Criminalità giovanile, maxi operazione della Polizia: nel Maceratese sette denunciati e un arresto
Cronaca
02/11/2026 11:00

Criminalità giovanile, maxi operazione della Polizia: nel Maceratese sette denunciati e un arresto

Una vasta operazione di contrasto alla criminalità giovanile ha interessato nei giorni scorsi l’intero territorio nazionale. A coordinarla il Servizio Centrale Operativo, con il coinvolgimento delle 106 Squadre Mobili e il supporto dei Reparti Prevenzione Crimine e degli altri uffici della Polizia di Stato. I controlli si sono concentrati sui fenomeni che vedono protagonisti giovani, anche minorenni, singolarmente o in gruppo, con particolare attenzione alle aree di spaccio e ai luoghi della movida. Il bilancio nazionale. Sono stati controllati oltre 236.000 giovani, di cui più di 23.000 minorenni. Le persone arrestate o sottoposte a fermo di indiziato di delitto sono 644, mentre 1.695 sono state denunciate a piede libero, tra cui 373 minorenni. Gli accertamenti hanno riguardato reati contro la persona e il patrimonio, spaccio di stupefacenti e possesso illegale di armi e strumenti atti ad offendere. Sequestrati ingenti quantitativi di droga, armi da fuoco, armi bianche e denaro contante. Attenzione anche al web: 1.115 profili social sono stati esaminati alla ricerca di contenuti violenti e comportamenti riconducibili alla devianza giovanile. La situazione nel Maceratese. Anche in provincia la Questura ha predisposto servizi mirati, che hanno portato alla denuncia di sette persone, tra maggiorenni e minorenni, per reati in materia di stupefacenti, contro la persona e porto di armi od oggetti atti ad offendere. Durante i controlli sono stati trovati quantitativi di hashish e cocaina, oltre a un coltello a serramanico. Un uomo è stato inoltre arrestato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Cinque persone sono state sanzionate in via amministrativa per detenzione di droga per uso personale e segnalate alla competente autorità. In totale, sul territorio provinciale sono state identificate 469 persone, di cui 75 minorenni, e controllati 154 veicoli. I servizi hanno interessato il capoluogo, le principali località della movida e le zone vicine alle stazioni ferroviarie, cioè i luoghi di maggiore aggregazione giovanile. Controlli sui locali. In parallelo, la Squadra Amministrativa ha verificato locali ed esercizi commerciali, elevando diverse sanzioni. Il titolare di un’attività è stato denunciato per aver venduto bevande alcoliche a minorenni.  

Criminalità giovanile, maxi operazione della Polizia: nel Maceratese sette denunciati e un arresto

Criminalità giovanile, maxi operazione della Polizia: nel Maceratese sette denunciati e un arresto
02/11/2026 11:00

Una vasta operazione di contrasto alla criminalità giovanile ha interessato nei giorni scorsi l’intero territorio nazionale. A coordinarla il Servizio Centrale Operativo, con il coinvolgimento delle 106 Squadre Mobili e il supporto dei Reparti Prevenzione Crimine e degli altri uffici della Polizia di Stato. I controlli si sono concentrati sui fenomeni che vedono protagonisti giovani, anche minorenni, singolarmente o in gruppo, con particolare attenzione alle aree di spaccio e ai luoghi della movida. Il bilancio nazionale. Sono stati controllati oltre 236.000 giovani, di cui più di 23.000 minorenni. Le persone arrestate o sottoposte a fermo di indiziato di delitto sono 644, mentre 1.695 sono state denunciate a piede libero, tra cui 373 minorenni. Gli accertamenti hanno riguardato reati contro la persona e il patrimonio, spaccio di stupefacenti e possesso illegale di armi e strumenti atti ad offendere. Sequestrati ingenti quantitativi di droga, armi da fuoco, armi bianche e denaro contante. Attenzione anche al web: 1.115 profili social sono stati esaminati alla ricerca di contenuti violenti e comportamenti riconducibili alla devianza giovanile. La situazione nel Maceratese. Anche in provincia la Questura ha predisposto servizi mirati, che hanno portato alla denuncia di sette persone, tra maggiorenni e minorenni, per reati in materia di stupefacenti, contro la persona e porto di armi od oggetti atti ad offendere. Durante i controlli sono stati trovati quantitativi di hashish e cocaina, oltre a un coltello a serramanico. Un uomo è stato inoltre arrestato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Cinque persone sono state sanzionate in via amministrativa per detenzione di droga per uso personale e segnalate alla competente autorità. In totale, sul territorio provinciale sono state identificate 469 persone, di cui 75 minorenni, e controllati 154 veicoli. I servizi hanno interessato il capoluogo, le principali località della movida e le zone vicine alle stazioni ferroviarie, cioè i luoghi di maggiore aggregazione giovanile. Controlli sui locali. In parallelo, la Squadra Amministrativa ha verificato locali ed esercizi commerciali, elevando diverse sanzioni. Il titolare di un’attività è stato denunciato per aver venduto bevande alcoliche a minorenni.  

Cronaca

"Ho rischiato di cadere nella trappola": clonato il WhatsApp del mister Lupetti, chiesti 1.375 euro

"Ho rischiato di cadere nella trappola": clonato il WhatsApp del mister Lupetti, chiesti 1.375 euro

02/11/2026 16:10

Un messaggio WhatsApp da parte di un amico, una richiesta di denaro apparentemente urgente e la necessità di effettuare un bonifico da 1.375 euro. È questo il tentativo di truffa nel quale è incappato domenica Alessio Spurio, telecronista di Radio Arancia, dopo che ignoti hanno clonato il numero di telefono di Giancarlo Lupetti, tecnico della Juniores regionale del Chiesanuova. Il raggiro, fortunatamente, non è andato a segno grazie a una segnalazione tra amici. La vicenda si è verificata domenica, intorno alle 13:30, a poche ore dalla partita tra Chiesanuova e Urbino, valida per la nona giornata del campionato di Eccellenza e in programma alle 14:30 allo stadio Don Guido Bibini di Treia. Spurio, prima di raggiungere l'impianto sportivo dove avrebbe seguito la gara per Radio Arancia, era in contatto proprio con Lupetti. I due stavano conversando della partita disputata il giorno precedente dalla Juniores del Chiesanuova contro il Matelica, terminata sul risultato di 2-2. Poco dopo, però, la conversazione ha preso una piega diversa. Dal profilo WhatsApp riconducibile a Lupetti è arrivata ad Alessio Spurio una richiesta di effettuare un bonifico da 1.375 euro, con la giustificazione di aver superato il proprio limite di movimentazione.  "Essendo un amico, ho risposto certamente, ne parliamo al campo", racconta Spurio, al quale sarebbe dovuto arrivare anche il codice necessario per effettuare il versamento. Il telecronista, tuttavia, conosceva già le modalità di questo genere di truffe, che nelle ultime settimane hanno interessato anche il territorio di Chiesanuova, frazione di Treia, con episodi legati a falsi appartenenti alle forze dell'ordine e alla consegna di oro e preziosi. Nonostante la consapevolezza del rischio, inizialmente il messaggio era sembrato credibile, proprio perché proveniente dal numero di una persona conosciuta. La situazione si è chiarita una volta arrivato al campo sportivo Don Guido Bibini. All'ingresso della biglietteria, Spurio ha raccontato a un amico della richiesta di denaro ricevuta da Lupetti. L'interlocutore, però, era già a conoscenza del problema: il tecnico aveva avuto difficoltà con il proprio telefono e il suo numero era stato clonato. Aveva inoltre cercato di rivolgersi alla caserma dei carabinieri di Treia, che la domenica non era operativa. A quel punto è stato possibile ricostruire la portata del tentativo di raggiro. Dal sabato, più di dieci persone avevano ricevuto richieste di bonifico attraverso il profilo WhatsApp del tecnico, compreso un suo amico carabiniere, residente in Puglia. Lupetti aveva già riscontrato malfunzionamenti al telefono a partire dal giorno precedente, senza immaginare inizialmente che qualcuno potesse essersi impossessato del suo account per contattare amici e conoscenti e chiedere loro somme di denaro. Nella giornata di oggi ha sporto formale denuncia presso la stazione dei carabinieri di Loro Piceno.  "Fortunatamente il bonifico non è partito, grazie alla pronta informazione tra amici", sottolinea Spurio nel suo racconto. Una vicenda che riporta l'attenzione su una modalità di truffa sempre più diffusa: la clonazione o la compromissione degli account WhatsApp di persone conosciute, utilizzati dai malintenzionati per sfruttare rapporti di fiducia e ottenere trasferimenti di denaro. Anche una richiesta apparentemente proveniente da un amico può nascondere un tentativo di raggiro: prima di effettuare qualsiasi pagamento è fondamentale verificare direttamente con la persona interessata, attraverso una telefonata o un altro canale di comunicazione.

Inchiesta Ricostruzione, il 4 novembre cinque indagati davanti alla gip

Inchiesta Ricostruzione, il 4 novembre cinque indagati davanti alla gip

02/11/2026 13:08

Nuovo passaggio giudiziario nell'inchiesta “Ricostruzione”, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Ancona. Mercoledì 4 novembre sono in programma gli interrogatori preventivi di cinque indagati per i quali la Procura ha richiesto l'applicazione di misure cautelari. Davanti alla gip Sonia Piermartini compariranno Andrea Intermesoli, imprenditore maceratese, Michele Pompili, ex dirigente di ERDIS Marche residente a Fano, Pasqualino Allocco e i fratelli Giovanni e Francesco Pighi, originari del Modenese. Si tratta di un passaggio diverso dagli interrogatori di garanzia già svolti nei confronti delle persone arrestate nell'ambito dell'inchiesta. I cinque saranno ascoltati prima che il giudice decida sulle richieste cautelari avanzate dalla Procura. Al termine degli interrogatori, la gip potrà quindi valutare se disporre o meno le misure richieste. A interessare in modo particolare il territorio maceratese è la posizione di Andrea Intermesoli, coinvolto nel filone relativo alla vicenda delle ex Monachette. Secondo l'ipotesi accusatoria, l'imprenditore, legato alla società Avinstas, sarebbe coinvolto nelle vicende relative alla compravendita dell'immobile da parte di ERDIS Marche e alla successiva procedura per la realizzazione di uno studentato nell'ex monastero. Le contestazioni riguarderebbero anche i rapporti tra la famiglia Intermesoli, ERDIS Marche e la società Avinstas, nell'ambito dell'operazione immobiliare. Nella stessa vicenda compare Michele Pompili, che all'epoca dei fatti ricopriva il ruolo di dirigente dell'Area tecnica di ERDIS Marche. Secondo l'accusa, avrebbe concorso, insieme ad altri indagati, a condizionare la procedura relativa all'immobile. La posizione di Intermesoli si inserisce in un filone più ampio che comprende anche la locazione dell'ex albergo Claudiani, destinato a diventare uno studentato. Secondo quanto riportato da Cronache Maceratesi, nell'ordinanza viene contestato un presunto debito di 350mila euro nei confronti di Antonio Cervigni e Antonio Ezechielli. Si tratta di circostanze che dovranno essere verificate nel corso del procedimento e sulle quali gli indagati potranno fornire la propria versione. Negli ultimi giorni si sono registrati diversi sviluppi nell'inchiesta. Il 24 ottobre l'Università di Camerino ha disposto un audit straordinario sulle procedure dell'Area tecnica, sospendendo temporaneamente l'assegnazione di nuovi incarichi ai tre dipendenti coinvolti nella vicenda. Il 27 ottobre, durante gli interrogatori di garanzia, Fabio Pistarelli ed Enrico Crucianelli si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Il 29 ottobre, il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli ha incontrato a Roma la Struttura di missione antimafia per affrontare le possibili ripercussioni dell'inchiesta sui cantieri e individuare strumenti per evitare rallentamenti. Infine, il 30 ottobre, anche Antonio Ezechielli, rientrato dalla Cina e arrestato all'aeroporto di Falconara, ha scelto di non rispondere alle domande della gip durante l'interrogatorio nel carcere di Montacuto. L'inchiesta “Ricostruzione”, condotta dalla Guardia di Finanza e coordinata dalla DDA di Ancona, ha portato finora a otto arresti e 51 indagati, con 17 società coinvolte e oltre 50 perquisizioni in 13 province. Il procedimento si articola in più filoni, che riguardano presunte irregolarità nella ricostruzione post-sisma, l'utilizzo di fondi pubblici, i subappalti e alcune procedure di gara. Tra queste ultime rientrano anche quelle relative all'Università di Camerino. Il 4 novembre sarà quindi un nuovo passaggio importante per comprendere gli sviluppi giudiziari dell'indagine e, in particolare, quale decisione assumerà la gip sulle misure cautelari richieste per i cinque indagati. Le contestazioni restano allo stato di ipotesi accusatorie e dovranno essere accertate nelle successive fasi del procedimento.

Attualità

Caso Crucianelli, i sindacati dal prefetto: "Tavolo di crisi immediato e l'Usr paghi gli stipendi arretrati"

Caso Crucianelli, i sindacati dal prefetto: "Tavolo di crisi immediato e l'Usr paghi gli stipendi arretrati"

02/11/2026 18:30

Un tavolo di crisi urgente per affrontare le conseguenze dell'inchiesta "Ricostruzione", che riguarda anche Crucianelli Rest Edile, e un aggiornamento delle normative e dei protocolli esistenti per rafforzare le tutele lungo tutta la filiera del post-sisma. Sono i due fronti sui quali si concentra l'iniziativa di Cgil, Cisl e Uil Macerata, che hanno sottoposto al prefetto di Macerata, Giovanni Signer, un documento articolato in sei punti, con una serie di interventi ritenuti prioritari per tutelare i lavoratori, le imprese e i cittadini interessati dalla ricostruzione. La presa di posizione dei sindacati arriva dopo l'operazione condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Ancona e dalla Guardia di finanza, che ha portato alla luce un presunto sistema di infiltrazioni e irregolarità nella gestione di appalti e lavori legati alla ricostruzione post-terremoto del 2016. Un'inchiesta che ha investito anche il territorio maceratese e che, secondo le organizzazioni sindacali, impone risposte immediate per evitare che le conseguenze dell'indagine ricadano sui lavoratori, sulle loro famiglie e sull'intero tessuto economico locale. I sindacati ribadiscono il proprio "profondo riconoscimento alla magistratura e alle forze dell'ordine per l'attività svolta" e il pieno rispetto dell'accertamento delle responsabilità. Allo stesso tempo, sottolineano la necessità di assicurare la"regolare prosecuzione dei lavori e il rientro dei cittadini nelle proprie abitazioni". IL TAVOLO IN PREFETTURA PER GESTIRE L'EMERGENZA La prima richiesta riguarda l'immediata costituzione di un tavolo operativo coordinato dalla Prefettura, al quale dovrebbero partecipare Cgil, Cisl e Uil, insieme alle rispettive categorie dell'edilizia, alle associazioni datoriali, all'Ufficio speciale per la ricostruzione (USR) e al Commissario straordinario. La composizione dovrebbe essere integrata, in base alle questioni affrontate, con gli enti bilaterali, le istituzioni e gli organismi competenti. L'obiettivo è "censire le imprese, i cantieri e i lavoratori interessati dalla crisi", verificando le "retribuzioni già scadute e quelle in scadenza". Il tavolo dovrebbe, inoltre, individuare soluzioni per garantire la continuità occupazionale e il pagamento degli stipendi, anche nel caso di sospensione delle attività o di subentro di altre imprese. I sindacati chiedono responsabilità definite e tempi certi, con aggiornamenti almeno settimanali durante la prima fase di emergenza. BADGE OBBLIGATORIO IN TUTTI I CANTIERI E PIÙ CONTROLLI SUI SUBAPPALTI Un altro capitolo centrale riguarda il rafforzamento degli strumenti di tracciabilità della manodopera. Cgil, Cisl e Uil ribadiscono l'importanza del badge e del settimanale di cantiere per contrastare il lavoro irregolare e chiedono che l'utilizzo del badge diventi obbligatorio in tutti i cantieri della ricostruzione, indipendentemente dall'importo dei lavori. I dati raccolti dovrebbero essere integrati con quelli relativi alle imprese, ai rapporti di lavoro e alle ore denunciate, così da individuare tempestivamente eventuali anomalie e orientare i controlli. Le organizzazioni chiedono anche di conoscere le criticità operative del sistema e di ricevere riscontri sulle segnalazioni, oltre a restituzioni periodiche dei dati in forma aggregata. Attenzione anche alla filiera degli appalti e dei subappalti. Secondo i sindacati, prima di affidare nuovi lavori è necessario verificare che le imprese abbiano una capacità organizzativa effettivamente adeguata agli impegni assunti, considerando il numero di cantieri attivi contemporaneamente, la disponibilità di manodopera, le qualifiche professionali, i mezzi e le risorse a disposizione. Le verifiche dovrebbero riguardare sia le imprese affidatarie sia quelle subappaltatrici, accertando la loro autonomia organizzativa e la reale capacità di eseguire le lavorazioni. Viene, inoltre, richiesto un contrasto più incisivo agli appalti non genuini e all'utilizzo improprio dei distacchi di manodopera, verificando chi esercita concretamente la direzione dei lavoratori. Tra gli aspetti da monitorare figurano anche la congruità della manodopera, i livelli di inquadramento, le mansioni effettivamente svolte e le eventuali concentrazioni anomale di lavoratori al primo livello. Particolare attenzione viene chiesta anche sui trasferimenti collettivi di personale tra imprese e sui cambi di esecutore, per individuare possibili operazioni elusive e tutelare i diritti contrattuali. STIPENDI GARANTITI E INTERVENTO SOSTITUTIVO DELL'USR Il terzo fronte riguarda direttamente i salari. Le organizzazioni sindacali chiedono di introdurre l'obbligo mensile, esteso a tutte le imprese della filiera, di documentare l'effettivo pagamento delle retribuzioni. La verifica, secondo la proposta, dovrebbe mettere in relazione presenze, ore denunciate, cedolini e pagamenti tracciabili. La semplice emissione di una busta paga o la disposizione di un bonifico non ancora eseguito non sarebbero sufficienti a dimostrare che il lavoratore abbia effettivamente ricevuto quanto dovuto. In caso di primo mancato pagamento, dovrebbe scattare una verifica tempestiva con il coinvolgimento dell'impresa affidataria. La richiesta più significativa riguarda però l'introduzione di una procedura espressa di intervento sostitutivo dell'Ufficio speciale per la ricostruzione, che consenta il pagamento diretto delle retribuzioni non corrisposte, previa verifica degli importi e utilizzando le somme dovute e disponibili per i lavori. Una misura che, nelle intenzioni dei sindacati, dovrebbe essere resa operativa attraverso gli atti necessari, definendo responsabilità, risorse e tempi e rispettando le diverse discipline della ricostruzione pubblica e privata, oltre agli eventuali vincoli giudiziari. PIÙ ISPETTORI, RECLUTAMENTO TRASPARENTE E TUTELA DEI LAVORATORI Nel documento viene evidenziata anche la necessità di rafforzare il personale degli organismi ispettivi, ritenuto insufficiente rispetto alla situazione straordinaria del territorio e al numero di imprese e lavoratori arrivati nella provincia di Macerata per partecipare alla ricostruzione. Accanto ai controlli, Cgil, Cisl e Uil propongono di consolidare i canali certificati di reclutamento, attraverso la collaborazione tra istituzioni, Centri per l'impiego, sistema bilaterale dell'edilizia e parti sociali. In questo contesto viene valorizzato il ruolo del Blen, il sistema di incontro tra domanda e offerta di lavoro nel settore edile, che dovrebbe mettere in relazione le disponibilità dei lavoratori con i fabbisogni delle imprese, verificare le competenze, promuovere formazione e qualificazione e favorire assunzioni dirette e regolari. Lo strumento potrebbe inoltre essere utilizzato per accompagnare la ricollocazione dei lavoratori coinvolti nell'attuale crisi, riducendo il ricorso a intermediari opachi. STRUTTURE RICETTIVE, ALLOGGI E CAMPI BASE PER LE MAESTRANZE L'ultimo punto riguarda le condizioni di vita dei lavoratori impegnati nei cantieri della ricostruzione e le possibili ripercussioni della crisi sulle attività economiche locali. I sindacati chiedono un monitoraggio immediato delle strutture ricettive, degli alloggi e delle attività di ristorazione che ospitano o forniscono servizi alle maestranze, con particolare attenzione ai pagamenti insoluti o ancora in sospeso. L'obiettivo è evitare che le difficoltà della filiera si estendano ulteriormente al tessuto economico del territorio. Viene, inoltre, richiesta una maggiore efficacia degli obblighi di comunicazione degli alloggi utilizzati dai lavoratori. La normativa già prevede questo adempimento, ma secondo le organizzazioni sindacali l'assenza di specifiche sanzioni in caso di omissione rischia di comprometterne l'efficacia. Infine, viene rilanciata una proposta avanzata più volte: la realizzazione di campi base organizzati e vigilati, in grado di garantire il controllo delle presenze e della provenienza delle maestranze, oltre a condizioni dignitose di vita, salute e sicurezza. Una soluzione che, secondo Cgil, Cisl e Uil, avrebbe anche un'altra ricaduta positiva: liberare progressivamente gli alloggi attualmente destinati ai lavoratori della ricostruzione, restituendoli alla cittadinanza e contribuendo ad affrontare la crisi abitativa che interessa il territorio marchigiano. "Ringraziamo il prefetto per l’attenzione e per l’impegno assunto a convocare urgentemente un tavolo con le controparti e le istituzioni competenti, per discutere le nostre proposte e individuare risposte concrete per i lavoratori e il territorio", concludono le sigle sindacali.  

Lago di Fiastra, esercitazioni alluvionali per i vigili del fuoco: in azione anche l'elicottero Drago 155

Lago di Fiastra, esercitazioni alluvionali per i vigili del fuoco: in azione anche l'elicottero Drago 155

02/11/2026 16:00

Si sono concluse al lago di Fiastra quattro giornate di addestramento dei Soccorritori Fluviali Alluvionali (SFA) dei vigili del fuoco del comando di Macerata, impegnati in una serie di esercitazioni per mantenere elevata la preparazione operativa negli interventi in ambienti acquatici e negli scenari legati alle emergenze alluvionali. Le attività hanno visto l'impiego di diversi mezzi e attrezzature specialistiche: gommoni per il contrasto del rischio acquatico, gommoni da rafting, moto d'acqua e un drone acquatico, oltre alle dotazioni necessarie per eseguire le manovre di soccorso in acqua. Particolarmente articolata l'esercitazione svolta mercoledì 28 ottobre, quando nello specchio d'acqua del lago è intervenuto anche l'elicottero Drago 155 del Reparto Volo di Pescara. Il velivolo ha effettuato specifiche manovre addestrative in collaborazione con il Nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco di Ancona e il personale SFA del comando maceratese. L'attività rientra nel programma di formazione e mantenimento operativo del personale, con l'obiettivo di garantire la capacità di intervento in situazioni di emergenza che coinvolgono corsi d'acqua, bacini e territori interessati da eventi alluvionali. Un lavoro di preparazione fondamentale per assicurare efficienza e coordinamento tra le diverse squadre di soccorso e i mezzi specializzati. Dal comando dei vigili del fuoco di Macerata è arrivato, infine, un ringraziamento agli enti che hanno collaborato alla riuscita dell'iniziativa: l'amministrazione comunale di Fiastra, per la disponibilità degli spazi, Enel, per aver consentito l'utilizzo dello specchio d'acqua del lago, e l'Ente Parco nazionale dei Monti Sibillini, per l'autorizzazione al sorvolo dell'elicottero sulle aree interessate.

Politica

Strada Comune si struttura in associazione: nuova app e un progetto per il futuro di Macerata

Strada Comune si struttura in associazione: nuova app e un progetto per il futuro di Macerata

02/11/2026 16:50

Strada Comune compie un nuovo passo nel proprio percorso politico e civico: da lista elettorale ad associazione strutturata, con una propria organizzazione, organismi interni e strumenti concreti per rafforzare il rapporto con la città. È quanto presentato questa mattina, nel corso di una conferenza stampa, durante la quale sono stati illustrati il nuovo assetto associativo, gli obiettivi politici per i prossimi anni e la nuova applicazione digitale pensata per favorire la partecipazione dei cittadini. «Vogliamo superare definitivamente il modello di una lista elettorale che esaurisce la propria funzione con le elezioni – ha dichiarato Andrea Tonnarelli, portavoce di Strada Comune –. La politica non può essere un’esperienza individuale, legata esclusivamente all’attività di un singolo consigliere. Deve diventare un’esperienza collettiva, capace di fare da collegamento tra la città e i luoghi in cui vengono prese le decisioni». L’associazione si è dotata di uno statuto e di una struttura organizzativa articolata in due organismi principali: l'assemblea generale, aperta a tutti gli iscritti e con funzione di indirizzo e deliberazione politica, e il coordinamento, incaricato di tradurre in attività e iniziative le proposte emerse dall’assemblea. Le iscrizioni sono aperte; il diritto di voto in assemblea spetta agli associati regolarmente iscritti. Alla guida dell’associazione è stato nominato Piergiorgio Ciarlantini, presidente, affiancato da Andrea Tonnarelli nel ruolo di portavoce e da Riccardo Pensini come tesoriere. Il coordinamento comprende inoltre il consigliere comunale Alberto Cicaré, Cecilia Trisciani, Letizia Carducci, Leonardo Basili, Carlo Migliorelli e Laura Nalli. Sono stati attivati anche due tavoli di lavoro. Il primo è dedicato al supporto dell’attività del consigliere comunale Alberto Cicaré, con l’obiettivo di rendere il lavoro istituzionale sempre più condiviso e partecipato. Il secondo, dedicato alle attività per la città, è aperto al confronto con associazioni, realtà civiche e soggetti politici, per costruire una rete stabile di ascolto e collaborazione. Tra gli strumenti presentati c’è la nuova applicazione di Strada Comune, pensata per rendere più semplice e immediato il rapporto tra l’associazione e i cittadini. L’app consente di partecipare alla vita della città attraverso un sistema di segnalazioni e contributi geolocalizzati: è possibile individuare sulla mappa il luogo a cui si riferisce il proprio contributo, selezionare la categoria pertinente, descrivere il problema o la proposta e, quando necessario, allegare una fotografia o un altro contenuto multimediale. La piattaforma mette, quindi, a disposizione uno spazio per raccogliere osservazioni, idee e proposte sui temi che riguardano Macerata, trasformando le esperienze quotidiane dei cittadini in spunti per il confronto e l’iniziativa politica. Nell’app sono presenti le indicazioni per installarla e utilizzarla, oltre a una sezione dedicata alle informazioni e alle condizioni relative a privacy e copyright. «Non vogliamo limitarci a chiedere ai cittadini di segnalare una buca o un problema – ha spiegato Alberto Cicaré –. Il nostro intento è soprattutto aprire uno spazio di discussione sui temi che interessano la città. Vogliamo raccogliere le istanze delle persone e portarle all’interno del Consiglio comunale e della discussione pubblica». L’applicazione non intende essere un duplicato degli strumenti di segnalazione che il Comune potrà mettere a disposizione, ma un canale autonomo di partecipazione civica e politica. I contributi raccolti serviranno a orientare il lavoro dell’associazione, alimentare il confronto con la comunità e contribuire alla definizione delle proposte da portare nelle sedi istituzionali. Il nuovo percorso guarda anche alle prossime sfide politiche e amministrative. L’obiettivo dichiarato è costruire, fin da oggi, un’alternativa credibile all’attuale governo della città, attraverso un lavoro costante sul territorio e un confronto con le altre forze del centrosinistra. «L’alternativa non si costruisce a ridosso delle elezioni, ma nel tempo e dentro la città – ha sottolineato Tonnarelli –. Per farlo dobbiamo cambiare metodo rispetto al passato, superare l’improvvisazione e costruire una proposta politica reale, radicata nei bisogni e nelle aspirazioni della comunità». Cicaré ha evidenziato la necessità di superare lo scollamento tra istituzioni e cittadini: «Il lavoro in Consiglio comunale non può essere l’unica dimensione dell’impegno politico. L’attività consiliare deve essere accompagnata da un lavoro collettivo, capace di coinvolgere la comunità e trasformare le sue istanze in proposte e iniziative concrete». Nel suo intervento, il consigliere ha, inoltre, richiamato l’attenzione sull’utilizzo delle ingenti risorse pubbliche degli ultimi anni, tra fondi PNRR e fondi per la ricostruzione post-sisma, evidenziando ritardi, criticità e occasioni mancate. Tra gli esempi citati, la situazione dell’Istituto d’Arte di Macerata, dove – è stato riferito nel corso della conferenza – continuano a registrarsi infiltrazioni nonostante gli interventi realizzati. Nel corso della conferenza stampa è stato affrontato anche il tema delle recenti indagini della Direzione distrettuale antimafia che stanno interessando il territorio. Strada Comune ha ribadito la necessità di distinguere nettamente il piano delle responsabilità penali, che spetta alla magistratura e agli eventuali successivi accertamenti processuali, da quello delle responsabilità politiche e amministrative. «La responsabilità penale è personale, ma quella politica non può essere considerata soltanto individuale: riguarda anche le scelte, i comportamenti e le responsabilità collettive di chi governa – ha dichiarato Tonnarelli –. Quello che chiediamo è un’assunzione di responsabilità, trasparenza e risposte chiare ai cittadini. Non possiamo accettare che di fronte a vicende così gravi prevalgano il silenzio e l’assenza di spiegazioni». Strada Comune annuncia quindi che continuerà a chiedere chiarezza sulle questioni politiche e amministrative emerse, affinché venga restituita credibilità alle istituzioni e alla politica, nel rispetto del percorso giudiziario e della presunzione di non colpevolezza. Il percorso avviato vuole essere soprattutto un invito alla partecipazione. Le iscrizioni a Strada Comune sono aperte e i tavoli di lavoro intendono coinvolgere anche persone, associazioni e realtà che non fanno parte dell’associazione, ma che desiderano contribuire alla vita pubblica cittadina. «Non possiamo limitarci a osservare quello che accade – ha concluso Cicaré –. Serve una comunità che abbia voglia di partecipare, impegnarsi e agire. Abbiamo costruito una struttura libera, aperta ai contributi di tutti. Ora chiediamo alla città di fare un passo insieme a noi». Strada Comune riparte, dunque, da una nuova organizzazione, ma soprattutto da un’idea precisa di politica: partecipazione, presenza sul territorio e costruzione collettiva di un’alternativa per Macerata. Di seguito il link per scaricare l’App di Strada Comune: https://app.stradacomune.it.

Futuro Nazionale, Paolo Diop rompe dopo sei mesi: «Mi aspettavo ascolto, umiltà e vicinanza alle persone»

Futuro Nazionale, Paolo Diop rompe dopo sei mesi: «Mi aspettavo ascolto, umiltà e vicinanza alle persone»

01/11/2026 16:00

Sei mesi appena e l'esperienza in Futuro Nazionale è già arrivata al capolinea. Paolo Diop annuncia il suo addio al movimento attraverso un post, nel quale non risparmia critiche alle scelte e agli atteggiamenti che avrebbe riscontrato nelle Marche. Una decisione maturata dopo una crescente distanza tra le aspettative iniziali e la realtà politica incontrata. «Avevo aderito a Futuro Nazionale perché pensavo potesse essere il partito della gente e per la gente», esordisce Diop, spiegando di essersi però trovato di fronte a situazioni che lo hanno allontanato da quell'idea e dai cittadini che il movimento vorrebbe rappresentare. «Mi aspettavo ascolto, umiltà e vicinanza alle persone. Invece, alcune presenze politiche mi hanno lasciato perplesso». Tra i nomi citati c'è quello di Fabrizio Ciarapica, proveniente da Forza Italia, insieme al vicevicario responsabile regionale, che Diop afferma risiedere in Svizzera. Proprio su quest'ultima scelta concentra una parte delle proprie perplessità: «Se si afferma “prima gli italiani”, è legittimo chiedersi come si concili questo principio con la scelta di affidare un ruolo regionale così importante a una persona che risiede all'estero». Una riflessione che, precisa, «non è un'accusa, ma una questione sulla quale credo sia giusto fare chiarezza». Il tono del messaggio si fa ancora più netto quando Diop ripercorre la propria esperienza politica. Racconta di aver militato in precedenza soltanto in due partiti, Fratelli d'Italia e Lega, e ammette che non avrebbe mai pensato di abbandonare una formazione dopo appena sei mesi. «Questa è stata la parentesi più breve della mia esperienza politica», scrive, prima di rivolgere un saluto a chi ha scelto di restare: «Auguro buona continuazione a chi continua a crederci, ma io non ci casco più». Alla base della decisione, secondo quanto raccontato, c'è soprattutto una diversa idea di rinnovamento politico. Diop contesta un modello nel quale, a suo giudizio, le appartenenze e il peso delle disponibilità economiche rischiano di prevalere sulle persone. «Per me, il rinnovamento deve mettere al centro le persone, non le appartenenze o il peso delle disponibilità economiche», sottolinea. E conclude con una critica diretta all'esperienza marchigiana del movimento: «La politica dovrebbe essere vicina ai cittadini, credibile e capace di ascoltarli: oggi, purtroppo, non ritrovo questi valori in Futuro Nazionale nelle Marche».

Sanità

Screening cardiovascolare a Porto Recanati: grande partecipazione con la Croce Rossa

Screening cardiovascolare a Porto Recanati: grande partecipazione con la Croce Rossa

02/11/2026 12:14

PORTO RECANATI - Sono 40 le persone che domenica mattina si sono sottoposte allo screening cardiovascolare gratuito della Croce Rossa Italiana nel piazzale della Scuola Diaz. Organizzata dal Comitato di Porto Potenza Picena, la mattinata ha registrato una grande partecipazione e la soddisfazione di quanti hanno preso parte all’iniziativa. Gli screening sono stati effettuati dal dottor Francesco Pellone, direttore dell’Unità Operativa Semplice Dipartimentale (UOSD) di Cardiologia Interventistica dell’Ospedale di Macerata, che ha messo a disposizione la propria professionalità a titolo gratuito. Il controllo comprende la misurazione di peso, altezza, pressione arteriosa, glicemia e colesterolo, con eventuali approfondimenti, come elettrocardiogramma ed ecografia, quando ritenuti necessari dal medico. L’appuntamento rientra in Itinerari della Salute, il progetto nazionale con cui la Croce Rossa Italiana porta la prevenzione nelle piazze. Nel 2026 il tour prevede otto tappe in tutta Italia. Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte in Italia: secondo l’Istituto Superiore di Sanità, nel 2021 hanno causato il 30,8% dei decessi. Pressione alta, glicemia e colesterolo elevati possono restare silenziosi per anni. Un controllo periodico permette di individuarli in tempo e di intervenire insieme al proprio medico prima che possano determinare conseguenze più gravi, come un infarto o un ictus. A sottolineare il valore della giornata è Matteo Carlocchia, presidente del Comitato di Porto Potenza Picena della Croce Rossa Italiana: «Quaranta persone, in una mattina di festa, hanno scelto di dedicare un po’ di tempo al proprio cuore e tantissime se ne sono andate ringraziandoci. Quel grazie è la cosa più bella che ci portiamo a casa. Siamo abituati a pensare alla Croce Rossa quando arriva l’emergenza. Ma il soccorso più efficace è quello che non serve, perché un rischio è stato scoperto in tempo. Il dottor Francesco Pellone ha scelto ancora una volta di esserci a titolo gratuito, e questo dice molto del medico e della persona. Grazie all’Amministrazione comunale e alla Farmacia Comunale di Porto Recanati, che hanno creduto in questa giornata, e ai nostri volontari, che l’hanno resa possibile. La prevenzione è un’abitudine, non un evento: mi auguro che chi è passato oggi lo racconti a casa e convinca qualcun altro a fare un controllo». Soddisfazione anche da parte dell’Amministrazione comunale, che ha patrocinato l’iniziativa. «Siamo molto soddisfatti della partecipazione registrata e della riuscita di questa giornata dedicata alla prevenzione», dichiara il sindaco di Porto Recanati Andrea Michelini. «Desidero ringraziare il presidente Matteo Carlocchia e tutti i volontari della Croce Rossa Italiana per l’impegno, la disponibilità e il prezioso lavoro che svolgono sul territorio. Iniziative come questa offrono ai cittadini un’opportunità concreta per prendersi cura della propria salute e contribuiscono a diffondere una maggiore cultura della prevenzione».

Giorni della Ricerca, l’AIRC compie 61 anni e riparte dal Quirinale

Giorni della Ricerca, l’AIRC compie 61 anni e riparte dal Quirinale

01/11/2026 12:00

Mercoledì 28 ottobre, con una cerimonia al Quirinale alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del Ministro della Salute Schillaci, del Ministro della Ricerca Anna Maria Bernini, del Presidente della Fondazione AIRC Andrea Sironi e della direttrice scientifica Anna Mondino, si è aperta la nuova edizione dei “Giorni della Ricerca”, la campagna nazionale dell’AIRC, di cui quest’anno ricorrono 61 anni di attività. Molti mezzi di comunicazione pubblici e privati stanno ricordando il numero 45521, attraverso il quale, con un semplice SMS o una telefonata da numero fisso o da cellulare, tutti possono contribuire al finanziamento della ricerca contro il cancro. In tantissime piazze, sabato 7 novembre, sarà possibile contribuire acquistando i cioccolatini della ricerca. Anche nei nostri territori si stanno svolgendo manifestazioni culturali e sportive per stimolare l’attenzione dei cittadini verso una delle problematiche più importanti per la prevenzione e la preservazione della salute. Il cancro è una patologia con grande incidenza, può colpire tutti gli organi del nostro corpo e la mortalità è ancora alta, seconda solo a quella delle patologie cardiovascolari. Se fino a non molti anni fa il malato di cancro vedeva di molto ridotta la sua aspettativa di vita, in tanti casi ridottissima, oggi possiamo dire che la situazione è radicalmente cambiata. Tanti malati di cancro sopravvivono a lungo e parecchi, soprattutto per certe tipologie di tumore, guariscono; la sensazione è che siamo avviati verso un percorso virtuoso della scienza che approderà in tempi non troppo lunghi alla sconfitta del cancro. Il merito di questa esaltante aspettativa è della ricerca. L’AIRC ne è un veicolo importante: non solo riesce a procurare i fondi, ma negli ultimi 50 anni è riuscita a creare una comunicazione che stimola la prevenzione, fondamentale per le patologie oncologiche, e la diagnosi precoce, alla base di una vittoria sulla malattia. L’AIRC significa anche l’impegno di tanti ricercatori, giovani e meno giovani, che assaporano il piacere e la soddisfazione di vedere pian piano sgretolarsi il mito dell’invincibilità di un’anomala e devastante mutazione di tessuti, con la grande probabilità, attraverso le metastasi, di infiltrare altri organi con una progressiva distruzione dei principi vitali. La ricerca, con applicazione, pazienza e costanza, ha trovato sempre uno spiraglio nella diagnosi e nella cura; gli spiragli ne hanno aperti altri e le specialità medico-scientifiche più interessate all’argomento (la radiologia, nelle sue varie forme diagnostiche ma anche terapeutiche, la chirurgia, la farmacologia), con una simbiosi operativa e di supporto continuo, hanno ottenuto risultati fino alla grande speranza di oggi. Gli input e le indicazioni per tutti, però, arrivano dagli anonimi laboratori di ricerca, dall’osservazione di un numero infinito di reazioni chimiche e biochimiche, dalle sperimentazioni tra provette e sofisticate macchine dell’ingegneria medicale. Il ricercatore e le squadre di ricercatori elaborano un progetto, lo perseguono, e devono essere pronti a persistere o a cambiare strada a seconda dei risultati quotidiani. Se oggi il cancro può essere curato con una chirurgia molto conservativa, con una chemioterapia mirata e specifica, priva dei devastanti effetti collaterali generali, e se possiamo addirittura pensare a una stimolazione del nostro sistema immunitario che blocchi subito le cellule anomale, lo dobbiamo ai comunicati che escono da quelle stanze appartate e qualche volta buie, dove uomini e donne lavorano per raggiungere un risultato scientifico di successo, utile a tutti. A volte la vita dei ricercatori riserva sorprese inaspettate: non raramente cercavano un risultato e ne hanno scoperto per caso uno più importante. Un esempio non proprio calzante, ma attinente, sono gli studi sull’mRNA per ricercare la via immunitaria contro il cancro: pur conservando la sua originaria finalità, questa ricerca è risultata essenziale per la realizzazione, in tempi record, di un vaccino contro il Covid. Ultimamente è arrivata una notizia davvero confortante: la scoperta di un intervento terapeutico nell’ambito di una ricerca internazionale con protagonista il Policlinico Gemelli di Roma. Si tratta di un intervento sui malati di tumore del pancreas non operabile, con l’iniezione di un farmaco denominato “colla radioattiva” che riduce il tumore e ne ferma l’espansione, aumentando di molto la prospettiva di vita. La ricerca e i suoi attori sono il fulcro dello sviluppo della civiltà umana. Oggi abbiamo riservato la nostra attenzione alla ricerca medico-scientifica e, specificatamente, alla ricerca contro il cancro, ma la ricerca è alla base di ogni attività umana, per migliorarla e renderla più utile alla nostra vita. Escluderei da questa virtuosa compagnia tutti quelli che si adoperano per trovare le armi più sofisticate e i metodi per distruggere la vita.   Ho avuto occasione, per il mio lavoro, di conoscere due tra i più grandi ricercatori della scienza medica insigniti del premio Nobel: la professoressa Rita Levi Montalcini e il professore Renato Dulbecco. La professoressa Montalcini in due occasioni ha cercato di spiegarmi i suoi studi sulle cellule del cervello; il professor Dulbecco, in un incontro di più di tre ore, mi parlò del DNA, dei cromosomi e del nostro patrimonio genetico. Due occasioni che non potrò mai dimenticare. Cercai di incamerare le loro nozioni, ma soprattutto rimasi colpito dal loro sguardo, dalla loro espressione serena e gentile di sognatori… I ricercatori possono trasformare il sogno in realtà.

Sport

La Rata rialza la testa, Alfonsi: "Vittoria fondamentale, ma i problemi non sono risolti"

La Rata rialza la testa, Alfonsi: "Vittoria fondamentale, ma i problemi non sono risolti"

02/11/2026 17:39

È un mister Sante Alfonsi soddisfatto quello che si presenta nel post-gara di Maceratese-Angelana, dopo il netto 3-0 conquistato dalla sua Rata. Una vittoria importante, che restituisce fiducia all'ambiente e permette ai biancorossi di rilanciare classifica e morale dopo settimane complicate. «Era ora, perché vincere la partita in casa era necessario, sia per la classifica, sia per il morale, sia per tutto. Non nascondiamo che sono state settimane toste per noi, per la squadra e per i tifosi, ma l'unica cosa che mi sento di dire è che questi ragazzi stanno dando tutto, dal primo all'ultimo minuto. Il nostro campionato, purtroppo, è questo: ci vorremmo salvare il prima possibile. Venivamo da questo trittico di partite non facili, con risultati non bellissimi per noi, però oggi era importantissimo vincere. Non era scontato, perché l'Angelana è una squadra difficile. Chi ha giocato ha fatto bene, mi dispiace per gli infortuni». Alfonsi torna poi sull'atteggiamento mostrato dalla squadra, sottolineando la differenza rispetto alle precedenti uscite e le difficoltà affrontate nella preparazione della gara. «Siamo stati fortunati a sbloccarla dall'inizio, però l'atteggiamento della squadra è stato completamente diverso rispetto alle partite precedenti, come ad esempio quella di Notaresco. Venivamo da momenti difficili e da defezioni dell'ultimo momento che ci hanno costretto a cambiare la formazione e non era facile. Il mio plauso va, per esempio, a Luca Baldassin, che ha avuto varie peripezie e oggi era in campo. Mi sento anche di ringraziare chi è andato via: mi dispiace per come sono andate le cose. La vittoria di oggi è il coronamento di un buon lavoro fatto, nonostante un inizio di campionato non facile, con tante pressioni dall'esterno. Oggi siamo felici. Non è che adesso abbiamo risolto i nostri problemi, però il lavoro che stanno facendo i ragazzi è una cosa importante e ci tengo a precisarlo».

La Halley Matelica si salva al fotofinish: Civitanova sfiora la rimonta da -18

La Halley Matelica si salva al fotofinish: Civitanova sfiora la rimonta da -18

02/11/2026 10:00

MATELICA – Due punti pesanti, ma conquistati con un’inattesa dose di sofferenza. La Halley Matelica batte 77-72 la B-Chem Civitanova, avversaria che non ha mai smesso di crederci, e mantiene il terzo posto in classifica. La Vigor era arrivata a condurre di 18 lunghezze nel quarto periodo, prima di un black-out offensivo che ha rischiato di costare carissimo. Primo tempo in equilibrio. La gara si apre all’insegna dell’incertezza: nessuna delle due squadre riesce a scavare un solco superiore alle quattro lunghezze, con parziali alterni dettati più dagli errori che dai meriti. Prima dell’intervallo Zaiets scuote Civitanova, ma Panzini risponde da par suo: il capitano piazza quattro triple nel secondo quarto, compresa quella da 10 metri allo scadere della seconda frazione, che manda le squadre negli spogliatoi sul 36-32. La fuga biancorossa. Al rientro il copione cambia. Matelica alza l’intensità difensiva e trova punti dall’ex Liberati e da un brillante Doneda, mentre gli ospiti appaiono scarichi. Il vantaggio cresce con continuità fino al 64-46 del 32', firmato da una tripla dello stesso Doneda: la partita sembra ormai in cassaforte. La rimonta virtussina. Civitanova, però, ha altri piani. Due triple di Zaiets e una di Charfi riportano gli ospiti sul 73-64 a tre minuti dal termine, mentre la Halley va in confusione totale tra palle perse e appoggi sbagliati. Milone e Gardini colpiscono con precisione e proprio il play biancoblu firma il -2 (74-72) a 53 secondi dalla fine. Il finale. Dopo l’ennesimo errore offensivo matelicese, Charfi sbaglia la tripla del possibile sorpasso a 20 secondi dalla sirena. Lo stesso Charfi commette poi il fallo per fermare il tempo su Valle, giudicato antisportivo: il play biancorosso fa 2/2 dalla lunetta. Dopo la rimessa della Halley arriva un nuovo fallo, stavolta su Gay, che con l’1/2 ai liberi fissa il punteggio sul definitivo 77-72. Un successo prezioso che serve da trampolino per il prossimo impegno casalingo, domenica contro la Erbenobili Corato. Le parole di coach Barbarossa. «Dobbiamo fare i complimenti agli avversari, a partire dallo staff tecnico che li allena benissimo, e ai giocatori, che ci hanno creduto fino in fondo segnando anche canestri difficili, mentre noi ci siamo sciolti. Portiamo a casa due punti importanti e abbiamo fatto bene nel secondo tempo, ma il +18 forse ci ha fatto pensare di aver già vinto, e abbiamo perso mordente e lucidità. In attacco abbiamo sbagliato troppo, in difesa abbiamo concesso quello che a loro riesce meglio, il tiro da tre e le giocate dei singoli. Il bicchiere è mezzo pieno perché abbiamo vinto, ma per esperienza e qualità non possiamo permetterci certi episodi. Analizzeremo tutto: siamo alla sesta giornata su trenta, al 20% della regular season, e faremo tesoro di quanto accaduto». IL TABELLINO HALLEY MATELICA-B-CHEM CIVITANOVA 77-72(14-13, 22-19, 21-14, 20-26) MATELICA: Pacini 3, Galeassi, Valle 9, Panzini 14, Liberati 8, Guidolin 2, Milosevic 10, Doneda 15, Prenga 9, Gay 7, Mazzotti ne, Pierantoni ne. All.: Barbarossa. CIVITANOVA: Charfi 9, Buccolini, Berta 2, De Florio 8, Bruni 5, Baleani, Zaiets 21, Iannotti 7, Gardini 5, Milone 15, Ouattara ne, Conti ne. All.: Domizioli.   ARBITRI: Flocco, Virgili.

Economia

Ricostruzione post sisma, Cna Macerata difende il Sal zero: "Fondamentale per le piccole imprese"

Ricostruzione post sisma, Cna Macerata difende il Sal zero: "Fondamentale per le piccole imprese"

30/10/2026 11:18

 Il Sal zero rappresenta uno strumento importante per garantire liquidità alle imprese impegnate nella ricostruzione post sisma e permettere anche alle piccole aziende artigiane di partecipare ai lavori. A sottolinearne il valore è Simone Giglietti, presidente di Cna Macerata, che interviene nel dibattito sull'utilizzo del meccanismo, invitando a valutarne la funzione originaria e le esigenze concrete a cui risponde. Il cosiddetto SAL zero, acronimo di Stato di Avanzamento Lavori, si differenzia dai normali Sal perché consente alle imprese di ottenere un'anticipazione su un contributo già concesso, prima che siano raggiunti i consueti livelli di avanzamento delle lavorazioni. L'erogazione è subordinata alla presentazione di una garanzia fideiussoria. Introdotto nel dicembre 2016 per gli interventi relativi ai danni lievi e successivamente esteso, dall'aprile 2017, anche a quelli gravi, il meccanismo prevedeva inizialmente un'anticipazione massima del 20%. La percentuale è stata portata al 30% nel settembre 2021, per poi tornare al 20% con la modifica dell'8 maggio scorso. Alla base della sua introduzione c'è una necessità concreta: evitare che le imprese debbano sostenere interamente con risorse proprie i costi iniziali dei cantieri, aspettando mesi prima di ricevere i primi pagamenti. «Il Sal zero è nato per rispondere a un problema concreto: consentire alle imprese di lavorare senza dover anticipare per mesi, con risorse proprie, tutti i costi di avvio e delle prime lavorazioni nei cantieri», spiega Giglietti. La disponibilità immediata di liquidità permette di acquistare materiali, pagare i dipendenti, saldare i fornitori e remunerare gli artigiani coinvolti nelle diverse fasi degli interventi. Il nodo principale riguarda la differenza tra i tempi di pagamento delle spese sostenute dalle aziende e quelli necessari per ottenere la liquidazione dei normali stati di avanzamento. Secondo quanto riferito da Cna sulla base dell'esperienza delle imprese, fornitori e artigiani vengono generalmente pagati entro 60-90 giorni, mentre per incassare un SAL ordinario possono trascorrere anche più di otto mesi. Un'attesa legata ai diversi passaggi burocratici e tecnici: dall'esecuzione e contabilizzazione delle lavorazioni alla predisposizione della documentazione, fino alle istruttorie degli uffici della ricostruzione e alle successive procedure bancarie. Una situazione che pesa soprattutto sulle realtà di dimensioni ridotte. «Una grande impresa strutturata ha generalmente maggiori disponibilità finanziarie per sostenere queste anticipazioni, mentre una piccola impresa edile artigiana spesso non dispone di tutte le risorse necessarie», osserva il presidente di CNA Macerata. Il SAL zero, inoltre, può agevolare anche l'accesso al credito bancario, offrendo maggiore prevedibilità ai flussi finanziari. I benefici non riguardano soltanto le imprese edili, ma l'intera filiera della ricostruzione: elettricisti, termoidraulici, falegnami, fabbri e tutte le attività artigiane che contribuiscono alla realizzazione degli interventi. Questo, tuttavia, non significa che il sistema non debba essere accompagnato da verifiche adeguate. Cna Macerata riconosce la necessità di controlli rigorosi ed efficaci, soprattutto alla luce delle criticità emerse nel dibattito sul funzionamento dello strumento. «Alcuni strumenti di verifica erano previsti e sono tuttora presenti. Occorre accertare dove e perché non abbiano funzionato adeguatamente e, se necessario, rafforzarli», sottolinea Giglietti. Tra le possibili soluzioni indicate dall'associazione ci sono anche una revisione al ribasso del tetto massimo dell'anticipazione, qualora ritenuto eccessivo, e controlli più puntuali sull'effettivo avanzamento delle attività, sulla capacità operativa delle imprese, sul numero di cantieri gestiti contemporaneamente e sulla filiera dei subappalti. La posizione di Cna è dunque quella di preservare la funzione dello strumento, intervenendo sulle eventuali criticità senza penalizzare l'intero sistema produttivo. «Non bisogna confondere l'utilità di uno strumento con gli eventuali utilizzi irregolari che ne possono essere stati fatti», precisa il presidente. In gioco, secondo l'associazione, c'è anche la possibilità di mantenere sul territorio le ricadute economiche e occupazionali della ricostruzione, favorendo la partecipazione delle piccole imprese locali e sostenendo l'indotto artigiano. «Senza uno strumento come il SAL zero, la ricostruzione rischierebbe di diventare appannaggio quasi esclusivo delle grandi imprese, le sole con la capacità finanziaria di sostenere per mesi e mesi i costi dei cantieri. A farne le spese sarebbero le piccole aziende del territorio e tutto l'indotto artigiano, con gravi conseguenze per l'economia locale», conclude Giglietti.

Banche "in fuga" dalle Marche: Macerata perde il 44,7% degli sportelli in dieci anni

Banche "in fuga" dalle Marche: Macerata perde il 44,7% degli sportelli in dieci anni

29/10/2026 15:15

La provincia di Macerata ha perso il 44,7% degli sportelli bancari in dieci anni, un dato che la colloca al secondo posto nelle Marche per intensità della riduzione, subito dopo Ancona. È uno dei numeri più significativi dell'analisi sulla desertificazione bancaria diffusa dalla Cgil Marche e dalla Fisac Cgil Marche, elaborata a partire dai dati Ires Marche. Il fenomeno riguarda l'intero territorio regionale. Dal 2016 a oggi, il numero degli sportelli bancari tradizionali e di credito cooperativo è passato da 1.046 a 584, con una perdita complessiva di 462 filiali, pari al 44,2%. Un calo superiore alla media nazionale, ferma al 35,2%, che secondo il sindacato colloca le Marche al primo posto in Italia per desertificazione bancaria. Nel confronto tra i territori marchigiani, la provincia di Macerata registra una contrazione del 44,7%. A fare peggio è soltanto quella di Ancona, con il 48,5%. Seguono Pesaro e Urbino, con il 44,3%, Ascoli Piceno, con il 40,4%, e Fermo, con il 33,7%. La riduzione degli sportelli pesa soprattutto sulla possibilità di accedere ai servizi bancari vicino a casa, con ricadute per cittadini, anziani, famiglie e imprese. Una questione particolarmente rilevante per le aree interne del Maceratese, dove la distanza dai principali centri abitati può rendere più difficile raggiungere una filiale. "La tutela delle aree interne e di una parte così consistente del territorio marchigiano passa anche dal mantenimento dei servizi bancari, necessari ai cittadini, fondamentali per le imprese. Su questo, la Regione intervenga al più presto", afferma Giuseppe Santarelli, segretario generale della Cgil Marche. I dati evidenziano una progressiva riduzione della presenza bancaria anche nei territori più periferici. Nei comuni periferici marchigiani la diminuzione degli sportelli raggiunge il 49,4%. La contrazione è del 44,4% nei centri e del 43,1% nelle aree interne considerate nel loro complesso. Dal 2016, 53 comuni marchigiani che disponevano di almeno uno sportello bancario sono rimasti senza filiali. A questi si aggiungono 31 comuni che erano già privi del servizio: oggi, quindi, sono 84 i comuni senza sportelli, pari al 37,3% del totale regionale. Il fenomeno interessa oltre 12mila residenti, secondo i dati diffusi dal sindacato, mentre il peso dei comuni senza filiali sale al 49,5% nelle aree interne e al 52,5% nei comuni periferici. In queste zone, dunque, più della metà dei comuni risulta priva di uno sportello bancario. Anche il cratere del sisma presenta una situazione significativa: 22 comuni hanno perso l'ultimo sportello dal 2016, pari al 25,9% dei territori considerati. Complessivamente, nell'area del cratere sono 42 i comuni senza filiali, con circa 45mila residenti coinvolti. Per Daniele Boccetti, segretario regionale della Cgil Marche, la riduzione dei servizi bancari si inserisce in un quadro più ampio di arretramento dei presidi territoriali: "Nel territorio si dimezzano gli sportelli bancari e diminuiscono significativamente anche gli uffici postali, almeno in termini di orari di apertura e presenza territoriale. Questo contribuisce ad alimentare un senso di abbandono e di assenza dello Stato, che mina la coesione sociale della comunità". Riccardo Romano, segretario della Fisac Cgil Marche, richiama invece le conseguenze per lavoratori e clienti, oltre all'impatto sull'occupazione nel settore: "Questa politica di desertificazione causa disagi anche alle lavoratrici e ai lavoratori proprio in un periodo in cui la digitalizzazione dovrebbe favorire un lavoro che va verso i lavoratori, e i clienti e non viceversa. Non va inoltre dimenticato che alla desertificazione fa seguito la riduzione degli addetti di settore tramite il fondo di solidarietà che implica una riduzione del reddito dei prepensionati residenti in Regione. Da ultimo non dimentichiamo come le Banche siano un presidio di legalità a tutela del fenomeno dell’usura e come il carattere di servizio a interesse pubblico del servizio bancario deve essere fatto valere dalla politica".  

Scuola e università

Diritto di voto e doveri civici, l'Università di Macerata lancia un corso gratuito

Diritto di voto e doveri civici, l'Università di Macerata lancia un corso gratuito

30/10/2026 15:30

L'Università di Macerata mette a disposizione un percorso di formazione dedicato ai doveri civici e alle regole del seggio elettorale. Promuovere la conoscenza dei doveri civici e delle regole che disciplinano lo svolgimento delle operazioni elettorali, contribuendo a rafforzare la consapevolezza del valore della partecipazione democratica. È questo il tema al centro di “Cittadinanza e diritto di voto. Per-corso di formazione su doveri civici e regole del seggio elettorale”, promosso da Università e Prefettura di Macerata.   Il percorso affronta un aspetto fondamentale della vita democratica: il rapporto tra l'esercizio del diritto di voto, i doveri civici e il rispetto delle regole che ne garantiscono il corretto svolgimento. Un tema che coinvolge non soltanto la dimensione giuridica, ma anche il significato della responsabilità individuale e collettiva nella partecipazione alla vita pubblica.   Il corso è gratuito e prevede 12 ore di lezione e un laboratorio pratico di 4 ore, svolto con la collaborazione del Comune di Macerata - servizi demografici. Al termine sarà rilasciato un attestato di partecipazione. Le iscrizioni sono aperte e la prima lezione si svolgerà il 9 novembre. Tutte le informazioni sono disponibili nel sito del Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Macerata https://giurisprudenza.unimc.it.     Il voto, riconosciuto dall'articolo 48 della Costituzione come personale, eguale, libero e segreto, rappresenta uno degli strumenti fondamentali della democrazia. La sua attuazione richiede un sistema di regole e garanzie, la cui conoscenza contribuisce a comprendere il funzionamento delle istituzioni democratiche. In questa prospettiva, il percorso formativo unisce la riflessione sui principi della cittadinanza all'attenzione per gli aspetti che riguardano il funzionamento del seggio elettorale, offrendo anche una preparazione utile a coloro che intendano iscriversi all’albo degli scrutatori di seggio elettorale.   La collaborazione tra Università e Prefettura assume così un particolare significato sul piano dell'educazione alla cittadinanza: un'iniziativa che mette in dialogo il mondo accademico e le istituzioni del territorio, valorizzando la formazione come strumento per diffondere la conoscenza delle regole democratiche e favorire una partecipazione più consapevole alla vita della comunità

Unicam, Premio Mazzi alla ricercatrice Paola Stabile per gli studi sull'economia circolare

Unicam, Premio Mazzi alla ricercatrice Paola Stabile per gli studi sull'economia circolare

30/10/2026 15:00

Un riconoscimento al valore della ricerca scientifica e al suo contributo alle sfide ambientali del futuro. La dottoressa, Paola Stabile, ricercatrice della Sezione di Geologia della Scuola di Scienze e Tecnologie dell’Università di Camerino, ha ricevuto il Premio Mazzi nel corso del Congresso nazionale congiunto della Società Geologica Italiana e della Società Italiana di Mineralogia e Petrologia. Un premio che valorizza il lavoro svolto nello studio dei materiali derivati dai rifiuti e delle loro potenzialità nell'ambito dell'economia circolare. Durante il congresso, Stabile ha inoltre coordinato per la quarta volta la sessione scientifica dedicata ai geomateriali derivati dai rifiuti e al loro riutilizzo sostenibile, con particolare attenzione alle tecniche avanzate di caratterizzazione mineralogica. Nel corso dell'appuntamento scientifico la ricercatrice ha presentato uno studio sul comportamento e sulla stabilizzazione dei metalli pesanti presenti nel bottom ash, ovvero le ceneri pesanti prodotte dagli impianti di incenerimento dei rifiuti solidi urbani. Si tratta di materiali complessi, composti da fasi vetrose e cristalline, che possono contenere sia elementi potenzialmente inquinanti sia sostanze di interesse strategico e tecnologico. Comprendere come questi elementi si distribuiscono nelle diverse componenti mineralogiche è fondamentale per valutarne i possibili rischi ambientali e individuare modalità di recupero e riutilizzo. Proprio su questo aspetto si concentra il lavoro di ricerca di Paola Stabile, che punta a individuare nuove opportunità per trasformare residui e scarti in materiali utili. Il premio ottenuto sarà destinato a sostenere un ulteriore approfondimento scientifico ad alta temperatura sulla cristallochimica e sulla distribuzione degli elementi durante la vetrificazione degli scarti da incenerimento. Particolare attenzione sarà riservata al possibile recupero di elementi minori di valore. «La mia attuale attività di ricerca si concentra sullo studio dei materiali derivati da rifiuti e residui industriali, con particolare attenzione ai processi che permettono di trasformare uno scarto in una nuova risorsa», spiega la ricercatrice. «Comprendere come questi elementi si distribuiscono tra le diverse fasi mineralogiche è fondamentale per valutare sia il loro impatto ambientale sia le possibili strategie di recupero e riutilizzo». Per raggiungere questi obiettivi vengono impiegate diverse tecniche di indagine, tra cui la diffrazione a raggi X, le analisi chimiche, la microscopia elettronica e le spettroscopie infrarossa e Raman. Un insieme di strumenti che consente di studiare le trasformazioni delle ceneri durante i trattamenti termici, approfondendo i processi di cristallizzazione, fusione e vetrificazione e il modo in cui gli elementi metallici vengono incorporati e stabilizzati nelle componenti vetrose o cristalline. Il lavoro si inserisce in una prospettiva più ampia di economia circolare, nella quale il rifiuto non viene considerato soltanto un materiale da smaltire, ma una possibile risorsa da conoscere, caratterizzare e valorizzare. Le conoscenze mineralogiche e cristallochimiche possono infatti contribuire allo sviluppo di nuovi geomateriali, vetri e vetro-ceramiche ottenuti da materie seconde. «La ricerca scientifica può offrire un contributo concreto alle grandi sfide ambientali contemporanee», sottolinea infine Stabile. «Studiare in profondità la struttura e la composizione dei materiali significa acquisire conoscenze fondamentali per ridurre l'impatto ambientale, utilizzare in modo più efficiente le risorse e sviluppare nuove soluzioni tecnologiche per trasformare ciò che oggi consideriamo uno scarto in una possibile risorsa per il futuro». Un risultato che premia dunque il lavoro della ricercatrice e conferma il ruolo della ricerca universitaria nello sviluppo di soluzioni innovative per una gestione più sostenibile dei materiali e delle risorse.

Cultura

Una donna, mille aspettative e il diritto di scegliere. La lezione attuale di Sibilla Aleramo

Una donna, mille aspettative e il diritto di scegliere. La lezione attuale di Sibilla Aleramo

02/11/2026 16:38

Essere una donna è complicato. Essere la donna che tutti si aspettano, probabilmente, è un lavoro a tempo pieno. Senza ferie, senza straordinari e con un pubblico sempre pronto a compilare la scheda di valutazione. Il problema è che nessuno ci ha mai consegnato il contratto. Sibilla Aleramo conosceva bene questo meccanismo. E lo raccontava già nel 1906, quando pubblicò Una donna, un romanzo destinato a mettere in discussione molte delle certezze della società del suo tempo. La sua storia passa anche dalle Marche, precisamente da Porto Civitanova, dove arrivò ancora ragazzina, nel 1888, insieme alla famiglia. Allora si chiamava Rina Faccio. Aveva sogni, curiosità e una vita ancora tutta da immaginare. Ma proprio a Porto Civitanova la sua esistenza conobbe alcuni degli avvenimenti che avrebbero segnato profondamente la sua formazione e alimentato, anni dopo, la materia autobiografica del romanzo. Una violenza subita durante l'adolescenza, un matrimonio soffocante, la maternità, il peso delle convenzioni. E soprattutto una domanda che sarebbe diventata centrale nella sua esistenza: quanto di noi stesse possiamo sacrificare prima di smettere di riconoscerci? In Una donna, Aleramo racconta la progressiva conquista di una consapevolezza. Non quella di una donna che improvvisamente smette di amare, ma di una persona che comprende quanto sia pericoloso confondere l'amore con l'annullamento di sé. La sua decisione di lasciare il marito comportò anche la dolorosissima separazione dal figlio. Una ferita che non può essere liquidata con qualche frase motivazionale sul coraggio di ricominciare. Perché la libertà, nella vita reale, non arriva sempre accompagnata da un lieto fine. E nemmeno da una colonna sonora particolarmente incoraggiante. E oggi? Nel 2026, una donna dovrebbe essere indipendente, comprensiva, ambiziosa, presente, emotivamente equilibrata e possibilmente capace di leggere nel pensiero. Il tutto senza lamentarsi, perché altrimenti diventa complicata. Curioso come le aspettative siano infinite, mentre la pazienza dovrebbe essere inclusa nel pacchetto base. Anche nelle relazioni sentimentali sembra esistere un manuale invisibile del comportamento corretto. Se una donna resta in una relazione difficile, qualcuno le domanda perché non se ne vada. Se decide di andarsene, qualcun altro le rimprovera di non aver lottato abbastanza. Se perdona, è ingenua. Se non perdona, è rancorosa. Se aspetta, non ha amor proprio. Se smette di aspettare, evidentemente non amava abbastanza. Insomma, qualunque strada scelga, c'è sempre qualcuno convinto di conoscere quella migliore. Generalmente senza aver percorso nemmeno un metro della sua. Ma chi stabilisce che il coraggio debba avere una sola direzione? Ci sono donne che devono trovare la forza di andarsene. Altre che scelgono di restare, affrontando difficoltà che dall'esterno nessuno conosce davvero. Naturalmente, non tutte le situazioni sono paragonabili. Restare in una relazione segnata dalla violenza e dalla sopraffazione non equivale ad attraversare una crisi sentimentale. E la vicenda di Aleramo ci ricorda quanto possa essere necessario sottrarsi a un rapporto che nega la propria libertà. Ma ci ricorda anche qualcosa di più universale: nessuno dovrebbe decidere al posto nostro quale sacrificio sia accettabile e quale desiderio meriti di essere ascoltato. Forse è proprio questo il punto che rende Una donna ancora così attuale. Non la pretesa che tutte le donne facciano la stessa scelta, ma il diritto di poterla compiere senza essere definite esclusivamente dal giudizio degli altri. Da Porto Civitanova, oltre un secolo fa, Sibilla Aleramo iniziò un percorso che l'avrebbe portata a diventare una delle voci più importanti dell'emancipazione femminile italiana. Oggi abbiamo conquistato molte libertà che lei poteva soltanto immaginare. Ma continuiamo spesso a chiedere alle donne di giustificare ciò che desiderano, ciò che rifiutano e persino ciò che sono disposte a perdonare. E naturalmente, dopo aver spiegato tutto, sarebbe gradito anche un sorriso. Non vorremmo sembrare complicate. Forse la vera rivoluzione non consiste nel dimostrare di essere sempre forti, sempre giuste, sempre impeccabili. Forse consiste nel poter essere semplicemente persone. Con le proprie contraddizioni, i propri errori, le proprie scelte. Anche quando non piacciono a nessuno. Perché, dopo più di un secolo, la domanda non è soltanto quante libertà abbiano conquistato le donne. È quante volte debbano ancora chiedere scusa per averle esercitate.

Andrea Lanfranchi finalista all’Arte Laguna Prize con “Gaza-25”

Andrea Lanfranchi finalista all’Arte Laguna Prize con “Gaza-25”

01/11/2026 19:55

Il civitanovese Andrea Lanfranchi sarà uno dei protagonisti della XX edizione di “Arte Laguna Prize”, in programma dal 6 al 29 novembre in uno dei luoghi più iconici dell’arte contemporanea: l’Arsenale Nord di Venezia. Una sua opera, intitolata “Gaza-25”, è stata infatti selezionata tra le 28 opere finaliste della ventesima edizione del premio, nella sezione dedicata alla pittura. Alla rassegna parteciperanno complessivamente 240 artisti, provenienti da ogni parte del mondo. La giuria del premio riunisce personalità di rilievo del panorama artistico internazionale, tra cui Xiaoyu Weng, curatrice di Documenta 16 e direttrice artistica di Art in General a New York; Michal Novotný della Galleria Nazionale di Praga; Kostas Stasinopoulos, curatore, scrittore e direttore presso Kyklos – Centre of Arts and Cultures in Grecia; Emiliano Valdés, curatore indipendente e viceministro della Cultura in Guatemala; Jemima Kulumba, co-fondatrice della Biennale of Women in Art (WIA); Mario Nanni, designer e fondatore dello studio Marionanni e del Museo Virgola di Bologna; e Anastasia Dawson, curatrice indipendente e consulente d’arte a Dubai. Andrea Lanfranchi ha partecipato a mostre nazionali e internazionali e ha realizzato numerosi libri d’arte incisoria, presentati e conservati presso istituzioni di rilievo come il Senato della Repubblica Italiana, l’Istituto Nazionale per la Grafica di Roma, l’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles, l’Accademia delle Scienze Sociali di Pechino e il Museo del Costume e dell’Arte Multicolore di Guiyang, in Cina.

Eventi

Alimentazione e benessere: a Morrovalle arriva il check-up gratuito con la nutrizionista

Alimentazione e benessere: a Morrovalle arriva il check-up gratuito con la nutrizionista

02/11/2026 14:50

Mangiare meglio, migliorare il proprio benessere fisico, chiarire i dubbi sull'alimentazione o capire come affrontare alcune difficoltà digestive. Sono esigenze sempre più diffuse, ma tra informazioni contrastanti, consigli sui social e diete di tendenza non è sempre facile capire da dove cominciare. A Morrovalle c'è una nuova opportunità: un colloquio individuale e completamente gratuito con una nutrizionista, per valutare le proprie abitudini alimentari, ricevere un primo orientamento professionale e capire quali aspetti migliorare. L'iniziativa si chiama "Check-up Alimentazione e Benessere" e, curiosamente, nasce all'interno di un panificio: la Forneria Marchigiana, che ha deciso di mettere a disposizione uno Spazio Consulenze dedicato, dove quattro nutrizioniste indipendenti incontrano ogni settimana i clienti interessati. Ma perché un panificio dovrebbe occuparsi di nutrizione? E soprattutto, come può essere garantita l'indipendenza delle professioniste che vi operano? Lo abbiamo chiesto a Marco Salvucci, cofondatore e responsabile tecnico della Forneria Marchigiana. Partiamo dalla novità: cosa offre concretamente il Check-up Alimentazione e Benessere? «Offriamo ai nostri clienti la possibilità di incontrare gratuitamente una nutrizionista per un colloquio privato di circa 20 minuti. È un'occasione per fermarsi a riflettere sulla propria alimentazione, confrontarsi con una professionista e ricevere un primo orientamento sulle proprie esigenze. Durante l'incontro è possibile analizzare le abitudini alimentari quotidiane, conoscere le buone pratiche per mangiare meglio, parlare di eventuali difficoltà digestive, approfondire il rapporto tra alimentazione e attività fisica oppure chiedere indicazioni su come raggiungere i propri obiettivi di benessere. L'obiettivo è permettere alle persone di conoscere meglio la propria situazione e capire da dove iniziare per migliorare». A chi è rivolto? «Il Check-up non è pensato solo per chi vorrebbe dimagrire o ha un problema di salute, ma anche per chi sta bene e vuole imparare a mangiare in maniera più equilibrata, per chi pratica sport e desidera migliorare le proprie abitudini oppure per chi è semplicemente confuso dalle tante informazioni che circolano su alimenti, diete e integratori. Non occorre avere già un obiettivo preciso: può essere proprio l'incontro a far emergere qualcosa di utile su cui lavorare. Naturalmente si tratta di un primo orientamento, non di una visita specialistica: il Check-up non prevede diagnosi né la prescrizione di un piano alimentare personalizzato. Se emergono esigenze che meritano un approfondimento, ognuno potrà decidere se rivolgersi alla professionista per un percorso nutrizionale individuale a pagamento, oppure no. Non c'è alcun obbligo di proseguire, né di acquistare prodotti del panificio. Vogliamo semplicemente abbassare la barriera che spesso impedisce di fare il primo passo, offrendo gratuitamente un'occasione di confronto». Fin qui sembra tutto interessante. Ma la domanda viene spontanea: perché una nutrizionista in un panificio? «È una domanda più che legittima. Per noi, però, la risposta è semplice: chi produce cibo dovrebbe interessarsi anche a come quel cibo contribuisce all'alimentazione delle persone. Da sempre la nostra attività si fonda su una scelta precisa: realizzare pane, dolci e salati senza preparati industriali né additivi, privilegiando ingredienti naturali, marchigiani e biologici. Crediamo che produrre cibo significhi assumersi una responsabilità non soltanto verso il gusto e la qualità degli ingredienti, ma anche verso la salute delle persone, l'ambiente e il territorio. Ecco perché, negli anni, abbiamo collaborato con nutrizionisti per migliorare le ricette e sviluppare prodotti destinati anche a particolari esigenze alimentari. Abbiamo realizzato, ad esempio, snack senza sale e dolci con farine integrali e ricette prive di alcuni ingredienti di origine animale. Ma non ci siamo fermati alla produzione: abbiamo organizzato eventi con nutrizionisti, agronomi e Slow Food, corsi nel nostro laboratorio e iniziative per imparare a leggere le etichette, conoscere gli alimenti e fare scelte più consapevoli. Attraverso newsletter e contenuti divulgativi cerchiamo anche di diffondere una maggiore cultura alimentare. Tutte queste attività fanno parte di NutriMenti, il nostro progetto dedicato all'educazione alimentare, che oggi si arricchisce di un servizio individuale e gratuito. Insomma, non abbiamo improvvisamente deciso di occuparci di nutrizione: è un percorso che portiamo avanti da anni». Qualcuno, però, potrebbe pensare che la nutrizionista ospitata dal panificio finisca per consigliare proprio i suoi prodotti. Come rispondete? «Comprendiamo il dubbio ed è proprio per questo che abbiamo voluto chiarire fin dall'inizio un principio fondamentale: le nutrizioniste sono professioniste completamente indipendenti e non esiste alcun rapporto economico con la Forneria Marchigiana. Noi mettiamo a disposizione uno spazio e offriamo ai clienti l'opportunità del colloquio gratuito. Le professioniste, invece, operano in piena autonomia e formulano le proprie valutazioni esclusivamente nell'interesse delle persone che incontrano. Non ricevono compensi o incentivi da noi per consigliare i nostri prodotti e non esiste alcun obbligo di acquisto. Del resto, il rapporto funziona esattamente al contrario di quanto qualcuno potrebbe immaginare: non sono le nutrizioniste a dover adattare i loro consigli ai prodotti che realizziamo, siamo noi che, negli anni, abbiamo ascoltato le indicazioni dei professionisti per migliorare e modificare le nostre ricette. La nutrizione è una disciplina scientifica e deve rimanere nelle mani di chi possiede le competenze per occuparsene. Noi siamo panificatori, non pretendiamo di sostituirci ai professionisti della salute». Quali nutrizioniste partecipano all'iniziativa? «Abbiamo scelto di collaborare con quattro professioniste con ambiti di approfondimento differenti, così da poter offrire un primo confronto su esigenze diverse. La Dott.ssa Maria Grazia Lanzilao si occupa in particolare di salute intestinale, digestione, benessere metabolico e qualità degli alimenti. La Dott.ssa Giada Gattari è specializzata in nutrizione pediatrica e alimentazione familiare. La Dott.ssa Alessia Scocco si occupa di nutrizione femminile nelle diverse fasi della vita e nutrizione pediatrica. La Dott.ssa Cristiana Della Peruta è esperta in nutrizione clinica, patologie ed educazione alimentare. L'idea è che ciascuno possa trovare una professionista con competenze vicine alle proprie esigenze, mantenendo sempre la piena libertà di scelta». Come si partecipa al Check-up gratuito? «Il servizio è riservato ai clienti con app o tessera gratuita della Forneria Marchigiana e si svolge ogni settimana, su prenotazione, nello Spazio Consulenze adiacente al nostro negozio di Borgo Pintura, a Morrovalle. Prenotare è semplice: basta accedere alla pagina dedicata, scegliere la disponibilità preferita e confermare l'appuntamento. I posti sono limitati, ma non si tratta di un evento di pochi giorni: vogliamo che questo diventi un'opportunità continuativa per i nostri clienti. Il nostro auspicio è che le persone escano dall'incontro non con una nuova paura verso qualche alimento, ma con qualche conoscenza in più e maggiore consapevolezza delle proprie scelte. Perché prendersi cura dell'alimentazione significa, prima di tutto, imparare a conoscere ciò che mangiamo». Per informazioni e prenotazioni del Check-up Alimentazione e Benessere: https://www.forneriamarchigiana.it/checkup-gratuito Il Check-up è un colloquio orientativo gratuito e non sostituisce una visita specialistica. Non comprende diagnosi o prescrizione di piani alimentari personalizzati. Le nutrizioniste sono professioniste indipendenti e non intrattengono rapporti economici con Forneria Marchigiana.

Petriolo, torna “Lu Pruì’ de Sa’ Mmartì’”: due giorni di tradizione, sapori e musica nel castello

Petriolo, torna “Lu Pruì’ de Sa’ Mmartì’”: due giorni di tradizione, sapori e musica nel castello

02/11/2026 13:35

Profumo di castagne arrosto e vin brulé, di carne alla brace e di frittelle: sabato 7 e domenica 8 novembre il castello di Petriolo torna a vivere con l’ottava edizione de “Lu Pruì’ de Sa’ Mmartì’”. La manifestazione è organizzata da Pro Petriolo 2000, il gruppo dietro il successo de “Le Cantinette”, con il patrocinio del Comune e in collaborazione con l’associazione culturale L’Orastrana e l’Associazione Genitori Petriolo. L’evento, popolare ma non banale, punta a unire le tradizioni marchigiane a un format dinamico e aperto a tutte le generazioni: dagli appassionati di musica e convivialità alle famiglie, fino a chi ama la storia locale e i sapori di una volta. Tra le novità di quest’anno, l’apertura straordinaria al pubblico della storica cantina di Arsì, indicata come l’ultima cantina storica marchigiana rimasta intatta. Altro appuntamento con la memoria al Circolo Combattenti e Reduci, dove si potranno gustare i fagioli con le cotiche e, in via eccezionale, il cuticùsu, antica zuppa di fave esclusiva della tradizione petriolese, che in paese si consuma da tempo immemore in occasione della ricorrenza dei morti. Il tutto accompagnato da mercatini artigianali di fronte al torrione cinquecentesco. Sabato 7 novembre. Si parte all’ora di cena con il gruppo di stornellatori a braccio Cantamaggio Matelicese. Dopo cena il palco ospita il rock and roll tricolore dei Mecò e il Clan, e la serata si chiude con il dj set di DJ Nooz. Domenica 8 novembre. Due presenze speciali animano la giornata: il disegnatore Paolo Petrelli davanti alla Cantina d’Arsì e il barbiere di strada Barber On The Road sotto l’antica torre civica. Nel primo pomeriggio spazio ai più piccoli con il laboratorio creativo a cura dell’Associazione Genitori Petriolo, mentre le vie del castello risuonano delle voci degli stornellatori Grazie Grazià. Gran finale con il concerto acustico del duo Déja-Vu e il folk rock cantautorale degli Almonauti. Il brano della festa. A fare da colonna sonora all’edizione 2026 è una canzone scritta appositamente da Carlo Natali dell’associazione L’Orastrana, con l’organetto di Elia Salvucci e la voce di Umberto Miliozzi. Il videoclip ufficiale ha come protagonista il giovane attore petriolese Simone Acciarresi, da alcuni anni volto della festa, e sta circolando sui social, sulle pagine ufficiali di Pro Petriolo 2000 e dell’Orastrana.   L’invito è aperto a tutti: vivere il territorio unendo il calore di una tavola imbandita allo stare insieme. L’ingresso a tutti gli eventi è gratuito.

Curiosità

San Severino su National Geographic a dieci anni dal sisma: lo scatto del palasport simbolo dell'emergenza

San Severino su National Geographic a dieci anni dal sisma: lo scatto del palasport simbolo dell'emergenza

29/10/2026 17:30

A dieci anni dal terremoto del 30 ottobre 2016, San Severino Marche torna al centro del racconto internazionale sul sisma. La rivista National Geographic ha dedicato uno speciale alla ricostruzione dell'Appennino umbro-marchigiano, con un reportage dal titolo "Terremoto umbro-marchigiano: dieci anni dopo, la ricostruzione è ancora in corso". Il servizio, pubblicato sul sito italiano della rivista e corredato dalle fotografie del settempedano Claudio Scarponi, ripercorre lo stato dei cantieri e le ferite ancora aperte nei territori colpiti dal terremoto. Tra le immagini scelte per documentare le conseguenze del sisma e il lungo percorso di ripartenza c'è anche uno scatto dell'interno del palasport comunale Albino Ciarapica di viale Mazzini, a San Severino Marche. Il palasport che accolse 180 sfollati La fotografia riporta alla memoria i giorni più difficili dell'emergenza, quando la struttura sportiva fu trasformata in uno dei principali centri di accoglienza allestiti dal Comune. Il palasport mise a disposizione 180 posti letto per gli sfollati, offrendo un primo riparo alle persone costrette a lasciare le proprie abitazioni dopo le scosse. L'accoglienza a San Severino non si limitò al palasport. Altri centri furono attivati nelle palestre dell'Istituto comprensivo "P. Tacchi Venturi" e del plesso scolastico di Cesolo, oltre che in una struttura modulare installata nei pressi della chiesa della frazione. Una rete di spazi e interventi che testimoniò la risposta della comunità settempedana nelle ore e nei giorni più complessi, quando fu necessario trovare rapidamente una sistemazione per le persone rimaste senza casa. La ricostruzione ancora in corso Il reportage di National Geographic riporta l'attenzione su un territorio che, a distanza di dieci anni dal terremoto, continua a fare i conti con la ricostruzione. Le immagini di Scarponi raccontano non soltanto i segni lasciati dalle scosse e l'avanzamento dei lavori, ma anche la memoria di quanto accadde e la capacità delle comunità locali di affrontare l'emergenza. Per San Severino Marche, la presenza del palasport Albino Ciarapica tra gli scatti pubblicati rappresenta anche l'occasione per ricordare la solidarietà e l'organizzazione messe in campo per assistere gli sfollati. Un frammento della storia del terremoto che torna oggi sotto i riflettori, mentre il percorso di ricostruzione dell'Appennino umbro-marchigiano non è ancora concluso. Il reportage completo è disponibile sul sito di National Geographic a questo link: Terremoto umbro-marchigiano: dieci anni dopo, la ricostruzione è ancora in corso.

Castelraimondo festeggia i 100 anni di Celestino Morosi

Castelraimondo festeggia i 100 anni di Celestino Morosi

27/10/2026 17:00

Cento anni di ricordi, esperienze e legami familiari. Celestino Morosi ha raggiunto lo straordinario traguardo del secolo di vita e ha festeggiato il compleanno nella casa di riposo di Castelraimondo, dove è attualmente ospite, circondato dall'affetto dei figli Simonetta e Aurelio, dei nipoti e dei suoi cari. Originario di Castelraimondo, Morosi ha trascorso gran parte della propria vita a Matelica, mantenendo il legame con il territorio d'origine. La ricorrenza è stata l'occasione per riunire la famiglia e celebrare un percorso lungo un secolo, caratterizzato da tante esperienze e dagli affetti costruiti nel tempo. Alla festa ha partecipato anche Barbara Cacciolari, assessore del comune di Matelica, che ha portato al centenario gli auguri e i saluti del sindaco Denis Cingolani. Gli auguri sono arrivati anche dall'amministrazione comunale di Castelraimondo. Il sindaco Patrizio Leonelli e l'assessore Ilenia Cittadini hanno rivolto a Celestino un messaggio di affetto: "Raggiungere i cento anni è un traguardo davvero speciale, che porta con sé una vita intera di ricordi, esperienze e affetti. A Celestino rivolgiamo i nostri più affettuosi auguri e l'abbraccio di tutta Castelraimondo". Gli amministratori hanno sottolineato anche il valore della festa organizzata nella struttura cittadina: "Siamo felici che questo compleanno sia stato festeggiato nella nostra Casa di riposo, circondato dall'affetto della sua famiglia e delle persone che ogni giorno se ne prendono cura. A Celestino auguriamo serenità e ancora tanti momenti belli da condividere". Un ringraziamento è stato infine rivolto alla Casa di riposo di Castelraimondo per aver accolto e celebrato questo importante traguardo, rendendo speciale il compleanno del centenario.

Varie

Morti sul lavoro alla Fincantieri, la Fiom torna in presidio: "Fermiamo le stragi"

Morti sul lavoro alla Fincantieri, la Fiom torna in presidio: "Fermiamo le stragi"

02/11/2026 17:00

A poco più di un mese dalla morte di Sofiane Boutraa, 55 anni, e Kabir Mohidul, 29 anni, i due operai rimasti vittime dell'incidente sul lavoro avvenuto all'interno dello stabilimento Fincantieri di Ancona, la Fiom Cgil è tornata davanti ai cancelli del cantiere navale per chiedere più sicurezza e maggiori controlli. Un presidio organizzato insieme all'Unione degli universitari (Udu), per ricordare le due vittime e mantenere alta l'attenzione sul tema delle morti sul lavoro. Due mazzi di fiori rossi, fumogeni e uno striscione con la scritta «Fermiamo le stragi sul lavoro» hanno accompagnato la manifestazione. Nel corso del presidio è stata anche letta una poesia della poetessa italo-cubana Yuleisy Cruz Lezcano, dedicata a un incidente mortale in un cantiere. «Due padri sono stati tolti alle loro famiglie, una tragedia nella tragedia», ha dichiarato Sara Galassi, segretaria della Fiom Cgil di Ancona. «A poco più di un mese dall'incidente sembra che non sia successo nulla, ma noi non ci siamo dimenticati e continuiamo la lotta affinché non accada più». Il sindacato ha annunciato un incontro con l'azienda per il prossimo 18 novembre e ha inviato una richiesta alla Prefettura di Ancona per la costituzione di un tavolo dedicato all'incremento dei controlli e delle ispezioni all'interno del cantiere. Durante il presidio è intervenuto anche Massimiliano Anastasi, coordinatore Fiom delle Rsu Fincantieri, che ha richiamato l'attenzione sulle condizioni di lavoro e sulla necessità di non attribuire automaticamente ai lavoratori la responsabilità degli incidenti. «Erano venuti qua per costruirsi un futuro. Spesso si scarica la responsabilità degli incidenti sull'imprudenza del lavoratore, ma un'azienda come la Fincantieri non può permettersi che questo avvenga. Lo impone la legge», ha affermato. Alla manifestazione ha partecipato anche l'Unione degli universitari. Per Mattia Taliani, coordinatore della lista universitaria Gulliver di Ancona, il tema della sicurezza sul lavoro riguarda anche il futuro delle nuove generazioni. «Non può esistere un futuro dignitoso per chi studia se non esistono tutele per chi lavora», ha sottolineato. «Se continua a esserci un modello basato sul profitto e non sulle persone, per noi non c'è futuro. Per questo siamo qua a richiedere un sistema radicalmente diverso». Il messaggio lanciato davanti ai cancelli dello stabilimento è quello di non lasciare che la morte dei due operai venga dimenticata. La richiesta di Fiom Cgil e Udu è quella di rafforzare le misure di prevenzione, aumentare le ispezioni e garantire condizioni di lavoro sicure, affinché tragedie simili non si ripetano. (Foto Ansa)

Chiamate outbound e follow-up: come gestirli con un AI vocal agent

Chiamate outbound e follow-up: come gestirli con un AI vocal agent

02/11/2026 10:00

Una richiesta di informazioni, una demo, l’invio di un preventivo o un acquisto non concludono necessariamente la relazione tra cliente e azienda. Spesso è proprio ciò che avviene dopo a determinare se il contatto proseguirà il percorso oppure resterà fermo. Il follow-up serve a mantenere questa continuità, ma richiede tempo e organizzazione. Quando i contatti aumentano, ricordarsi chi richiamare, in quale momento e per quale motivo può diventare complesso. Un AI vocal agent può supportare questo processo, automatizzando alcune dele chiamate outbound e collegando ogni conversazione alle informazioni e alle attività successive. Partire da un motivo preciso per richiamare Una chiamata outbound è più utile quando nasce da un evento o da un’esigenza riconoscibile. Può servire per verificare se un prospect ha valutato un preventivo, riprendere il contatto dopo una demo, confermare un appuntamento, raccogliere un feedback dopo un acquisto oppure riattivare una relazione rimasta in sospeso. Definire il motivo della chiamata permette di stabilire quali informazioni utilizzare e quale risultato cercare. Un follow-up commerciale, per esempio, può avere l’obiettivo di comprendere se esistono ancora dubbi prima di una decisione, mentre una chiamata successiva a un appuntamento può servire a concordare il passaggio seguente. Scegliere momento e frequenza del follow-up Anche la tempistica incide sull’efficacia della chiamata. Ricontattare una persona subito dopo un’interazione recente è diverso dal tentare di riattivare un lead rimasto inattivo per settimane. Per questo è utile collegare il follow-up a eventi specifici e stabilire quanto tempo deve trascorrere prima del primo tentativo. Allo stesso modo, occorre decidere cosa fare quando la persona non risponde: un nuovo tentativo può avere senso, ma deve essere programmato evitando sequenze troppo ravvicinate o insistenti. Orari, giorni e numero di tentativi possono quindi diventare parte della logica della campagna. La pianificazione dovrebbe inoltre tenere conto delle autorizzazioni necessarie per le comunicazioni commerciali e delle preferenze espresse dal contatto. Trasformare la chiamata in un’azione successiva Un follow-up efficace non dovrebbe terminare semplicemente con la registrazione dell’esito della telefonata. Ciò che emerge durante la conversazione deve poter determinare il passaggio successivo. Se la persona è interessata, può essere fissato un appuntamento o coinvolto un commerciale. Se chiede di essere richiamata in un altro momento, la nuova telefonata può essere riprogrammata. Se invece non è interessata, l’informazione dovrebbe essere registrata per evitare ulteriori contatti non pertinenti. Lo stesso vale per le informazioni raccolte durante lo scambio. Aggiornare il CRM con l’esito, le esigenze emerse e gli eventuali prossimi step consente al resto del team di sapere cosa è già successo senza dover ricostruire manualmente la conversazione. Non solo voce: continuare il follow-up sugli altri canali La telefonata può essere soltanto uno dei passaggi della relazione. Dopo la conversazione può essere utile inviare una conferma, un riepilogo, un link o altre informazioni attraverso un canale differente. Voice, WhatsApp, SMS ed e-mail possono quindi lavorare in sequenza. Una chiamata può generare un messaggio di conferma, mentre una mancata risposta può essere seguita da una comunicazione alternativa che consenta alla persona di riprendere il contatto quando preferisce. Dal contatto al follow-up: il processo di Spoki Voice Spoki Voice è la componente vocale AI dell’ecosistema Spoki, progettata per gestire chiamate inbound e outbound e collegarle agli strumenti già utilizzati dall’azienda. La piattaforma può integrarsi con CRM, calendari, e-commerce e workflow e proseguire la relazione anche attraverso WhatsApp, SMS o e-mail. Nel caso delle attività outbound, il processo può essere organizzato in quattro passaggi principali. 1. Attivazione del follow-up Una chiamata può essere avviata in seguito a eventi differenti: l’invio di un preventivo, la conclusione di una demo, un acquisto, un lead rimasto inattivo oppure l’ingresso di un nuovo contatto nel flusso. L’azienda può definire giorni, fasce orarie, numero di tentativi e intervalli tra una chiamata e l’altra, organizzando il ricontatto sulla base delle proprie regole e dell’obiettivo della campagna. 2. Conversazione e raccolta delle informazioni L’agente AI avvia la telefonata seguendo l’obiettivo configurato e interpreta le risposte del contatto durante la conversazione. Le informazioni da raccogliere possono cambiare a seconda del caso: interesse verso una proposta, disponibilità per un appuntamento, dubbi ancora aperti o altri elementi utili a stabilire il passo successivo. La chiamata non segue quindi necessariamente uno script rigido, ma può adattarsi a quanto emerge nello scambio. 3. Esito e azione successiva Al termine della conversazione, l’esito può determinare automaticamente ciò che accade dopo. Il contatto può essere classificato come qualificato, non interessato, da richiamare o non raggiunto; può essere fissato un appuntamento, programmato un nuovo tentativo oppure coinvolto il team commerciale. Il follow-up può inoltre continuare attraverso WhatsApp, SMS o e-mail, evitando che una mancata risposta o la conclusione della telefonata interrompano necessariamente il percorso. 4. Aggiornamento del CRM e dei workflow Esito, informazioni raccolte, classificazione e trascrizione della chiamata possono essere sincronizzati con il CRM e utilizzati per attivare le attività successive. Il team dispone così di uno storico già aggiornato e può concentrarsi sui contatti che richiedono un approfondimento umano, mentre gli altri passaggi continuano secondo il workflow configurato. Spoki Voice collega così evento iniziale, chiamata, risultato e follow-up successivo all’interno dello stesso processo. L’AI può gestire le attività ripetitive e i ricontatti definiti da regole precise, mentre il team interviene quando la conversazione richiede una valutazione o un approfondimento personale.

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