Musone, la foce torna “fortemente inquinata”: il monitoraggio di Goletta Verde
Attualità
12/08/2026 10:00

Musone, la foce torna “fortemente inquinata”: il monitoraggio di Goletta Verde

La foce del Musone, sulla costa della provincia di Macerata, torna sotto i riflettori di Goletta Verde. Nel bilancio finale 2026 della campagna di Legambiente, il punto di campionamento è stato classificato come “fortemente inquinato”, confermando una criticità che si ripete nel tempo: secondo l'associazione, la foce del Musone ha superato i limiti nei monitoraggi degli ultimi sei anni, con la sola eccezione del 2024. Un dato che inserisce il corso d'acqua tra i punti considerati più problematici lungo le coste italiane. Nel monitoraggio di quest'anno, infatti, su 391 campioni analizzati in 19 regioni, il 34% è risultato oltre i limiti di legge. La situazione appare ancora più critica alle foci: dei 188 punti campionati, il 54% è risultato inquinato o fortemente inquinato. Il Musone non è l'unico punto sotto osservazione nella regione. Nel monitoraggio marchigiano sono risultati inquinati anche il punto della Calata Caio Duilio a Pesaro e la foce del torrente Arzilla a Fano, in provincia di Pesaro Urbino. Il quadro regionale conferma così una tendenza evidenziata anche a livello nazionale: foci di fiumi, torrenti e canali sono tra i punti più vulnerabili, perché rappresentano il punto di arrivo al mare di acque che possono trasportare contaminanti. I campionamenti di Goletta Verde vengono realizzati dai volontari formati da Legambiente e riguardano sia aree di mare frequentate dai bagnanti sia punti considerati maggiormente esposti al rischio di inquinamento, come appunto le foci. Le analisi prendono in considerazione principalmente la presenza di Escherichia coli ed enterococchi intestinali, parametri utilizzati anche dalla normativa italiana per valutare la qualità delle acque di balneazione. I risultati vengono poi confrontati con i limiti previsti dalla legge. Per Legambiente, tra le principali cause delle criticità rilevate c'è la mala depurazione, un problema che continua a interessare diversi territori italiani. L'associazione richiama quindi la necessità di migliorare il trattamento delle acque reflue e il controllo degli scarichi, soprattutto nei territori dove i superamenti dei limiti si ripetono negli anni. Nel caso del Musone, proprio la continuità delle criticità nel tempo rende il dato particolarmente significativo. C'è infine anche il tema della sicurezza e dell'informazione ai bagnanti. Secondo il bilancio nazionale di Goletta Verde, nel 70% delle foci monitorate non sono stati trovati cartelli che indicassero il divieto di balneazione. Un elemento che Legambiente considera problematico, perché le aree in prossimità delle foci possono essere frequentate dai bagnanti nonostante rappresentino, dati alla mano, alcuni dei punti maggiormente esposti all'inquinamento. (foto e fonte: sito Legambiente)

Musone, la foce torna “fortemente inquinata”: il monitoraggio di Goletta Verde

Musone, la foce torna “fortemente inquinata”: il monitoraggio di Goletta Verde
12/08/2026 10:00

La foce del Musone, sulla costa della provincia di Macerata, torna sotto i riflettori di Goletta Verde. Nel bilancio finale 2026 della campagna di Legambiente, il punto di campionamento è stato classificato come “fortemente inquinato”, confermando una criticità che si ripete nel tempo: secondo l'associazione, la foce del Musone ha superato i limiti nei monitoraggi degli ultimi sei anni, con la sola eccezione del 2024. Un dato che inserisce il corso d'acqua tra i punti considerati più problematici lungo le coste italiane. Nel monitoraggio di quest'anno, infatti, su 391 campioni analizzati in 19 regioni, il 34% è risultato oltre i limiti di legge. La situazione appare ancora più critica alle foci: dei 188 punti campionati, il 54% è risultato inquinato o fortemente inquinato. Il Musone non è l'unico punto sotto osservazione nella regione. Nel monitoraggio marchigiano sono risultati inquinati anche il punto della Calata Caio Duilio a Pesaro e la foce del torrente Arzilla a Fano, in provincia di Pesaro Urbino. Il quadro regionale conferma così una tendenza evidenziata anche a livello nazionale: foci di fiumi, torrenti e canali sono tra i punti più vulnerabili, perché rappresentano il punto di arrivo al mare di acque che possono trasportare contaminanti. I campionamenti di Goletta Verde vengono realizzati dai volontari formati da Legambiente e riguardano sia aree di mare frequentate dai bagnanti sia punti considerati maggiormente esposti al rischio di inquinamento, come appunto le foci. Le analisi prendono in considerazione principalmente la presenza di Escherichia coli ed enterococchi intestinali, parametri utilizzati anche dalla normativa italiana per valutare la qualità delle acque di balneazione. I risultati vengono poi confrontati con i limiti previsti dalla legge. Per Legambiente, tra le principali cause delle criticità rilevate c'è la mala depurazione, un problema che continua a interessare diversi territori italiani. L'associazione richiama quindi la necessità di migliorare il trattamento delle acque reflue e il controllo degli scarichi, soprattutto nei territori dove i superamenti dei limiti si ripetono negli anni. Nel caso del Musone, proprio la continuità delle criticità nel tempo rende il dato particolarmente significativo. C'è infine anche il tema della sicurezza e dell'informazione ai bagnanti. Secondo il bilancio nazionale di Goletta Verde, nel 70% delle foci monitorate non sono stati trovati cartelli che indicassero il divieto di balneazione. Un elemento che Legambiente considera problematico, perché le aree in prossimità delle foci possono essere frequentate dai bagnanti nonostante rappresentino, dati alla mano, alcuni dei punti maggiormente esposti all'inquinamento. (foto e fonte: sito Legambiente)

Cronaca

Monte Vettore, donna si infortuna alla caviglia: recuperata dall'eliambulanza

Monte Vettore, donna si infortuna alla caviglia: recuperata dall'eliambulanza

11/08/2026 16:25

È stata recuperata con il verricello dall'elisoccorso regionale Icaro 02 un'escursionista che nel pomeriggio di oggi ha riportato un trauma distorsivo alla caviglia sul Monte Vettore, non riuscendo più a proseguire autonomamente lungo il sentiero. L'allarme ha fatto scattare l'intervento del Soccorso Alpino e Speleologico Marche, che ha raggiunto la zona del sentiero che dal Rifugio Zilioli scende verso Forca di Presta, nel tratto conosciuto come "le Scalette". Considerata la posizione della donna e l'impossibilità di proseguire a piedi, è stato richiesto l'intervento dell'elisoccorso regionale Icaro 02. L'elicottero ha raggiunto l'area e il Tecnico di Elisoccorso del Soccorso Alpino e Speleologico Marche ha effettuato il recupero della donna tramite verricello. Una volta issata a bordo, l'escursionista è stata trasferita al parcheggio di Forca di Presta, dove ad attenderla c'era un'ambulanza della Croce Verde. I sanitari hanno quindi preso in carico la donna per le successive cure e valutazioni. Durante le operazioni è rimasta attiva anche una squadra di terra del Soccorso Alpino e Speleologico Marche, intervenuta per assistere i compagni della donna e accompagnarli nel rientro fino alla loro automobile. Sul posto hanno inoltre operato i Vigili del Fuoco, che hanno collaborato alle attività di soccorso. (Foto di repertorio)

Incidente all'alba in A14, auto contro la parete di una galleria: a bordo anche due bambini

Incidente all'alba in A14, auto contro la parete di una galleria: a bordo anche due bambini

11/08/2026 10:20

Un'auto è finita contro la parete della galleria San Giorgio, lungo l'A14 in direzione nord, provocando un incidente che ha richiesto l'intervento dei vigili del fuoco per estrarre una passeggera dall'abitacolo. A bordo della vettura viaggiavano anche due bambini di 5 e 8 anni: fortunatamente, nessuno dei quattro occupanti ha riportato conseguenze gravi. L'incidente si è verificato intorno alle 5:30 di questa mattina, nel territorio comunale di Porto San Giorgio. Si è trattato di un sinistro autonomo: per cause ancora in fase di accertamento, la vettura ha perso il controllo andando a schiantarsi contro la parete della galleria. A bordo, oltre al conducente, si trovavano una donna seduta sul lato passeggero anteriore e due bambini di cinque e otto anni sui sedili posteriori. La parte dell'auto sul lato della donna ha riportato i danni maggiori nell'impatto, rendendo necessario l'intervento dei vigili del fuoco, che hanno provveduto a liberarla dall'abitacolo. Sul posto sono intervenuti anche i sanitari del 118 e gli agenti della polizia autostradale, impegnati nei rilievi per ricostruire la dinamica dell'incidente. Fortunatamente, nessuno degli occupanti ha riportato gravi conseguenze. L'incidente ha comunque provocato rallentamenti al traffico in direzione nord durante le operazioni di soccorso e di messa in sicurezza della carreggiata.

Attualità

Macerata, il verde che manca: solo 12,41 alberi ogni 100 abitanti, il dato più basso nelle Marche

Macerata, il verde che manca: solo 12,41 alberi ogni 100 abitanti, il dato più basso nelle Marche

11/08/2026 17:45

Quando arriva il grande caldo, in città anche l'ombra può diventare una questione di salute e vivibilità. Asfalto, cemento ed edifici assorbono il calore durante il giorno e lo restituiscono lentamente, mentre la presenza di alberi può contribuire a creare zone d'ombra e a raffrescare l'ambiente attraverso l'evapotraspirazione. È il fenomeno delle cosiddette isole di calore urbane, particolarmente evidente durante le ondate di temperature elevate. E proprio mentre le estati diventano sempre più segnate da episodi di caldo intenso, i dati sulla presenza di alberi nei capoluoghi marchigiani raccontano una situazione molto diversa da città a città. E Macerata è quella con il dato più basso tra i capoluoghi marchigiani per i quali l'Istat ha raccolto il numero di alberi. Nel capoluogo maceratese risultano infatti 12,41 alberi ogni 100 abitanti. Un dato che colloca Macerata al 69esimo posto nella graduatoria nazionale dei capoluoghi presenti nella rilevazione. Davanti ci sono tutte le altre città marchigiane comprese nel dataset. Fermo è nettamente prima, con 39,06 alberi ogni 100 abitanti, e si trova all'11esimo posto nazionale. Segue Pesaro, con 28,09 alberi ogni 100 abitanti e 23esima posizione. Più distaccata Ascoli Piceno, con 12,86 alberi ogni 100 abitanti, appena sopra Macerata. C'è però un'assenza importante nella fotografia regionale: Ancona non compare nella graduatoria, perché per il capoluogo regionale il dato sugli alberi non è disponibile. Il confronto tra le città marchigiane, quindi, riguarda soltanto Fermo, Pesaro, Ascoli Piceno e Macerata. Il dato diventa particolarmente interessante se messo in relazione con quello che è successo sul fronte delle temperature. Macerata è stata infatti una delle città marchigiane maggiormente esposte alle ondate di calore di questa estate, arrivando in una delle giornate più calde a un livello di allerta massimo e a una temperatura apparente di 42 gradi. Il 17 luglio, secondo il bollettino della Protezione civile regionale riportato dalla Tgr Marche, erano previsti 39 gradi a Macerata, con una temperatura percepita di 42. Ed è qui che si apre una domanda: può esserci una relazione tra la quantità di alberi presenti in una città e la sua esposizione al caldo? Non si tratta di dire che i 12,41 alberi ogni 100 abitanti di Macerata siano la causa delle temperature elevate registrate quest'estate. Il clima di una città dipende da moltissimi fattori, dalla posizione geografica alla conformazione urbana, dai materiali utilizzati alla ventilazione. Ma la relazione tra vegetazione e temperatura urbana è un tema ormai centrale nella progettazione delle città. Lo stesso Istat, nel suo rapporto sull'Ambiente urbano 2023, segnala infatti la crescita delle aree di forestazione urbana proprio in relazione alla necessità di mitigare l'isola di calore: nel 2023 queste aree sono aumentate del 6,7% rispetto all'anno precedente. Gli alberi possono intervenire sul microclima in diversi modi. La chioma intercetta la radiazione solare e crea ombra, mentre attraverso l'evapotraspirazione le piante contribuiscono allo scambio di calore e quindi al raffrescamento dell'ambiente circostante. Il beneficio, naturalmente, dipende anche dalla posizione, dalle dimensioni delle alberature, dalla specie e dalla disponibilità di acqua. Per questo 12,41 alberi ogni 100 abitanti non significa automaticamente che Macerata sia una città più calda di altre, così come 117,44 alberi ogni 100 abitanti non rendono automaticamente Modena una città fresca. Il dato Istat fotografa infatti una componente specifica del verde urbano e mette in rapporto gli alberi censiti con la popolazione residente. Ma proprio il confronto tra i numeri e le temperature apre una riflessione. Macerata è ultima tra le città marchigiane presenti nella rilevazione per numero di alberi e, nello stesso tempo, quest'estate è stata ripetutamente interessata da condizioni di caldo intenso. Una coincidenza che non dimostra un rapporto di causa-effetto, ma che pone una domanda concreta sulla capacità della città di mitigare il calore nei propri spazi urbani. La distanza rispetto alle prime posizioni nazionali è del resto enorme. Modena guida la graduatoria con 117,44 alberi ogni 100 abitanti, seguita da Trieste con 113,66 e Cremona con 107,53. Mantova arriva a 94,2, Brescia a 86,85 e Cosenza a 70,64. In fondo alla classifica si trovano invece Napoli, con 4,38 alberi ogni 100 abitanti, e Siracusa, ultima con 2,49. Il confronto, però, va letto con cautela. Il numero di alberi per abitante non coincide con la quantità complessiva di verde di una città e non dice dove siano collocate le alberature, quanto siano estese le loro chiome o quanto siano accessibili ai cittadini. È un indicatore utile per confrontare la dotazione arborea, ma non esaurisce la fotografia del verde urbano. Perché se il caldo estremo è destinato a diventare una delle sfide delle città dei prossimi anni, la domanda non è soltanto quanto alte potranno diventare le temperature. È anche quanto le città saranno attrezzate per renderle più sopportabili. E, tra le possibili risposte, gli alberi sono una delle infrastrutture naturali che l'Istat stessa indica come strumenti per la mitigazione dell'isola di calore. I dati sugli alberi provengono dall'indagine Istat “Dati ambientali nelle città – Ambiente urbano, anno 2023”, riferita ai 109 Comuni capoluogo di provincia o città metropolitana. L'Istat ha pubblicato il rapporto l'8 luglio 2025.

Vendemmia 2026, il vino marchigiano tra caldo e grandine: "Annata in chiaroscuro"

Vendemmia 2026, il vino marchigiano tra caldo e grandine: "Annata in chiaroscuro"

11/08/2026 11:30

L'anticipo della raccolta, lo stress idrico e i danni del maltempo preoccupano i viticoltori. Ma la qualità delle uve resta promettente La vendemmia 2026 nelle Marche parte con luci e ombre, tra un anticipo della raccolta che in alcune zone raggiunge i 15 giorni, lo stress idrico provocato dal caldo e dalla prolungata assenza di piogge e i pesanti danni causati dalla grandine, soprattutto nelle province di Fermo e Ascoli Piceno. A questo si aggiungono le difficoltà del mercato, con elevate giacenze nelle cantine e un calo strutturale dei consumi di vino. È il quadro tracciato da Cia Marche, attraverso l'analisi del presidente regionale Alessandro Taddei e dei presidenti provinciali dell'organizzazione. "Il settore vitivinicolo marchigiano condivide tutte le difficoltà che l'agricoltura, in senso più ampio, sta sopportando", spiega Taddei. La situazione varia sensibilmente in base alle varietà. I vitigni precoci, come il Pinot Nero, sono in anticipo di circa quindici giorni rispetto alla norma: alcune aziende hanno già iniziato la vendemmia, quando fino a pochi anni fa la raccolta partiva a ridosso di Ferragosto. Più complessa la situazione per i vitigni a maturazione intermedia, tra cui Sangiovese, Merlot, Cabernet e Verdicchio, che in diverse aree stanno affrontando un forte stress idrico. La siccità prolungata e le temperature elevate spingono infatti la pianta a rallentare il proprio sviluppo per preservarsi. In molti vigneti l'invaiatura non si è ancora completata e, soprattutto per il Sangiovese, sono ancora presenti acini verdi o appena rosati. La situazione preoccupa ancora di più per i vitigni tardivi, come il Montepulciano, dove in molti casi l'invaiatura non è ancora iniziata. "La preoccupazione è ancora maggiore per i vitigni tardivi, come il Montepulciano, dove in molti casi l'invaiatura non è nemmeno iniziata", sottolinea Taddei, ricordando come lo scorso anno alcune piogge di agosto avessero permesso alle piante di recuperare, contribuendo a una buona annata. Dinamiche analoghe interessano anche Verdicchio e Trebbiano, seppure meno evidenti a livello visivo. I campionamenti evidenziano differenze importanti tra le zone: nei terreni più freschi la situazione è migliore, mentre quelli più aridi e sciolti, che trattengono meno acqua, mostrano maggiori difficoltà. Si iniziano inoltre a registrare i primi fenomeni di scottatura degli acini. "Ancora una volta sarà il meteo a fare la differenza", osserva Taddei. Grandine, danni fino al 100% della produzione A preoccupare particolarmente Cia Marche sono poi gli effetti degli eventi estremi che hanno colpito le province di Fermo e Ascoli Piceno e, in parte, anche Ancona. In alcune aree i danni hanno raggiunto il 100% della produzione. "A Fermo e Ascoli si registrano perdite del 100% della produzione", evidenzia Taddei, spiegando che le conseguenze potrebbero estendersi anche alle prossime stagioni. La vite, infatti, produce sui tralci nuovi e la loro distruzione a causa della grandine può compromettere anche i raccolti futuri. In alcuni casi i chicchi, grandi come palline da tennis, sono stati talmente violenti da lacerare persino le reti antigrandine. I danni non hanno interessato soltanto il comparto vitivinicolo, ma anche il settore florovivaistico. Cia Marche sta raccogliendo le segnalazioni degli agricoltori e chiede un confronto con la Regione. L'organizzazione invita inoltre le aziende colpite a presentare le denunce attraverso il sistema SIAN, così da documentare l'entità dei danni. A fare il punto sulle province meridionali è Matteo Carboni, presidente Cia Ascoli-Fermo-Macerata: "Qualcuno non vendemmierà affatto e vede in pericolo anche il prossimo anno, se non riuscirà a trovare la forza economica per riparare ai danni da grandine". Per le aziende non colpite, invece, la raccolta è già partita in anticipo, ma il caldo avrà ripercussioni sulle quantità. "La grandine, in alcuni casi, si è limitata a togliere le foglie e gli acini, scoperti al sole, sono sottoposti a scottature. Non avremo problemi per la qualità, ma per la quantità di certo", aggiunge Carboni. Pesaro-Urbino, tra clima e nuove abitudini Nel Pesarese la vendemmia procede regolarmente, ma anche in questo caso il settore deve fare i conti con trasformazioni che vanno oltre le condizioni climatiche. "Il settore registra non solo problematiche assimilabili a quelle generali dell'agricoltura, ma risente anche di alcuni trend delle nuove generazioni", osserva Sabina Pesci, presidente Cia Pesaro-Urbino, citando il progressivo spostamento dei consumi verso bevande come gin tonic e spritz durante gli aperitivi e gli effetti dei nuovi limiti del tasso alcolemico. Ancona, raccolta in anticipo e mercato sotto pressione In provincia di Ancona la vendemmia 2026 inizia con un anticipo di circa 10-15 giorni a causa delle temperature eccezionalmente elevate dell'estate. "Già nei primi giorni di agosto alcuni produttori hanno iniziato la vendemmia con il taglio delle uve destinate alle basi spumante", spiega Franco Gianangeli, presidente Cia Ancona, indicando Pinot Nero e Chardonnay tra le prime varietà raccolte. Per i principali vitigni del territorio, invece, come Verdicchio e quelli destinati alla produzione del Rosso Conero, la raccolta è prevista verso la fine di agosto. Dopo caldo e grandine, però, la preoccupazione si sposta sempre più sul mercato del vino. Le cantine presentano infatti elevate quantità di prodotto in giacenza, mentre i consumi registrano un calo strutturale, legato anche al cambiamento delle abitudini delle nuove generazioni. Da qui la necessità di un cambio di passo, con un settore sempre più orientato verso la qualità e meno verso la quantità. Verdicchio, taglio delle rese e stoccaggio Un elemento centrale riguarda il Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC, per il quale l'Istituto Marchigiano di Tutela Vini ha approvato un piano di riequilibrio del mercato con l'obiettivo di tutelare il prezzo di filiera e gestire l'eccesso di offerta determinato dalle abbondanti giacenze della scorsa stagione. Tra le misure previste c'è la riduzione delle rese commerciabili a 110 quintali di uva per ettaro, contro i 140 previsti dal disciplinare: un taglio di circa il 21,4%. È previsto inoltre uno stoccaggio precauzionale: le uve raccolte oltre il limite dei 110 quintali verranno trattenute in cantina fino al 30 giugno 2027. Nonostante il quadro complesso, arriva però un segnale positivo: nel primo semestre dell'anno l'imbottigliamento è aumentato di circa il 2,7%. Più della metà della produzione marchigiana di vino è inoltre destinata al mercato estero. E proprio dalla qualità arriva il principale elemento di fiducia per la vendemmia 2026. "Le uve si presentano in ottimo stato di salute e promettono una vendemmia di qualità elevata", conclude Gianangeli. Il quadro resta dunque quello di una vendemmia in chiaroscuro: quantità condizionate da caldo, siccità e grandine, ma con prospettive qualitative che, almeno sul fronte agronomico, continuano a lasciare spazio all'ottimismo.

Politica

Sicurezza e “mala movida”, FdI porta una mozione in Consiglio: “Il Comune faccia la sua parte”

Sicurezza e “mala movida”, FdI porta una mozione in Consiglio: “Il Comune faccia la sua parte”

12/08/2026 11:45

Il tema della sicurezza torna al centro del dibattito politico a Civitanova Marche. Il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia ha protocollato una mozione che sarà discussa nel prossimo Consiglio comunale, chiedendo all'amministrazione di rafforzare le politiche di sicurezza urbana e di intervenire sui fenomeni legati alla cosiddetta “mala movida”. La mozione riprende le richieste già avanzate dal gruppo durante una precedente conferenza stampa e punta, secondo FdI, a trasformare il tema della sicurezza in una serie di interventi concreti. I consiglieri, nel documento, ringraziano innanzitutto le Forze dell'ordine per il lavoro svolto sul territorio e per i controlli interforze effettuati soprattutto nei fine settimana, ma chiedono al Comune di intervenire nell'ambito delle proprie competenze. Sei le direttrici indicate nella mozione. FdI propone il rafforzamento dei presidi di sicurezza nelle zone considerate più critiche, l'istituzione di un Osservatorio istituzionale sul disagio giovanile e la creazione di un Tavolo permanente per la sicurezza urbana. Tra le richieste c'è poi la definizione di protocolli di collaborazione tra Comune, Forze dell'ordine, Polizia Locale, attività economiche e vigilanza privata, con l'obiettivo di prevenire e contrastare i fenomeni legati alla “mala movida”. Particolare attenzione viene dedicata anche agli strumenti tecnologici. FdI chiede infatti il potenziamento della videosorveglianza, con l'obiettivo di arrivare progressivamente a dotare tutti i parchi comunali di telecamere, oltre al rafforzamento dei sistemi di lettura delle targhe e degli strumenti tecnologici a supporto delle attività investigative. L'ultima richiesta riguarda invece la possibilità di intercettare finanziamenti regionali, statali ed europei destinati alla sicurezza, così da sostenere gli interventi e potenziare ulteriormente il servizio. Secondo il gruppo consiliare, si tratta di misure che rientrano nelle competenze dell'amministrazione comunale e che dovrebbero affiancare il lavoro svolto dalle Forze dell'ordine. «Il problema – sostiene FdI – è che non può essere sempre e soltanto lo Stato a dover intervenire. Anche il Comune deve fare la propria parte». Nel mirino del gruppo finisce quindi l'amministrazione guidata dal sindaco Fabrizio Ciarapica, accusata di non aver dato seguito alle richieste già avanzate sul tema. La mozione viene presentata da FdI come un passaggio attraverso il quale il primo cittadino sarà chiamato a esprimersi sulle proposte. «La sicurezza non si governa con i comunicati stampa dopo le risse, né con gli annunci quando la situazione diventa politicamente imbarazzante», afferma il gruppo consiliare, chiedendo che prevenzione, coordinamento e presenza sul territorio diventino parte di una strategia strutturale.   La discussione della mozione in Consiglio comunale rappresenterà ora il prossimo passaggio. FdI chiede all'amministrazione di chiarire se intenda mettere in pratica le misure proposte e, più in generale, quale strategia intenda adottare sul fronte della sicurezza urbana e della “mala movida”.

Collevario, abbattuti centinaia di alberi: il Pd chiede un piano per il verde

Collevario, abbattuti centinaia di alberi: il Pd chiede un piano per il verde

12/08/2026 11:00

  Sono centinaia gli alberi interessati dagli interventi, che coinvolgono anche spazi verdi e aree giochi frequentate quotidianamente da famiglie, bambini e anziani. Una situazione che, secondo il Pd, ha suscitato domande e preoccupazioni tra i residenti. Il partito riconosce la necessità di intervenire di fronte alla diffusione del tarlo asiatico, sottolineando però come una vicenda di questa portata debba essere accompagnata da "attenzione, trasparenza e coinvolgimento della cittadinanza". Per il Pd, infatti, Collevario rappresenta uno dei quartieri più popolosi di Macerata e i suoi spazi verdi hanno un valore non soltanto ambientale, ma anche sociale. Da qui la richiesta di capire se siano state valutate modalità e tempistiche alternative per ridurre l'impatto degli abbattimenti sulla fruibilità delle aree verdi, soprattutto in un periodo caratterizzato da temperature particolarmente elevate. Il Partito Democratico pone inoltre l'attenzione sulla tutela della biodiversità. In particolare, chiede di conoscere quali verifiche preventive siano state effettuate per accertare l'eventuale presenza di nidificazioni negli alberi interessati dagli interventi. "Non intendiamo alimentare polemiche su un problema fitosanitario che deve essere affrontato con serietà", sottolinea il Pd, secondo cui però all'emergenza deve accompagnarsi una strategia di cura e ricostruzione. Da qui la richiesta all'Amministrazione comunale di presentare "tempestivamente un cronoprogramma delle ripiantumazioni" e delle misure previste per accompagnare il quartiere nella fase di transizione. Il Pd richiama anche la necessità di garantire alle nuove piante un adeguato sistema di irrigazione, così da assicurare nel tempo la loro crescita. La questione di Collevario, secondo il partito, dovrebbe inoltre diventare l'occasione per una riflessione più ampia sul verde urbano di Macerata. Il riferimento è anche ai recenti dati Istat sulla presenza di alberi nei capoluoghi italiani, dai quali Macerata risulta il capoluogo marchigiano con il valore più basso: 12,41 alberi ogni 100 abitanti. Per il Pd serve quindi "un programma di monitoraggio, tutela e incremento del patrimonio arboreo" che guardi ai prossimi anni e consideri gli alberi come una vera infrastruttura pubblica, importante per la salute, la qualità urbana e la capacità della città di affrontare il cambiamento climatico. La sfida, conclude il partito, "non è soltanto sostituire gli alberi che oggi vengono abbattuti", ma costruire una Macerata "più verde, più vivibile e più preparata ad affrontare le trasformazioni ambientali".      

Sanità

Sanità, accordo Marche-Umbria per facilitare l'accesso alle cure nei territori di confine

Sanità, accordo Marche-Umbria per facilitare l'accesso alle cure nei territori di confine

11/08/2026 17:10

Facilitare l’accesso alle cure per i cittadini delle aree di confine: è questo l’obiettivo dello schema di accordo tra Marche e Umbria, approvato dalla Regione Marche e valido per il periodo 2026-2028. L’intesa stabilisce regole condivise per le prestazioni sanitarie erogate ai cittadini che si rivolgono alle strutture dell’altra regione, con l’obiettivo di garantire percorsi più semplici e appropriati e una migliore integrazione tra i due sistemi sanitari. "È un accordo che mette al centro i cittadini - ha commentato l’assessore alla Sanità, Paolo Calcinaro -. Chi vive nelle aree di confine deve poter accedere alle cure nel modo più semplice e rapido possibile, con regole chiare e senza ostacoli burocratici. Allo stesso tempo, l’intesa ci permette di programmare meglio i servizi, monitorare i flussi dei pazienti e utilizzare in modo più efficace le risorse del sistema sanitario. È una scelta che migliora l’assistenza e rafforza la collaborazione tra Marche e Umbria”. L'accordo riguarda le principali prestazioni sanitarie per i cittadini delle due regioni, dai ricoveri alle visite specialistichee agli esami. Sono comprese anche prestazioni complesse come trapianti, cure oncologiche, dialisi, ricoveri urgenti e percorsi riabilitativi specialistici. Sono escluse le prestazioni che non rientrano nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) garantiti dal Servizio Sanitario Nazionale. Per le Marche, l’intesa consente di gestire in modo più efficace la mobilità sanitaria, cioè gli spostamenti dei cittadini che scelgono di curarsi fuori dalla propria regione. Le regole condivise permetteranno di programmare con maggiore precisione l’offerta sanitaria, monitorare i flussi e i costi e garantire ai pazienti l’accesso ai servizi più appropriati, nel rispetto della libertà di scelta del luogo di cura. Una parte dell’accordo riguarda poi il comune di Cantiano. In caso di emergenze gravi, quando la Centrale operativa 118 di Pesaro lo riterrà necessario, i pazienti potranno essere trasportati all’ospedale di Gubbio-Gualdo Tadino. Per chi vive in quella zona, l’ospedale umbro può infatti essere più vicino rispetto ad altri presidi. Questo permetterà, quando previsto, di ridurre i tempi di intervento e di assicurare cure più rapide nelle situazioni in cui ogni minuto può fare la differenza.      

PPI Tolentino, la maggioranza chiede chiarezza alla Regione Marche

PPI Tolentino, la maggioranza chiede chiarezza alla Regione Marche

10/08/2026 10:00

Le liste di maggioranza Tolentino Popolare, Riformisti Tolentino e Tolentino Civica e Solidale chiedono alla Regione Marche di chiarire con urgenza le proprie intenzioni riguardo al futuro del Punto di Primo Intervento (PPI) di Tolentino. Secondo i gruppi di maggioranza, i cittadini hanno il diritto di sapere se sia in corso un progetto di ridimensionamento del servizio e, in particolare, se sia prevista la soppressione della presenza del medico durante i turni notturni. «Riteniamo inaccettabile apprendere notizie di questa portata dalla stampa», sottolineano le liste, evidenziando come la città stia già affrontando criticità sanitarie legate alla carenza di medici di medicina generale. Un ulteriore indebolimento della sanità territoriale, sostengono, potrebbe avere conseguenze significative sia per i cittadini sia per gli operatori del settore. La maggioranza ricorda inoltre quanto avvenuto nel 2017, quando fu scongiurata la trasformazione del PPI in PAT grazie a una forte mobilitazione politica. Un precedente che viene richiamato per ribadire la volontà di difendere un presidio considerato fondamentale non soltanto per Tolentino ma per un ampio comprensorio dell’entroterra maceratese. Nel comunicato viene evidenziata anche la situazione della Guardia Medica di Caldarola, che registra ancora numerosi turni scoperti. In questo contesto, l’eventuale eliminazione del medico del PPI durante le ore notturne rischierebbe di compromettere l’assistenza sul territorio, determinando un maggiore ricorso al Pronto Soccorso di Macerata e un aumento delle richieste inappropriate al servizio di emergenza. Nei giorni scorsi il Consiglio comunale di Tolentino ha approvato una mozione che impegna alla convocazione di un tavolo tecnico tra AST, sindaco e Regione Marche, con l’obiettivo di affrontare la questione e individuare soluzioni condivise. La posizione della maggioranza resta comunque chiara. Il Punto di Primo Intervento non deve essere ridimensionato ma rafforzato, attraverso l’introduzione di nuove strumentazioni, come un ecografo e un analizzatore ematologico, e con un potenziamento del personale che consenta di ampliare le prestazioni offerte e garantire risposte più rapide ai cittadini. «Difendere il PPI significa difendere il diritto alla salute di un intero territorio. Su questo non faremo passi indietro. Quando un territorio fa sentire con forza la propria voce, i risultati arrivano», concludono le liste di maggioranza.

Sport

Gimbo c'è: Tamberi conquista la finale europea nel salto in alto

Gimbo c'è: Tamberi conquista la finale europea nel salto in alto

11/08/2026 15:15

Gianmarco Tamberi è in finale nel salto in alto agli Europei di atletica di Birmingham. Il campione marchigiano ha superato la qualificazione con 2,23 metri al secondo tentativo, dopo aver saltato senza problemi la quota di 2,19. Una prova che rappresenta un passo avanti rispetto alle ultime uscite di Montecarlo e Firenze, anche se non ha soddisfatto pienamente l'azzurro. Dopo la gara, Tamberi non ha nascosto la propria insoddisfazione ai microfoni di RaiSport HD: "Era meglio se stavo a casa, così non ha senso. Questa roba qua non va bene". Il problema, secondo Gimbo, è soprattutto tecnico: "La parte tecnica non funziona, il tutto è dovuto a un 2025 complicato. Devo ritrovare il mio salto. Mi devo lasciare andare e buttarmi dentro". La qualificazione è comunque centrata. Ora l'obiettivo è la finale di venerdì 14 agosto (dalle ore 20:00) all'Alexander Stadium di Birmingham, dove Tamberi proverà a difendere il titolo europeo conquistato due anni fa a Roma. Nato a Civitanova Marche il 1° giugno 1992 e cresciuto a Offagna, Tamberi è uno dei simboli dello sport marchigiano. Nel suo palmarès figurano l'oro olimpico di Tokyo 2020 e il titolo mondiale conquistato a Budapest, oltre al titolo europeo vinto nel 2024 a Roma. Per andare a caccia di una nuova medaglia europea servirà però un passo avanti sul piano tecnico. Il primo ostacolo, intanto, è stato superato.

Eccellenza, ecco i calendari: subito un derby maceratese alla prima, si parte il 6 settembre

Eccellenza, ecco i calendari: subito un derby maceratese alla prima, si parte il 6 settembre

11/08/2026 12:10

Il Comitato Regionale Marche ha reso noti i calendari ufficiali del campionato di Eccellenza 2026/2027. Un torneo che si preannuncia caldissimo e che vedrà la provincia di Macerata assoluta protagonista con ben sette formazioni ai nastri di partenza: Tolentino, Trodica, Sangiustese, Chiesanuova, Aurora Treia, Matelica e Montefano. Il sipario si alzerà domenica 6 settembre (fischio d'inizio alle 15:30) e regalerà subito il primo derby provinciale della stagione: al "Giovanni Paolo II" andrà infatti in scena lo scontro diretto tra Matelica e Montefano. Esordio casalingo tra le mura amiche anche per il Tolentino, che ospiterà la Fermignanese, e per il Chiesanuova, atteso dal big match contro la Fermana. Impegni esterni invece per le altre tre maceratesi: il Trodica farà visita a Castelfidardo, l'Aurora Treia sarà di scena a Urbino, mentre la Sangiustese affronterà la trasferta di Jesi. La seconda giornata (13 settembre) regalerà subito altri due derby infuocati del territorio: Aurora Treia-Matelica e Montefano-Chiesanuova. La terza giornata (20 settembre) vedrà poi il Tolentino ricevere l'Osimana e il Trodica attendere il Montegranaro. Il calendario proporrà una fitta serie di sfide dirette tra le nostre rappresentanti lungo tutto l'arco del girone d'andata: alla 5ª giornata (4 ottobre) spiccano Tolentino-Sangiustese e Trodica-Aurora Treia, alla 6ª (11 ottobre) si giocherà Sangiustese-Trodica, mentre all'8ª (25 ottobre) spazio ad Aurora Treia-Tolentino e Sangiustese-Chiesanuova. Alla 10ª (8 novembre) andrà in scena Matelica-Chiesanuova, per poi arrivare all'11ª giornata (15 novembre) con il derby Trodica-Montefano. Nel finale di girone, riflettori puntati sulla 13ª giornata (29 novembre) con Sangiustese-Montefano e Tolentino-Trodica, sulla 14ª (6 dicembre) con Tolentino-Chiesanuova e Aurora Treia-Montefano, fino al penultimo turno (13 dicembre) con la sfida tra Chiesanuova e Trodica e il derby Sangiustese-Aurora Treia. Il girone d'andata si chiuderà prima della sosta natalizia, domenica 20 dicembre, lasciando poi spazio alla fase di ritorno al via dal 10 gennaio 2027.

Economia

Mutui, nelle Marche si chiedono meno soldi che nel resto d’Italia: a Macerata importi medi da 64mila euro

Mutui, nelle Marche si chiedono meno soldi che nel resto d’Italia: a Macerata importi medi da 64mila euro

05/08/2026 15:00

A luglio il tasso fisso medio sui finanziamenti a 20 e 30 anni si è attestato al 3,33%, mentre il variabile, dopo il rialzo dei tassi deciso dalla Bce a giugno, è salito al 2,80%. Il mercato dei mutui torna quindi a vedere il variabile come l’opzione più conveniente, anche se il vantaggio rispetto al fisso si è ridotto. Secondo i dati dell’Osservatorio MutuiOnline.it, la differenza tra le due tipologie di finanziamento è passata dagli 80 ai 53 punti base in media. Considerando un mutuo ventennale da 140mila euro, la rata media con tasso variabile si attesta oggi intorno ai 762 euro al mese, contro gli 800 euro del fisso: una differenza di circa 37 euro mensili. Si riduce anche il risparmio complessivo sugli interessi da versare durante il periodo del finanziamento: il vantaggio del variabile è passato dagli oltre 13.400 euro di giugno agli 8.900 euro di luglio. Nelle Marche il quadro resta comunque caratterizzato da richieste più contenute rispetto alla media nazionale. A luglio l’importo medio richiesto per un mutuo è stato di 118.382 euro, contro i 143.200 euro registrati in Italia. Anche il valore medio degli immobili acquistati risulta inferiore: 200.109 euro nella regione, rispetto ai 227mila euro della media nazionale. La durata media dei mutui nelle Marche è di 24 anni e 3 mesi, leggermente inferiore al dato italiano di 24 anni e 6 mesi. Anche l’età dei richiedenti è più bassa: in regione la media si ferma a 38 anni e 7 mesi, contro i 40 anni e 2 mesi a livello nazionale. Analizzando i dati delle singole province marchigiane, Macerata è il territorio dove i richiedenti risultano più giovani: l’età media di chi ha presentato domanda di mutuo a luglio è di 33 anni e 10 mesi. Il Maceratese registra però anche gli importi medi più bassi della regione: per acquistare casa vengono richiesti in media 64.600 euro, mentre il valore medio degli immobili si attesta sui 110mila euro. Sempre in provincia di Macerata si trovano i finanziamenti con la durata media più breve, pari a circa 18 anni. All’opposto, è la provincia di Fermo a far registrare gli importi medi più elevati, con richieste pari a 152.400 euro, e il valore medio degli immobili più alto delle Marche, pari a 272mila euro. I mutui più lunghi invece si registrano ad Ascoli Piceno, con una durata media di circa 30 anni. Secondo l’analisi di MutuiOnline.it, nonostante l’incertezza dei mercati e il contesto internazionale ancora instabile, i tassi sui mutui si mantengono comunque su livelli favorevoli rispetto agli anni precedenti, con variazioni contenute rispetto ai minimi registrati alla fine del 2025.      

Carburanti, prorogato il taglio sul diesel ma prezzi ancora sopra 2 euro

Carburanti, prorogato il taglio sul diesel ma prezzi ancora sopra 2 euro

05/08/2026 10:30

Carburanti ancora sotto osservazione in pieno esodo estivo, ma arriva una novità dal Governo: il Consiglio dei ministri ha approvato la proroga del taglio delle accise sul gasolio fino al 25 agosto, estendendo la misura che sarebbe scaduta il 6 agosto. Il provvedimento prevede una riduzione di 17 centesimi al litro sul diesel e arriva mentre i prezzi alla pompa continuano a mantenersi su livelli elevati. La decisione è maturata dopo un confronto tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il gasolio self supera ovunque la soglia dei 2 euro al litro, con una media nazionale che resta attorno ai livelli record registrati nelle ultime settimane. La benzina si mantiene invece poco sotto o poco sopra i 2 euro al litro a seconda dei territori. A livello regionale emergono differenze significative. Il prezzo più alto del gasolio self si registra nella Provincia di Bolzano con 2,136 euro al litro, seguita dalla Sicilia con 2,123 euro e dalla Calabria con 2,120 euro. Tra i valori più bassi si confermano invece le Marche con 2,078 euro al litro, seguite dal Veneto con 2,082 euro e dall’Umbria con 2,085 euro. Per la benzina self, il prezzo più elevato resta nella Provincia di Bolzano con 2,030 euro al litro, seguita dalla Valle d’Aosta con 2,018 euro e dalla Calabria con 2,016 euro. I prezzi più contenuti si registrano invece nelle Marche e nel Lazio, entrambe a 1,986 euro al litro, seguite dal Veneto con 1,988 euro. Anche GPL e metano mostrano differenze territoriali. Il GPL servito varia dai 0,707 euro al litro della Campania agli 0,857 euro della Sardegna, mentre per il metano il prezzo più elevato si registra in Sicilia con 1,867 euro, davanti a Calabria (1,746 euro) e Provincia di Bolzano (1,730 euro). Nelle Marche, il monitoraggio evidenzia un prezzo medio di 2,078 euro al litro per il gasolio self, 1,986 euro per la benzina self, 0,779 euro per il GPL servito e 1,589 euro per il metano servito, confermando la regione tra quelle con i costi più contenuti a livello nazionale. Il nuovo intervento sulle accise punta ad alleggerire almeno in parte il peso dei rincari durante il periodo di maggiore mobilità estiva. L’aumento dei costi di rifornimento continua però a preoccupare non solo le famiglie in partenza per le vacanze, ma anche il settore dell’autotrasporto e della logistica, fortemente dipendente dal diesel e quindi particolarmente esposto alle oscillazioni dei prezzi. L’attenzione resta ora concentrata sull’andamento dei mercati energetici nelle prossime settimane. Con la proroga fino al 25 agosto, il Governo prova a contenere l’impatto dei rincari sul gasolio, ma resta da capire quale sarà l’evoluzione dei prezzi alla pompa una volta terminata la misura.

Scuola e università

Unimc amplia l’offerta formativa: arrivano due nuovi corsi su sport, inclusione, archivi digitali e IA

Unimc amplia l’offerta formativa: arrivano due nuovi corsi su sport, inclusione, archivi digitali e IA

10/08/2026 15:25

L'Università di Macerata amplia la propria offerta formativa con due nuovi corsi di laurea dedicati a settori in rapida trasformazione: da una parte sport, benessere e inclusione, dall'altra digitalizzazione, gestione documentale e intelligenza artificiale. L'Anvur, Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca, ha concluso positivamente la procedura di accreditamento per la laurea triennale in “Scienze motorie e sportive per l'inclusione” e per la laurea magistrale in “Progettazione, gestione e conservazione di archivi digitali nativi e digitalizzati”. Entrambi i percorsi prenderanno il via con il nuovo anno accademico. «Con questi due nuovi corsi vogliamo offrire ai giovani percorsi capaci di unire interessi, competenze e concrete opportunità professionali», sottolinea il rettore John McCourt, evidenziando come sport, inclusione e trasformazione digitale stiano modificando profondamente la società e il mercato del lavoro. Il corso triennale in Scienze motorie e sportive per l'inclusione formerà professionisti capaci di progettare e gestire attività motorie, sportive ed educative. Lo sport viene considerato non soltanto come attività fisica, ma anche come strumento di benessere, educazione, inclusione e partecipazione sociale. Il percorso, della classe L-22R, combina discipline biomediche, pedagogiche, psicologiche, sociali e gestionali, con laboratori, attività pratiche e tirocinio. Tra gli sbocchi previsti figurano l'esperto nelle attività motorio-sportive e nell'educazione psicomotoria e il chinesiologo di base. Guarda invece alla trasformazione digitale la nuova laurea magistrale in Progettazione, gestione e conservazione di archivi digitali nativi e digitalizzati. Il corso nasce dalla crescente necessità di figure professionali in grado di gestire l'intero ciclo di vita dei documenti digitali, dalla produzione alla conservazione. Archivistica, diritto delle tecnologie, protezione dei dati personali, sicurezza delle informazioni e intelligenza artificiale applicata agli archivi saranno alcuni degli ambiti affrontati durante il percorso, affiancati da laboratori specialistici e da un tirocinio obbligatorio. Tra gli sbocchi professionali ci sono i ruoli di responsabile della gestione documentale, della conservazione e della transizione digitale, oltre alle figure di archivista digitale e consulente per la digitalizzazione, tanto nella pubblica amministrazione quanto nelle imprese e negli istituti culturali. Entrambi i corsi prevedono inoltre una didattica mista, con parte delle lezioni teoriche fruibile online. Una modalità pensata anche per gli studenti fuori sede e per chi deve conciliare lo studio con il lavoro, l'attività professionale o lo sport agonistico. Per gli studenti-atleti sono previste le agevolazioni del programma “Dual Career”, mentre entrambi i corsi rientrano nell'offerta dell'Ateneo nell'ambito di “PA 110 e lode”, rivolto ai dipendenti pubblici. Con i due nuovi percorsi, l'Unimc aggiorna così la propria offerta intercettando due trasformazioni già in atto nel mondo del lavoro: la crescente centralità dello sport come strumento di benessere e inclusione e la necessità di governare la rivoluzione digitale e l'intelligenza artificiale.

Palestre scolastiche, nuove tariffe a Macerata dal 2026/27: cambia il sistema dei costi

Palestre scolastiche, nuove tariffe a Macerata dal 2026/27: cambia il sistema dei costi

10/08/2026 12:00

L'amministrazione comunale di Macerata ha approvato la rimodulazione delle tariffe per l’utilizzo delle palestre degli istituti scolastici in orario extrascolastico, in vigore a partire dalla stagione sportiva 2026/2027. Il provvedimento, adottato con deliberazione della Giunta comunale n. 319 del 6 agosto 2026, recepisce le disposizioni introdotte dalla Legge 7 aprile 2026, n. 53. L’adeguamento si rende necessario per conformare il regolamento comunale al nuovo quadro normativo, che disciplina in maniera uniforme le modalità di concessione degli impianti scolastici alle società e alle associazioni sportive al di fuori dell’orario delle attività didattiche. La nuova disciplina prevede che il Comune, d’intesa con le istituzioni scolastiche interessate, metta a disposizione le palestre e le relative attrezzature attraverso apposite convenzioni, mentre ai concessionari fanno capo gli obblighi di custodia, cura e pulizia degli spazi, oltre agli adempimenti necessari a garantire la piena funzionalità delle strutture al termine di ogni utilizzo. La rimodulazione delle tariffe per l’utilizzo delle palestre comunali tiene conto anche del fatto che le stesse erano ferme da 13 anni, rendendosi dunque necessario un adeguamento in forza sia dell’evoluzione normativa sia dei costi di gestione delle strutture che nel negli ultimi anni sono sensibilmente aumentati. Il ritocco della quota dovuta al Comune, fissata in 7 euro l’ora oltre IVA, non determina tuttavia un aumento sostanziale dell’onere complessivo a carico delle società sportive. Contestualmente all’aggiornamento della tariffa comunale è stata infatti eliminata la quota mensile di 19 euro, moltiplicata per le ore di utilizzo settimanali, precedentemente destinata agli Istituti Comprensivi. Una modifica che consente di compensare in larga parte l’adeguamento della tariffa comunale e di mantenere sostanzialmente invariato il costo complessivo per le associazioni, nel rispetto delle nuove disposizioni legislative. Le tariffe saranno aggiornate annualmente con deliberazione della Giunta comunale sulla base della variazione dell’indice ISTAT FOI. Per informazioni e chiarimenti è possibile rivolgersi all’Ufficio Sport del Comune di Macerata ai numeri 0733 256250 e 0733 256287 oppure scrivere all’indirizzo e-mail ufficiosport@comune.macerata.it.

Cultura

Macerata Opera Festival, stagione da record: oltre 1,5 milioni di euro di incassi e quattro sold-out

Macerata Opera Festival, stagione da record: oltre 1,5 milioni di euro di incassi e quattro sold-out

10/08/2026 17:20

Oltre 1,5 milioni di euro di incassi, circa 30mila spettatori, un riempimento medio superiore al 90% e quattro sold out consecutivi. Si chiude con numeri da record la 62ª edizione del Macerata Opera Festival, che secondo la nuova governance segna la stagione di maggior successo degli ultimi sette anni sia sul fronte del pubblico sia per la ricaduta mediatica e territoriale. A trascinare i risultati è stato un cartellone che ha visto Il barbiere di Siviglia firmato da Daniele Menghini esaurito in tutte le recite, mentre Nabucco ha registrato una crescita costante fino al tutto esaurito dell'ultima rappresentazione. In aumento anche il successo de Il trovatore, mentre i Carmina Burana hanno fatto registrare il sold-out. Nel complesso, il Festival ha raggiunto un coefficiente medio di riempimento delle sale superiore al 90%, con un incasso medio che, secondo i dati diffusi dall'organizzazione, è il più alto degli ultimi nove anni. Un risultato che il Macerata Opera Festival interpreta come una conferma della validità delle scelte gestionali, artistiche e comunicative intraprese dalla nuova governance. Particolarmente significativo anche il dato relativo al pubblico internazionale: gli spettatori stranieri hanno rappresentato circa il 12% del totale, confermando la capacità dello Sferisterio di attrarre visitatori da fuori regione e dall'estero. Una componente che, secondo gli organizzatori, contribuisce a rafforzare il ruolo del Festival come motore turistico ed economico per Macerata e per l'intero territorio marchigiano. Il bilancio della stagione è positivo anche per l'indotto generato dalla manifestazione. Le migliaia di spettatori, insieme alle circa cinquecento maestranze coinvolte nella realizzazione degli spettacoli, hanno prodotto ricadute su strutture ricettive, ristorazione e attività commerciali, consolidando il ruolo dello Sferisterio come uno dei principali attrattori culturali e turistici della regione. A sottolineare il valore dei risultati è il sindaco di Macerata e presidente dell'Associazione Sferisterio, Sandro Parcaroli: "Tre sold out nelle tre serate finali del Macerata Opera Festival. Non poteva esserci chiusura migliore per sancire il successo della edizione numero 62 del Mof". Parcaroli evidenzia come il risultato non sia soltanto artistico, ma anche economico: "I circa trentamila spettatori della stagione lirica appena archiviata, le centinaia di maestranze hanno determinato numeri da capogiro anche rapportati a un investimento importante quale quello sostenuto per l'allestimento della stagione lirica". Il sindaco rimarca inoltre il ruolo dello Sferisterio nel sistema turistico regionale, sottolineando la presenza sempre più consistente di visitatori stranieri e il ritorno dei gruppi organizzati. "Tutte persone che hanno affollato le strutture ricettive, bar e ristoranti di larga parte della regione: lo Sferisterio è un formidabile attrattore turistico e si è confermato in questa veste aumentando i numeri", afferma Parcaroli. Gli incassi della biglietteria hanno raggiunto quota 1,5 milioni di euro. Soddisfatta anche la sovrintendente Lucia Chiatti, che guarda soprattutto al percorso intrapreso dalla nuova governance: "Esprimo grande soddisfazione per la stagione appena conclusa. Il percorso intrapreso lo scorso anno sta dando i suoi frutti: cresce lo spirito di squadra e si rafforza un clima di collaborazione e partecipazione che rende il lavoro più produttivo, stimolante e anche più piacevole per tutti coloro che contribuiscono alla realizzazione della stagione". Per Chiatti, i dati economici rappresentano un ulteriore incentivo a proseguire sulla strada intrapresa: "Ci incoraggiano a proseguire con convinzione nella direzione intrapresa, senza esitazioni e con sempre maggiore impegno, entusiasmo ed energia". Bilancio positivo anche sul fronte artistico per il direttore artistico Marco Vinco, che rivendica le scelte compiute per l'edizione 2026: "Il coraggio delle scelte artistiche ci ha premiati". Al centro della programmazione, sottolinea Vinco, c'è stata una forte presenza di giovani talenti affiancati da interpreti già affermati sulla scena internazionale. "Non posso dunque che festeggiare assieme alla Sovrintendente e a tutto lo staff questo grandissimo successo e guardare con positività e slancio al prossimo 2027", conclude il direttore artistico. Archiviata la stagione dei record, però, per il Macerata Opera Festival è già tempo di guardare avanti. La programmazione della prossima edizione è destinata a passare anche attraverso la promozione internazionale, con la partecipazione alle principali fiere di settore e nuovi progetti rivolti al tessuto economico italiano. L'obiettivo è consolidare il brand del Festival e rafforzare ulteriormente il legame tra Sferisterio, cultura, turismo ed economia del territorio marchigiano. (Credit foto: Simoncini)   

I Carmina Burana del MOF: nel giardino delle delizie la ruota continua a girare

I Carmina Burana del MOF: nel giardino delle delizie la ruota continua a girare

08/08/2026 16:15

C’è qualcosa di profondamente teatrale nei Carmina Burana: la loro forza non risiede soltanto nella celeberrima O Fortuna, ma nella capacità di mettere in scena, attraverso il suono, l’instabilità stessa dell’esistenza. Fortuna, desiderio, piacere, primavera, vino, amore, carne e morte si susseguono in una giostra che non conosce equilibrio. È una musica fatta di contrasti, di improvvise esplosioni e altrettanto improvvise sospensioni, che chiede all’interprete soprattutto una cosa: il dominio del tempo. È proprio su questo terreno che si misura la prova del Macerata Opera Festival, che affida l’apertura dell’ultimo weekend della 62ª edizione a un’unica, attesissima serata dei Carmina Burana di Carl Orff, sold out allo Sferisterio. Sul podio Ramón Tebar, alla guida della FORM-Orchestra Filarmonica Marchigiana; Christian Starinieri, direttore del Coro Lirico Marchigiano “Vincenzo Bellini”; Gian Luca Paolucci, maestro del coro di voci bianche Pueri Cantores “D. Zamberletti”; e i solisti Ruzil Gatin, Grisha Martirosyan e Karen Gardeazabal. Una prova che cresce nel corso dell’esecuzione e che trova il proprio punto di forza soprattutto nella seconda parte. L’impressione iniziale è infatti quella di un organismo ancora non perfettamente oleato: alcune entrate appaiono prudenti, gli ottoni non sempre compatti e il rapporto tra le masse sonore sembra per qualche momento più una rincorsa al tempo che il suo effettivo governo. È proprio qui, però, che la direzione di Tebar diventa interessante. Il direttore non cerca una facile spettacolarizzazione della partitura, né lascia che la potenza sonora finisca per schiacciare le diverse componenti dell’organico. Costruisce invece progressivamente una maggiore coesione, lavorando sulle dinamiche e sulla stratificazione dei blocchi orchestrali. Il suono prende corpo, il ritmo si fa più netto e l’esecuzione acquista quella necessaria fisicità che Orff pretende. È in “In taberna” che l’organico trova finalmente piena compattezza: scattante, brillante e scherzoso. Ed è qui che Ruzil Gatin, nell'ironico Cigno arrosto, affronta una delle pagine più complesse della serata, dimostrando notevole sicurezza tecnica e una spiccata capacità interpretativa. Una prova in cui la componente vocale e quella teatrale si fondono efficacemente. La direzione di Tebar segue la stessa traiettoria: dopo un avvio più incerto, orchestra e coro acquistano progressivamente coesione, fino a compiere un finale equilibrato e pienamente convincente. Quando la ruota di O Fortuna torna a chiudere il cerchio, la macchina sonora è ormai compatta e il direttore sembra reggerne con sicurezza le redini. Una lettura non priva di asperità, ma capace di crescere e di trasformare progressivamente un organico complesso in un corpo unico. Il Coro Lirico Marchigiano “Vincenzo Bellini”, diretto da Christian Starinieri, attraversa un percorso analogo. L’avvio appare leggermente trattenuto, ma il coro acquista sicurezza con il procedere della partitura, fino a raggiungere una presenza più autorevole e brillante. È in “Ecce gratum” che mostra forse la sua prova migliore: qui il coro trova particolare capacità e brillantezza, restituendo con efficacia il senso di quel fiorire primaverile che attraversa la pagina, tra energia ritmica e slancio vitale. Accanto al coro, i Pueri Cantores, rappresentano una delle componenti più delicate della serata. Le loro voci introducono una qualità quasi sospesa, soprattutto in “Amor volat undique”, affidato a Karen Gardeazabal. È uno dei momenti più riusciti dell’esecuzione: il soprano spagnolo, al debutto al Macerata Opera Festival, dimostra grande agilità vocale e, allo stesso tempo, una notevole presenza espressiva. La voce assume una dimensione lirica, luminosa e quasi ultraterrena, capace di restituire ai Carmina il loro volto più intimo. Molto efficace anche il brevissimo e complicatissimo virtuosismo di “Dulcissime”, affrontato con naturalezza e precisione. Più discontinua la prova di Grisha Martirosyan, che conferma le qualità attoriali già mostrate nel Barbiere di Siviglia, ma appare meno sicuro nei passaggi in falsetto, dove il controllo vocale non raggiunge ancora la stessa maturità della presenza scenica. Se la componente musicale procede per accumulo e progressiva conquista, quella visiva compie invece fin dall’inizio una scelta precisa. Il grande fondale dello Sferisterio viene trasformato attraverso imponenti proiezioni affidate a Luca Agnani, che non si limitano a fare da sfondo, ma diventano parte integrante della lettura. Il riferimento a Hieronymus Bosch appare particolarmente felice. Le immagini evocano un vero e proprio giardino delle delizie: un universo popolato di corpi, mostri, piaceri e tormenti che sembra trovare nei Carmina Burana una naturale corrispondenza. È lo stesso mondo di eccessi e contraddizioni evocato dalla musica di Orff: la gioia che convive con la morte, la sensualità con la spiritualità, la festa con la caducità. Le immagini ampliano ciò che la musica racconta e, soprattutto, aiutano ad avvicinare una composizione che può risultare ostica proprio per la sua natura, restituendole una dimensione immediatamente sensoriale. Non è soltanto qualcosa da ascoltare: è qualcosa da guardare, attraversare, quasi abitare. Del resto, facendoci prestare le parole da Hans Mayer, «la musica di Orff non è solo musica, ma è anche danza; non solo melodia, ma anche timbro; non solo canto ma anche scena e teatro». Ed è forse questo il senso più profondo della serata maceratese. I Carmina Burana sembrano riportare in vita un Medioevo fatto di luci e ombre, di sacro e profano, un Medioevo lontanissimo nel tempo, ma incredibilmente vicino nel modo in cui racconta l’uomo: fragile davanti alla sorte, affamato di piacere, innamorato, peccatore, spirituale, ironico. La Fortuna, allora, non è soltanto quella che apre e chiude la composizione. È la struttura stessa dei Carmina: una ruota che sale e precipita, che concede e toglie, che rifiorisce per poi appassire; ed è proprio questo quello che succede durante la messa in scena: l'esitazione iniziale trova progressivamente il proprio centro, per arrivare a un finale in cui le diverse anime — orchestra, coro, solisti e immagini — finalmente coincidono. Non una lettura perfetta, dunque, ma una lettura capace di conquistare la propria forza strada facendo. E, per un’opera che ha fatto della mutevolezza il proprio cuore, non poteva esserci conclusione più coerente.

Eventi

Porto Recanati, alla scoperta di Potentia: visita al nuovo cantiere archeologico

Porto Recanati, alla scoperta di Potentia: visita al nuovo cantiere archeologico

12/08/2026 12:00

Un'occasione per entrare nel cantiere archeologico e conoscere da vicino le ultime attività di ricerca sull'antica Potentia. È in programma giovedì 20 agosto alle 18 l'iniziativa “Tra le vie di Potentia. L'archeologia incontra la comunità”, organizzata nell'ambito del progetto “Potentia: accessibilità, inclusione e rigenerazione culturale”. Durante la visita sarà possibile osservare direttamente gli scavi condotti negli ultimi mesi in vista della realizzazione del nuovo accesso all'area archeologica dal lato nord, intervento pensato per migliorare l'accessibilità e la fruizione del sito. Gli archeologi della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata e di ArcheoLAB, società incaricata delle indagini, illustreranno le metodologie utilizzate e i risultati delle ricerche preventive, raccontando anche i nuovi rinvenimenti e le evidenze emerse durante gli scavi. La ripresa delle indagini direttamente sul sito rappresenta un nuovo momento di approfondimento sulla storia dell'antica città romana e si inserisce in un più ampio programma di valorizzazione. Il progetto, promosso dalla Soprintendenza e inserito nel Piano Olivetti per la Cultura, punta infatti a rendere Potentia un luogo più accessibile e partecipato, rafforzando il rapporto tra l'area archeologica e il territorio circostante. L'iniziativa è realizzata anche con la collaborazione del Comune di Porto Recanati e rappresenta il primo di una serie di appuntamenti pubblici pensati per avvicinare cittadini e visitatori al lavoro di ricerca, tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico.   La partecipazione è gratuita, ma è necessaria la prenotazione tramite il QR Code presente sulla locandina oppure attraverso il modulo di prenotazione. Per informazioni è possibile contattare il 335 8187340.

Ferragosto e San Marone, doppio spettacolo pirotecnico a Civitanova

Ferragosto e San Marone, doppio spettacolo pirotecnico a Civitanova

12/08/2026 11:15

Un punto fermo della stagione estiva civitanovese e una tradizione ultradecennale capace di incantare un pubblico di ogni età: nella notte tra il 14 e il 15 agosto torna l’attesissimo spettacolo pirotecnico sul mare. Allo scoccare della mezzanotte, il cielo sopra il litorale si accenderà di forme e sfumature multicolori lanciate direttamente dall’area portuale, riflettendosi sullo specchio d’acqua e regalando uno scenario di straordinaria suggestione. Un evento dal forte richiamo turistico e mediatico che ogni anno attira migliaia di spettatori da tutta la costa adriatica, confermandosi tra gli appuntamenti più attesi dell’estate e tra i momenti clou per chi sceglie Civitanova come meta delle vacanze o decide di raggiungere la riviera anche solo per una serata speciale. I festeggiamenti, tuttavia, non si esauriranno con il weekend di Ferragosto. Martedì 18 agosto, in occasione delle celebrazioni dedicate a San Marone, la programmazione raddoppia con un secondo spettacolo pirotecnico, anch’esso previsto a mezzanotte, al termine di due giornate di eventi nel cuore di Civitanova Alta. Sul palco di piazza della Libertà, il 17 agosto si esibirà la Macapea Band con special guest Tony Esposito e un omaggio a Pino Daniele, mentre il 18 agosto sarà la volta di Filippo Graziani con lo spettacolo “80 Buon Compleanno Ivan”. Per l’occasione, i fuochi verranno lanciati da un’area situata a sud del borgo, offrendo una visuale privilegiata da diversi punti panoramici del colle. Tra i luoghi consigliati per assistere allo spettacolo figurano i giardini del Pincio, la zona del Tirassegno e le vie panoramiche del centro storico, tra cui via Borgo Casette, via del Pincio, via della Repubblica e via del Sole. Gli spettacoli pirotecnici sono curati dalla Pirotecnica Di Fabio Srl.

Curiosità

Il Feronia di San Severino conquista Famiglia Cristiana: quattro pagine sul teatro diventato patrimonio Unesco

Il Feronia di San Severino conquista Famiglia Cristiana: quattro pagine sul teatro diventato patrimonio Unesco

11/08/2026 12:50

Il prestigioso teatro comunale Feronia di San Severino Marche continua a conquistare servizi e copertine: il numero 33 del settimanale Famiglia Cristiana dedica un'ampia inchiesta di quattro pagine, firmata dal giornalista Roberto Zichitella, al recente riconoscimento dei teatri condominiali dell'Italia centrale come Patrimonio Mondiale dell'Umanità Unesco. Tra le strutture premiate a Busan, in Corea del Sud, il Feronia emerge come uno degli esempi più affascinanti e rappresentativi di questo modello architettonico e sociale unico. Progettato nel 1828 dal celebre architetto Ireneo Aleandri e inaugurato con le opere Mosè in Egitto e Matilde di Shabran di Gioachino Rossini, il Feronia affonda le sue radici nella prima metà del Settecento. Come evidenziato nel servizio, il teatro settempedano vanta ben due strutture precedenti, che testimoniano la straordinaria continuità dell'istituzione condominiale in città. A guidare i lettori alla scoperta del valore storico e culturale del Feronia è Francesco Rapaccioni, dal 2011 direttore artistico de I Teatri di Sanseverino. Nell'intervista concessa a Roberto Zichitella, Rapaccioni ripercorre l'evoluzione sociale impressa nei regolamenti del condominio teatrale: "Potevano essere proprietari dei palchi prima di tutti le famiglie nobili consolari, che nominavano i consoli del Comune. Quando nel 1740 si realizza il nuovo teatro in piazza, il regolamento estende la proprietà dei palchi e così avverrà anche in seguito. Nel 1823 i regolamenti stabiliscono che non solo i nobili ma anche i borghesi possono essere proprietari dei palchi, purché paghino la quota di condominio. I biglietti erano assegnati ancora per censo: una tariffa per i nobili, una per i borghesi e una per gli artigiani. Dopo l'Unità d'Italia alla parola artigiani si aggiunge la parola operai. Così, seguendo la storia dei regolamenti del teatro Feronia, si capisce come è cambiata la società della provincia italiana". Il servizio di Famiglia Cristiana sottolinea come il Feronia rappresenti non solo una gemma dell'architettura neoclassica, ma un vero e proprio "collante sociale". Protagonista della vita cittadina, il teatro ha vissuto momenti di rilievo nazionale come le celebrazioni dell'80° anniversario della Liberazione alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in omaggio alla Medaglia d'Oro al Merito Civile conferita alla Città di San Severino Marche. Fondamentale è stata inoltre la sua resilienza: a seguito del terremoto del 2016, a differenza di altri edifici, il Feronia non ha subito danni profondi ed è rimasto sempre aperto, diventando un faro di speranza per l'intero territorio. Oggi si prepara a una nuova stagione da "tutto esaurito", confermandosi ancora una volta cuore pulsante della comunità.

Da Montecosaro un filo di lana che unisce generazioni: gli anziani realizzano coperte per Ninetta ed Edda

Da Montecosaro un filo di lana che unisce generazioni: gli anziani realizzano coperte per Ninetta ed Edda

11/08/2026 11:00

Una coperta può scaldare, ma quando a realizzarla sono le mani degli anziani per donarla a qualcuno che vive nella stessa comunità, il suo valore va ben oltre la lana. È questo lo spirito dell’iniziativa promossa dalla Residenza Anni Azzurri Santa Maria in Chienti di Montecosaro, che ha coinvolto i propri ospiti nella realizzazione di coperte destinate ad alcune donne del territorio unendo la lanoterapia al benessere degli anziani. Il progetto, nato in collaborazione con GomitoloRosa Fondazione Onda e con il comune di Montecosaro, è stato organizzato dalla Residenza con un obiettivo preciso: valorizzare le capacità, la creatività e il desiderio di partecipazione degli anziani, offrendo loro un’occasione concreta per essere protagonisti e, soprattutto, per prendersi cura degli altri con un progetto di maglia solidale. Il laboratorio di lavoro a maglia, inoltre, è un’attività occupazionale che valorizza abilità e memoria, stimola manualità e concentrazione e favorisce socialità e autostima, rendendo così le ospiti protagoniste attive nella realizzazione di progetti solidali nella fragilità. Con pazienza e impegno, le ospiti di Anni Azzurri Santa Maria in Chienti, affiancate dal servizio educativo della struttura guidato dalla dottoressa Donatella Cintio e dal prezioso aiuto di Mariella una volontaria del territorio, hanno lavorato alla realizzazione delle coperte, trasformando ogni punto di lana in un piccolo gesto di solidarietà. Non semplici manufatti, dunque, ma doni pensati per trasmettere vicinanza, attenzione e calore a chi li avrebbe ricevuti. Le coperte sono state quindi consegnate ad alcune signore del territorio, completando idealmente un percorso iniziato all’interno della Residenza e arrivato fino alla comunità di Montecosaro, nello specifico alla signora Ninetta di 103 anni e alla signora Edda di 90 anni: "Storie speciali legate da un filo di lana". Per la Residenza Anni Azzurri Santa Maria in Chienti la direttrice Monica Pennesi continua il percorso che punta a mantenere aperto e vivo il rapporto con il territorio, facendo della RSA un luogo integrato alla vita della comunità, uno spazio capace di generare relazioni, occasioni di incontro e partecipazione nonché speciali sintonie con la comunità locale. La Pennesi ringrazia "il Comune e il Sindaco Lorella Cardinali per la collaborazione e sinergia costantemente attiva e la Fondazione Onda per la preziosa opportunità sociale promossa con questo progetto".

Varie

Addio a don Neno, Corridonia piange un sacerdote “alla mano, simpatico e accogliente”

Addio a don Neno, Corridonia piange un sacerdote “alla mano, simpatico e accogliente”

12/08/2026 11:30

È morto don Nazareno Quintabà, per tutti don Neno, sacerdote originario di Corridonia e per lunghi anni al servizio della comunità parrocchiale. La notizia della sua scomparsa è stata comunicata dal Vicario generale e ha suscitato numerosi messaggi di cordoglio e affetto da parte di chi negli anni ha avuto modo di conoscerlo. Da tempo don Neno era ospite della Casa del Clero presso il Seminario arcivescovile di Fermo, dove aveva continuato a essere vicino alla comunità sacerdotale. La sua salma, a partire dalla tarda mattinata di oggi, mercoledì 12 agosto, sarà visitabile presso il Seminario. I funerali, secondo la volontà dei familiari, saranno celebrati giovedì 13 agosto alle ore 10 nella chiesa parrocchiale di Sant'Alessandro a Fermo. A raccontare quanto fosse profondo il legame costruito da don Neno con le persone sono soprattutto i messaggi comparsi in queste ore sui social. Parole che restituiscono il ritratto di un sacerdote capace di entrare nella vita della comunità con semplicità, simpatia e umanità. «Per tutti noi resterà sempre quel sacerdote incredibilmente alla mano, simpatico e accogliente che abbiamo tanto amato», scrive una persona che lo ha conosciuto. E ancora: «La tua immensa autenticità mi faceva sentire il bisogno di correre a Messa». Sono solo alcune delle testimonianze che stanno accompagnando la notizia della sua morte. In molti ricordano infatti la sua capacità di stare accanto alle persone nei momenti più difficili, soprattutto durante il dolore di un lutto, ma anche di condividere con loro i momenti di gioia, grazie a quella simpatia che chi lo ha incontrato descrive come uno dei suoi tratti più riconoscibili. Il ricordo che emerge è dunque quello di un sacerdote profondamente legato alla sua comunità, capace di farsi vicino alle persone senza formalità e di accompagnarle nelle diverse stagioni della vita. Una presenza che oggi, a Corridonia e tra quanti lo hanno conosciuto, lascia un vuoto e insieme molti ricordi. La comunità dei sacerdoti del Seminario di Fermo e quella parrocchiale si sono strette nella preghiera, chiedendo che il Signore accolga don Neno e porti conforto a tutti coloro che ne piangono la scomparsa.

Carmelo Burgio, il candidato sindaco di Milano con legami nelle Marche

Carmelo Burgio, il candidato sindaco di Milano con legami nelle Marche

12/08/2026 10:45

Il neo candidato sindaco di Milano indicato da Futuro  Nazionale, Carmelo Burgio, è molto conosciuto nelle Marche. Il generale dei carabinieri in ausiliaria nelle varie missioni internazionali svolte, ha avuto alle sue dipendenze numerosi commilitoni provenienti dal maceratese, oltre che per aver guidato per un biennio la divisione Italia centrale dell'Arma.    In primis l'ex comandante di stazione Claudio Fiori, medaglia d'argento al valor militare per atto di eroismo compiuto nella guerra in ex Jugoslavia. Il maggiore Fiori è stato uno dei più stretti collaboratori di Burgio all'indomani del tragico attentato del 12 novembre 2003 a Nassiriya. Stretti rapporti anche con il sarnanese maestro di karate Remo Grassetti di cui è stato ospite nel fermano in un paio d'occasioni. Non si contano gli incontri sul terreno col nostro direttore Guido Picchio, nei Balcani e Afghanistan. In Albania, a Valona nel '97, Picchio ricorda quando Burgio giovane tenente colonello fu scelto come caposcorta di Romano Prodi premier, una visita ad altissimo rischio. Picchio non dimentica quando il ras locale Zani Caushi voleva gestire il convoglio italiano e si rivolse a Burgio con un "fratello, ci penso io" e l'ufficiale perentoriamente si oppose rispondendo "sono figlio unico". Durante una visita istituzionale a Macerata nel '22 il generale Burgio apprezzò molto il volume fotografico "Afghanstan-Italia" che ricevette in dono dallo stesso direttore di PicchioNews. Anche Andrea  Angeli, funzionario Onu nelle principali missioni di pace, vanta una ventennale frequentazione con Burgio, a cui nel suo secondo libro, Senza Pace, ha dedicato un intero capitolo "da Casal di Principe a Kabul", ricordando quando da comandante CC di Caserta venne scelto nel 2008 per guidare la controffensiva ai talibani, una spedizione che fu ripetutamente lodata dal Pentagono.   (Foto: Senza Pace, Rubbettino, 2011)

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