++ AGGIORNAMENTO ORE 18:40 - Quando sono state ufficialmente completate 37 sezioni su 44 complessive, Sandro Parcaroli si attesta al 51% delle preferenze, riuscendo a mantenere un margine di sicurezza sopra la soglia della maggioranza assoluta necessaria per archiviare la pratica senza ricorrere al secondo turno. Sul fronte opposto, lo sfidante del centrosinistra Gianluca Tittarelli si ferma per il momento al 42%.
📊 I DATI IN TEMPO REALE (37 sezioni su 44)
🟦 Sandro Parcaroli (Centrodestra): 51% 🟩 Gianluca Tittarelli (Centrosinistra): 42%
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Lo spoglio delle schede entra nel vivo a Macerata e i primi dati reali e consolidati dai seggi iniziano a dare corpo alle proiezioni della vigilia. In base a un primo significativo campione di seggi monitorato nelle ultime ore, la forte tendenza alla polarizzazione del voto si sta traducendo in un vantaggio concreto per il sindaco uscente Sandro Parcaroli, che vede avvicinarsi la possibilità di una riconferma diretta senza passare per il secondo turno.
Le cifre complessive calcolate sui dati finora pervenuti in maniera ufficiosa (lo scrutinio finale procede a forte rilento) assegnano a Sandro Parcaroli una forchetta tra il 52 e il 55% delle preferenze nel testa a testa principale (dati riferiti a 18 sezioni su 44). La coalizione di centrodestra riesce così a mantenersi, seppur in questa fase ancora provvisoria, sopra la soglia psicologica e politica del cinquanta per cento più uno delle schede valide.
Sul fronte opposto, lo sfidante del centrosinistra Gianluca Tittarelli si attesta al momento attorno al 41-45% del computo parziale.
L'elemento politico più clamoroso che emerge da questo primo blocco di voti scrutinati riguarda però il destino dei candidati indipendenti e delle coalizioni alternative ai due blocchi principali. Stando ai trend attuali, infatti, nessuna delle tre liste guidate da Mattia Orioli (Terzo Polo), Marco Sigona (Officina delle Idee) e Giordano Ripa (Lista Civica Futuro per Macerata) rischia di raggiungere la soglia di sbarramento del 3%. Le maggiori speranze le nutre Sigona (Officina delle Idee).
Forte la delusione nelle parole di Mattia Orioli, intercettato all'esterno della propria sede elettorale: "C'è ancora una forte polarizzazione a destra e a sinistra, non positiva dal nostro punto di vista. In ogni caso, dobbiamo constatare che è la città che decide e ne prendiamo atto. Mi sento comunque tranquillo, il lavoro che abbiamo posto in essere è di sostanza, con un programma chiaro improntato al rilancio della città. Il dato elettorale non è soddisfacente allo stato dell'arte".
(Servizio in aggiornamento)
++ AGGIORNAMENTO ORE 18:40 - Quando sono state ufficialmente completate 37 sezioni su 44 complessive, Sandro Parcaroli si attesta al 51% delle preferenze, riuscendo a mantenere un margine di sicurezza sopra la soglia della maggioranza assoluta necessaria per archiviare la pratica senza ricorrere al secondo turno. Sul fronte opposto, lo sfidante del centrosinistra Gianluca Tittarelli si ferma per il momento al 42%.
📊 I DATI IN TEMPO REALE (37 sezioni su 44)
🟦 Sandro Parcaroli (Centrodestra): 51% 🟩 Gianluca Tittarelli (Centrosinistra): 42%
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Lo spoglio delle schede entra nel vivo a Macerata e i primi dati reali e consolidati dai seggi iniziano a dare corpo alle proiezioni della vigilia. In base a un primo significativo campione di seggi monitorato nelle ultime ore, la forte tendenza alla polarizzazione del voto si sta traducendo in un vantaggio concreto per il sindaco uscente Sandro Parcaroli, che vede avvicinarsi la possibilità di una riconferma diretta senza passare per il secondo turno.
Le cifre complessive calcolate sui dati finora pervenuti in maniera ufficiosa (lo scrutinio finale procede a forte rilento) assegnano a Sandro Parcaroli una forchetta tra il 52 e il 55% delle preferenze nel testa a testa principale (dati riferiti a 18 sezioni su 44). La coalizione di centrodestra riesce così a mantenersi, seppur in questa fase ancora provvisoria, sopra la soglia psicologica e politica del cinquanta per cento più uno delle schede valide.
Sul fronte opposto, lo sfidante del centrosinistra Gianluca Tittarelli si attesta al momento attorno al 41-45% del computo parziale.
L'elemento politico più clamoroso che emerge da questo primo blocco di voti scrutinati riguarda però il destino dei candidati indipendenti e delle coalizioni alternative ai due blocchi principali. Stando ai trend attuali, infatti, nessuna delle tre liste guidate da Mattia Orioli (Terzo Polo), Marco Sigona (Officina delle Idee) e Giordano Ripa (Lista Civica Futuro per Macerata) rischia di raggiungere la soglia di sbarramento del 3%. Le maggiori speranze le nutre Sigona (Officina delle Idee).
Forte la delusione nelle parole di Mattia Orioli, intercettato all'esterno della propria sede elettorale: "C'è ancora una forte polarizzazione a destra e a sinistra, non positiva dal nostro punto di vista. In ogni caso, dobbiamo constatare che è la città che decide e ne prendiamo atto. Mi sento comunque tranquillo, il lavoro che abbiamo posto in essere è di sostanza, con un programma chiaro improntato al rilancio della città. Il dato elettorale non è soddisfacente allo stato dell'arte".
(Servizio in aggiornamento)
È Barbara Vecchi la nuova sindaca di Montecassiano. Il risultato arriva al termine dello scrutinio completo delle 7 sezioni su 7, che ha sancito la vittoria della candidata della lista “Montecassiano Cambia”, espressione dell’amministrazione uscente di centrosinistra guidata dal sindaco Leonardo Catena.
Vecchi ha ottenuto 1.817 voti, pari al 51,34% delle preferenze, imponendosi sugli sfidanti.
Alle sue spalle si è classificato Mario Capparucci della lista “Progetto Civico Montecassiano”, che ha raccolto 1.520 voti, pari al 42,95%.
Più distanziati gli altri candidati: Gaetano Tomassoni della lista “Giovani di Montecassiano” ha ottenuto 107 voti (3,02%), mentre Alberta Giustozzi di “Obiettivo Comune” ha raccolto 95 voti (2,68%).
L’affluenza definitiva si è attestata al 52,84%, con 3.621 votanti su 6.853 elettori. Le schede nulle sono state 44, le bianche 38, nessuna contestazione. La vittoria di Vecchi chiude così la tornata elettorale a Montecassiano, confermando la continuità amministrativa dell’area di centrosinistra.
Le immagini e il pesante sfogo affidati ai social avevano sollevato un'ondata di indignazione, riaccendendo con forza il dibattito sulla sicurezza urbana nel capoluogo. La vicenda ha trovato una svolta decisiva sul piano giudiziario con l'individuazione del presunto responsabile, ma a far discutere sono anche i dettagli emersi sul video-denuncia che ha fatto il giro del web.
I carabinieri della locale Stazione di Macerata hanno infatti identificato e deferito in stato di libertà un cittadino nigeriano di 36 anni, residente in città, ritenuto l'autore di un episodio di molestie e pedinamento avvenuto lo scorso 20 maggio.
La vicenda era diventata di dominio pubblico dopo lo sfogo di Tania Roscani, 28 anni, che aveva filmato la sua reazione in un video su Instagram diventato rapidamente virale. Registrato sotto i portici della Galleria Scipioni, nel cuore di Macerata, il filmato mostra la giovane visibilmente scossa mentre mostra un coltello e una bomboletta di spray al peperoncino, pronunciando parole destinate a far discutere: "Visto che lo Stato non ci protegge dobbiamo farlo da sole".
Stando alla ricostruzione ufficiale emersa dalle indagini lampo dei militari, la giovane è stata agganciata da un uomo che ha tentato un approccio insistente attraverso versi e fischi. Nel tentativo di sottrarsi alle molestie, la vittima ha cercato inizialmente riparo all'interno di una gelateria del centro e, successivamente, ha provato a rincasare a passo spedito.
L'uomo, tuttavia, l'ha seguita fino al portone del proprio condominio, prima di dileguarsi. Le immediate verifiche avviate dall'Arma a seguito della denuncia formale hanno permesso di dare un volto al molestatore, portando alla sua immediata segnalazione all'autorità giudiziaria.
L'operazione si inserisce nel quadro di un'ampia e costante attività di prevenzione e controllo del territorio disposta dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Macerata per contrastare la criminalità e incrementare la sicurezza percepita dai cittadini.
Nelle stesse ore, sul fronte del monitoraggio delle principali arterie stradali, i militari della sezione radiomobile hanno effettuato un mirato posto di blocco lungo Corso Cavour. Durante le operazioni è stato fermato un uomo di 29 anni residente a Corridonia.
L'accertamento approfondito tramite la banca dati interforze ha fatto emergere come il ventinovenne fosse gravato da un divieto di ritorno nel Comune di Macerata della durata di un anno, un provvedimento di prevenzione emesso dal Questore lo scorso 16 maggio e notificatogli appena tre giorni prima del controllo. Fermato in palese violazione della misura restrittiva a suo carico, l'uomo è stato conseguentemente deferito a piede libero per l'inosservanza delle prescrizioni di legge.
Alle ore 15:00 si sono chiuse definitivamente le urne per la tornata di elezioni comunali che ha interessato cinque amministrazioni del territorio. I dati definitivi sulla partecipazione al voto tracciano un bilancio chiaro, caratterizzato da una flessione generalizzata dell'affluenza che si riflette chiaramente sulle medie territoriali.
A livello provinciale l'affluenza definitiva si è attestata al 56,47%, facendo registrare una netta contrazione rispetto alla precedente tornata elettorale, quando nei medesimi comuni si era recato alle urne il 64,82% degli aventi diritto. Il territorio maceratese si colloca così leggermente al di sotto del dato definitivo regionale delle Marche, che ha chiuso con una partecipazione del 57,90%.
Il peso dell'astensionismo si è fatto sentire in modo particolare nel capoluogo. A Macerata l'affluenza finale si è fermata al 56,33%, evidenziando un distacco vistoso rispetto al passato, quando la percentuale aveva raggiunto il 65,36%. Un trend al ribasso che ha accomunato le realtà più popolose chiamate al voto in questa sessione.
A Montecassiano lo scrutinio della partecipazione si è chiuso infatti al 52,84% (in calo rispetto al 58,41% del 2024), mentre a Petriolo il dato definitivo si è fissato al 59,13% a fronte del 66,77% delle precedenti comunali, segnando una flessione di oltre 7 punti percentuali.
Di segno completamente opposto il comportamento degli elettori nelle comunità dell'alto maceratese, storicamente molto legate alla scelta diretta della propria amministrazione locale. Il primato assoluto della giornata spetta a Muccia, che ha chiuso i seggi con uno straordinario 84,91% di affluenza.
Il comune dell'entroterra ha quasi perfettamente replicato l'ottimo risultato della passata tornata, quando la percentuale si era fissata all'85,25%, dimostrando una tenuta esemplare. Ha risposto presente in massa anche la comunità di Ussita, dove l'affluenza finale è stata del 78,95%, un dato che, pur cedendo circa quattro punti rispetto all'82,97% del passato, si conferma ai vertici assoluti del panorama regionale.
Con la certificazione dei dati di affluenza e la chiusura ufficiale dei seggi, l'attenzione si sposta ora sulle operazioni di scrutinio. All'interno delle sezioni elettorali i presidenti e gli scrutatori hanno dato immediatamente inizio allo spoglio delle schede, che proseguirà senza sosta nel corso del pomeriggio per decretare i nomi dei nuovi sindaci e dei consiglieri comunali che amministreranno le cinque comunità maceratesi per i prossimi cinque anni.
USSITA – Il verdetto era atteso come una formalità, ma la risposta arrivata dalle urne ha confermato in modo netto la volontà della comunità di Ussita. Silvia Bernardini è stata riconfermata sindaca del piccolo comune montano e guiderà l’amministrazione per i prossimi cinque anni.
La consultazione elettorale si è svolta con una sola lista in corsa, “Progetto Ussita”, dopo l’esclusione della compagine guidata dallo sfidante Giovanni Marronaro. Una decisione successivamente confermata anche dal Tribunale Amministrativo Regionale, che ha respinto il ricorso presentato contro il provvedimento di esclusione.
Secondo quanto stabilito dal Tar, la lista avversaria presentava irregolarità non sanabili, tra cui la mancata dichiarazione di accettazione della candidatura da parte di uno dei consiglieri e il mancato rispetto delle quote di genere previste dalla normativa.
Con una sola candidata in corsa, per rendere valida l’elezione era necessario raggiungere il doppio quorum previsto dalla legge: almeno il 40% degli aventi diritto al voto e il 50% di schede valide sul totale dei votanti.
Obiettivo raggiunto senza difficoltà grazie alla forte partecipazione della cittadinanza. L’affluenza definitiva si è infatti attestata al 78,95%, dato che ha sancito ufficialmente la riconferma della sindaca uscente.
Funzionario del Dipartimento nazionale della Protezione Civile, Silvia Bernardini si appresta ora ad affrontare un nuovo mandato amministrativo che sarà ancora fortemente segnato dalle sfide della ricostruzione post-sisma del 2016.
Tra gli obiettivi principali del prossimo quinquennio figurano il completamento dei cantieri aperti, il rilancio economico e turistico del territorio e il rafforzamento della tenuta sociale della comunità appenninica.
Insieme alla sindaca Bernardini siederanno in Consiglio comunale i candidati della lista “Progetto Ussita”: Sante Basili, Marco Bernardini, Paolo Del Brutto, Bernardino Di Antonio, Monika Lopusanova, Martina Mitillo, Roberto Napoleone, Alessio Piccioni, Valerio Roselli e Lucia Temperi.
MUCCIA – È Stefano Antonelli il nuovo sindaco di Muccia. A risultato consolidato, la lista civica “La Torre” ha ottenuto la vittoria alle elezioni comunali con 373 voti, superando la lista “Muccia Rinasce”, collegata alla candidata sindaca Giulia Menciotti, ferma a 159 voti.
In corsa anche la lista “Insieme per il futuro”, con candidato sindaco Pietro Angelo Lombardo, che ha ottenuto 1 voto. Sul fronte delle preferenze, nella lista vincente il più votato è risultato Mario Baroni con 67 preferenze, seguito da Luca Cellocco con 56, Gianluca Fiore e Silvano Seccacini con 41, Assiride Turchetti con 31, Samuele Cucculelli con 25, Raffaella Trojani con 24, Stefano Elisei con 16, Matteo Carioli con 14 e Alvaro Francia con 8. Le schede senza preferenza sono state 49.
Per la lista “Muccia Rinasce”, la più votata è Barbara Carnevali con 42 preferenze, seguita da Carlo Francesco Chiarolla con 31, Sergio Bentivoglio con 19, Alessandro Micucci con 8, Giovanni Casoni con 7, Lorenzo Ceccarelli, Francesco Nebbia e Massimo Zerani con 6 ciascuno, Laura Bizzarri con 3 e Adina Dikedzic con 2. Le schede senza preferenza sono state 29. Con il risultato finale, Muccia torna ad avere un’amministrazione comunale eletta dopo la fase di commissariamento.
CINGOLI - Intervento dei Vigili del Fuoco nel pomeriggio di oggi, intorno alle ore 15.15, lungo la SP 114 in località Grottaccia, per l’incendio di un autocarro.
Sul posto sono intervenute le squadre del comando di Macerata insieme al distaccamento volontario di Apiro. Le fiamme hanno interessato il mezzo pesante e si sono successivamente propagate ad alcuni alberi e sterpaglie presenti nelle immediate vicinanze.
I Vigili del Fuoco hanno provveduto alle operazioni di spegnimento e alla completa messa in sicurezza dell’area interessata, evitando ulteriori rischi per la circolazione e per l’ambiente circostante.
Non si segnalano persone coinvolte nell’episodio.
In occasione della Giornata Internazionale dei Bambini Scomparsi, che si celebra in tutto il mondo ogni 25 maggio, la Prefettura di Macerata ha voluto rinnovare pubblicamente il proprio impegno sul fronte della tutela dei minori. La ricorrenza si inserisce in un percorso di costante prevenzione contro i fenomeni di sfruttamento, scomparsa e vulnerabilità che colpiscono l'infanzia e l'adolescenza, configurandosi come un momento cruciale di sensibilizzazione per istituzioni, famiglie, scuole e per l'intera comunità locale.
L'obiettivo primario resta quello di consolidare la sinergia e lo scambio informativo tra tutti gli attori sul campo, garantendo la massima tempestività operativa grazie a un collaudato coordinamento che vede collaborare la Prefettura con le Forze di Polizia, l'Autorità Giudiziaria e gli Enti locali.
Per tracciare un quadro nitido della situazione a livello locale, la Questura di Macerata ha elaborato una dettagliata ricognizione statistica relativa al triennio compreso tra il 2023 e il 2026. Dall'analisi dei dati è emerso che la stragrande maggioranza delle denunce presentate sul territorio provinciale si concentra nella fascia adolescenziale compresa tra i 14 e i 17 anni. Nella quasi totalità dei casi, le sparizioni sono riconducibili ad allontanamenti volontari da istituti educativi, contesti familiari complessi o comunità di accoglienza.
Nello specifico del periodo d'osservazione esaminato dagli uffici della Questura, in provincia di Macerata sono state registrate le scomparse di 107 minori stranieri e di 13 minori di nazionalità italiana. Per quanto riguarda il fenomeno legato ai ragazzi stranieri, si tratta per lo più di minori non accompagnati la cui fuga è motivata dal desiderio profondo di ricongiungersi con parenti o familiari già stanziati in altre aree del territorio nazionale o all'estero, all'interno del circuito europeo.
Sul fronte dei 13 ragazzi italiani, le operazioni di ricerca si sono concluse positivamente per tutti i soggetti coinvolti, i quali sono stati rintracciati e riaffidati alle rispettive famiglie o alle strutture di competenza. La lettura statistica applicata alla componente italiana ha evidenziato come la maggioranza dei casi abbia riguardato delle ragazze. Tra questi episodi si è registrato anche il caso di una giovane che, nel giro di pochissimi mesi dal primo rintraccio, ha reiterato l'allontanamento volontario dalla comunità che la ospitava. In entrambe le circostanze, tuttavia, il tempestivo intervento delle Forze di Polizia ha permesso di ritrovare la minore e di riaccompagnarla in sicurezza presso la struttura residenziale.
Nonostante i numeri descrivano un fenomeno che nell'ambito della provincia maceratese manifesta una portata complessivamente modesta, l'attenzione delle istituzioni resta altissima e la situazione continua a essere monitorata giorno per giorno.
Nel richiamare l'attenzione pubblica sul valore imprescindibile della responsabilità collettiva nella tutela delle fasce più giovani e indifese della popolazione, il Prefetto di Macerata ha voluto lanciare un messaggio chiaro: «La protezione dei bambini rappresenta una priorità assoluta delle istituzioni e dell'intera società. Nessun minore deve sentirsi solo o invisibile». Da qui l'invito formale rivolto dalla Prefettura a ogni singolo cittadino, affinché i riflettori e l'attenzione sociale su un tema così delicato non si accendano soltanto in concomitanza con la ricorrenza odierna, ma restino costantemente vigili per tutto il resto dell'anno.
L’Amministrazione comunale ha completato la realizzazione di un nuovo servizio igienico pubblico all’interno del civico cimitero di Civitanova Alta, rispondendo a una richiesta avanzata da tempo dai cittadini, in particolare per la zona est della struttura.
L’intervento è stato realizzato nell’area delle cappelline, all’interno del blocco loculi denominato “C8”, in una posizione strategica e facilmente accessibile grazie alla collocazione sotto il porticato esistente.
Il nuovo bagno è stato progettato e realizzato attraverso opere edilizie e impiantistiche finalizzate a garantire funzionalità, decoro e piena accessibilità. I lavori hanno incluso anche il collegamento alle reti idrica e fognaria già presenti, oltre all’installazione degli impianti necessari al corretto funzionamento del servizio.
Particolare attenzione è stata riservata al rispetto del contesto architettonico del cimitero e alla fruibilità da parte di tutti gli utenti, con un’attenzione specifica alle esigenze delle persone anziane e dei visitatori.
«L’intervento consente di migliorare concretamente la fruibilità del cimitero comunale – ha spiegato l’assessore ai Lavori Pubblici Ermanno Carassai – offrendo un servizio essenziale soprattutto alle persone anziane e a quanti frequentano la struttura. Con quest’opera l’Amministrazione conferma il proprio impegno nel miglioramento degli spazi pubblici, affinché siano sempre più funzionali e decorosi».
L’investimento complessivo per la realizzazione dell’opera è stato pari a 25mila euro.
Sono in fase di completamento i lavori di manutenzione straordinaria avviati dal Comune di San Severino Marche su due collegamenti considerati strategici per la viabilità locale: un tratto dell’Anello di Pitino e la strada comunale di accesso al Castello di Colleluce.
Il cantiere, ormai prossimo alla chiusura, sarà ultimato nelle prossime settimane con il rifacimento della segnaletica orizzontale necessaria alla corretta demarcazione della carreggiata.
Gli interventi sono stati eseguiti dalla ditta Porfiri Asfalti per conto della Macerata Asfalti, sulla base del progetto elaborato dai tecnici dell’Area Manutenzioni del Comune.
Il valore complessivo dell’opera è pari a 133mila euro, finanziati attraverso risorse del bilancio comunale: in prevalenza fondi vincolati derivanti dall’articolo 208 del Codice della Strada, integrati da quote di avanzo disponibile e da risorse dell’Unione Montana Potenza Esino Musone.
Le lavorazioni si sono rese necessarie a causa del progressivo deterioramento delle pavimentazioni, compromesse dalla presenza diffusa di buche, avvallamenti e solchi profondi, causati dall’usura del traffico e dagli agenti atmosferici, in particolare gelo e piogge. Una condizione che non consentiva più interventi di semplice manutenzione ordinaria.
Per garantire maggiore sicurezza alla circolazione, i lavori hanno previsto la fresatura delle vecchie superfici, la pulizia dei margini stradali, il ripristino dei pozzetti e la successiva posa del nuovo manto in conglomerato bituminoso.
«Il completamento delle opere sull’Anello di Pitino e quello ormai prossimo sulla strada di accesso al Castello di Colleluce rappresentano un tassello importante del nostro programma di recupero e messa in sicurezza della viabilità rurale e periferica», ha sottolineato il sindaco Rosa Piermattei. «Si tratta di collegamenti fondamentali per i residenti delle frazioni e per la fruizione di luoghi di grande valore storico e paesaggistico, che abbiamo il dovere di tutelare e valorizzare».
A Petriolo il verdetto politico è già blindato. Matteo Santinelli, alla guida della lista civica "Insieme per Petriolo", conquista il suo secondo mandato consecutivo come primo cittadino con il 73,35% delle preferenze (831 voti), superando in modo netto lo sfidante Domenico Luciani della lista "Petriolo Domani" (26,65% e 302 voti). Si trattava della riproposizione dello stesso identico duello della passata tornata elettorale, ma questa volta le urne hanno consegnato un verdetto molto più rotondo a favore del sindaco uscente.
Raggiunto subito dopo la certezza matematica della vittoria, Santinelli non ha nascosto la forte carica emotiva per un successo andato ben oltre le aspettative della vigilia. "I dati definitivi ed esatti ancora non ci sono, ma l'affermazione è stata talmente netta che sono quasi commosso", ha dichiarato a caldo il sindaco riconfermato. "Avevamo sensazioni positive nei giorni scorsi, ma un distacco così netto no, non me lo aspettavo - ha aggiunto -. Un divario simile forse non si era mai registrato nella storia di Petriolo, e questo mi fa riflettere e mi carica di una grossissima responsabilità per il futuro".
«La volta scorsa la differenza era stata di circa 200 voti su una base reale di circa 1.200 votanti - ha spiegato Santinelli -. Quest'anno la forbice è praticamente raddoppiata. Per me si tratta di una felicità doppia e di una soddisfazione enorme. Questa è stata una vera e propria manifestazione d'affetto da parte dei miei concittadini, che ha ripagato me e la mia squadra di tutto il lavoro svolto in questi cinque anni, un'attività portata avanti in modo serio e senza fare troppa pubblicità, ma badando solo al bene del paese".
Nessuna anticipazione, invece, per quanto riguarda i futuri assetti della Giunta e i nomi dei componenti dell'esecutivo comunale. Sollecitato sulla futura squadra di governo, il sindaco ha mantenuto il suo profilo prudente e pragmatico: "Adesso ne parleremo con calma con tutta la lista. Devo prima guardare bene i dati delle preferenze individuali e valutare la disponibilità dei singoli consiglieri. Sono abituato a fare sempre un passo alla volta, quindi affronteremo la questione nei prossimi giorni".
Parte dalle parole di Massimo D’Este, ex consigliere comunale di minoranza ed esponente di Civico 22, una dura critica all’iniziativa sul controllo del vicinato in programma questa sera a Tolentino. Un tema delicato, quello della sicurezza urbana, che secondo D’Este merita un confronto serio e responsabile, lontano da slogan e strumentalizzazioni.
«La sicurezza è un tema reale, che riguarda la qualità della vita delle persone e il rapporto di fiducia con il territorio in cui si vive», sottolinea D’Este. «Il senso di insicurezza che molti cittadini avvertono non va minimizzato, ma proprio per questo servono risposte credibili ed efficaci, non iniziative che rischiano di alimentare ulteriore paura».
L’ex consigliere esprime forti perplessità sul modello del controllo del vicinato, ritenuto potenzialmente dannoso per il tessuto sociale della città. «Si rischia di alimentare sospetto, tensione e una cultura della diffidenza permanente. Passa l’idea che ciascuno debba vigilare sull’altro, osservare e segnalare comportamenti o presenze considerate anomale. Ma la sicurezza non può diventare una delega informale a cittadini impreparati».
Secondo D’Este, il pericolo è quello di creare un clima sociale basato sulla paura e sul sospetto reciproco, con possibili derive verso forme di autodifesa o giustizia percepita. «È un terreno molto delicato, che può facilmente sfuggire di mano», osserva.
La sicurezza, aggiunge, deve restare nelle mani delle istituzioni competenti e delle forze dell’ordine, attraverso politiche pubbliche capaci di prevenire disagio sociale, isolamento e degrado urbano. «Non si costruisce creando cittadini-sentinella o quartieri attraversati dalla diffidenza».
Da qui l’appello a promuovere invece più comunità e partecipazione. «Abbiamo bisogno di presenza sociale, culturale e istituzionale nei quartieri, di luoghi vivi, relazioni vere e fiducia reciproca». Infine l’invito ad aprire un dibattito pubblico approfondito sul tema sicurezza «senza propaganda e senza semplificazioni».
Giovedì 28 maggio l’ospedale di Civitanova ospiterà un Open Day dedicato alla prevenzione e alla diagnosi precoce delle patologie della tiroide, iniziativa promossa in collaborazione tra l’associazione AMATI.m e l’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria dell’Ast di Macerata.
La giornata prevede visite specialistiche gratuite e un info point informativo, con prenotazione obbligatoria, con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione sull’importanza della prevenzione e dell’individuazione precoce delle disfunzioni tiroidee.
“Le malattie della tiroide colpiscono una parte significativa della popolazione e spesso si manifestano in modo silenzioso – spiega il primario dell’U.O.C. di Otorinolaringoiatria, dottor Cesare Carlucci – per questo l’iniziativa punta a favorire una diagnosi tempestiva e una maggiore consapevolezza”.
Nel corso della giornata saranno effettuate sette visite specialistiche gratuite, dalle ore 11 alle 13, eseguite da personale medico specializzato.
Dalle 10 alle 12.30 sarà inoltre attivo un info point a cura dei volontari dell’associazione AMATI.m, che forniranno materiale informativo e risponderanno ai dubbi dei cittadini sulle buone pratiche di prevenzione.
La prenotazione è obbligatoria e potrà essere effettuata telefonando al numero 0733 823031 nella giornata di martedì 26 maggio, dalle ore 12 alle ore 13, fino a esaurimento dei posti disponibili.
“Un semplice controllo della tiroide può evitare anni di sintomi e complicanze che incidono sulla qualità della vita e sul lavoro – sottolinea il direttore generale dell’Ast di Macerata, dottor Alessandro Marini – per questo è fondamentale promuovere iniziative di prevenzione come questa”.
Intervista al presidente del club Rotary di Montegranaro Michele Petecchia in occasione del congresso “Ambiente e salute” che si svolgerà a Montegranaro il 30 maggio 2026 nel Teatro “La Perla”.
Presidente Petecchia ci definisca il Rotary e le sue finalità.
"Il Rotary è una istituzione che sa coniugare intelligenza, cultura, professionalità, valori della tradizione ed innovazioni della modernità per mettersi a servizio della protezione e della crescita della società".
- Chi aderisce o può aderire al Rotary?
"In generale, diciamo, che possono aderire tutti gli uomini e le donne di buona volontà che hanno a cuore la vita sociale, economica e culturale del proprio territorio. Naturalmente con queste finalità sono i professionisti e gli imprenditori che volontariamente e senza alcun fine di lucro possono mettere a disposizione la loro professionalità e la loro esperienza per ricercare i migliori risultati collettivi del loro lavoro. Ci sono delle regole interne alla nostra organizzazione che devono comunque essere rispettate e che determinano la possibilità di adesione.
- Il suo club di Montegranaro da qualche anno presenta un programma rivolto alla tutela della salute, dell’ambiente e alla bellezza dei nostri territori.
"È vero. In collaborazione con i club di Fermo, alto-fermano Sibillini e Porto S. Giorgio stiamo realizzando un programma di grande attualità. Già il 6 febbraio scorso a Montegranaro è stato organizzato e molto partecipato un convegno dal titolo “L’adolescenza digitale”. In quell’occasione abbiamo avuto ospite la professoressa Daniela Lucangeli dell’Università di Padova, una docente all’avanguardia su questa tematica. Il 9 maggio a Servigliano abbiamo parlato dei nostri borghi ed eletto il borgo più incantevole della provincia di Fermo. Il “vincitore” è risultato Santa Vittoria in Matenano.
È stata un’occasione per esaltare la possibilità di una bella qualità della vita nella nostra terra. Inoltre il prossimo 30 maggio nel teatro “La Perla” di Montegranaro si terrà il congresso “Ambiente e salute” con la premiazione del concorso per le scuole sul tema “L’uomo, il bambino e l’ambiente” aperto a tutte le scuole regionali, con il patrocinio del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Da segnalare anche nelle nostre manifestazioni la collaborazione dell’Istituto Alberghiero “Carlo Urbani” di Porto Sant’Elpidio. Dobbiamo anche ringraziare le aziende che supportano il nostro lavoro; parlando di salute voglio menzionare il centro medico Associati Fisiomed”.
- Quali saranno gli argomenti di quest’ultimo appuntamento?
"Naturalmente la tutela dell’ambiente, l’educazione al rispetto di tutto quello che può contribuire alla prevenzione ed in particolar modo alla tutela della salute infantile".
- Per concludere, Presidente?
"Noi, rispettando i nostri valori ed i nostri ideali vogliamo contribuire alla salvaguardia delle economie locali, del benessere sociale, della tutela dell’ambiente e soprattutto anche alla preservazione del bene più importante: la salute individuale e collettiva in tutte le fasi della vita".
Dopo il trionfo del Potenza Picena nel campionato, arrivano altri verdetti nel girone C di Prima Categoria, quello delle maceratesi, tra salvezze conquistate e finali playoff ormai definite.
A retrocedere sono Porto Potenza e Pinturetta Falcor, entrambe sconfitte in trasferta nei playout rispettivamente da Appignanese ed Elite Tolentino. Ai mobilieri basta un’autorete per conquistare una salvezza pesantissima al termine di una stagione complicata, raddrizzata dall’arrivo in panchina di mister Ortolani.
Festa anche per l’Elite Tolentino, protagonista di una clamorosa rimonta: sotto nel primo tempo, i ragazzi di Mattoni ribaltano la gara nel finale e possono così celebrare la permanenza in categoria.
Nel girone B, quello anconetano, insieme all’Argignano retrocede anche la Cingolana San Francesco, che dopo una sola stagione saluta la Prima Categoria in seguito alla sconfitta per 1-0 sul campo del Castelbellino Calcio.
Tornando al girone C, la finale playoff sarà tra Folgore Castelraimondo e Adriatica Porto Recanati. La squadra di Cervelli supera 1-0 in casa la Belfortese grazie al gol di Gashi e, dopo aver perso il testa a testa con il Potenza Picena per la promozione diretta, avrà ora l’occasione di giocarsi tutto nei playoff. La vincente affronterà una tra Cuprense e Centobuchi MP, le due finaliste dei playoff del girone D.
Dall’altra parte ci sarà però un’Adriatica Porto Recanati capace di firmare un autentico colpo esterno, espugnando 3-2 il campo del Montegiorgio, considerato favorito alla vigilia. Una sfida spettacolare e decisa nei supplementari dalla zampata di Camilletti, al termine di un finale carico di tensione. Dopo la salvezza quasi insperata conquistata nella scorsa stagione, arriva così un’altra impresa firmata da mister Moriconi, che sabato prossimo al Comunale di Castelraimondo proverà a completare il capolavoro centrando una storica promozione.
Si è conclusa con uno straordinario successo di pubblico e di partecipanti la due giorni dedicata al Campionato italiano di ruzzola a coppie, ospitata nel suggestivo scenario del territorio di Valfornace e promossa dalla FIGeST, Federazione Italiana Giochi e Sport Tradizionali, con la collaborazione dell’Asd P.F.F. Pievebovigliana e con il patrocinio del Comune e della Bcc Banca dei Sibillini Credito Cooperativo di Casavecchia.
L'evento, che ha rappresentato uno dei momenti più attesi e prestigiosi per gli appassionati di questo sport tradizionale, ha visto la partecipazione record di ben 128 coppie di lanciatori provenienti da diverse regioni d'Italia che si sono sfidati per conquistare l'ambitissimo titolo tricolore.
La manifestazione ha vissuto momenti di forte intensità sin dalla cerimonia di apertura svoltasi alla presenza del sindaco di Valfornace, Massimo Citracca, che ha espresso grande orgoglio per l'ospitalità offerta dalla propria comunità a una kermesse di livello nazionale.
Insieme al primo cittadino erano presenti il presidente nazionale FIGeST, Enzo Casadidio, il neo presidente del Consiglio di specialità, Angelo Gaudenzi, il presidente del Dipartimento degli Sport che rotolano, Mauro Sabatini, il presidente del Comitato provinciale di Macerata FIGeST, Patrizio Romaldini, il presidente dell’Asd P.F.F. Pievebovigliana, Stefano Pintucci.
Un ruolo centrale è stato ricoperto dal presidente della Federazioen Italiana Giochi e Sport Tradizionali, Enzo Casadidio, che ha seguito da vicino l'evento intervenendo alla cerimonia inaugurale e rimanendo presente sulle piste anche nella emozionante giornata conclusiva. Casadidio ha espresso parole di vivo compiacimento per l'eccellente riuscita della manifestazione: "Desidero rivolgere i miei più vivi complimenti agli organizzatori dell’Asd P.F.F. Pievebovigliana, all'Amministrazione comunale di Valfornace e a tutti coloro che hanno lavorato instancabilmente per il successo di questa iniziativa. Vedere tante coppie di atleti confrontarsi con così tanta passione e lealtà sportiva è la dimostrazione della vitalità dei nostri sport tradizionali. Congratulazioni vivissime a tutti i campioni e agli atleti saliti sul podio: avete offerto uno spettacolo di altissimo livello tecnico, onorando al meglio lo spirito della Federazione”.
Al termine delle gare, la bellissima cornice delle premiazioni nel parco Girolamo Varnelli ha decretato le classifiche finali del Campionato italiano per ciascuna categoria.
Classifica Categoria A 1a coppia classificata Alessandroni Alessandro – Busoletti Angelo (An), 2. Massi Luca - Tarsi Diego (Mc), 3. Bigi Wolmer - Bigi Thomas (Pg), 4. Moreschini Luca - Caprari Federico (Mc), 5. Pandolfi Lorenzo - Pandolfi Roberto (An), 6. Pericoli Giuseppe - Santoni Michele (Mc).
Classifica Categoria B 1a coppia classificata Morganti Nereo - Gasparini Ivano (An), 2. Ilari Ilario - Appignanesi Bruno (Mc), 3. Mazzi Mauro - Santinelli Sauro (Pg), 4. Fede Francesco - Scocchi Simone (Mc), 5. Malassisi Mariano - Conti Stefano (Mc), 6. Pacconi Mario - Fischi Alessio (Pg).
Classifica Categoria C 1a coppia classificata Pocognoli Denis - Cingolani Stelio (Mc), 2. Paoletti Ivo - Pintucci Emanuele (Mc), 3. Marchegiani Enea - Del Bianco Claudio (Mc), 4. Piagnarelli Roberto - Ferretti Sandro (An), 5. Grazi Bruno - Grazi Leonardo (Pg), 6. Gabrielli Angelo - Franchi Sauro (Pg).
Rifiuto netto del Piano industriale presentato dalla Electrolux, il quale prevede la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi e il licenziamento di 170 dipendenti. Questo è quanto è stato ribadito con forza da parte delle istituzioni regionali nel pomeriggio a Roma, nella sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, al tavolo nazionale dedicato alla crisi del gruppo svedese dell'elettrodomestico, convocato d'urgenza per affrontare i dettagli del piano industriale avanzato dal management aziendale.
Sulla delicata vertenza che sta scuotendo l'entroterra anconetano è intervenuto direttamente il governatore delle Marche. "Per quanto ci riguarda questo piano industriale è irricevibile e inaccettabile", ha dichiarato con fermezza il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli. "Al tavolo del Mimit abbiamo chiesto con forza il ritiro del piano presentato dall’azienda, che prevede la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi e il licenziamento di 170 lavoratori. Le difficoltà che il comparto manifatturiero europeo sta attraversando, dai costi energetici alla logistica fino alle tensioni internazionali, sono criticità reali. Ma una crisi di sistema deve essere affrontata in modo strutturato e condiviso, non scaricando sui territori e sui lavoratori il peso di queste dinamiche".
L’incontro ministeriale si è svolto alla presenza del ministro Adolfo Urso e del ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. Al tavolo del confronto hanno partecipato, oltre al presidente Acquaroli, l’assessore regionale al Lavoro Tiziano Consoli, la sindaca di Fabriano Daniela Ghergo, le segreterie e le rappresentanze sindacali, i rappresentanti istituzionali e territoriali coinvolti nella vertenza, e i vertici della proprietà aziendale. Al vertice hanno preso parte anche il viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Vannia Gava e il sottosegretario al Mimit Fausta Bergamotto.
Nel corso del teso confronto è stata espressa la massima preoccupazione per un piano industriale che rischia di compromettere definitivamente il futuro produttivo e occupazionale del sito marchigiano, con pesanti ripercussioni sociali ed economiche per i lavoratori, le loro famiglie e l’intero tessuto economico e manifatturiero del Fabrianese. La Regione Marche, d'intesa con gli enti locali e le organizzazioni sindacali, ha ribadito con fermezza la richiesta di un immediato ritiro del piano aziendale e l’apertura di un confronto concreto per individuare soluzioni alternative in grado di salvaguardare la continuità produttiva e occupazionale della fabbrica.
"Non si può pensare di risolvere una fase complessa attraverso lo smantellamento di un presidio produttivo come quello di Cerreto d'Esi", ha proseguito Acquaroli nel suo duro intervento, "che rappresenta oltre cinquant’anni di storia industriale, professionalità, competenze e un contributo concreto alla competitività dell’azienda e dell’intero settore dell’elettrodomestico. Parliamo di 170 lavoratori, di famiglie e di un territorio che non può essere considerato una semplice variabile di bilancio".
Il presidente marchigiano ha poi ricordato il valore storico e strategico dell'area industriale coinvolta: "Abbiamo rappresentato al Ministero, insieme alle altre Regioni, ai sindacati, ai rappresentanti istituzionali e ai lavoratori, le istanze di un distretto che è stato uno dei luoghi simbolo della nascita e dello sviluppo dell’industria dell’elettrodomestico, patrimonio di orgoglio per le Marche, per l’Italia e per l’Europa. Noi riteniamo che le difficoltà si affrontino diversamente: con la sinergia, la concertazione, il dialogo, mettendo a sistema tutte le informazioni e costruendo soluzioni sostenibili e competitive per il territorio, per il Paese e per il sistema industriale europeo".
Il messaggio finale spedito ai vertici di Electrolux punta a riaprire la trattativa su basi totalmente diverse: "Per questo chiediamo all’azienda un’assunzione di responsabilità: il ritiro del piano e l’avvio immediato di una fase di confronto reale con istituzioni, sindacati e territori. La chiusura dello stabilimento di Cerreto d'Esi e il licenziamento dei lavoratori non rappresentano un piano industriale né una riorganizzazione aziendale, ma l'inizio di un percorso che non intendiamo neppure lontanamente prendere in considerazione".
Durante il tavolo romano è stata inoltre evidenziata la necessità di un impegno congiunto e condiviso tra Governo, Regione, enti locali e parti sociali per affrontare una crisi che non riguarda soltanto un singolo stabilimento, ma investe un’intera comunità produttiva e un territorio con una consolidata tradizione industriale. La Regione Marche, le amministrazioni locali e le organizzazioni sindacali hanno confermato al termine dell'incontro la massima determinazione nel sostenere le lavoratrici e i lavoratori e nel promuovere ogni iniziativa utile a scongiurare la chiusura definitiva del sito di Cerreto d’Esi.
TREIA – Si è svolta presso il Casolare dei Segreti di Treia l’assemblea dei soci del Confidi Macerata, società cooperativa per azioni, articolata in una prima parte privata e in una successiva sessione pubblica dedicata ad approfondimenti economici e istituzionali.
Durante la fase privata, il presidente Gianluca Pesarini e il direttore Leonardo Ruffini hanno presentato il bilancio relativo all’anno 2025, chiuso con un utile di 2.383 euro. Tra i principali dati illustrati figurano 8,7 milioni di euro di fidi garantiti in essere, un patrimonio mobiliare pari a 4 milioni di euro e 487 imprese socie iscritte.
L’assemblea ha inoltre provveduto al rinnovo delle cariche sociali per il triennio 2026-2029. Il nuovo Consiglio di Amministrazione è composto da Claudio Cioli (Fimic srl), Mauro Guzzini (Gitronica spa), Massimo Paci (Eredi Paci Gerardo srl), Luca Paoletti (Fonderie PL srl) e Simona Reschini (Enzo Reschini srl). Il Collegio sindacale è invece formato da Pierandrea Farroni (presidente), Marco Donadio e Pierpaolo Porro.
Nel corso dei lavori, i soci hanno espresso un ringraziamento al presidente uscente Gianluca Pesarini (Vismap srl), riconoscendo il lavoro svolto alla guida del Confidi nel periodo 2020-2026 e i risultati raggiunti.
La parte pubblica dell’assemblea è stata caratterizzata da tre interventi di approfondimento. La professoressa Anna Grazia Quaranta dell’Università degli Studi di Macerata ha affrontato il tema della mutualità, evidenziando il ruolo di supporto e assistenza che accomuna il sistema dei Confidi e quello del credito cooperativo.
Successivamente è intervenuto un dirigente del Dipartimento Sviluppo Economico della Regione Marche, che ha illustrato le misure regionali a sostegno dell’accesso al credito per le PMI, con particolare riferimento ai bandi “Credito Futuro Marche”, per un totale di 91 milioni di euro di risorse.
A concludere la sessione è stato il professor Claudio Socci dell’Università di Macerata, che ha analizzato gli effetti delle tensioni internazionali sull’economia regionale attraverso modelli previsionali adottati in ambito accademico.
All’incontro hanno partecipato anche rappresentanti di Confindustria Macerata, del sistema bancario convenzionato e di diverse istituzioni ed enti del territorio.
Che cosa significa vedere un’opera d'arte andata perduta per sempre? E in che modo lo spazio espositivo riesce a orientare lo sguardo di chi osserva? Intorno a questi affascinanti interrogativi si sviluppa "Vedere, Mostrare, Guardare", la prestigiosa Scuola di Alta Formazione promossa dalla Scuola di Studi Superiori "G. Leopardi" dell’Università di Macerata, in stretta collaborazione con i Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi. Nelle giornate di martedì 26 e giovedì 28 maggio, l'iniziativa aprirà gratuitamente le sue porte alla cittadinanza con due grandi eventi pubblici che uniranno la storia dell'arte locale alle più moderne tecnologie digitali.
Il primo imperdibile appuntamento è fissato per domani, martedì 26 maggio, dalle 17:00 alle 19:00, proprio nella suggestiva cornice di Palazzo Buonaccorsi. Al centro dell'incontro ci sarà l'eccezionale presentazione della ricostruzione digitale di una pala d'altare perduta di Federico Barocci, l’Immacolata Concezione. L'opera, commissionata nel 1605 per la chiesa dei Cappuccini di Macerata, andò distrutta nel 1799 a causa dell'arrivo delle truppe napoleoniche. Di quel capolavoro oggi resta solo una piccola tela di bottega conservata nei Musei Civici; partendo proprio da questa traccia, il professor Ian Verstegen dell'Università della Pennsylvania e Gregory Vershbow di Penn Art & Sciences sono riusciti a ricreare l'immagine della pala originaria grazie all'intelligenza artificiale e a tecniche avanzate di elaborazione digitale. La ricostruzione sarà svelata per la prima volta al pubblico proprio nelle sale che custodiscono il dipinto superstite.
Il programma della Scuola di Alta Formazione – inserita nel più ampio progetto “Educating Future Citizens” finanziato dal PNRR – riprenderà poi nella mattinata di giovedì 28 maggio, dalle 9:00 alle 13:00, presso l’Aula Verde del Polo Pantaleoni. In questa sede verrà presentata in anteprima assoluta "Expositio Mundi. Lo spazio come medium", l'attesa mostra internazionale che animerà l'estate maceratese a partire dal prossimo 10 luglio tra Palazzo Buonaccorsi, lo Sferisterio e la Biblioteca Mozzi Borgetti. Il curatore Lorenzo Benedetti guiderà i presenti dentro i dettagli del progetto, illustrando l'inedito dialogo tra le opere storiche legate a Giuseppe Ghezzi e i contributi di importanti artisti contemporanei.
Il pomeriggio di giovedì si sposterà nuovamente sul fronte della creatività dal vivo. A partire dalle ore 15:00, Vincent Lecoq, artista in residenza alla Scuola Leopardi, dialogherà con Benedetti sul tema della sensibilità urbana filtrata attraverso i cinque sensi. L'intensa due giorni culturale si concluderà ufficialmente nella sala di Palazzo Rotelli-Lazzarini, in via Matteotti 43, con l'inaugurazione della mostra "Cartografia fotografica maceratese. Il vissuto di una città attraverso i suoi giovani". L'esposizione raccoglie gli scatti nati da un laboratorio fotografico partecipativo, capace di restituire un racconto inedito e sensoriale di Macerata fatto di luci, suoni, odori e atmosfere quotidiane vissute dalle nuove generazioni.
Un gesto simbolico per non dimenticare la solidarietà, l’accoglienza e un’amicizia capace di superare migliaia di chilometri. L’Istituto di Istruzione Superiore “Garibaldi Bramante Pannaggi”, diretto dalla dirigente Antonella Canova, ha organizzato per martedì 26 maggio alle ore 11:00 la cerimonia di apposizione di una targa commemorativa in ricordo di Nonna Lu di Taicang.
La figura di Nonna Lu è rimasta profondamente impressa nella comunità maceratese per un gesto di grande generosità compiuto nel 2020, nel pieno dell’emergenza pandemica da COVID-19, quando riuscì a raccogliere e inviare a Macerata circa 10.800 mascherine a sostegno della popolazione in un momento di forte difficoltà.
Il legame tra la donna e l’istituto scolastico affonda però le sue radici in anni precedenti, durante i viaggi di studio in Cina degli studenti, accolti più volte nella sua abitazione di campagna a Taicang. In quelle occasioni, Nonna Lu si distingueva per la sua straordinaria ospitalità, attendendo spesso per ore l’arrivo dei ragazzi lungo la strada e accogliendoli come membri della propria famiglia.
Come ricordato dalla scuola, la sua casa diventava un punto di incontro autentico tra culture, dove i giovani studenti italiani venivano accolti con calore, tradizioni culinarie locali e momenti di condivisione che hanno lasciato un segno indelebile.
Insieme alla famiglia, Nonna Lu aveva inoltre avviato una tradizione simbolica: la piantumazione degli “alberi dell’amicizia” nel villaggio di Taicang, a testimonianza viva del legame tra le due culture e delle esperienze condivise.
La cerimonia si svolgerà presso l’Istituto Agrario, luogo simbolico legato alla cura della terra e della crescita, dove verrà ufficialmente collocata la targa commemorativa come riconoscimento permanente alla sua umanità, al suo calore e alla sua straordinaria ospitalità.
(In foto la dirigente scolastica Antonella Canova)
Importante riconferma per il panorama culturale marchigiano: Lucia Chiatti, sovrintendente del Macerata Opera Festival, è stata confermata per il secondo triennio consecutivo nel Consiglio direttivo di Italiafestival.
La nomina è arrivata nel corso dei meeting di Italiafestival, svoltisi il 23 e 24 maggio al Teatro Piccolo di Milano. L’incontro ha incluso anche il convegno “Interesse Pubblico – Connecting International Audiences” e la presentazione del magazine digitale “IF – il racconto dei festival”, dedicato alla narrazione e alla promozione dei festival italiani.
La riconferma di Chiatti rappresenta un riconoscimento del lavoro svolto e del ruolo ricoperto nel panorama culturale nazionale, confermando la continuità del suo impegno all’interno della rete dei principali festival italiani.
“Sono onorata e profondamente grata per il rinnovo del mio incarico nel Direttivo di Italiafestival”, ha dichiarato Lucia Chiatti. “Una realtà che sento come una famiglia, capace al tempo stesso di guardare al mondo, al dialogo e alle sfide internazionali”.
La sovrintendente ha poi sottolineato il valore della collaborazione tra istituzioni culturali: “Ringrazio per la fiducia accordatami, che desidero ricambiare con rinnovato impegno. Metterò questo incarico al servizio dei due festival che ho l’onore di rappresentare – il Macerata Opera Festival e il Festival Pergolesi Spontini – e dell’intera rete dei soci, nella convinzione che collaborazione e condivisione di visioni siano il vero valore di Italiafestival”.
La riconferma rafforza il ruolo delle Marche all’interno del sistema dei grandi festival italiani, in un contesto di crescente dialogo e apertura internazionale.
Dal 23 maggio al 2 giugno 2026 il Museo Arturo Ghergo ospita “Visioni su Dissociazione Elementare”, progetto espositivo che mette in dialogo la poesia di Silvia Gelosi con la ricerca fotografica di Anna Gatalskaya, Marta Giovannini e Cristiana Rimini. L’inaugurazione è in programma sabato 23 maggio alle ore 18, negli spazi del museo in Piazza Bracaccini 1. Interverranno Claudia Scipioni, presidente dell’Associazione Effetto Ghergo, Mirco Monina, vicesindaco e assessore alla Cultura del Comune di Montefano, e Andrea Carnevali.
La mostra prende avvio dalla raccolta poetica “Dissociazione Elementare” di Silvia Gelosi, da cui le tre fotografe hanno sviluppato un percorso autonomo di interpretazione visiva. Non una semplice trasposizione illustrativa dei versi, ma un dialogo fra parola poetica e immagine fotografica. La poesia diventa così impulso creativo, spazio di attraversamento e materia da cui nascono visioni capaci di restituire silenzi, fenditure e tracce dell’esperienza interiore.
«Con Visioni su “Dissociazione Elementare” il Museo Ghergo rinnova la propria attenzione alla fotografia come linguaggio di ricerca e di dialogo con le altre arti», dichiara Claudia Scipioni. «Un progetto sensibile e intenso, capace di unire parola poetica e visione contemporanea».
«La poesia cattura il mondo in un dettaglio», scrive Silvia Gelosi. Ed è proprio questo sguardo rivolto all’essenziale a orientare l’intero progetto espositivo. Le fotografie accolgono il ritmo della scrittura, ne ascoltano le pause e ne interpretano i vuoti e le sospensioni. Oggetti, carte, tessuti, corpi, gesti e frammenti del quotidiano vengono sottratti alla loro funzione ordinaria per essere ricondotti a una dimensione altra, dove il reale si trasforma in soglia poetica.
La trasposizione fotografica delle poesie si affida a un bianco e nero essenziale, costruito sulla relazione fra luce, materia e densità tonale. Le immagini lavorano per sottrazione: dettagli ravvicinati, superfici, presenze appena accennate e inquadrature intime compongono un atlante visivo della fragilità e della persistenza. La fotografia non descrive, ma suggerisce; non spiega, ma apre un varco interpretativo.
Le opere di Anna Gatalskaya traducono gli elementi evocati dalla poesia in presenze sospese, attraversate da una delicata tensione memoriale. Marta Giovannini indaga invece il rapporto fra gesto, scrittura e testimonianza, affidando alla fotografia il valore di una traccia sensibile. Cristiana Rimini sviluppa una ricerca più introspettiva, nella quale corpo, ombra e luce diventano luoghi di emersione dell’interiorità.
“Visioni su Dissociazione Elementare” invita il pubblico a un’esperienza di ascolto e di visione lenta, in cui la fotografia prolunga la domanda della poesia e trasforma il dettaglio in possibilità di conoscenza. Una mostra che interroga il rapporto fra immagine e parola, fra frammento e ricomposizione, fra ciò che si mostra e ciò che rimane custodito nel silenzio.
TREIA – Una mattinata all’insegna della passione per i motori, della convivialità e della valorizzazione del territorio ha animato domenica 24 maggio la splendida cornice di Villa Spada, a Treia, in occasione del raduno dedicato ai Volkswagen Maggiolini e Maggioloni d’epoca.
L’evento, promosso dall’Associazione Pro Treia insieme agli appassionati del Maggiolino Adriatic Club, ha richiamato numerosi partecipanti provenienti dalle Marche e da altre regioni, trasformando il parco della storica villa in una suggestiva esposizione a cielo aperto di vetture che hanno fatto la storia dell’automobile.
A fare gli onori di casa è stato il presidente dell’Associazione Pro Treia, Francesco Pucciarelli, che ha accolto gli ospiti contribuendo a far conoscere il borgo e le sue eccellenze. Nel corso della giornata i partecipanti hanno potuto visitare Villa Spada e degustare un aperitivo con prodotti tipici del territorio.
Fin dalle prime ore del mattino, decine di Volkswagen storiche hanno raggiunto la location, attirando famiglie, curiosi e appassionati di auto d’epoca. Tra modelli restaurati e conservati con cura, il Maggiolino si è confermato ancora una volta un’icona intramontabile della cultura automobilistica mondiale.
L’iniziativa è stata organizzata con il supporto del Maggiolino Adriatic Club, realtà che riunisce proprietari di Volkswagen raffreddate ad aria, tra cui Maggiolini, Maggioloni e i celebri furgoncini T1 e T2. Il presidente del club, Emanuele Clementoni, ha sottolineato il valore degli eventi come occasione di promozione del territorio attraverso la passione per i motori.
Tra i modelli più ammirati il Volkswagen Maggiolone “World Champion”, esemplare prodotto in edizione limitata nel 1972 per celebrare il record mondiale di vendite della Ford Model T.
Presente anche l’amministrazione comunale di Treia, rappresentata dagli assessori Roberto D’Ascanio e Sabrina Virgili.
L’evento ha confermato come la passione per le auto storiche possa diventare uno strumento di promozione culturale e turistica del territorio.
La città di San Severino Marche si conferma ancora una volta meta d'elezione per i grandi palinsesti televisivi nazionali e vetrina d'eccellenza per la promozione turistica del territorio. Nella giornata di domani, martedì 26 maggio, le troupe di "Linea Verde Sentieri" faranno tappa nel centro storico settempedano per girare una puntata speciale interamente incentrata sul turismo lento, sulla spiritualità e sul patrimonio paesaggistico dell'Appennino marchigiano.
I noti conduttori del programma di Rai 1, Lino Zani e Giulia Capocchi, guideranno i telespettatori in un affascinante itinerario alla scoperta delle bellezze locali. Il set all'aperto d'eccezione sarà la monumentale e splendida Piazza Del Popolo, cuore pulsante della città, da cui si snoderà un viaggio attraverso le vie storiche.
Le telecamere Rai faranno infine tappa al MARec, il Museo dell'Arte Recuperata: una struttura che custodisce i preziosi dipinti, i polittici e le sculture salvati dalle macerie delle chiese dell'Arcidiocesi danneggiate dalle severe scosse di terremoto del 2016, configurandosi oggi come un luogo simbolo di identità e resistenza culturale per tutta la provincia.
La puntata – che andrà in onda il sabato su Raiuno a partire dalle ore 12:30 – sarà dedicata nello specifico ai "Cammini della Rinascita", suggestivi itinerari storici e naturalistici che attraversano l'Italia centrale. La realizzazione dello speciale è stata resa possibile grazie al fondamentale supporto offerto dall’ufficio del Commissario Straordinario del Governo per la ricostruzione sisma 2016, il senatore Guido Castelli, nell’ambito di un'ampia iniziativa istituzionale mirata a raccontare, valorizzare e promuovere il percorso di rigenerazione e rilancio economico e turistico dei territori colpiti dal sisma.
Il tema centrale dei cammini si sposa perfettamente con la filosofia di "Linea Verde Sentieri", una trasmissione che da anni si impegna a valorizzare il turismo a passo lento attraverso antiche vie di pellegrinaggio, borghi storici ed eremi incastonati nella natura incontaminata.
Per San Severino Marche si tratta di un momento magico dal punto di vista della visibilità mediatica. Il ritorno della Rai in città avviene infatti a pochissimi giorni dalle splendide immagini trasmesse sabato scorso all'interno dello speciale di "Linea Verde Discovery" condotto da Federico Quaranta, a conferma dell'enorme potenziale attrattivo che il comune settempedano continua a esercitare sui circuiti del turismo culturale e ambientale italiano.
A Civitanova Marche, sul lungomare Nord di Fontespina, è stata realizzata un’area dedicata alla tutela della nidificazione del fratino, piccolo uccello costiero sempre più raro e protetto a livello europeo. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Comune di Civitanova Marche e l’associazione Ornitologi Marchigiani APS ETS, dopo che nel 2024 una coppia della specie aveva scelto proprio quel tratto di litorale per deporre le uova.
Anche quest’anno la stessa coppia è tornata a nidificare e, nei giorni scorsi, le uova si sono schiuse dando alla luce tre pulcini.
Come sottolinea il Consiglio direttivo dell’associazione “Ornitologi Marchigiani” APS-ETS, “la presenza stabile di una coppia di Fratino su questo tratto di litorale rappresenta un risultato significativo per la conservazione della specie e per la qualità dell’habitat costiero”.
Nell’ambito delle attività scientifiche coordinate da Ispra, gli adulti sono stati dotati di anelli colorati, mentre i pulcini sono stati marcati con piccoli anelli metallici, nel rispetto dei protocolli di inanellamento a scopo di studio. “Queste operazioni consentono di raccogliere informazioni fondamentali sugli spostamenti e sulla biologia della specie, indispensabili per le strategie di conservazione”, evidenzia ancora il Consiglio direttivo.
Proprio grazie a queste attività, lo scorso anno era stato possibile scoprire che uno dei pulcini nati a Fontespina nel 2024 aveva raggiunto la costa di Termoli, dove è stato successivamente osservato anche durante la stagione riproduttiva.
L’area di nidificazione viene oggi monitorata quotidianamente dai volontari dell’associazione, mentre il gruppo familiare si muove lungo il tratto di spiaggia libera opportunamente delimitato. I fratini sono spesso visibili e riconoscibili per i loro rapidi movimenti tra bagnasciuga e zone interne del litorale.
“Uno dei principali fattori di rischio resta la presenza di cani lasciati liberi in spiaggia, particolarmente pericolosi per i pulcini che non sono ancora in grado di volare”, sottolinea il Consiglio direttivo dell’associazione.
Per questo motivo, oltre ai volontari, sono attive anche le guardie giurate venatorie volontarie della sezione provinciale di Federcaccia di Macerata, impegnate nel controllo del rispetto della normativa vigente. Il regolamento comunale sul litorale di Civitanova Marche prevede infatti il divieto di accesso ai cani in spiaggia, anche al guinzaglio, nel periodo compreso tra il 15 marzo e il 15 ottobre.
Il fratino, identificato scientificamente come Anarhynchus alexandrinus, è una specie in declino e classificata come “Endangered” nella Lista Rossa degli uccelli nidificanti in Italia, oltre a essere inserita nell’allegato I della direttiva Uccelli dell’Unione Europea.
“La tutela di questa specie rappresenta un valore ambientale e scientifico di grande rilevanza, soprattutto in un contesto di crescente pressione antropica sulle spiagge sabbiose”, conclude il Consiglio direttivo dell’associazione “Ornitologi Marchigiani” Aps-Ets.
Con l'arrivo della stagione estiva, il comune di Civitanova Marche ha dato ufficialmente il via all’edizione 2026 di "Sole Amico", l'ormai tradizionale campagna informativa e di prevenzione incentrata sui rischi legati all'esposizione solare e sulla tutela della vista. L'iniziativa, ideata dal dermatologo Gino Mattutini, responsabile dell'area dermatologica della Clinica “Villa dei Pini” (Gruppo KOS), si è arricchita quest'anno della preziosa collaborazione dell'oculista Gabriele Poloni, responsabile dell'omonimo reparto all'interno della stessa struttura sanitaria cittadina.
La campagna si è aperta ufficialmente questa mattina nell’aula del Consiglio comunale con una speciale lezione interattiva che ha visto come protagonisti gli alunni delle classi seconde (sezioni B e D) della scuola secondaria di primo grado "Luigi Pirandello".
All'incontro istituzionale hanno preso parte l’assessore Barbara Capponi e il consigliere comunale Piero Croia, che hanno portato i saluti dell'amministrazione, affiancati dal direttore amministrativo di Villa Pini, Luca Amadori, e dal referente del servizio, l'infermiere Roberto Leoni. L'iniziativa gode del prestigioso patrocinio della Capitaneria di Porto di Civitanova Marche e si inserisce nel quadro delle attività di educazione ambientale legate alla Bandiera Blu, riconoscimento internazionale che adorna le spiagge civitanovesi ininterrottamente dal 2004.
I giovanissimi studenti hanno seguito l'incontro con interesse, interagendo con gli specialisti e ricevendo al termine della mattinata il materiale informativo con il vero e proprio "Decalogo del benessere".
"Le piccole abitudini quotidiane vi mantengono in salute per tutta la vita - ha spiegato ai ragazzi il medico oculista Gabriele Poloni -. Stare all’aperto fa benissimo, ma è fondamentale indossare sempre gli occhiali da sole durante le ore più calde della giornata. Al contrario, ci sono abitudini che fanno male, come attardarsi allo smartphone prima di andare a dormire o studiare in stanze buie. Ricordatevi sempre di mangiare sano e, soprattutto, di fare una pausa dagli schermi digitali ogni 20 minuti di utilizzo".
Subito dopo è stata la volta dell'analisi dermatologica, focalizzata sulla necessità di conoscere le caratteristiche del proprio corpo e di difendersi dalle radiazioni ultraviolette.
"Siamo qui per trasmettere a voi ragazzi le regole giuste per stare al sole in piena sicurezza - ha sottolineato il dottor Gino Mattutini -. Il sole è un nostro grande amico, ma solo se impariamo a viverlo in maniera consapevole, evitando i rischi delle scottature e correggendo tempestivamente i comportamenti scorretti. Imparate a osservare sempre la vostra pelle e parlatene subito con il vostro medico curante nel caso in cui doveste notare un qualsiasi tipo di cambiamento sospetto".
Il valore educativo del progetto, capace di unire le istituzioni e le eccellenze sanitarie del territorio, è stato ribadito a margine dell'incontro anche dai vertici della clinica partner. "Siamo davvero felici di essere presenti in questa cornice istituzionale con due stimati professionisti", ha concluso il direttore amministrativo di Villa Pini, Luca Amadori. "Questo contesto è di fondamentale importanza perché offre agli esperti la possibilità di avvicinare i più piccoli, permettendo di far comprendere loro, con un linguaggio appropriato alla giovane età, quanto sia essenziale porre attenzione alla prevenzione per assicurarsi un futuro in salute".
Con l'approssimarsi della stagione più calda e del picco di presenze turistiche, la città di Porto Recanati si appresta a modificare la viabilità nel proprio centro storico. L'Amministrazione comunale ha informato che, tramite un'apposita ordinanza del Settore V - Polizia Locale, dal 1° luglio al 31 agosto 2026 entrerà ufficialmente in vigore la Zona a Traffico Limitato (Ztl), supportata dal sistema di rilevamento elettronico degli accessi posizionato ai varchi d'ingresso.
Il provvedimento ricalca la formula già collaudata con successo negli anni precedenti e sarà attivo tutti i giorni, sia feriali che festivi, dalle ore 20:30 alle ore 03:00 del giorno successivo. La finalità della misura è quella di decongestionare le aree centrali e maggiormente frequentate della località balneare, riducendo drasticamente la presenza di veicoli a motore. In questo modo si punta a garantire una migliore vivibilità del cuore cittadino, a tutelare la sicurezza dei residenti e dei tantissimi visitatori, favorendo al contempo il passeggio e le attività commerciali.
L'ingresso all'interno del perimetro protetto dalle telecamere sarà consentito esclusivamente ai veicoli in possesso di regolare autorizzazione. I soggetti abilitati avranno l'obbligo di esporre sul cruscotto del mezzo l'apposito pass in modo ben visibile e leggibile, ricordando che la mancata o non corretta esposizione del tagliando comporterà l'applicazione delle sanzioni amministrative previste dal Codice della Strada.
Una corsia preferenziale viene confermata per la mobilità green: i veicoli immatricolati a sola propulsione elettrica godranno di libero accesso e transito, ma i proprietari dovranno preventivamente comunicare la targa al Comando tramite telefono o posta elettronica.
Disposizioni ancora più stringenti riguarderanno l'arteria principale del centro. Durante gli orari di validità della Ztl, infatti, su Corso Giacomo Matteotti scatterà il divieto assoluto di circolazione per tutte le categorie di veicoli. Da questo blocco totale rimarranno esclusi soltanto i velocipedi a due ruote, i mezzi di soccorso, le Forze dell'Ordine per improrogabili motivi di servizio e i cittadini che siano titolari, locatari o usufruttuari di autorimesse il cui unico accesso si trovi proprio lungo il tratto del Corso.
L'ordinanza prevede comunque una certa elasticità gestionale: il Comando di Polizia Locale si riserva il diritto di adottare modifiche, sospensioni temporanee o integrazioni alle regole della Ztl qualora si presentino particolari esigenze di interesse pubblico, motivi di ordine e sicurezza, o in concomitanza con manifestazioni, mercati, fiere e lavori pubblici urgenti.
L'amministrazione comunale ha rivolto un invito a cittadini, residenti, operatori economici e turisti a prestare la massima attenzione alla segnaletica stradale verticale e ai pannelli luminosi informativi collocati in prossimità dei varchi elettronici per evitare di incorrere in sanzioni. Per qualsiasi dubbio, chiarimento o per l'espletamento delle pratiche relative al rilascio dei permessi, gli utenti potranno rivolgersi direttamente agli uffici del Comando di Polizia Locale.
Seguitano ubiquitariamente le celebrazioni in stile santificante per Marco Pannella a dieci anni dalla scomparsa. Non vi è giornale, non vi è televisione e non vi è radio che non magnifichi ininterrottamente la figura di Marco Pannella, celebrato come un eroe della politica che si è battuto strenuamente per difendere la libertà.
Mi permetto di dissentire da questa narrazione oggi egemonica e di mostrare per quali ragioni, al di là del giusto rispetto umano per la figura di Pannella, la sua posizione politica risulti massimamente criticabile.
Non parlerò di "più Europa", l’erede contemporaneo del partito fondato da Pannella, poiché probabilmente sarebbe ingiusto attribuire al fondatore della ditta le responsabilità di ciò che è venuto dopo, anche se, come si dice, il frutto non cade mai troppo distante dall’albero: “più Europa” è soltanto un episodio della normalizzazione liberal-atlantista del nostro Paese, con, in aggiunta, un elogio sperticato del costrutto tecnocratico e repressivo dell’Unione Europea.
Per quel che riguarda la politica di Pannella in senso stretto, il Partito Radicale da lui fondato rappresentò unicamente una forza di individualizzazione di massa, vuoi anche un completamento ideologico della liberalizzazione dei consumi e dei costumi che la civiltà del capitale aveva avviato a partire dal '68.
La libertà difesa e celebrata da Pannella era sempre e solo la libertà dell’individuo consumatore, intesa come liberalizzazione dei consumi, droghe comprese. Insomma, la libertà come capriccio di consumo e non certo come sostanza etica nell’accezione hegeliana.
Costanzo Preve considerava Pannella l'esponente di un "libertarismo dei costumi": le battaglie radicali riflettevano una deriva borghese e neoliberista della sinistra, che aveva abbandonato la storica questione sociale in favore di istanze individualiste, funzionali alla civiltà dei consumi.
Scriveva Preve: "Quanto ai radicali, Pannella und Bonino, non li considero personalmente una forza politica, ma un elemento culturale di profonda corruzione civile e umana, avanguardia di un individualismo estremo e anomico".
Non meno disastrosa fu la politica estera del partito fondato da Pannella: atlantista e filoisraeliano fino al midollo, nella convinzione che Washington e Israele rappresentassero il paradigma ideale della libertà a cui ogni popolo del pianeta era chiamato ad adeguarsi.
Insomma, benché le celebrazioni di Pannella continuino ininterrottamente, mi pare che non manchino gli elementi per criticare aspramente le sue politiche. Mi spingo più in là e dico che non ho mai francamente capito per quali ragioni Pier Paolo Pasolini stimasse tanto sul piano politico Pannella e i radicali, considerato il fatto che essi rappresentavano l’opposto di ciò che Pasolini teorizzava. Insomma, rispetto per la figura umana di Pannella, ma massima distanza dal suo progetto politico!