Electrolux, accordo sul piano industriale: Cerreto d’Esi salva, ora una soluzione per i 149 lavoratori
Attualità
04/11/2026 11:00

Electrolux, accordo sul piano industriale: Cerreto d’Esi salva, ora una soluzione per i 149 lavoratori

Dopo una lunga trattativa, durata circa 30 ore e proseguita anche durante la notte, è stata raggiunta al Ministero delle Imprese e del Made in Italy l'intesa sul nuovo piano industriale di Electrolux. Un accordo che punta a salvaguardare tutti gli stabilimenti italiani del gruppo, garantendo nuovi investimenti e ridimensionando sensibilmente il numero degli esuberi inizialmente annunciati dall'azienda. Il piano prevede investimenti complessivi superiori a 100 milioni di euro e una produzione a regime di circa 3,2 milioni di pezzi all'anno, confermando il ruolo strategico dei siti produttivi italiani. Uno dei risultati più significativi riguarda proprio il fronte occupazionale. Rispetto ai 1.719 esuberi inizialmente prospettati, il nuovo accordo prevede un massimo di 902 uscite, che dovranno avvenire esclusivamente su base volontaria e incentivata, con il supporto degli ammortizzatori sociali. Sarà inoltre coinvolto il Ministero del Lavoro per individuare gli strumenti più adeguati, affiancando alle misure di sostegno percorsi di formazione e riqualificazione professionale. «Abbiamo raggiunto l'obiettivo: un accordo che tutela i lavoratori e salvaguarda tutti gli stabilimenti di Electrolux in Italia, con oltre 100 milioni di euro di investimenti per garantire prospettive produttive di lungo periodo», ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. Particolare attenzione è rivolta allo stabilimento marchigiano di Cerreto d'Esi, per il quale l'intesa prevede il mantenimento dell'attività produttiva, con volumi in linea con quelli attuali e con la media degli ultimi anni. Si tratta di una conferma importante per il sito fabrianese, anche se resta aperta la questione del suo futuro industriale. L'obiettivo indicato nell'accordo è infatti quello di individuare una soluzione di reindustrializzazione capace di garantire la continuità occupazionale dei 149 lavoratori attualmente coinvolti. La prospettiva è dunque quella di mantenere la produzione nel periodo necessario a individuare un nuovo progetto industriale, evitando che il percorso di riorganizzazione si traduca in una perdita di posti di lavoro. Il piano riguarda anche gli altri siti produttivi del gruppo. A Porcia è previsto un ampliamento del portafoglio prodotti, con il consolidamento delle produzioni di lavatrici e lavasciuga su entrambe le piattaforme. Confermati inoltre gli investimenti e le prospettive produttive per gli stabilimenti di Susegana, Solaro e Forlì. L'intesa raggiunta al Mimit rappresenta quindi un passaggio importante nella vertenza Electrolux, dopo settimane di confronto tra azienda, organizzazioni sindacali e istituzioni. Il ridimensionamento degli esuberi, la conferma degli investimenti e la salvaguardia di tutti i siti italiani costituiscono i punti centrali dell'accordo. Per Cerreto d'Esi, in particolare, si apre ora una fase decisiva: la produzione proseguirà, ma sarà fondamentale individuare una soluzione industriale in grado di assicurare un futuro stabile ai 149 lavoratori e al territorio.

Electrolux, accordo sul piano industriale: Cerreto d’Esi salva, ora una soluzione per i 149 lavoratori

Electrolux, accordo sul piano industriale: Cerreto d’Esi salva, ora una soluzione per i 149 lavoratori
04/11/2026 11:00

Dopo una lunga trattativa, durata circa 30 ore e proseguita anche durante la notte, è stata raggiunta al Ministero delle Imprese e del Made in Italy l'intesa sul nuovo piano industriale di Electrolux. Un accordo che punta a salvaguardare tutti gli stabilimenti italiani del gruppo, garantendo nuovi investimenti e ridimensionando sensibilmente il numero degli esuberi inizialmente annunciati dall'azienda. Il piano prevede investimenti complessivi superiori a 100 milioni di euro e una produzione a regime di circa 3,2 milioni di pezzi all'anno, confermando il ruolo strategico dei siti produttivi italiani. Uno dei risultati più significativi riguarda proprio il fronte occupazionale. Rispetto ai 1.719 esuberi inizialmente prospettati, il nuovo accordo prevede un massimo di 902 uscite, che dovranno avvenire esclusivamente su base volontaria e incentivata, con il supporto degli ammortizzatori sociali. Sarà inoltre coinvolto il Ministero del Lavoro per individuare gli strumenti più adeguati, affiancando alle misure di sostegno percorsi di formazione e riqualificazione professionale. «Abbiamo raggiunto l'obiettivo: un accordo che tutela i lavoratori e salvaguarda tutti gli stabilimenti di Electrolux in Italia, con oltre 100 milioni di euro di investimenti per garantire prospettive produttive di lungo periodo», ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. Particolare attenzione è rivolta allo stabilimento marchigiano di Cerreto d'Esi, per il quale l'intesa prevede il mantenimento dell'attività produttiva, con volumi in linea con quelli attuali e con la media degli ultimi anni. Si tratta di una conferma importante per il sito fabrianese, anche se resta aperta la questione del suo futuro industriale. L'obiettivo indicato nell'accordo è infatti quello di individuare una soluzione di reindustrializzazione capace di garantire la continuità occupazionale dei 149 lavoratori attualmente coinvolti. La prospettiva è dunque quella di mantenere la produzione nel periodo necessario a individuare un nuovo progetto industriale, evitando che il percorso di riorganizzazione si traduca in una perdita di posti di lavoro. Il piano riguarda anche gli altri siti produttivi del gruppo. A Porcia è previsto un ampliamento del portafoglio prodotti, con il consolidamento delle produzioni di lavatrici e lavasciuga su entrambe le piattaforme. Confermati inoltre gli investimenti e le prospettive produttive per gli stabilimenti di Susegana, Solaro e Forlì. L'intesa raggiunta al Mimit rappresenta quindi un passaggio importante nella vertenza Electrolux, dopo settimane di confronto tra azienda, organizzazioni sindacali e istituzioni. Il ridimensionamento degli esuberi, la conferma degli investimenti e la salvaguardia di tutti i siti italiani costituiscono i punti centrali dell'accordo. Per Cerreto d'Esi, in particolare, si apre ora una fase decisiva: la produzione proseguirà, ma sarà fondamentale individuare una soluzione industriale in grado di assicurare un futuro stabile ai 149 lavoratori e al territorio.

Cronaca

Monte San Giusto, cade dal terzo piano di un'abitazione: 19enne trasportata a Torrette

Monte San Giusto, cade dal terzo piano di un'abitazione: 19enne trasportata a Torrette

03/11/2026 21:11

Cade dal terzo piano di un condominio e finisce in ospedale. È successo oggi pomeriggio, intorno alle 19, in via Don Orione a Monte San Giusto, dove una ragazza di 19 anni è precipitata da una finestra. Sul posto sono arrivati i sanitari del 118, che hanno prestato le prime cure alla giovane e, dopo averla stabilizzata, l’hanno trasferita all’ospedale regionale di Torrette, ad Ancona. Sono intervenuti anche i carabinieri, ora al lavoro per ricostruire quanto accaduto. Le cause della caduta sono ancora in corso di accertamento.

Macerata - "I giovedì universitari? Costretti a barricarci nei locali, un Vietnam dei giorni d'oggi"

Macerata - "I giovedì universitari? Costretti a barricarci nei locali, un Vietnam dei giorni d'oggi"

03/11/2026 13:10

La movida universitaria di Macerata finisce nuovamente al centro delle preoccupazioni degli esercenti. A intervenire è l'Associazione Commercianti Macerata (ACM), presieduta da Paolo Perini, titolare del locale Hab. Il presidente ha presentato un esposto alla Questura di Macerata per chiedere una presenza più costante delle forze dell'ordine durante le serate della movida. A farsi portavoce delle ragioni dell'associazione è Vieri Cicconi, consulente sulla sicurezza sul lavoro, che descrive una situazione ritenuta sempre più difficile per chi lavora nel centro storico. "Nella nostra cara Macerata, risulta sempre più difficile poter donare ai giovani che la frequentano un ambiente sereno dove poter divertirsi in modo sereno e spensierato, giusto per la loro età. Si verificano sempre più spesso atti di violenza, risse e locali che vengono devastati", si legge nel comunicato elaborato dallo stesso Cicconi. "Tra i tanti ragazzi tranquilli che amano solo divertirsi spesso, in tarda serata, capita che soggetti estranei alla festa vadano oltre" tanto da "essere costretti a non uscire dal locale dove ci si barrica... un Vietnam dei giorni di oggi", si legge ancora. Una ricostruzione che porta Cicconi a concludere: "Lavorare non è più sicuro, né per i titolari né per i dipendenti". Il nodo della sicurezza sul lavoro Nel comunicato, il consulente richiama il decreto legislativo 81/2008, soffermandosi sugli obblighi dei datori di lavoro nei confronti del personale impiegato nelle aree esterne dei pubblici esercizi. "Anche se l'area è formalmente suolo pubblico, dal momento in cui viene concessa all'esercente per lo svolgimento dell'attività commerciale, essa diventa a tutti gli effetti un luogo di lavoro ai sensi dell'art. 62 del D.Lgs. 81/08. Il datore di lavoro ha quindi l'obbligo giuridico di tutelare il proprio personale da rischi esterni, inclusi gli episodi di aggressione o violenza da parte di terzi (clienti, passanti o malintenzionati)", si legge nel documento. Cicconi elenca quindi gli adempimenti che, a suo avviso, devono essere presi in considerazione: "Il Datore di Lavoro deve integrare all'interno del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) il rischio di aggressione, molestie o violenza da parte di terzi legato al lavoro all'esterno (es. turni serali/notturni, vicinanza a zone della movida)". Tra le misure indicate figurano anche la formazione del personale sulle procedure di gestione dei conflitti, l'organizzazione dei turni per evitare che un dipendente rimanga isolato nelle aree esterne e la possibilità di ricorrere a strumenti di protezione. Nel comunicato vengono citati, tra gli altri, videosorveglianza, dispositivi antipanico, illuminazione adeguata e addetti ai servizi di controllo iscritti negli appositi elenchi prefettizi. La richiesta di maggiori controlli Il comunicato si rivolge anche alle istituzioni e alle forze dell'ordine, mettendo in discussione l'efficacia dei controlli effettuati dopo l'esposto presentato da Perini: "Possibile che dopo l'esposto alla Questura di Macerata è stato possibile solamente un controllo con il presidio delle forze dell'ordine? Per le altre nefaste nottate?". Nel comunicato viene chiamata in causa anche l'amministrazione comunale: "Il Comune come risponde? Inutile parlare di sicurezza sui luoghi di lavoro e della pubblica sicurezza quando poi ogni giovedì la piazza è piena di urla e di gente che riprende con i telefonini mentre altri corrono a chiamare disperati i soccorsi", conclude il consulente. La richiesta dell'ACM è dunque quella di rafforzare i controlli durante le serate della movida, affinché il centro storico possa continuare a essere un luogo di incontro e divertimento senza che commercianti e dipendenti siano costretti a temere per la propria incolumità.

Attualità

Sisma, Castelli incontra professionisti e Ance: "Più controlli senza fermare i cantieri"

Sisma, Castelli incontra professionisti e Ance: "Più controlli senza fermare i cantieri"

04/11/2026 13:00

"La ricostruzione post sisma 2016 deve proseguire senza rallentamenti, ma con presidi di legalità e trasparenza ancora più efficaci". È questo il messaggio emerso dall'incontro promosso dal commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli, con la Rete delle Professioni Tecniche delle Marche, gli Ordini e i Collegi professionali e ANCE Marche, alla luce delle recenti vicende giudiziarie che hanno interessato il settore. La riunione è stata l'occasione per fare il punto sugli avvenimenti emersi, valutarne le possibili ripercussioni e individuare ulteriori strumenti di prevenzione e verifica, nel rispetto del lavoro della magistratura e delle competenze degli organismi preposti ai controlli. Dal confronto è emersa una posizione condivisa: le criticità oggetto delle indagini devono essere affrontate con la massima attenzione, ma non possono compromettere il percorso di ricostruzione né il lavoro delle tante imprese e dei professionisti che operano regolarmente nei territori colpiti dal terremoto. I rappresentanti delle categorie professionali e di Ance Marche hanno espresso apprezzamento per l'attività svolta dalla Struttura commissariale, confermando la disponibilità a collaborare per rafforzare ulteriormente le garanzie di legalità. Uno dei temi centrali dell'incontro ha riguardato la possibilità di mettere a disposizione delle imprese strumenti più efficaci per verificare l'affidabilità dei soggetti coinvolti nei lavori. In particolare, si punta a integrare maggiormente le informazioni già disponibili presso i diversi organismi, valorizzando il patrimonio informativo delle Casse Edili e delle Edilcasse, insieme ai dati delle professioni tecniche, delle associazioni imprenditoriali e della Struttura commissariale. L'obiettivo è sviluppare sistemi di monitoraggio capaci di individuare tempestivamente eventuali anomalie nell'andamento dei cantieri e rafforzare la capacità di prevenzione. «La ricostruzione è il risultato di un grande lavoro di squadra e proprio attraverso questo metodo intendiamo continuare a operare», ha dichiarato Castelli. «Le vicende emerse impongono attenzione e rigore, ma non possono mettere in discussione l'impegno e la correttezza delle tante imprese e dei professionisti che ogni giorno lavorano per restituire futuro ai territori colpiti dal sisma». Il Commissario ha quindi ribadito la necessità di proseguire con determinazione, rafforzando gli strumenti di controllo: «Il nostro compito è continuare a ricostruire, rafforzando ulteriormente gli strumenti di prevenzione e controllo. Legalità e solerzia della ricostruzione devono procedere insieme». La riunione ha permesso anche di delineare i prossimi passaggi istituzionali. Castelli ha ricordato l'appuntamento di lunedì 9 novembre, alle 15, presso la Prefettura di Macerata, dove si riunirà il Tavolo Permanente già convocato dal prefetto, anche a seguito dell'incontro del 2 novembre con CGIL, CISL e UIL territoriali. È inoltre previsto un ulteriore confronto con le organizzazioni sindacali di categoria a livello regionale, per estendere l'analisi delle problematiche all'intero cratere marchigiano, che interessa circa un terzo del territorio regionale. Un incontro specifico sarà dedicato alle Casse Edili, alle Edilcasse delle Marche e alla Commissione Nazionale Paritetica per le Casse Edili (CNCE). Al centro del confronto ci saranno gli strumenti di verifica della congruità della manodopera, il badge di cantiere e i sistemi informativi a supporto della regolarità del lavoro. Infine, è stato annunciato un approfondimento con la Struttura di missione antimafia, il prefetto Gambacurta e i prefetti territorialmente competenti. L'attenzione sarà rivolta in particolare alla piattaforma GEDISI e alle possibilità di integrare le informazioni disponibili per rendere più efficaci le attività di prevenzione e controllo.  

Civitanova, ok alla rotatoria nella zona industriale A: approvato il progetto esecutivo da 750mila euro

Civitanova, ok alla rotatoria nella zona industriale A: approvato il progetto esecutivo da 750mila euro

04/11/2026 12:26

Nuovo intervento sulla viabilità di Civitanova Marche. La Giunta comunale ha approvato il progetto esecutivo aggiornato per la realizzazione di una rotatoria nella zona industriale A, all'intersezione tra via Piero Gobetti e l'ex strada provinciale 485 Maceratese. L'opera prevede un investimento complessivo di 750mila euro. Il progetto arriva dopo lo stanziamento di 1 milione e 200mila euro destinato al rifacimento degli asfalti cittadini e riguarda uno snodo particolarmente trafficato, anche per la presenza di numerose attività produttive e per il transito di mezzi commerciali e pesanti. La nuova rotatoria avrà un diametro esterno di 45 metri e un anello giratorio largo 9 metri, con quattro rami di collegamento alla viabilità esistente. L'obiettivo è riorganizzare i flussi di traffico e ridurre le criticità dell'attuale intersezione, migliorando le condizioni di sicurezza e la fluidità della circolazione. Tra le opere previste figurano la realizzazione delle isole spartitraffico, l'adeguamento dell'illuminazione pubblica, la posa di cordoli prefabbricati in calcestruzzo lungo i nuovi margini stradali e l'installazione di caditoie per la raccolta delle acque meteoriche. «Dopo le risorse stanziate per gli asfalti, portiamo avanti un altro intervento sulla viabilità cittadina», dichiara il sindaco Fabrizio Ciarapica, sottolineando l'importanza dell'area interessata, che rappresenta uno dei principali punti di accesso alla zona industriale e commerciale della città. Anche l'assessore ai Lavori pubblici Ermanno Carassai evidenzia il ruolo dell'intervento nella riorganizzazione della circolazione. L'approvazione del progetto esecutivo costituisce un passaggio necessario verso la realizzazione dell'opera, dopo un percorso tecnico e amministrativo articolato. «Il nostro obiettivo è completare i successivi adempimenti nel più breve tempo possibile, per arrivare alla fase operativa», afferma Carassai. Con l'approvazione del progetto esecutivo si avvicina dunque una nuova fase per la rotatoria della zona industriale A. Restano ora da completare gli adempimenti necessari per procedere con l'avvio dei lavori.

Politica

Nuova Casa di Riposo Potenza Picena, Gaballo incalza la Giunta: "Dopo le 1.500 firme, ancora nessun progetto"

Nuova Casa di Riposo Potenza Picena, Gaballo incalza la Giunta: "Dopo le 1.500 firme, ancora nessun progetto"

04/11/2026 10:20

Il futuro della Casa di Riposo “Santa Caterina d’Alessandria” torna al centro del confronto politico a Potenza Picena. A sollevare nuovamente la questione è il consigliere comunale Tommaso Gaballo, di Idea Futura, che punta l'attenzione sulla necessità di realizzare una nuova struttura e sui tempi sempre più stretti per garantire la continuità del servizio. La situazione è nota da tempo: l'attuale edificio di Vicolo del Forno, salvo eventuali proroghe, sarà costretto a chiudere entro febbraio 2031. Il fabbricato, infatti, non sarebbe in grado di raggiungere i requisiti impiantistici e sismici richiesti dalla Regione Marche per ottenere l'autorizzazione all'esercizio delle strutture sanitarie. La realizzazione di una nuova Casa di Riposo era stata uno dei temi caratterizzanti della campagna elettorale del 2024 della sindaca Noemi Tartabini. Proprio in quell'occasione il consigliere Pantanetti aveva promosso una petizione popolare che aveva raccolto oltre 1.500 firme, con la richiesta di realizzare una nuova struttura per gli anziani. Una mobilitazione che, secondo Gaballo, aveva evidenziato un'esigenza sentita dalla comunità e che va ben oltre la semplice sostituzione dell'attuale edificio, chiamando in causa le più ampie politiche di assistenza e sostegno alle persone anziane e alle loro famiglie. A rendere ancora più urgente la questione sono le prospettive demografiche. I dati Istat del 2025 indicano che a Potenza Picena gli ultraottantenni erano 1.294, pari all'8,38% della popolazione residente. Le proiezioni per i prossimi anni delineano un progressivo invecchiamento della popolazione: si passerà a 1.553 ultraottantenni nel 2035, il 10,06% dei residenti, fino ad arrivare a 1.974 nel 2045, pari al 13,09%. Numeri che, secondo Idea Futura, impongono una programmazione seria e tempestiva per rispondere ai bisogni di una popolazione sempre più anziana. La nuova Casa di Riposo, nelle intenzioni del gruppo consiliare, dovrebbe rappresentare soltanto uno degli strumenti di una rete di servizi più ampia. Tra le proposte indicate figurano anche la realizzazione di un Centro Diurno per Anziani, il ripristino del Distretto Sanitario pubblico a Porto Potenza e la creazione di strutture dedicate alle persone con disabilità, sul modello del “Dopo di Noi”. A preoccupare l'opposizione è soprattutto il fatto che l'intervento per la nuova Casa di Riposo non sia stato inserito nel Programma triennale dei lavori pubblici approvato lo scorso 5 ottobre. «Si naviga a vista», è la critica di Idea Futura, che evidenzia come restino ormai soltanto quattro anni di operatività per l'attuale struttura, salvo proroghe. Un periodo che potrebbe non essere sufficiente se non si avvierà rapidamente un percorso concreto, considerando i tempi necessari per la progettazione, il reperimento delle risorse economiche e la realizzazione di un'opera pubblica di questa portata. Il rischio, sottolinea Gaballo, è quello di arrivare alla scadenza senza un'alternativa, compromettendo la continuità di un servizio fondamentale per il territorio. Da qui la decisione di convocare la seconda e la terza Commissione consiliare in seduta congiunta. L'iniziativa arriva a metà del mandato dell'Amministrazione Tartabini e punta ad aprire un confronto sulle effettive intenzioni della Giunta e sulle possibili soluzioni da mettere in campo. «Abbiamo convocato le Commissioni, così come fatto per il progetto della nuova Scuola Media di Porto Potenza, per confrontarci sulle reali intenzioni della Giunta e sulle idee e proposte concrete che siamo pronti a presentare per affrontare seriamente la questione», spiega il consigliere comunale Tommaso Gaballo. La richiesta di Idea Futura è dunque quella di passare dalle dichiarazioni e dagli impegni alla pianificazione concreta. Con la scadenza del 2031 che si avvicina, il futuro della Casa di Riposo Santa Caterina d'Alessandria diventa una questione che Potenza Picena non può più rimandare.  

Sarnano Terzo Millennio, fumata nera sulla cessione delle quote: si apre una nuova fase

Sarnano Terzo Millennio, fumata nera sulla cessione delle quote: si apre una nuova fase

04/11/2026 10:00

Si è conclusa senza la presentazione di offerte la procedura ad evidenza pubblica indetta dal Comune di Sarnano per la cessione della propria partecipazione, pari all’87,29%, nella società Sarnano Terzo Millennio S.r.l. Nessun soggetto ha infatti manifestato la disponibilità ad acquisire la quota comunale e ad assumere il ruolo di socio di maggioranza della società. Un esito che rappresenta un nuovo ostacolo nel percorso avviato dall’Amministrazione comunale per affrontare la complessa situazione economico-finanziaria della società e individuare una soluzione per il suo futuro. La procedura di vendita costituiva un passaggio necessario per dare attuazione agli indirizzi approvati dal Consiglio comunale, nell’ambito di una più ampia strategia volta a gestire le criticità della partecipata e a individuare possibili prospettive di rilancio o di riorganizzazione. Nel corso degli ultimi mesi, l’Amministrazione ha dichiarato di aver messo in campo diverse iniziative per cercare di affrontare una situazione già caratterizzata da numerose difficoltà. Tra queste, anche le criticità strutturali legate alla necessità di ridurre gli spazi a disposizione della struttura, in assenza delle certificazioni antincendio. Sul fronte economico-finanziario, il Comune ha provveduto all'integrale accantonamento delle somme relative alla fideiussione prestata a favore della società. Parallelamente, sono state esplorate possibili soluzioni stragiudiziali, anche attraverso l'ipotesi di ricorrere alla composizione negoziata della crisi. Non sono mancate, inoltre, interlocuzioni con diversi soggetti che avevano manifestato interesse per un eventuale ingresso nella compagine societaria e per il subentro nella gestione. Tuttavia, nessuno dei percorsi avviati ha finora portato a una soluzione concreta. Anche il tentativo di individuare un nuovo socio di maggioranza attraverso una procedura pubblica di cessione della partecipazione comunale si è concluso senza risultati. Di fronte a questo scenario, l'Amministrazione comunale intende ora aprire una nuova fase di confronto politico e istituzionale. È stata infatti annunciata la volontà di convocare una riunione con i capigruppo consiliari e i rappresentanti delle diverse forze politiche presenti sul territorio, con l'obiettivo di condividere valutazioni e possibili strategie sul futuro della Sarnano Terzo Millennio S.r.l. Resta dunque aperta la questione relativa al destino della società, mentre l'assenza di offerte per l'acquisizione della quota comunale rende necessario un nuovo approfondimento sulle possibili soluzioni da intraprendere.

Sanità

Disturbi del sonno, screening gratuito a Civitanova: Open Day del Gruppo Fisiomed

Disturbi del sonno, screening gratuito a Civitanova: Open Day del Gruppo Fisiomed

04/11/2026 12:00

Russare non è sempre un semplice fastidio, né soltanto un problema per chi dorme accanto a chi ne soffre. Dietro il russamento possono infatti nascondersi disturbi respiratori del sonno, come la sindrome delle apnee ostruttive (OSAS), una condizione che può avere conseguenze importanti sulla salute. Per sensibilizzare la popolazione e favorire la diagnosi precoce, il Gruppo Fisiomed organizza un Open Day con screening gratuito dedicato ai disturbi del sonno. L'appuntamento è fissato per mercoledì 11 novembre nella sede di via Carducci 1 a Civitanova Marche. L'iniziativa si svolgerà con la collaborazione della professoressa e dottoressa Simoneta Calamita, specialista in Otorinolaringoiatria, Foniatria, Disturbi respiratori del sonno e Allergologia pediatrica. L'obiettivo dell'iniziativa è richiamare l'attenzione su una problematica spesso sottovalutata. Il russamento, soprattutto quando è accompagnato da interruzioni della respirazione durante il riposo, può essere un campanello d'allarme della sindrome delle apnee ostruttive del sonno. Si parla di Osas in presenza di almeno cinque episodi di apnea per ora di sonno. Queste interruzioni della respirazione possono provocare frequenti risvegli, sensazioni di soffocamento e un riposo poco efficace. Le conseguenze si manifestano anche durante il giorno: stanchezza persistente, difficoltà di concentrazione e sonnolenza, con il rischio di addormentarsi in situazioni potenzialmente pericolose, come durante la guida o nello svolgimento delle attività lavorative. Tra i principali fattori predisponenti figurano il sovrappeso e l'obesità, oltre ad alcune caratteristiche anatomiche delle vie aeree superiori. La sindrome è inoltre associata a un aumento del rischio cardiovascolare, con possibili ripercussioni come ipertensione, ictus e patologie cardiache. Attraverso l'Open Day, il Gruppo Fisiomed intende offrire un'occasione di informazione e valutazione specialistica, aiutando le persone a riconoscere eventuali segnali di un disturbo che spesso rimane senza diagnosi. La partecipazione è gratuita, ma i posti disponibili sono limitati. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare il numero 0733 81 21 (numero da verificare, perché incompleto nel comunicato ricevuto).  

Screening cardiovascolare a Porto Recanati: grande partecipazione con la Croce Rossa

Screening cardiovascolare a Porto Recanati: grande partecipazione con la Croce Rossa

02/11/2026 12:14

PORTO RECANATI - Sono 40 le persone che domenica mattina si sono sottoposte allo screening cardiovascolare gratuito della Croce Rossa Italiana nel piazzale della Scuola Diaz. Organizzata dal Comitato di Porto Potenza Picena, la mattinata ha registrato una grande partecipazione e la soddisfazione di quanti hanno preso parte all’iniziativa. Gli screening sono stati effettuati dal dottor Francesco Pellone, direttore dell’Unità Operativa Semplice Dipartimentale (UOSD) di Cardiologia Interventistica dell’Ospedale di Macerata, che ha messo a disposizione la propria professionalità a titolo gratuito. Il controllo comprende la misurazione di peso, altezza, pressione arteriosa, glicemia e colesterolo, con eventuali approfondimenti, come elettrocardiogramma ed ecografia, quando ritenuti necessari dal medico. L’appuntamento rientra in Itinerari della Salute, il progetto nazionale con cui la Croce Rossa Italiana porta la prevenzione nelle piazze. Nel 2026 il tour prevede otto tappe in tutta Italia. Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte in Italia: secondo l’Istituto Superiore di Sanità, nel 2021 hanno causato il 30,8% dei decessi. Pressione alta, glicemia e colesterolo elevati possono restare silenziosi per anni. Un controllo periodico permette di individuarli in tempo e di intervenire insieme al proprio medico prima che possano determinare conseguenze più gravi, come un infarto o un ictus. A sottolineare il valore della giornata è Matteo Carlocchia, presidente del Comitato di Porto Potenza Picena della Croce Rossa Italiana: «Quaranta persone, in una mattina di festa, hanno scelto di dedicare un po’ di tempo al proprio cuore e tantissime se ne sono andate ringraziandoci. Quel grazie è la cosa più bella che ci portiamo a casa. Siamo abituati a pensare alla Croce Rossa quando arriva l’emergenza. Ma il soccorso più efficace è quello che non serve, perché un rischio è stato scoperto in tempo. Il dottor Francesco Pellone ha scelto ancora una volta di esserci a titolo gratuito, e questo dice molto del medico e della persona. Grazie all’Amministrazione comunale e alla Farmacia Comunale di Porto Recanati, che hanno creduto in questa giornata, e ai nostri volontari, che l’hanno resa possibile. La prevenzione è un’abitudine, non un evento: mi auguro che chi è passato oggi lo racconti a casa e convinca qualcun altro a fare un controllo». Soddisfazione anche da parte dell’Amministrazione comunale, che ha patrocinato l’iniziativa. «Siamo molto soddisfatti della partecipazione registrata e della riuscita di questa giornata dedicata alla prevenzione», dichiara il sindaco di Porto Recanati Andrea Michelini. «Desidero ringraziare il presidente Matteo Carlocchia e tutti i volontari della Croce Rossa Italiana per l’impegno, la disponibilità e il prezioso lavoro che svolgono sul territorio. Iniziative come questa offrono ai cittadini un’opportunità concreta per prendersi cura della propria salute e contribuiscono a diffondere una maggiore cultura della prevenzione».

Sport

Trodica, altro innesto: dal Chiesanuova arriva Di Matteo

Trodica, altro innesto: dal Chiesanuova arriva Di Matteo

03/11/2026 18:48

Nuovo arrivo per il Trodica. La formazione biancazzurra ha annunciato in queste ore l’arrivo in rosa di Nicolò Di Matteo, trequartista classe 2004. Un giocatore interessante, prelevato dalla compagine allenata da mister Buratti e utile per svariare tra le varie scelte in attacco. Cresciuto nel settore giovanile dell’Ascoli, Di Matteo ha poi vestito le maglie di diverse formazioni: Atletico Ascoli, con cui ha vinto il campionato di Eccellenza Marche 2022-23, Montefano, Montegranaro, Santegidiese e infine Chiesanuova, da cui la società del Cavallino lo ha prelevato. Un arrivo importante per rinforzare l’organico, dato che il Trodica, a quota 14 punti e ai margini della zona playoff, è atteso da un tour de force in questo mese di novembre. Questa domenica ci sarà da sfidare la Jesina al Carotti, poi in casa arriverà il Montefano, quindi gli impegni si chiuderanno con la doppia trasferta sui campi di Tolentino prima e Alma Fano poi

Dal campetto di Colleverde alla Serie A2: la Pallavolo Macerata compie 42 anni

Dal campetto di Colleverde alla Serie A2: la Pallavolo Macerata compie 42 anni

03/11/2026 17:44

Quarantadue anni fa, in un campetto dietro quella che sarebbe diventata la sede storica di Colleverde, un gruppo di genitori ebbe un’idea semplice: creare un ambiente sano in cui far giocare i propri figli. Da lì è partita la storia della Pallavolo Macerata, che in questi giorni festeggia il compleanno. «La società l’ho fondata io, insieme a un altro socio e ad altri amici, ma ora sono l’unico sopravvissuto», racconta il fondatore, Angelozzi. «L’idea è nata per far giocare i nostri figli. Siamo partiti veramente in un campetto dietro la sede storica della società a Colleverde. Ci era venuto in mente di provare a creare un ambiente sano per loro e iniziammo con un campionato giovanile nel nostro quartiere». Un campetto, un gruppo di ragazzi e la voglia di stare insieme. Anche il nome scelto all’inizio, Polisportiva Montalbano Colleverde, racconta qualcosa di quegli anni: il termine «polisportiva» non era casuale, perché oltre alla pallavolo c’era un gruppo che praticava cicloturismo, parola quasi in disuso oggi. Era il segno di un’attività nata per offrire occasioni di aggregazione attraverso lo sport. Negli anni la società è cresciuta e si è sviluppato il settore giovanile. Nel 1990 è arrivata l’integrazione con l’Arena Volley, un passaggio importante, seguito dal percorso della Montalbano Arena fino alla nascita della Pallavolo Macerata nell’ottobre 2017, cambiamento che ha rafforzato il legame con la città. Sono cambiate le denominazioni, le persone, le categorie e gli obiettivi, ma la pallavolo, i colori sulla maglia e la volontà di tenere Macerata al centro sono rimasti il cuore di tutto. Tra i ricordi più cari ci sono le promozioni dalla Serie C alla B1, conquistate tra il 2014 e il 2015, con la vittoria del campionato di Serie C e della Coppa Marche, il successivo salto in B2 e infine la storica promozione in B1. Poi l’approdo in Serie A2 nel 2018 e il ritorno nella seconda categoria nazionale nel 2024, dopo una stagione di A3 chiusa con la memorabile vittoria di Mantova. Oggi Angelozzi osserva la crescita della sua creatura da lontano, ma senza aver perso il legame con essa, e segue con piacere il lavoro di chi porta avanti il progetto sotto la guida di coach Giannini. «Non riesco purtroppo molto a partecipare per motivi di salute che non mi permettono di essere molto attivo, ma vedo una buona attività, parecchi ragazzi e genitori che si danno da fare con estrema efficienza e passione». Parole che misurano la distanza dal primo campionato Under 15 e ricordano quanto conti ritrovare ancora oggi l’entusiasmo di allora. Quanto alla passione che ha accompagnato questi quarantadue anni, Angelozzi sorride e racconta che tutto è nato quasi per gioco. «All’inizio devo ammettere che era solamente un passatempo, ma poi una passione autentica che ancora oggi mi scorre nel sangue. Specialmente poi quando la società è progredita, con tutte le promozioni e le gioie provate». Dietro ogni promozione, ogni stagione, ogni punto e ogni traguardo ci sono anche le persone che, nel 1984, decisero di cominciare. A loro, agli altri soci, a chi ha accompagnato la società in questi anni e a chi continuerà a farlo va il pensiero in questo compleanno. Buon compleanno, Pallavolo Macerata: 42 anni di storia, una sola grande passione.

Economia

Ricostruzione post sisma, Cna Macerata difende il Sal zero: "Fondamentale per le piccole imprese"

Ricostruzione post sisma, Cna Macerata difende il Sal zero: "Fondamentale per le piccole imprese"

30/10/2026 11:18

 Il Sal zero rappresenta uno strumento importante per garantire liquidità alle imprese impegnate nella ricostruzione post sisma e permettere anche alle piccole aziende artigiane di partecipare ai lavori. A sottolinearne il valore è Simone Giglietti, presidente di Cna Macerata, che interviene nel dibattito sull'utilizzo del meccanismo, invitando a valutarne la funzione originaria e le esigenze concrete a cui risponde. Il cosiddetto SAL zero, acronimo di Stato di Avanzamento Lavori, si differenzia dai normali Sal perché consente alle imprese di ottenere un'anticipazione su un contributo già concesso, prima che siano raggiunti i consueti livelli di avanzamento delle lavorazioni. L'erogazione è subordinata alla presentazione di una garanzia fideiussoria. Introdotto nel dicembre 2016 per gli interventi relativi ai danni lievi e successivamente esteso, dall'aprile 2017, anche a quelli gravi, il meccanismo prevedeva inizialmente un'anticipazione massima del 20%. La percentuale è stata portata al 30% nel settembre 2021, per poi tornare al 20% con la modifica dell'8 maggio scorso. Alla base della sua introduzione c'è una necessità concreta: evitare che le imprese debbano sostenere interamente con risorse proprie i costi iniziali dei cantieri, aspettando mesi prima di ricevere i primi pagamenti. «Il Sal zero è nato per rispondere a un problema concreto: consentire alle imprese di lavorare senza dover anticipare per mesi, con risorse proprie, tutti i costi di avvio e delle prime lavorazioni nei cantieri», spiega Giglietti. La disponibilità immediata di liquidità permette di acquistare materiali, pagare i dipendenti, saldare i fornitori e remunerare gli artigiani coinvolti nelle diverse fasi degli interventi. Il nodo principale riguarda la differenza tra i tempi di pagamento delle spese sostenute dalle aziende e quelli necessari per ottenere la liquidazione dei normali stati di avanzamento. Secondo quanto riferito da Cna sulla base dell'esperienza delle imprese, fornitori e artigiani vengono generalmente pagati entro 60-90 giorni, mentre per incassare un SAL ordinario possono trascorrere anche più di otto mesi. Un'attesa legata ai diversi passaggi burocratici e tecnici: dall'esecuzione e contabilizzazione delle lavorazioni alla predisposizione della documentazione, fino alle istruttorie degli uffici della ricostruzione e alle successive procedure bancarie. Una situazione che pesa soprattutto sulle realtà di dimensioni ridotte. «Una grande impresa strutturata ha generalmente maggiori disponibilità finanziarie per sostenere queste anticipazioni, mentre una piccola impresa edile artigiana spesso non dispone di tutte le risorse necessarie», osserva il presidente di CNA Macerata. Il SAL zero, inoltre, può agevolare anche l'accesso al credito bancario, offrendo maggiore prevedibilità ai flussi finanziari. I benefici non riguardano soltanto le imprese edili, ma l'intera filiera della ricostruzione: elettricisti, termoidraulici, falegnami, fabbri e tutte le attività artigiane che contribuiscono alla realizzazione degli interventi. Questo, tuttavia, non significa che il sistema non debba essere accompagnato da verifiche adeguate. Cna Macerata riconosce la necessità di controlli rigorosi ed efficaci, soprattutto alla luce delle criticità emerse nel dibattito sul funzionamento dello strumento. «Alcuni strumenti di verifica erano previsti e sono tuttora presenti. Occorre accertare dove e perché non abbiano funzionato adeguatamente e, se necessario, rafforzarli», sottolinea Giglietti. Tra le possibili soluzioni indicate dall'associazione ci sono anche una revisione al ribasso del tetto massimo dell'anticipazione, qualora ritenuto eccessivo, e controlli più puntuali sull'effettivo avanzamento delle attività, sulla capacità operativa delle imprese, sul numero di cantieri gestiti contemporaneamente e sulla filiera dei subappalti. La posizione di Cna è dunque quella di preservare la funzione dello strumento, intervenendo sulle eventuali criticità senza penalizzare l'intero sistema produttivo. «Non bisogna confondere l'utilità di uno strumento con gli eventuali utilizzi irregolari che ne possono essere stati fatti», precisa il presidente. In gioco, secondo l'associazione, c'è anche la possibilità di mantenere sul territorio le ricadute economiche e occupazionali della ricostruzione, favorendo la partecipazione delle piccole imprese locali e sostenendo l'indotto artigiano. «Senza uno strumento come il SAL zero, la ricostruzione rischierebbe di diventare appannaggio quasi esclusivo delle grandi imprese, le sole con la capacità finanziaria di sostenere per mesi e mesi i costi dei cantieri. A farne le spese sarebbero le piccole aziende del territorio e tutto l'indotto artigiano, con gravi conseguenze per l'economia locale», conclude Giglietti.

Banche "in fuga" dalle Marche: Macerata perde il 44,7% degli sportelli in dieci anni

Banche "in fuga" dalle Marche: Macerata perde il 44,7% degli sportelli in dieci anni

29/10/2026 15:15

La provincia di Macerata ha perso il 44,7% degli sportelli bancari in dieci anni, un dato che la colloca al secondo posto nelle Marche per intensità della riduzione, subito dopo Ancona. È uno dei numeri più significativi dell'analisi sulla desertificazione bancaria diffusa dalla Cgil Marche e dalla Fisac Cgil Marche, elaborata a partire dai dati Ires Marche. Il fenomeno riguarda l'intero territorio regionale. Dal 2016 a oggi, il numero degli sportelli bancari tradizionali e di credito cooperativo è passato da 1.046 a 584, con una perdita complessiva di 462 filiali, pari al 44,2%. Un calo superiore alla media nazionale, ferma al 35,2%, che secondo il sindacato colloca le Marche al primo posto in Italia per desertificazione bancaria. Nel confronto tra i territori marchigiani, la provincia di Macerata registra una contrazione del 44,7%. A fare peggio è soltanto quella di Ancona, con il 48,5%. Seguono Pesaro e Urbino, con il 44,3%, Ascoli Piceno, con il 40,4%, e Fermo, con il 33,7%. La riduzione degli sportelli pesa soprattutto sulla possibilità di accedere ai servizi bancari vicino a casa, con ricadute per cittadini, anziani, famiglie e imprese. Una questione particolarmente rilevante per le aree interne del Maceratese, dove la distanza dai principali centri abitati può rendere più difficile raggiungere una filiale. "La tutela delle aree interne e di una parte così consistente del territorio marchigiano passa anche dal mantenimento dei servizi bancari, necessari ai cittadini, fondamentali per le imprese. Su questo, la Regione intervenga al più presto", afferma Giuseppe Santarelli, segretario generale della Cgil Marche. I dati evidenziano una progressiva riduzione della presenza bancaria anche nei territori più periferici. Nei comuni periferici marchigiani la diminuzione degli sportelli raggiunge il 49,4%. La contrazione è del 44,4% nei centri e del 43,1% nelle aree interne considerate nel loro complesso. Dal 2016, 53 comuni marchigiani che disponevano di almeno uno sportello bancario sono rimasti senza filiali. A questi si aggiungono 31 comuni che erano già privi del servizio: oggi, quindi, sono 84 i comuni senza sportelli, pari al 37,3% del totale regionale. Il fenomeno interessa oltre 12mila residenti, secondo i dati diffusi dal sindacato, mentre il peso dei comuni senza filiali sale al 49,5% nelle aree interne e al 52,5% nei comuni periferici. In queste zone, dunque, più della metà dei comuni risulta priva di uno sportello bancario. Anche il cratere del sisma presenta una situazione significativa: 22 comuni hanno perso l'ultimo sportello dal 2016, pari al 25,9% dei territori considerati. Complessivamente, nell'area del cratere sono 42 i comuni senza filiali, con circa 45mila residenti coinvolti. Per Daniele Boccetti, segretario regionale della Cgil Marche, la riduzione dei servizi bancari si inserisce in un quadro più ampio di arretramento dei presidi territoriali: "Nel territorio si dimezzano gli sportelli bancari e diminuiscono significativamente anche gli uffici postali, almeno in termini di orari di apertura e presenza territoriale. Questo contribuisce ad alimentare un senso di abbandono e di assenza dello Stato, che mina la coesione sociale della comunità". Riccardo Romano, segretario della Fisac Cgil Marche, richiama invece le conseguenze per lavoratori e clienti, oltre all'impatto sull'occupazione nel settore: "Questa politica di desertificazione causa disagi anche alle lavoratrici e ai lavoratori proprio in un periodo in cui la digitalizzazione dovrebbe favorire un lavoro che va verso i lavoratori, e i clienti e non viceversa. Non va inoltre dimenticato che alla desertificazione fa seguito la riduzione degli addetti di settore tramite il fondo di solidarietà che implica una riduzione del reddito dei prepensionati residenti in Regione. Da ultimo non dimentichiamo come le Banche siano un presidio di legalità a tutela del fenomeno dell’usura e come il carattere di servizio a interesse pubblico del servizio bancario deve essere fatto valere dalla politica".  

Scuola e università

Camerino al centro dell'università europea: 120 partecipanti per la KreativEU Week

Camerino al centro dell'università europea: 120 partecipanti per la KreativEU Week

03/11/2026 17:00

Camerino ha ospitato una settimana di confronto sul futuro dell'università europea, riunendo circa 120 partecipanti in rappresentanza degli undici atenei che compongono l'Alleanza KreativEU. Dal 26 al 31 ottobre l'Università di Camerino è stata infatti sede della KreativEU Week, appuntamento che ha coinvolto rettori e loro delegati, docenti e personale amministrativo delle istituzioni partner. L'obiettivo dell'iniziativa è stato rafforzare la collaborazione tra le comunità accademiche e proseguire il percorso verso la creazione di un campus europeo condiviso, con nuove opportunità nella didattica, nella ricerca e nella mobilità internazionale. Un progetto che punta a coinvolgere direttamente studenti, ricercatori, docenti e personale degli undici atenei. Ad aprire ufficialmente i lavori, il 27 ottobre nell'Agorà del ChIP, sono stati il rettore di Unicam, Graziano Leoni, e il coordinatore istituzionale di KreativEU per l'Ateneo, Renato De Leone. Alla sessione inaugurale hanno partecipato anche il presidente dell'Alleanza, João Freitas Coroado, il segretario generale Célio Gonçalo Marques, il prorettore vicario con delega all'internazionalizzazione Emanuele Tondi e i rappresentanti della Student Union KreativEU, Rebeka Juhászova ed Edoardo Pettinari. Tra gli appuntamenti principali della settimana, il 28 ottobre all'Auditorium Benedetto XIII, si è svolta l'inaugurazione del 691esimo anno accademico dell'Università di Camerino, dedicata al tema "Essere Università, costruire Europa". La cerimonia, inserita nel programma della KreativEU Week, ha sottolineato il legame tra la storia dell'Ateneo e la sua dimensione internazionale, richiamando il ruolo della conoscenza e della cooperazione nella costruzione europea. Il KreativEU Day ha inoltre permesso di conoscere più da vicino le undici università partner attraverso apposite postazioni informative. Il programma ha alternato riunioni degli organismi dell'Alleanza e dei gruppi di lavoro a momenti di incontro tra le delegazioni. Spazio anche alla scoperta del patrimonio culturale e naturale del territorio, elemento centrale nell'identità di KreativEU, che individua nella cultura e nelle risorse locali strumenti per promuovere innovazione, inclusione e sviluppo sostenibile. "KreativEU riunisce undici università di undici Paesi con l'obiettivo di dare vita a un'università pienamente europea", ha dichiarato il rettore Graziano Leoni. "Scegliere di costruire un'istituzione comune assume, in questo contesto, un significato che va oltre la collaborazione accademica: significa investire nella conoscenza come fondamento di un futuro condiviso". Leoni ha poi richiamato il valore del patrimonio culturale europeo, della creatività e delle specificità ambientali dei territori, sottolineando come la condivisione di formazione, ricerca e innovazione possa trasformare le diverse identità degli atenei in opportunità e legami duraturi. Sulla stessa linea il presidente dell'Alleanza, João Freitas Coroado, secondo cui costruire un'università europea significa sviluppare "reti che vadano oltre la mera collaborazione internazionale" per dare vita a comunità integrate in tutto il continente. L'ambizione, ha spiegato, è arrivare a un'unica università europea capace di generare un impatto duraturo attraverso conoscenza, inclusione e cooperazione. Per Renato De Leone, KreativEU rappresenta invece "una grande opportunità di internazionalizzazione per Unicam", soprattutto per le possibilità che potrà offrire a studenti, ricercatori e personale. Tra le prossime priorità indicate dal coordinatore istituzionale c'è proprio il rafforzamento della mobilità studentesca: "Gli studenti delle nostre undici università sono il centro dell'Alleanza: è intorno a loro che vogliamo costruire nuove opportunità". Avviata nel gennaio 2025 e cofinanziata dalla Commissione europea attraverso l'azione "European Universities" del programma Erasmus+, KreativEU coinvolge atenei di Italia, Portogallo, Bulgaria, Repubblica Ceca, Germania, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Slovacchia, Svezia e Turchia. La settimana organizzata a Camerino ha rappresentato una nuova tappa del percorso, con l'obiettivo di consolidare i rapporti tra i partner e sviluppare ulteriori occasioni di formazione, ricerca e scambio internazionale.

Infortuni sul lavoro, Unimc e Inail a confronto: a Macerata anche il Premio Daniela Carbone

Infortuni sul lavoro, Unimc e Inail a confronto: a Macerata anche il Premio Daniela Carbone

03/11/2026 10:40

Come cambiano le tutele assicurative di fronte all'evoluzione del mondo del lavoro? È la domanda al centro del convegno "L'infortunio in itinere al crocevia dell'assicurazione infortuni tra tradizione e nuovi modelli lavorativi", in programma giovedì 5 novembre, dalle 15 alle 18, nell'Aula 2 del Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Macerata, in Piaggia dell'Università 2. L'incontro sarà dedicato alle questioni giuridiche legate agli incidenti che si verificano durante il tragitto tra casa e luogo di lavoro, una fattispecie che può essere riconosciuta come infortunio sul lavoro e che assume nuove sfumature alla luce delle trasformazioni dell'organizzazione professionale e dei modelli lavorativi. L'iniziativa nasce nell'ambito della convenzione tra l'Università di Macerata e la Direzione regionale dell'Inail e vedrà la partecipazione di rappresentanti del mondo accademico e dell'Avvocatura dell'istituto assicurativo. Il confronto metterà a dialogo giurisprudenza, ricerca scientifica ed esperienza sul campo, con l'obiettivo di approfondire le nuove sfide della tutela assicurativa. Nel corso del pomeriggio ci sarà spazio anche per la seconda edizione del Premio di Laurea in diritto del lavoro intitolato alla memoria dell'avvocata Daniela Carbone, relativo all'anno accademico 2024/2025. Il riconoscimento, del valore di mille euro, è stato istituito grazie a una convenzione tra Unimc, Associazione giuslavoristi italiani – sezione Marche, Centro Studi in diritto del lavoro "Domenico Napoletano" – sezione Marche e Camera civile picena. L'obiettivo è valorizzare il merito accademico e incentivare lo studio del diritto del lavoro e della previdenza sociale, mantenendo vivo il ricordo di una professionista che ha lasciato un segno nel panorama giuridico. Daniela Carbone, giuslavorista di grande competenza e passione civile, era stata allieva della Scuola di specializzazione in Diritto sindacale, del lavoro e della previdenza dell'Università di Macerata. Laureata con lode alla Sapienza, aveva firmato numerosi contributi scientifici ed era stata coautrice del volume "Ordinamento previdenziale dell'Avvocatura" (2021). Nel corso della sua carriera aveva ricoperto anche gli incarichi di consigliera dell'Ordine degli avvocati di Ascoli Piceno e di segretaria generale aggiunta del Centro Studi nazionale in diritto del lavoro "Domenico Napoletano". Il premio intende quindi ricordarne non soltanto il percorso professionale e scientifico, ma anche l'impegno umano e civile, offrendo alle nuove generazioni di giuristi un esempio di dedizione allo studio e alla professione. Il convegno potrà essere seguito anche da remoto. Ulteriori informazioni e dettagli sull'evento sono disponibili sul sito del Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Macerata, all'indirizzo www.giurisprudenza.unimc.it.

Cultura

Tra Marche e Umbria, identità e legami secolari: due giorni di studi a Camerino

Tra Marche e Umbria, identità e legami secolari: due giorni di studi a Camerino

04/11/2026 13:18

Camerino torna al centro del dibattito storico e culturale con il 61° Convegno del Centro Studi Storici Maceratesi, in programma sabato 7 e domenica 8 novembre all'Auditorium della Musica. Il tema scelto per questa edizione è particolarmente suggestivo: “Non più Umbria, non sempre Marche: l’evanescente confine tra due regioni. Legami religiosi, politici, economici, culturali”. Un titolo che riprende un'espressione di Ugo Betti e che richiama la particolare identità di un territorio come quello camerte, marchigiano per collocazione geografica, ma profondamente legato all'Umbria per vicende storiche, relazioni culturali e rapporti economici e religiosi. Il convegno, organizzato dal Centro Studi Storici Maceratesi con il sostegno del Comune di Camerino e in collaborazione con l'Università degli Studi di Camerino, si propone di approfondire da diverse prospettive le relazioni sviluppatesi nel corso dei secoli lungo il crinale appenninico umbro-marchigiano. L'appuntamento assume un significato particolare anche perché si svolge nell'anno del decimo anniversario del terremoto del 2016. Una scelta che rinnova il legame tra il Centro Studi e Camerino, città che aveva già ospitato due convegni dell'associazione nel 1967 e nel 1982. L'iniziativa gode inoltre del patrocinio dell'Accademia Fulginia di Foligno e della sezione camerte dell'Archeoclub d'Italia. Saranno diciotto i relatori che si alterneranno nel corso delle due giornate, affrontando argomenti che spaziano dalla geologia all'archeologia, dalla storia religiosa a quella economica, fino agli approfondimenti artistici e letterari. Un percorso multidisciplinare che attraverserà le diverse epoche storiche, soffermandosi sulle caratteristiche ambientali dell'Appennino, sulle vicende del territorio camerte e sui rapporti che nel corso dei secoli si sono sviluppati con l'Umbria. Tra gli interventi è prevista anche una relazione del professor Piero Farabollini dedicata alla storia dei terremoti dell'Appennino centrale, tema particolarmente significativo per una città come Camerino, che ancora oggi porta i segni del sisma del 2016. I lavori prenderanno il via sabato 7 novembre alle 9.30 con l'introduzione del presidente del Centro Studi Storici Maceratesi, professor Alberto Meriggi, seguita dai saluti delle autorità. A seguire è prevista la prolusione del professor Pier Luigi Falaschi, figura di riferimento per la cultura e la ricerca storica camerte, con un'attività scientifica che ha superato da tempo i confini regionali. Per cinquant'anni docente di Storia del Diritto Italiano all'Università di Camerino, Falaschi ha dedicato i suoi studi alla storia dell'Ateneo e alle istituzioni cittadine della città ducale. È stato inoltre socio e dirigente di importanti istituzioni culturali marchigiane, tra cui la Deputazione di Storia patria per le Marche e lo stesso Centro Studi Storici Maceratesi, del quale ha ricoperto anche il ruolo di vicepresidente. Il convegno si concluderà nella mattinata di domenica 8 novembre. Durante le due giornate la segreteria sarà a disposizione dei partecipanti per nuove adesioni, rinnovi delle iscrizioni e distribuzione dei volumi pubblicati dal Centro Studi. Un appuntamento che mette al centro la storia e l'identità di un territorio di confine, dove le appartenenze regionali si intrecciano e si arricchiscono reciprocamente, restituendo un quadro complesso delle relazioni tra Marche e Umbria.

Morelli, Bocci, Belvedere e Quattrini protagonisti: presentata la nuova stagione del Teatro Valenti di Treia

Morelli, Bocci, Belvedere e Quattrini protagonisti: presentata la nuova stagione del Teatro Valenti di Treia

04/11/2026 12:33

Grandi nomi del teatro e dello spettacolo italiano, commedie brillanti, testi d'autore e appuntamenti pensati anche per i più piccoli. Il Teatro Comunale “F. Valenti” di Treia si prepara ad accogliere la nuova stagione teatrale 2026-2027, con un cartellone che propone interpreti conosciuti dal grande pubblico e produzioni di rilievo nazionale. Un programma articolato, che punta a coinvolgere un pubblico ampio, alternando la prosa contemporanea ai grandi classici, senza rinunciare a momenti dedicati alle famiglie e ai bambini. L'apertura è fissata per sabato 14 novembre 2026, alle 21.15, con uno dei titoli più conosciuti della commedia brillante: “La cena dei cretini”, per la regia di Massimo Chiesa, portato in scena dalla compagnia The Kitchen Company. Una commedia costruita su equivoci, situazioni paradossali e un ritmo serrato, scelta per inaugurare la stagione all'insegna del divertimento. Il cartellone proseguirà venerdì 27 novembre con “Non ti conosco più”, per la regia di Alba Russo e con la compagnia Teatro La Piccola Ribalta. A dicembre arriverà uno dei protagonisti più attesi: Giampaolo Morelli, che sabato 12 dicembre porterà sul palco “Scomode verità e 3 storie vere”, uno spettacolo di cui è autore e interprete. Il nuovo anno si aprirà con due appuntamenti speciali a ingresso gratuito, entrambi firmati da Marco Sciame: “Il Giudizio Universale”, in programma il 2 gennaio, e “Il Conte di Montmartre”, previsto per il 30 gennaio. Tra gli appuntamenti di maggiore richiamo figura “Tre variazioni della vita”, in scena sabato 16 gennaio, con Ugo Dighero, Mariangeles Torres, Alberto Giusta e Laura Mazzi. Il testo è firmato dalla drammaturga francese Yasmina Reza. A febbraio, mercoledì 10, spazio a una coppia molto amata dal pubblico televisivo e teatrale: Cesare Bocci e Vittoria Belvedere, protagonisti di “Indovina chi viene a cena”. Il programma proseguirà sabato 6 marzo con “Non ti prometto niente”, interpretato da Jack Alvino e Valentina Aurino, mentre mercoledì 17 marzo saliranno sul palco due attrici di grande esperienza come Paola Quattrini e Gaia De Laurentiis, protagoniste della commedia “Le Fuggitive”. La stagione si concluderà domenica 18 aprile con “Miseria e Nobiltà… 5 punto zero”, spettacolo con Giovanni Allocca, Enzo Attanasio e Salvatore Pinto, che ripropone in chiave nuova uno dei grandi classici della tradizione comica italiana. Accanto alla prosa, non mancheranno le iniziative rivolte ai più piccoli e alle famiglie, con la rassegna “Le domeniche da favola”, pensata per avvicinare anche i giovani spettatori al mondo del teatro. A presentare lo spirito della nuova stagione è l'assessore alla Cultura David Buschittari, che sottolinea il lavoro svolto per costruire un cartellone con interpreti di primo piano. «Abbiamo lavorato a una proposta di altissimo profilo, con nomi davvero di grande spicco sul panorama nazionale, integrando la grande prosa con iniziative dedicate ai più piccoli come le Domeniche da Favola. Il teatro resta un riferimento per Treia e il territorio: vederlo vivo, partecipato ed entusiasta rappresenta per noi la soddisfazione più grande e il miglior riconoscimento per lo sforzo organizzativo profuso». L'assessore ha inoltre ringraziato l'Ufficio Cultura e gli sponsor che hanno contribuito alla realizzazione del programma. Per informazioni e prenotazioni è possibile rivolgersi al botteghino, che sarà aperto giovedì 12 e venerdì 13 novembre dalle 17 alle 20.

Eventi

Tolentino, i Rolling Stones protagonisti al Politeama: musica e racconto con Ezio Guaitamacchi

Tolentino, i Rolling Stones protagonisti al Politeama: musica e racconto con Ezio Guaitamacchi

04/11/2026 12:46

La storia dei Rolling Stones, le loro canzoni più celebri e uno dei momenti più tormentati della loro carriera diventano protagonisti di uno spettacolo che intreccia musica, racconto e immagini. Domenica 8 novembre, alle ore 18, il Politeama Franco Moschini di Tolentino ospiterà “The Rolling Stones – Paint It Black”, nuovo appuntamento della rassegna “Di musica e di racconto”, realizzata da Eventi Scrl e Politeama in collaborazione con il Comune di Tolentino. A guidare il pubblico in questo viaggio nella storia del rock sarà Ezio Guaitamacchi, autore e narratore dello spettacolo, che ripercorrerà i sei mesi più difficili e decisivi nella storia della band: dal luglio al dicembre 1969. Un periodo che si apre con la misteriosa morte di Brian Jones e si conclude con il tragico concerto di Altamont, passando attraverso tensioni, eccessi e profonde trasformazioni che segnarono il gruppo. Sul palco, insieme a Guaitamacchi, ci saranno Andrea Mirò, responsabile anche della direzione musicale, la vocalist Brunella Boschetti e Folco Orselli, musicista che interpreterà Sam Cutler, storico responsabile delle tournée dei Rolling Stones. Il racconto sarà accompagnato da fotografie e filmati d'epoca, alternati alle riletture acustiche di una dozzina di brani entrati nella storia della musica. Da “Sympathy for the Devil” a “Gimme Shelter”, passando per “Ruby Tuesday” e “Brown Sugar”, lo spettacolo proporrà un percorso musicale attraverso alcune delle canzoni più rappresentative della band. L'appuntamento si inserisce nel percorso di “Di musica e di racconto”, rassegna che unisce esecuzioni musicali e narrazione per raccontare protagonisti e momenti fondamentali della storia della musica. Dopo il successo dello spettacolo dedicato a Jim Morrison e ai Doors, proposto lo scorso anno, il progetto Riverberi torna così a esplorare il mondo del rock, concentrandosi questa volta sui Rolling Stones e su una stagione particolarmente significativa della loro vicenda artistica e umana. Per lo spettacolo sono disponibili gli ultimi biglietti, al costo di 10 euro, oltre alle eventuali commissioni di prevendita. Le prevendite sono disponibili online sul circuito Ciaotickets e attraverso i canali informativi del Politeama.

Action apre un nuovo punto vendita a Montecassiano: assunti 19 dipendenti

Action apre un nuovo punto vendita a Montecassiano: assunti 19 dipendenti

04/11/2026 12:11

Nuova apertura commerciale in provincia di Macerata. Action, la catena internazionale di discount non-food, amplia la propria presenza nelle Marche con un nuovo punto vendita a Montecassiano, il secondo nel Maceratese e il nono a livello regionale. Con questa inaugurazione, la rete italiana dell'insegna raggiunge quota 262 negozi. Il nuovo store aprirà sabato 7 novembre in via Mainini e metterà a disposizione dei clienti una superficie di oltre 885 metri quadrati. Per la gestione del punto vendita sono stati assunti 19 dipendenti. Anche a Montecassiano arriva la formula commerciale che ha caratterizzato l'espansione del marchio: un assortimento di circa 6.000 prodotti appartenenti a 14 categorie merceologiche, dai giocattoli agli articoli per la casa, dal giardinaggio al bricolage, fino ai prodotti alimentari e agli articoli per il tempo libero. Una proposta che si rinnova continuamente: ogni settimana, infatti, Action introduce circa 150 nuovi prodotti, mentre oltre due terzi dell'assortimento viene proposto a un prezzo inferiore ai 2 euro. «Siamo molto felici di aprire un nuovo store nella città di Montecassiano. In soli cinque anni e mezzo, Action è cresciuta rapidamente in Italia, portando la sua formula a un numero sempre maggiore di clienti in tutto il Paese», ha dichiarato Maurizio Oprandi, General Manager di Action Italia. «L'entusiasmo con cui veniamo accolti, dal Nord fino alle recenti aperture in Sicilia, ci incoraggia a proseguire su questa strada. Il nostro successo si basa su un format solido e, soprattutto, sull'impegno dei nostri team». Nel comunicato relativo alla nuova apertura, l'azienda evidenzia anche le iniziative adottate sul fronte della sostenibilità ambientale e dell'approvvigionamento delle materie prime. Tra gli interventi indicati figurano l'eliminazione degli allacciamenti del gas nei punti vendita entro la fine del 2024 e l'installazione di illuminazione a LED in tutti i negozi. Action segnala inoltre che il 99% del cotone utilizzato nei propri prodotti proviene dal programma Better Cotton, mentre la restante quota è costituita da cotone biologico. Il legno impiegato è dichiarato proveniente al 100% da foreste gestite in modo sostenibile e certificate FSC o PEFC. Dal 2022, inoltre, tutto il cacao utilizzato nei prodotti a marchio Action è certificato Fairtrade. Il nuovo punto vendita di via Mainini sarà aperto tutti i giorni, dal lunedì alla domenica, dalle 8.30 alle 20.30. Con l'apertura di Montecassiano, Action prosegue dunque il proprio percorso di espansione nelle Marche, ampliando la rete commerciale nella provincia di Macerata e portando a 19 i nuovi posti di lavoro legati all'inaugurazione.

Curiosità

San Severino su National Geographic a dieci anni dal sisma: lo scatto del palasport simbolo dell'emergenza

San Severino su National Geographic a dieci anni dal sisma: lo scatto del palasport simbolo dell'emergenza

29/10/2026 17:30

A dieci anni dal terremoto del 30 ottobre 2016, San Severino Marche torna al centro del racconto internazionale sul sisma. La rivista National Geographic ha dedicato uno speciale alla ricostruzione dell'Appennino umbro-marchigiano, con un reportage dal titolo "Terremoto umbro-marchigiano: dieci anni dopo, la ricostruzione è ancora in corso". Il servizio, pubblicato sul sito italiano della rivista e corredato dalle fotografie del settempedano Claudio Scarponi, ripercorre lo stato dei cantieri e le ferite ancora aperte nei territori colpiti dal terremoto. Tra le immagini scelte per documentare le conseguenze del sisma e il lungo percorso di ripartenza c'è anche uno scatto dell'interno del palasport comunale Albino Ciarapica di viale Mazzini, a San Severino Marche. Il palasport che accolse 180 sfollati La fotografia riporta alla memoria i giorni più difficili dell'emergenza, quando la struttura sportiva fu trasformata in uno dei principali centri di accoglienza allestiti dal Comune. Il palasport mise a disposizione 180 posti letto per gli sfollati, offrendo un primo riparo alle persone costrette a lasciare le proprie abitazioni dopo le scosse. L'accoglienza a San Severino non si limitò al palasport. Altri centri furono attivati nelle palestre dell'Istituto comprensivo "P. Tacchi Venturi" e del plesso scolastico di Cesolo, oltre che in una struttura modulare installata nei pressi della chiesa della frazione. Una rete di spazi e interventi che testimoniò la risposta della comunità settempedana nelle ore e nei giorni più complessi, quando fu necessario trovare rapidamente una sistemazione per le persone rimaste senza casa. La ricostruzione ancora in corso Il reportage di National Geographic riporta l'attenzione su un territorio che, a distanza di dieci anni dal terremoto, continua a fare i conti con la ricostruzione. Le immagini di Scarponi raccontano non soltanto i segni lasciati dalle scosse e l'avanzamento dei lavori, ma anche la memoria di quanto accadde e la capacità delle comunità locali di affrontare l'emergenza. Per San Severino Marche, la presenza del palasport Albino Ciarapica tra gli scatti pubblicati rappresenta anche l'occasione per ricordare la solidarietà e l'organizzazione messe in campo per assistere gli sfollati. Un frammento della storia del terremoto che torna oggi sotto i riflettori, mentre il percorso di ricostruzione dell'Appennino umbro-marchigiano non è ancora concluso. Il reportage completo è disponibile sul sito di National Geographic a questo link: Terremoto umbro-marchigiano: dieci anni dopo, la ricostruzione è ancora in corso.

Castelraimondo festeggia i 100 anni di Celestino Morosi

Castelraimondo festeggia i 100 anni di Celestino Morosi

27/10/2026 17:00

Cento anni di ricordi, esperienze e legami familiari. Celestino Morosi ha raggiunto lo straordinario traguardo del secolo di vita e ha festeggiato il compleanno nella casa di riposo di Castelraimondo, dove è attualmente ospite, circondato dall'affetto dei figli Simonetta e Aurelio, dei nipoti e dei suoi cari. Originario di Castelraimondo, Morosi ha trascorso gran parte della propria vita a Matelica, mantenendo il legame con il territorio d'origine. La ricorrenza è stata l'occasione per riunire la famiglia e celebrare un percorso lungo un secolo, caratterizzato da tante esperienze e dagli affetti costruiti nel tempo. Alla festa ha partecipato anche Barbara Cacciolari, assessore del comune di Matelica, che ha portato al centenario gli auguri e i saluti del sindaco Denis Cingolani. Gli auguri sono arrivati anche dall'amministrazione comunale di Castelraimondo. Il sindaco Patrizio Leonelli e l'assessore Ilenia Cittadini hanno rivolto a Celestino un messaggio di affetto: "Raggiungere i cento anni è un traguardo davvero speciale, che porta con sé una vita intera di ricordi, esperienze e affetti. A Celestino rivolgiamo i nostri più affettuosi auguri e l'abbraccio di tutta Castelraimondo". Gli amministratori hanno sottolineato anche il valore della festa organizzata nella struttura cittadina: "Siamo felici che questo compleanno sia stato festeggiato nella nostra Casa di riposo, circondato dall'affetto della sua famiglia e delle persone che ogni giorno se ne prendono cura. A Celestino auguriamo serenità e ancora tanti momenti belli da condividere". Un ringraziamento è stato infine rivolto alla Casa di riposo di Castelraimondo per aver accolto e celebrato questo importante traguardo, rendendo speciale il compleanno del centenario.

Varie

Rette per case di riposo e strutture residenziali: dall'Ats 16 contributi fino a 3mila euro. Come fare domanda

Rette per case di riposo e strutture residenziali: dall'Ats 16 contributi fino a 3mila euro. Come fare domanda

03/11/2026 12:40

Un aiuto concreto alle famiglie che sostengono le spese per l'assistenza di un proprio caro ospite di una struttura residenziale. Anche l'Ambito Territoriale Sociale 16 – Unione Montana dei Monti Azzurri, presieduto da Giampiero Feliciotti, ha aperto le domande per accedere ai contributi economici previsti dal progetto Multileva della Regione Marche. L'intervento prevede 250 euro mensili, fino a un massimo di 3.000 euro per il 2026, per alleggerire i costi delle rette di strutture sociali e sociosanitarie che accolgono anziani, persone con disabilità e persone con problemi di salute mentale. Le domande possono essere presentate fino al 16 novembre 2026 e le misure di sostegno si articolano in due distinti interventi, rivolti a differenti categorie di beneficiari. Il primo, denominato "Donne in equilibrio: tempi di vita, di cura e di lavoro" (Multileva 3.1), è riservato alle donne residenti nei Comuni dell'ATS 16, maggiorenni e fino a 67 anni, che contribuiscono al pagamento della retta di un familiare ospite di una struttura residenziale. Possono accedere al beneficio sia le donne occupate, con diverse tipologie contrattuali, sia quelle disoccupate, inoccupate o inattive. Sono invece escluse le pensionate. L'obiettivo è alleggerire il carico economico e assistenziale, favorendo la conciliazione tra responsabilità familiari e attività lavorativa. La seconda misura (Multileva 3.2) estende il sostegno ai familiari maggiorenni che contribuiscono al pagamento della retta e, in determinati casi, direttamente alle persone ospitate nelle strutture che sostengono autonomamente il costo dell'assistenza, senza ricevere un contributo economico dai familiari. Per entrambe le misure è previsto un limite ISEE di 25mila euro: ordinario per il familiare richiedente e sociosanitario residenziale per la persona ospite della struttura. Sono inoltre richiesti specifici requisiti relativi alla residenza, al rapporto di parentela o affinità e alle caratteristiche della struttura. Per ciascun ospite può essere riconosciuto un solo contributo, senza possibilità di cumulare le due misure o altri sostegni pubblici destinati alla stessa quota della retta. I moduli e gli avvisi completi sono disponibili sui siti www.ats16.it e www.unione.montiazzurri.it. Per informazioni e chiarimenti è possibile contattare l'Ufficio Servizi Sociali dell'ATS 16 al numero 0733/656336. L'assegnazione dei contributi avverrà dopo la verifica dei requisiti e la formazione delle graduatorie regionali, sulla base dei valori ISEE e fino all'esaurimento delle risorse disponibili.

Recanati, addio a Giovanni Vigarani: era il figlio del tenore Beniamino Gigli

Recanati, addio a Giovanni Vigarani: era il figlio del tenore Beniamino Gigli

03/11/2026 12:00

Recanati piange la scomparsa di Giovanni Vigarani, morto all’età di 86 anni. Conosciuto dagli amici come Gianni e chiamato affettuosamente “Giovannino” dal padre, era nato nel 1940 dalla relazione tra il celebre tenore recanatese Beniamino Gigli e Lucia Vigarani, la donna che gli fu accanto per gran parte della vita. L’ultimo saluto è in programma domani, mercoledì 4 novembre, alle ore 10, nella chiesa di Cristo Redentore. Al termine della funzione religiosa, il corteo funebre raggiungerà il cimitero cittadino. La camera ardente è stata allestita presso l’obitorio dell’ospedale di Recanati. La famiglia ha chiesto di non acquistare fiori, invitando chi lo desidera a effettuare una donazione alla Fondazione Ant. A ricordarlo sono la moglie Maria Rita, la figlia Stefania, la sorella Maria Pia, il cognato Mario, i nipoti e gli altri familiari. La storia di Giovanni si intreccia con quella della famiglia di uno dei più grandi interpreti della lirica italiana. Dalla relazione tra Gigli e Lucia Vigarani nacquero tre figli: Giovanni, nel 1940, Gloria, nel 1942, e Maria Pia, nel 1944. Il tenore era già sposato con Costanza, dalla quale aveva avuto Rina ed Enzo. Le biografie dedicate all'artista riportano anche un particolare legato alla successione: sarebbe stato un suggerimento di Padre Pio da Pietrelcina a convincere Gigli a riconoscere ai figli avuti da Lucia la loro legittima parte di eredità. Un'altra ricorrenza lega profondamente la storia familiare: il 20 marzo. Nel 1890, proprio in quella data, nasceva a Recanati Beniamino Gigli. Il 20 marzo 1996, invece, si spegneva Lucia Vigarani. Giovanni aveva continuato a vivere nella città natale del padre e, nel corso degli anni, si era impegnato a mantenere viva la memoria del tenore e del suo patrimonio artistico. Era intervenuto più volte pubblicamente sul ricordo di Gigli e sul destino di Villa Gigli, portando avanti un impegno che aveva assunto un significato ancora più importante dopo la scomparsa dei membri della famiglia legale: la moglie Costanza, i figli Rina ed Enzo e il nipote Luigi Vincenzoni, che aveva dedicato la propria vita alla memoria dello zio. Con la morte di Giovanni Vigarani, Recanati perde una delle ultime testimonianze familiari dirette della vita di Beniamino Gigli e un legame con la storia privata del grande tenore.

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