, il finto riparatore si sarebbe fatto consegnare 500 euro in contanti come compenso per l'intervento. Secondo quanto denunciato, tuttavia, nessuna riparazione sarebbe stata effettuata e l'uomo si sarebbe allontanato subito dopo aver ricevuto il denaro.
La denuncia ha fatto scattare l'attività investigativa dei Carabinieri della Stazione di San Severino Marche. I militari hanno analizzato i filmati dei sistemi di videosorveglianza della zona e raccolto diverse testimonianze, riuscendo così a ricostruire la dinamica dell'accaduto.
Gli accertamenti hanno permesso di raccogliere, secondo quanto riferito dai Carabinieri, chiari elementi di prova a carico del presunto autore della truffa, che è stato quindi denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata.
A seguito del grave episodio di violenza verificatosi presso il Punto di Primo Intervento dell'ospedale civile "Bartolomeo Eustachio" di San Severino Marche, dove un uomo in stato di alterazione psicofisica ha aggredito il medico di turno e il personale sanitario in servizio scagliando un telefono cellulare contro il sanitario e ferendolo al volto, oltre a provocare momenti di forte tensione e danni alla struttura, il primo cittadino settempedano, Rosa Piermattei, interviene per esprimere la più dura condanna del gesto e manifestare piena vicinanza agli operatori della struttura.
“L’episodio di violenza verificatosi al Punto di Primo Intervento è un atto gravissimo, inaccettabile e indegno di una società civile - dichiara il sindaco della Città di San Severino Marche, che aggiunge - A nome dell’intera comunità e dell’Amministrazione comunale esprimo la più ferma e assoluta condanna per quanto accaduto e la massima solidarietà al medico ferito, agli infermieri e a tutti gli operatori sanitari. Chi lavora ogni giorno in corsia per tutelare la salute pubblica e salvare vite umane merita rispetto, tutela e gratitudine, mai violenza o intimidazione. Aggredire un operatore sanitario significa colpire l'intero sistema di cura e ferire il cuore della nostra comunità. Desidero inoltre rivolgere un sentito ringraziamento alle forze dell'ordine per la professionalità con cui sono intervenute, individuando e denunciando in brevissimo tempo l'autore del gesto”.
Alle parole del primo cittadino si aggiunge la dichiarazione dell'assessore comunale alla Salute e alla Sicurezza, Jacopo Orlandani: “Questi episodi sono assolutamente da condannare e reprimere con la massima fermezza. Esprimo la mia personale vicinanza al medico colpito e a tutto il personale del nostro ospedale che lavora con dedizione affrontando ogni giorno un carico d'impegno notevole. Proprio per la grande mole di lavoro svolta dalla struttura, ci auguriamo che possano essere assunte guardie giurate preposte alla vigilanza notturna a supporto del Punto di Primo Intervento, così da garantire standard di sicurezza adeguati e consentire agli operatori di svolgere il proprio prezioso servizio in piena serenità”.
POLLENZA – Una ragazza di 14 anni è caduta questa mattina dal terrazzo di un’abitazione nella zona di Molino, a Pollenza. L’incidente è avvenuto intorno alle 7.
La giovane è stata soccorsa e trasferita in eliambulanza all’ospedale Torrette di Ancona per gli accertamenti del caso. Le sue condizioni, fortunatamente, non sarebbero gravi e, secondo le prime informazioni, potrebbe essere dimessa già in giornata.
Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri, impegnati negli accertamenti per ricostruire la dinamica dell’accaduto.
Dalle prime informazioni raccolte, si tratterebbe di una caduta accidentale.
Operazione antidroga dei Carabinieri a San Severino Marche, dove un 26enne di origine senegalese, residente in città e impiegato come operaio, è stato arrestato in flagranza con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
L’intervento è scattato nella mattinata di giovedì 20 agosto, al termine di un’attività investigativa condotta dai militari della Stazione dei Carabinieri di San Severino Marche. Gli accertamenti hanno portato all’esecuzione di un decreto di perquisizione personale e domiciliare delegato dall’Autorità giudiziaria.
Durante la perquisizione nell’abitazione del giovane, i militari hanno rinvenuto complessivamente 105 grammi di cocaina, parte della quale era già suddivisa in dosi che, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbero state destinate alla cessione.
Nel corso del controllo sono stati inoltre sequestrati un bilancino di precisione, materiale ritenuto utile per il confezionamento dello stupefacente e 290 euro in contanti, somma che gli investigatori ritengono riconducibile all’attività illecita.
La droga, il denaro e il restante materiale sono stati posti sotto sequestro e assunti in carico in attesa del successivo versamento presso il competente Ufficio Corpi di Reato.
Al termine delle formalità di rito, il 26enne è stato condotto alla Casa circondariale di Ancona-Montacuto, dove resta a disposizione dell'autorità giudiziaria.
L’altro giorno pubblico un post e, dopo poco, arriva un commento. Lo leggo e dice così: “Grazie per aver condiviso questa preziosa riflessione, la tua analisi offre spunti davvero stimolanti che arricchiscono il dibattito e invitano a una profonda considerazione sul tema”.
Lo leggo. Poi lo rileggo.
Educatissimo, impeccabile, neanche una virgola fuori posto. Ed è proprio lì che mi viene il dubbio: ma il mio post l’hai letto davvero oppure l’hai semplicemente dato in pasto a ChatGPT chiedendogli di rispondere al posto tuo?
Perché ormai esiste un vero e proprio mood: il commento che profuma di intelligenza artificiale. Lo riconosci subito, ha un tono sempre molto educato, una lunghezza perfetta, parole importanti distribuite al punto giusto. Spesso parte con un “che riflessione stimolante” o con un “grazie per questo prezioso contributo”, continua dicendo cose apparentemente profondissime senza entrare mai davvero nel merito e termina con qualche solenne invito a “continuare a coltivare il dialogo”.
Tutto giusto. Forse troppo.
Ed è proprio questo che mi fa sorridere e, allo stesso tempo, riflettere. Perché un commento dovrebbe essere uno dei momenti più umani dei social: il punto in cui una persona vera si ferma davanti a quello che hai scritto e reagisce. Magari con una frase imperfetta, magari con un errore di battitura, magari semplicemente dicendo: “Questo mi ha fatto pensare a mia madre”. Eppure, in quelle poche parole, senti che dall’altra parte c’è qualcuno che ha letto davvero e ha sentito il bisogno di dirti qualcosa.
Un commento autentico può essere buttato là, frettoloso, persino grammaticalmente discutibile. Non importa, se nasce da una reazione vera, arriva dritto. Quello perfettino, lucidato, ruffiano, invece lascia spesso una sensazione strana: è cortese, è elegante, ma potrebbe stare sotto qualsiasi post. Ed è proprio lì che perde valore.
Naturalmente il problema non è ChatGPT. Sarebbe piuttosto curioso che fossi io a demonizzare l’intelligenza artificiale. La uso, la studio, la consiglio e penso che oggi chi lavora nella comunicazione debba conoscerla molto bene. Il punto non è usarla o non usarla. Il punto è capire come usarla e, soprattutto, quando.
Tra farsi aiutare e farsi sostituire passa una bella differenza.
Hai un pensiero, sai cosa vuoi dire, ma vuoi esprimerlo meglio? Benissimo. Chiedi all’intelligenza artificiale di aiutarti a renderlo più chiaro, più sintetico, magari anche più elegante. Quello è un uso intelligente dello strumento. Ma se il pensiero non c’è e chiedi alla macchina di inventarlo al posto tuo, il risultato cambia completamente.
Può essere perfetto, può suonare benissimo, può sembrare autorevole, solo che non sei tu.
E sui social, dove siamo già sommersi da contenuti, parole, reazioni e commenti, aggiungere altro rumore educatissimo non serve a nessuno.
La mia regola sul bon ton dell’intelligenza artificiale, alla fine, è molto semplice: l’AI può aiutarti a trovare le parole. Il pensiero, però, devi mettercelo tu.
L’ordine è tutto. Perché quando c’è un’idea vera dietro, l’intelligenza artificiale può persino valorizzarla, aiutarti a darle forma, renderla più efficace. Quando manca l’idea, invece, può soltanto confezionare molto bene il nulla cosmico. E il nulla, anche se scritto in modo impeccabile, resta il nulla.
Quindi la prossima volta che un post ti piace davvero, prova con il metodo più rivoluzionario del momento: scrivi quello che pensi. Anche in due righe, anche senza parole perfette.
Un “mi hai fatto pensare a…” scritto da te vale molto più di un “prezioso contributo alla riflessione collettiva” scritto da qualcun altro.
Anche se quel qualcun altro è bravissimo a scrivere!
CHIC / NON CHIC
CHIC: usare ChatGPT per migliorare un’idea che hai avuto tu.NON CHIC: chiedergli un post, copiarlo e pubblicarlo senza neppure rileggerlo.
Torna il via libera alla balneazione nel tratto di costa a nord della foce del fiume Potenza. Il Comune ha revocato il divieto temporaneo disposto appena il giorno precedente, dopo aver ricevuto da Arpam la comunicazione relativa al ripristino della conformità dei parametri microbiologici.
La revoca è stata formalizzata con l’Ordinanza sindacale numero 93 del 21 agosto 2026, che annulla il precedente provvedimento, l’Ordinanza numero 92 del 20 agosto.
Il divieto era stato adottato in via precauzionale a seguito delle verifiche sulla qualità delle acque. I nuovi riscontri hanno però evidenziato il ritorno dei valori microbiologici entro i limiti previsti dalla normativa.
Sulla base della comunicazione di Arpam, dunque, non sussistono più le condizioni che avevano determinato il provvedimento temporaneo.
Per il tratto di costa interessato è quindi nuovamente consentito fare il bagno. La revoca arriva dopo la verifica della conformità dei parametri e consente di tornare alla normale fruizione dell’area.
Il segretario cittadino di Forza Italia, Paolo Giannoni, interviene sulle ultime notizie diffuse a mezzo stampa e sulla decisione di alcuni esponenti di restituire la tessera del partito. L'obiettivo dichiarato è fare chiarezza sulla posizione della segreteria cittadina e sul percorso politico portato avanti a Civitanova Marche.
«Prendiamo atto delle decisioni annunciate – dichiara Giannoni – e, senza alcuna ipocrisia, ringraziamo chi ha fatto questa scelta ed è finalmente uscito allo scoperto». Il segretario rivendica una concezione del partito fondata sulla lealtà al programma elettorale votato dai cittadini e sul lavoro quotidiano per la comunità, prendendo le distanze da quelli che definisce «tesseramenti di massa promossi a fini tattici per tentare di condizionare dall'esterno la linea politica».
«Forza Italia non è un taxi sul quale si sale per una candidatura e dal quale si scende quando quel progetto prende un'altra strada», aggiunge.
Nel merito della vicenda, Giannoni sostiene che chi ha scelto di restituire la tessera avrebbe avuto l'obiettivo di influenzare le decisioni del partito attraverso liste civiche e gruppi esterni. «Chi oggi sceglie di restituire la tessera – per giunta dopo non essersi mai visto a una riunione di partito – aveva un obiettivo preciso: imporre da liste civiche e gruppi esterni nomi e decisioni a Forza Italia, come si è tentato di fare anche nell'ultimo Consiglio comunale».
Secondo il segretario, la riconsegna delle tessere sarebbe arrivata dopo il rifiuto della segreteria di accogliere tali richieste. «Di fronte al nostro “no” fermo e coerente, è arrivata la riconsegna delle tessere», afferma Giannoni, che parla di una «coincidenza che fa chiarezza» e che, a suo giudizio, «libera finalmente Forza Italia da ingerenze che nulla avevano a che fare con i nostri valori, ma molto con l'opportunismo politico».
Nel comunicato non manca un riferimento diretto a Sergio Marzetti, nei confronti del quale Giannoni esprime una dura critica: «Spiace vedere Sergio Marzetti cimentarsi oggi nel ruolo di professore di morale e coerenza, da diversi mesi pseudo-stratega per altri, ma in realtà grande assente forzista da tempo».
Il segretario cittadino rivendica quindi il percorso compiuto da Forza Italia a Civitanova Marche. «Ha portato avanti in questi anni un percorso di crescita e radicamento chiaro, che ha condotto il partito a risultati importanti e riconosciuti», sottolinea.
Per Giannoni, consenso e rappresentatività devono essere costruiti attraverso il rispetto degli impegni assunti con gli elettori, «non con i pacchetti di tessere esibiti a comando». La tutela dell'identità del partito, aggiunge, significa distinguere «chi condivide una visione sincera da chi cerca solo opportunità di comodo a scopi elettorali».
«Non è una perdita ma un atto di trasparenza e forza», sostiene il segretario.
La segreteria cittadina, conclude Giannoni, proseguirà il proprio lavoro insieme ai rappresentanti nelle istituzioni, ai militanti e al gruppo dirigente, concentrandosi «sulle priorità della comunità e sull'interesse generale». E sulle polemiche delle ultime settimane il messaggio è netto: «Le polemiche estive finiscono qui: Forza Italia continua a lavorare con serietà e lealtà verso la città e i cittadini, senza farsi condizionare da ingerenze esterne o manovre di comodo».
Circa 200 tesserati di Forza Italia a Civitanova Marche, oltre la metà della base cittadina, hanno deciso di riconsegnare le tessere e di non rinnovare l'adesione al partito. Una scelta politica che arriva dopo mesi di tensioni interne e che coinvolge anche i consiglieri comunali Piero Croia e Nicolò Renzi, che hanno lasciato Forza Italia e nel luglio scorso hanno aderito alla lista Vince Civitanova.
La decisione è stata formalizzata attraverso una lettera indirizzata alla segreteria nazionale, al coordinamento regionale delle Marche e a quello provinciale di Macerata di Forza Italia. Nel documento, i circa 200 iscritti parlano di una "scelta politica netta", maturata a seguito di una "profonda e ormai insanabile distanza" dalla gestione cittadina del partito rappresentata dal segretario Paolo Giannoni.
Secondo i firmatari, negli ultimi mesi sarebbe venuta meno la condivisione con la base e le decisioni sulla linea politica del partito sarebbero state concentrate nelle mani di pochi. "Da troppo tempo assistiamo a una conduzione nella quale la condivisione con la base è venuta meno", si legge nella lettera, con gli iscritti che contestano una gestione ritenuta "chiusa, autoreferenziale e affidata alle decisioni di pochi".
Nel documento viene inoltre evidenziato il progressivo ridimensionamento della presenza di Forza Italia nelle istituzioni cittadine. "Nel giro di pochi mesi Forza Italia a Civitanova ha perso il sindaco, il proprio capogruppo e i consiglieri comunali eletti nelle sue liste", sostengono i firmatari.
Tra i consiglieri che hanno abbandonato Forza Italia figurano Piero Croia e Nicolò Renzi, entrambi approdati nel luglio scorso alla lista Vince Civitanova. Il caso riguarda anche gli equilibri interni al Consiglio comunale. I firmatari parlano infatti di un "paradosso": oggi Forza Italia in Consiglio comunale sarebbe rappresentata da chi non era stato eletto con il simbolo del partito, mentre chi aveva ricevuto direttamente dagli elettori il mandato di rappresentarlo non ne farebbe più parte.
Nel febbraio scorso, intanto, era stato registrato anche il passaggio in direzione opposta: Paola Fontana aveva lasciato la lista Civitanova Unica per aderire a Forza Italia.
Le critiche degli iscritti non si fermano alla segreteria cittadina e chiamano in causa anche il livello regionale del partito. Secondo i firmatari, il segretario regionale avrebbe continuato a sostenere politicamente la gestione locale nonostante le tensioni crescenti tra il segretario cittadino, il capogruppo, i consiglieri eletti e una parte della base.
"Ci saremmo aspettati da chi rappresenta il partito a livelli superiori un intervento capace di ricomporre, ascoltare e garantire pari dignità alle diverse componenti", scrivono i circa 200 tesserati. "Abbiamo visto invece avallare una gestione che ha prodotto l'esatto contrario".
La lettera rivendica comunque la permanenza nei valori politici di riferimento di Forza Italia. "Non rinneghiamo i valori nei quali abbiamo sempre creduto e sempre crederemo", precisano gli iscritti, distinguendo la propria posizione dalla contestazione alla gestione locale del partito.
"Circa 200 tessere riconsegnate non sono una polemica e non sono un incidente di percorso. Sono una sfiducia politica. E questa volta sarà difficile rimanere indifferenti!", si legge nella parte finale del documento, firmato dai tesserati e accompagnato dalle copie delle tessere riconsegnate.
La vicenda apre ora un nuovo capitolo nel centrodestra civitanovese e, più nello specifico, nel futuro di Forza Italia a Civitanova Marche, dopo la perdita di diversi esponenti eletti e, ora, di una parte consistente della base del partito.
"Cerco di spiegarlo anche con un video perché evidentemente per qualcuno che fa solo polemica leggere è troppo pesante". Paolo Calcinaro interviene così, con un video pubblicato sui social, per rispondere alle polemiche nate attorno alla modifica dell’accordo tra Regione Marche, AIOP e le strutture private accreditate.
Al centro della questione ci sono quasi 3,3 milioni di euro nel biennio 2026-2027: 795mila euro per il 2026 e 2.437.886 euro per il 2027. Secondo la Regione, non si tratta di nuove risorse per la sanità privata, ma di fondi già disponibili che vengono riconvertiti dalla mobilità attiva alle prestazioni per i cittadini marchigiani.
Ed è proprio questo il punto che Calcinaro vuole chiarire.
"Da anni, da decenni, da giunte di destra, di sinistra, di centro c’è una convenzione con alcune realtà private marchigiane", spiega l’assessore, ricordando il ruolo delle strutture private nel supportare il sistema pubblico nelle operazioni chirurgiche, nei ricoveri e nelle visite ed esami legati alle liste d’attesa.
Secondo Calcinaro, una parte del budget era destinata ai pazienti provenienti da fuori regione. La scelta fatta ora è quella di spostare quelle risorse sui residenti. "Abbiamo semplicemente cambiato questo budget - sostiene - portandolo dalle prestazioni ai fuori Regione a prestazioni ai cittadini marchigiani senza un euro di più”.
Le risorse saranno indirizzate in particolare alla diagnostica per immagini, come risonanze, ecografie e mammografie, e alla chirurgia ambulatoriale, con particolare attenzione alla cataratta. L’obiettivo dichiarato è ridurre le liste d’attesa e, allo stesso tempo, limitare la cosiddetta mobilità passiva, cioè il ricorso dei marchigiani a prestazioni sanitarie fuori regione.
"Cosicché invece di aumentare la mobilità attiva si va anche ad abbassare la mobilità passiva", ribadisce Calcinaro nel video. L’assessore respinge, quindi, la lettura secondo cui l’operazione rappresenterebbe un incremento delle risorse destinate alla sanità privata.
"Più prestazioni per i marchigiani senza un euro in più alla sanità privata", è la sintesi della sua posizione. E alla fine arriva anche la stoccata a chi ha criticato il provvedimento: "Si vuole continuare solamente a fare polemica e mettere in evidenza titoli errati per fare solamente cagnara".
Facilitare l’accesso alle cure per i cittadini delle aree di confine: è questo l’obiettivo dello schema di accordo tra Marche e Umbria, approvato dalla Regione Marche e valido per il periodo 2026-2028.
L’intesa stabilisce regole condivise per le prestazioni sanitarie erogate ai cittadini che si rivolgono alle strutture dell’altra regione, con l’obiettivo di garantire percorsi più semplici e appropriati e una migliore integrazione tra i due sistemi sanitari.
"È un accordo che mette al centro i cittadini - ha commentato l’assessore alla Sanità, Paolo Calcinaro -. Chi vive nelle aree di confine deve poter accedere alle cure nel modo più semplice e rapido possibile, con regole chiare e senza ostacoli burocratici. Allo stesso tempo, l’intesa ci permette di programmare meglio i servizi, monitorare i flussi dei pazienti e utilizzare in modo più efficace le risorse del sistema sanitario. È una scelta che migliora l’assistenza e rafforza la collaborazione tra Marche e Umbria”.
L'accordo riguarda le principali prestazioni sanitarie per i cittadini delle due regioni, dai ricoveri alle visite specialistichee agli esami. Sono comprese anche prestazioni complesse come trapianti, cure oncologiche, dialisi, ricoveri urgenti e percorsi riabilitativi specialistici. Sono escluse le prestazioni che non rientrano nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) garantiti dal Servizio Sanitario Nazionale.
Per le Marche, l’intesa consente di gestire in modo più efficace la mobilità sanitaria, cioè gli spostamenti dei cittadini che scelgono di curarsi fuori dalla propria regione. Le regole condivise permetteranno di programmare con maggiore precisione l’offerta sanitaria, monitorare i flussi e i costi e garantire ai pazienti l’accesso ai servizi più appropriati, nel rispetto della libertà di scelta del luogo di cura.
Una parte dell’accordo riguarda poi il comune di Cantiano. In caso di emergenze gravi, quando la Centrale operativa 118 di Pesaro lo riterrà necessario, i pazienti potranno essere trasportati all’ospedale di Gubbio-Gualdo Tadino. Per chi vive in quella zona, l’ospedale umbro può infatti essere più vicino rispetto ad altri presidi. Questo permetterà, quando previsto, di ridurre i tempi di intervento e di assicurare cure più rapide nelle situazioni in cui ogni minuto può fare la differenza.
La preparazione atletica della Cucine Lube Civitanova sarà caratterizzata da otto settimane di lavoro e da un ricco programma di test match contro avversari di livello per trovare il giusto ritmo. La stagione 2026/27 muoverà i primi passi nella mattinata di lunedì 24 agosto con il raduno ufficiale all’Eurosuole Forum. Il calendario di allenamenti congiunti e amichevoli, che sarà divulgato nei prossimi giorni, prenderà il via al termine della terza settimana di attività e vedrà i biancorossi fronteggiare squadre di Serie A e rivali di profilo internazionale.
In programma lunedì le visite specialistiche mattutine all'ambulatorio di medicina sportiva Terme Santa Lucia e i consueti test antropometrici all’Eurosuole Forum. Nel pomeriggio, intorno alle 16.15, è previsto il discorso di coach Giampaolo Medei. A seguire una seduta in sala pesi.
Saranno cinque i giocatori della prima squadra presenti all’inizio del raduno: Francesco Bisotto, Davide Gardini, Giovanni Gargiulo, Alberto Polo e Davide Zoppellari.
Per rinfoltire il gruppo, privo dei nazionali per una parte della preseason, saranno impiegati alcuni tesserati dell’Academy Volley Lube: Federico Amadio, Diego Gatto, Mattia Penna, Mario Wang e Diego Zamparini. A fine mese ci saranno anche Luka Stankovic e Matteo Talevi, al momento impegnati al Mondiale U17 in Qatar con la Nazionale italiana di categoria.
“Finalmente s’inizia – dice il direttore sportivo Marko Podrascanin – Prevedo una stagione lunga e stimolante. Anche se l’avvio delle attività con il preparatore Max Merazzi sarà caratterizzato da un gruppo ridotto di atleti, conterà molto cominciare con la giusta mentalità. Sono soddisfatto del percorso di avvicinamento al raduno. Ho toccato con mano l’entusiasmo dei tifosi alla presentazione di Simeon Nikolov. Ora si guarda avanti perché vogliamo disputare un’annata da protagonisti!”.
A dieci anni dalle prime scosse del terremoto del 2016, lo sport continua a essere uno degli strumenti scelti per tenere unite e far rivivere le comunità dei territori colpiti dal sisma.
È il percorso portato avanti dall’Unione Sportiva Acli Marche, che anche nel 2026 ha organizzato centinaia di iniziative nei comuni marchigiani interessati dall’emergenza. L’obiettivo non è soltanto praticare sport, ma favorire socialità, aggregazione e riscoperta dei territori.
Tra le attività centrali ci sono le “Camminate nei luoghi del sisma”, pensate per accompagnare residenti e visitatori alla scoperta di aree che conservano ancora le tracce del terremoto, ma anche un patrimonio naturalistico, storico e culturale da valorizzare. Un modo per promuovere il turismo lento e di prossimità e riportare persone nei piccoli centri dell’Appennino.
Nel solo 2026 le camminate sportive hanno coinvolto i territori di Acquasanta Terme, Appignano del Tronto, Arquata del Tronto, Ascoli Piceno, Comunanza, Macerata, Mogliano, Offida, Treia, Urbisaglia e Venarotta, con 125 eventi e oltre 3.600 presenze.
A queste iniziative si aggiunge un calendario ancora più ampio di attività gratuite: 382 eventi e oltre 3.000 presenze nei comuni di Acquasanta Terme, Ascoli Piceno, Castel di Lama, Castorano, Colli del Tronto, Folignano, Maltignano, Macerata, Montedinove, Palmiano, Pioraco, Ponzano di Fermo e Venarotta.
Non solo camminate. Nel corso dell’anno sono state proposte attività come ginnastica, scacchi, nordic walking, burraco, taijiquan e qigong, judo, bowling e danza, oltre a percorsi dedicati alla salute e al fitness. Un insieme di appuntamenti rivolti a generazioni diverse e pensati per creare occasioni di incontro.
Particolare attenzione è stata riservata anche alle scuole, con attività di judo e scacchi inserite nell’orario curriculare che hanno coinvolto gli studenti di Montefalcone Appennino, Force, Comunanza, Maltignano, Acquasanta Terme, Venarotta, Roccafluvione e Ascoli Piceno.
A dieci anni dal sisma, dunque, l’obiettivo è anche quello di riportare vita nei luoghi colpiti, attraverso attività semplici ma capaci di creare relazioni e incentivare la presenza di residenti e visitatori.
Per l’Unione Sportiva Acli Marche, lo sport diventa così non soltanto attività fisica, ma uno strumento di socialità, educazione e valorizzazione del territorio, contribuendo al percorso di ritorno alla normalità delle comunità colpite dal terremoto.
La voglia di fare impresa, nel Maceratese, resta forte. La provincia è infatti nona in Italia per numero di imprese rispetto alla popolazione, con 93,1 attività ogni mille abitanti. Un dato che supera nettamente la media nazionale, ferma a 80,6.
A fotografare la situazione è l’Area Studi e Ricerche Cna sulla base dei dati Istat. Una graduatoria che vede nelle prime posizioni soprattutto territori del Centro-Nord e che conferma anche la particolare vocazione imprenditoriale delle Marche. Fermo è quinta in Italia, con 95,5 imprese ogni mille abitanti, mentre Macerata si piazza al nono posto.
In testa c’è Prato, con 112,4 imprese ogni mille abitanti, seguita da Milano (110,6) e Rimini (105,5). Poi Firenze (98,2), Fermo, Valle d’Aosta (94,3), Padova e Lucca (93,9), Macerata e Roma (92,1).
Numeri che, secondo la CNA, raccontano una caratteristica precisa del territorio: qui l’impresa è soprattutto piccola, familiare e profondamente legata alla comunità.
«Essere tra le prime dieci province italiane non è soltanto un dato statistico – sottolinea il presidente di CNA Macerata Simone Giglietti – ma racconta quanto l’impresa sia radicata nella storia e nella struttura economica del nostro territorio».
Nel Maceratese, infatti, fare impresa significa spesso lavorare in piccole realtà, mantenere competenze e professionalità e creare occupazione anche nei centri più piccoli e nelle aree interne.
È uno dei tratti distintivi dell’economia italiana. Nel Paese ci sono poco meno di 4,8 milioni di imprese, con quasi 18,9 milioni di addetti e una dimensione media di circa quattro occupati. E la maggior parte non si trova nelle grandi città.
Le 14 città metropolitane concentrano infatti il 38,1% delle imprese e il 43,3% degli addetti. Il resto del tessuto produttivo è distribuito tra province, città intermedie, distretti e piccoli Comuni.
Il peso delle piccole attività
Per Macerata questo modello è particolarmente importante. La presenza delle piccole imprese non rappresenta soltanto un dato economico, ma contribuisce a mantenere vivi i territori, soprattutto quelli più lontani dai principali centri.
Il confronto con il resto d’Italia evidenzia però anche forti differenze. In fondo alla classifica c’è il Sud Sardegna, con 53,4 imprese ogni mille abitanti. Seguono Enna (55,9), Caltanissetta (56,5), Agrigento (58,4) e Taranto (58,8).
Dove la propensione a fare impresa è più bassa, pesano anche spopolamento, invecchiamento della popolazione, difficoltà di accesso al credito, infrastrutture insufficienti e una minore presenza di filiere produttive.
Per Giglietti, dunque, il buon piazzamento di Macerata non deve far abbassare la guardia.
Il mondo dell’artigianato sta cambiando rapidamente e le Marche, con il territorio della provincia di Macerata inserito in questo scenario, sono tra le regioni italiane che negli ultimi anni hanno registrato le contrazioni più significative.
I dati elaborati dalla Cgia mostrano infatti una riduzione consistente del numero degli artigiani nell’ultimo decennio. La diminuzione ha interessato tutte le regioni italiane, ma le Marche risultano tra quelle maggiormente colpite, con una contrazione del 28,1% in dieci anni secondo una delle elaborazioni dell’Ufficio studi dell’associazione.
Il fenomeno non riguarda soltanto il numero complessivo delle attività. A cambiare è anche il volto stesso dell’artigiano. Alcuni dei mestieri tradizionali fanno sempre più fatica a trovare nuovi professionisti, mentre crescono attività legate al benessere, ai servizi e al digitale.
L’analisi di Unioncamere e InfoCamere, basata sui dati del Registro delle Imprese, fotografa un’evoluzione particolarmente evidente negli ultimi anni. Tra marzo 2023 e marzo 2025 sono aumentate soprattutto le imprese degli estetisti, cresciute del 10,4%, seguite dai tassisti (+7,2%) e dagli specialisti Ict (+5,4%).
Allo stesso tempo arretrano alcune figure che per decenni hanno rappresentato l’immagine classica della bottega artigiana. I falegnami registrano una diminuzione del 10,9%, i trasportatori dell’8,9% e gli elettricisti del 2,9%. Il segno meno interessa anche diverse altre attività tradizionali, tra cui sarti, fotografi, calzolai, fabbri, muratori, idraulici, meccanici e panettieri.
Per un territorio come quello maceratese, caratterizzato dalla presenza diffusa di piccoli centri, attività familiari e imprese legate alle lavorazioni tradizionali, il cambiamento assume quindi un peso particolare.
Non è però soltanto una storia di chiusure. L’artigianato italiano sta anche modificando la propria identità.
Accanto alle attività tradizionali si fanno spazio professionisti del digitale, specialisti Ict, grafici e nuove figure legate ai servizi. Crescono inoltre alcune professioni del settore del benessere e attività come giardinieri, serramentisti e riparatori di macchinari.
Il cambiamento coinvolge anche la composizione della categoria. Secondo i dati riportati nell'analisi, tra i giovani under 35 aumentano soprattutto gli specialisti Ict e i tassisti, mentre tra gli imprenditori stranieri si registrano incrementi significativi proprio nei settori del trasporto e dell’informatica.
Uno dei nodi principali resta però quello del ricambio generazionale.
L’invecchiamento della popolazione artigiana e la difficoltà nel convincere le nuove generazioni a intraprendere alcuni mestieri manuali rischiano di creare, nel prossimo futuro, una vera carenza di competenze.
Il problema non riguarda soltanto chi vuole aprire una nuova attività. La riduzione degli artigiani potrebbe rendere sempre più difficile trovare professionisti capaci di intervenire per una riparazione o una manutenzione. Tra le figure considerate maggiormente a rischio ci sono idraulici, fabbri, elettricisti e serramentisti.
Tra le cause indicate dalla Cgia figurano il minore interesse dei giovani verso il lavoro manuale, una formazione non sempre adeguata alle esigenze del mercato e un orientamento scolastico che fatica ad accompagnare gli studenti verso professioni tecniche.
Il dato regionale conferma le difficoltà del comparto. In una delle rilevazioni relative all’ultimo decennio, le Marche risultano la regione con la maggiore contrazione del numero di artigiani, pari al 28,1%, davanti a Umbria, Abruzzo e Piemonte.
Anche gli aggiornamenti più recenti evidenziano una situazione ancora delicata. Nel 2025 il numero delle imprese artigiane è rimasto sostanzialmente stabile a livello nazionale, ma il Centro Italia ha registrato una variazione negativa dello 0,3%. Tra le regioni del Centro, le Marche hanno segnato un -0,5% rispetto all’anno precedente.
Il dato riguarda l’intero territorio regionale e quindi anche la provincia di Macerata, senza però indicare una specifica variazione provinciale per il Maceratese nei numeri riportati nelle analisi di riferimento.
A complicare il quadro c'è anche l'accesso al credito. Secondo Confartigianato, tra il 2019 e marzo 2026 i finanziamenti alle piccole imprese sono diminuiti del 25,9%, mentre per le imprese artigiane la contrazione è arrivata al 39,3%.
A livello regionale, le Marche hanno registrato a marzo 2026 una diminuzione dei finanziamenti alle piccole imprese del 7,1%, tra le variazioni più significative rilevate nel Paese.
Una stretta che può incidere sulla capacità delle piccole attività di investire, innovare e affrontare il ricambio generazionale.
Il quadro che emerge non racconta quindi semplicemente la scomparsa dell’artigianato. Racconta piuttosto una trasformazione profonda, nella quale alcune professioni tradizionali si riducono e altre, spesso legate alla tecnologia e ai servizi alla persona, conquistano spazio.
Per le realtà della provincia di Macerata la sfida sarà riuscire a mantenere vive le competenze che hanno caratterizzato il territorio, accompagnandole però verso un modello capace di parlare alle nuove generazioni e di confrontarsi con un mercato sempre più digitale.
Frane, alluvioni, erosione costiera e terremoti: nelle Marche la conoscenza del territorio diventa sempre più importante per prevenire i rischi. La Sezione di Geologia dell’Università di Camerino, attraverso la Regione Marche, ha firmato con Ispra – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale – una convenzione per la realizzazione del Foglio geomorfologico CARG n. 303 – Macerata.
Un progetto che punta a mettere a sistema conoscenze scientifiche e cartografia per individuare con maggiore precisione le aree esposte a pericolosità geologica e fornire uno strumento concreto alla pianificazione territoriale.
Le recenti ondate di maltempo che hanno interessato le Marche, tra nubifragi, grandinate, frane e mareggiate, hanno riportato in primo piano la fragilità di un territorio caratterizzato da pendii ripidi, colline, vallate attraversate da corsi d’acqua, falesie e coste. Un paesaggio di grande valore, ma allo stesso tempo sottoposto a fenomeni naturali che possono trasformarsi in emergenze quando si sommano a una crescente urbanizzazione e agli effetti dei cambiamenti climatici.
Il quadro delineato dai dati del Rapporto ISPRA 2025 e dalle attività di rilevamento svolte negli anni dai geologi dell’Università di Camerino evidenzia una situazione particolarmente delicata.
Nelle Marche sono state censite oltre 42.500 frane, con una densità di circa 442 fenomeni ogni 100 chilometri quadrati, più del doppio rispetto alla media nazionale. Sono circa 90mila le persone che vivono o frequentano edifici situati in aree interessate da fenomeni franosi, mentre l’11,5% del territorio regionale è esposto al rischio di inondazione.
A questi fattori si aggiunge l’elevata pericolosità sismica che caratterizza gran parte della regione, legata anche alla particolare struttura geologica e geomorfologica del territorio.
Numeri che rendono evidente la necessità di conoscere sempre meglio il territorio e le sue trasformazioni.
È proprio questo l’obiettivo del nuovo Foglio geomorfologico CARG 303. La cartografia permetterà di rappresentare le caratteristiche morfogenetiche e morfodinamiche del territorio, individuando e perimetrando le principali situazioni di criticità geo-ambientale.
«Ogni evento naturale diviene emergenza se non viene fatta prevenzione», sottolinea il professor Piero Farabollini, docente della Sezione di Geologia Unicam e coordinatore del Foglio Macerata.
«La prevenzione passa attraverso un dettagliato rilevamento geomorfologico che permette di cogliere l’evoluzione morfodinamica dei versanti e del territorio. Conoscere il territorio significa anticiparne le fragilità, prima che si trasformino in emergenze».
Un lavoro che assume ulteriore rilevanza anche alla luce della nuova normativa regionale, che attribuisce ai Comuni un ruolo importante nell’integrazione degli studi geomorfologici all’interno degli strumenti di pianificazione territoriale.
Sulla necessità di una strategia di lungo periodo interviene anche il professor Marco Materazzi, docente della Sezione di Geologia Unicam e direttore di rilevamento del Foglio.
«Il dissesto idrogeologico nelle Marche non è dunque un fenomeno episodico – evidenzia – ma una condizione strutturale che richiede continuità di interventi, risorse e competenze, basate sulla conoscenza del territorio».
Da qui la sfida indicata dai geologi: «Trasformare l’emergenza in prevenzione e la prevenzione in cultura del territorio».
Il Foglio geomorfologico 303 interessa un’area particolarmente significativa anche dal punto di vista infrastrutturale e insediativo. Comprende il territorio interessato dalla crisi sismica del 2016, il capoluogo di provincia e numerosi Comuni delle aree pedemontane.
Attraversano l’area importanti infrastrutture, tra cui le direttrici vallive del Potenza e del Chienti e la ferrovia, oltre a elettrodotti, gasdotti, acquedotti, reti di telecomunicazione e altre vie di comunicazione.
Numerosi sono inoltre i centri abitati caratterizzati da un importante patrimonio storico e architettonico.
Il nuovo strumento consentirà quindi di approfondire le condizioni del territorio e verificare le situazioni di criticità legate, tra gli altri fenomeni, a frane, erosione del suolo e dinamiche delle acque superficiali, tenendo conto anche degli effetti dei cambiamenti climatici e della crescente antropizzazione.
Il nuovo incarico affidato ai geologi di Unicam segue il lavoro già concluso con il Foglio geomorfologico n. 296 – Tolentino e punta a rafforzare la collaborazione tra mondo scientifico e istituzioni.
La cartografia geomorfologica, sottolineano da Unicam, non è quindi soltanto uno strumento di studio. «Può diventare un supporto concreto per le amministrazioni chiamate a pianificare lo sviluppo dei territori, individuare le criticità e orientare le scelte urbanistiche e infrastrutturali».
Un terzo posto in Italia nelle ultime classifiche Censis per le lauree triennali dell’area delle Scienze giuridiche e un’offerta formativa sempre più orientata alla specializzazione, all’internazionalizzazione e all’ingresso nel mondo del lavoro. È con questi punti di forza che il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Macerata si prepara al nuovo anno accademico.
L’obiettivo è coniugare la tradizione degli studi giuridici con percorsi capaci di intercettare professioni e ambiti in evoluzione, offrendo agli studenti la possibilità di costruire un percorso formativo il più possibile personalizzato.
Tra le proposte spicca la laurea triennale in Scienze per i servizi giuridici, articolata in cinque curricula: Consulente del lavoro e delle relazioni industriali, Consulente dei trasporti e della logistica, Operatore giudiziario e criminologico, Operatore giuridico per le amministrazioni e Consulente giuridico per lo sport.
Proprio quest’ultimo rappresenta una delle peculiarità dell’offerta dell’Ateneo maceratese, che ha inserito stabilmente il diritto dello sport nella formazione universitaria.
«La forza del nostro Dipartimento sta nella capacità di mantenere salda una tradizione giuridica di lunga data e, nello stesso tempo, di intercettare ambiti professionali nuovi e in continua trasformazione», sottolinea la direttrice del Dipartimento di Giurisprudenza, Claudia Cesari.
«I curricula specialistici, l’attenzione al diritto dello sport, all’innovazione e alle amministrazioni, così come la dimensione internazionale dei nostri corsi, permettono agli studenti di costruire una preparazione solida ma anche fortemente personalizzata, adeguata a percorsi professionali molto diversi tra loro», aggiunge Cesari.
L’apertura internazionale trova una delle sue espressioni principali nella laurea triennale International, European and Comparative Legal Studies (IECoLS), interamente in lingua inglese. Il corso affronta lo studio del diritto attraverso una prospettiva europea, comparata e globale, preparando gli studenti anche a possibili percorsi professionali nelle imprese, nelle istituzioni europee e nelle organizzazioni internazionali.
Rimane centrale anche la laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza, tradizionalmente orientata alla preparazione per le professioni di avvocato, magistrato e notaio, ma caratterizzata da una crescente possibilità di personalizzazione.
Gli studenti possono infatti orientare il proprio piano di studi verso percorsi dedicati al giurista forense, al giurista d’impresa, alle organizzazioni pubbliche oppure all’innovazione e alla sostenibilità.
A questa offerta si aggiunge il Comparative, International and European Law and Innovation Programme, percorso parzialmente in lingua inglese con una forte componente comparatistica, europea e internazionale.
Per chi punta a un’esperienza ancora più internazionale è inoltre disponibile il percorso a doppio titolo con l’Università di Orléans. L’opportunità consente di trascorrere una parte dei cinque anni di studio in Francia e ottenere, insieme alla laurea magistrale dell’Università di Macerata, i corrispondenti titoli francesi.
L’offerta del Dipartimento comprende anche un articolato percorso nell’ambito del servizio sociale. La laurea triennale in Teorie, culture e tecniche per il servizio sociale consente di accedere all’esame di Stato per l’abilitazione alla professione di assistente sociale.
Chi intende proseguire la formazione può iscriversi alla laurea magistrale in Politiche e programmazione dei servizi alla persona, proposta anche in modalità mista, con la possibilità di seguire le lezioni da remoto.
Il percorso permette di acquisire competenze avanzate e di ampliare le prospettive professionali, anche in vista di ruoli di maggiore responsabilità e funzioni dirigenziali.
In continuità con i percorsi dedicati alle amministrazioni e ai servizi giuridici si inserisce infine la laurea magistrale in Governance dell’amministrazione pubblica e delle organizzazioni complesse.
Il corso punta a sviluppare competenze innovative nella gestione e nel governo delle organizzazioni, formando figure professionali qualificate per la pubblica amministrazione e per realtà organizzative complesse. Anche questa magistrale è disponibile in modalità mista, con l’obiettivo di rendere la frequenza più flessibile e compatibile con esigenze lavorative e personali.
Il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Macerata si presenta così al nuovo anno accademico con un’offerta che punta a unire formazione giuridica tradizionale e nuovi sbocchi professionali, con particolare attenzione alla personalizzazione dei percorsi, alla dimensione internazionale e alle esigenze di un mercato del lavoro in continua trasformazione.
Nuove importanti evidenze archeologiche sono emerse nell'area di Potentia, l'antica colonia romana di Porto Recanati, dove nel pomeriggio di giovedì 20 agosto il cantiere di scavo è stato eccezionalmente aperto al pubblico nell'ambito dell'iniziativa "Tra le vie di Potentia. L'archeologia incontra la comunità".
Accompagnati dagli archeologi della Soprintendenza e di ArcheoLAB, i partecipanti hanno potuto visitare il nuovo cantiere di scavo e conoscere da vicino le metodologie utilizzate e i risultati delle indagini preventive effettuate in vista della realizzazione del nuovo accesso all'area dal lato nord. I due saggi stratigrafici hanno restituito elementi di particolare interesse per ricostruire l'organizzazione urbana dell'antica colonia romana.
Nel primo saggio è emersa la fase tardoantica di sistemazione di una grande area aperta, verosimilmente identificabile con il foro cittadino. Il secondo ha invece portato alla luce l'intersezione tra un cardo e un decumanus, oltre ad alcune strutture edilizie affacciate sulla strada, con resti di intonaci e porzioni di pavimentazione ancora conservate.
L'iniziativa è stata promossa dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, in collaborazione con il comune di Porto Recanati e ArcheoLAB. Il progetto "Potentia: accessibilità, inclusione e rigenerazione culturale" è inserito nel Piano Olivetti per la Cultura.
"Accogliamo con grande entusiasmo la ripresa degli scavi archeologici a Potentia, un patrimonio straordinario che può ancora restituire importanti testimonianze sulla storia del nostro territorio", dichiara il sindaco Andrea Michelini.
"L'auspicio è che questa nuova fase di ricerca possa proseguire a lungo e con continuità, permettendo di approfondire la conoscenza dell'antica città e di rendere il sito sempre più accessibile e vicino alla comunità".
Il primo cittadino ha inoltre ringraziato l'architetto Giovanni Issini, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, la dottoressa Nicol Tiburzi, funzionario dell'Area archeologica, e il professor Frank Vermeulen dell'Università di Gent, Dipartimento di Archeologia, per il contributo offerto alla ricostruzione dell'assetto urbano di Potentia.
L'apertura del cantiere rappresenta il primo passo di un percorso più ampio finalizzato a rendere Potentia sempre più accessibile, conosciuta e integrata negli itinerari culturali e turistici del territorio.
Il progetto prevede infatti visite guidate, attività didattiche, iniziative divulgative e percorsi inclusivi, con l'obiettivo di rafforzare il legame tra l'antica città romana e la comunità, valorizzandone il patrimonio storico e archeologico.
È stato un giovanissimo pianista di appena nove anni, Alberto Cartuccia Cingolani, il protagonista del gran finale del Quiete Music Festival di Treia, chiuso con un'autentica ovazione e un nuovo sold out a Villa Spada.
Davanti a un pubblico numeroso, con una significativa presenza anche di spettatori arrivati dall'estero, il giovane artista ha trasformato il concerto in un vero spettacolo fatto di musica, racconti, ironia e sorprendente spontaneità. Una serata che ha confermato anche il successo della rassegna, aperta a inizio luglio con un altro tutto esaurito e conclusa con Villa Spada nuovamente gremita.
Cartuccia Cingolani ha affrontato l'intero programma senza spartito, mostrando una sicurezza e una preparazione musicale fuori dal comune. A colpire il pubblico non è stata però soltanto la sua tecnica: il giovane pianista ha dimostrato anche una notevole presenza scenica, presentando personalmente ogni brano e raccontandone caratteristiche, atmosfere e curiosità.
Alle domande rivoltegli durante la serata ha risposto con chiarezza e competenza, sorprendendo per la maturità delle sue risposte ma senza perdere quella leggerezza e quell'umorismo tipici della sua età che hanno contribuito a rendere ancora più speciale il concerto.
"È stato un concerto straordinario, degno di un festival che ha oggettivamente entusiasmato", ha commentato il sindaco Franco Capponi, ricordando anche un curioso fuori programma della serata. A un certo punto, infatti, è stato persino il fonico, solitamente discreto dietro la consolle, a prendere il microfono per invitare il pubblico a tributare un grande applauso ad Alberto per la sua capacità di suonare senza spartito.
Un momento che, secondo il primo cittadino, ha fotografato perfettamente l'atmosfera della serata: il pubblico è stato conquistato non soltanto dal talento del giovane pianista, ma anche dalla sua personalità.
"Siamo molto soddisfatti di questa stagione del Quiete Music Festival", ha aggiunto Capponi, sottolineando la qualità degli artisti portati a Villa Spada e la risposta del pubblico. "La risposta è stata importante, come dimostrano i sold out che hanno aperto e chiuso la rassegna e ci ha fatto particolarmente piacere vedere una presenza così numerosa anche di spettatori stranieri".
Per il sindaco, tuttavia, la serata conclusiva ha avuto qualcosa di ancora più speciale: "Abbiamo visto un artista di appena nove anni capace di emozionare con una naturalezza davvero rara. Quella sicurezza e, allo stesso tempo, tutta la spontaneità e l'ironia di un bambino sono qualità che difficilmente si dimenticano".
Al termine del concerto è arrivato anche un invito ufficiale a tornare a Treia per la prossima stagione, subito accettato dal giovane pianista. E non è mancata una piccola sfida per il futuro.
Capponi ha infatti chiesto ad Alberto se, in occasione della prossima edizione, preparerà la "Polonaise" di Chopin dedicata alla contessa Komar, figura legata alla storia di Villa Spada. Il giovane pianista, con la consueta sincerità, ha ammesso che Chopin non è il suo compositore preferito, ma ha comunque promesso che si metterà al lavoro.
Un arrivederci che ha già una possibile colonna sonora e che chiude nel migliore dei modi un'edizione del Quiete Music Festival capace di portare a Villa Spada musica, qualità e pubblico, superando serata dopo serata le aspettative degli organizzatori.
Migliaia di candele, le canzoni di Lucio Battisti e l'atmosfera dell'Arena Beniamino Gigli di Porto Recanati: sabato 22 agosto, alle 21:30, arriva "Lumina – I concerti a lume di candela" con lo spettacolo "Emozioni – Omaggio a Lucio Battisti".
Dopo una tournée nazionale caratterizzata da numerosi sold out, Lumina approda a Porto Recanati con uno spettacolo pensato per unire musica e luce in un'esperienza suggestiva e dal forte impatto emotivo.
L'Arena Beniamino Gigli si trasformerà per una sera in uno spazio sospeso nel tempo, avvolto dalla luce calda e vibrante di migliaia di candele. Una scenografia intima e particolare, progettata per accompagnare il pubblico nell'ascolto e valorizzare ogni momento dello spettacolo.
Al centro della serata ci sarà il tributo a Lucio Battisti, uno dei protagonisti più importanti della storia della musica italiana. Il pubblico potrà riascoltare alcuni dei suoi brani più celebri, tra cui "Emozioni", "Il mio canto libero", "I giardini di marzo" e "Con il nastro rosa", proposti attraverso arrangiamenti eleganti e interpretazioni intense.
A dare voce e anima allo spettacolo saranno Leandro Ghetti, alla voce, pianoforte e chitarra acustica, e Andrea Adami, alla chitarra acustica, chitarra elettrica e cori. I due musicisti saranno protagonisti di un dialogo musicale pensato per valorizzare le diverse sfumature delle canzoni di Battisti.
Prodotto e organizzato da Dream Up Production in collaborazione con Isolani Spettacoli e Amat, "Lumina" è stato ideato da Emanuela Todesco e Giacomo Isolani. L'obiettivo è proporre non soltanto un concerto, ma una vera esperienza emozionale, invitando il pubblico a rallentare e lasciarsi coinvolgere dall'incontro tra musica, luce e poesia.
Ogni nota sarà accompagnata dalla danza delle candele, creando un'atmosfera intima e senza tempo per una serata dedicata alla musica di Battisti e alle emozioni che le sue canzoni continuano a suscitare.
L'appuntamento è dunque per sabato 22 agosto alle 21:30 all'Arena Beniamino Gigli di Porto Recanati. I biglietti sono disponibili su TicketOne, presso i punti vendita autorizzati e alla biglietteria del Teatro.
A Loro Piceno il vino cotto non è soltanto un prodotto da degustare. È storia, identità e tradizione, un elemento che da generazioni accompagna la vita del paese e che, per cinque giorni, diventa il protagonista assoluto del borgo. È questo lo spirito del 54° Vino Cotto Festival, manifestazione che anche quest'anno ha portato nel centro di Loro Piceno visitatori, produttori, amministratori e appassionati.
Dopo Serrapetrona, Picchio News On Tour ha raggiunto il paese del vino cotto per raccontare una delle serate del festival, tra i profumi della cucina, gli stand dei produttori e la musica che accompagna il dopocena.
Per il sindaco Robertino Paoloni, questa edizione assume un significato ancora più particolare. «Siamo giunti alla 54ª edizione del Festival del Vino Cotto e quest'anno è un po' particolare perché abbiamo inaugurato il nuovo Museo del Vino Cotto». Un museo che rafforza ulteriormente il legame tra il paese e quello che il primo cittadino definisce il suo «ambasciatore nel mondo», grazie anche ai cinque produttori locali che portano il vino cotto oltre i confini italiani.
A rendere speciale l'edizione 2026 c'è anche il 40° anniversario del gemellaggio con San Nicolae in Sausa, celebrato proprio al Parco San Nicolae, uno degli spazi della manifestazione. Un doppio appuntamento che mette insieme memoria, relazioni e promozione del territorio.
Durante il festival Loro Piceno si trasforma completamente. Le iniziative non si concentrano in un'unica piazza, ma coinvolgono diverse zone del paese, con gli spazi dei produttori dove è possibile conoscere e degustare le diverse interpretazioni del vino cotto. «Magari siamo abituati a pensare che viene solo bevuto come bevanda dolce o con i tozzetti, in realtà viene utilizzato in molte maniere nell'alimentazione», ha ricordato Paoloni, citando anche la Sapa tra i prodotti legati a questa tradizione.
La serata ha rappresentato inoltre un momento di incontro per il territorio. Il sindaco ha infatti invitato a Loro Piceno i primi cittadini dell'Unione Montana dei Monti Azzurri, trasformando il festival in un'occasione di convivialità e confronto tra amministratori.
«È una bella iniziativa», ha commentato il presidente dell'Unione Montana Giampiero Feliciotti, sottolineando il valore del vino cotto non soltanto come prodotto, ma come espressione delle persone e delle famiglie che lo portano avanti. L'invito ai sindaci, ha spiegato, è stato anche un modo per ritrovarsi «fuori dalle solite parole politiche» e valorizzare la dimensione umana di chi amministra i 15 borghi dell'Unione.
Sulla necessità di creare occasioni di incontro tra i piccoli comuni si è soffermato anche Tonino Pettinari, ex presidente della Provincia di Macerata. «Le nostre comunità sono tanti piccoli scrigni di saggezza, di umanità, di volontà, di forza ma hanno bisogno anche di condivisione, di una comunità vera», ha sottolineato, evidenziando il ruolo dei rapporti tra amministratori e cittadini nella costruzione di un territorio più coeso.
Al centro della festa c'è naturalmente anche la gastronomia. A contribuire all'organizzazione è l'Associazione Divin Cotto, che collabora con la Pro Loco nella gestione degli stand. Il lavoro, come raccontato dal presidente Mattia Pettinari, comincia ben prima dell'apertura della festa e coinvolge diverse attività, dallo stand gastronomico a quello delle frittelle, fino agli appuntamenti del dopocena.
Il menù cambia ogni sera e punta sulle ricette della tradizione. «Ogni giorno i piatti cambiano perché vogliamo portare la tradizione all'interno del festival», ha spiegato Pettinari. Tra le proposte che accompagnano l'intera manifestazione ci sono i ravioli al Vino Cotto, mentre ogni sera viene proposto anche un primo speciale differente.
Ma il festival non si ferma a tavola. Dopo cena, infatti, il testimone passa alla musica. Al Parco Girona, dalle 23 circa, prendono il via dj set e concerti live, con un programma pensato soprattutto per il pubblico più giovane e per chi vuole continuare la serata dopo le degustazioni.
Tra i tanti visitatori arrivati a Loro Piceno c'è anche chi conosce già bene la manifestazione. Alcuni ospiti olandesi di un agriturismo e camping del territorio hanno raccontato di tornare ogni anno al Vino Cotto Festival, confermando la capacità dell'appuntamento di diventare un punto di riferimento anche per chi arriva da fuori.
Alla sua prima esperienza, invece, l'assessore al Turismo di Morrovalle Desirée Lupi è rimasta colpita dall'organizzazione e dall'atmosfera della festa. «È fondamentale, di vitale importanza valorizzare tutto quello che vedete qua, l'enogastronomia, il territorio, perché noi viviamo di questo. Dobbiamo ritornare a vivere di questo», ha osservato, richiamando l'importanza di iniziative capaci di mettere in risalto le peculiarità dei piccoli borghi maceratesi.
Il 54° Vino Cotto Festival proseguirà fino a domenica, con altri appuntamenti dedicati alla gastronomia, alla musica e alla degustazione. A chiudere la manifestazione sarà il tradizionale spettacolo dei fuochi d'artificio.
Cinquantaquattro edizioni dopo, Loro Piceno continua così a raccontare la propria storia attraverso un prodotto che è molto più di una bevanda: un patrimonio di tradizioni, saperi e relazioni, capace ancora oggi di riunire il paese e attirare visitatori nel cuore dell'estate.
Caterina Alloggio, giovane infermiera che vive a Tolentino, ha conquistato il titolo di Miss Cinema Marche 2026, ottenendo così l'accesso alle prefinali nazionali di Miss Italia. La proclamazione è arrivata nella serata di ieri a Servigliano, in provincia di Fermo, durante la sesta finale regionale di Miss Italia Marche 2026. La giovane, che lavora come infermiera presso l'ospedale di Camerino, nel reparto di Chirurgia generale, ha conquistato pubblico e giuria grazie al suo carisma e alla passione per il mondo del cinema e dello spettacolo.
Un risultato particolarmente significativo per Caterina, che rappresenterà dunque le Marche alle prefinali nazionali di Miss Italia con la fascia di Miss Cinema Marche 2026. L'appuntamento è fissato a Roma, presso il Palazzo dello Spettacolo, dall'1 al 3 settembre. A presentare la serata è stato Marco Zingaretti, protagonista sul palco con la consueta professionalità. La manifestazione ha visto anche la partecipazione di una giuria chiamata a valutare le concorrenti e a decretare la vincitrice della fascia regionale.
La serata è stata realizzata grazie alla collaborazione del Comune di Servigliano e della Pro Loco di Servigliano, con il contributo di diverse realtà coinvolte nell'organizzazione dell'evento. Tra i componenti della giuria anche una rappresentante di Miluna Gioielli.
Da 55 anni sceglie Civitanova Marche per le sue vacanze estive. Una fedeltà che ieri è stata celebrata in una cerimonia speciale a Palazzo Comunale, dove Vilma Chimentin, 88 anni, ha ricevuto una pergamena come riconoscimento per il suo legame con la città e, in particolare, con Fontespina.
Nata a Sesto San Giovanni il 3 aprile 1938, Vilma arriva a Civitanova ogni estate dal 1971, trasformando negli anni la località balneare in una vera e propria seconda casa. A consegnarle il riconoscimento sono stati il sindaco Fabrizio Ciarapica e la consigliera comunale Siria Carella, promotrice dell'iniziativa.
“È un onore premiare la signora Vilma – ha dichiarato Ciarapica –. La sua presenza costante per oltre mezzo secolo testimonia non solo l’accoglienza della nostra città, ma anche il profondo legame affettivo che Civitanova sa creare con i suoi turisti, che diventano parte integrante della nostra comunità”.
Per Vilma, però, Fontespina non è soltanto il luogo delle vacanze. Nel corso di oltre cinque decenni ha costruito qui amicizie e legami che si sono rinnovati estate dopo estate.
“Vilma è una persona solare, altruista e dotata di una rara sensibilità”, ha raccontato la consigliera Carella. “Ogni volta che arriva a Civitanova, per le sue amiche inizia ufficialmente l’estate”. E proprio alcune delle sue amiche di Fontespina erano presenti alla cerimonia, a testimonianza del rapporto costruito negli anni.
Al fianco di Vilma anche il figlio Alessandro, che ha voluto ringraziare la città per l’accoglienza riservata alla madre: “Civitanova è una città bella, vivibile e accogliente. In questi anni è cresciuta molto, soprattutto negli ultimi tempi”.
Una storia che racconta un turismo fatto non soltanto di presenze e numeri, ma di abitudini, amicizie e affetti. Per Vilma, dopo 55 estati, Fontespina è ormai molto più di una destinazione per le vacanze: è una casa del cuore.
Si è conclusa l'edizione 2026 di “Sibillini e Dintorni”, il celebre evento organizzato dalla Scuderia Marche Club Motori Storici che per tre giorni ha trasformato la provincia di Macerata in un museo a cielo aperto. Un viaggio itinerante che ha unito la passione per i bolidi d'epoca alla scoperta dei tesori del territorio, tra borghi suggestivi e una particolare attenzione all'eleganza e agli abiti d'epoca.
Il sipario sull'edizione 2026 si è alzato ufficialmente nel pomeriggio del 20 agosto a Macerata, con il raduno e la partenza da via Roma, quartier generale degli equipaggi presso l'Hotel I Colli. Da lì, il coloratissimo serpentone di auto storiche ha imboccato uno degli scorci più suggestivi dell'intera provincia: il tragitto che collega la storica Abbadia di Fiastra — imponente monumento d'interesse storico — a Petriolo, costeggiando Mogliano e le campagne circostanti.
Una volta giunte a Petriolo, le vetture hanno sfilato lungo il corso cittadino, catalizzando l'attenzione e la curiosità di numerosi ammiratori. Gli equipaggi hanno così potuto apprezzare le eccellenze culturali locali, visitando il nuovo Museo dei Legni Processionali “Mons. Marcello Manfroni” e la Torre Civica, prima della cena conviviale. Un'accoglienza calorosa che ha trovato eco nelle parole del sindaco Matteo Santinelli, affiancato dalla vice sindaca Danila Damiani: "Siamo molto orgogliosi di ospitare nel nostro comune le splendide macchine della carovana di Sibillini e Dintorni che hanno animato e colorato la città, auspicando un ritorno anche in futuro".
L'indomani, venerdì 21 agosto, i motori sono tornati a rombare in direzione della montagna. La carovana ha fatto rotta verso Sarnano, dove gli equipaggi hanno esplorato il borgo medievale, la Piazza Alta e la Pinacoteca, recentemente riaperta dopo i lavori post-sisma. Il pranzo, servito nello storico loggiato, ha suggellato una giornata dal forte valore simbolico: la presenza delle auto d'epoca ha portato ancora una volta un faro di luce e gioia nei territori colpiti dal sisma, di cui proprio quest'anno ricorrono i dieci anni.
L'iniziativa è poi entrata nel vivo a Macerata. Accogliendo l'arrivo della carovana, la vicesindaco Francesca D'Alessandro ha voluto sottolineare il valore culturale dell'evento, dichiarando che "queste auto sono un vero e proprio museo a cielo aperto", e ha aggiunto con entusiasmo: "Siamo felici di ricevere questa carovana storica che porta bellezza, stupore e vitalità nel cuore della nostra città".
È in questo scenario che si è svolto il concorso d'eleganza. A valutare i partecipanti — giudicando la perfezione meccanica e la pertinenza storica degli abiti — è stata una giuria d'eccezione composta da: Francesca D’Alessandro (Vice Sindaco di Macerata), Riccardo Sacchi (Assessore ai Grandi Eventi), Pierpaolo Simonelli (Delegato dell’Accademia Italiana della Cucina), Daniela Gasparrini (Presidente ALAM), la Professoressa Gabriela Lampa, Stefano Fede (Presidente Lions Macerata), Enrico Ruffini (Presidente ACI Macerata), insieme a Lorella Benedetti e Sabina Rommozzi.
Al termine delle valutazioni, con le premiazioni tenutesi nella sala consiliare del Comune di Macerata, il riconoscimento per la migliore eleganza e la perfetta coerenza d'abito con il periodo storico della vettura è andato all'equipaggio romano formato da Stefano Muccifuora, Donatella Bottoni e il figlio Niccolò. Ad essere premiata è stata la straordinaria sintonia tra i loro costumi d'epoca e la splendida Willys MB / Grill del 1941: un pezzo di storia straordinario, impiegato durante la Seconda Guerra Mondiale e divenuto poi il prototipo universale di ogni fuoristrada moderno.
Infine, la giornata conclusiva di oggi, sabato 22 agosto, ha visto la carovana protagonista a Treia, capitale mondiale della palla a bracciale. Qui, il sindaco Franco Capponi ha fatto da cicerone d'eccezione a Villa La Quiete, uno dei gioielli storici del territorio attualmente interessato da importanti lavori di recupero, prima del pranzo in città.
Al rientro a Macerata, la chiusura della kermesse è affidata alla magia della musica: la serata in Piazza della Libertà sarà infatti allietata dall'energia della Lucio Matricardi Band, che con il suo concerto regalerà un finale memorabile sotto le stelle, trasformando la premiazione ufficiale e la cena di gala in una grande festa collettiva.
A coronamento di questa intensa tre giorni, l'assessore Riccardo Sacchi ha voluto rimarcare il senso profondo dell'iniziativa, lodando inoltre "la sensibilità e la solidarietà dimostrata dagli equipaggi nei confronti delle comunità colpite dal sisma", e sottolineando come il raduno rappresenti "un'autentica esperienza di turismo lento che permette di assaporare gli odori della campagna, dei luoghi e di vivere al meglio le Marche, apprezzandone appieno anche le eccellenze enogastronomiche".
Un ringraziamento speciale è arrivato anche dall'organizzatore Massimo Serra e dal presidente della Scuderia Marche Fausto Tronelli, i quali hanno voluto ringraziare tutti gli equipaggi per la partecipazione e per l'autentica amicizia che si è creata: dopo ben 18 anni, il gruppo è ormai diventato una grande famiglia, dove il desiderio di stare insieme, unito alla comune passione per i motori, rappresenta il vero collante di un evento pluripremiato dall'ASI con ben 20 Manovelle d'Oro, un record italiano assoluto.
Una tre giorni da incorniciare, che anche quest'anno ha saputo raccontare le Marche attraverso la lente affascinante del motorismo storico, coniugando memoria, stile e promozione turistica.
Grande partecipazione di pubblico per la serata inaugurale del XXXIV Festival del Folklore, iniziato ieri (21 agosto) e che si protrarrà fino al 24. Promosso dal Gruppo Folkloristico Castelraimondo APS, il festival è un appuntamento ormai consolidato che, edizione dopo edizione, sta assumendo una dimensione sempre più internazionale: Castelraimondo diviene per qualche giorno luogo di incontro tra popoli, generazioni e culture.
Tantissimi gli intervenuti per la cena sotto i portici di Piazza Dante, cui è seguita la sfilata in costume lungo Corso Italia, vero cuore pulsante della manifestazione. Protagonisti della parata i gruppi folklorici provenienti da Italia, Colombia, Spagna, Lituania e Ucraina. A seguire, Piazza Dante ha ospitato lo spettacolo di tutti i gruppi, presentato da Maurizio Socci, regalando al pubblico una serata di musica, colori, danze e tradizioni provenienti da diverse parti del mondo.
L’amministrazione comunale di Castelraimondo esprime i più sentiti complimenti al Gruppo Folkloristico Castelraimondo APS, a tutti i volontari e a quanti, con passione e impegno, rendono possibile questa manifestazione.
Un ringraziamento particolare va al Comitato Scientifico, che attraverso un importante lavoro di studio, confronto e approfondimento contribuisce a far crescere il Festival non soltanto come momento di spettacolo, ma come appuntamento culturale di respiro internazionale.
Una crescita e un interesse testimoniati anche dalla presenza dell’Università degli Studi di Perugia, nella persona del prorettore Parbuono, e del Ministero della Cultura, rappresentato dalla funzionaria Marchesini. Collaborazioni e presenze prestigiose che rafforzano il percorso intrapreso attorno al tema di questa edizione: “Etnografie nei gruppi folkloristici – Conoscere per salvaguardare un patrimonio immateriale”.
Il Festival prosegue oggi (22 agosto) con una giornata particolarmente ricca: dopo la tavola rotonda e il Collegio Scientifico di stamane al Lanciano Forum, si è svolta l’Assemblea nazionale F.A.F.I.T.
Nel pomeriggio, l'appuntamento è alle 16 in Piazza Dante con i laboratori gratuiti e aperti a tutti, pensati per rendere il pubblico non semplice spettatore, ma protagonista del festival. Sarà possibile avvicinarsi e partecipare direttamente alle attività di organetto, bal folk, pizzica, flamenco e balli internazionali, curate da “Officina Popolare” (Puglia), La Campagnola (Marche), Bal Folk e dai gruppi partecipanti al Festival.
Un momento fortemente voluto per coinvolgere bambini, giovani, adulti e anziani, favorendo l’incontro tra generazioni e culture attraverso il linguaggio universale della musica e della danza. Un modo concreto per conoscere le tradizioni vivendole in prima persona e comprendere quanto il folklore rappresenti un patrimonio vivo, capace di essere tramandato proprio attraverso la partecipazione.
Dalle 19 sempre in Piazza Dante, spazio anche allo street food, con la partecipazione delle attività locali Pasta Mogliani, Ludwig & Friends, Rosticceria La Campagnola, Anima Argentina e Bar L’Eclissi.
La serata proseguirà alle 21 con la sfilata del Gruppo Sbandieratori di Giove e contemporaneamente con lo spettacolo a Esanatoglia dei gruppi provenienti da Ucraina e Colombia. Alle 21.30 Piazza Dante tornerà ad essere il cuore della manifestazione con lo spettacolo dei gruppi “Officina Popolare” dalla Puglia, Sbandieratori di Giove dall’Umbria, La Campagnola dalle Marche e Bal Folk dalla Spagna, presentato da Roberto Ubaldi con Penelope.
«Il successo della prima serata ci restituisce l’immagine più bella di questo Festival: una comunità che accoglie e culture diverse che si incontrano e dialogano attraverso le proprie tradizioni. Il nostro ringraziamento va al Gruppo Folkloristico, al Comitato Scientifico, ai volontari e a tutte le persone che lavorano per una manifestazione che rappresenta sempre più un patrimonio per Castelraimondo e un’occasione di apertura verso il mondo. Invitiamo tutti a partecipare già da questo pomeriggio ai laboratori: non saranno attività da guardare, ma esperienze da vivere insieme, dai più piccoli ai più grandi».
L’amministrazione comunale invita quindi cittadini, famiglie e visitatori a partecipare numerosi agli appuntamenti di oggi e alle successive giornate del festival, per vivere Castelraimondo attraverso un incontro di tradizioni, popoli e generazioni che, partendo dalle proprie radici, parla un linguaggio sempre più internazionale.