Dieci anni dal sisma, San Severino guarda avanti: “La ricostruzione avanza, ora dobbiamo correre” (FOTO e VIDEO)
Attualità
24/08/2026 10:00

Dieci anni dal sisma, San Severino guarda avanti: “La ricostruzione avanza, ora dobbiamo correre” (FOTO e VIDEO)

Dieci anni dopo il terremoto, San Severino Marche guarda alla ricostruzione con la consapevolezza di aver fatto passi importanti, ma anche con la certezza che la strada da percorrere sia ancora lunga. Il Comune è stato tra i primi del cratere a demolire e rimuovere le macerie, un'accelerazione che ha consentito di avviare prima alcune delle opere necessarie per restituire alla città edifici e servizi. A fare il punto è il sindaco Rosa Piermattei, che parte dai numeri per raccontare lo stato della ricostruzione privata: sono 1.208 gli edifici dichiarati inagibili, 1.008 le pratiche presentate, 782 quelle finanziate e 547 gli edifici tornati agibili. Un bilancio che, a dieci anni dal sisma, restituisce l'immagine di una città che ha compiuto passi avanti significativi, pur essendo ancora lontana dalla conclusione del percorso. «Siamo ancora molto lontani, ma allo stesso tempo siamo abbastanza contenti del risultato raggiunto», spiega Piermattei. Nel frattempo, infatti, San Severino ha visto la conclusione di importanti interventi pubblici, tra cui la ricostruzione di una scuola e dell'Itis Divini, uno dei simboli della ripartenza della città. «San Severino sta cambiando volto», sottolinea il sindaco. Il percorso, però, non è stato lineare. La burocrazia ha rallentato la ricostruzione, mentre la pandemia ha imposto uno stop durato quasi tre anni. Poi sono arrivati gli effetti delle guerre e l'aumento dei costi delle materie prime, in particolare di ferro e legno, costringendo a rivedere diversi interventi e i relativi quadri economici. Sul fronte delle opere pubbliche, il Comune ha già completato alcuni dei primi interventi riconosciuti e sta lavorando al secondo stralcio, per oltre 40 milioni di euro. Tra gli interventi più importanti c'è la casa di riposo, con un costo superiore ai 13 milioni e arrivato a circa 15 milioni, ma sono diversi i cantieri e i progetti che stanno entrando nella fase operativa. È partita la palazzina Scuriatti, mentre sono prossimi all'avvio gli interventi sull'ex cinema Italia, il primo stralcio delle Sette Cannelle e l'asilo nido. Nei prossimi mesi dovrebbero inoltre iniziare i lavori per la ricostruzione di una scuola. A questi si aggiungono gli interventi sui cimiteri, diversi dei quali sono stati riconosciuti nell'ambito della ricostruzione. Ma dietro numeri, cantieri e pratiche ci sono soprattutto le persone. E dopo dieci anni il fattore tempo pesa sempre di più. «Le persone di questa comunità sono anziane e hanno difficoltà, vogliono ritornare nelle proprie abitazioni», sottolinea Piermattei. Da qui l'auspicio che l'accelerazione registrata negli ultimi due anni possa proseguire, permettendo ai cittadini di tornare a una vita normale e, soprattutto, consentendo alla comunità di iniziare a ragionare sul futuro. Perché la ricostruzione, secondo il sindaco, non può limitarsi alla restituzione degli edifici danneggiati. La vera sfida è ripopolare i territori del cratere. San Severino ha un territorio di 194 chilometri quadrati, il più esteso della provincia di Macerata e il terzo a livello regionale. Un'estensione che rende ancora più importante garantire collegamenti, servizi e attrattività. Tra le questioni considerate decisive c'è quella dell'intervalliva, opera attesa per migliorare i collegamenti della città. «Speriamo che stia andando avanti al Ministero e si possa realizzare», dice Piermattei, spiegando come la mancanza di un collegamento adeguato rischi di penalizzare ulteriormente San Severino. C'è poi il tema dell'ospedale, un altro presidio che il Comune considera fondamentale per il futuro della comunità. «Stiamo cercando di far capire l'importanza di avere un presidio ospedaliero proprio qui a San Severino, ma che funzioni al 100%», afferma il sindaco. A raccontare concretamente come sia cambiata la vita dopo il sisma è anche il villaggio Campagnano, dove sono state realizzate 103 Soluzioni abitative di emergenza. «Non abbiamo avuto nessun tipo di problematica in questi dieci anni e sono tutte occupate», spiega Piermattei. Una parte delle SAE è utilizzata dall'Arma dei carabinieri, che ha dovuto lasciare la propria sede danneggiata dal terremoto, mentre altre ospitano famiglie che stanno ancora aspettando di poter rientrare nelle loro abitazioni. Il tempo, però, ha trasformato anche il rapporto con queste strutture. Alcune vengono utilizzate, attraverso un bando, per dare una soluzione abitativa a famiglie che ne hanno necessità. A dieci anni dal terremoto, quindi, San Severino si trova davanti a un bivio: completare la ricostruzione e contemporaneamente costruire le condizioni per un nuovo futuro demografico ed economico. «Come comunità colpita dal sisma abbiamo bisogno sempre di essere positivi, guardare avanti, ma soprattutto dobbiamo andare e camminare molto più veloce», conclude Piermattei. Un appello rivolto alla burocrazia e alle istituzioni, non soltanto per San Severino ma per tutti i Comuni del cratere: «Dobbiamo far sì che ritornino alla loro vita e si possa pensare a un futuro».

Dieci anni dal sisma, San Severino guarda avanti: “La ricostruzione avanza, ora dobbiamo correre” (FOTO e VIDEO)

Dieci anni dal sisma, San Severino guarda avanti: “La ricostruzione avanza, ora dobbiamo correre” (FOTO e VIDEO)
24/08/2026 10:00

Dieci anni dopo il terremoto, San Severino Marche guarda alla ricostruzione con la consapevolezza di aver fatto passi importanti, ma anche con la certezza che la strada da percorrere sia ancora lunga. Il Comune è stato tra i primi del cratere a demolire e rimuovere le macerie, un'accelerazione che ha consentito di avviare prima alcune delle opere necessarie per restituire alla città edifici e servizi. A fare il punto è il sindaco Rosa Piermattei, che parte dai numeri per raccontare lo stato della ricostruzione privata: sono 1.208 gli edifici dichiarati inagibili, 1.008 le pratiche presentate, 782 quelle finanziate e 547 gli edifici tornati agibili. Un bilancio che, a dieci anni dal sisma, restituisce l'immagine di una città che ha compiuto passi avanti significativi, pur essendo ancora lontana dalla conclusione del percorso. «Siamo ancora molto lontani, ma allo stesso tempo siamo abbastanza contenti del risultato raggiunto», spiega Piermattei. Nel frattempo, infatti, San Severino ha visto la conclusione di importanti interventi pubblici, tra cui la ricostruzione di una scuola e dell'Itis Divini, uno dei simboli della ripartenza della città. «San Severino sta cambiando volto», sottolinea il sindaco. Il percorso, però, non è stato lineare. La burocrazia ha rallentato la ricostruzione, mentre la pandemia ha imposto uno stop durato quasi tre anni. Poi sono arrivati gli effetti delle guerre e l'aumento dei costi delle materie prime, in particolare di ferro e legno, costringendo a rivedere diversi interventi e i relativi quadri economici. Sul fronte delle opere pubbliche, il Comune ha già completato alcuni dei primi interventi riconosciuti e sta lavorando al secondo stralcio, per oltre 40 milioni di euro. Tra gli interventi più importanti c'è la casa di riposo, con un costo superiore ai 13 milioni e arrivato a circa 15 milioni, ma sono diversi i cantieri e i progetti che stanno entrando nella fase operativa. È partita la palazzina Scuriatti, mentre sono prossimi all'avvio gli interventi sull'ex cinema Italia, il primo stralcio delle Sette Cannelle e l'asilo nido. Nei prossimi mesi dovrebbero inoltre iniziare i lavori per la ricostruzione di una scuola. A questi si aggiungono gli interventi sui cimiteri, diversi dei quali sono stati riconosciuti nell'ambito della ricostruzione. Ma dietro numeri, cantieri e pratiche ci sono soprattutto le persone. E dopo dieci anni il fattore tempo pesa sempre di più. «Le persone di questa comunità sono anziane e hanno difficoltà, vogliono ritornare nelle proprie abitazioni», sottolinea Piermattei. Da qui l'auspicio che l'accelerazione registrata negli ultimi due anni possa proseguire, permettendo ai cittadini di tornare a una vita normale e, soprattutto, consentendo alla comunità di iniziare a ragionare sul futuro. Perché la ricostruzione, secondo il sindaco, non può limitarsi alla restituzione degli edifici danneggiati. La vera sfida è ripopolare i territori del cratere. San Severino ha un territorio di 194 chilometri quadrati, il più esteso della provincia di Macerata e il terzo a livello regionale. Un'estensione che rende ancora più importante garantire collegamenti, servizi e attrattività. Tra le questioni considerate decisive c'è quella dell'intervalliva, opera attesa per migliorare i collegamenti della città. «Speriamo che stia andando avanti al Ministero e si possa realizzare», dice Piermattei, spiegando come la mancanza di un collegamento adeguato rischi di penalizzare ulteriormente San Severino. C'è poi il tema dell'ospedale, un altro presidio che il Comune considera fondamentale per il futuro della comunità. «Stiamo cercando di far capire l'importanza di avere un presidio ospedaliero proprio qui a San Severino, ma che funzioni al 100%», afferma il sindaco. A raccontare concretamente come sia cambiata la vita dopo il sisma è anche il villaggio Campagnano, dove sono state realizzate 103 Soluzioni abitative di emergenza. «Non abbiamo avuto nessun tipo di problematica in questi dieci anni e sono tutte occupate», spiega Piermattei. Una parte delle SAE è utilizzata dall'Arma dei carabinieri, che ha dovuto lasciare la propria sede danneggiata dal terremoto, mentre altre ospitano famiglie che stanno ancora aspettando di poter rientrare nelle loro abitazioni. Il tempo, però, ha trasformato anche il rapporto con queste strutture. Alcune vengono utilizzate, attraverso un bando, per dare una soluzione abitativa a famiglie che ne hanno necessità. A dieci anni dal terremoto, quindi, San Severino si trova davanti a un bivio: completare la ricostruzione e contemporaneamente costruire le condizioni per un nuovo futuro demografico ed economico. «Come comunità colpita dal sisma abbiamo bisogno sempre di essere positivi, guardare avanti, ma soprattutto dobbiamo andare e camminare molto più veloce», conclude Piermattei. Un appello rivolto alla burocrazia e alle istituzioni, non soltanto per San Severino ma per tutti i Comuni del cratere: «Dobbiamo far sì che ritornino alla loro vita e si possa pensare a un futuro».

Cronaca

Montecassiano, scontro tra auto e scooter: 62enne trasportato a Torrette

Montecassiano, scontro tra auto e scooter: 62enne trasportato a Torrette

24/08/2026 22:40

Uno scontro tra un'auto e uno scooter si è verificato nella serata di oggi a Sambucheto di Montecassiano, all'altezza dell'incrocio situato davanti alla pasticceria Paradiso. L'incidente è avvenuto poco dopo le 20:15. Ad avere la peggio è stato lo scooterista, un uomo di 62 anni residente a Tolentino, rimasto coinvolto nell'impatto con un'autovettura. Le condizioni del ferito hanno richiesto l'intervento dei sanitari del 118, che dopo le prime operazioni di soccorso hanno disposto il trasferimento all'ospedale regionale di Torrette, ad Ancona. Sul posto, insieme al personale dell'emergenza sanitaria, sono intervenuti anche i vigili del fuoco e i carabinieri, impegnati negli accertamenti e nella ricostruzione della dinamica dell'incidente. Inizialmente era stato valutato anche l'intervento dell'elisoccorso, ma il trasporto è poi avvenuto in ambulanza, con il 62enne trasferito presso il nosocomio anconetano.   Restano da chiarire le cause e l'esatta dinamica dello scontro: saranno i rilievi effettuati dai carabinieri a consentire di ricostruire quanto accaduto all'incrocio.

Addio a Michele Spettatori, storico dirigente Uil Marche: “Un sindacalista delle persone”

Addio a Michele Spettatori, storico dirigente Uil Marche: “Un sindacalista delle persone”

24/08/2026 11:38

Lutto nella Uil Marche per la scomparsa di Michele Spettatori, segretario generale aggiunto della Uil Fpc, la federazione che rappresenta i lavoratori dell'editoria, della comunicazione, dello spettacolo e dei servizi postali pubblici e privati. Spettatori, osimano, aveva 66 anni. Pochi mesi fa gli era stata diagnosticata una malattia incurabile che, tuttavia, non gli aveva impedito di continuare il proprio impegno sindacale. Tra i suoi ultimi importanti incarichi c'era stato quello di accompagnare la nascita della Fpc, attraverso la fusione di Uilcom e Uil Poste, formalizzata durante il congresso dello scorso marzo a Portonovo. Proprio al mondo delle Poste aveva dedicato gran parte della propria vita sindacale, battendosi in particolare per la difesa di un servizio pubblico essenziale sul territorio, soprattutto nei piccoli Comuni dove spesso gli uffici postali rappresentano uno dei pochi presidi ancora presenti. Iscritto alla Uil da sempre, Spettatori aveva alternato l'attività sindacale al lavoro nel centro di smistamento di Passo Varano. Segretario generale della categoria fin dagli anni Novanta, con la nascita della Fpc aveva mantenuto la delega al settore postale. Il suo impegno è proseguito anche durante la malattia. Appena il mese scorso aveva denunciato la carenza di organico al centro di smistamento di Falconara, seguendo la vicenda nonostante fosse ricoverato in ospedale. A ricordarlo è la segretaria generale della Uil Marche, Claudia Mazzucchelli, che parla di una perdita personale oltre che sindacale. “Michele Spettatori è più di un collega, è un amico con il quale ho condiviso un lungo percorso all'interno della Uil”, lo ricorda Mazzucchelli. “Ha incarnato ciò che intendiamo per ‘sindacato delle persone’. Onesto, coerente e concreto, portava avanti con grande attenzione e senza tanti clamori l'azione sindacale”. Mazzucchelli ricorda anche il suo impegno durante il passaggio della privatizzazione di Poste Italiane e la costante attenzione alle condizioni dei lavoratori. “Perdiamo una presenza costante e attiva, sempre pronta a partecipare senza aver paura di rimboccarsi le maniche quando serviva, ricca di passione e correttezza. Un punto di riferimento”, aggiunge. Spettatori lascia tre figlie ed era diventato nonno da meno di un anno. Il cordoglio arriva anche dalla Uil Fpc Marche. “Michele resterà un esempio da seguire”, sottolinea il segretario generale Valerio Monti. “Ci mancheranno la sua presenza, i suoi consigli, la sua esperienza e quel suo modo pacato e concreto di stare insieme a noi”. I funerali saranno celebrati domani alle 16 nella chiesa di San Domenico a Padiglione di Osimo.

Attualità

Recanati, al via i lavori per la nuova rotatoria di via Nazario Sauro: "Termine previsto di tre settimane"

Recanati, al via i lavori per la nuova rotatoria di via Nazario Sauro: "Termine previsto di tre settimane"

24/08/2026 16:30

Sono partiti oggi, 24 agosto, come previsto dal cronoprogramma, i lavori per la realizzazione della nuova rotatoria all'incrocio tra via Nazario Sauro e viale Aldo Moro. Un intervento atteso da tempo, dal valore complessivo di 202mila euro, finanziato in parte dalla Regione Marche. Il cantiere dovrebbe rimanere aperto per circa tre settimane, con l'obiettivo di completare l'opera prima del 14 settembre, giorno fissato per l'inizio del nuovo anno scolastico. "Una tempistica studiata per concentrare la parte più impattante dei lavori nel periodo estivo e limitare i disagi alla circolazione quando torneranno a muoversi a pieno regime studenti, famiglie e lavoratori", fa sapere l'amministrazione comunale. L'intervento è finalizzato a migliorare la gestione del traffico nell'area e a ridurre la pressione sulla viabilità cittadina. L'amministrazione comunale ha lavorato per avviare il cantiere nella seconda metà di agosto, così da sfruttare il periodo di minore traffico e contenere le ripercussioni su residenti e attività commerciali. Durante i lavori l'accessibilità alla zona sarà comunque garantita, anche attraverso una diversa organizzazione della viabilità. A partire da oggi è temporaneamente interdetta la circolazione veicolare e pedonale all'uscita nord-est di viale Aldo Moro, nel tratto compreso tra l'intersezione con via Mattutini e la traversa senza sbocco situata a monte della scuola secondaria M. L. Patrizi. In corrispondenza dell'incrocio tra via Nazario Sauro e viale Aldo Moro sarà invece istituito il senso unico alternato, in funzione delle esigenze del cantiere e dell'avanzamento delle lavorazioni. Il traffico sarà regolato dai movieri oppure, quando necessario, attraverso un impianto semaforico. Viale Aldo Moro potrà inoltre contare su un ulteriore accesso, così da mantenere la possibilità di raggiungere l'area anche durante le diverse fasi dell'intervento. La realizzazione della rotatoria rappresenta un intervento atteso da anni e l'amministrazione ha scelto di concentrare l'apertura del cantiere nel periodo estivo proprio per ridurre l'impatto sulla quotidianità dei cittadini. Le prossime tre settimane saranno quindi decisive per completare i lavori e restituire l'incrocio alla normale circolazione prima della riapertura delle scuole. L'obiettivo è arrivare al 14 settembre con l'opera conclusa, evitando che l'avvio dell'anno scolastico coincida con la fase più delicata del cantiere.

Sisma, dieci anni dopo. Castelli: "Ricostruzione atto di giustizia verso le comunità, il riferimento è il Friuli"

Sisma, dieci anni dopo. Castelli: "Ricostruzione atto di giustizia verso le comunità, il riferimento è il Friuli"

23/08/2026 15:37

Dieci anni non bastano per colmare il dolore, ma sono un tempo sufficiente per misurare la forza di chi ha deciso di non arrendersi. Alle 3.36 del 24 agosto 2016 la terra tremò e il Centro Italia sprofondò nell'incubo: 299 vittime, paesi rasati al suolo e un’intera comunità ferita al cuore. A un decennio da quella notte, Amatrice, Accumoli, Arquata e tutti i borghi del cratere ricordano chi non c’è più, ma guarda avanti. Nel più grande cantiere d’Europa, la ricostruzione ha finalmente ingranato la marcia giusta, trasformandosi in una storia di riscatto e dignità. I numeri del Rapporto 2026 raccontano una svolta concreta, ma ancora molta strada c'é da percorrere. "Quasi il 98 per cento delle opere pubbliche programmate è stato sbloccato e oltre 14 mila cantieri privati sono già stati completati", spiega il commissario sisma Guido Castelli. "Le gru dominano ancora il paesaggio, ma oggi restituiscono case sicure, scuole moderne come l'istituto Betti di Camerino e il Divini di San Severino, ed edifici simbolici della nostra identità spirituale, primo tra tutti la Basilica di San Benedetto a Norcia". Ma la sfida vera, come sottolinea il commissario straordinario non è stata soltanto posare mattoni, bensì "ricucire il tessuto sociale ed economico di un territorio che rischiava lo spopolamento definitivo. Attraverso i fondi dedicati e la strategia di riparazione economica, l'Appennino centrale sta difendendo con le unghie il diritto a restare. I dati confermano una ripartenza reale: l'occupazione cresce a ritmi superiori alla media nazionale, mentre la percentuale di giovani che non studiano e non lavorano è crollata, toccando ad Ascoli e Macerata valori tra i più bassi d'Italia". "Il punto di riferimento resta lo storico modello del Friuli del 1976, ma con la consapevolezza di dover gestire un territorio vastissimo diviso tra quattro regioni. A metà strada da quel traguardo, la rinascita procede a passo spedito. Ogni cantiere che chiude, ogni famiglia che rientra a casa e ogni attività che riapre i battenti rappresentano la vittoria della speranza sulla tragedia, l'omaggio più bello a chi ha perso la vita in quella terribile notte di fine estate".

Politica

Sisma 2016, dieci anni dopo Acquaroli ad Arquata: "La ricostruzione è la nostra priorità"

Sisma 2016, dieci anni dopo Acquaroli ad Arquata: "La ricostruzione è la nostra priorità"

24/08/2026 18:00

Dieci anni dopo il terremoto, le Marche tornano a ricordare le vittime e a fare il punto sul percorso della ricostruzione. Nel giorno del decimo anniversario del sisma del 24 agosto 2016, il presidente della Regione Francesco Acquaroli ha partecipato alle celebrazioni di Arquata del Tronto, dove si è aperta la giornata commemorativa con il ricordo delle 52 vittime marchigiane. Alla celebrazione eucaristica, presieduta dal cardinale Matteo Maria Zuppi, ha preso parte anche il presidente Acquaroli. Le commemorazioni sono poi proseguite nel pomeriggio ad Amatrice, alla presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dello stesso Acquaroli, degli assessori regionali Francesca Pantaloni e Tiziano Consoli, del sottosegretario alla Presidenza della Giunta Silvia Luconi e delle autorità civili, militari e religiose. "Oggi ricordiamo le vittime, il dolore delle famiglie, delle comunità che purtroppo sono state devastate quella terribile notte che diede il via alle scosse", ha dichiarato Acquaroli, sottolineando come la ricostruzione delle aree maggiormente colpite rappresenti ancora una sfida complessa. "Dove la distruzione è stata totale la ricostruzione non è semplice, perché ha richiesto e richiede ancora un enorme lavoro e l'impegno costante e quotidiano di tutti gli attori e gli enti coinvolti", ha aggiunto il presidente della Regione. Nel suo intervento Acquaroli ha evidenziato i progressi compiuti negli ultimi anni, pur sottolineando che il percorso non è ancora concluso: "La ricostruzione è la nostra priorità e finalmente possiamo vedere importanti passi avanti", ha affermato. Poi ricorda: "Nelle Marche sono oltre 14.300 i cantieri avviati, dei quali 8.822 risultano conclusi. I contributi concessi per la ricostruzione privata ammontano a 8,8 miliardi di euro, mentre quelli già liquidati raggiungono i 5,9 miliardi". La regione rappresenta circa il 60% dell'intera ricostruzione privata del cratere. Sul fronte della ricostruzione pubblica sono invece programmati 1.872 interventi, per un valore complessivo superiore a 2,5 miliardi di euro. "Siamo arrivati a oltre il 60% della ricostruzione privata", ha sottolineato Acquaroli, evidenziando però la particolare complessità degli interventi nei borghi completamente distrutti e nei centri storici. Tra questi c'è proprio Arquata del Tronto, dove la ricostruzione presenta caratteristiche particolarmente complesse. "Penso ad Arquata e al progetto, unico al mondo, per la messa in sicurezza e la stabilizzazione della collina e la ricostruzione del centro storico", ha spiegato il presidente. Secondo i dati forniti dalla Regione, negli ultimi tre anni è stato erogato il 70% delle risorse complessivamente liquidate per la ricostruzione privata dell'intero cratere. Un risultato che Acquaroli attribuisce al lavoro congiunto dei diversi livelli istituzionali: "Queste consapevolezze ci guidano ogni giorno nel mettere il massimo impegno a tutti i livelli istituzionali: il Governo, la Struttura Commissariale, la Regione, l'Ufficio Speciale per la Ricostruzione, i Comuni, gli uffici tecnici e i professionisti".  "Grazie soprattutto al Governo e al presidente Meloni che, non solo oggi con la sua presenza ad Amatrice, ma fin dal primo giorno di insediamento, ha dimostrato un'attenzione concreta attraverso misure e provvedimenti che hanno contribuito a risolvere questioni e a potenziare la ricostruzione. Penso anche alla Zona Economica Speciale, fondamentale per affiancare alla ricostruzione edilizia una ripartenza economica capace di attrarre nuove opportunità", ha aggiunto. "C'è ancora tanto lavoro da fare ma rinnoviamo oggi e ogni giorno il nostro più grande impegno per il futuro dei territori colpiti", ha concluso Acquaroli. Nel pomeriggio, ad Amatrice, il presidente della Regione ha partecipato alle celebrazioni insieme alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, rinnovando il ricordo delle 299 vittime complessive del terremoto del 2016 e l'impegno a proseguire il percorso di ricostruzione e rilancio delle comunità dell'Appennino Centrale.

Civitanova Alta, variante urbanistica bocciata: la proprietà diffida il Comune. “Ora serve una decisione”

Civitanova Alta, variante urbanistica bocciata: la proprietà diffida il Comune. “Ora serve una decisione”

24/08/2026 15:42

La bocciatura della variante urbanistica per la ex zona industriale “B” di Civitanova Alta apre un nuovo capitolo. Dopo il voto contrario espresso dal Consiglio comunale nella seduta del 29-30 luglio, la società proprietaria di un compendio produttivo ricompreso nell’area ha notificato al Comune una formale diffida a provvedere, chiedendo che venga concluso il procedimento di ripianificazione. La votazione si era chiusa con 12 voti contrari e 10 favorevoli, respingendo il passaggio della variante che lo stesso Consiglio comunale aveva invece approvato in via preliminare nell'aprile del 2025. Contestualmente alla diffida, la società ha presentato anche una istanza di accesso agli atti, chiedendo il verbale integrale della seduta consiliare, la trascrizione e le registrazioni del dibattito, oltre alla documentazione istruttoria e agli elaborati tecnici relativi al procedimento. La questione riguarda un'area che attende da anni una nuova disciplina urbanistica. Il problema nasce dallo stralcio disposto dalla Provincia nel 2007, che ha lasciato il quadrante in una situazione di cosiddetta “zona bianca”. La stessa delibera consiliare numero 16 dell'aprile 2025 aveva preso atto di questa situazione e della necessità di procedere alla riconfigurazione urbanistica dell'area. Quella delibera aveva rappresentato il risultato di un'istruttoria sviluppatasi nell'arco di diversi anni, con elaborati progettuali, studi geologici e il coinvolgimento degli enti sovraordinati. Il successivo voto di luglio ha però bloccato il percorso, lasciando nuovamente senza una disciplina urbanistica definitiva l'area interessata. È proprio la contraddizione tra i due passaggi consiliari, a distanza di circa quindici mesi, a essere ora contestata dalla proprietà. La vicenda richiama anche un precedente già affrontato dalla giustizia amministrativa. Nel 2019 il Tar Marche, con la sentenza numero 231, aveva condannato il Comune di Civitanova Marche al risarcimento del danno da ritardo per la mancata ripianificazione della contigua area Ceccotti, anch'essa rimasta “zona bianca” dopo lo stralcio del 2007. In quella circostanza il tribunale aveva evidenziato come le varianti avviate e successivamente abbandonate per divergenze di natura politico-amministrativa potessero comunque produrre conseguenze nei confronti di chi attendeva una nuova pianificazione. È su questo precedente che si inserisce ora la posizione della società proprietaria, assistita dall'avvocato Renzo Tartuferi. «La proprietà chiede ciò che la legge garantisce: che dopo trent'anni il procedimento si chiuda con una decisione espressa, motivata e coerente con l'istruttoria svolta», dichiara il legale. Secondo Tartuferi, la questione non riguarda la possibilità per l'amministrazione di esercitare le proprie prerogative in materia urbanistica, ma la necessità che tale discrezionalità venga esercitata attraverso una decisione motivata. «La discrezionalità urbanistica esiste, ma non è arbitrio: un'amministrazione che ha riconosciuto il vuoto di disciplina, ha istruito per anni la soluzione, l'ha sottoposta al sovraordinato parere della Regione, che è stato favorevole, e l'ha approvata in via preliminare non può poi fermarsi sulla soglia, avvitandosi su se stessa e contraddicendosi». Il legale richiama quindi il carattere provvisorio del regime delle zone bianche e la necessità, a suo avviso, di arrivare alla conclusione del procedimento. «La giurisprudenza è chiara: il regime delle "zone bianche" è per definizione provvisorio, e colmarlo non è una facoltà del Comune, è un obbligo». La società, precisa il legale, non esclude il confronto con l'amministrazione, ma considera ormai necessario arrivare a una conclusione. «Il ricorso al giudice e la richiesta di risarcimento restano l'estrema ratio: nessuno ha interesse a ripetere l'esperienza già vissuta da questo Comune con l'area Ceccotti, quando basta una delibera per chiudere la vicenda. Ma la disponibilità al confronto tecnico non va scambiata per disponibilità ad attendere ancora». La diffida assegna ora al Comune il termine previsto dalla legge per fornire una risposta. L'istanza di accesso agli atti dovrà invece essere riscontrata entro 30 giorni. In assenza di un riscontro, la società si riserva di intraprendere le ulteriori iniziative formali previste dalla legge. La vicenda della ex zona industriale di Civitanova Alta torna così al centro del confronto tra proprietà e amministrazione comunale, dopo anni di attesa e un procedimento urbanistico che, con il voto di luglio, è nuovamente rimasto senza una conclusione.

Sanità

Scoliosi, al Salesi una tecnica all’avanguardia per un paziente di 12 anni

Scoliosi, al Salesi una tecnica all’avanguardia per un paziente di 12 anni

22/08/2026 10:00

Un bambino di 12 anni, affetto da una forma gravissima di scoliosi, è stato operato all’AOU delle Marche con una tecnica mininvasiva mai utilizzata prima nella regione su un paziente così piccolo. L’intervento è stato eseguito dalla Clinica Ortopedica dell’Adulto e Pediatrica, diretta dal professor Antonio Pompilio Gigante, utilizzando la tecnica di correzione bipolare percutanea senza artrodesi. “Questa particolare procedura non era mai stata utilizzata negli ospedali della regione”, spiega la dottoressa Monia Martiniani, responsabile dell’Ambulatorio di Scoliosi e Deformità della Colonna. La famiglia del ragazzo, dopo essersi rivolta ad altre strutture, ha scelto di affidarsi all’équipe dell’AOU delle Marche. La procedura permette di correggere la deformità attraverso piccoli accessi chirurgici, evitando la fusione definitiva delle vertebre. L’impianto è inoltre dotato di un sistema auto-allungante che segue la crescita del bambino, riducendo la necessità di ulteriori interventi. “Le incisioni molto ridotte garantiscono tempi chirurgici inferiori, con il vantaggio di ridurre le perdite ematiche, il rischio infettivo e i tempi anestesiologici”, sottolinea Martiniani. La tecnica è stata approfondita dall’équipe anche grazie all’esperienza maturata nel 2023 all’ospedale pediatrico Necker di Parigi, dove viene utilizzata da diversi anni.   L’intervento ha coinvolto un’équipe multidisciplinare del Salesi e rientra nel Progetto Scoliosi e nel Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale dell’AOU delle Marche, con l’obiettivo di offrire trattamenti sempre più specialistici per le deformità vertebrali pediatriche.

Sanità privata, Calcinaro replica alle polemiche: "Più prestazioni per i marchigiani senza un euro in più"

Sanità privata, Calcinaro replica alle polemiche: "Più prestazioni per i marchigiani senza un euro in più"

17/08/2026 17:10

"Cerco di spiegarlo anche con un video perché evidentemente per qualcuno che fa solo polemica leggere è troppo pesante". Paolo Calcinaro interviene così, con un video pubblicato sui social, per rispondere alle polemiche nate attorno alla modifica dell’accordo tra Regione Marche, AIOP e le strutture private accreditate. Al centro della questione ci sono quasi 3,3 milioni di euro nel biennio 2026-2027: 795mila euro per il 2026 e 2.437.886 euro per il 2027. Secondo la Regione, non si tratta di nuove risorse per la sanità privata, ma di fondi già disponibili che vengono riconvertiti dalla mobilità attiva alle prestazioni per i cittadini marchigiani. Ed è proprio questo il punto che Calcinaro vuole chiarire. "Da anni, da decenni, da giunte di destra, di sinistra, di centro c’è una convenzione con alcune realtà private marchigiane", spiega l’assessore, ricordando il ruolo delle strutture private nel supportare il sistema pubblico nelle operazioni chirurgiche, nei ricoveri e nelle visite ed esami legati alle liste d’attesa. Secondo Calcinaro, una parte del budget era destinata ai pazienti provenienti da fuori regione. La scelta fatta ora è quella di spostare quelle risorse sui residenti. "Abbiamo semplicemente cambiato questo budget - sostiene - portandolo dalle prestazioni ai fuori Regione a prestazioni ai cittadini marchigiani senza un euro di più”. Le risorse saranno indirizzate in particolare alla diagnostica per immagini, come risonanze, ecografie e mammografie, e alla chirurgia ambulatoriale, con particolare attenzione alla cataratta. L’obiettivo dichiarato è ridurre le liste d’attesa e, allo stesso tempo, limitare la cosiddetta mobilità passiva, cioè il ricorso dei marchigiani a prestazioni sanitarie fuori regione. "Cosicché invece di aumentare la mobilità attiva si va anche ad abbassare la mobilità passiva", ribadisce Calcinaro nel video. L’assessore respinge, quindi, la lettura secondo cui l’operazione rappresenterebbe un incremento delle risorse destinate alla sanità privata. "Più prestazioni per i marchigiani senza un euro in più alla sanità privata", è la sintesi della sua posizione. E alla fine arriva anche la stoccata a chi ha criticato il provvedimento: "Si vuole continuare solamente a fare polemica e mettere in evidenza titoli errati per fare solamente cagnara".

Sport

Eccellenza, ultimi botti di mercato. Poker di arrivi al Trodica: nel Chiesanuova debutto con gol per Mengani

Eccellenza, ultimi botti di mercato. Poker di arrivi al Trodica: nel Chiesanuova debutto con gol per Mengani

24/08/2026 18:40

Ultimi movimenti di mercato nel campionato di Eccellenza. Sono diverse le società alla ricerca di quel pezzo mancante in vista del debutto stagionale in programma nel prossimo weekend. Lo è il Trodica, che ha annunciato in questi giorni diversi nuovi arrivi che corrispondono ai nomi di Santiago Gerlero, Alessandro Filippetti, Diego Allegretti e Facundo Luques. Partendo dai primi due di loro, si può dire innanzitutto che siano ragazzi giovani, rispettivamente classe 2005 e 2007. Il primo è un esterno, duttile, interessante per mister Buratti: arriva dopo una precedente esperienza all’Angizia Luco. Filippetti invece è un difensore, cresciuto al Tolentino dove ha fatto tutta la trafila delle giovanili fino a debuttare in prima squadra. Diego Allegretti invece rinforza l’attacco. Molto esperienza per lui, classe 1992, tra Serie C e D, oltre più annate sportive disputate nelle Marche. Treviso, Sangiustese, Fano, Gozzano, Maceratese, Pineto e Matelica alcune delle casacche indossate, con una promozione in Serie C conquistata con gli abruzzesi nell’annata 2022/23. La scorsa stagione invece Allegretti ha giocato nel Matelica in Eccellenza. Ultimo colpo da evidenziare è invece quello di Luques, terzino di origini argentine classe 2002 ingaggiato dalla Rosetana, con cui ha vinto un campionato di Promozione abruzzese nella precedente annata agonistica. Altro club che ha piazzato il colpo è il Chiesanuova con l’arrivo di Edoardo Mengani. Classe 2004, il centrocampista, cresciuto tra Settempeda e Tolentino e con esperienze tra Audace Cerignola, Campobasso, l’Aquila ed Atletico Ascoli arriva dal Matelica con cui ha disputato la scorsa stagione. Alla prima partita disputata con i biancorossi è andato a segno in amichevole contro l’FC Osimo. Assieme a Mengani dalle parti del Sandro Ultimi infine arriva Nicolò Clerici. Stesso ruolo del compagno sopracitato, classe 1999, vestirà di biancorosso dopo vari campionati disputati in Serie D, con le maglie di Atletico Ascoli e Castelfidardo indossate.

Mondiali di paradressage, la recanatese Federica Sileoni brilla: l'Italia vola a Los Angeles 2028

Mondiali di paradressage, la recanatese Federica Sileoni brilla: l'Italia vola a Los Angeles 2028

24/08/2026 16:40

Dall'Italia a Los Angeles 2028 passando per Aachen, con una recanatese tra le protagoniste. Federica Sileoni ha disputato un Mondiale di alto livello nel paradressage, scendendo in campo in sella al suo inseparabile Leonardo ai Campionati Mondiali in corso ad Aachen, in Germania. La spedizione azzurra ha centrato uno degli obiettivi più importanti della rassegna iridata: la qualificazione ai Giochi Paralimpici di Los Angeles 2028. Un traguardo al quale ha contribuito anche la prestazione della giovane atleta di Recanati, protagonista nelle prove individuali e parte del gruppo che ha permesso all'Italia di conquistare il pass olimpico. Nella prima prova individuale, Federica Sileoni e Leonardo hanno chiuso con il 70,103%, sfiorando di appena pochi centesimi il proprio personal best, fissato al 70,108%. Un risultato che conferma la crescita tecnica del binomio e il livello raggiunto in una competizione internazionale di altissimo profilo. "Essere qui ai Mondiali di Aachen e scendere in campo con Leonardo è un'emozione indescrivibile - ha commentato Sileoni -. Abbiamo dato il massimo per rappresentare l'Italia al meglio in un contesto di altissimo livello competitivo. Ringrazio tutto lo staff, la federazione e chi sostiene ogni giorno il nostro percorso: questo risultato è uno step fondamentale verso i prossimi obiettivi". Nell'ultima prova, un piccolo errore ha condizionato la prestazione della recanatese e del suo cavallo, impedendo loro di chiudere la competizione individuale nella Top Ten. Un epilogo che lascia qualche rammarico, soprattutto alla luce delle prestazioni offerte nel corso del Mondiale, ma che non ridimensiona il valore della partecipazione di Sileoni. Per la giovane atleta recanatese, infatti, Aachen rappresenta un'altra importante tappa di un percorso di crescita che l'ha portata a confrontarsi con le migliori interpreti della disciplina a livello mondiale. A completare la prestazione dell'Italia sono arrivate anche le prove di Sara Morganti e Francesca Salvadè, che hanno fornito un contributo determinante alla squadra azzurra. I risultati ottenuti dalle tre atlete hanno permesso all'Italia di confermarsi tra le nazioni protagoniste della competizione e di conquistare la qualificazione a Los Angeles 2028. I Mondiali di Aachen si chiudono così con un risultato di grande rilievo per il movimento italiano del paradressage. Per Federica Sileoni, invece, il Mondiale tedesco rappresenta una nuova conferma del percorso intrapreso e un motivo di orgoglio per Recanati, con lo sguardo già rivolto al prossimo grande appuntamento paralimpico.

Economia

Della Valle torna ad Arquata a dieci anni dal terremoto: "Realizzeremo altri due stabilimenti"

Della Valle torna ad Arquata a dieci anni dal terremoto: "Realizzeremo altri due stabilimenti"

24/08/2026 14:50

"Non bisogna abbassare la guardia. Questo è il momento di fare uno scatto di reni: poche chiacchiere e tanti fatti". A dieci anni dal terremoto che devastò il Centro Italia, Diego Della Valle torna a Pescara del Tronto e rilancia il proprio impegno per la rinascita del territorio. L'imprenditore marchigiano, presidente del gruppo Tod's, ha annunciato la volontà di realizzare almeno un altro stabilimento, se non due, con l'obiettivo di continuare a creare occupazione e contrastare lo spopolamento dell'entroterra. Della Valle fu tra i primi, subito dopo il sisma del 24 agosto 2016, a individuare nel lavoro uno degli strumenti fondamentali per mantenere vivo il territorio. Nel dicembre dello stesso anno presentò il progetto per la realizzazione di una nuova fabbrica ad Arquata del Tronto. I lavori procedettero rapidamente e lo stabilimento venne inaugurato il 20 dicembre 2017, a meno di un anno dalla presentazione del progetto. Un investimento di circa 10 milioni di euro per una struttura di duemila metri quadrati, inizialmente avviata con una cinquantina di dipendenti e progettata per arrivare a un organico di circa cento lavoratori. Ora, a dieci anni dal sisma, arriva l'annuncio di un possibile nuovo passo in avanti. "In 12 mesi abbiamo costruito uno stabilimento, ne vorremmo fare almeno un altro, se non due", ha dichiarato Della Valle, come riporta Ansa, spiegando che la sfida sarà anche quella di individuare le professionalità necessarie. "Adesso si tratta di coordinarsi per capire le maestranze, come prenderle e dove trovarle", ha aggiunto l'imprenditore, sottolineando la necessità di una collaborazione concreta tra istituzioni e imprese. Un modello che, secondo Della Valle, ha già dimostrato di poter funzionare proprio nel caso di Arquata. "La politica locale deve funzionare bene come ha funzionato quando abbiamo costruito l'azienda", ha osservato, ricordando anche il sostegno ricevuto a livello nazionale nella fase di realizzazione dello stabilimento. "Oggi le imprese devono mettersi a disposizione anche del forte problema sociale che c'è - ha affermato -. Guadagniamo, pensiamo al profitto, ma pensiamo anche a come agevolare la vita delle persone". Un ragionamento che l'imprenditore estende al rapporto tra mondo economico e istituzioni: "Dobbiamo metterci al centro della vita sociale italiana, insieme alla politica, per cercare di dare risposte sociali vere e farlo in fretta".  

Macerata tra le province più imprenditoriali d’Italia: nona con 93,1 imprese ogni mille abitanti

Macerata tra le province più imprenditoriali d’Italia: nona con 93,1 imprese ogni mille abitanti

21/08/2026 13:00

La voglia di fare impresa, nel Maceratese, resta forte. La provincia è infatti nona in Italia per numero di imprese rispetto alla popolazione, con 93,1 attività ogni mille abitanti. Un dato che supera nettamente la media nazionale, ferma a 80,6. A fotografare la situazione è l’Area Studi e Ricerche Cna sulla base dei dati Istat. Una graduatoria che vede nelle prime posizioni soprattutto territori del Centro-Nord e che conferma anche la particolare vocazione imprenditoriale delle Marche. Fermo è quinta in Italia, con 95,5 imprese ogni mille abitanti, mentre Macerata si piazza al nono posto. In testa c’è Prato, con 112,4 imprese ogni mille abitanti, seguita da Milano (110,6) e Rimini (105,5). Poi Firenze (98,2), Fermo, Valle d’Aosta (94,3), Padova e Lucca (93,9), Macerata e Roma (92,1). Numeri che, secondo la CNA, raccontano una caratteristica precisa del territorio: qui l’impresa è soprattutto piccola, familiare e profondamente legata alla comunità. «Essere tra le prime dieci province italiane non è soltanto un dato statistico – sottolinea il presidente di CNA Macerata Simone Giglietti – ma racconta quanto l’impresa sia radicata nella storia e nella struttura economica del nostro territorio». Nel Maceratese, infatti, fare impresa significa spesso lavorare in piccole realtà, mantenere competenze e professionalità e creare occupazione anche nei centri più piccoli e nelle aree interne. È uno dei tratti distintivi dell’economia italiana. Nel Paese ci sono poco meno di 4,8 milioni di imprese, con quasi 18,9 milioni di addetti e una dimensione media di circa quattro occupati. E la maggior parte non si trova nelle grandi città. Le 14 città metropolitane concentrano infatti il 38,1% delle imprese e il 43,3% degli addetti. Il resto del tessuto produttivo è distribuito tra province, città intermedie, distretti e piccoli Comuni. Il peso delle piccole attività Per Macerata questo modello è particolarmente importante. La presenza delle piccole imprese non rappresenta soltanto un dato economico, ma contribuisce a mantenere vivi i territori, soprattutto quelli più lontani dai principali centri. Il confronto con il resto d’Italia evidenzia però anche forti differenze. In fondo alla classifica c’è il Sud Sardegna, con 53,4 imprese ogni mille abitanti. Seguono Enna (55,9), Caltanissetta (56,5), Agrigento (58,4) e Taranto (58,8). Dove la propensione a fare impresa è più bassa, pesano anche spopolamento, invecchiamento della popolazione, difficoltà di accesso al credito, infrastrutture insufficienti e una minore presenza di filiere produttive. Per Giglietti, dunque, il buon piazzamento di Macerata non deve far abbassare la guardia.

Scuola e università

Dalla memoria alle sfide del digitale,  a Scienze politiche la formazione continua fuori dall’aula

Dalla memoria alle sfide del digitale, a Scienze politiche la formazione continua fuori dall’aula

24/08/2026 11:00

Esperienze sul campo, confronto con le principali istituzioni del Paese e occasioni di approfondimento accompagnano la didattica del Dipartimento di Scienze politiche, della comunicazione e delle relazioni internazionali dell’Università di Macerata. Tra i progetti più significativi, “Destinazione Auschwitz” ha coinvolto venti studentesse e studenti in un percorso di studio sulla memoria e sulla responsabilità civile, culminato nella visita al campo di concentramento e sterminio nazista.  L’iniziativa riflette uno dei tratti distintivi del Dipartimento: integrare gli insegnamenti con attività capaci di mettere in relazione conoscenze, competenze, territori e istituzioni. Seminari con riconoscimento di crediti, laboratori, incontri con esperti, tirocini e programmi di mobilità internazionale completano una formazione fondata sull’integrazione tra diritto, economia, storia, filosofia, sociologia, lingue, scienza politica e comunicazione.  “L’università non può limitarsi a trasmettere nozioni, ma deve aiutare studentesse e studenti a comprendere il mondo in cui vivono e ad assumersi responsabilità nei suoi confronti”, sottolinea il direttore Angelo Ventrone. “Progetti come “Destinazione Auschwitz” mostrano il valore di una formazione che unisce conoscenza, esperienza diretta e partecipazione civile. È lo stesso metodo che guida la nostra offerta formativa, costruita per fornire strumenti critici con cui interpretare la politica, la comunicazione, le trasformazioni digitali e gli equilibri internazionali”.  L’offerta del Dipartimento comprende due lauree triennali ad accesso libero. “Scienze politiche e relazioni internazionali” prepara a comprendere e gestire fenomeni politici, economici, giuridici e sociali dal livello locale a quello globale. “Scienze della comunicazione” forma invece nei campi dell’informazione, dei media, della pubblicità, delle relazioni pubbliche e della comunicazione digitale.  Tre le lauree magistrali: “Comunicazione e culture digitali”, dedicata alle trasformazioni dei media e delle professioni comunicative; “Politiche per la sostenibilità e l’innovazione digitale”, rivolta alla progettazione e alla gestione delle politiche pubbliche e dei processi di innovazione; “International Relations”, interamente impartita in inglese, con studenti provenienti da numerosi Paesi e opportunità di conseguire doppi titoli internazionali.  La formazione post laurea comprende il master interuniversitario di secondo livello in “Scienze amministrative e innovazione nella pubblica amministrazione” e il corso di perfezionamento in “Etica, diritto, tecnologie del digitale”. Percorsi che completano un’offerta multidisciplinare pensata per formare professionisti capaci di orientarsi nelle istituzioni, nelle organizzazioni internazionali, nelle imprese, nei media e nelle pubbliche amministrazioni.  

Frane e rischio idrogeologico, Unicam e Ispra insieme: nasce il nuovo Foglio geomorfologico di Macerata

Frane e rischio idrogeologico, Unicam e Ispra insieme: nasce il nuovo Foglio geomorfologico di Macerata

21/08/2026 17:10

Frane, alluvioni, erosione costiera e terremoti: nelle Marche la conoscenza del territorio diventa sempre più importante per prevenire i rischi. La Sezione di Geologia dell’Università di Camerino, attraverso la Regione Marche, ha firmato con Ispra – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale – una convenzione per la realizzazione del Foglio geomorfologico CARG n. 303 – Macerata. Un progetto che punta a mettere a sistema conoscenze scientifiche e cartografia per individuare con maggiore precisione le aree esposte a pericolosità geologica e fornire uno strumento concreto alla pianificazione territoriale. Le recenti ondate di maltempo che hanno interessato le Marche, tra nubifragi, grandinate, frane e mareggiate, hanno riportato in primo piano la fragilità di un territorio caratterizzato da pendii ripidi, colline, vallate attraversate da corsi d’acqua, falesie e coste. Un paesaggio di grande valore, ma allo stesso tempo sottoposto a fenomeni naturali che possono trasformarsi in emergenze quando si sommano a una crescente urbanizzazione e agli effetti dei cambiamenti climatici. Il quadro delineato dai dati del Rapporto ISPRA 2025 e dalle attività di rilevamento svolte negli anni dai geologi dell’Università di Camerino evidenzia una situazione particolarmente delicata. Nelle Marche sono state censite oltre 42.500 frane, con una densità di circa 442 fenomeni ogni 100 chilometri quadrati, più del doppio rispetto alla media nazionale. Sono circa 90mila le persone che vivono o frequentano edifici situati in aree interessate da fenomeni franosi, mentre l’11,5% del territorio regionale è esposto al rischio di inondazione. A questi fattori si aggiunge l’elevata pericolosità sismica che caratterizza gran parte della regione, legata anche alla particolare struttura geologica e geomorfologica del territorio. Numeri che rendono evidente la necessità di conoscere sempre meglio il territorio e le sue trasformazioni. È proprio questo l’obiettivo del nuovo Foglio geomorfologico CARG 303. La cartografia permetterà di rappresentare le caratteristiche morfogenetiche e morfodinamiche del territorio, individuando e perimetrando le principali situazioni di criticità geo-ambientale. «Ogni evento naturale diviene emergenza se non viene fatta prevenzione», sottolinea il professor Piero Farabollini, docente della Sezione di Geologia Unicam e coordinatore del Foglio Macerata. «La prevenzione passa attraverso un dettagliato rilevamento geomorfologico che permette di cogliere l’evoluzione morfodinamica dei versanti e del territorio. Conoscere il territorio significa anticiparne le fragilità, prima che si trasformino in emergenze». Un lavoro che assume ulteriore rilevanza anche alla luce della nuova normativa regionale, che attribuisce ai Comuni un ruolo importante nell’integrazione degli studi geomorfologici all’interno degli strumenti di pianificazione territoriale. Sulla necessità di una strategia di lungo periodo interviene anche il professor Marco Materazzi, docente della Sezione di Geologia Unicam e direttore di rilevamento del Foglio. «Il dissesto idrogeologico nelle Marche non è dunque un fenomeno episodico – evidenzia – ma una condizione strutturale che richiede continuità di interventi, risorse e competenze, basate sulla conoscenza del territorio». Da qui la sfida indicata dai geologi: «Trasformare l’emergenza in prevenzione e la prevenzione in cultura del territorio». Il Foglio geomorfologico 303 interessa un’area particolarmente significativa anche dal punto di vista infrastrutturale e insediativo. Comprende il territorio interessato dalla crisi sismica del 2016, il capoluogo di provincia e numerosi Comuni delle aree pedemontane. Attraversano l’area importanti infrastrutture, tra cui le direttrici vallive del Potenza e del Chienti e la ferrovia, oltre a elettrodotti, gasdotti, acquedotti, reti di telecomunicazione e altre vie di comunicazione. Numerosi sono inoltre i centri abitati caratterizzati da un importante patrimonio storico e architettonico. Il nuovo strumento consentirà quindi di approfondire le condizioni del territorio e verificare le situazioni di criticità legate, tra gli altri fenomeni, a frane, erosione del suolo e dinamiche delle acque superficiali, tenendo conto anche degli effetti dei cambiamenti climatici e della crescente antropizzazione. Il nuovo incarico affidato ai geologi di Unicam segue il lavoro già concluso con il Foglio geomorfologico n. 296 – Tolentino e punta a rafforzare la collaborazione tra mondo scientifico e istituzioni. La cartografia geomorfologica, sottolineano da Unicam, non è quindi soltanto uno strumento di studio. «Può diventare un supporto concreto per le amministrazioni chiamate a pianificare lo sviluppo dei territori, individuare le criticità e orientare le scelte urbanistiche e infrastrutturali».

Cultura

"Scoperte importanti per la storia del territorio": a Porto Recanati riaffiora l'antica Potentia romana

"Scoperte importanti per la storia del territorio": a Porto Recanati riaffiora l'antica Potentia romana

21/08/2026 17:20

Nuove importanti evidenze archeologiche sono emerse nell'area di Potentia, l'antica colonia romana di Porto Recanati, dove nel pomeriggio di giovedì 20 agosto il cantiere di scavo è stato eccezionalmente aperto al pubblico nell'ambito dell'iniziativa "Tra le vie di Potentia. L'archeologia incontra la comunità". Accompagnati dagli archeologi della Soprintendenza e di ArcheoLAB, i partecipanti hanno potuto visitare il nuovo cantiere di scavo e conoscere da vicino le metodologie utilizzate e i risultati delle indagini preventive effettuate in vista della realizzazione del nuovo accesso all'area dal lato nord. I due saggi stratigrafici hanno restituito elementi di particolare interesse per ricostruire l'organizzazione urbana dell'antica colonia romana. Nel primo saggio è emersa la fase tardoantica di sistemazione di una grande area aperta, verosimilmente identificabile con il foro cittadino. Il secondo ha invece portato alla luce l'intersezione tra un cardo e un decumanus, oltre ad alcune strutture edilizie affacciate sulla strada, con resti di intonaci e porzioni di pavimentazione ancora conservate. L'iniziativa è stata promossa dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, in collaborazione con il comune di Porto Recanati e ArcheoLAB. Il progetto "Potentia: accessibilità, inclusione e rigenerazione culturale" è inserito nel Piano Olivetti per la Cultura. "Accogliamo con grande entusiasmo la ripresa degli scavi archeologici a Potentia, un patrimonio straordinario che può ancora restituire importanti testimonianze sulla storia del nostro territorio", dichiara il sindaco Andrea Michelini. "L'auspicio è che questa nuova fase di ricerca possa proseguire a lungo e con continuità, permettendo di approfondire la conoscenza dell'antica città e di rendere il sito sempre più accessibile e vicino alla comunità". Il primo cittadino ha inoltre ringraziato l'architetto Giovanni Issini, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, la dottoressa Nicol Tiburzi, funzionario dell'Area archeologica, e il professor Frank Vermeulen dell'Università di Gent, Dipartimento di Archeologia, per il contributo offerto alla ricostruzione dell'assetto urbano di Potentia. L'apertura del cantiere rappresenta il primo passo di un percorso più ampio finalizzato a rendere Potentia sempre più accessibile, conosciuta e integrata negli itinerari culturali e turistici del territorio. Il progetto prevede infatti visite guidate, attività didattiche, iniziative divulgative e percorsi inclusivi, con l'obiettivo di rafforzare il legame tra l'antica città romana e la comunità, valorizzandone il patrimonio storico e archeologico.

Alberto Cartuccia Cingolani incanta Villa Spada: applausi e sold-out per il giovane pianista

Alberto Cartuccia Cingolani incanta Villa Spada: applausi e sold-out per il giovane pianista

21/08/2026 15:05

È stato un giovanissimo pianista di appena nove anni, Alberto Cartuccia Cingolani, il protagonista del gran finale del Quiete Music Festival di Treia, chiuso con un'autentica ovazione e un nuovo sold out a Villa Spada. Davanti a un pubblico numeroso, con una significativa presenza anche di spettatori arrivati dall'estero, il giovane artista ha trasformato il concerto in un vero spettacolo fatto di musica, racconti, ironia e sorprendente spontaneità. Una serata che ha confermato anche il successo della rassegna, aperta a inizio luglio con un altro tutto esaurito e conclusa con Villa Spada nuovamente gremita. Cartuccia Cingolani ha affrontato l'intero programma senza spartito, mostrando una sicurezza e una preparazione musicale fuori dal comune. A colpire il pubblico non è stata però soltanto la sua tecnica: il giovane pianista ha dimostrato anche una notevole presenza scenica, presentando personalmente ogni brano e raccontandone caratteristiche, atmosfere e curiosità. Alle domande rivoltegli durante la serata ha risposto con chiarezza e competenza, sorprendendo per la maturità delle sue risposte ma senza perdere quella leggerezza e quell'umorismo tipici della sua età che hanno contribuito a rendere ancora più speciale il concerto. "È stato un concerto straordinario, degno di un festival che ha oggettivamente entusiasmato", ha commentato il sindaco Franco Capponi, ricordando anche un curioso fuori programma della serata. A un certo punto, infatti, è stato persino il fonico, solitamente discreto dietro la consolle, a prendere il microfono per invitare il pubblico a tributare un grande applauso ad Alberto per la sua capacità di suonare senza spartito. Un momento che, secondo il primo cittadino, ha fotografato perfettamente l'atmosfera della serata: il pubblico è stato conquistato non soltanto dal talento del giovane pianista, ma anche dalla sua personalità. "Siamo molto soddisfatti di questa stagione del Quiete Music Festival", ha aggiunto Capponi, sottolineando la qualità degli artisti portati a Villa Spada e la risposta del pubblico. "La risposta è stata importante, come dimostrano i sold out che hanno aperto e chiuso la rassegna e ci ha fatto particolarmente piacere vedere una presenza così numerosa anche di spettatori stranieri". Per il sindaco, tuttavia, la serata conclusiva ha avuto qualcosa di ancora più speciale: "Abbiamo visto un artista di appena nove anni capace di emozionare con una naturalezza davvero rara. Quella sicurezza e, allo stesso tempo, tutta la spontaneità e l'ironia di un bambino sono qualità che difficilmente si dimenticano". Al termine del concerto è arrivato anche un invito ufficiale a tornare a Treia per la prossima stagione, subito accettato dal giovane pianista. E non è mancata una piccola sfida per il futuro. Capponi ha infatti chiesto ad Alberto se, in occasione della prossima edizione, preparerà la "Polonaise" di Chopin dedicata alla contessa Komar, figura legata alla storia di Villa Spada. Il giovane pianista, con la consueta sincerità, ha ammesso che Chopin non è il suo compositore preferito, ma ha comunque promesso che si metterà al lavoro. Un arrivederci che ha già una possibile colonna sonora e che chiude nel migliore dei modi un'edizione del Quiete Music Festival capace di portare a Villa Spada musica, qualità e pubblico, superando serata dopo serata le aspettative degli organizzatori.

Eventi

Ripe San Ginesio, Giorgio Montanini per il gran finale di “Voci&Orizzonti"

Ripe San Ginesio, Giorgio Montanini per il gran finale di “Voci&Orizzonti"

24/08/2026 17:28

Sarà Giorgio Montanini a chiudere la stagione di “Voci&Orizzonti”, la rassegna organizzata dall’Unione Montana dei Monti Azzurri e dal Comune di Ripe San Ginesio. L’appuntamento è per venerdì 28 agosto all’Arena La Cava, dove lo stand-up comedian fermano porterà in scena il suo live. Per l’ultimo spettacolo della rassegna l’attesa è alta: restano pochissimi biglietti disponibili su Ciaotickets e l’Arena si prepara ad accogliere fino a mille spettatori. Montanini, tra i nomi più conosciuti della stand-up comedy italiana, è atteso sul palco con il suo stile diretto, irriverente e provocatorio, fatto di comicità ma anche di riflessioni e punti di vista destinati a mettere il pubblico di fronte a temi e domande non sempre comodi. Una scelta che rappresenta anche il carattere della rassegna, che nel corso dell’estate ha proposto appuntamenti diversi per linguaggi e contenuti, alternando comicità, giornalismo, approfondimento e musical. Una stagione di spettacoli e partecipazione L’appuntamento di venerdì arriva al termine di una stagione che ha visto l’Arena La Cava protagonista di una serie di eventi capaci di richiamare pubblico e attenzione sul territorio. “Voci&Orizzonti” ha puntato su una proposta diversificata, con l'obiettivo di mettere insieme intrattenimento e cultura, offrendo occasioni di confronto oltre che di spettacolo. La partecipazione registrata nei diversi appuntamenti e la varietà degli ospiti hanno contribuito a rafforzare il ruolo dell’Arena La Cava come spazio dedicato agli eventi e alla socialità. Per Ripe San Ginesio, inoltre, la rassegna rappresenta un ulteriore tassello di una vocazione culturale che negli anni ha portato il piccolo centro dei Monti Azzurri a ospitare iniziative e manifestazioni rivolte a un pubblico sempre più ampio. Ora tocca a Giorgio Montanini chiudere il programma. Venerdì 28 agosto l’Arena La Cava si prepara dunque al gran finale, con una serata dedicata alla stand-up comedy e uno spettacolo che promette di alternare risate, provocazioni e riflessioni.

Macerata, inaugurato il Luna Park di Villa Potenza: 50 attrazioni e il connubio con il September Fest

Macerata, inaugurato il Luna Park di Villa Potenza: 50 attrazioni e il connubio con il September Fest

24/08/2026 13:46

È ufficialmente iniziata la nuova stagione del Luna Park di Villa Potenza, che resterà aperto fino al 6 settembre. Un appuntamento ormai consolidato nel calendario delle iniziative di fine estate di Macerata e che, insieme al September Fest, accompagna la città verso la conclusione degli eventi di agosto. Quella del Luna Park è una tradizione che affonda le proprie radici nella storia della città. I primi intrattenimenti di questo tipo risalgono infatti agli anni Cinquanta, quando le attrazioni muovevano i primi passi ai Giardini Diaz. Oggi quella tradizione prosegue a Villa Potenza con un parco composto da 50 attrazioni, dieci delle quali pensate specificamente per i bambini. Uno spazio rivolto a un pubblico di tutte le età, con l'obiettivo di offrire occasioni di divertimento e socialità per famiglie, giovani e visitatori. Il taglio del nastro si è svolto alla presenza dell'assessore al Commercio Giuseppe Romano e dell'assessore alla Sicurezza Paolo Renna, dando ufficialmente il via all'edizione di quest'anno. Il connubio con il September Fest Il Luna Park si svolge in concomitanza con il September Fest, in programma fino al 6 settembre nell'adiacente Centro Fiere di Villa Potenza. Una vicinanza che permette di concentrare nell'area diverse occasioni di intrattenimento e aggregazione. “Il Luna Park è una tradizione che fa parte della storia della nostra comunità e siamo felici di poterla rinnovare anche quest'anno”, commenta l'assessore Giuseppe Romano. “È un luogo dove famiglie, bambini e giovani possono incontrarsi e trascorrere momenti di divertimento e spensieratezza. Un appuntamento che si integra perfettamente con il September Fest in un connubio di socialità, aggregazione e divertimento che trova nel Centro Fiere la sua dimensione naturale”, aggiunge. L'assessore ha quindi rivolto un ringraziamento agli organizzatori e alle famiglie che rendono possibili queste iniziative, oltre che agli uffici comunali, con particolare riferimento all'Ufficio SUAP e alle Attività Produttive, per il lavoro svolto in vista della realizzazione dell'evento.  

Curiosità

Benzina alle stelle, a Valle Castellana il pieno costa meno: così il  Comune ha salvato l'unico distributore

Benzina alle stelle, a Valle Castellana il pieno costa meno: così il Comune ha salvato l'unico distributore

24/08/2026 14:50

Mentre il prezzo dei carburanti continua a pesare sulle tasche degli automobilisti, a Valle Castellana, piccolo Comune montano in provincia di Teramo, il rifornimento costa sensibilmente meno rispetto alla media nazionale. Nel distributore comunale la benzina viene venduta a 1,75 euro al litro, mentre il diesel è a 1,89 euro. Prezzi che, secondo i dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy riferiti al 23 agosto, risultano inferiori di circa 26 centesimi al litro per la benzina e di 24 centesimi per il gasolio rispetto alla media regionale abruzzese. Il confronto con la media nazionale è simile: sulla rete stradale il prezzo medio self era di 2,010 euro al litro per la benzina e di 2,130 euro per il gasolio. Su un rifornimento da 50 litri, quindi, il risparmio rispetto alla media abruzzese è di circa 13 euro per la benzina e 12 euro per il diesel. La particolarità sta nella gestione. Il distributore è infatti direttamente nelle mani dell'amministrazione comunale guidata dal sindaco Camillo D'Angelo. La scelta risale al 2022, quando il proprietario dell'unico impianto presente sul territorio annunciò l'intenzione di interrompere l'attività. Per un Comune come Valle Castellana, con circa 800 abitanti distribuiti in una quarantina di frazioni e un territorio di circa 131 chilometri quadrati, la chiusura avrebbe significato dover percorrere quasi 20 chilometri per fare rifornimento. L'amministrazione ha quindi deciso di intervenire, rilevando la licenza e procedendo all'ammodernamento dell'impianto. Dal marzo 2022 il distributore viene gestito direttamente dal Comune. La politica dei prezzi punta a mantenere un margine ridotto, con l'obiettivo di garantire un servizio al territorio senza applicare i normali ricarichi delle stazioni di servizio. Con il passare del tempo il distributore ha iniziato ad attirare non soltanto i residenti. A fare rifornimento sono anche pendolari, lavoratori, imprese e turisti diretti verso il Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. La posizione del Comune, inoltre, porta all'impianto anche automobilisti provenienti dalla vicina provincia di Ascoli Piceno. I numeri mostrano la crescita dell'attività. Nel 2025 le entrate del distributore sono state di circa 500mila euro, una cifra molto distante dai circa 75mila euro registrati nel primo anno di gestione. La scelta nata per evitare la chiusura dell'unico distributore del paese si è quindi trasformata in un servizio utilizzato da una platea più ampia di automobilisti, mantenendo prezzi inferiori a quelli medi praticati sul territorio.

Caterina Alloggio è Miss Cinema Marche 2026: l'infermiera di Tolentino alle prefinali nazionali

Caterina Alloggio è Miss Cinema Marche 2026: l'infermiera di Tolentino alle prefinali nazionali

21/08/2026 18:05

Caterina Alloggio, giovane infermiera che vive a Tolentino, ha conquistato il titolo di Miss Cinema Marche 2026, ottenendo così l'accesso alle prefinali nazionali di Miss Italia. La proclamazione è arrivata nella serata di ieri a Servigliano, in provincia di Fermo, durante la sesta finale regionale di Miss Italia Marche 2026. La giovane, che lavora come infermiera presso l'ospedale di Camerino, nel reparto di Chirurgia generale, ha conquistato pubblico e giuria grazie al suo carisma e alla passione per il mondo del cinema e dello spettacolo. Un risultato particolarmente significativo per Caterina, che rappresenterà dunque le Marche alle prefinali nazionali di Miss Italia con la fascia di Miss Cinema Marche 2026. L'appuntamento è fissato a Roma, presso il Palazzo dello Spettacolo, dall'1 al 3 settembre. A presentare la serata è stato Marco Zingaretti, protagonista sul palco con la consueta professionalità. La manifestazione ha visto anche la partecipazione di una giuria chiamata a valutare le concorrenti e a decretare la vincitrice della fascia regionale. La serata è stata realizzata grazie alla collaborazione del Comune di Servigliano e della Pro Loco di Servigliano, con il contributo di diverse realtà coinvolte nell'organizzazione dell'evento. Tra i componenti della giuria anche una rappresentante di Miluna Gioielli. 

Varie

"Laghetto Azzurro ridotto a una distesa di alghe. È questo il risultato di un'opera da quasi un milione di euro?"

"Laghetto Azzurro ridotto a una distesa di alghe. È questo il risultato di un'opera da quasi un milione di euro?"

24/08/2026 17:10

"Una distesa di alghe". È così che Guido Rossi, ex consigliere comunale di Ussita, descrive le attuali condizioni del Laghetto Azzurro rivolgendo una serie di interrogativi all'amministrazione comunale relativamente all'attuale manutenzione dell'area e alla gestione dell'opera dopo la conclusione dei lavori. Il Laghetto Azzurro, infatti, è stato interessato da un intervento di riqualificazione inserito nella misura "A.3.1 – Rigenerazione urbana", finanziata attraverso il Piano Nazionale per gli Investimenti Complementari al Pnrr. Secondo quanto riportato dall'ex consigliere, "l'importo iniziale dell'intervento era di 850mila euro", mentre una successiva variante avrebbe "fatto salire il costo complessivo vicino al milione di euro". Rossi ricorda il giorno della presentazione dell'area da parte dell'amministrazione comunale nel 2025, quando il Laghetto Azzurro venne indicato come un luogo restituito alla comunità e come simbolo di rinascita, memoria e futuro per Ussita. Nella sua nota ricorda anche lo slogan utilizzato per accompagnare il progetto: "Azzurro come le acque e il cielo". "È questo il risultato che ci si può aspettare da un'opera pubblica finanziata con centinaia di migliaia di euro?", si chiede Rossi. Il tema centrale non riguarda, però, soltanto l'aspetto estetico del laghetto, ma soprattutto la gestione dell'invaso una volta terminati i lavori. "Perché progettare, appaltare, inaugurare o comunicare un'opera è soltanto una parte del problema. La vera sfida comincia dopo", sostiene l'ex consigliere. "Un'opera pubblica non è un monumento da fotografare il giorno dell'inaugurazione. È un investimento che deve continuare a funzionare nel tempo", afferma. Rossi richiama inoltre il ruolo del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, rispetto alle condizioni che sarebbero state poste nell'ambito dell'iter autorizzativo del progetto. "Il punto non è fare il processo alle alghe - precisa l'ex consigliere -. Il punto è capire se esisteva un piano di gestione e manutenzione dell'invaso, chi ne aveva la responsabilità, quali interventi erano previsti e quali somme erano state stanziate per mantenerlo efficiente". Nella nota, Rossi sottolinea come la documentazione amministrativa relativa alla procedura individui il Comune di Ussita quale soggetto interessato alla realizzazione dell'intervento di riqualificazione dell'ex Laghetto Azzurro. Da qui, secondo l'ex consigliere, la necessità di chiarire anche il profilo della sostenibilità gestionale dell'opera: "Chi ha verificato che il progetto fosse concretamente sostenibile anche sotto il profilo della manutenzione ordinaria?" Rossi chiede in particolare di conoscere "quanto sia costata esattamente la parte relativa al Laghetto Azzurro, quanto sia stato effettivamente pagato, quali opere fossero comprese nell'appalto e quali interventi di manutenzione fossero stati previsti". Tra gli altri interrogativi sollevati ci sono quelli relativi al responsabile della manutenzione dell'invaso, alle eventuali somme spese dopo la conclusione dei lavori e ai controlli effettuati sulla qualità dell'acqua. L'ex consigliere domanda inoltre se l'attuale proliferazione di alghe fosse prevedibile in fase progettuale e quali interventi l'amministrazione comunale intenda adottare per affrontare il problema. "Sono domande semplici. E soprattutto sono domande che riguardano denaro pubblico", sottolinea Rossi. Nella parte conclusiva della nota, l'ex consigliere precisa che la sua posizione non è contraria alla riqualificazione dell'area. "Chiunque ami Ussita dovrebbe pretendere che un investimento pubblico di questa dimensione produca un risultato duraturo, decoroso e realmente fruibile - scrive Rossi -. Quello che invece non possiamo accettare è la logica secondo cui, una volta tagliato il nastro, il problema finisca. Perché i soldi pubblici non finiscono con l'inaugurazione. Cominciano lì le responsabilità".  

Dieci anni dal sisma, il ricordo del Soccorso Alpino Marche: "55 persone estratte vive dalle macerie"

Dieci anni dal sisma, il ricordo del Soccorso Alpino Marche: "55 persone estratte vive dalle macerie"

24/08/2026 12:18

A dieci anni dal terremoto che il 24 agosto 2016 colpì il Centro Italia, il Soccorso Alpino e Speleologico Marche – CNSAS si unisce al ricordo delle vittime e rinnova la propria vicinanza alle famiglie e alle comunità che furono interessate dall'evento sismico. Alle 3:36 del 24 agosto 2016, una violenta scossa interessò una vasta area dell'Appennino centrale, provocando conseguenze drammatiche anche nelle Marche e, in particolare, nel territorio di Arquata del Tronto e nelle sue frazioni. Per il Soccorso Alpino furono ore di mobilitazione immediata. "Alle 4:30, a meno di un'ora dalla prima scossa, le squadre della XVII Delegazione Alpina erano già in partenza verso le aree maggiormente colpite". "Nel corso della giornata il dispositivo operativo venne progressivamente rafforzato con l'arrivo di tecnici specializzati nelle operazioni di soccorso, personale sanitario e unità cinofile. Le attività si concentrarono soprattutto nei territori di Arquata del Tronto e Pescara del Tronto, oltre che nelle altre località interessate dall'emergenza". "Nelle aree terremotate marchigiane, nella giornata del 24 agosto, furono impegnati circa 40 operatori del Soccorso Alpino e Speleologico. Il giorno successivo, nelle zone di Arquata e Pescara del Tronto, il dispositivo comprendeva 63 tecnici specializzati nelle operazioni di scavo e recupero e sei unità cinofile". L'intervento del CNSAS Marche si inserì nel più ampio dispositivo nazionale del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, che nei giorni successivi mobilitò personale proveniente da diverse regioni italiane. Il 24 agosto il dispositivo nazionale contava 112 operatori, 13 unità cinofile e 10 medici. Il 25 agosto si arrivò a 153 operatori, 21 unità cinofile e 16 medici, mentre il 26 agosto furono impegnati 187 operatori, 19 unità cinofile e 16 medici. Numeri che restituiscono la dimensione dello sforzo messo in campo nelle prime giornate dell'emergenza. Al termine della prima fase delle operazioni di ricerca e soccorso, il bilancio nazionale del CNSAS registrò 55 feriti gravi estratti vivi dalle macerie, oltre a numerosi feriti lievi. Furono 421 le giornate/uomo dei tecnici,

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