Macerata si ferma per l'addio a Nicolas, Daniele e Giorgio: "Rimarrete la migliore gioventù" (FOTO)
Uno stadio stracolmo di persone in un silenzio irreale, rotto solo dalle lacrime e dai ricordi, ha tributato l'ultimo e solenne saluto a Daniele Francalancia, Nicolas Calabrese e Giorgio Franceschini, i tre ragazzi strappati alla vita nel tragico incidente stradale di domenica scorsa. Le esequie si sono svolte sul prato dello stadio comunale Helvia Recina "Pino Brizi", dove i feretri sono stati posizionati a ridosso degli spalti, proprio di fronte alle tante persone che hanno assiepato le tribune, e davanti al palco allestito per l'altare. L'ingresso delle bare è stato accolto da un commovente picchetto d'onore a mo' di passerella lungo la pista di atletica, composto dai tesserati della Vr Macerata (la formazione in cui militava Nicolas), della Cluentina (squadra di Daniele) e della Maceratese, uniti senza distinzione di maglia nel momento più buio. Sul prato anche una rappresentanza del Centro Nuoto Macerata, a testimoniare la vicinanza di tutte le società sportive cittadine. Tra la folla è presente anche Michele Calcagni, uno dei cinque amici a bordo dell'auto al momento del drammatico schianto, fortunatamente dimesso nella mattinata di oggi dall'ospedale. Sopra le bare di Nicolas e Daniele sono state distese le maglie delle formazioni in cui hanno militato, oltre a un pallone da calcio a ricordare la loro più grande passione; a queste si è aggiunto un profondo gesto di vicinanza da parte della storica società biancorossa, con il presidente della Maceratese Alberto Crocioni che ha voluto posizionare personalmente una maglia del club sopra ciascuno dei tre feretri. Accanto alla bara di Giorgio, invece, è stato adagiato un pallone da basket, a testimonianza del suo legame con lo sport e delle passioni condivise. A officiare il rito funebre è stato don Carlos Munoz, parroco della Chiesa Santa Madre di Dio, che ha aperto la celebrazione portando la vicinanza del vescovo, in quel momento in preghiera ad Avila insieme ad altri sacerdoti maceratesi. Durante l'omelia, il parroco ha voluto riprendere le parole che Papa Francesco rivolse ai genitori dei giovani rimasti coinvolti nella tragedia svizzera di Crans-Montana: "Il Papa vi direbbe: non posso spiegarvi perché sia stato chiesto a voi e ai vostri cari di affrontare una tale prova, l’affetto e le parole umane di compassione che vi rivolgo oggi sembrano molto limitate ed impotenti. Ma la vostra speranza non è vana, perché Cristo è veramente risorto ed ha vinto la morte". Don Munoz ha poi ricordato lo straordinario affetto dimostrato dalla comunità in questi giorni di lutto: "La veglia, la fiaccolata, il pianto di tanti giovani, mamme e papà sono gesti che testimoniano che questi ragazzi nella loro vita hanno saputo coltivare l’amicizia, un'amicizia coltivata nello sport, nella spensieratezza, nello studio e nei momenti di divertimento. Cari ragazzi, l’amore che provate voi per questi vostri amici è lo stesso che ha provato Gesù per Lazzaro, per il quale ha pianto. Amate sempre, non smettete di amare perché solo l’amore rimane e può superare il dolore". Il sacerdote ha infine concluso con un pensiero toccante legato all'orario del drammatico schianto: "Tutto è successo all’alba. Ora loro contemplano in Dio un'alba senza tramonto". Successivamente ha preso la parola il rieletto sindaco di Macerata, Sandro Parcaroli, che ha parlato a nome dell'intera cittadinanza visibilmente scossa: "Quanto avvenuto a Macerata suscita in tutti un profondo dolore e molte domande. Perché? Perché? Non abbiamo una risposta. In momenti come questi, la fede richiama il valore della fraternità umana e aiuta a vincere la paura della solitudine e il distacco. Le parole e le azioni, come la veglia in preghiera e la fiaccolata, certo non colmano il dolore, ma testimoniano vicinanza, solidarietà, affetto e fede. La condivisione e la sincera compassione rendono più sopportabili anche le croci più pesanti. Di fronte a una tragedia immensa, la nostra comunità ha dimostrato grande unità nella presenza e nel silenzio. Per questo vogliamo dirvi: la città è oggi con voi e con voi rimarrà sempre. Daniele, Giorgio, Nicolas: rimarrete sempre la migliore gioventù maceratese". Momenti di intensissima commozione si sono vissuti quando ha preso la parola Ludovica Francalancia, la sorella di Daniele, che ha dedicato al fratello un addio straziante: "Non ho perso solo un fratello, anche il mio primo amore e il mio migliore amico. Ti porterò sempre con me. Eri la mia bussola. Sei sempre stato il fratello perfetto con me". Subito dopo, davanti alla platea rigata dalle lacrime, è intervenuta la mamma di Nicolas, Betty Mariani, che ha lanciato un messaggio di straordinaria forza e amore: "Non ho dolore in questo momento, ho gioia per quello che Nicolas rappresenta per molti di voi". Sulle tribune erano presenti anche le massime cariche istituzionali e delle forze dell'ordine del territorio, tra cui il presidente della regione Marche Francesco Acquaroli e il presidente della Provincia Alessandro Gentilucci. Durante la messa, gli amici più stretti dei tre giovani, con la voce rotta dall'emozione, hanno letto alcune preghiere dedicate ai loro compagni di vita. Non sono mancati anche gli interventi di allenatore e compagni di squadra della Cluentina e della Vr Macerata di Nicolas e Daniele. Nel mezzo dell'immenso dolore che stanno attraversando, le famiglie hanno voluto lanciare un messaggio di speranza attraverso due importanti iniziative solidali: la prima riguarda la sensibilizzazione per la realizzazione di un campetto sportivo intitolato ai tre ragazzi, che possa diventare un nuovo punto di ritrovo e aggregazione per i giovani della città; la seconda è una raccolta fondi a favore dell’Aism (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) - sezione di Macerata, promossa per continuare a diffondere nel mondo la splendida energia che caratterizzava Nicolas, Giorgio e Daniele. (Ulteriori foto della cerimonia nella gallery sottostante, in fondo all'articolo)

cielo sereno (MC)
