Maxi servizio interforze nella notte a Civitanova Marche per garantire la sicurezza della movida del fine settimana: le forze dell'ordine hanno presidiato le vie d'accesso e i lungomari identificando 98 persone, controllando 26 veicoli e sedando diverse liti sul nascere. Nel corso delle operazioni, due giovani sono stati trovati in possesso di cocaina e hashish e segnalati alla Prefettura come assuntori. Durante uno dei controlli, un finanziere è rimasto ferito alle gambe nel tentativo di bloccare uno dei ragazzi in fuga, rendendo necessario l'intervento dei sanitari del 118.
Il servizio straordinario di controllo del territorio, andato in scena nella notte tra sabato 6 e domenica 7 giugno, è stato espressamente disposto dal questore di Macerata, Luigi Mangino. L'operazione rientra nell'ambito delle direttive condivise in sede di comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica coordinato dal prefetto, con l'obiettivo specifico di contrastare la criminalità diffusa nelle aree della costa maggiormente frequentate dai giovani durante il fine settimana, prevenendo così le criticità e gli eccessi legati alla movida notturna.
Il pattugliamento ha visto impegnato in modo congiunto il personale della polizia di stato, appartenente al commissariato locale, alla squadra mobile e alla polizia scientifica, affiancato dagli uomini dei carabinieri, della guardia di finanza e dalle pattuglie della polizia locale. Gli agenti hanno presidiato capillarmente le principali vie d'accesso ai locali di intrattenimento, concentrandosi in particolare, dopo le ore 3:00 del mattino, sul lungomare civitanovese per monitorare il deflusso della clientela dalle discoteche e prevenire sul nascere risse, spaccio di sostanze illecite e l'abuso di alcol.
Nel corso dei controlli mirati, gli operatori hanno intercettato due giovani in possesso di sostanze stupefacenti. Sul lungomare sud è stato fermato un ragazzo di ventiquattro anni, residente in una provincia limitrofa, trovato in possesso di una modica quantità di cocaina. Nelle stesse ore, nei pressi di una discoteca della zona, un ventunenne originario del nord Italia è stato sorpreso con dell'hashish. Per entrambi è scattato l'immediato sequestro della droga e la conseguente segnalazione alla Prefettura quali assuntori di stupefacenti.
Proprio durante il primo intervento sul lungomare sud si sono vissuti momenti di forte tensione: il ventiquattrenne ha tentato di eludere il controllo scappando improvvisamente di corsa. Nel corso dell'inseguimento a piedi, un militare della Guardia di Finanza è rovinato pesantemente a terra, riportando diverse lesioni. Per prestare le cure del caso al carabiniere è stato necessario l'intervento sul posto del personale sanitario del 118.
Oltre al contrasto degli stupefacenti, le pattuglie sono dovute intervenire a più riprese nel cuore della notte per sedare sul nascere alcune liti violente scoppiate tra gruppi di ragazzi e per prestare assistenza ad alcuni giovani colti da malore, evitando che le situazioni potessero degenerare in problemi di ordine pubblico più gravi.
Il bilancio complessivo dell'operazione notturna si è chiuso con numeri importanti: sono state identificate novantotto persone, di cui ventidue di nazionalità straniera, e sono stati controllati ventisei veicoli nel corso dei quattro posti di blocco stradali istituiti nei punti nevralgici della città. Oltre ai due sequestri di droga con relative sanzioni amministrative, gli agenti hanno elevato una contravvenzione per violazione al codice della strada.
Maxi servizio interforze nella notte a Civitanova Marche per garantire la sicurezza della movida del fine settimana: le forze dell'ordine hanno presidiato le vie d'accesso e i lungomari identificando 98 persone, controllando 26 veicoli e sedando diverse liti sul nascere. Nel corso delle operazioni, due giovani sono stati trovati in possesso di cocaina e hashish e segnalati alla Prefettura come assuntori. Durante uno dei controlli, un finanziere è rimasto ferito alle gambe nel tentativo di bloccare uno dei ragazzi in fuga, rendendo necessario l'intervento dei sanitari del 118.
Il servizio straordinario di controllo del territorio, andato in scena nella notte tra sabato 6 e domenica 7 giugno, è stato espressamente disposto dal questore di Macerata, Luigi Mangino. L'operazione rientra nell'ambito delle direttive condivise in sede di comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica coordinato dal prefetto, con l'obiettivo specifico di contrastare la criminalità diffusa nelle aree della costa maggiormente frequentate dai giovani durante il fine settimana, prevenendo così le criticità e gli eccessi legati alla movida notturna.
Il pattugliamento ha visto impegnato in modo congiunto il personale della polizia di stato, appartenente al commissariato locale, alla squadra mobile e alla polizia scientifica, affiancato dagli uomini dei carabinieri, della guardia di finanza e dalle pattuglie della polizia locale. Gli agenti hanno presidiato capillarmente le principali vie d'accesso ai locali di intrattenimento, concentrandosi in particolare, dopo le ore 3:00 del mattino, sul lungomare civitanovese per monitorare il deflusso della clientela dalle discoteche e prevenire sul nascere risse, spaccio di sostanze illecite e l'abuso di alcol.
Nel corso dei controlli mirati, gli operatori hanno intercettato due giovani in possesso di sostanze stupefacenti. Sul lungomare sud è stato fermato un ragazzo di ventiquattro anni, residente in una provincia limitrofa, trovato in possesso di una modica quantità di cocaina. Nelle stesse ore, nei pressi di una discoteca della zona, un ventunenne originario del nord Italia è stato sorpreso con dell'hashish. Per entrambi è scattato l'immediato sequestro della droga e la conseguente segnalazione alla Prefettura quali assuntori di stupefacenti.
Proprio durante il primo intervento sul lungomare sud si sono vissuti momenti di forte tensione: il ventiquattrenne ha tentato di eludere il controllo scappando improvvisamente di corsa. Nel corso dell'inseguimento a piedi, un militare della Guardia di Finanza è rovinato pesantemente a terra, riportando diverse lesioni. Per prestare le cure del caso al carabiniere è stato necessario l'intervento sul posto del personale sanitario del 118.
Oltre al contrasto degli stupefacenti, le pattuglie sono dovute intervenire a più riprese nel cuore della notte per sedare sul nascere alcune liti violente scoppiate tra gruppi di ragazzi e per prestare assistenza ad alcuni giovani colti da malore, evitando che le situazioni potessero degenerare in problemi di ordine pubblico più gravi.
Il bilancio complessivo dell'operazione notturna si è chiuso con numeri importanti: sono state identificate novantotto persone, di cui ventidue di nazionalità straniera, e sono stati controllati ventisei veicoli nel corso dei quattro posti di blocco stradali istituiti nei punti nevralgici della città. Oltre ai due sequestri di droga con relative sanzioni amministrative, gli agenti hanno elevato una contravvenzione per violazione al codice della strada.
Abbiamo intervistato Andrea Motta, creator attivo tra Twitch e social verticali, per ripercorrere il suo percorso personale e professionale: dagli inizi con le live tra amici fino alla costruzione del personaggio "Andrew Liaison", passando per Milano, Roma e l’evoluzione del suo format diventato virale su Instagram e TikTok.
Come inizia il tuo percorso nel mondo dei social?
"Diciamo che tutto parte dal mio approccio alla realtà social attraverso le live di Twitch, perché all’inizio facevo live, ho iniziato a Civitanova facendo live con gli amici mentre cucinavamo del seitan. Poi facendo queste live vengo anche un po’ notato da un altro streamer/youtuber che era SocialBoom, e mi disse poi di salire a Milano per aiutarlo con una maratona che svolgeva lui all’epoca.
Quindi tutto questo percorso inizia con questo trasferimento a Milano, perché io vado da lui ad aiutarlo con questa maratona, però da lì a tre anni poi non sono più tornato a casa. Mi sono dato un tono o comunque una nuova immagine come persona, tanto non mi conosceva nessuno, quindi ho detto andiamo un po’ a ruota libera".
All’inizio era un approccio legato al gaming?
"No, io quelle robe da seg***li non le facevo né adesso né prima (ride, ndr)".
Sei davvero di Civitanova?
"Non proprio di Civitanova, sono di Loreto, naturalizzato Civitanova".
Come nasce il format che poi ti rende virale?
"Perché io nel live di Twitch ero in una situazione abbastanza diversa dal normale. Il format è più o meno sempre stato lo stesso, ma non era brandizzato come adesso. All’inizio utilizzavo qualche inglesismo a livello molto blando: invitavo una ragazza a uscire e, se ci stava, creavo l’appuntamento in diretta, quindi veniva tutto visto in live attraverso la telecamera e la community poteva interagire con noi attraverso donazioni.
La chat parlava, creava situazioni abbastanza imbarazzanti oppure aiutava nei confronti della ragazza o comunque anche in giro per Milano. Io coinvolgevo persone che erano al di fuori del mio mondo e le rendevo partecipi.Era tutto basato sull’improvvisazione, perché io non sapevo cosa avrei fatto durante quelle 6 ore di stream. Giravo Milano e cercavo di intrattenere il pubblico.
Poi come ogni content creator si crea una lore: magari se conoscevo una ragazza diventava parte della mia storia, la rivedevo più spesso, c’erano intrecci anche amorosi, quindi potevano nascere drama, diventava come una vera e propria serie TV. Se ti perdevi una puntata non capivi cosa succedeva".
Continui ancora con questo formato?
"No, ho smesso ormai dal 2023 che non faccio più dirette su Twitch".
Come avviene il passaggio a TikTok e ai formati verticali?
"Dopo un ban durato più di sei mesi è stato un po’ l’incipit di tutto tra le piattaforme. Principalmente all’inizio TikTok perché mi ricondividevano le clip che facevo su Twitch e le rimettevano su TikTok. Sotto consiglio sempre di SocialBoom mi disse che dovevo rendere un format mio, non un repost da terzi. Quindi da lì ho iniziato a uscire direttamente col telefono, senza essere in live, però creando mini contenuti.
All’inizio ero in POV, fermavo le ragazze con approcci strani, con frasi e inglesismi sempre bizzarri, più che altro per creare quella situazione di imbarazzo e cringe, perché secondo me quello che faceva ridere non era il vero tentativo di provarci, ma la situazione. Non sono stato mai sistematico nella pubblicazione. Sono una persona abbastanza incostante. Se non mi sento di fare una cosa non la faccio.
La ragione è un po’ forse d’artista: se mi sveglio bene lo faccio, se non mi sveglio non lo faccio, perché non sono una macchina e non voglio essere l’ingranaggio all’interno di nulla".
Come nasce la parola “liaison”?
"Dopo ritorno a streammare su una piattaforma chiamata Kick, una piattaforma americana di live streaming. Per sbaglio dico la parola liaison, perché mi risuonava da una serie TV degli anni 2000 che si chiamava Dirty Sexy Money, che parlava di una famiglia ricchissima di New York.
C’era questo padre che diceva al figlio politico di tenere fuori la sua liaison per non rovinare il suo percorso politico.Io l’ho provata a dire a una ragazza e ha fatto ridere la situazione. Poi ho scoperto che liaison in realtà significa una botta e via, ma io la interpreto come una conoscenza senza impegno, cioè giusto per parlare e conoscersi".
Come nasce il personaggio e il brand “Andrew Liaison”?
"Diciamo che nasce un po’ così il concept. Io non ho mai voluto insistere su questa parola, però mi dicevano che ogni volta che la usavo il contenuto andava forte. Però al tempo stesso non voglio essere sempre la stessa cosa in continuazione.
Dopodiché nel 2023 lascio Milano perché finisce un contratto lavorativo e ritorno nelle Marche. Poi mi consigliano di andare in una grande città per continuare, quindi vado a Roma. La mia vita è fatta di azzardi, prendo treni e vediamo come va. Da lì sono stabilmente a Roma e diciamo che Roma ha forgiato Andrew Liaison, anche se Andrew Laison nasce già prima, da quel video che raccontavo prima.
Negli ultimi due anni ho insistito sulla mia immagine, prima non volevo, poi ho detto proviamo a rendere creativo anche questo modo di approcciarsi. Prima ero più FuturMotta, molto più rustico, sia nell’abbigliamento che nelle acconciature. Mi vestivo con magliette da Formula 1 o da calcio, perché secondo me lo stile sportivo o casual, anche un po’ alla buona, era una sfida contro la convenzione sociale.
Andare magari da una ragazza non perfetto, non pettinato, non costruito, e vedere la risposta. Quello secondo me è stato il primo step, quello che mi dicono essere stato il mio prime. Poi Andrew Liaison è arrivato dopo ed è più forte perché è più riconosciuto. Come personaggio è meno "grezzo".
Che rapporto hai con Civitanova e con il mare?
"Io sono di Loreto, però negli ultimi anni ho sempre avuto legami con Civitanova Marche. Ho concluso lì i miei studi, liceo linguistico. Da lì ho creato un gruppo di amici, ho avuto anche la mia prima fidanzatina lì, quindi sarò sempre legato a Civitanova.
Per me è una seconda casa, nonostante non rinneghi le mie origini loretane. Mi sento molto legato anche al mare. Con il gruppo di Civitanova abbiamo una barca e quando posso dormo lì, perché mi piace il risveglio con il rumore dei gabbiani, delle onde. Quando posso scappo dalla città, anche se Roma mi piace".
Visto l'utilizzo di maglie sportive e calcistiche nei tuoi primi video, sei un tifoso di calcio?
"Non seguo molto il calcio. Sono più del tipo ‘odio il gioco, non i giocatori’. Però essendo legato a Civitanova sposo anche il lato sportivo perché secondo me è culturale, unisce le persone. Quando sono in gruppo mi sento parte di una comunità. Sono andato anche in curva, seguo la Civitanovese, e mi sento parte di quel mondo.
C’è il gruppo del Bunker Rosso Blu, loro sono nati lì e hanno un sentimento del mare più grande del mio. Io li seguo perché mi riconosco in quello che si prova. Mi ricordo anche quando la Civitanovese ha vinto uno dei primi derby e c’era lo striscione con scritto “siete solo figli delle nostre estati”, quella scena mi è rimasta".
Progetti futuri?
"Mi auguro di mantenere una buona lunghezza d’onda. Vorrei che Andrew Liaison si concretizzasse sempre più come una sorta di presentatore, in stile Gigi Marzullo, con giochi di parole. Però senza forzare nulla, vediamo come evolve".
Due giovani operai residenti a Tolentino e Caldarola sono stati denunciati a piede libero dai carabinieri per porto abusivo di armi e oggetti atti a offendere. I militari dell'Arma hanno intercettato sui canali social un video pubblicato dai due ragazzi, nel quale mostravano con disinvoltura la disponibilità di armi all'interno della propria autovettura. La successiva perquisizione scattata d'urgenza ha permesso di rinvenire e sequestrare una pistola a salve senza tappo rosso in casa di uno dei giovani e un coltello proibito nascosto nell'abitacolo del mezzo.
L'attività investigativa ha preso il via grazie al costante monitoraggio dei canali web e delle piattaforme social effettuato dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Tolentino. Proprio durante questa attività di controllo virtuale, i militari hanno individuato un filmato, girato e pubblicato dai due indagati, in cui veniva mostrata apertamente la presenza di alcune armi da taglio e da fuoco all'interno dell'automobile abitualmente utilizzata dai due giovani.
L'immediata attività informativa sviluppata sul territorio in collaborazione con i colleghi della stazione carabinieri di Caldarola ha permesso di dare un nome e un volto ai protagonisti del video. Si tratta di due ragazzi italiani di professione operai, residenti rispettivamente nei comuni di Caldarola e Tolentino. Raccolti gli elementi di prova, i carabinieri hanno ottenuto in tempi record un decreto di perquisizione firmato dalla procura della repubblica di Macerata.
Il blitz, che ha visto impegnati i militari sia nelle abitazioni dei due operai sia sul veicolo filmato nei post, ha dato esito positivo confermando quanto emerso dall'analisi delle immagini online. Presso l'abitazione di uno dei due ragazzi è stata individuata e presa in consegna una pistola a salve priva del previsto tappo rosso di sicurezza, risultata essere l'esatta replica dell'arma da fuoco esibita nel filmato diventato virale.
Le operazioni di ispezione si sono poi estese all'automobile in uso alla coppia di amici. All'interno dell'abitacolo della vettura, nascosto e pronto all'uso, i carabinieri hanno rinvenuto un coltello di genere proibito. Tutto il materiale bellico e da taglio è stato immediatamente rimosso dalla disponibilità dei giovani e sottoposto a sequestro penale, in attesa del formale versamento presso l'ufficio corpi di reato competente. Per i due operai è scattata la denuncia in stato di libertà.
Incidente in via Vittime delle Foibe, due auto coinvolte: carreggiata ristretta e soccorsi sul posto. È il bilancio di quando avvenuto poco dopo le 9:00 di oggi, lungo la bretella che collega Macerata alla frazione di Villa Potenza. Lo scontro si è consumato per cause e dinamiche che sono tuttora in corso di accertamento da parte degli agenti della polizia locale, intervenuti immediatamente sul luogo del sinistro.
Sul posto sono accorse le pattuglie municipali insieme ai vigili del fuoco del locale Comando e ai sanitari del 118. Il personale medico e infermieristico ha prestato le prime cure del caso ai due conducenti rimasti coinvolti nel sinistro, rispettivamente un uomo e una donna.
Ad avere la peggio nello scontro è stata la donna alla guida di uno dei due mezzi, la quale è stata presa in carico dall'ambulanza ma, stando alle prime informazioni trapelate, le sue condizioni non risulterebbero gravi.
I vigili del fuoco hanno provveduto alle operazioni di messa in sicurezza dei veicoli incidentati e della sede stradale. Per permettere il completamento dei rilievi di rito e la successiva rimozione dei mezzi da parte dei carri attrezzi, la polizia locale ha dovuto disporre il restringimento della carreggiata ad una sola corsia di marcia.
Un principio d'incendio è divampato a Porto Recanati all'interno di un'area privata situata a ridosso della linea ferroviaria, all'altezza dell'Hotel Regina e lungo la strada statale 16 Adriatica. Il rogo ha interessato del materiale di legno accatastato e alcune sterpaglie vicine, sollevando una densa colonna di fumo ma senza fortunatamente estendersi.
Sul posto sono intervenuti tempestivamente i vigili del fuoco del distaccamento di Civitanova Marche, che hanno spento rapidamente il focolaio evitando che potesse allargarsi oltre il perimetro del legname. I pompieri hanno poi provveduto alle necessarie operazioni di bonifica e messa in sicurezza del tratto, per escludere la presenza di braci nascoste sotto la catasta.
Sebbene l'area colpita sia di dimensioni ridotte, la dinamica dell'accaduto è finita sotto la lente d'ingrandimento. Al momento, infatti, non si esclude che possa essersi trattato di un gesto doloso.
Per fare piena luce sull'episodio e determinare l'esatta origine del fuoco sono ancora in corso gli accertamenti tecnici da parte degli stessi vigili del fuoco, supportati dai carabinieri della locale stazione che hanno presidiato la zona durante le operazioni di spegnimento.
Si sono aperte regolarmente questa mattina le urne nei quarantiquattro seggi dislocati sul territorio comunale di Macerata per il secondo turno di votazioni che decreterà chi tra il sindaco uscente Sandro Parcaroli e lo sfidante Gianluca Tittarelli guiderà il capoluogo nei prossimi cinque anni.
La prima rilevazione ufficiale delle ore 12:00 fotografa una situazione di sostanziale stabilità sul fronte della partecipazione democratica: l'affluenza media provvisoria si attesta infatti al 13,65% degli aventi diritto. Un dato che mostra un lievissimo sussulto positivo se confrontato con il 13,37% registrato alla medesima ora durante il primo turno di domenica 24 maggio.
L'analisi dei flussi quartiere per quartiere evidenzia come l'elettorato stia rispondendo alla chiamata alle urne in modo differenziato a seconda delle zone cittadine.
Andando a spogliare i dati trasmessi dagli uffici elettorali del comune, la palma di seggio più virtuoso di questa prima metà di giornata spetta alla Sezione 24, dove si è già recato a votare il 20,13% degli iscritti (in forte crescita rispetto al 15,80% del primo turno). Ottime performance di partecipazione si registrano anche alla Sezione 5 con il 18,69% (un balzo netto rispetto al 12,68% di due settimane fa), seguita a ruota dalla Sezione 27 che marca un 18,11% a fronte del precedente 10,74%.
Sopra la media generale della città viaggiano anche i seggi storici del centro e della prima periferia: la Sezione 2 tocca quota 18,04%, la Sezione 34 fa registrare lo stesso identico 18,04% e la Sezione 4 si fissa al 17,96%.
La percentuale più bassa in assoluto viene segnalata alla Sezione 22, dove l'affluenza si è fermata ad appena il 6,68% (in calo rispetto al 9,03% della prima tornata). Dinamica analoga alla Sezione 17, che non va oltre il 7,71% di votanti a mezzogiorno.
Sotto la doppia cifra percentuale troviamo anche la Sezione 10 al 9,26% (comunque in lieve aumento rispetto all'8,56% del primo turno) e la Sezione 43 che chiude la sponda dei seggi minimi al 10,05%. Nessun dato percentuale, come di consueto per le prime ore, è pervenuto dalla Sezione 44 ospedaliera per via delle ridotte dimensioni del corpo elettorale fluttuante della struttura sanitaria. I seggi rimarranno aperti oggi fino alle ore 23:00 e domani, lunedì 8 giugno, dalle ore 7:00 alle 15:00. La prossima rilevazione ufficiale sull'affluenza è prevista per le ore 19:00.
Un doppio incendio ha interessato nel tardo pomeriggio di oggi due edifici dismessi di Porto Recanati, facendo scattare l’intervento dei vigili del fuoco e delle forze dell’ordine. Le fiamme sono divampate intorno alle 18.30 all’interno dell’ex scuola Zanella e dell’ex preventorio, strutture vicine tra loro e attualmente non utilizzate.
Le squadre dei vigili del fuoco di Civitanova Marche sono arrivate rapidamente sul posto, riuscendo a domare i roghi in breve tempo e a limitare i danni. Sul luogo dell’accaduto si è recato anche il sindaco Andrea Michelini, che ha seguito da vicino le operazioni di verifica.
Secondo le prime informazioni raccolte, l’episodio sarebbe riconducibile a un atto doloso. L’ipotesi emerge dalle valutazioni effettuate dai soccorritori intervenuti nelle due strutture.
L’ex Zanella, immobile di proprietà comunale, aveva ospitato fino alla fine del 2024 le associazioni Croce Azzurra e Croce Bianca. Oggi l’edificio è vuoto e inutilizzato. L’altro stabile coinvolto è l’ex preventorio, di proprietà dell’Ast.
I danni più significativi sono stati riscontrati in un locale dell’ex Zanella e in alcune aree del seminterrato. Entrambi gli edifici risultano disabitati e già interdetti all’accesso mediante transenne.
Il sidanco Michelini ha dichiarato che da quanto riferito dai vigili del fuoco si tratterebbe di un gesto doloso.
Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri della Compagnia di Civitanova Marche, che hanno avviato gli accertamenti per individuare eventuali responsabili e chiarire la dinamica del doppio incendio.
Incidente stradale nella tarda mattinata di oggi, intorno alle ore 12, in via Carducci all’incrocio con via Cavallotti.
Per cause in corso di accertamento, si è verificato uno scontro tra una moto e una Ford condotta da una donna.
Ad avere la peggio è stato il motociclista, subito soccorso dal personale del 118 e trasportato all'ospedale per le cure del caso. La conducente dell’auto è invece rimasta illesa.
Sul posto sono intervenute anche le forze dell’ordine per effettuare i rilievi e ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente.
Gli accertamenti sono tuttora in corso.
Il cimitero della frazione di Chiarino a Recanati torna pienamente operativo e funzionale dopo un lungo periodo di inagibilità. Questa mattina, nell'ambito delle celebrazioni di "Chiarino in Festa", si è svolta la cerimonia di benedizione della cappella interna e delle mura perimetrali, completamente ricostruite a partire dalle fondamenta grazie a un piano di interventi dell'amministrazione comunale.
All'evento hanno preso parte il sindaco Emanuele Pepa e la giunta, che hanno annunciato lo stanziamento a bilancio di 200mila euro per la riqualificazione dei cimiteri rurali: il prossimo cantiere riguarderà il sito di Bagnolo.
Tra le autorità locali erano schierati il sindaco Emanuele Pepa, il vicesindaco con delega ai Lavori pubblici Roberto Bartomeoli, il presidente del consiglio comunale Benito Mariani, gli assessori Sabrina Bertini e Maurizio Paoletti, insieme ai consiglieri comunali Romano Frenquelli ed Enrico Gelosi Enrici.
Il protocollo della mattinata si è sviluppato subito dopo la santa messa delle ore 10:15, celebrata all'interno della vicina chiesa dei Santi Giuseppe e Filippo Neri. Al termine della funzione, una nutrita processione composta da residenti e fedeli si è mossa verso l'antistante camposanto rurale. Qui il parroco, don David Malavè, ha officiato il rito e impartito la benedizione solenne sia alla restaurata chiesetta interna sia a tutti i cittadini presenti, anticipando i discorsi istituzionali delle autorità.
"I lavori portati avanti al cimitero di Chiarino - hanno dichiarato congiuntamente il sindaco Pepa e il vicesindaco Bartomeoli nei loro interventi - rappresentano la ferma volontà di garantire massimo rispetto per i defunti e decoro per i luoghi della memoria. Questa amministrazione si è data un cronoprogramma stringente di interventi manutentivi che interesserà progressivamente tutti i cimiteri rurali comunali, con l'obiettivo chiaro di restituire loro la cura e l’attenzione che meritano, ponendo fine a una situazione di abbandono che purtroppo si protraeva da diversi anni. In questo senso, possiamo già annunciare che il prossimo step riguarderà il cimitero di Bagnolo".
Le opere eseguite a Chiarino non si sono limitate a un semplice restyling superficiale, ma hanno risolto gravi criticità strutturali. Il progetto ha previsto il consolidamento totale delle pareti e del tetto della cappella, ma soprattutto la ricostruzione ex novo delle mura perimetrali, riprogettate a partire dalle fondamenta. Le vecchie recinzioni esterne, infatti, presentavano da tempo ammaloramenti così profondi da aver provocato, in alcune porzioni, il collasso e il crollo della struttura.
L'intervento si inserisce all'interno di una strategia ad ampio raggio varata dalla giunta recanatese per riqualificare i cimiteri cittadini e periferici, sostenuta da uno stanziamento specifico a bilancio di 200mila euro.
Un piano d'azione che sta già mostrando i primi frutti sul territorio: contestualmente alla riapertura della cappella di Chiarino, l'ente municipale ha confermato che sono stati portati a termine con successo anche i paralleli lavori di ripristino delle mura del cimitero nella frazione di Santa Croce.
Una notizia che farà felici gli appassionati della montagna e gli amanti del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Dopo ben otto anni, il celebre Lago di Pilato si prepara infatti a riacquistare la sua caratteristica e affascinante forma a occhiale, un fenomeno naturale che negli ultimi anni era diventato sempre più raro a causa delle condizioni climatiche e della riduzione delle riserve idriche.
A testimoniare questo momento speciale è una fotografia scattata nelle ultime ore da Giacomo Giulioni, che mostra il lago in una fase particolarmente favorevole. L'immagine evidenzia anche la presenza di una notevole quantità di neve ancora da sciogliere, elemento che lascia presagire un ulteriore apporto d'acqua nelle prossime settimane.
Le condizioni che hanno portato a questo risultato sono il frutto di una stagione particolarmente generosa per le alte quote dei Sibillini. Durante l'inverno, infatti, le precipitazioni si sono presentate quasi sempre sotto forma di neve oltre i 1.800 metri di altitudine, contribuendo ad accumulare importanti riserve idriche. Determinanti sono state anche le abbondanti nevicate registrate tra la fine di marzo e l'inizio di aprile, che hanno incrementato ulteriormente il manto nevoso.
A favorire il recupero del lago hanno contribuito inoltre un mese di maggio insolitamente fresco, con nuove precipitazioni nevose alle quote più elevate, e le intense piogge cadute nei giorni scorsi. Secondo quanto riportato dagli osservatori del territorio, le precipitazioni hanno raggiunto circa 50 millimetri, garantendo un significativo apporto d'acqua all'intero bacino montano.
Come sottolineato dagli appassionati che monitorano costantemente l'area, “finalmente dopo 8 anni dall'ultima volta il Lago di Pilato tornerà ad avere la sua classica forma ad occhiale”, un'immagine simbolo dei Sibillini che rappresenta uno degli scenari naturalistici più suggestivi dell'Appennino centrale.
Il ritorno di questa particolare conformazione rappresenta non solo uno spettacolo paesaggistico di grande fascino, ma anche un segnale positivo per l'ecosistema di uno dei luoghi più iconici delle Marche, meta ogni anno di migliaia di escursionisti e fotografi provenienti da tutta Italia.
Un sabato di attesa e di silenzio politico accompagna Macerata verso il momento decisivo in cui la città sceglierà il nuovo sindaco tra Sandro Parcaroli e Gianluca Tittarelli, in una fase di vigilia che precede la sfida finale alle urne.
Il voto si svolgerà in due giornate: domani dalle 7 alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15, con una modalità di espressione della preferenza più semplice rispetto al primo turno.
Sulla scheda elettorale, di colore azzurro, il nome di Gianluca Tittarelli compare a sinistra ed è sostenuto da Pd, Movimento 5 Stelle, Avs, Riformisti Macerata, L’Altra Macerata, Strada Comune e Uniamo Macerata, mentre a destra è presente Sandro Parcaroli sostenuto da Fratelli d’Italia, Lega+civici, Forza Italia, Macerata Unica, Udc e Maceratesi per Parcaroli.
Sotto ciascun candidato sono riportati i riquadri con le liste collegate, rimaste identiche a quelle del primo turno in assenza di apparentamenti tra le due fasi.
L’espressione del voto avviene tracciando un segno nel rettangolo che contiene il nome del candidato scelto. Il voto resta valido anche se la croce viene apposta fuori dal riquadro del nome, ad esempio sul simbolo di una o più liste collegate, oppure in presenza di più segni sul nome del candidato sindaco o sui simboli delle liste collegate.
Non è previsto il voto disgiunto: la scelta deve ricadere esclusivamente su uno dei due candidati sindaco, senza possibilità di combinare preferenze diverse tra liste e candidato. La scheda è invece nulla se il segno viene posto sia sul nome di un candidato sia sul simbolo della lista che sostiene l’avversario.
Lo spoglio inizierà subito dopo la chiusura dei seggi nei 44 seggi cittadini, dove si procederà al conteggio delle schede per determinare il nuovo sindaco di Macerata.
Gli elettori chiamati alle urne sono 36.441 e per votare sarà necessario presentarsi con tessera elettorale e documento di riconoscimento valido.
In caso di smarrimento della tessera o esaurimento degli spazi disponibili, sarà possibile richiedere un duplicato presso l’Ufficio elettorale in viale Trieste 24, aperto nel pomeriggio fino alle 18 e operativo per tutta la durata delle operazioni di voto.
Siamo alle battute finali della campagna elettorale a Macerata. Mancano poche ore prima che scatti il silenzio elettorale in vista del ballottaggio del 7 e 8 giugno che deciderà chi guiderà la città capoluogo nei prossimi cinque anni. Da una parte il sindaco uscente Sandro Parcaroli, candidato del centrodestra, dall'altra Gianluca Tittarelli, candidato del centrosinistra. Abbiamo rivolto ai due candidati le stesse domande sui temi centrali della campagna elettorale: le priorità dei primi 100 giorni, la visione per il futuro della città, un commento sulle ultime settimane di campagna e l'appello finale agli elettori.
Qual è la priorità assoluta nei primi 100 giorni?
Sandro Parcaroli: «La priorità assoluta è una sola: non fermare ciò che è già in corso. Macerata oggi ha cantieri aperti, progetti finanziati e opere pronte a partire. Il primo compito di un sindaco confermato è garantire che nessuno di questi si blocchi.
Poi c’è il sociale, un tema che richiede sempre più attenzione. Fino ad oggi abbiamo ottenuto risultati molto importanti: Macerata è stata riconosciuta "Comune Amico della Famiglia – Family in Italia", ha organizzato il Festival della Famiglia e attivato lo sportello "Famiglia al Centro". Sono stati realizzati progetti come il Condominio Solidale per anziani, il programma "Protetti Insieme" contro le truffe agli anziani, iniziative di turismo sociale come Tourgustando e la creazione di orti sociali. È stata istituita la Consulta Disabilità, attivato il Centro Autismo a Villa Potenza e promosso nelle scuole il progetto "Guardami negli occhi" contro la violenza di genere. Ho in programma un’azione a tutela delle famiglie e dei singoli in difficoltà, ma non voglio rivelarlo ora per non cadere in facili demagogie; sarà qualcosa di importante e impattante.
Poi abbiamo la sfida della popolazione che invecchia. Questa è la realtà che dobbiamo affrontare con politiche all’altezza, e da cui ricaviamo anche un’opportunità: trasformare il rispetto e la cura per gli anziani in una leva di crescita per la città. È quello che chiamiamo Silver Economy.
Non mancherà un piano altrettanto importante, che abbiamo annunciato, ora che tantissimi cantieri sono stati chiusi: interventi immediati per le cose di tutti i giorni — marciapiedi, asfaltature, manutenzione del verde, illuminazione nei punti dove i cittadini ci chiedono più sicurezza. Perché una città si misura dalle grandi opere, ma si vive nelle piccole cose. Nei primi 100 giorni voglio che i maceratesi vedano la differenza sotto casa propria, quartiere per quartiere, frazione per frazione. Questa è la mia idea di continuità: non un'amministrazione che riparte da zero, ma una che prosegue con metodo il lavoro già avviato».
Gianluca Tittarelli: «La priorità nel caso in cui io venga eletto è, come ho detto già, prendere la differenza di un'altra amministrazione che c'è già, una che entra, prende possesso delle informazioni, fa una verifica dello stato delle cose, mi pare il minimo, per affrontare poi l'attività amministrativa di governo.
Sicuramente una volta fatto questo l'attenzione principale sarà rivolta intanto, come ho sempre detto, al decoro e a rifare un po' di Macerata quello che dovrebbe essere, una città bella e vivibile, con attenzione ai cittadini e alle cittadine che hanno più bisogno, quindi questo è un valore aggiunto proprio quello del centrosinistra».
Qual è la vostra visione per il futuro di Macerata nei prossimi cinque anni?
Gianluca Tittarelli: «La visione è ridare a Macerata il ruolo che le spetta, cioè quello di essere il riferimento della provincia, il capoluogo di provincia, di essere presente e dire la propria in tutti i tavoli che contano: la sanità, i rifiuti, l'acqua, tutti gli ambiti, l'ambito sociosanitario e in collaborazione con i comuni limitrofi.
Bisogna riattivare dei rapporti perché Macerata deve tornare a fare da guida. In più occorre dare alla città quella identità che le appartiene, ovvero città artistica, culturale e di servizio, una città che funziona, una città che deve valorizzare quanto di buono ha, e c'è tanto, e tendere a un modello che sia quello di un turismo lento, capace di attrarre persone non soltanto dal territorio circostante.
Io penso sempre alle città umbre e alle città toscane che stanno vicine a noi. Ci sono tante realtà medio-piccole come la nostra che vivono di un turismo continuo. Quindi non avere una visione solamente legata a qualche evento sporadico, ma darci proprio questa identità. Abbiamo dei grandissimi contenuti, valori aggiunti, una parte artistica, museale, architettonica e storica importante. Bisogna fare in modo che il centro torni a essere vivo e non un parcheggio a cielo aperto, favorire il commercio, la residenzialità e l'accessibilità. Vorrei arrivare a una città che funziona, che è attrattiva e che torna a essere un riferimento per il territorio in quanto capoluogo di provincia».
Sandro Parcaroli: «La mia visione è quella di una Macerata che cresce facendo della sua identità il punto di forza: una città capoluogo moderna, attrattiva e innovativa, che però non dimentica le persone.
La riassumo in quattro direzioni. Una città che investe sui giovani e sul lavoro: con i tre polo di intelligenza artificiale (Centro Fiere, MATT, Centro storico), lo sportello unico per chi vuole fare impresa sotto i 35 anni, le agevolazioni per chi apre un'attività in centro. Vogliamo che i nostri ragazzi abbiano un motivo per restare, non per andarsene.
Una città che attrae: il nostro obiettivo è arrivare a 42.000 abitanti, con una leva fiscale concreta — incentivi TARI per chi sceglie di venire a vivere a Macerata e a chi sceglie il centro storico per lavorare. Un centro storico vivo, con le botteghe aperte e le famiglie che ci abitano, è il cuore pulsante di tutta la città.
Una città che non lascia indietro nessuno, rafforzando la rete di servizi sociali che abbiamo costruito. La dignità di una comunità si misura da come tratta chi ha più bisogno.
E una città sicura e curata, dove la qualità della vita si vede nelle strade pulite, nei parchi vivibili, nei quartieri illuminati, nelle frazioni che non si sentono dimenticate. È la stessa visione con cui abbiamo lavorato in questi cinque anni — la differenza è che oggi abbiamo le basi solide per realizzarla davvero, perché i conti del Comune sono in ordine e i progetti sono già avviati».
Un commento sulle ultime due settimane di campagna elettorale
Sandro Parcaroli: «Ho fatto il mio percorso, ho incontrato più persone possibili, sono stato in strada, nelle piazze, con le associazioni, nei negozi, nelle aziende, in mezzo alla gente a parlare, a confrontarmi. Ho ricevuto tantissimi attestati di stima e questo mi ha fatto piacere, è la benzina che mi ha spinto durante tutti questi chilometri percorsi a piedi. Ho stretto così tante mani che mi fa male il braccio destro! Scherzo, ovviamente.
E, a proposito di battute, è stato divertente vedere il mio rivale proporre dei progetti che invece sono cantieri attivi: su tutti, l’asfaltatura di via Natali a Sforzacosta, i cui lavori partono l’8 giugno, appositamente dopo la chiusura estiva delle scuole, Helvia Recina, oggetto di ben due bandi per la sua valorizzazione. La città si cambia con i fatti, non con le polemiche».
Gianluca Tittarelli: «C'è un giochetto che viene fatto, ripetere insistentemente la stessa cosa in modo che poi questa cosa diventi vera. Io non ho mai attaccato, come loro stanno dicendo, la figura né del sindaco né degli assessori. Ho ovviamente fatto delle critiche all'azione politica e amministrativa dell'amministrazione uscente, ma d'altronde sono il candidato che concorre nel ballottaggio a sconfiggerla, evidentemente non posso essere d'accordo su tutto.
Un conto è dire che ho fatto una campagna dove ho criticato delle cose, un conto è sostenere che io abbia fatto una campagna personale. Invito tutti a trovare una mia intervista, dichiarazione o post dove dico qualcosa di personale nei confronti del sindaco o degli assessori.
Piuttosto è sotto gli occhi di tutti che in queste due settimane il clima si è un po' avvelenato. Ho fatto delle alleanze legittime previste dalla legge e qualcuno è diventato nervoso. Fioccano i video contro di me, fioccano le caricature con l'intelligenza artificiale, tutte cose sulle quali io sorvolo alla grande.
La destra ha i suoi problemi. Uno è il sindaco di Filottrano che, bisogna dirlo in maniera netta, come uomo e soprattutto come rappresentante delle istituzioni, è stato abbastanza imbarazzante. Hanno già le loro questioni a cui pensare, io penso alle mie».
Appello finale al voto: perché i cittadini dovrebbero scegliere lei?
Gianluca Tittarelli: «Qui bisogna ridare smalto e slancio alla città. Io penso di apportare le mie attitudini a quella che è l'attività politica. Mi conoscono in tanti, sanno che vengo dal mondo pragmatico, quello aziendale, quello dello sport, quello del volontariato. Il modo nuovo di pensare e vivere la città può senz'altro trovare in me l'alternativa credibile».
Sandro Parcaroli: «Perché in cinque anni ho dimostrato, con i fatti, che cosa so fare per questa città. Non vengo dalla politica, vengo dal lavoro: ho iniziato da un negozio di trenta metri quadri in pieno centro, e so cosa significa rimboccarsi le maniche ogni mattina. Questo metodo l'ho portato in Comune: conti rimessi in ordine senza aumentare le tasse, decine di opere realizzate, una città che è cresciuta e che è stata riconosciuta a livello nazionale, fino alla Medaglia che il Presidente della Repubblica ha appena voluto destinare al nostro progetto "Sferisterio Scuola" per i bambini.
Chiedo ai maceratesi di scegliere la strada della concretezza e della stabilità: continuare un lavoro che è già in corso, non fermarlo per ricominciare da capo. I progetti che stanno per partire hanno bisogno di mani sicure per arrivare al traguardo.
Non prometto miracoli. Prometto serietà, ascolto e impegno, ogni giorno, per tutti i quartieri e tutte le frazioni. Perché i risultati non si promettono: si costruiscono. Abbiamo dalla nostra parte anche la filiera istituzionale di Provincia-Regione-Governo: insieme si va lontano. Domenica 7 e lunedì 8 giugno, chiedo ai cittadini di Macerata la fiducia per continuare. Insieme, Macerata continua a crescere».
I climatologi e gli esperti di varie discipline collegate all’argomento sono alle prese da un po’ di anni con l’osservazione di una stagione estiva sempre più calda con punte addirittura inimmaginabili fino a qualche decennio fa e che suscitano un interesse variegato che riguarda tutti gli aspetti della nostra vita: dalla gestione delle nostre giornate fino alla preservazione della nostra salute.
La stagione calda è molto ambita da tutti noi, significa libertà, vacanza, godimento della natura dal mare alla montagna, gite culturali e riunioni con amici e parenti. Ma cosa fare quando le temperature sono troppo alte? Cosa consigliare?
Dall’opuscolo "Note di prevenzione e primo soccorso negli incidenti al mare" da me realizzato qualche anno fa in collaborazione con l’allora Direttore del Pronto Soccorso dell’Ospedale Regionale delle Marche Marcello Orlandini, divulghiamo alcune informazioni e consigli di come comportarsi nelle situazioni di emergenza dovute all’eccessiva temperatura.
Il calore eccessivo determina diverse affezioni generali dell’organismo dovute a turbe della termoregolazione e a compromissione dell’equilibrio idroelettrolitico e circolatorio del nostro corpo. Con temperature che si aggirano attorno ai 40°C dobbiamo necessariamente menzionare e cercare di spiegare anche quelle che sono le turbe più gravi a cui può andar soggetto il nostro corpo in queste condizioni.
Di solito, quando le temperature conseguenti alla stagione calda, che possiamo individuare accettabili tra i 25°C e 30°C, condizioni patologiche improvvise e pericolose sono rarissime o addirittura assenti. Quando invece con le temperature si va più in là si possono registrare casi sempre più frequenti di colpo di calore e colpo di sole.
Il colpo di calore è dovuto a un difetto di dispersione di calore corporeo con aumento notevole della temperatura organica e si possono individuare fenomeni caratteristici:
• arresto della sudorazione
• aumento della temperatura cutanea talora fino a 40°C
• gravi turbe della coscienza fino al coma
Di fronte a questa affezione, che può manifestarsi in maniera improvvisa, bisogna subito mettere in moto alcuni comportamenti:
• mettere il soggetto in un ambiente fresco e ventilato senza indumenti
• procurargli un bagno di acqua fredda
• praticare intensi massaggi cutanei, attivando così la circolazione periferica e facilitando la perdita di calore e il ritorno di sangue raffreddato dalla superficie verso l’interno del corpo.
Il colpo di sole è una variante del colpo di calore e se ne distingue perché l’elemento determinante è l’irradiazione calorica nel capo e nella colonna cervicale che provoca dilatazione dei vasi cerebrali con compromissione dei centri nervosi. Ciò succede spesso in soggetti che si espongono lungamente ai raggi solari e senza copricapo.
I sintomi riguardano soprattutto la sfera neuropsichica con ipertermia, cefalea, delirio, allucinazioni. Il primo soccorso in tali casi è analogo a quello praticato per il colpo di calore, ponendo soprattutto l’attenzione a porre una borsa di ghiaccio sul capo per diverse ore.
Abbiamo trattato volutamente le estreme conseguenze di un’eccessiva esposizione al caldo torrido proprio perché riteniamo che possano essere casi abbastanza frequenti con le temperature previste per l’attuale stagione estiva. Sono comunque importanti e per fortuna meno preoccupanti situazioni dovute al caldo in cui necessitano precauzioni.
È risaputo e dimostrato che delle persone non traggono alcun vantaggio dal caldo estivo, anzi. Nei riguardi dell’apparato vascolare i soggetti con ipotensione arteriosa costituzionale o acquisita, per l’intensa vasodilatazione periferica dovuta al calore possono presentare episodi lipolitici (svenimenti) con l’abbassamento della pressione in stazione eretta.
Per le affezioni vascolari da aterosclerosi cerebrale o con postumi di pregresso ictus certamente l’esposizione a forti raggi solari non è indicata stante la labilità del circolo intercerebrale di tali soggetti. Le persone, prevalentemente donne, affette da insufficienza venosa e varici agli arti inferiori devono astenersi dall’esposizione ai raggi solari, l’ambiente molto caldo favorisce la vasodilatazione con aumento degli edemi distali.
Riguardo all’apparato neuropsichico bisogna rilevare che il caldo eccessivo non è indicato per persone psicolabili con forme di nevrosi prevalentemente ansiose.
Per la pelle si rileva una particolare inidoneità all’esposizione di forti raggi solari per certe affezioni cutanee come manifestazioni di fotosensibilità o allergie plurifattoriali.
I soggetti gastro enteropatici, di una certa entità clinica, possono trovare poco vantaggio per il loro apparato digerente in un ambiente caldo umido. È dimostrata una maggiore facilità a contrarre coliche gastroenteriche acute infettive e non infettive.
Infine i soggetti affetti da magrezza patologica costituzionale non traggono certo vantaggio da un ambiente eccessivamente caldo per le aumentate perdite idriche, elettrolitiche ed energetiche.
L’ultima raccomandazione, ma sicuramente la prima per importanza, è di bere nella stagione calda molta acqua e di riservare nella dieta un posto preminente a frutta e verdura di stagione. Gli anziani, perdendo in parte il senso della sete, possono incorrere in disidratazione pericolosa e quindi anche in assenza di sete devono bere almeno 2 litri di acqua al giorno.
La stagione calda è bellissima, riserva come già abbiamo detto tanti godimenti al nostro corpo ed anche alla nostra mente. Noi ci siamo limitati a dare qualche informazione per evitare pericoli e goderla in pieno e con serenità.
Con l'arrivo di giugno e delle prime vere giornate di caldo, la voglia di vivere all'aperto si fa sempre più forte. In questo periodo, l'attenzione si concentra comprensibilmente su creme solari e abbronzatura. Tuttavia, la vera preparazione per affrontare il sole non inizia in spiaggia, ma a tavola. Il protagonista indiscusso di questa transizione stagionale è il melone, un frutto che nasconde una biologia affascinante e rappresenta un vero e proprio scudo per le nostre cellule.
Oltre a essere un trionfo di freschezza, composto per circa il 90% da acqua, il melone offre una reidratazione profonda. Questa caratteristica è essenziale quando le temperature si alzano e il corpo perde liquidi vitali, garantendo un'idratazione che arriva fino al cuore delle nostre cellule. Ma il suo vero "superpotere" nutrizionale risiede in quel colore arancione intenso: è la firma visibile di una massiccia presenza di betacarotene. Questa preziosa molecola appartiene alla famiglia dei carotenoidi, sostanze che nel nostro organismo si comportano come antiossidanti di prim'ordine.
Quando i raggi solari colpiscono la pelle, innescano la produzione di radicali liberi, molecole instabili che possono danneggiare le strutture cellulari e accelerare il naturale invecchiamento cutaneo. Il betacarotene interviene proprio qui, agendo come una sorta di fotoprotettore "dall'interno". Una volta assimilato, si deposita nei tessuti adiposi e negli strati superficiali della pelle, lavorando per neutralizzare queste molecole dannose prima che creino problemi. In termini pratici, consumare regolarmente questo frutto non sostituisce in alcun modo l'uso fondamentale della protezione solare, ma fornisce alle nostre cellule un'armatura in più per resistere allo stress luminoso, aiutando a prevenire i danni da esposizione e favorendo il benessere cutaneo.
C'è però un dettaglio fisiologico cruciale, spesso ignorato, per sfruttare al massimo questo straordinario beneficio. Il betacarotene è una molecola liposolubile, il che significa che per essere assorbita e trasportata efficacemente dal nostro intestino ha bisogno di un "veicolo" grasso. Mangiare una fetta di melone da sola è sicuramente dissetante, ma per assimilarne appieno le virtù protettive andrebbe abbinata a una fonte lipidica di buona qualità. Ecco perché accompagnarla con una piccola manciata di noci o mandorle, inserirla in un'insalata con un filo d'olio extravergine d'oliva, o consumarla con il prosciutto nel più tradizionale degli abbinamenti estivi, non è solo una scelta di gusto. È una combinazione biochimicamente perfetta che permette al sistema digerente di catturare fino all'ultima molecola di questa sostanza preziosa.
La natura, ancora una volta, segue una sua logica ineccepibile, offrendoci i nutrienti esatti di cui il corpo ha bisogno per adattarsi al cambio di stagione. Portare il melone sulle nostre tavole a giugno va ben oltre il piacere di una pausa rinfrescante: è un atto di cura consapevole. Ci permette di accogliere l'estate proteggendo la pelle, dissetando i tessuti in profondità e sostenendo la nostra salute con il rigore della scienza e la semplicità di un frutto di stagione.
La VR Macerata vola ufficialmente in Prima Categoria dopo aver battuto la Treiese ai calci di rigore nella finalissima playoff di Seconda Categoria, andata in scena davanti a ottocento spettatori allo stadio Helvia Recina-Pino Brizi.
Dopo lo 0-0 dei tempi regolamentari, i tempi supplementari si erano chiusi sull'1-1 con i gol di Patrassi per la Treiese e il pareggio in extremis di Romagnoli. Nella lunghissima lotteria dal dischetto, decisiva la parata del portiere maceratese Fuscà su Laconi e il penalty finale realizzato da Giovannelli, che ha fatto scattare la storica festa arancioblù.
LA CRONACA - La prima frazione di gioco si è sviluppata sui binari di un sostanziale equilibrio strategico. La Treiese ha provato subito a spaventare i padroni di casa dopo pochissimi secondi con una traiettoria velenosa su calcio di punizione calciata dall'esperto Ariel Di Francesco, che ha costretto l'estremo difensore Fuscà a un intervento tempestivo.
La risposta della VR Macerata non si è fatta attendere, affidata a una conclusione dalla distanza di Danchivsky, ma le squadre sono andate al riposo sullo 0-0. Nella ripresa le occasioni sono aumentate: prima Canesin ha fallito il bersaglio grosso a tu per tu con il portiere ospite Natali, poi lo stesso numero uno della Treiese si è superato compiendo un autentico miracolo su un piazzato di Nicolai, rimandando ogni discorso ai tempi supplementari.
Il prolungamento del match ha spezzato l'equilibrio tattico al minuto 100, nel corso del primo tempo supplementare, quando la Treiese ha trovato la via del gol grazie a Patrassi, abile a trafiggere la retroguardia avversaria con un fendente potente sul secondo palo. Sotto nel punteggio, il tecnico arancioblù Marco Moretti ha ridisegnato la squadra effettuando tre sostituzioni simultanee nel tentativo di giocarsi il tutto per tutto.
La reazione d'orgoglio della VR Macerata si è concretizzata al minuto 112: sfruttando un'incertezza difensiva del subentrato Santanatoglia, Romagnoli si è avventato sul pallone sul secondo palo controllando e insaccando la sfera dell'1-1, punteggio con cui si sono conclusi i 120 minuti di gioco.
La promozione in Prima Categoria si è così decisa ai calci di rigore. La serie è iniziata in salita per la VR Macerata per via del palo colpito da Bertola dopo la trasformazione iniziale di Vittorini. Successivamente sono andati a segno nell'ordine Prenna, Ricotta, Selita, Elisei, Demaj e Doga.
Al momento del match point per la Treiese, Tumino ha centrato la traversa, permettendo a Nicolai di ristabilire la parità e ad oltranza le reti di Mora e Giustozzi hanno allungato la sfida. Il momento decisivo è arrivato sui piedi di Laconi: il portiere maceratese Fuscà ha intercettato il penalty, lasciando a Giovannelli la palla del definitivo 6-5 che ha fatto esplodere la festa dei tifosi locali.
Per il club del presidente Montenovo si tratta di uno storico salto di categoria, un traguardo insperato per un gruppo partito a inizio anno con obiettivi decisamente più conservativi. Esce a testa altissima e tra gli applausi del pubblico anche la Treiese del tecnico Cesare Giovagnetti; la compagine ospite, fulcro del progetto Lube Academy, ha confermato la bontà del proprio percorso di crescita centrando la seconda finale playoff nelle ultime tre stagioni agonistiche.
VR MACERATA- TREIESE 1-1 (6-5 dcr)
TREIESE: Natali, Come (70' Santanatoglia), Tumino, Cola (60' Selita), Liberini (70' Vittorini), Mora, Marini, Romanzetti (80' Prenna), Medei (98' 1TS Laconi), Patrassi, Di Francesco (90' Demaj). A disposizione: Maccari, Gasparrini, Asteroidi. Allenatore: Cesare Giovagnetti
VR MACERATA: Fuscà, Calabrese (100' 1TS Bertola), Ricciotti (105' 2TS Giovannelli), Nicolai (100' 1TS Giustozzi), Benfatto, Doga, Ciurlanti, Canesin (81' Ricotta), Danchivsky (105' 2TS Elisei), Romagnoli. A disposizione: Alfei , Prenna, Carpano, D'Amico. Allenatore: Marco Moretti
MARCATORI: 100' (1TS) Patrassi, 112' (2TS) Romagnoli.
ARBITRO: Nicola Denti - Sezione di Pesaro. NOTE: Presenti circa 800 spettatori allo stadio Pino Brizi - HR di Macerata.
In gergo cestistico dicesi “uomo in missione”, quel giocatore che trascina con le sue prestazioni i propri compagni sino all’obiettivo finale: la vittoria. Ci pare che non si possa dare definizione migliore di quanto abbia fatto ieri, e in gara 2 di semifinale contro il Campetto Basket Ancona, Alessandro Pelliccioni.
Il 42enne giocatore del Basket Tolentino con 21 punti ha condotto alla vittoria la formazione ospite in gara uno delle finali playoff del campionato di serie DR1 nel derby contro il Basket Macerata, sul parquet del Pala Virtus.
La partita è terminata sul punteggio di 70-73. Pelliccioni si è reso autore di una notevole prova realizzativa che, però, non basta a fotografare la prestazione fornita in campo: rimbalzi, intimidazione difensiva, circolazione di palla, leadership. Una lezione di pallacanestro in pillole sparse per i quattro quarti di gioco, come quella di cui si era già reso autore al Pala Prometeo nel match che aveva consegnato la finale a Tolentino.
Altro protagonista dietro la grande post-season biancorossa è indubbiamente anche coach Picotti, capace di far lievitare con le sue idee il livello generale della squadra rispetto a quanto visto in regular season, tirando fuori il meglio dai suoi ragazzi. Basti pensare che sullo stesso campo di Macerata, pochi mesi fa, i padroni di casa si erano imposti in maniera netta.
Proprio il Basket Macerata ieri ha dimostrato, forse, di essere sin troppo dipendente dalle due stelle - Formentini (ha dominato a rimbalzo, ottimo sotto le plance) e Montanari (gran tiratore, sfortunato in un paio di triple sputate dal ferro) - e, soprattutto, ha mancato in maniera evidente al momento dei possessi decisivi, quando ha avuto per ben due occasioni palla in mano e possibilità di - almeno - forzare la partita all’overtime.
Decisivi, in una partita tiratissima, sono stati i tiri liberi segnati nell’ultimo minuto di gioco da Cobanaj e Marconi, dimostratisi glaciali nella realizzazione nonostante la bolgia del Pala Virtus cercasse di distrarli.
In ogni caso lo spettacolo ammirato ieri in campo è stato di prim'ordine, e crediamo avrebbe meritato anche miglior cornice infrastrutturale. Il pubblico - accorso in massa (molti i giovani) e ben oltre i limiti di capienza del campo ricavato nella palestra della Virtus Pasqualetti - e quanto fatto dalla società maceratese negli anni recenti meriterebbero una riflessione politica (visto che siamo in periodo di ballottaggio) sulla possibilità di avere un palazzetto dedicato. La passione dei maceratesi per questo meraviglioso sport pare esserci eccome.
Per gara 2 si va a Tolentino, mercoledì 10 giugno, al Pala Chierici. Palazzetto questo, invece, oggetto di recenti lavori in una città in cui il basket - storicamente - riveste importanza capitale grazie all’encomiabile opera portata avanti dalla famiglia Reggio. Sicuramente si preannuncia un altro grande spettacolo con Tolentino che, dopo aver ribaltato il fattore campo, potrà giocarsi il match point promozione tra le mura amiche.
Basket Macerata - Basket Tolentino 70-73 (serie 0-1)
Basket Macerata: Boffini 7, Spina, Tiberi 12, Severini 7, Micucci ne, Soricetti 4, Torresi 5, Formentini 19, Montanari 13, Panaro 3, Iacobone, Illuminati. All. Pepi
Basket Tolentino: Tiranti 5, Marconi 15, Ancillai 1, Nobili, Bedetta ne, Ponti 11, Marilungo 8, Pelliccioni 21, Giacobini ne, Gismondi, Cobanaj 6, Giuliani 6. All. Picotti
Una crescita del 35% nei primi quattro mesi del 2026 e una nuova campagna di reclutamento su scala nazionale. Il Gruppo Teloni, realtà nata tra Marche e Umbria e oggi punto di riferimento nel turismo esperienziale italiano, continua a consolidare il proprio percorso di sviluppo puntando su innovazione, personalizzazione e valorizzazione del territorio.
L'azienda, che ha mosso i primi passi proponendo l'affitto settimanale di ville con piscina e dimore storiche a una clientela internazionale, si è progressivamente trasformata in un modello di business capace di operare su tutto il territorio nazionale. Una crescita che negli ultimi anni ha portato il gruppo a distinguersi nel settore turistico come una delle realtà più dinamiche del panorama italiano.
I numeri confermano il trend positivo. Nel primo quadrimestre del 2026 il Gruppo Teloni ha registrato un incremento del 35% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, grazie soprattutto all'espansione del comparto degli eventi aziendali e del settore wedding.
Sempre più imprese scelgono infatti esperienze personalizzate per attività di team building, incentive e presentazioni di prodotto, mentre matrimoni ed eventi privati continuano ad attirare clienti provenienti da Regno Unito, Stati Uniti, Nord Europa e dalla stessa Italia, affascinati dalle dimore storiche e dalle location esclusive del Bel Paese.
Un risultato particolarmente significativo in un contesto internazionale nel quale il comparto turistico continua a confrontarsi con numerose incertezze e cambiamenti di mercato.
Per sostenere questa fase di espansione, il gruppo ha deciso di investire sulle persone, avviando una campagna di selezione destinata a rafforzare la propria presenza sull'intero territorio nazionale, con particolare attenzione al Centro Italia.
Al centro del progetto ci sono gli Experience Manager, figure professionali che rappresentano uno degli elementi distintivi del modello Teloni. Si tratta di professionisti in grado di conoscere a fondo il territorio, ascoltare le esigenze dei clienti e costruire esperienze su misura, trasformando ogni soggiorno, evento aziendale o matrimonio in un progetto unico.
Le opportunità sono rivolte sia a giovani che desiderano intraprendere un percorso professionale nel turismo, sia a operatori già esperti del settore, come ex agenti di viaggio, organizzatori di eventi e professionisti dell'accoglienza interessati a valorizzare le proprie competenze all'interno di una realtà strutturata e in forte crescita.
Tra le caratteristiche richieste figurano curiosità, spirito di iniziativa, passione per i viaggi e soprattutto una profonda conoscenza del proprio territorio e delle sue peculiarità culturali, paesaggistiche ed enogastronomiche.
A supporto dell'attività degli Experience Manager opera l'Osservatorio Teloni, un centro interno di analisi che monitora costantemente l'evoluzione dei mercati turistici nazionali e internazionali.
Secondo l'ultimo report elaborato dal gruppo, emergono segnali particolarmente interessanti, come la forte crescita dei flussi provenienti dal Giappone (+34,6%) e il consolidamento del mercato statunitense. Parallelamente aumenta l'interesse verso destinazioni italiane meno tradizionali, con incrementi significativi delle ricerche online per località come Costa Rei, Cosenza e il Gargano.
«In Teloni la tecnologia incontra l'uomo – spiega il fondatore Sandro Teloni –. Il nostro Osservatorio individua i trend e analizza i dati, mentre gli Experience Manager trasformano queste informazioni in esperienze autentiche e personalizzate sul territorio».
Una filosofia condivisa anche dal general manager Alessandro Teloni, che sottolinea come il capitale umano rappresenti il principale fattore di crescita dell'azienda.
«Siamo partiti da un progetto locale e oggi operiamo su scala nazionale. Il nostro successo è costruito sulle persone e sulla loro capacità di valorizzare i territori. Per questo continuiamo a investire negli Experience Manager e ad aprire le porte sia ai giovani che desiderano costruire il proprio futuro nel turismo, sia ai professionisti che vogliono mettere a frutto la loro esperienza in un contesto innovativo e dinamico».
Il calendario fiscale del 2026 si apre con un mese di giugno particolarmente impegnativo per contribuenti, professionisti e imprese. Secondo le indicazioni diffuse dall’Agenzia delle Entrate, nelle prossime settimane saranno oltre novanta gli appuntamenti tributari da rispettare, senza considerare ulteriori adempimenti come Imu, modello 730 e definizioni agevolate.
Una situazione che, secondo Giuseppe Tosoni, presidente dell’associazione Tutela Impresa con sede a Civitanova Marche, "rischia di mettere ulteriormente sotto pressione famiglie, lavoratori autonomi e aziende".
“Nonostante le consuete promesse politiche ed elettorali – sottolinea Tosoni – ci troviamo ancora una volta di fronte a un sistema caratterizzato da un numero eccessivo di scadenze, spesso difficili da sostenere anche sotto il profilo finanziario”.
Tra gli appuntamenti più rilevanti del mese figurano i versamenti periodici IVA, le ritenute fiscali operate dai sostituti d’imposta e i contributi previdenziali. Particolare attenzione dovrà inoltre essere riservata agli obblighi collegati alle dichiarazioni fiscali e ai pagamenti rateizzati derivanti dalle precedenti sanatorie.
Uno dei temi più delicati riguarda la gestione delle rate della cosiddetta “rottamazione” delle cartelle. "Per alcuni contribuenti saranno previsti pochi giorni di tolleranza in caso di pagamento effettuato oltre la scadenza prevista, ma il mancato rispetto dei termini potrebbe comportare la perdita dei benefici concessi dalla definizione agevolata".
Proprio su questo aspetto, l’associazione Tutela Impresa torna a chiedere nuovi strumenti di definizione agevolata dei debiti fiscali, includendo eventualmente anche annualità più recenti, al fine di consentire a imprese e cittadini di regolarizzare la propria posizione senza aggravare ulteriormente le difficoltà economiche.
L’associazione invita quindi i contribuenti a programmare con largo anticipo pagamenti e adempimenti, così da evitare sanzioni, interessi e ulteriori problematiche amministrative.
Giugno sarà inoltre un mese cruciale per le partite IVA e per le aziende chiamate a monitorare con precisione i termini relativi ai versamenti delle imposte dirette e degli acconti fiscali.
Sul fronte normativo, prosegue intanto il processo di digitalizzazione del sistema tributario italiano. L’amministrazione finanziaria punta sempre più su controlli automatizzati, interoperabilità delle banche dati e strumenti digitali finalizzati a semplificare i rapporti con i contribuenti e a rendere più efficiente il sistema di riscossione.
Secondo gli esperti, il 2026 rappresenta un anno di transizione per il fisco italiano, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza del sistema e contrastare l’evasione fiscale. Nel frattempo, però, giugno si conferma uno dei mesi più complessi dell’intero calendario tributario.
"L’associazione Tutela Impresa resta a disposizione di cittadini e imprese per fornire chiarimenti e assistenza sugli adempimenti fiscali previsti nelle prossime settimane".
L’Italia deve affrontare sfide decisive per una transizione e uno sviluppo sostenibili: raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione e ridurre l’elevata dipendenza energetica dall’estero. È una questione trasversale, che richiede una partecipazione ampia nella ricerca e nell’attuazione di soluzioni, e che l’Università di Macerata porta al centro del dibattito pubblico con un incontro in programma martedì 9 giugno 2026.
"La questione energetica in Italia. Evoluzione e prospettive tra vincoli, sfide e opportunità" è il titolo dell'incontro promosso dalla Sezione scientifica Ambiente e Territorio del Dipartimento di Scienze della Formazione, dei Beni Culturali e del Turismo: si alterneranno storici, economisti, giuristi, rappresentanti della pubblica amministrazione e del no profit, top manager del settore energetico e vertici delle principali realtà italiane dell'industria nucleare.
I lavori si apriranno al Polo Bertelli alle 14 con i saluti del rettore John Mc Court e l’introduzione del direttore del Dipartimento Simone Betti, per chiudersi alle 19 dopo tre sessioni e il confronto conclusivo. I lavori saranno coordinati dalla responsabile della sezione Katia Giusepponi.
I primi interventi offriranno il contesto storico. Sara Vian, dell’Archivio storico ENI, condurrà nel cuore della storia italiana dell’energia. Francesco Bartolini (UniMC) esplorerà l’evoluzione della questione ambientale ed energetica nella ricerca storica.
La seconda sessione vedrà un confronto sul tema delle energie rinnovabili e dei consumi responsabili. Giuseppe Consentino (ERG) interverrà sulle recenti evoluzioni e sulle prospettive future delle rinnovabili in Italia; Maurizio Giuli (Simonelli Group) presenterà una testimonianza aziendale sull’approccio alla transizione energetica e alla riduzione degli impatti ambientali; Patrizia Camilletti evidenzierà l’importanza della pianificazione e del reporting aziendali a supporto di consumi energetici responsabili.
Sul versante accademico, Francesca Severini (UniMC) analizzerà vincoli macroeconomici e processi di adattamento del sistema energetico, mentre Barbara Marucci (UniMC) esplorerà le prospettive evolutive del diritto dell’energia. Completeranno la sessione Filippo Pistocchi (UniMC) e Raffaello Boni (Legambiente), affrontando il rapporto tra energie rinnovabili e turismo con un focus sui parchi eolici.
La sessione dedicata al nucleare sarà aperta da Stefano Monti (Associazione Italiana Nucleare), con un contributo sul nuovo nucleare e sulle opportunità per la filiera italiana, e da Alessandro Dodaro (ENEA), che illustrerà il ruolo della ricerca e gli scenari evolutivi per le imprese del settore.
Seguiranno gli interventi di Massimiliano Tacconelli (Walter Tosto) e Daniela Gentile (Ansaldo Nucleare), che affronteranno rispettivamente i temi della sostenibilità, delle competenze e delle prospettive strategiche dell’industria nucleare italiana.
Federico Buonanno, Claudio Ortenzi (UniMC) e Adele La Rana (Sapienza Università di Roma) approfondiranno i profili di rischio per la biodiversità, mentre Marco Perri (Università di Camerino) analizzerà rischi, opportunità e sfide della produzione di energia nucleare.
A completare la sessione saranno Matteo Benozzo (UniMC) e Alessandro Comini (B-HSE Società tra Avvocati), con un approfondimento sulla Legge Delega sul nucleare sostenibile e sulla cornice giuridica che l’Italia sta definendo per il settore.
La giornata si concluderà con un confronto tra docenti dell’Ateneo maceratese provenienti da diverse aree disciplinari: Giuseppe Capriotti, Mara Cerquetti, Pierluigi Feliciati, Giuseppe Laneve e Massimiliano Stramaglia.
L’incontro si propone come un’importante occasione di approfondimento e dibattito su una delle questioni più strategiche per il futuro del Paese, tra sostenibilità, innovazione e sicurezza energetica.
L'università di Camerino mette in campo tutte le sue forze per attrarre le future matricole e lancia una fitta agenda di appuntamenti estivi dedicati alla scelta del percorso universitario. Le attività di orientamento prenderanno il via ufficialmente lunedì 8 giugno 2026 a Matelica, all'interno del polo didattico Giacomo Renzoni, dove a partire dalle ore 9 si terrà l'open day incentrato sui corsi di laurea in medicina veterinaria e in tecnico del benessere animale e delle produzioni. L'evento inaugurale permetterà ai partecipanti di visitare i laboratori didattici e confrontarsi direttamente con i docenti referenti dopo i saluti istituzionali.
Il fulcro della campagna informativa sarà l'iniziativa denominata "Porte aperte in Unicam – estate 2026", coordinata dal servizio orientamento dell'ateneo. Il progetto si svilupperà in due blocchi temporali distinti, coprendo il periodo dall'1 al 31 luglio e successivamente dal 17 agosto al 4 settembre. Gli incontri si terranno capillarmente in tutti i campus dell'ateneo, coinvolgendo le sedi di Camerino, Ascoli Piceno, Matelica e San Benedetto del Tronto per rispondere ai dubbi delle famiglie in merito a borse di studio, alloggi, agevolazioni e offerta formativa.
La programmazione estiva prevede tappe mirate a metà mese, con open day generalisti fissati il 14 luglio nella sede di Camerino e il giorno successivo, 15 luglio, nei poli di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto. Il percorso si chiuderà ufficialmente il primo settembre con il tradizionale "Tour in Unicam" nel campus camerte, una visita guidata delle strutture universitarie condotta direttamente dagli studenti tutor.
Attraverso la piattaforma web dedicata all'orientamento, i futuri studenti potranno prenotare i colloqui per scoprire i piani di studio attivati dalle cinque scuole di ateneo: architettura e design, bioscienze e medicina veterinaria, giurisprudenza, scienze del farmaco e dei prodotti della salute, scienze e tecnologie. Spazio anche all'eccellenza con la Scuola di Studi Superiori Carlo Urbani, il cui percorso rilascia un titolo equiparato a un master di secondo livello.
L'obiettivo strategico dell'ateneo è stato ribadito dal rettore di Unicam, Graziano Leoni, che ha evidenziato come l'offerta formativa venga costantemente aggiornata per garantire ai laureati la massima competitività nel mercato del lavoro. Il rettore ha inoltre annunciato un'importante novità per il prossimo anno accademico, rappresentata dall'attivazione del nuovo corso di laurea in scienze per le attività motorie e sportive.
All'invito del rettore si è unita anche la professoressa Isolina Marota, delegata per l'orientamento, che ha sollecitato i ragazzi e i loro genitori a visitare di persona i laboratori e le aule per compiere una scelta universitaria consapevole e basata sulla conoscenza diretta delle strutture. I dettagli logistici e i moduli di prenotazione per ciascun evento sono già consultabili sul portale telematico dell'ateneo.
Chi legge un libro viaggia, esplora il mondo”. Parte da questo antico adagio il senso profondo del progetto “Leggo a casa tua”, promosso dall’associazione Camminiamo Insieme O.d.G. di Porto Recanati, che porta la lettura direttamente nelle abitazioni di chi non può più accedervi autonomamente.
Un’iniziativa pensata per persone con difficoltà visive, motorie o situazioni di isolamento, che trasforma la lettura in un gesto di vicinanza e inclusione sociale. I volontari si recano a domicilio per leggere libri, quotidiani, poesie o saggi, scelti liberamente dagli utenti, offrendo così non solo un servizio culturale, ma anche un momento di compagnia e relazione umana.
«E’ ciò che cerchiamo di fare ogni giorno – spiega il presidente Angelo Balestrino – attraverso il progetto “Leggo a casa tua”. Un esempio concreto è quello di un anziano che ha chiesto la lettura de I tre moschettieri per rivivere i ricordi della sua giovinezza».
Il progetto nasce con l’obiettivo di contrastare l’isolamento fisico e cognitivo delle persone fragili, favorendo il benessere psicologico e stimolando le capacità mentali, in linea con diversi studi che evidenziano i benefici della lettura condivisa nella prevenzione del declino cognitivo.
Per l’associazione, la solidarietà è un valore quotidiano da coltivare e trasmettere. «La solidarietà va preservata con i gesti di ogni giorno e insegnata alle nuove generazioni con l’esempio», sottolinea Balestrino.
Proprio in questa direzione si inserisce la collaborazione con il liceo classico “G. Leopardi” di Recanati, i cui studenti nelle prossime settimane svolgeranno uno stage formativo affiancando i volontari nelle attività sul territorio. I ragazzi parteciperanno agli accompagnamenti per visite mediche, alla consegna dei farmaci a domicilio e ai servizi di trasporto sociale con i mezzi dell’associazione.
Un’esperienza che unisce formazione e solidarietà, permettendo ai giovani di entrare in contatto diretto con il mondo del volontariato.
«Vogliamo costruire una comunità in cui fragilità e difficoltà siano meno pesanti da vivere», conclude il presidente, sottolineando il valore sociale di un progetto che trasforma la lettura in relazione e la cultura in strumento di inclusione.
MACERATA – Un prestigioso riconoscimento nazionale premia l’impegno del Macerata Opera Festival e del Comune di Macerata nella promozione culturale delle nuove generazioni. In occasione della Festa della Repubblica del 2 giugno, il presidente della Repubblica ha conferito alla sesta edizione di Sferisterio Scuola la medaglia d’oro ai benemeriti della cultura e dell’arte.
Si tratta della più alta onorificenza prevista nell’ambito del riconoscimento istituito nel 1950, assegnata con decreto del Capo dello Stato su proposta del Ministero della Cultura. Un premio che valorizza il percorso di crescita di un progetto educativo e divulgativo che, in appena sei anni, ha superato le 100mila presenze, diventando un punto di riferimento per numerose scuole marchigiane.
Promosso dal Macerata Opera Festival in collaborazione con l’assessorato alla Cultura e all’Istruzione del Comune di Macerata, Sferisterio Scuola è rivolto agli studenti delle scuole primarie e secondarie e rappresenta uno dei pilastri dell’attività di formazione del pubblico del futuro. Attraverso laboratori, percorsi didattici e spettacoli dal vivo, il progetto avvicina bambini e ragazzi al mondo dell’opera lirica, favorendo l’educazione all’ascolto e la partecipazione culturale.
Grande soddisfazione è stata espressa dalla sovrintendente del Macerata Opera Festival, Lucia Chiatti. «Ricevere la medaglia del presidente della Repubblica per Sferisterio Scuola è motivo di grande orgoglio e responsabilità. È un riconoscimento di straordinario valore istituzionale e culturale che ci emoziona profondamente. Premia una progettualità che pone i giovani, l’educazione culturale e l’accessibilità all’opera al centro della missione pubblica dello Sferisterio».
Emozionata anche l’assessore alla Cultura e all’Istruzione del Comune di Macerata, Katiuscia Cassetta. «Sono grata per questo prestigioso riconoscimento. Condividiamo con il presidente della Repubblica una profonda attenzione verso le nuove generazioni e a loro ci rivolgiamo con rispetto e qualità. Questo premio appartiene anche alle scuole, alle famiglie, ai ragazzi e a tutti coloro che negli anni hanno contribuito a rendere speciale questa iniziativa».
Il Macerata Opera Festival ha inoltre rivolto un ringraziamento ai partner che sostengono il progetto: Giessegi Industria Mobili, Astea Energia – Gruppo SGR, Clementoni e Naturneed.
Nel frattempo è già aperta la vendita dei biglietti per le Anteprime Giovani Under 30 del Macerata Opera Festival. Gli under 30 potranno accedere agli spettacoli con un biglietto unico da 12 euro, mentre per gli over 30 è disponibile il voucher accompagnatore da 40 euro, riservato a chi accompagnerà quattro ragazzi di età compresa tra i 14 e i 18 anni.
C'è una forma di educazione che lascia il segno perché nasce dall'esperienza diretta e dall'incontro con chi ogni giorno opera al servizio della comunità. È quanto hanno vissuto nella mattinata di ieri, 6 giugno, gli studenti e le studentesse della scuola secondaria di primo grado dell'Istituto Comprensivo "E. Paladini" di Treia, protagonisti di una significativa giornata dedicata alla cultura della prevenzione, della solidarietà e della cittadinanza attiva.
Sul prato del Campo Sportivo "Leonardo Capponi", alla presenza del sindaco Franco Capponi, il Gruppo Comunale di Protezione Civile ha allestito un vero campo operativo, trasformando per alcune ore gli spazi sportivi in un laboratorio a cielo aperto dedicato alla conoscenza delle attività di soccorso e gestione delle emergenze. Mezzi, attrezzature, dispositivi — l'intero apparato operativo di chi interviene quando la quotidianità si incrina e l'emergenza irrompe nelle vite delle persone. Non una semplice dimostrazione, ma un'immersione completa in quel mondo che troppo spesso resta invisibile fino a quando non se ne ha bisogno.
I volontari hanno guidato studentesse e studenti attraverso i meccanismi che regolano la risposta alle crisi: il funzionamento delle Centrali Operative, l'architettura del Piano Comunale di Emergenza, le procedure che trasformano il caos in coordinamento. E poi uno sguardo al futuro, con un approfondimento sulle nuove frontiere offerte dall'intelligenza artificiale nella gestione delle emergenze.
A rendere l'esperienza ancora più ricca, la presenza del Comitato della Croce Rossa Italiana di Macerata, che ha affiancato la Protezione Civile con le proprie competenze e il proprio entusiasmo.
Ma oltre alla tecnica, ciò che è emerso con forza nel corso della mattinata è stato un messaggio dalla profonda risonanza: il volontariato non è un atto eroico e irripetibile, ma una scelta che si rinnova ogni giorno, un modo per sentirsi parte di qualcosa di più grande di sé. L'iniziativa è il frutto di una collaborazione ormai consolidata tra l'Amministrazione comunale, Barbara Foglia — comandante della Polizia Locale e Responsabile del Servizio Comunale di Protezione Civile — e Francesco Fortuna, coordinatore del Gruppo Comunale.
"Giornate come questa ci ricordano che una comunità più sicura non si improvvisa durante le emergenze, ma si costruisce molto prima: tra i banchi di scuola e attraverso la capacità di educare i giovani alla cura reciproca", ha sottolineato Camilla Palmieri, assessore alle Politiche Sociali. Un ringraziamento particolare, nelle sue parole, è andato proprio alla Croce Rossa di Macerata, il cui contributo ha reso l'esperienza "ancora più completa, formativa e divertente".
È stata inaugurata oggi, domenica 7 giugno, negli eleganti spazi della Galleria Belvedere Beligatti in via Mozzi a Macerata, la mostra personale di Simone Scattolini, in arte Sim-ONE, dal titolo evocativo “Colori e materie che raccontano”. L’esposizione, attesissima dal pubblico e dagli appassionati d’arte contemporanea, celebra il percorso creativo eclettico e maturo di un artista profondamente legato alle sue radici marchigiane, ma con uno sguardo spiccatamente internazionale.
Maceratese di nascita e di residenza, Scattolini vanta una formazione solida e per certi versi distante dai tradizionali canoni accademici: laureato in Scienze Politiche con indirizzo Politico-Economico, ha intrapreso una brillante carriera all’interno di affermate aziende del territorio nel ruolo di Export Area Manager. Proprio questa professione, unita alla perfetta padronanza delle lingue inglese e spagnolo, lo ha portato a compiere numerosi viaggi in tutto il mondo. Le sue frequenti trasferte internazionali lo hanno messo a stretto contatto con differenti culture, usi, tradizioni e, soprattutto, con l'infinita gamma di sfumature e colori del pianeta. Questa stimolante dimensione cosmopolita si riflette integralmente sulla tela, dando vita a una pittura che si nutre di una vera e propria “cittadinanza nomade” e di vissuti transfrontalieri.
L’arte di Sim-ONE trae origine profonda dal mondo del jazz, vivificandosi in un dialogo serrato e vibrante fra la materia — che si fa vero e proprio “strumento” — e i pigmenti puri, trattati come se fossero “note” stese sulle tele presentate al pubblico.
Nelle opere esposte si scorgono nitidamente stesure che rievocano paesaggi metropolitani: le luci al neon e il caos apparente delle grandi arterie stradali che solcano, come vene pulsanti, le grandi città internazionali visitate dall'artista. Dal punto di vista stilistico, l'ispirazione attinge chiaramente dalle astrazioni dell'action painting americana e dalle correnti dell'informale europeo, mantenendo tuttavia una cifra stilistica rigorosamente autonoma e originale.
L'invito rivolto al visitatore è quello di avvicinarsi in silenzio per catturare il ritmo interiore delle superfici. La mostra offre un'importante occasione per scoprire l'universo espressivo di un artista capace di fondere il dinamismo delle grandi capitali mondiali con la densità della materia.
L’esposizione rimarrà aperta al pubblico fino al prossimo 20 giugno 2026, visitabile dal martedì alla domenica dalle ore 16:30 alle ore 19:30 (giorno di chiusura il lunedì).
Una mattinata ricca di emozioni e significati quella vissuta a Macerata durante la Festa dell’Arma dei Carabinieri (leggi qui), dove a conquistare il pubblico è stata la dolcezza e la spontaneità di una giovanissima protagonista arrivata da Castelraimondo. Si tratta di Penelope Pierandrei, sei anni, alunna del primo anno della scuola primaria “De Amicis”, che ha aperto la cerimonia con la lettura di una poesia scritta da lei stessa.
Accompagnata dal vicesindaco Roberto Pupilli, la bambina ha saputo catturare l’attenzione dei presenti grazie alla sua interpretazione e alla sensibilità delle parole pronunciate davanti alle autorità e ai cittadini riuniti in piazza Vittorio Veneto. Per Penelope è stato anche un momento particolarmente significativo, poiché ha avuto il compito di consegnare il tricolore ripiegato destinato al tradizionale alzabandiera, uno dei passaggi più solenni della celebrazione.
L’esibizione della giovane studentessa ha suscitato applausi, sorrisi e apprezzamenti, diventando uno dei momenti più toccanti dell’intera manifestazione. Grande soddisfazione è stata espressa anche dall’Amministrazione comunale di Castelraimondo, che ha voluto evidenziare il talento e l’impegno della bambina.
“La cerimonia istituzionale dell’Arma dei Carabinieri è iniziata con la poesia di un nostro piccolo talento. Penelope Pierandrei è un grande vanto per Castelraimondo: le facciamo tanti complimenti per il suo impegno e la sua passione, che siamo certi coltiverà negli anni”, ha dichiarato il Comune nel post pubblicato sui social.
La cerimonia è poi proseguita con gli interventi istituzionali e la lettura dei messaggi ufficiali, ma l’emozione regalata dalla piccola Penelope Pierandrei è rimasta tra i ricordi più belli della giornata. Un momento capace di unire il valore delle istituzioni con la freschezza delle nuove generazioni, rendendo ancora più speciale una ricorrenza particolarmente sentita dall’Arma dei Carabinieri e dall’intero territorio provinciale.
La facciata dell'hotel Lido Rooms & Apartments, sul lungomare di Lido di Fermo, si trasforma in uno spazio di incontro tra arte contemporanea, paesaggio e comunità. È stata infatti inaugurata sabato 30 maggio l'installazione urbana "Cartoline dal Lido", il nuovo progetto dell'artista maceratese Alice Pietrella. L'opera è stata selezionata per la seconda edizione di Air Installation, il concorso di arte urbana promosso da Manere e patrocinato dal comune di Fermo, con le fotografie dell'evento inaugurale curate da Mazzaferro Studio Marketing.
Attraverso il linguaggio del collage, l'opera affronta temi legati alla memoria, al benessere e alla cura di sé, proponendo una riflessione sul valore delle piccole esperienze quotidiane e sulla necessità di rallentare in una società sempre più frenetica.
L'estate diventa così metafora di uno stato di leggerezza e presenza, accessibile non soltanto attraverso il viaggio o la vacanza, ma anche tramite gesti semplici e autentici come la luce del sole sulla pelle, la brezza marina, il profumo della salsedine e i momenti condivisi lungo la spiaggia. L'installazione resterà visibile al pubblico fino a settembre 2026 in via Lungomare Fermano 104.
Il progetto nasce proprio dall'idea di raccogliere frammenti di estate, ricordi e immaginazione, intrecciando memorie personali e collettive. L'installazione racconta il percorso simbolico di un viaggiatore che giunge al lido portando con sé una valigia colma di pensieri e preoccupazioni.
In questo contesto, il mare diventa un elemento trasformativo, capace di alleggerire il peso emotivo e convertirlo in una scia di farfalle blu che si disperdono nell'aria, dando vita a una serie di personaggi che animano il litorale. Attraverso il collage, Pietrella inserisce anche riferimenti alla propria storia familiare e mette in dialogo generazioni diverse, con l'obiettivo di costruire una narrazione accessibile a tutti, capace di trasformarsi in una memoria condivisa e senza tempo.
"Mi piacerebbe che questa installazione, ogni volta che verrà osservata durante l'estate, potesse lasciare un piccolo promemoria: ricordarci quanto siano importanti le cose semplici, i piaceri autentici, i momenti condivisi e la capacità di abitare davvero il momento presente - sottolinea Pietrella -. Credo che oggi, in un tempo frenetico, pieno e performativo, concedersi spazio, sensibilità e attenzione verso ciò che ci circonda sia un atto rivoluzionario. E forse è proprio questo che l'arte può ancora fare: creare uno spazio in cui rallentare, riconoscersi e respirare con qualità. Spero che Cartoline dal Lido possa essere attraversata non solo con gli occhi, ma anche con le emozioni, con i ricordi personali e con l'intenzione che ognuno porterà con sé guardandola".
"Cartoline dal Lido" resterà visibile fino a settembre 2026 presso il Lido Rooms & Apartments, in via Lungomare Fermano 104 a Lido di Fermo. Il progetto è promosso da Manere con il patrocinio del Comune di Fermo. Le fotografie dell’inaugurazione sono state realizzate da Mazzaferro Studio Marketing.
Nei giorni scorsi, un drone ha colpito un palazzo in Romania. Subito, il coro unificato del pensiero unico europeisticamente corretto ha tuonato contro la Russia di Putin, indicandola come responsabile dell’accaduto. La Russia di Putin, per parte sua, ha cautamente chiesto le prove in relazione a tale accusa, chiedendo altresì di poter visionare i resti in modo da accertare l’eventuale responsabilità propria.
Ma per l’Unione Europea non vi è alcun bisogno, evidentemente, di stabilire con certezza le responsabilità, perché comunque la colpa deve necessariamente essere attribuita, come sempre, alla Russia di Putin.
L’obiettivo resta sempre immancabilmente lo stesso: presentare la Russia di Putin come il nemico irriducibile dell’Europa, per poter in tal guisa preparare l’opinione pubblica Europea alla guerra contro la Russia che gli euroinomani delle brume di Bruxelles stanno alacremente preparando da tempo, con le loro ridicole piazze a sostegno del riarmo e con i loro demenziali programmi di Rearm Europe.
Il fatto, poi, che gli austerici di Bruxelles vogliano condurre l’Ucraina del guitto di Kiev, l’attore Nato Zelensky, nei perimetri dell’Unione Europea segnala in maniera inconfutabile come l’Europa si stia adoperando in ogni modo per occasionare la guerra con la Russia di Putin, fingendo però, con somma ipocrisia, che sia quest’ultima a volerla.
Ricapitolando: l’Unione Europea vuole a tutti i costi la guerra con la Russia di Putin, ma finge ipocritamente che a volerla sia quest’ultima, in modo da poter vendere all’opinione pubblica tecnonarcotizzata e teledipendente l’idea che la guerra contro la Russia sia una guerra difensiva contro un aggressore cinico e irriducibile.
Recentemente, Guido Crosetto, ministro ed esponente di spicco del giullaresco governo della destra bluette neoliberale e filoatlantista, filoucraina e filoisraeliana, ha svolto alcune dichiarazioni degne di essere commentate criticamente. Ha asserito il Crosetto che l’attacco russo per mezzo di droni al palazzo della Romania rivela la strutturale debolezza in cui attualmente versa la Russia di Putin.
La frase del ministro, goffa e infondata come poche altre, riesce nel difficile intento di racchiudere ben due errori in poche righe. Anzitutto, su che basi Crosetto, in compagnia di tutto il coro virtuoso degli euroinomani di Bruxelles, può dichiarare con certezza che il drone che ha colpito il palazzo in Romania sia russo?
Come sappiamo, non vi è certezza allo stato dell’arte e la Russia di Putin ha chiesto di poter visionare i resti per poter così accertare la reale responsabilità dell’accaduto. In secondo luogo, il Crosetto si avventura a sostenere a cuor leggero che la Russia di Putin si trova in una situazione di debolezza: su che basi egli svolge tali affermazioni?
A conti fatti, sembra che la situazione di debolezza contrassegni, semmai, l’Ucraina del guitto di Kiev e quell’Unione Europea che, con stolida ottusità, seguita a supportarla indefessamente. In fondo, ci pare che le maldestre dichiarazioni del Crosetto debbano essere lette secondo l’usuale chiave ermeneutica della propaganda occidentale; propaganda in forza della quale si prova meticolosamente a persuadere l’opinione pubblica manipolata circa l’imminente crollo della Russia di Putin, quando, nella realtà dei fatti, a crollare sembra sempre più evidente che siano proprio l’Ucraina dell’attore Nato Zelensky e l’Unione Europea, treno in corsa verso il baratro.
Esiste un momento esatto, quando si desidera qualcosa con troppa intensità, in cui lo sforzo si trasforma nel suo principale sabotatore. È l’ansia da prestazione che paralizza prima di un colloquio di lavoro, è la paura del giudizio che condiziona i pensieri.
Più l'obiettivo diventa vitale, più sembra allontanarsi. Intorno a questo paradosso si sviluppa il Reality Transurfing, un modello di pensiero teorizzato dallo scrittore russo Vadim Zeland, nel suo saggio Il Proiettore, che propone un approccio radicale alla gestione della quotidianità: smettere di lottare contro gli eventi e imparare a surfarli.
Anche se formulata fuori dai canali accademici tradizionali, questa filosofia descrive dinamiche mentali note alla psicologia cognitiva. L'idea di fondo è che la realtà sia un ventaglio di possibilità. In questa metafora, la mente umana agisce come un’antenna: sintonizzarsi costantemente sulle frequenze della mancanza, della frustrazione o della paura finisce per ancorare l'individuo proprio a quegli scenari negativi. Il nucleo del metodo risiede nel concetto di "importanza".
Secondo Zeland, quando attribuiamo un peso eccessivo a un evento, generiamo una tensione interna che altera il nostro equilibrio psicologico ed emotivo. La soluzione non è la passività, ma il distacco. Ridimensionare l'importance di un traguardo permette di agire con lucidità, privando gli imprevisti del potere di destabilizzarci.
Significa accettare la realtà presente come uno stato temporaneo, osservandola con una certa distanza critica, per poi indirizzare l'attenzione verso l'obiettivo desiderato attraverso la visualizzazione, sia del traguardo finale sia del processo per raggiungerlo. Concentrarsi su una direzione precisa attiva il sistema di screening del nostro cervello, che inizia a captare opportunità e soluzioni altrimenti invisibili a una mente offuscata dall'ansia.
Reagire d'impulso e con rabbia alle contrarietà non fa che alimentare il circuito dello stress. Al contrario, accogliere l'imprevisto senza opporre resistenza ne disinnesca la portata distruttiva. Come l'acqua che non si scontra con la roccia ma ne aggira i contorni, chi pratica il Transurfing impara a solcare l'incertezza assecondando il flusso degli eventi.
Quando si comprende che nulla è davvero indispensabile per la propria sopravvivenza emotiva, il mondo esterno perde il potere di dettare le regole della nostra pace interiore. Non si tratta di fuggire dalla realtà, ma di scegliere quale abitare.