CALDAROLA – Ancora sangue sulle strade marchigiane. Un giovane di 28 anni, Michele Caporali, residente a Cessapalombo, ha perso la vita nella serata di ieri in un incidente stradale avvenuto lungo la Strada Provinciale 147, nel territorio comunale di Caldarola.
Secondo una prima ricostruzione, il 28enne stava viaggiando in sella alla propria motocicletta quando, per cause ancora in corso di accertamento, avrebbe perso il controllo del mezzo, finendo violentemente sull'asfalto. Al momento non risulterebbero coinvolti altri veicoli e l'ipotesi prevalente resta quella di un incidente autonomo.
L'allarme è scattato pochi istanti dopo lo schianto. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno tentato di prestare le prime cure al giovane motociclista. Ogni tentativo di salvarlo, però, si è rivelato vano: le lesioni riportate nell'impatto erano troppo gravi e il personale sanitario non ha potuto fare altro che constatarne il decesso.
Sulla dinamica dell'incidente sono in corso gli accertamenti delle forze dell'ordine, chiamate a ricostruire con precisione quanto accaduto. La notizia della morte di Michele Caporali ha profondamente colpito la comunità di Cessapalombo, dove il giovane era molto conosciuto.
Con un messaggio pubblicato sui propri canali social, il Comune ha espresso la vicinanza alla famiglia: «Con profondo dolore, il sindaco, l'Amministrazione comunale, i dipendenti dell'ente e l'intera comunità di Cessapalombo si stringono attorno alla famiglia Caporali per la tragica e prematura scomparsa del caro Michele. La perdita di un ragazzo così giovane lascia un vuoto immenso e ferisce profondamente il cuore di tutti noi. In un piccolo paese come il nostro, un dolore così grande appartiene a tutti. L'intera comunità di Cessapalombo si raccoglie nel silenzio e nella preghiera. Ciao, Michele».
CALDAROLA – Ancora sangue sulle strade marchigiane. Un giovane di 28 anni, Michele Caporali, residente a Cessapalombo, ha perso la vita nella serata di ieri in un incidente stradale avvenuto lungo la Strada Provinciale 147, nel territorio comunale di Caldarola.
Secondo una prima ricostruzione, il 28enne stava viaggiando in sella alla propria motocicletta quando, per cause ancora in corso di accertamento, avrebbe perso il controllo del mezzo, finendo violentemente sull'asfalto. Al momento non risulterebbero coinvolti altri veicoli e l'ipotesi prevalente resta quella di un incidente autonomo.
L'allarme è scattato pochi istanti dopo lo schianto. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno tentato di prestare le prime cure al giovane motociclista. Ogni tentativo di salvarlo, però, si è rivelato vano: le lesioni riportate nell'impatto erano troppo gravi e il personale sanitario non ha potuto fare altro che constatarne il decesso.
Sulla dinamica dell'incidente sono in corso gli accertamenti delle forze dell'ordine, chiamate a ricostruire con precisione quanto accaduto. La notizia della morte di Michele Caporali ha profondamente colpito la comunità di Cessapalombo, dove il giovane era molto conosciuto.
Con un messaggio pubblicato sui propri canali social, il Comune ha espresso la vicinanza alla famiglia: «Con profondo dolore, il sindaco, l'Amministrazione comunale, i dipendenti dell'ente e l'intera comunità di Cessapalombo si stringono attorno alla famiglia Caporali per la tragica e prematura scomparsa del caro Michele. La perdita di un ragazzo così giovane lascia un vuoto immenso e ferisce profondamente il cuore di tutti noi. In un piccolo paese come il nostro, un dolore così grande appartiene a tutti. L'intera comunità di Cessapalombo si raccoglie nel silenzio e nella preghiera. Ciao, Michele».
Una partenza in salita che si trasforma in un lunedì di altissima tensione e sancisce un iniziale, clamoroso passo falso all'interno della neonata Giunta del Parcaroli bis. Al primo appuntamento della massima assise cittadina il centrodestra fallisce l'obiettivo principale, ovvero la riconferma di Francesco Luciani alla presidenza del Consiglio comunale, finendo sotto il fuoco incrociato dei franchi tiratori e decretando lo scioglimento della seduta per mancanza del numero legale.
Il verdetto dell'aula certifica nei fatti il forte malumore che serpeggiava alla vigilia all'interno delle anime escluse dall'esecutivo cittadino a trazione leghista e fortemente spostato a destra, una composizione che ha indispettito le liste di centro e cattoliche come "Macerata Unica" e "L'Unione di Centro", scontentando al contempo frange di Forza Italia e Fratelli d'Italia.
Il pomeriggio in aula è stato caratterizzato da continui colpi di scena e (anche) da impreparazione organizzativa: al termine del secondo scrutinio, andato a vuoto in quanto Luciani non ha raggiunto il quorum, la seduta è stata improvvisamente sospesa per motivi tecnici poiché erano terminate le schede cartacee di voto, un dettaglio che testimonia come non ci si aspettasse una dilatazione dei tempi di questo genere.
Dopo anche una terza votazione infruttuosa, il clima si è surriscaldato prima del quarto scrutinio quando la consigliera Deborah Pantana di "Macerata Unica" ha proposto una mozione di sospensione per aggiornare i lavori a giovedì; la richiesta è stata tuttavia dichiarata inammissibile dal segretario comunale dopo minuti di accesa bagarre.
Al momento dello spoglio decisivo della quarta votazione è emerso il caos delle preferenze: il candidato Francesco Luciani si è fermato a quota 16 voti (sotto il quorum richiesto di 17), nonostante il segretario abbia convalidato ben cinque schede recanti la dicitura "Luciani Presidente" e una indicante "Luciani D." (pur chiamandosi l'esponente Francesco), scatenando la dura reazione del consigliere d'opposizione del Partito Democratico Andrea Perticarari, il quale ha sollevato una mozione d'ordine: "Sono stati ritenuti validi e legittimi i voti 'Luciani Presidente' e 'Luciani D'. Spero - ha dichiarato rivolgendosi al segretario comunale - che questo non sia un precedente anche per le prossime volte e che vengano considerati validi solo i voti senza segni di riconoscimento"
Constatata la mancanza di sicurezza sui numeri, la maggioranza ha optato per la strategia dell'abbandono dell'aula per congelare il voto: la prima e la seconda chiamata della quinta votazione sono andate deserte per assenza di numero legale, fino all'epilogo finale della terza chiamata che ha registrato appena 14 presenti, costringendo al rinvio ufficiale del consiglio comunale a domani alle ore 15:00. Il tutto quando l'orologio segna quasi le 18:45, dopo ore dall'inizio del lavori.
Si apre così una faglia politica che investe direttamente anche i palazzi regionali. Il presidente della regione Marche Francesco Acquaroli aveva infatti raccomandato un esecutivo inclusivo per i centristi e il fallimento odierno potrebbe accelerare la rimozione del capo di gabinetto regionale Renato Poletti, accusato di non aver saputo gestire le trattative territoriali e i rapporti con la curia maceratese (come avevamo scritto ieri), dove l'esclusione dell'area cattolica è stata vissuta come uno schiaffo che ha messo in subbuglio l'intero mondo del volontariato. Con i franchi tiratori che hanno ufficialmente aperto le ostilità, la tenuta della maggioranza di Parcaroli si sposta ora sulle prossime ventiquattro ore di trattative.
TOLENTINO – I Carabinieri della Stazione di Tolentino hanno dato esecuzione a un decreto di fermo di indiziato di delitto nei confronti di un uomo di 63 anni, residente in città, gravemente indiziato del reato di tentato omicidio aggravato dalla premeditazione. Il provvedimento è stato emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata nell’ambito delle procedure del Codice Rosso.
L’intervento dei militari dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Tolentino risale alla tarda serata del 26 giugno, intorno alle ore 23, all’interno dell’abitazione coniugale.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’uomo avrebbe tentato per due volte di strangolare la moglie di 59 anni: la prima all’interno della cucina, utilizzando un cavo telefonico, la seconda nel giardino dell’abitazione, a mani nude.
La donna, dopo una breve ma violenta colluttazione, sarebbe riuscita a divincolarsi e a fuggire in strada, dove è stata soccorsa da alcuni passanti che hanno immediatamente allertato i soccorsi. Sul posto è intervenuto il personale del 118, che ha riscontrato evidenti ematomi al collo, alle labbra e alla schiena. La vittima ha tuttavia rifiutato il trasporto in ospedale.
Subito dopo i fatti, l’uomo — già in cura per disturbi psichiatrici — è stato trasferito in ambulanza presso l’ospedale di Macerata per accertamenti. Il fermo è scaturito dai gravi elementi indiziari raccolti dai Carabinieri.
L’indagato si trova attualmente piantonato in ospedale in attesa dell’udienza di convalida del fermo prevista per la giornata odierna.
I Carabinieri della Stazione di Porto Potenza Picena, al termine di una tempestiva attività d’indagine, hanno denunciato in stato di libertà un 20enne, originario di Civitanova Marche e domiciliato a Porto Potenza Picena, ritenuto responsabile del reato di estorsione.
L’indagine è scaturita dalla querela presentata dalla vittima, un uomo di 55 anni, residente a Civitanova Marche e padre della convivente del giovane.
Secondo quanto ricostruito dai militari, il 20enne si sarebbe presentato lo scorso 22 giugno 2026 presso l’abitazione dell’uomo, dove avrebbe avanzato una richiesta di denaro pari a 1.000 euro, accompagnata da pesanti minacce di morte.
Non ottenuto il denaro, il giovane avrebbe continuato a intimidire la vittima anche nelle ore successive, inviando numerosi messaggi Sms con ulteriori minacce al telefono cellulare dell’uomo.
Le verifiche condotte dai Carabinieri hanno consentito di riscontrare la versione fornita dalla vittima e di raccogliere elementi utili a supporto dell’ipotesi accusatoria.
Per il giovane è quindi scattata la denuncia a piede libero alla Procura della Repubblica, che valuterà ora gli ulteriori sviluppi del procedimento.
Un complesso e delicato intervento di salvataggio si è reso necessario nel pomeriggio di oggi nell'area impervia della cascata della gola dei Tre Santi, in località Giampiereto, tra i territori comunali di Sarnano e Pintura di Bolognola. Un gruppo di tre escursionisti si trovava lungo il sentiero quando uno di loro - un 66enne anconetano - è precapitato in un tratto particolarmente ripido, riportando un forte trauma al fianco sinistro e accusando gravi difficoltà respiratorie.
La macchina dei soccorsi è scattata immediatamente, mobilitando la squadra dei vigili del fuoco di Tolentino con il supporto del personale specializzato Saf (speleo alpino fluviale) di Macerata, unitamente ai tecnici del soccorso alpino e speleologico Marche.
L'individuazione dei tre uomini si è rivelata estremamente complessa a causa della fitta copertura boschiva e della conformazione della gola, tanto che l’elisoccorso Icaro 02, inizialmente impossibilitato ad avvicinarsi al punto esatto per via della vegetazione, è stato costretto a interrompere temporaneamente le ricerche per rientrare alla base a fare rifornimento.
La svolta nelle operazioni è avvenuta grazie al contatto telefonico mantenuto con l’équipe sanitaria sbarcata a valle e ai segnali visivi effettuati da uno dei compagni dell'infortunato, che hanno permesso di localizzare il punto preciso. Un tecnico del soccorso alpino è stato calato sul posto tramite verricello per prestare le prime cure.
Successivamente, l'escursionista ferito è stato immobilizzato e accompagnato per circa 400 metri, inizialmente sorretto dagli operatori e poi trasportato su una barella dei vigili del fuoco fino a una piazzola idonea. Da lì l'uomo è stato recuperato con il verricello dall'eliambulanza e trasferito in codice rosso all'ospedale Torrette di Ancona per gli accertamenti e le cure del caso.
Cantava Domenico Modugno negli anni del boom, quando a Macerata si faceva lo struscio, i negozi erano pieni e brillavano invece delle lucette le insegne della Upim, “piange il telefono perché non voi votà, anche se dico Parca so già che non risponderà”.
Eh già: partenza in salita per la giunta della protervia leghista con un lunedì da alte tensioni in consiglio comunale. I cellulari sono roventi; il riscaldamento climatico c’entra poco perché i maggiorenti dei partiti che si sono fatti promotori di un governo cittadino a trazione leghista che esclude il centro e i cattolici stanno inseguendo quelli che in epoca di prima Repubblica si chiamavano peones, ma che guardando al secondo esecutivo Parcaroli sono dei consiglieri con titoli assai superiori di quelli di alcuni neo-assessori, certamente superiori alla coppia dei “consigliori” del Sindaco.
Nelle telefonate si passa dalle minacce alle blandizie, ma tutti hanno capito che una promessa di Sandro Parcaroli dura come un gatto in tangenziale. Perciò a conti fatti al Centrodestra mancano da 6 a 8 voti per far eleggere Francesco Luciani presidente del Consiglio Comunale. Il suo bis è stato messo in discussione della composizione della giunta che ha indispettito Macerata Unica (leggi Deborah Pantana) e Unione di Centro e scontentato moltissimi consiglieri di Fratelli d’Italia (lì si annida il maggior numero di franchi tiratori annunciati) di Forza Italia, ma si sa che anche un paio di consiglieri della Lega sarebbero pronti a impallinare Luciani.
I massimi strateghi della Sandropolitik (Mauro Lucentini e il consiglier di minoranza di Appignano) non hanno fatto i conti con i subentranti in consiglio! Dunque a conti fatti a Luciani mancano almeno tre voti da Fratelli d’Italia, due voti da Forza Italia, uno o due dalla Lega e i due delle liste del Centrodestra che pure hanno vinto le elezioni, ma sono state escluse dall’esecutivo. Domani alla prima seduta del Consiglio comunale gli assessori (che non votano per il presidente del Consiglio tranne il Sindaco) arriveranno con il pallottoliere, il pubblico con i pop corn. Del resto per alcuni cabalisti il 17 non è un numero fortunatissimo. Si starà a vedere. Ma come conseguenza di questa giunta annunciata di destra destra non c’è solo il voto su Luciani, ci sono ripercussioni che vanno ben al di là del perimetro del Consiglio comunale e investono direttamente la Regione e la Curia.
Oltre ad avere un riflesso politico importante che dimostra come i cosiddetti “registi” della politica locale abbiano la vista assai corta. Se si pigliano a riferimento i sondaggi nazionali emerge prepotente la considerazione che sacrificare il Centro (soprattutto con un Roberto Vannacci rampante) per la destra è sconfitta sicura, ma guardando ai risultati elettorali di Macerata si scopre che Sandro Parcaroli disubbidendo alla giusta indicazione di Francesco Acquaroli che raccomandava un esecutivo composto da 3 di Fdi, 2 della Lega, 2 di FI e un assessore ciascuno dei partiti di centro ha dato vita a una giunta di minoranza. I tre partiti rappresentati in giunta assommano infatti al 38,6% dei voti raccolti nelle scorse comunali, il campo di Centrosinistra vale il 41,7% in senso stretto, l’area anti-Parcaroli assommando Sigona, Orioli e Ripa sale al 49,8%. Quelli che Parcaroli ha lasciato fuori dalla porta (Udc 2,99% e Popolari 1,6) sono quelli che lo hanno fatto vincere e che se in Consiglio comunale si mettono di traverso aggregando attorno a sé tutto il dissenso non lo faranno governare. Di questo il Sindaco è stato avvertito direttamente da una telefonata di Maurizio Lupi, segretario nazionale di Noi moderati, rispetto a cui pare il primo cittadino abbia fatto spallucce.
Vedremo domani quali saranno le conseguenze. Che invece già ci sono e pesanti in Regione e in Curia. Da quel che trapela Francesco Acquaroli – si parla di un’animata discussione una settimana fa ai 50 anni di Eurosuole tra lui e Mauro Lucentini: sarebbero volate parole grosse – è talmente scontento che starebbe pensando di mandare a casa Renato Poletti, il suo capo di gabinetto arrivato in sostituzione di Fabio Pistarelli che, sostengono le malelingue, contempla questo spettacolo dei politici maceratesi dilettanti allo sbaraglio con malcelata soddisfazione. Poletti – nonostante il cognome non è parente del fu cardinale grande tessitore di vicende curiali all’ombra di papa Paolo VI, ma spesso tirato in ballo anche per il caso di Emanuela Orlandi visto che fu lui ad autorizzare la sepoltura del capo della banda della Magliana De Pedis nella cattedrale di Sant’Apollinare – ha mancato l’appuntamento proprio con la curia di Macerata.
Secondo Acquaroli non è stato capace di tenere a freno le aspirazioni di don Gianluca Merlini che avrebbe dirottato tantissimi voti sulla Lega contro le opinioni del medesimo vescovo. Su Merlini ci sono adesso voci di possibile trasferimento ad altro incarico in atra diocesi, ma nessuno sa la verità sul destino del mago delle preferenze Merlini. Una cosa è sicura nella Fondazione Bandini che è servita a Poletti per scalare l’ufficio in Regione l’esclusione dei centristi cattolici dalla giunta è stata vissuta come uno schiaffo e tutto il volontariato cattolico è in subbuglio. Ma sul (forse) capo di gabinetto della Regione c’è un altro appunto. Si sa che Francesca D’Alessandro che ha stracciato tutti in fatto di preferenze, segno evidente che gli elettori ne hanno riconosciuto la capacità e la dedizione, voleva l’assessorato alla cultura oltreché l’incarico di vicesindaco che si è conquistata per meriti.
Ebbene pare che Poletti nella trattativa con Merlini – sono tornati i tempi del Papa re quando il legato pontificio decideva i destini della città da piazza Strambi e sembra che questo il vescovo a Merlini non sia disposto a perdonarlo - piuttosto che portare avanti le indicazioni ricevute da Francesco Acquaroli abbia tutelato le indicazioni ricevute da Katiuscia Cassetta (non si è ripresentata per evitare il giudizio degli elettori) di nominare Lorella Benedetti assessora alla cultura per stoppare proprio la D’Alessandro con la quale la Cassetta non ha mai avuto rapporti idilliaci. Poletti che nel curriculum si vanta di avere ottimi rapporti col Vaticano sarebbe stato sensibilizzato a prestare attenzione alle istanze della Cassetta proprio da ambienti curiali. La Benedetti assicurerebbe una totale continuità con le scelte della fu assessora preferita da Parcaroli e si vocifera infatti che nonostante la sua assoluta fedeltà a Fratelli d’Italia l’esattora (questo è il nomignolo che hanno già dato alla neo responsabile dalla cultura perché proviene dall’Agenzia delle Entrate) sia il quarto assessore d’influenza leghista. Ebbene questa manovra potrebbe costare il gabinetto regionale a Poletti.
Si apre invece la partita del gabinetto comunale che è il piano B. Qualora infatti Luciani non passasse – anche per evitare un inevitabile scontro in Regione col potentissimo assessore Paolo Calcinaro promotore della lista dove l’ex presidente del Consiglio comunale si è presentato – gli si dovrebbe offrire un assessorato e l’unico che potrebbe cederlo è Giuseppe Romano che però il sindaco è obbligato a compensare lautamente. Con Romano Parcaroli le promesse deve rispettarle! Per il titolare del negozio di camicie si era già prospettata l’ipotesi di fargli fare il city manager, ma purtroppo questo signore non ha i titoli. Così verrebbe messo nel gabinetto del Sindaco con emolumento congruo. Staremo a vedere se domani in Consiglio comunale i “franchi” tireranno lo scarico!
POLLENZA - Una tubazione principale del gas è stata accidentalmente tranciata nel primo pomeriggio di oggi lungo la Strada Provinciale Rotelli, provocando una fuga di gas che ha reso necessario l'intervento dei Vigili del Fuoco e la temporanea chiusura della strada.
L'allarme è scattato poco prima delle 14.30. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco del comando di Macerata, che hanno provveduto a mettere in sicurezza l'area.
Secondo quanto ricostruito, una ditta impegnata nei lavori di potatura della vegetazione lungo la sede stradale avrebbe accidentalmente tranciato una condotta principale del gas, provocando la fuoriuscita.
Per consentire le operazioni di soccorso e l'intervento dei tecnici, la Strada Provinciale Rotelli è stata temporaneamente chiusa al traffico. Fortunatamente le abitazioni della zona non sono state coinvolte e non si sono registrate conseguenze per i residenti.
Oltre ai Vigili del Fuoco, sul posto sono intervenuti anche i tecnici della società del gas, i Carabinieri e la Polizia Stradale, che hanno gestito la viabilità e garantito la sicurezza durante le operazioni.
L'intervento si è concluso con la completa messa in sicurezza dell'area e il successivo ripristino delle normali condizioni di sicurezza.
Auto esce di strada e si ribalta, soccorsi quattro ragazzi: un 18enne trasferito a Torrette in eliambulanza. L'incidente si è verificato nel pomeriggio di oggi, intorno alle 16:30, lungo la strada provinciale 25 che collega Macerata e Cingoli.
Per cause ancora in corso di accertamento da parte delle autorità competenti, un'autovettura con a bordo quattro ragazzi, tutti residenti a Treia, è improvvisamente uscita di strada mentre transitava nei pressi della frazione di Villa Torre. A seguito della perdita di controllo, il mezzo ha terminato la sua corsa ribaltandosi in un campo agricolo situato a margine della carreggiata.
Sul luogo del sinistro sono scattati tempestivamente i soccorsi con l'arrivo dei vigili del fuoco e degli operatori sanitari del 118, i quali hanno prestato le prime cure d'urgenza ai giovani passeggeri. Il bilancio dell'impatto vede due ragazzi feriti: un 18enne, a causa dei traumi riportati, è stato stabilizzato e trasferito d'urgenza in eliambulanza presso il pronto soccorso dell'ospedale Torrette di Ancona, mentre un 19enne è stato trasportato in codice giallo all'ospedale di Macerata per gli accertamenti del caso.
Gli altri due occupanti del veicolo, rimasti sostanzialmente illesi, hanno invece rifiutato il trasporto al presidio sanitario. Secondo le prime informazioni mediche raccolte, nessuno dei giovani coinvolti nell'incidente si troverebbe in pericolo di vita. Sul posto sono intervenute le forze dell'ordine per effettuare i rilievi di legge utili a ricostruire l'esatta dinamica del ribaltamento.
(Foto di repertorio)
VISSO – Un nuovo passo avanti nel percorso di ricostruzione del centro storico di Visso. L'Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Marche ha disposto l'affidamento dei lavori di miglioramento sismico dell'aggregato pubblico-privato di Palazzo Priori, uno degli interventi più significativi previsti dalle Ordinanze Speciali dedicate alla rinascita del borgo.
L'appalto, del valore complessivo di 4,4 milioni di euro, riguarda il complesso che comprende Palazzo Priori, storica sede del Comune, insieme agli edifici privati ad esso collegati. Si tratta di uno degli interventi chiave del programma di recupero del centro storico, gravemente danneggiato dal sisma del 2016.
Il progetto
Le opere previste puntano ad aumentare il livello di sicurezza dell'intero aggregato attraverso un importante intervento di miglioramento sismico. In particolare saranno eseguiti il consolidamento delle murature in pietra, il rafforzamento di solai, volte e coperture e il recupero delle connessioni strutturali tra le diverse porzioni dell'edificio.
Particolare attenzione sarà dedicata alla tutela del valore storico e architettonico del complesso, un edificio di origine medievale che nel corso dei secoli ha rappresentato uno dei principali punti di riferimento della vita amministrativa e sociale di Visso.
L'intervento comprende inoltre la struttura modulare metallica realizzata nei mesi scorsi per garantire la sicurezza della viabilità e consentire lo svolgimento delle attività di cantiere.
"L'affidamento dei lavori rappresenta un passaggio fondamentale verso l'avvio della fase operativa dell'intervento – sottolinea il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli –. L'obiettivo è restituire alla comunità un edificio di grande valore storico e istituzionale e contribuire al recupero del centro storico. È il risultato della collaborazione tra Comune, Ufficio Speciale per la Ricostruzione e Regione Marche".
Soddisfazione anche da parte del sindaco Rosella Sensi.
«Si tratta del primo intervento concreto che interessa la piazza di Visso e il cuore della nostra città. Un traguardo importante che segna l'inizio di una nuova fase della ricostruzione. Ringrazio il commissario Castelli, il presidente della Regione Francesco Acquaroli e l'Ufficio Speciale per la Ricostruzione per il lavoro svolto».
SAN SEVERINO MARCHE – Piazza del Popolo si prepara a cambiare volto per diventare per tutto il mese di luglio un vero e proprio giardino a cielo aperto nel cuore della città. Sono iniziati i lavori di allestimento del progetto “Il verde itinerante”, iniziativa di riqualificazione temporanea e decoro urbano promossa dall’Amministrazione comunale.
L’intervento è stato affidato all’impresa locale Manfrica Service di Filippo Sfrappini, che sta curando la disposizione e la messa a dimora di una selezione di piante e alberature ornamentali.
L’obiettivo è trasformare uno dei luoghi simbolo di San Severino Marche, Piazza del Popolo, in una cornice verde capace di unire il valore storico e architettonico del centro cittadino con elementi naturali di pregio.
Tra le essenze scelte figurano olivo, melo, melograno, corbezzolo e lagerstroemia, piante che offriranno colori, fioriture e richiami simbolici alla tradizione mediterranea e al paesaggio rurale.
L’installazione non avrà solo una funzione estetica, ma sarà anche uno spazio scenografico destinato a valorizzare gli eventi del cartellone estivo “Summer Time”, trasformando l’ovale della piazza in un vero e proprio palcoscenico naturale.
«Piazza del Popolo è il salotto della nostra città e il biglietto da visita per chi arriva a San Severino – ha sottolineato il sindaco Rosa Piermattei –. Con questo progetto vogliamo donare freschezza, colore ed eleganza al cuore monumentale, creando una cornice verde capace di valorizzare l’estate settempedana e gli eventi in programma».
Il progetto resterà attivo per tutto il mese di luglio, offrendo a cittadini e visitatori un’inedita veste della piazza simbolo della città.
Nuovo incarico per il sindaco di Civitanova Marche, Fabrizio Ciarapica, all'interno dell'organigramma di Futuro Nazionale. Dopo l'ingresso nell’assemblea nazionale del partito, avvenuto il 14 giugno scorso in occasione dell'assemblea costituente, Ciarapica è stato ufficialmente nominato responsabile regionale per la fase costituente nelle Marche, assumendo di fatto la guida e il ruolo di coordinatore regionale del movimento.
Il provvedimento è stato siglato dal coordinatore nazionale Massimiliano Simoni, su preciso mandato dell'ex generale Roberto Vannacci e in conformità con le norme dello statuto interno. Secondo quanto comunicato dalla stessa forza politica, la scelta rappresenta "un riconoscimento dell'attività organizzativa e di aggregazione delle diverse sensibilità territoriali svolta in questi mesi, segnando un passaggio chiave per il radicamento della struttura nella regione".
Nel quadro del nuovo mandato, Ciarapica ha espresso l'intenzione di impostare l'azione politica basandosi sull'ascolto dei comitati locali e sul rafforzamento del dialogo tra le varie province: "Le linee programmatiche immediate riguarderanno il coordinamento delle attività sul territorio e la costruzione di un'azione politica unitaria. Nelle prossime settimane, in sinergia con il coordinatore nazionale, si procederà alla nomina dei responsabili provinciali e territoriali per completare i livelli operativi e la struttura marchigiana del partito".
MACERATA – Nell’ottica della valorizzazione delle risorse interne, dell’unità d’intenti e della trasparenza nelle scelte, il gruppo consiliare del Partito Democratico ha definito una linea organizzativa basata sulla continuità e, al tempo stesso, sul rinnovamento della propria classe dirigente.
La decisione prevede la conferma di Narciso Ricotta nel ruolo di capogruppo, con un successivo avvicendamento a metà mandato, quando la guida passerà ad Andrea Perticarari.
Si tratta di un passaggio definito dal gruppo come strategico e generazionale, volto a consolidare la nuova classe dirigente attraverso la collaborazione tra l’esperienza delle figure storiche e il contributo dei consiglieri più recenti.
Il gruppo consiliare del Partito Democratico ribadisce inoltre l’impegno a svolgere un’opposizione costruttiva e attenta alle esigenze della città, non limitata ai soli lavori d’aula, ma aperta anche alle istanze che emergono dal territorio.
«Nella piena consapevolezza e volontà di dover essere una forza politica trainante, competente ma anche innovativa, ci prepariamo fin da ora con trasparenza al nostro ruolo di opposizione per poi essere pronti ad amministrare la città», conclude la nota del gruppo consiliare.
Con l’arrivo del caldo estivo si ripete un rito quotidiano: sciogliere una bustina di integratore minerale in un bicchiere d'acqua. La motivazione appare logica: sudiamo, ci sentiamo spossati e quindi dobbiamo reintegrare i minerali persi, identificati quasi sempre nel binomio magnesio e potassio. Se però analizziamo la chimica del sudore, scopriamo che questa abitudine poggia su un’interpretazione parziale di come funziona il nostro corpo.
Iniziamo col dire che il sudore serve ad abbassare la nostra temperatura corporea e si forma a partire dai liquidi che scorrono fuori dalle nostre cellule, come il sangue. Nel nostro organismo i minerali sono distribuiti in modo preciso: il potassio e il magnesio sono presenti principalmente dentro le cellule, mentre il sodio e il cloro si trovano nei liquidi esterni. Di conseguenza, quando sudiamo, i minerali che vengono espulsi in maggiore quantità sono inevitabilmente quelli esterni.
Perciò il minerale principale del sudore è il sodio. In un litro di sudore perdiamo mediamente da dieci a cento volte più sodio rispetto al potassio, mentre il magnesio viene eliminato solo in tracce minime. La classica spossatezza estiva, le gambe pesanti o i crampi che attribuiamo istintivamente alla mancanza di potassio e magnesio sono in realtà la conseguenza diretta del calo della pressione arteriosa dovuto alla vasodilatazione causata dal calore, non di una reale carenza di questi due minerali.
Questo errore di valutazione spiega perché a volte, pur bevendo molto, continuiamo a sentirci spossati. Se reintegriamo i liquidi persi unicamente con acqua molto leggera o con preparati a base di solo potassio e magnesio, non stiamo restituendo al corpo il sodio che ha speso per sudare. Senza una corretta quota di sodio, l'acqua fa più fatica a rimanere nel circolo sanguigno per mantenere stabile la pressione arteriosa. Questo piccolo squilibrio, unito all'effetto del caldo sui vasi, è il vero responsabile di quella sensazione di stanchezza e stordimento nei giorni più afosi.
Affrontare l'estate in modo corretto richiede quindi di ascoltare i reali bisogni dell'organismo. Per contrastare gli effetti del caldo in un soggetto sano, non servono quasi mai formulazioni speciali. È sufficiente una normale idratazione abbinata a un pizzico di sale da cucina in più nei pasti, che fornisce esattamente il sodio di cui il sudore ci ha privato. Per quanto riguarda il potassio e il magnesio, il modo migliore per farne scorta rimane il consumo di frutta e verdura fresca di stagione: alimenti ricchi di acqua e nutrienti che lavorano in perfetta armonia con il nostro corpo.
Una colica addominale apparentemente banale che, nel giro di poche ore, si trasforma in una grave emergenza chirurgica. È quanto accaduto la sera del 13 maggio a una donna poi ricoverata d’urgenza all’ospedale di Fermo, in un intervento che il compagno, Fabrizio Romozzi di Macerata, descrive come “una corsa contro il tempo” in cui determinanti sono stati la tempestività dei soccorsi e la collaborazione tra professionisti sanitari.
Tutto inizia intorno alle 21, quando la donna avverte forti dolori addominali mentre si trova a Marina Palmense. In un primo momento il quadro sembra riconducibile a episodi già avuti in passato, ma nel giro di poco la situazione peggiora rapidamente fino a diventare insostenibile.
"Da quel momento è iniziata una corsa contro il tempo, racconta Romozzi . Ho immediatamente allertato il 112 e, contemporaneamente, ho contattato Vincenzo Flaiani, che le abita d fronte e che aveva le chiavi dell'appartamento. Senza perdere un istante è entrato in casa trovando la mia compagna in condizioni gravissime, incapace persino di alzarsi dal letto a causa dei dolori. Con grande prontezza e senso di responsabilità si è subito adoperato per prestarle assistenza e per agevolare l'intervento dei soccorritori.
"Successivamente, insieme a Roberta Ramadori, l'ha accompagnata al Pronto Soccorso dell'Ospedale di Fermo, rimanendole accanto e garantendole supporto fino al mio arrivo da Macerata. In quelle ore drammatiche la loro presenza, il loro aiuto concreto e la loro umanità hanno rappresentato un sostegno prezioso che non dimenticherò mai".
Nonostante la forte pressione sul reparto, il personale sanitario individua rapidamente la gravità della situazione. Il dolore, riferito come estremamente intenso, richiede anche una doppia somministrazione di morfina per essere controllato.
La svolta arriva con l’intuizione clinica che porta all’esecuzione immediata di una Tac, disposta dal dottor Marco Ercoli insieme al personale infermieristico. L’esame evidenzia un quadro critico: una grave ischemia intestinale massiva da volvolo, con ostruzione del circolo arterioso e rischio imminente di necrosi intestinale.
A quel punto si attiva in tempi rapidissimi la macchina chirurgica. In circa mezz’ora viene predisposta la sala operatoria e richiamata l’équipe composta dai chirurghi Sergio Grani e Marco Massa, insieme al primario dell’Unità di Anestesia e Rianimazione Daniele Elisei, sotto il coordinamento della struttura chirurgica diretta da Silvio Guerriero.
L’intervento, durato circa tre ore, affronta una situazione definita dagli operatori estremamente critica. Il volvolo aveva compromesso in modo severo la vascolarizzazione intestinale. Grazie all’azione chirurgica, viene progressivamente ripristinata la circolazione sanguigna e recuperata la funzionalità dell’intestino, evitando l’esito più grave. Il decorso post-operatorio prevede anche una fase di coma farmacologico, gestita in terapia intensiva con un monitoraggio costante.
Nel racconto viene sottolineato il ruolo centrale non solo dei medici, ma dell’intera équipe sanitaria: infermieri, anestesisti, rianimatori e operatori che hanno garantito continuità assistenziale in tutte le fasi dell’emergenza.
Un ringraziamento viene rivolto da Romozzi anche ai professionisti Catalini e Ferrini, descritti come "figure di riferimento nel supporto informativo e umano durante l’intero percorso".
Il compagno della paziente, che ha raccontato l’intera vicenda, sottolinea come "l’esperienza abbia mostrato che l’efficacia di una struttura sanitaria non dipende solo dalle tecnologie disponibili, ma soprattutto dalla capacità di coordinamento tra professionisti nei momenti di massima emergenza".
“È stata una corsa contro il tempo”, si legge nel suo racconto, “e se oggi possiamo parlarne è grazie alla competenza, alla prontezza e all’umanità di chi è intervenuto”.
Giornata da incorniciare per l'Aurora Treia, che ufficializza la riconferma dell'attaccante Federico Melchiorri in concomitanza con la notizia bomba della giornata dell'ingaggio di Sbaffo. Dopo un'annata straordinaria, culminata con lo storico double della vittoria del campionato di Promozione (girone B) e della Coppa di categoria, il capitano biancorosso ha scelto di legarsi ancora alla squadra della sua città natale per dare continuità a un progetto ambizioso.
Un rinnovo arrivato senza esitazioni da parte della dirigenza, che ha voluto premiare la leadership, l'esperienza e l'attaccamento ai colori mostrati dal giocatore dentro e fuori dal campo. "Sono stato molto felice quando ho ricevuto la chiamata dell’Aurora per la riconferma. L’età è quella che è ed avrei accettato la decisione nel caso non avessero voluto riconfermarmi. La società mi ha riconfermato senza dubbi o ripensamenti e li ringrazio per la fiducia che continuano a riporre in me - ha spiegato Melchiorri -. Per la stagione che verrà gli obiettivi consistono nel continuare a fare il meglio possibile perché la mentalità deve essere quella di tentare di vincere ogni cosa. Se dai il massimo i risultati non possono mentire".
La vera scintilla per il prossimo campionato, che vedrà la compagine treiese confrontarsi sul prestigioso palcoscenico dell'eccellenza marchigiana, è però rappresentata dal mercato in entrata del club targato Lube, che proprio oggi ha annunciato ufficialmente l'ingaggio di Alessandro Sbaffo. L'arrivo odierno dell'ex capitano della Recanatese permette così di ricomporre un tandem offensivo di assoluto valore e dalle categorie superiori, già visto all'opera con la maglia dei leopardiani.
Proprio su questo suggestivo ricongiungimento si sono concentrate le parole più significative di Melchiorri, il quale ha evidenziato l'entusiasmo per la nuova avventura al fianco del fantasista loretese: "Ritrovare Alessandro è veramente bello perché abbiamo trascorso insieme un’annata che non dimenticheremo; in campo mi sono molto divertito con lui. Sbaffo è un giocatore dalle qualità indiscutibili e possiede visione di gioco, tecnica, prontezza nei movimenti e un profilo di alta categoria".
Il capitano biancorosso ha poi ricordato come la loro precedente esperienza in serie C si fosse interrotta bruscamente a causa di due gravi infortuni che avevano colpito entrambi, ma ha rilanciato con forza le ambizioni per il futuro a Treia: "Ora che ci ritroviamo speriamo di regalare belle soddisfazioni alla squadra ed ai tifosi, con la mentalità di tentare di vincere ogni cosa".
CHIESANUOVA – Il Chiesanuova Football Club getta le basi della nuova stagione partendo dalle sue certezze. Le prime conferme ufficiali riguardano infatti i due principali punti di riferimento dello spogliatoio: Andrea Pasqui e Tommaso Tanoni, rispettivamente capitano e vicecapitano della formazione biancorossa.
Due giocatori che rappresentano molto più di semplici elementi della rosa. Sono infatti tra i calciatori con la maggiore militanza nel club e incarnano il senso di appartenenza ai colori biancorossi, qualità che negli anni li ha resi autentici beniamini della tifoseria.
La fascia di capitano resterà sul braccio di Andrea Pasqui, che aveva già ricoperto il ruolo nel girone di ritorno dell'ultimo campionato di Eccellenza raccogliendo l'eredità di Mongiello.
Classe 1998, cresciuto nel settore giovanile del Chiesanuova, Pasqui veste la maglia della prima squadra dal 2016. Nel corso degli anni è diventato uno dei simboli del club, entrando nella storia biancorossa grazie al gol che ha regalato la promozione in Eccellenza, il primo storico approdo del Chiesanuova nella massima categoria regionale.
Confermato anche Tommaso Tanoni, ormai uno dei pilastri della squadra. Arrivato a Chiesanuova nel 2019, il centrocampista si è imposto stagione dopo stagione come una pedina imprescindibile, guadagnandosi la fiducia di tutti gli allenatori che si sono succeduti sulla panchina biancorossa.
Per il nuovo tecnico Andrea Monteneri, Tanoni rappresenterà un punto di riferimento sia in campo sia all'interno dello spogliatoio. Le sue qualità tecniche, unite all'intelligenza tattica, al dinamismo e allo spirito di sacrificio, ne fanno uno degli elementi più affidabili della rosa.
Con le conferme di Pasqui e Tanoni, il Chiesanuova riparte dunque dai propri leader, affidandosi all'esperienza, all'attaccamento alla maglia e alla continuità per affrontare la nuova stagione di Eccellenza.
L'Assemblea generale di Confindustria Macerata ha approvato a larghissima maggioranza il documento di indirizzo che avvia il percorso verso una rappresentanza più forte, moderna e autorevole delle imprese marchigiane. Una decisione che conferma la volontà degli imprenditori del territorio di essere protagonisti di una nuova fase del sistema confindustriale regionale.
La delibera ratifica il percorso già condiviso all'unanimità dal Consiglio di Presidenza e dal Consiglio Generale dell'associazione e rappresenta un passaggio significativo anche dal punto di vista storico. Dopo aver assunto in passato posizioni differenti rispetto ad analoghi progetti di aggregazione, Confindustria Macerata sceglie oggi di sostenere un modello che punta a coniugare identità territoriale, maggiore massa critica, competenze specialistiche e una più incisiva capacità di rappresentanza.
Il percorso nasce dall'accordo sottoscritto dalle presidenze di Confindustria Ancona, Fermo e Macerata, con l'obiettivo di rafforzare il peso delle imprese marchigiane, migliorare i servizi agli associati e valorizzare le peculiarità dei singoli territori all'interno di una visione condivisa.
«Macerata sceglie di contribuire alla guida del cambiamento», afferma il presidente Marco Ragni. «Lo fa con senso di responsabilità e insieme agli altri territori che hanno deciso di condividere questo cammino. La complessità del contesto economico richiede organizzazioni più forti, più competenti e capaci di incidere nei luoghi in cui si determinano le condizioni di competitività delle nostre imprese».
Nel corso dell'assemblea, Ragni ha illustrato la relazione dal titolo "Il paradosso dell'aggregazione necessaria", soffermandosi sulla necessità di superare logiche di conservazione e affrontare con pragmatismo le sfide future della rappresentanza industriale nelle Marche.
«Dobbiamo distinguere tra identità e immobilismo», ha sottolineato. «L'identità di un territorio è un valore da preservare, mentre l'immobilismo rischia di far coincidere ciò che siamo con il modo in cui siamo organizzati oggi».
Il voto dell'assemblea evidenzia una forte compattezza del sistema imprenditoriale maceratese e rafforza il mandato a proseguire il percorso di aggregazione attraverso il confronto e una visione condivisa. In un contesto caratterizzato dalle trasformazioni tecnologiche, dall'intelligenza artificiale, dalla transizione energetica e dai nuovi equilibri geopolitici, la qualità della rappresentanza viene considerata un elemento strategico per sostenere la competitività delle imprese e lo sviluppo del territorio.
«Il futuro della rappresentanza non può essere costruito limitandosi a difendere gli assetti esistenti», conclude Ragni. «Serve il coraggio di aprire strade nuove, mantenendo saldo il legame con le nostre comunità produttive. L'identità è un patrimonio da custodire. L'immobilismo è un rischio da evitare. I territori non si indeboliscono quando scelgono di costruire insieme il futuro, ma quando smettono di interpretare il cambiamento».
La Banca di Credito Cooperativo di Recanati e Colmurano rinnova anche per il 2026 il proprio sostegno ai giovani del territorio, confermando il bando per l’assegnazione delle borse di studio riservate ai soci, ai figli dei soci, ai dipendenti e ai figli dei dipendenti che si siano distinti nel percorso scolastico o universitario.
L’iniziativa, ormai consolidata, punta a valorizzare il merito e l’impegno nello studio, premiando i risultati raggiunti dagli studenti e rafforzando al tempo stesso il legame mutualistico che unisce la banca alla propria compagine sociale. Un’azione che si inserisce pienamente nei principi statutari dell’istituto, orientati alla crescita culturale e morale dei soci e delle comunità locali.
Le borse di studio saranno assegnate in base al titolo di studio conseguito e alla votazione ottenuta. Per gli studenti che hanno completato la scuola secondaria di primo grado sono previsti 100 euro per chi ha ottenuto una votazione pari a 9 e 150 euro per chi ha conseguito il 10 o il 10 e lode. Per i diplomati della scuola secondaria di secondo grado, il contributo sarà di 150 euro con votazioni comprese tra 95 e 100 e di 200 euro in caso di 100 e lode.
Per quanto riguarda il percorso universitario, le lauree triennali, magistrali, specialistiche e a ciclo unico conseguite nell’anno accademico 2024-2025 daranno diritto a una borsa di studio di 250 euro per votazioni comprese tra 108 e 110 e di 300 euro per chi ha ottenuto il massimo dei voti con lode.
Le domande dovranno essere presentate entro il 31 agosto 2026 esclusivamente tramite posta elettronica all’indirizzo eventi@recanati.bcc.it, utilizzando il modulo disponibile sul sito della banca o presso le filiali. Alla richiesta dovranno essere allegati un documento di identità in corso di validità e la documentazione attestante il titolo di studio conseguito o una certificazione sostitutiva riportante la votazione e l’anno di conseguimento.
Nell’oggetto della mail dovrà essere indicata la dicitura “Borse di studio 2026_Cognome Nome”. L’assegnazione dei contributi avverrà sulla base delle domande pervenute e della documentazione presentata, secondo quanto previsto dal regolamento, a insindacabile giudizio del Consiglio di Amministrazione.
Tutte le informazioni, il modulo di domanda e il regolamento completo sono disponibili sul sito della banca.
CAMERINO – L'Università di Camerino amplia i propri servizi dedicati alla salute con l'inaugurazione del Centro del Sonno UNICAM, una nuova struttura che punta a diventare un punto di riferimento per la prevenzione, la diagnosi e la cura dei disturbi del sonno, affiancando attività clinica, ricerca scientifica e formazione.
La cerimonia inaugurale si è svolta questa mattina al Polo Sant'Agostino, alla presenza del rettore Graziano Leoni, del direttore della Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute Gianni Sagratini e dei responsabili del nuovo centro, Michele Bellesi e Luisa De Vivo.
Il Centro nasce con l'obiettivo di approfondire il rapporto tra sonno, cervello, salute e benessere, sviluppando un approccio multidisciplinare capace di coniugare assistenza ai pazienti e ricerca scientifica.
Durante l'inaugurazione sono stati affrontati i principali temi legati alla medicina del sonno. Il professor Michele Bellesi ha illustrato il ruolo fondamentale del riposo nella salute del cervello e dell'intero organismo; il dottor Samuele Scorcella, dirigente medico dell'U.O.C. di Medicina Interna dell'Ospedale di Camerino, si è soffermato sui disturbi respiratori del sonno, mentre il direttore della Neurologia dell'Ospedale di Macerata, Emanuele Medici, ha approfondito il rapporto tra alterazioni del sonno e malattie neurodegenerative.
Al termine degli interventi si è svolto il taglio del nastro, seguito dalla visita ai nuovi spazi.
La struttura è dotata di moderne apparecchiature per la videopolisonnografia, sistemi di monitoraggio domiciliare, actigrafia, test cognitivi e strumenti dedicati alla ricerca sperimentale.
Tra i servizi offerti figurano visite specialistiche, esami diagnostici del sonno, percorsi dedicati ai disturbi del ritmo circadiano e il dosaggio salivare della melatonina.
Il Centro opererà in stretta collaborazione con specialisti di neurologia, pneumologia, psichiatria, otorinolaringoiatria, medicina interna, medicina del lavoro e psicologia cognitivo-comportamentale, garantendo un approccio integrato ai pazienti.
«Con l'apertura del Centro del Sonno completiamo un progetto che mette al centro la salute e il benessere delle persone – ha dichiarato il rettore Graziano Leoni –. Accanto alla ricerca, la struttura offrirà un servizio concreto al territorio, confermando il ruolo dell'Università come luogo di innovazione e di supporto alla comunità».
Sulla stessa linea il responsabile del Centro, Michele Bellesi, che ha sottolineato come i disturbi del sonno siano sempre più diffusi e richiedano risposte specialistiche: «Vogliamo offrire un servizio multidisciplinare che integri diagnosi, assistenza, ricerca e formazione. Le risorse generate dall'attività clinica saranno inoltre reinvestite per sostenere giovani ricercatori, dottorati e nuovi progetti scientifici».
Con questa nuova struttura, l'Università di Camerino rafforza il proprio impegno nella ricerca biomedica e nei servizi sanitari, mettendo a disposizione del territorio competenze scientifiche e tecnologie avanzate per migliorare la qualità della vita delle persone.
MACERATA – L'Università di Macerata entra a far parte di un ristretto gruppo di atenei italiani grazie a un nuovo accordo strategico con IBC – Italy Bureau of Certification, organismo accreditato per la certificazione delle competenze professionali. Il Dipartimento di Economia e Diritto è infatti una delle sole cinque università italiane – e l'unica nelle Marche – ad aver sottoscritto una partnership dedicata alla formazione e alla certificazione delle figure professionali legate al commercio internazionale.
L'intesa, entrata in vigore l'8 maggio scorso, punta a rafforzare il collegamento tra il mondo accademico e quello del lavoro, offrendo agli studenti un percorso altamente qualificante per diventare export-import manager (Exim), professionisti specializzati nell'internazionalizzazione delle imprese, nella gestione delle attività di import-export e nello sviluppo commerciale sui mercati esteri.
L'aspetto più innovativo dell'accordo riguarda proprio il percorso formativo. A differenza di quanto avviene nella maggior parte degli atenei, dove la preparazione alla certificazione richiede master o corsi post-laurea a pagamento, gli studenti di UniMC potranno prepararsi direttamente durante il normale corso di studi, senza sostenere costi aggiuntivi.
Dopo aver verificato i programmi didattici, IBC ha infatti riconosciuto la piena conformità degli insegnamenti agli standard richiesti per la certificazione, consentendo il riconoscimento diretto degli esami già sostenuti.
Il percorso coinvolge il curriculum in "Economia e commercio internazionale" del corso di laurea triennale in Economia e Management e prosegue con gli insegnamenti della laurea magistrale in Management e Marketing Internazionale, offrendo una preparazione completa che permetterà agli studenti di accedere all'esame di certificazione con condizioni economiche agevolate e senza dover frequentare ulteriori corsi.
«Questo accordo rappresenta una straordinaria opportunità per i nostri iscritti – afferma la direttrice del Dipartimento di Economia e Diritto, Elena Cedrola –. Abbiamo costruito un percorso formativo continuo che valorizza chi sceglie di completare gli studi a Macerata. La qualità della nostra didattica è stata riconosciuta come pienamente allineata agli standard europei, trasformando il normale percorso universitario in un vero e proprio passaporto professionale, immediatamente spendibile nel mercato internazionale».
La convenzione non si limiterà alla certificazione delle competenze. L'accordo prevede infatti lo sviluppo di attività formative congiunte, progetti condivisi e iniziative rivolte agli studenti, con l'obiettivo di favorire un contatto diretto con il mondo imprenditoriale e accompagnare i laureati verso un più rapido inserimento nel mercato del lavoro.
Per l'Università di Macerata il referente della convenzione è Elena Cedrola, mentre per Italy Bureau of Certification il coordinamento è affidato a Fausto Vuolo.
Da Luca Zingaretti a Stefano Accorsi, da Giuseppe Fiorello a Rocco Papaleo, da Giulia Ottonello a Giulio Scarpati, Amanda Sandrelli e Luca Bizzarri. Otto appuntamenti in abbonamento e due fuori abbonamento per una stagione che intreccia letteratura, grandi storie, musica, danza e contemporaneità.
Il Teatro Rossini di Civitanova Marche apre il sipario sulla Stagione 2026/27, promossa dal Comune di Civitanova Marche, dall'Azienda Teatri di Civitanova e dall'AMAT, con il contributo della Regione Marche e del Ministero della Cultura. Una stagione che conferma il Rossini come punto di riferimento culturale del territorio e che propone un cartellone di grande qualità artistica, capace di coniugare il richiamo dei grandi protagonisti della scena italiana con produzioni di prestigio, nuovi allestimenti e testi che interrogano il nostro tempo.
Ad inaugurare il cartellone, il 7 novembre, è l'anteprima nazionale di Assassinio sull'Orient Express, in residenza di allestimento a Civitanova Marche. Il celebre capolavoro di Agatha Christie, nell'adattamento di Ken Ludwig e con la regia di Roberto Valerio, vede Claudio "Greg" Gregori nei panni dell'infallibile Hercule Poirot, alle prese con uno dei casi più celebri della letteratura gialla. Un thriller teatrale elegante e avvincente che trasforma il celebre viaggio sull'Orient Express in una profonda riflessione sul rapporto tra verità, giustizia e responsabilità collettiva.
Il 17 e 18 novembre Luca Zingaretti è il protagonista di Marco Polo e le città invisibili, spettacolo liberamente tratto dal capolavoro di Italo Calvino nel cinquantesimo anniversario della pubblicazione del libro. L'adattamento di Edoardo Erba e la regia di Giuseppe Dipasquale trasformano l'universo poetico delle Città invisibili in un intenso confronto tra immaginazione e potere, offrendo una lettura sorprendentemente contemporanea dell'opera calviniana.
Il nuovo anno si apre il 19 e 20 gennaio con l'esclusiva regionale di Educazione sentimentale, scritto e diretto da Ivan Cotroneo e interpretato da Giuseppe Fiorello. Attraverso il racconto della vita di un uomo comune, lo spettacolo affronta con ironia e profondità i modelli culturali della mascolinità e le contraddizioni di un'educazione sentimentale che continua a interrogare la società contemporanea.
Il 24 febbraio Stefano Accorsi è il protagonista di Nessuno. Le avventure di Ulisse, testo di Emanuele Aldrovandi con l'adattamento e la regia di Daniele Finzi Pasca. Una rilettura poetica e sorprendente del mito omerico che restituisce un Ulisse fragile e profondamente umano, in un viaggio teatrale dove l'epica incontra l'intimità e la memoria.
Il 9 marzo è la volta di Scheda bianca, tratto dal romanzo Saggio sulla lucidità di José Saramago, con Rocco Papaleodiretto da Serena Sinigaglia in esclusiva regionale. Una parabola politica e civile di straordinaria attualità che racconta la crisi della democrazia attraverso una vicenda surreale e inquietante, sospesa tra ironia e disincanto.
Il 1° aprile il Rossini accoglie Amélie – Il Musical, spettacolo ispirato al celebre film Il favoloso mondo di Amélie. Con Giulia Ottonello protagonista e la regia di Eugenio Contenti, il musical conduce il pubblico in una Parigi poetica e sognante, dove piccoli gesti e grandi emozioni diventano un inno alla gentilezza, alla fantasia e all'amore.
Il 16 aprile Amanda Sandrelli e Giulio Scarpati, diretti da Antonio Zavatteri, guidano il cast di Cari Genitori, grande successo della drammaturgia francese contemporanea firmato da Emmanuel e Armelle Patron. Una commedia brillante e pungente che, tra colpi di scena e situazioni esilaranti, indaga i rapporti familiari, gli affetti e il delicato equilibrio tra sentimenti e interessi.
A chiudere la stagione, il 5 maggio, è Le nostre donne di Éric Assous con Luca Bizzarri, Enzo Paci e Antonio Zavatteri, diretti da Alberto Giusta. Una commedia raffinata e irresistibile che, attraverso il confronto tra tre amici di lunga data, affronta con intelligenza e humour i temi dell'amicizia, della verità e delle relazioni di coppia.
Accanto agli spettacoli in abbonamento, la stagione propone due prestigiosi appuntamenti fuori abbonamento. Il 16 ottobre, nell'ambito del Civitanova Film Festival, Giorgio Pasotti e il Quintetto Saverio Mercadante rendono omaggio a uno dei più grandi compositori del Novecento con Ennio Morricone… la musica senza tempo. Un viaggio emozionante tra parole e musica che ripercorre le colonne sonore indimenticabili del Maestro, capace di trasformare il cinema in emozione universale e patrimonio della memoria collettiva.
Il 28 dicembre spazio alla grande danza internazionale con Il lago dei cigni, interpretato dal Russian Classical Balletdiretto da Evgeniya Bespalova. Considerato il simbolo per eccellenza del balletto classico, il capolavoro di Čajkovskijtorna in scena con tutta la sua forza evocativa, tra virtuosismo tecnico, eleganza coreografica e la magia senza tempo della storia di Odette e Siegfried.
Lo immagino così, affacciato dagli infiniti spazi oltre la siepe a rimirare il finito, assorto ad ascoltare i suoi immortali versi in lingua cinese, idioma che in vita l'aveva a lungo incuriosito ed affascinato. Giacomo Leopardi infatti si interessò della scrittura cinese, confrontando il nostro sistema fonetico con quello logografico del mandarino, già dal 1821 nello Zibaldone.
Un altro rimando all'estremo oriente lo troviamo nella celebre poesia Canto notturno di un pastore errante dell'Asia dove il fascino per l'esotico si mescola alla malia della luna, la stessa che in ogni tempo e in ogni angolo della terra interroga e attrae come le maree l'animo umano. Chissà quale effetto farebbe al poeta recanatese ascoltare L'infinito non solo nella lingua natia, dalla penetrante voce dell'attrice concittadina Giulia Poeta, ma nell'idioma cinese tradotto dall'eminente professor Wen Zheng.
È successo a Pechino e Shanghai grazie a un ispirato e ambizioso progetto che ha gettato ponti nello spazio e nel tempo attingendo a versi sempre attuali ed universali attorno ai quali possiamo dimenticare le nostre mille differenze e riconoscere la nostra comune radice umana assetata d'infinito.
Il 16 giugno 2026, presso l'Istituto di cultura di Pechino, diretto dall'illuminato Federico Roberto Antonelli, è andato infatti in scena lo spettacolo "Leopardi: verso l'infinito", scritto e interpretato dalla stessa Giulia Poeta, in questi giorni non solo in veste di attrice e doppiatrice ma onorata ambasciatrice della cultura leopardiana in Cina.
La particolarità dello spettacolo è stata immaginare il sommo poeta introdurre in prima persona i suoi più celebri canti la cui traduzione in cinese veniva proiettata sul grande schermo. L'ambizioso progetto è riuscito ad accostare due idiomi e due culture apparentemente molto lontane che si sono raggiunte proprio nel punto dove la nostra ragione si ferma attraversando quel limite solo con l'immaginazione e la poesia, col sentimento e l'emozione.
Emozione fatta di versi e di note, quelle struggenti della violinista di Castelfidardo Melissa Cantarini, che ha accompagnato la recitazione delle liriche attraverso il linguaggio universale e magico della musica.
La lettura dei versi in entrambi i due idiomi è avvenuta il giorno seguente nell'ambito della Beijing International Book Fair per la presentazione della prima edizione cinese dell'opera dei Canti di Giacomo Leopardi.
Alcune delle più celebri poesie di Leopardi sono state magistralmente lette in italiano da Giulia Poeta e in mandarino dal prof. Wen Zheng per dare l’opportunità al pubblico cinese di far propri i nostri celebri Canti. E se crediamo con Dostoevskij che “la bellezza salverà il mondo” la condivisione di arte, filosofia e cultura tra i popoli potrebbe essere l’antidoto persino alla guerra. Questo percorso nell'anima del poeta si è concluso il 18 giugno a Shanghai, arricchendo la serata di Gala Dinner del Panda d'Oro dedicata alla premiazione degli italiani in Cina distintisi in campo sociale e imprenditoriale, con un estratto dello spettacolo messo in scena a Pechino, connubio perfetto fra musica e poesia.
In quest’ultima occasione si è colta ancora una volta l'emozione del pubblico e la sensazione che la scrittura del poeta non serva a dar voce solo al proprio intimo, né sia diretta solo ai suoi contemporanei, ma riesca a raggiungere i più lontani confini della terra e l'uomo di ogni tempo, parlando non solo alla mente e alla cultura ma all'animo umano. Ha del miracoloso che un poeta vissuto secoli fa possa risorgere ogni volta che si leggono i suoi versi, soprattutto quando chi li declama è in grado di sprigionarne tutto il pathos celato.
Proprio come riesce a fare Giulia Poeta, il cui cognome diventa destino quando presta la sua voce anche al poeta che non ha più voce terrena, riattivando ad ogni parola quel flusso vitale d'energia che anima i suoi versi. La potenza della poesia riesce a risvegliare perfino lo spirito assopito delle generazioni di nativi digitali che spesso lasciano l'attività creativa a una macchina senz'anima.
L'attualità dei temi trattati e l'emozione che ancora suscita in noi la poesia di Giacomo Leopardi ci rassicura, in fondo, che siamo ancora uomini e come tali siamo ancora in grado di sentire il riverbero di quelle domande di senso che ognuno porta dentro di sé e che il poeta ha espresso in modo così luminoso e affascinante. Infatti, secondo il teorico del romanticismo italiano, la poesia è il recupero della facoltà immaginativa tipica dei fanciulli e degli antichi, capacità che da adulti concreti e razionali quali siamo rischiamo di perdere.
Ma ora a rischio sono persino i piccoli uomini in formazione quando, davanti a un foglio bianco, invece di vedervi uno spazio di libertà per dare respiro al proprio mondo interiore, chiedono a un algoritmo di riempirlo al loro posto. Per questo i poeti come Leopardi sono necessari come il pane, soprattutto oggi, perché non si spenga la nostra vena poetica e creativa, perché nessun confine né alcun limite ci fermi ma anzi ci spinga a immaginare cosa ci sia oltre quella siepe, perché la nostra sete d'infinito non si plachi mai.
[Nella foto da sinistra: Federico Roberto Antonelli (direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Pechino), Melissa Cantarini, Giulia Poeta, Filippo La Rosa (Vice Direttore Generale per la Diplomazia Pubblica e Culturale)].
Cresce l'attesa per l'appuntamento con "Il Doppiatore Marchigiano", protagonista di uno dei fenomeni social più seguiti degli ultimi anni. Domenica 5 luglio, alle 21.15, la suggestiva Arena Beniamino Gigli di Porto Recanati ospiterà l'unica data estiva dello spettacolo, che si avvia verso il tutto esaurito: sono infatti disponibili gli ultimissimi biglietti. L'evento è regolarmente in vendita sul circuito Ciaotickets.
Sul palco saliranno Alberto Barabucci e Riccardo Lombardelli, le due anime del progetto "Il Doppiatore Marchigiano", che negli anni hanno conquistato milioni di visualizzazioni sul web grazie ai loro irresistibili doppiaggi in dialetto marchigiano, trasformando una passione nata sui social in un vero e proprio fenomeno di spettacolo dal vivo.
Quella di Porto Recanati sarà una serata speciale: i due artisti si esibiranno davanti al pubblico più numeroso della loro carriera, proponendo uno show completamente rinnovato con video inediti, sketch esclusivi, nuovi contenuti realizzati appositamente per l'occasione e numerosi ospiti pronti a salire sul palco.
Ultimi biglietti disponibili online sul circuito Ciaotickets e presso i punti vendita autorizzati; salvo esaurimento, potranno essere acquistati anche la sera dell'evento.
Per i fan sarà un'occasione unica per vivere dal vivo l'ironia, la comicità e il talento di Alberto Barabucci e Riccardo Lombardelli, protagonisti di uno spettacolo che promette risate, sorprese e tante novità in una delle location più prestigiose dell'estate marchigiana.
Con l'arrivo dell'estate si rinnova uno degli appuntamenti più attesi del panorama culturale marchigiano all'interno dell'anfiteatro romano di Urbisaglia, pronto a ospitare la 37ª stagione di teatro classico antico. Dal 9 luglio all'8 agosto, quattro serate speciali con inizio alle ore 21:30 trasformeranno il sito archeologico in un palcoscenico a cielo aperto.
Ad inaugurare la rassegna il 9 luglio sarà lo spettacolo "Sette a Tebe" con la regia di Gabriele Vacis, una produzione targata PoEM, Artisti Associati Gorizia e Fondazione ECM Settimo Torinese incentrata sul tema del conflitto umano. Il 21 luglio la rassegna proporrà una deviazione ironica con la comicità d'autore di Paolo Cevoli in "Figli di Troia" (produzione Diverto), una rilettura arguta delle grandi vicende epiche.
Il dramma classico tornerà protagonista il 28 luglio con le "Baccanti" di Euripide, messe in scena dalla compagnia Anagoor in collaborazione con il Teatro Stabile del Veneto per la regia e l'adattamento di Simone Derai. L'ultimo appuntamento in cartellone, fissato per l'8 agosto, vedrà salire sul palcoscenico due volti noti del teatro italiano, Pamela Villoresi e Giulio Corso, interpreti di "Elettra, 1944", una produzione di Altra Scena & L'altro Teatro scritta e diretta da Giancarlo Nicoletti che traspone la tragedia greca in epoca contemporanea.
Anche per questa edizione viene riproposta la formula Dinnertau, l'iniziativa che offre al pubblico la possibilità di abbinare allo spettacolo una cena a base di prodotti tipici locali, previa prenotazione obbligatoria. "Siamo orgogliosi di ospitare anche quest'anno una rassegna di così alto rilievo all'anfiteatro romano", ha commentato il sindaco di Urbisaglia, anticipando che nei prossimi giorni verranno annunciati ulteriori eventi musicali in grado di arricchire il cartellone estivo del comune. I tagliandi per le serate sono disponibili in prevendita sul circuito online Vivaticket o direttamente al botteghino dell'anfiteatro nei giorni di rappresentazione a partire dalle ore 20:00, mentre per le cene e i dettagli è operativo l'ufficio turistico comunale.
Prima trasferta ufficiale oltre i confini nazionali per l'associazione maceratese Kune, il nuovo sodalizio nato con l'obiettivo strategico di rilanciare e consolidare i rapporti di cooperazione e amicizia istituzionale tra il capoluogo e le sue storiche città gemellate: Weiden in der Oberpfalz (Germania), Issy-les-Moulineaux (Francia) e Floriana (Malta).
In occasione della tradizionale Burger Fest, una delegazione del gruppo guidata dal presidente Luciano Frattani e composta dai soci Lamberto Bergamini, Ulderico Orazi, Gianluca Puliti, Pierluigi Tordini e Lorenzo Tordini ha raggiunto la cittadina della Baviera. La missione istituzionale ha permesso alla delegazione marchigiana di avere un confronto bilaterale con il neoeletto sindaco della città tedesca, Benjamin Zeitler.
Nel corso del colloquio, svoltosi all'insegna del dialogo e della programmazione, le parti hanno confermato il valore storico del gemellaggio, tracciando le linee guida per promuovere futuri scambi culturali, economici e sociali capaci di coinvolgere le rispettive cittadinanze, le associazioni locali e i giovani dei due territori, potenziando la rete di cooperazione europea.
"La nascita di Kune – ha sottolineato il presidente Luciano Frattani – risponde proprio all'esigenza di dare nuovo impulso alle relazioni costruite negli anni tra Macerata e le città gemellate. L'incontro con il sindaco Zeitler rappresenta un segnale positivo e l'inizio di un percorso che auspichiamo possa tradursi in nuove opportunità di collaborazione".
Nei prossimi mesi il sodalizio proseguirà la propria attività programmando nuovi tavoli di lavoro e iniziative mirate a rinsaldare i contatti con le amministrazioni di Weiden, Issy-les-Moulineaux e Floriana.
SAN SEVERINO MARCHE – La Congregazione delle Suore Missionarie dell'Amore di Cristo (Smac) ha una nuova guida. Il Consiglio generale dell'ordine, riunito nei giorni scorsi presso la Casa generalizia del Santuario della Madonna dei Lumi di San Severino Marche, ha eletto suor Daniela Buraschi nuova superiora generale della congregazione internazionale.
La religiosa, 64 anni, si trova attualmente nelle Filippine, dove svolge la propria missione. Proprio lì le è stata comunicata ufficialmente l'elezione, che la porterà ad assumere il massimo incarico di governo dell'istituto religioso.
Sebbene sia originaria di Cesta di Copparo, in provincia di Ferrara, suor Daniela è da molti anni profondamente legata a San Severino Marche, città nella quale vive e opera dagli anni Ottanta e dove è maturata la sua vocazione religiosa. Nel tempo è diventata un punto di riferimento per la comunità locale grazie alla sua presenza discreta, alla disponibilità e al costante impegno nel servizio agli altri.
L'elezione è stata accolta con grande soddisfazione nella città settempedana. Il sindaco Rosa Piermattei ha voluto esprimere pubblicamente le felicitazioni dell'intera comunità attraverso una lettera indirizzata alla religiosa.
«Sapere che il Consiglio generale, riunito nel nostro amato Santuario della Madonna dei Lumi, ha scelto lei per ricoprire il ruolo di massimo livello all'interno della comunità missionaria internazionale è motivo di immenso orgoglio per la nostra città», scrive il primo cittadino.
Nel messaggio, il sindaco ha voluto ricordare anche il lungo servizio svolto da suor Daniela a San Severino Marche, sottolineando in particolare la dedizione con cui ha assistito il cardinale Edoardo Menichelli.
«Desidero ricordare con profonda gratitudine la sua straordinaria presenza nel nostro territorio, contrassegnata da un impegno instancabile e, in modo particolare, dall'amorevole e costante assistenza che ha prestato al nostro amatissimo cardinale Edoardo Menichelli. Quella vicinanza, fatta di cura e profonda sensibilità, resta una testimonianza viva della sua totale dedizione al prossimo».
Il messaggio si conclude con un augurio per il nuovo incarico e con la certezza che il legame con San Severino Marche resterà saldo.
«Siamo certi che la sua guida illuminata saprà tracciare strade feconde per l'intera congregazione. Sappia che San Severino Marche continuerà a essere la sua casa e ad accompagnarla, passo dopo passo, con l'affetto di sempre».
Per la comunità settempedana l'elezione di suor Daniela Buraschi rappresenta un importante motivo di orgoglio e il riconoscimento di un percorso di fede e servizio che, partito da San Severino Marche, assume ora una dimensione internazionale.
La Federcaccia provinciale di Macerata interviene con una nota ufficiale in merito alle perplessità espresse dalle sigle ambientaliste ed animaliste (Lipu, Lav, Wwf, Enpa e Oipa) sull'installazione di nidi artificiali e sui percorsi di educazione ambientale avviati in alcune scuole primarie del territorio. Il direttivo venatorio risponde fermamente, sottolineando come «le critiche rivolte ai cacciatori dimostrano ancora una volta una visione ideologica, non un confronto sui fatti».
Secondo l'associazione dei cacciatori maceratesi, sostenere che il mondo venatorio non possa occuparsi di divulgazione ambientale significa ignorare il percorso di formatione obbligatorio intrapreso dagli iscritti, che comprende lo studio approfondito della fauna, degli habitat, della normativa e della gestione territoriale, oltre alle collaborazioni scientifiche attive con università, istituti di ricerca come l'ispra ed enti pubblici in materia di censimenti, monitoraggi e ripristino ambientale.
La nota evidenzia come l'azione nelle scuole debba essere valutata esclusivamente per la qualità dei contenuti e dei risultati effettivi, «non in base a un pregiudizio verso chi la svolge», aggiungendo che il mondo venatorio è dotato di tecnici formati che fondano il proprio operato su dati concreti e dimostrano con i fatti l'attuazione della gestione di habitat e fauna sul territorio con il proprio impegno e a proprie spese, come nel caso del mantenimento delle zone umide.
Federcaccia risponde puntualmente anche ai rilievi tecnici avanzati sulle cassette-nido posizionate nei plessi scolastici: «Rimandiamo al mittente anche la critica rivolta alle caratteristiche delle cassette, ed invitiamo lo stesso ad appurare le caratteristiche stesse delle cassette installate negli istituti scolastici». Infine, l'associazione interviene sul dibattito legislativo relativo alla riforma della legge 157/92, precisando che il confronto istituzionale dovrebbe fondarsi sulla lettura oggettiva dei testi di legge e su argomentazioni tecniche e scientifiche, anziché alimentarsi di slogan propagandistici, in quanto «la tutela della biodiversità si costruisce con dati, monitoraggi e gestione concreta del territorio, non con etichette o contrapposizioni».
“È stato protagonista assoluto della crescita economica della nostra regione. Uomo intelligente e generoso, esempio di cattolico democratico e di bella politica. Per me scompare l’amico di sempre, il punto di riferimento assoluto per tante battaglie. Con lui scompare la politica vera, autentica, popolare, esempio per intere generazioni”. Con queste parole Angelo Sciapichetti ha espresso il proprio cordoglio per la scomparsa di Adriano Ciaffi.
Nel suo messaggio, Sciapichetti ha voluto ricordare non solo la figura istituzionale, ma anche il valore umano e politico di Ciaffi, sottolineandone il ruolo centrale nella storia amministrativa e politica delle Marche e del Paese.
Adriano Ciaffi, avvocato e dirigente politico, è stato esponente della Democrazia Cristiana, del Partito Popolare e della Margherita, fino a partecipare al percorso costituente del Partito Democratico. Eletto alla Camera dei Deputati per la prima volta nel 1968, fu tra i promotori della riforma agraria che portò alla trasformazione della mezzadria.
Tra il 1975 e il 1978 guidò la Regione Marche come Presidente, in una fase politica caratterizzata da un’esperienza di governo innovativa, con l’appoggio esterno del Partito Comunista. Successivamente ricoprì il ruolo di Assessore al Bilancio regionale dal 1978 al 1983, contribuendo all’avvio delle prime politiche strutturate della Regione, in particolare in ambito sanitario.
Rieletto alla Camera nel 1983, fu Sottosegretario di Stato agli Interni nei governi Craxi I, Craxi II e Fanfani VI. Dal 1988 al 1992 ricoprì l’incarico di vicepresidente della I Commissione Affari Costituzionali della Camera, assumendone poi la presidenza nella legislatura successiva.
Terminata l’esperienza parlamentare, tornò alla professione forense e continuò a impegnarsi nella vita pubblica locale come consigliere comunale, mantenendo un ruolo attivo nella sua comunità fino agli ultimi anni.