Un chicco d'uva ha provocato una grave ostruzione delle vie aeree in una bambina di tre anni, soccorsa nella giornata di ieri a Jesi, mentre si trovava con i genitori tra i banchi della Fiera di San Settimio, e successivamente trasferita all'Ospedale Pediatrico G. Salesi di Ancona. La piccola è attualmente ricoverata in Rianimazione Pediatrica, dove resta in prognosi riservata.
Secondo il bollettino medico diffuso nella giornata odierna, la bambina è arrivata al Salesi dopo essere stata sottoposta alle manovre rianimatorie e alla stabilizzazione delle funzioni vitali. Attualmente è sottoposta a sedazione farmacologica profonda, ventilazione meccanica e alle cure intensive necessarie. Proseguono il monitoraggio e gli accertamenti clinici e strumentali.
L'allarme era scattato intorno alle 18:30 di mercoledì, quando la piccola avrebbe ingerito un acino d'uva che le ha ostruito le vie aeree. A prestare i primi soccorsi è stato un medico che si trovava casualmente sul posto, intervenuto immediatamente con le manovre di rianimazione. Dopo l'allerta al 112, sul posto è arrivata un'ambulanza della Croce Rossa, mentre la centrale operativa di Ancona Soccorso faceva decollare l'eliambulanza dall'ospedale regionale di Torrette.
Il massaggio cardiaco è proseguito durante il trasporto e, nella piazzola nei pressi dell'ospedale Carlo Urbani di Jesi, l'équipe rianimatoria arrivata in elicottero ha raggiunto l'ambulanza. La bambina è stata intubata e trasferita prima a Torrette e successivamente al Salesi di Ancona, dove è tuttora ricoverata.
Il caso riporta l'attenzione su un rischio particolarmente rilevante nei bambini piccoli: l'inalazione accidentale di alimenti e la conseguente ostruzione delle vie aeree. A spiegare come prevenire questi episodi e come intervenire è Alessandro Simonini, direttore della Struttura Complessa di Anestesia e Rianimazione Pediatrica dell'Ospedale Pediatrico G. Salesi di Ancona e responsabile dell'Area Materno-Infantile della SIAARTI.
"Gli episodi di soffocamento rappresentano una delle problematiche più gravi dell'età pediatrica", sottolinea Simonini, indicando nella fascia tra 0 e 4 anni quella maggiormente esposta al rischio. Tra gli alimenti che possono risultare particolarmente pericolosi ci sono proprio quelli piccoli, rotondi o cilindrici, come uva, ciliegie, frutta secca, wurstel, mozzarelline e alcuni tipi di verdure.
"Non si tratta di proibire indiscriminatamente determinati alimenti – spiega il medico – ma di prepararli in modo adeguato all'età del bambino, modificandone forma e dimensioni". Un alimento piccolo e tondeggiante, infatti, può adattarsi alle vie aeree e provocare un'ostruzione.
Nel caso dei bambini piccoli il pericolo è legato anche al comportamento durante i pasti. Correre, giocare, ridere, piangere o parlare mentre si mangia può interferire con la coordinazione tra masticazione, deglutizione e respirazione. Per questo le raccomandazioni invitano a far mangiare i bambini seduti e sempre sotto la supervisione di un adulto, evitando che abbiano cibo in bocca mentre giocano o si muovono.
Ma oltre alla prevenzione, sottolinea Simonini, è fondamentale che chi si occupa dei bambini sappia come comportarsi in caso di emergenza. "L'inalazione di un corpo estraneo è una condizione potenzialmente gravissima, perché in caso di ostruzione completa delle vie aeree può determinare in pochissimo tempo una grave carenza di ossigeno, perdita di coscienza e arresto cardiaco".
I primi minuti possono quindi essere decisivi e conoscere le manovre di disostruzione delle vie aeree e quelle di rianimazione cardiopolmonare pediatrica può fare la differenza. Una formazione che, secondo Simonini, dovrebbe coinvolgere genitori, nonni, insegnanti, educatori e più in generale tutte le persone che trascorrono tempo con i bambini.
Non sempre, inoltre, l'ostruzione è immediatamente evidente o completa. Il bambino può avere un episodio iniziale caratterizzato da tosse intensa e difficoltà respiratoria, anche con colorazione bluastra o violacea della pelle e delle labbra, per poi sembrare migliorare. Un miglioramento apparente non deve però necessariamente tranquillizzare: il corpo estraneo potrebbe essersi fermato in un bronco e provocare successivamente ostruzione, infezioni respiratorie o altre complicazioni.
Per questo, in presenza di un episodio compatibile con una possibile inalazione, è importante prestare attenzione anche ai sintomi successivi, come tosse persistente, respiro sibilante, difficoltà respiratoria o infezioni respiratorie ricorrenti, e rivolgersi a un medico.
"La prevenzione resta il primo strumento – conclude Simonini – ma quando l'incidente accade, riconoscere subito l'ostruzione e sapere cosa fare nei primi minuti può salvare una vita".
Un chicco d'uva ha provocato una grave ostruzione delle vie aeree in una bambina di tre anni, soccorsa nella giornata di ieri a Jesi, mentre si trovava con i genitori tra i banchi della Fiera di San Settimio, e successivamente trasferita all'Ospedale Pediatrico G. Salesi di Ancona. La piccola è attualmente ricoverata in Rianimazione Pediatrica, dove resta in prognosi riservata.
Secondo il bollettino medico diffuso nella giornata odierna, la bambina è arrivata al Salesi dopo essere stata sottoposta alle manovre rianimatorie e alla stabilizzazione delle funzioni vitali. Attualmente è sottoposta a sedazione farmacologica profonda, ventilazione meccanica e alle cure intensive necessarie. Proseguono il monitoraggio e gli accertamenti clinici e strumentali.
L'allarme era scattato intorno alle 18:30 di mercoledì, quando la piccola avrebbe ingerito un acino d'uva che le ha ostruito le vie aeree. A prestare i primi soccorsi è stato un medico che si trovava casualmente sul posto, intervenuto immediatamente con le manovre di rianimazione. Dopo l'allerta al 112, sul posto è arrivata un'ambulanza della Croce Rossa, mentre la centrale operativa di Ancona Soccorso faceva decollare l'eliambulanza dall'ospedale regionale di Torrette.
Il massaggio cardiaco è proseguito durante il trasporto e, nella piazzola nei pressi dell'ospedale Carlo Urbani di Jesi, l'équipe rianimatoria arrivata in elicottero ha raggiunto l'ambulanza. La bambina è stata intubata e trasferita prima a Torrette e successivamente al Salesi di Ancona, dove è tuttora ricoverata.
Il caso riporta l'attenzione su un rischio particolarmente rilevante nei bambini piccoli: l'inalazione accidentale di alimenti e la conseguente ostruzione delle vie aeree. A spiegare come prevenire questi episodi e come intervenire è Alessandro Simonini, direttore della Struttura Complessa di Anestesia e Rianimazione Pediatrica dell'Ospedale Pediatrico G. Salesi di Ancona e responsabile dell'Area Materno-Infantile della SIAARTI.
"Gli episodi di soffocamento rappresentano una delle problematiche più gravi dell'età pediatrica", sottolinea Simonini, indicando nella fascia tra 0 e 4 anni quella maggiormente esposta al rischio. Tra gli alimenti che possono risultare particolarmente pericolosi ci sono proprio quelli piccoli, rotondi o cilindrici, come uva, ciliegie, frutta secca, wurstel, mozzarelline e alcuni tipi di verdure.
"Non si tratta di proibire indiscriminatamente determinati alimenti – spiega il medico – ma di prepararli in modo adeguato all'età del bambino, modificandone forma e dimensioni". Un alimento piccolo e tondeggiante, infatti, può adattarsi alle vie aeree e provocare un'ostruzione.
Nel caso dei bambini piccoli il pericolo è legato anche al comportamento durante i pasti. Correre, giocare, ridere, piangere o parlare mentre si mangia può interferire con la coordinazione tra masticazione, deglutizione e respirazione. Per questo le raccomandazioni invitano a far mangiare i bambini seduti e sempre sotto la supervisione di un adulto, evitando che abbiano cibo in bocca mentre giocano o si muovono.
Ma oltre alla prevenzione, sottolinea Simonini, è fondamentale che chi si occupa dei bambini sappia come comportarsi in caso di emergenza. "L'inalazione di un corpo estraneo è una condizione potenzialmente gravissima, perché in caso di ostruzione completa delle vie aeree può determinare in pochissimo tempo una grave carenza di ossigeno, perdita di coscienza e arresto cardiaco".
I primi minuti possono quindi essere decisivi e conoscere le manovre di disostruzione delle vie aeree e quelle di rianimazione cardiopolmonare pediatrica può fare la differenza. Una formazione che, secondo Simonini, dovrebbe coinvolgere genitori, nonni, insegnanti, educatori e più in generale tutte le persone che trascorrono tempo con i bambini.
Non sempre, inoltre, l'ostruzione è immediatamente evidente o completa. Il bambino può avere un episodio iniziale caratterizzato da tosse intensa e difficoltà respiratoria, anche con colorazione bluastra o violacea della pelle e delle labbra, per poi sembrare migliorare. Un miglioramento apparente non deve però necessariamente tranquillizzare: il corpo estraneo potrebbe essersi fermato in un bronco e provocare successivamente ostruzione, infezioni respiratorie o altre complicazioni.
Per questo, in presenza di un episodio compatibile con una possibile inalazione, è importante prestare attenzione anche ai sintomi successivi, come tosse persistente, respiro sibilante, difficoltà respiratoria o infezioni respiratorie ricorrenti, e rivolgersi a un medico.
"La prevenzione resta il primo strumento – conclude Simonini – ma quando l'incidente accade, riconoscere subito l'ostruzione e sapere cosa fare nei primi minuti può salvare una vita".
Grave incidente stradale nella tarda mattinata odierna nella zona industriale di Corridonia. Intorno alle 12:30, per cause ancora in corso di accertamento, un giovane di 21 anni è stato investito lungo via del Progresso.
A travolgere il ragazzo è stata una Volkswagen Tiguan di colore bianco, condotta da un uomo di 39 anni. L'impatto è stato particolarmente violento: il giovane ha urtato con forza contro la parte anteriore e il parabrezza del veicolo - rimasto fortemente danneggiato sul lato del guidatore – prima di finire a terra.
Immediata la macchina dei soccorsi. I sanitari del 118, giunti sul posto, hanno prestato le prime cure al ragazzo e, valutate le sue condizioni, hanno allertato l'elisoccorso. L'elicottero si è atterrato nell'elisuperficie situata poco distante, proprio nei pressi della zona industriale, permettendo il rapido trasferimento del giovane in codice rosso all'ospedale regionale Torrette di Ancona.
Sul luogo dell'incidente sono intervenuti i carabinieri e gli agenti della polizia locale per effettuare i rilievi di rito, gestire la viabilità e ricostruire con esattezza la dinamica dell'accaduto.
Il centro storico di Macerata si mette in gioco. Ha preso il via la quinta edizione di EVO – I linguaggi del gioco, il festival che fino a domenica 27 settembre trasforma la città in un grande spazio dedicato al gioco nelle sue diverse forme: dal videogame ai giochi da tavolo, dal gusto alla formazione, fino alla cultura e alla socialità.
Un'edizione diffusa che coinvolge diversi luoghi del centro e propone oltre 60 appuntamenti in quattro giorni, con cinque luoghi principali, 12 proposte gastronomiche e il coinvolgimento di decine di associazioni e realtà del territorio.
Il cuore della manifestazione è l'EVO Village, in piazza della Libertà, dove il gioco incontra il gusto con food & drink, degustazioni e attività per famiglie. Nel percorso cittadino ci sono poi la Sala Giochi all'Asilo Ricci, dedicata a giochi da tavolo, giochi di ruolo, carte, wargames, tornei e laboratori, e Casa Nintendo agli Antichi Forni, dove tornano le esperienze dedicate al mondo della casa giapponese.
Proprio la presenza di Nintendo è una delle conferme dell'edizione 2026, insieme a due importanti realtà proprio della provincia di Macerata: Clementoni e Rainbow. All'Asilo Ricci il pubblico può incontrare il mondo dei giochi educativi di Clementoni e quello dell'intrattenimento firmato Rainbow, con un'area dedicata anche alle Winx.
«Le novità ce ne sono tante perché il programma cresce, trova il gradimento del pubblico, soprattutto il gioco, non inteso solo come divertimento puro, ma il gioco nelle sue varie sfaccettature che significa socializzare, fare nuove amicizie e significa anche didattica», spiega Angelo Serri, fondatore e direttore di Tipicità. Un concetto che guarda soprattutto alle nuove generazioni e ai loro nuovi modi di avvicinarsi all'apprendimento.
Per Serri, la conferma di Nintendo rappresenta «un grande risultato», mentre l'ingresso di Clementoni e Rainbow amplia ulteriormente la rete di realtà coinvolte. EVO, però, non si ferma alle aree dedicate al gioco: il festival attraversa il centro storico e porta con sé anche una dimensione legata al territorio e alle sue eccellenze.
Il Circuito EVO, infatti, coinvolge bar, ristoranti e locali cittadini, chiamati a reinterpretare il tema del gioco attraverso piatti, cocktail e iniziative speciali. Un modo per costruire un vero e proprio itinerario nel centro di Macerata, mettendo insieme gioco, gusto e scoperta della città.
Accanto alle esperienze più ludiche trovano spazio anche gli appuntamenti dedicati alla cultura e all'approfondimento, con incontri e attività pensate per diverse generazioni. La collaborazione con l'Università di Macerata, partner scientifico della manifestazione, sottolinea proprio la dimensione culturale e formativa del gioco.
Un aspetto sottolineato anche dalla vicesindaca di Macerata Francesca D'Alessandro, che parla di una progettualità capace di accompagnare l'evoluzione della città senza dimenticarne le radici. Al centro, ancora una volta, il gioco come strumento per creare comunità.
«Oggi più che mai abbiamo bisogno di ricostruire le maglie di una comunità che sembra sfilacciarsi», osserva D'Alessandro, richiamando il paradosso di una società sempre più connessa attraverso il web ma, allo stesso tempo, spesso più sola. Da qui l'importanza di uno spazio fisico e condiviso nel quale tornare a incontrarsi, giocare e creare relazioni.
EVO diventa così non soltanto un festival dedicato agli appassionati, ma un'occasione per leggere il gioco come un linguaggio capace di attraversare età e generazioni: divertimento, apprendimento, creatività, socialità e scoperta. Quattro giorni nei quali il centro storico di Macerata diventa una città da vivere attraverso esperienze diverse, con il gioco come filo conduttore.
Falsi carabinieri e messaggi vocali generati con l'intelligenza artificiale per chiedere denaro utilizzando la voce di Don Ariel. È il nuovo tentativo di truffa segnalato a Tolentino dal sindaco Mauro Sclavi. Alcuni cittadini hanno, infatti, ricevuto telefonate da persone che si sono presentate come carabinieri di Macerata oppure messaggi vocali nei quali, attraverso una voce artificiale, venivano avanzate richieste di denaro a nome del parroco della chiesa di San Francesco.
Il riferimento è a Don Ariel, che si appresta a lasciare Tolentino per una missione in Argentina. Secondo quanto riferito dal sindaco, i truffatori avrebbero utilizzato strumenti di intelligenza artificiale per riprodurre in maniera estremamente fedele la voce e il tipico accento sudamericano del sacerdote, con l'obiettivo di rendere il messaggio più credibile e indurre le persone a fidarsi della richiesta.
Il meccanismo sfrutta dunque una tecnologia sempre più accessibile per costruire una situazione apparentemente reale. Proprio per questo l'invito rivolto ai cittadini è quello di non dare seguito a richieste di denaro ricevute attraverso telefonate o messaggi sospetti, anche quando sembrano provenire da persone conosciute.
Il sindaco Sclavi ha raccomandato di verificare sempre la provenienza delle comunicazioni e la loro effettiva autenticità, invitando inoltre chi dovesse ricevere richieste di questo tipo a segnalare tempestivamente l'accaduto alle forze dell'ordine.
Nel corso della stessa seduta del Consiglio comunale, Sclavi ha inoltre riferito di un altro episodio che ha interessato la città: attraverso le immagini del sistema di videosorveglianza, la polizia locale ha individuato i tre presunti autori dell'atto vandalico ai danni della panchina di via della Pace dotata di pannelli solari per la ricarica dei dispositivi elettronici.
I tre ragazzi, secondo quanto ricostruito, avrebbero lasciato un graffito durante la notte, danneggiando le apparecchiature che permettono di trasformare la luce solare in energia.
Il sindaco ha scelto, però, di rivolgere loro un appello affinché si presentino spontaneamente. "La mia intenzione non è di punire ma di parlare con questi tre giovani e far capire loro l'importanza del rispetto delle cose pubbliche evitando inutili quanto dannosi atti di vandalismo che non servono a nessuno", ha spiegato Sclavi.
Ci sarà anche Guido Picchio, direttore responsabile di Picchio News, tra i protagonisti della quarta edizione del Premio "Marche regione da podio", in programma il prossimo 7 ottobre nel Salone d'Onore del Coni a Roma. Un riconoscimento che assume un significato particolare per la nostra testata.
La kermesse, ideata da Vladimiro Riga e dalla comunità Montana dei Monti Azzurri, nasce con l'obiettivo di valorizzare le eccellenze marchigiane nei diversi ambiti della società. Saranno 22 i riconoscimenti assegnati a persone e realtà che si sono distinte nello sport, nella cultura, nel giornalismo, nell'imprenditoria, nella politica e nelle libere professioni.
Tra i nomi che rappresentano il territorio maceratese spicca quello di Guido Picchio, fotografo e direttore responsabile di Picchio News, al quale verrà assegnato uno dei riconoscimenti di questa quarta edizione. Un premio che interessa direttamente la nostra testata e che arriva a coronamento di un percorso professionale trentennale.
Sempre dalla provincia di Macerata arriva Silvano Ascani, originario di Porto Recanati e figura storica del mondo del divertimento e della movida marchigiana. Nel corso degli anni Ascani ha legato il proprio nome a importanti locali della costa, tra Porto Recanati e Civitanova Marche, diventando uno dei protagonisti del settore.
E poi c'è Filippo Pavoni, giovane nuotatore di Matelica, protagonista di una stagione internazionale di assoluto rilievo. Pavoni ha conquistato l'oro nei 100 metri di nuoto pinnato bipinne ai Giochi del Mediterraneo di Taranto, contribuendo anche al successo della staffetta mista 4x50 metri. Il suo risultato è arrivato nell'edizione 2026 dei Giochi, nella quale il nuoto pinnato ha fatto il suo debutto nel programma della manifestazione.
Il riconoscimento a Pavoni arriva dunque a pochi mesi da un risultato che ha portato il nome di Matelica e della provincia di Macerata sul palcoscenico internazionale. Il giovane atleta è stato infatti celebrato anche dalla sua città dopo il successo ottenuto a Taranto.
Il programma della manifestazione abbraccia comunque l'intero territorio regionale e diversi settori. Tra i premiati figurano inoltre il senatore Guido Castelli, responsabile della ricostruzione post terremoto, l'assessore alla Cultura del Comune di Ancona Marta Paraventi e Andrea Brusa, caporedattore del Resto del Carlino Ancona.
Per lo sport saranno premiati, tra gli altri, Luciano Bonfiglio, presidente nazionale del Coni, l'Ancona Calcio con Matteo Bartolini, l'Ascoli Calcio con il direttore generale Emilio Capaldi, Francesco Borrelli per il lavoro svolto con la Civitanovese, oltre ad Alice e Francesco Pagliarini, protagonisti dell'atletica.
Riconoscimenti anche nel mondo dello spettacolo, con un premio alla memoria per Jimmy Fontana, al duo Operapop e al regista Paolo Consorti, oltre che a Tiziana Rocca. Ampia anche la rappresentanza del mondo imprenditoriale e professionale, con Giuseppe Casali, amministratore delegato di Pigini Group e Tecnostampa, Marcello Nicolini, Giuseppe Cristini, Filiberto Andreoli e Maria Marchegiani.
Il filo conduttore dell'iniziativa resta quello della valorizzazione delle Marche attraverso le persone che, nei rispettivi ambiti, contribuiscono a raccontarne e promuoverne il territorio. "Il podio si può raggiungere non solo nello sport, ma anche operando nel campo dell'imprenditoria e della cultura", ha spiegato Vladimiro Riga, ideatore del premio.
Il costo dell'Rc Auto continua a crescere anche nella provincia di Macerata. Ad agosto 2026 il premio medio per assicurare un'auto nel Maceratese si è attestato a 502,92 euro, con un aumento dell’8,6% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. È il terzo valore più alto tra le province marchigiane, alle spalle di Fermo e Pesaro e Urbino.
Il dato emerge dall’Osservatorio assicurativo di Segugio.it, che fotografa l’andamento dei prezzi delle polizze RC Auto a livello nazionale e regionale. Nelle Marche, nel complesso, il premio medio ad agosto è stato di 484,92 euro, 17,67 euro in meno rispetto alla media italiana, ma in aumento del 6,4% su base annua.
A livello provinciale, Fermo risulta la provincia marchigiana con il premio medio più elevato, pari a 509,08 euro, anch’esso in crescita del 6,4% rispetto ad agosto 2025. Al secondo posto si trova Pesaro e Urbino, con un premio medio di 504,51 euro e un incremento particolarmente marcato, pari al 14,4%.
Segue quindi Macerata con 502,92 euro, dove l'aumento annuo dell'8,6% risulta superiore alla media regionale. Ad Ancona il premio medio raggiunge invece 485,34 euro, con una crescita del 4,1%, mentre Ascoli Piceno è la provincia meno cara della regione, con un prezzo medio di 409 euro.
Guardando al quadro nazionale, ad agosto il premio medio per l’RC Auto in Italia ha raggiunto 502,59 euro, circa 17 euro in più rispetto allo stesso mese del 2025, per un incremento del 3,5%.
A sostenere maggiormente la spesa sono i giovani. Gli Under 25 pagano mediamente 1.053,64 euro, seppure in leggero calo rispetto ai 1.069,77 euro di un anno fa. La cifra resta comunque nettamente superiore a quella delle altre fasce d'età: tra i 25 e i 34 anni il premio medio è di 587,92 euro, mentre tra i 35 e i 44 anni scende a 475,41 euro. Per la fascia 45-59 anni il costo medio è di 452,32 euro, mentre gli Over 60 registrano il premio più basso, pari a 420,47 euro.
Secondo i dati relativi agli ultimi dodici mesi, la fascia più numerosa tra i proprietari di veicoli in Italia è quella compresa tra i 45 e i 59 anni, che rappresenta il 36,5% del totale. Seguono gli Over 60 con il 23,1%, i 35-44enni con il 19,6%, la fascia 25-34 anni con il 16,5% e gli Under 25, che costituiscono il 4,2%.
Secondo Emanuele Anzaghi, amministratore delegato di Segugio.it, il mercato sarebbe arrivato "all’apice della fase rialzista dei prezzi RC Auto". L’aspettativa indicata dall’AD è quella di prezzi che nei prossimi mesi potrebbero mantenersi stabili o registrare una lieve contrazione. Tra i fattori considerati viene indicato anche l’aumento dei costi del carburante, che potrebbe portare a una riduzione delle percorrenze e, di conseguenza, del numero di sinistri.
Cambio nella squadra di governo del Comune di Monte San Giusto. Gioia Rogani ha rassegnato le dimissioni dagli incarichi di consigliera comunale e assessora per motivi di lavoro. Al suo posto entra in Giunta Erica Corradini, alla quale il sindaco ha affidato un ampio pacchetto di deleghe.
Corradini seguirà Eventi, Sviluppo Economico, con particolare riferimento ad attività produttive e commercio, Turismo, Fiere e Mercati, Associazioni, Volontariato e Frazione di Villa San Filippo.
Nel comunicare il nuovo assetto amministrativo, il sindaco ha rivolto a Rogani un ringraziamento per il lavoro svolto durante il suo incarico, sottolineandone impegno, dedizione e disponibilità a servizio della comunità.
Alla nuova assessora, invece, sono arrivati gli auguri di buon lavoro, con l'auspicio che possa mettere a disposizione dell'Amministrazione le proprie competenze e affrontare il nuovo incarico con entusiasmo e spirito di collaborazione.
Novità anche per la delega alla Città del Sorriso, che è stata assegnata alla consigliera Monica Marzetti. Anche a lei il sindaco ha rivolto un augurio per le attività che sarà chiamata a seguire.
Il nuovo assetto sarà completato nel prossimo Consiglio comunale, quando è prevista la surroga di Gioia Rogani e l'ingresso in aula di Luca Giulianelli, già assessore al Bilancio. Un passaggio che permetterà di garantire la continuità dei lavori del Consiglio comunale e dell'attività amministrativa.
Un pino marittimo si è sradicato oggi pomeriggio, intorno alle 17, al centro fieristico di Villa Potenza di Macerata, finendo sul viale principale dell'area. L'albero è caduto pochi istanti dopo il passaggio di un'automobile. Una seconda vettura stava arrivando in quel momento a circa venti metri di distanza e ha evitato il tronco. Nessuna persona è rimasta coinvolta.
Immediato l'allarme e altrettanto rapida la macchina dei soccorsi. Sul posto sono intervenuti i volontari di Macerata Soccorso, che hanno messo in sicurezza la zona e bloccato il transito dei veicoli, vista la situazione di potenziale pericolo.
Poco dopo sono arrivati gli operai del Comune, che insieme all'agronomo comunale hanno eseguito un sopralluogo. L'obiettivo era duplice: valutare le condizioni del pino caduto e verificare la stabilità degli altri alberi presenti nell'area.
Le operazioni di rimozione scatteranno oggi. Prima verrà tagliato l'albero, poi si procederà allo sgombero della strada, in modo da ripristinare le normali condizioni di sicurezza e viabilità all'interno del quartiere fieristico.
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato inviato da alcuni condomini del Condominio Pineta di via Salvo D’Acquisto 6, a Porto Recanati, che contestano la gestione dell’amministratrice del condominio in merito al taglio di quattro pini ad alto fusto presenti nell’area condominiale.
«Una quindicina di condomini si sono trovati ad opporsi alla decisione dell’amministratrice Fava in merito al taglio di quattro pini secolari, che erano la storia del condominio, oltre al paesaggio e alla mitigazione del clima.
I fatti: l’amministratrice incarica, a febbraio 2026, un agronomo per la valutazione dello stato di salute dei pini ad alto fusto e non ci ha mai comunicato quanto stava facendo. Da febbraio all’assemblea ordinaria del 3 agosto, nessuno sapeva della perizia. In assemblea lei ha detto che doveva tagliare gli alberi, senza però illustrare né le modalità né i relativi costi. Noi abbiamo chiesto via PEC sia la relazione dell’agronomo, mai pervenuta, sia un preventivo di spesa. Sempre via PEC abbiamo inviato due nostri preventivi, che non sono stati presi in considerazione, e lei ha proceduto ugualmente.
Il dramma è che in assemblea non ha mai proferito menzione sul fatto specifico. Abbiamo chiesto il verbale di assemblea, ma ad oggi non ci è ancora stato inviato e nemmeno al nostro avvocato, Brandoni di Porto Recanati, che ci segue, perché un condomino non era presente e quindi aveva diritto, come recita il regolamento, entro cinque giorni. Ma, nonostante tutto, ad oggi nemmeno lui ha avuto il verbale.
Ad oggi vediamo il parco del condominio distrutto, senza i nostri meravigliosi alberi, i pini. L’amministratrice si è arrogata il diritto di decidere in modo padronale, senza informare chi la paga. Allo stato abbiamo avuto il preventivo la sera prima, cioè il 22 settembre scorso alle ore 21.15, praticamente impossibile agire.
E non abbiamo nemmeno la spesa dell’agronomo. Tutto questo è stato ribadito in tutte le salse, ma lei tira dritto, causando ulteriori danni al condominio. La geometra Fava, avendo avuto cinque mesi abbondanti, avrebbe potuto fare una relazione ambientale, considerato l’importanza del valore ambientale e paesaggistico.
Oltretutto, a Porto Recanati non si vedono molti pini ad alto fusto e anche l’ufficio del Comune che ha ricevuto la pratica e di cui ha la Commissione del paesaggio si è espresso solo con la richiesta della ditta.
Tutto questo è inaccettabile».
SEFRO – Oltre due milioni di euro per mettere in sicurezza due infrastrutture considerate strategiche per il territorio e per consentire alla ricostruzione di proseguire. La Cabina di coordinamento sisma ha raggiunto l’intesa sull’Ordinanza speciale dedicata al Comune di Sefro, che finanzia due interventi urgenti e di particolare criticità per un investimento complessivo di 2 milioni e 37mila euro.
Il primo intervento riguarda il muraglione sulla sponda sinistra del torrente Scarzito, nei pressi della scuola del capoluogo. L’opera, del valore complessivo di 750.582,89 euro, prevede la riparazione dei danni e il miglioramento sismico della struttura.
La nuova Ordinanza stanzia 673.750 euro, mentre altri 76.832,89 euro, relativi alla progettazione, erano già stati finanziati con l’Ordinanza numero 137 del 2023.
Si tratta di un intervento particolarmente importante sul fronte della sicurezza. Un eventuale cedimento del muraglione potrebbe infatti ostacolare il regolare deflusso delle acque dello Scarzito e aumentare il rischio di esondazione. Una criticità resa ancora più delicata dalla presenza, nelle immediate vicinanze, della scuola pubblica e della sede comunale.
Il secondo intervento riguarda invece la strada di via Cerreto, nella località Sorti-Butino. Per il consolidamento strutturale della viabilità sono stati previsti 1.286.447,67 euro.
La strada riveste un ruolo strategico per la frazione perché costituisce l’unico accesso utilizzabile dai mezzi pesanti. La sua messa in sicurezza è quindi necessaria anche per permettere di proseguire con la ricostruzione privata. Il progetto comprende inoltre opere di urbanizzazione primaria, tra cui interventi sulle pavimentazioni e sull’illuminazione pubblica.
«Con questa Ordinanza interveniamo su due criticità che hanno un'incidenza diretta sulla sicurezza e sulla possibilità stessa di far avanzare la ricostruzione a Sefro», sottolinea il commissario straordinario alla Ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli. «Ricostruire significa anche intervenire sulle infrastrutture e sulle opere di urbanizzazione che rendono concretamente possibile il ritorno alla piena normalità».
Castelli evidenzia inoltre l’obiettivo di «rimuovere gli ostacoli, accelerare i lavori e creare le condizioni affinché queste comunità possano continuare a vivere e progettare il proprio futuro nei territori dell’Appennino centrale», ringraziando il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’Usr Marche e il sindaco di Sefro Pietro Tapanelli per la collaborazione.
Soddisfazione anche da parte del primo cittadino. «Un ringraziamento particolare alla struttura commissariale e al commissario Castelli per la disponibilità, lo sforzo e l’attenzione rivolti ai piccoli centri del cratere. In questo caso si risolvono due criticità importanti», afferma Tapanelli, che ringrazia anche il capo di gabinetto Lino Rossi per aver seguito la questione.
L’Ordinanza rappresenta dunque un passaggio importante per Sefro: da una parte la messa in sicurezza di un'area delicata del capoluogo, dall’altra il consolidamento di una strada indispensabile per la ricostruzione della frazione Sorti-Butino.
La chiusura delle gallerie di Pioraco sulla SS 361 Septempedana è destinata a proseguire fino alla fine di ottobre e i sindaci di Pioraco, Sefro e Fiuminata alzano il livello della protesta. Matteo Cicconi, Pietro Tapanelli e Vincenzo Felicioli contestano le modalità con cui Anas sta gestendo i lavori e chiedono che venga garantito il transito continuativo sulla strada, annunciando, in caso contrario, il ricorso alle sedi giudiziarie competenti.
Il provvedimento, inizialmente previsto per il periodo dal 14 al 25 settembre, era stato disposto per consentire il completamento dei lavori di unione tra le gallerie "Scoglio del Paradiso" e "della Cartiera". La nuova proroga porta invece le limitazioni fino alla fine di ottobre, prolungando ulteriormente i disagi per le comunità dell'Alta Valle del Potenza.
Secondo i tre sindaci, la decisione sarebbe stata comunicata senza un preventivo confronto istituzionale. La vicenda, ricordano, affonda le proprie radici nel distacco roccioso dell'autunno 2021, quando alcuni massi caddero sulla carreggiata colpendo un'automobile. Da allora, quello che avrebbe dovuto essere un intervento risolutivo si è protratto nel tempo tra ritardi nell'acquisizione dei casseri, periodi di stallo dei cantieri e successive proroghe delle scadenze.
La chiusura notturna della strada rappresenta un problema particolarmente rilevante per il territorio. La SS 361 è infatti il principale collegamento della vallata e l'unico accesso stradale diretto a Pioraco, oltre a costituire un collegamento fondamentale per Sefro e Fiuminata. Le limitazioni alla circolazione nelle ore notturne incidono, secondo i primi cittadini, sui turni serali e notturni degli addetti alle attività industriali del polo cartario, sul rientro delle famiglie e sulla mobilità quotidiana dei residenti, costretti a ricorrere a percorsi alternativi.
A guidare la protesta è il sindaco di Pioraco Matteo Cicconi, che contesta soprattutto l'ulteriore allungamento dei tempi: "Siamo stanchi di subire la totale indifferenza per le comunità montane. Avevamo concordato due settimane di sacrificio dal 14 al 25 settembre per chiudere una partita aperta nel novembre 2021. Apprendere solo per vie traverse che la chiusura notturna slitterà fino a fine ottobre costituisce un insulto al nostro senso civico e alla lealtà istituzionale".
Cicconi ribadisce quindi la necessità di una soluzione che permetta di mantenere aperta la strada: "La SS 361 non è un cantiere sperimentale abbandonato a sé stesso: è l'unica via d'accesso a Pioraco. Non accetteremo più rinvii, né chiusure di nessun tipo, né di giorno né di notte. Non lasceremo i nostri borghi ostaggio di un cantiere eterno".
Dura anche la posizione del sindaco di Fiuminata Vincenzo Felicioli, che parla di una situazione legata a una programmazione che, a suo giudizio, non sarebbe stata adeguata: "Abbiamo dimostrato comprensione negli anni scorsi, riconoscendo che i lavori di consolidamento fossero necessari dopo l'evento franoso del 2021. Oggi però siamo di fronte a una totale incapacità di programmazione".
Il primo cittadino di Fiuminata contesta anche le modalità di comunicazione delle decisioni: "Dilatare i tempi all'infinito e farlo comunicando le decisioni all'ultimo minuto significa paralizzare l'intera economia locale". Da qui la richiesta ad Anas di intervenire per garantire la continuità della circolazione: "L'Alta Valle del Potenza non è una periferia dimenticata: o si adotta all'istante un modello operativo che mantenga aperta la carreggiata senza alcuna interruzione, oppure chiameremo la magistratura a fare piena luce su ritardi, varianti e responsabilità contrattuali".
Il sindaco di Sefro Pietro Tapanelli parla invece di "pazienza finita", dopo anni di modifiche ai cronoprogrammi e periodi di stallo. "Non è ammissibile che per collegare due gallerie e mettere in sicurezza poche decine di metri si impieghino anni di transito a singhiozzo e si chieda ancora di chiudere la strada", afferma.
Tapanelli chiede quindi la revoca immediata dei blocchi alla circolazione notturna e soluzioni tecniche compatibili con il transito continuo. "Il diritto alla mobilità non si svende. Il comportamento dei vertici di Anas è ingiustificabile sotto il profilo tecnico e amministrativo", sostiene il sindaco, annunciando anche possibili iniziative legali: "In caso contrario, affiancheremo la protesta civile con ogni azione legale consentita dalla legge: presenteremo un esposto per interruzione di pubblico servizio e chiederemo il risarcimento dei danni arrecati ai nostri territori".
I tre sindaci chiedono infine la convocazione immediata di un tavolo di crisi in Prefettura, alla presenza dei dirigenti regionali e nazionali di Anas. La richiesta è quella di ottenere garanzie formali sul mantenimento del transito e sulla conclusione definitiva dei lavori. "Nessuna nuova proroga sarà accettata", ribadiscono i primi cittadini, avvertendo che, in assenza di risposte, la vertenza approderà nelle aule giudiziarie competenti.
Il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, ha espresso pieno sostegno alla misura annunciata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni sull'introduzione di un tetto al numero di alunni stranieri per classe.
"Voglio fare un plauso alla presidente Meloni e al governo, perché questo è un tema molto sentito che aspettava una risposta da tanto tempo", ha dichiarato Acquaroli, spiegando di aver raccolto negli anni le testimonianze di numerosi insegnanti in difficoltà nel gestire classi con un'alta concentrazione di studenti stranieri.
Il tema ha aperto un fronte di tensione all'interno del centrodestra marchigiano dopo le critiche mosse ieri da Daniele Silvetti, sindaco di Ancona (Forza Italia) e vicepresidente vicario dell'Anci, secondo cui le scuole avrebbero bisogno di "integrazione vera, autentica, e non di numeri".
Interpellato sul punto, Acquaroli ha preso le distanze dalla posizione del collega di partito: "Quella è la posizione personale di Silvetti e non c'entra niente con la posizione del centrodestra, che è compatta sul tema".
Il governatore ha poi ribadito la sua lettura della misura, sottolineando che introduce un riferimento amministrativo su una questione già molto sentita nelle scuole. Ha infine chiarito che, a suo avviso, il tema dell'integrazione resta distinto dalla capacità didattica dei docenti: "Credo che l'integrazione sia un fenomeno che non abbia nulla a che vedere con la capacità di insegnare bene nelle nostre scuole".
Una settimana dedicata alla prevenzione delle malattie cardiovascolari, con visite ed esami gratuiti rivolti alle donne. In occasione della Giornata Mondiale del Cuore, l’Ast di Macerata aderisce alla (H) Open Week sulle malattie cardiovascolari, promossa da Fondazione Onda ETS e quest’anno dedicata alle cardiomiopatie.
Dal 28 settembre al 4 ottobre, gli ospedali di Macerata, Civitanova Marche e Camerino apriranno le porte alla popolazione con una serie di iniziative gratuite dedicate alla salute del cuore.
«Questa iniziativa ha la finalità di favorire la prevenzione, facilitare l’accesso alla diagnosi precoce e accrescere la consapevolezza sulle malattie cardiovascolari e sui principali fattori di rischio», sottolinea il direttore generale dell’Ast di Macerata, Alessandro Marini.
L'attenzione alla prevenzione è particolarmente importante alla luce dei dati sulla mortalità. Nel 2023, secondo Istat, le malattie del sistema circolatorio hanno provocato in Italia oltre 206mila decessi, pari a quasi il 31% di tutte le morti. Il dato è ancora più significativo per la popolazione femminile: le patologie cardiovascolari sono state responsabili del 33% dei decessi tra le donne, contro il 28% tra gli uomini.
Al centro dell’edizione 2026 dell’Open Week ci sono le cardiomiopatie, un gruppo eterogeneo di malattie che colpiscono il muscolo cardiaco, alterandone struttura e funzionamento.
I sintomi possono comprendere affanno, stanchezza, dolore toracico, palpitazioni e perdita di coscienza. In alcuni casi, però, le cardiomiopatie possono rimanere a lungo senza sintomi ed essere individuate soltanto durante un controllo medico o dopo un evento cardiovascolare.
Un ulteriore elemento da non sottovalutare è la possibile componente genetica di molte cardiomiopatie. Alcune forme possono infatti interessare più componenti della stessa famiglia. In questi casi il percorso diagnostico può coinvolgere anche i familiari, attraverso valutazioni periodiche e, quando indicato, consulenze e test genetici.
All’ospedale di Macerata, dal 28 settembre al 2 ottobre, la Cardiologia sarà a disposizione tutti i giorni dalle 12 alle 14.
Saranno complessivamente effettuate 5 visite cardiologiche e 10 elettrocardiogrammi. Le donne potranno scegliere se sottoporsi alla visita cardiologica oppure all’ECG.
La prenotazione è obbligatoria e dovrà essere effettuata venerdì 25 settembre, dalle 11 alle 13, chiamando il numero 0733 2572859.
All’ospedale di Civitanova Marche l’iniziativa si svolgerà il 29 e 30 settembre, dalle 9.30 alle 12, presso l’ambulatorio di Cardiologia al terzo piano.
Saranno disponibili 8 visite cardiologiche specialistiche, accompagnate da ECG ed ecocardiogramma.
Anche in questo caso la prenotazione è obbligatoria. È possibile telefonare esclusivamente al numero 0733 823613, attivo venerdì 25 settembre dalle 11 alle 13.
All’ospedale di Camerino, invece, l’appuntamento è per il 30 settembre, a partire dalle 9.
Sono previste 4 sedute di ecocardiografia e 4 sedute con ECG e visita cardiologica. La prenotazione è obbligatoria e potrà essere effettuata martedì 29 settembre, dalle 16, al numero 0737 639390.
L’iniziativa punta così a rafforzare la cultura della prevenzione e a favorire una maggiore attenzione alla salute cardiovascolare, con particolare riferimento alle donne e alla diagnosi precoce delle patologie che possono colpire il muscolo cardiaco.
Le Marche restano adempienti nei Livelli essenziali di assistenza (LEA), ma nel 2024 registrano un peggioramento dei punteggi rispetto all'anno precedente. A pesare maggiormente è la prevenzione, che perde 9 punti, mentre cresce l'assistenza distrettuale e diminuisce quella ospedaliera.
Nel dettaglio, secondo il monitoraggio 2024 del Nuovo Sistema di Garanzia (NSG) del Ministero della Salute, il punteggio delle Marche per la prevenzione collettiva e sanità pubblica passa da 74 a 65 punti. È il calo più marcato tra le tre aree considerate e porta la regione a collocarsi al 18° posto per questo indicatore nel confronto nazionale.
Diverso il dato dell'assistenza distrettuale, che sale da 83 a 85 punti, mentre l'assistenza ospedaliera scende da 91 a 87. Tutti e tre i valori restano comunque sopra la soglia di 60 punti, fissata dal sistema come livello di sufficienza.
Il Nuovo Sistema di Garanzia monitora infatti i LEA attraverso una serie di indicatori distribuiti in tre macro-aree: prevenzione, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera. Ogni area riceve un punteggio da 0 a 100 e, per essere considerata adempiente, una Regione deve raggiungere almeno 60 punti in tutte e tre: i risultati non possono compensarsi tra loro.
Nel 2024 le Marche superano la soglia in tutte le aree. A livello nazionale, le uniche realtà che non raggiungono il livello richiesto in almeno una macro-area sono Calabria, Provincia autonoma di Bolzano e Sicilia.
Guardando invece al confronto complessivo, le Marche totalizzano 237 punti, contro i 248 del 2023. Si tratta della somma dei tre punteggi di macro-area, elaborata dalla Fondazione GIMBE sui dati del Ministero della Salute: il Ministero, infatti, non attribuisce un unico punteggio complessivo alle Regioni.
Con 237 punti, le Marche si trovano all'11° posto, a pari merito con il Lazio. In testa al confronto elaborato da GIMBE ci sono Veneto (288), Emilia-Romagna (282) e Toscana (280).
Il dato marchigiano restituisce quindi un quadro a due velocità: l'assistenza distrettuale migliora di 2 punti, mentre la prevenzione perde 9 punti e l'assistenza ospedaliera 4. Il risultato complessivo elaborato da GIMBE scende così di 11 punti in un anno, pur mantenendo le Marche sopra la soglia di garanzia in tutte e tre le aree.
Si avvia alla conclusione la quinta settimana di lavoro per la Gruppo Fisiomed Macerata, che dopo le prime uscite stagionali contro Lube Civitanova, ABBA Pineto ed Essence Hotels si prepara a tornare in campo per un appuntamento ormai tradizionale del precampionato.
Sabato 26 settembre, al Banca Macerata Forum, è infatti in programma la quinta edizione del Memorial Furiassi-Valenti, manifestazione che va oltre il semplice test agonistico e rappresenta un momento importante per ricordare due figure che hanno dato molto alla società maceratese.
Rispetto alla passata edizione, vinta dall'ABBA Pineto, quest'anno ci sarà una novità: al posto di Fano parteciperà la EnergyTime Campobasso, formazione che prenderà parte al prossimo campionato di Serie A3.
La formula del triangolare prevede tre partite, tutte sulla distanza di tre set fissi. Il sistema di classifica assegnerà un punto per ogni set vinto.
Ad aprire il programma saranno proprio i padroni di casa. Alle 14.30 la Gruppo Fisiomed Macerata affronterà l'EnergyTime Campobasso. A seguire, alle 16.30, toccherà alla formazione molisana sfidare l'ABBA Pineto. La giornata si chiuderà intorno alle 18.30 con il confronto tra Macerata e Pineto, una sorta di remake del secondo allenamento congiunto stagionale, questa volta a campi invertiti.
Dall'altra parte della rete ci sarà un'ABBA Pineto profondamente rinnovata in vista del nuovo campionato di Serie A2 Credem Banca, dopo la positiva stagione disputata lo scorso anno.
Non mancano però alcune importanti conferme: restano in squadra il capitano Di Silvestre, il regista Catone e l'opposto Krauchuk. Tra le novità, invece, c'è il laterale Licek, candidato a un posto da titolare, mentre al centro arrivano Copelli e Candeli. Nuovo anche il libero, con Butti.
Da segnalare inoltre il ritorno a Macerata di Natale Monopoli, assistant coach della formazione abruzzese.
Nuovo roster anche per l'EnergyTime Campobasso, che arriva al Memorial forte del successo ottenuto nello scorso weekend alla kermesse di Isernia.
La formazione molisana si presenta a Macerata con l'obiettivo di continuare a mettere alla prova il nuovo gruppo. In regia ci sarà l'argentino Garnica, ex Aversa, chiamato ad armare le bocche da fuoco laterali Guerrini, Valchinov e Suraci. Quest'ultimo ritroverà proprio Pineto, dove ha giocato nella passata stagione.
Al centro spazio ad Arienti e Fortes, mentre il ruolo di libero sarà affidato a Consonni.
Per la Gruppo Fisiomed Macerata sarà dunque un nuovo banco di prova in vista dell'inizio ufficiale della stagione, ma soprattutto un'occasione speciale per scendere in campo nel ricordo di Furiassi e Valenti.
Appuntamento sabato 26 settembre al Banca Macerata Forum, con la prima sfida in programma alle 14.30.
Torna in pista Lorenzo Baldassarri e, con lui, il mondiale Superbike. Le derivate di serie saranno di scena a Cremona per il Gran Premio d’Italia, seconda tappa stagionale nel Belpaese dopo quella di Misano a giugno. Si tratta del weekend in cui potrebbe arrivare l’incoronazione ufficiale come campione del mondo per Nicolò Bulega: sicuramente l’attenzione di tifosi e addetti ai lavori sarà sul duello tra il numero 11 della Ducati ufficiale e Iker Lecuona, secondo nel mondiale, ma il "Balda" cercherà di ritagliarsi il suo spazio.
Per il pilota del team Go-Eleven sarà la prima volta sul circuito lombardo, dato che nel 2024 in Supersport saltò la tappa italiana a seguito di un infortunio. Baldassarri descrive così la gara che lo aspetta, dopo tre settimane di stop dal precedente gran premio affrontato, quello di Francia: "C’è stato un lungo stop da Donington fino a Magny-Cours ad inizio settembre e adesso siamo a Cremona. Abbiamo fatto dei test, ma purtroppo si è girato sulla pista pochissimi giri per via della pioggia copiosa. Affronteremo una pista standard, divertente e molto guidata ad esclusione di un rettilineo molto lungo, abbastanza tortuosa, con pochi cambi di pendenza eccetto l’ultima serie di curve. Per la SBK forse è un po’ piccola, non ci sono molti punti di sorpasso".
L'alfiere del team Go – Eleven Ducati affronterà la gara ripartendo in campionato dalla sesta posizione a quota 171 punti. È stata sinora una buona stagione, dopo un periodo buio, con l’unica pecca di Misano, gara dove il numero 34 aveva del buon potenziale ma è stato danneggiato da una serie di sfortunati episodi: "Fino ad adesso la nostra stagione è andata molto bene. È stato un peccato solo a Misano, nel precedente round in Italia, raccogliere meno rispetto a quanto si poteva fare".
"Avevamo la potenzialità per ottenere diversi podi ma tra una caduta in gara 1 e un contatto nella seconda manche, con lo stivale che si era incastrato, il weekend è stato compromesso e abbiamo ottenuto solo un quinto posto nella Superpole Race - ricorda Baldassarri -. Detto questo, è stata sinora un’ottima annata, consistente e sempre a ridosso di posizioni di vertice. Non me lo aspettavo dopo degli anni difficili: in Superbike avevo fatto sempre fatica e venivo da stagioni complicate tra la Supersport e la Moto E, una categoria a sé nel mondo del motociclismo. Sono contento di quanto ottenuto sinora".
L'obiettivo per il rush finale di stagione sarà aumentare i suoi podi. "Balda", infatti, sinora ha ottenuto le prime tre posizioni soltanto in gara 1 a Phillip Island e in Superpole Race al Balaton Ring. Appuntamento, perciò, a domani per le prime prove libere dal Cremona Circuit.
(Credit foto: pagina Facebook e sito Lorenzo Baldassarri)
Importante novità ai vertici dell’industria cinematografica italiana: il Gruppo Rainbow ha annunciato la nomina di Nicola Maccanico nel ruolo di amministratore delegato di Colorado Film, la celebre società di produzione e distribuzione controllata dal gruppo.
Figura di riferimento nel panorama dell’intrattenimento nazionale, Maccanico vanta una consolidata traiettoria manageriale tra distribuzione, produzione audiovisiva e gestione strategica. Il suo percorso inizia in Sky Italia come European Affairs Manager, per poi proseguire nel 2004 in Warner Bros. Pictures, dove ricopre il ruolo di Marketing Director e, dal 2009 al 2016, quello di managing director theatrical, posizionando la major tra i leader di mercato in Italia e sostenendo rilevanti produzioni locali.
Successivamente, dal 2016 al 2021, guida in veste di Ceo Vision Distribution — la realtà nata dall'alleanza tra Sky Italia e importanti produttori indipendenti —, ricoprendo parallelamente la carica di executive vice president programming di Sky Italia. Tra il maggio 2021 e il giugno 2024, Maccanico ha guidato Cinecittà S.p.A. nel ruolo di amministratore delegato, gestendo il piano di rilancio e valorizzazione industriale degli iconici studi romani.
L'innesto di Maccanico si colloca nella strategia di crescita del Gruppo Rainbow, con l'intento di consolidare la presenza di Colorado Film sia sul mercato italiano che su quello internazionale, incrementando la capacità produttiva e valorizzandone il patrimonio d'autore.
«L’arrivo di Nicola Maccanico è il motore di una nuova fase strategica per il futuro di Colorado Film», ha dichiarato Iginio Straffi, presidente del Gruppo Rainbow. «La sua competenza e la capacità di coniugare visione creativa e strategia industriale saranno fondamentali per la nostra espansione. Continueremo a puntare sull’eccellenza e sul talento italiano per farli emergere anche all'estero. Un sincero ringraziamento va a Thomas J. Ciampa per l’eccellente lavoro svolto in questi anni».
Entusiasta anche il commento del neo Ad Nicola Maccanico: «Contribuire allo sviluppo di Colorado Film è una sfida importante, e farlo al fianco di un imprenditore visionario come Iginio Straffi è un privilegio. Il settore audiovisivo necessita di case di produzione italiane con una forte vocazione industriale, capaci di competere a livello globale. È esattamente questo il ruolo che intendiamo consolidare per Colorado Film».
Con questo nuovo assetto manageriale, la società conferma la volontà di investire su racconti d'impatto, innovazione linguistica e produzioni di alta qualità rivolte al pubblico globale.
"A Civitanova Marche le imprese attive sono aumentate di 30 unità in un anno, passando dalle 4.466 di agosto 2025 alle 4.496 di agosto 2026". Un dato che, secondo ViviAmo Civitanova, racconta di una città che continua a fare impresa nonostante le difficoltà del commercio urbano. L'associazione presieduta da Manola Gironacci accende però i riflettori sulle dinamiche interne al settore e chiede all'amministrazione comunale maggiore attenzione alle attività commerciali.
"I dati mostrano una città che continua a fare impresa", sottolinea ViviAmo Civitanova, invitando però a leggere più nel dettaglio i numeri relativi al commercio. Il settore G, che comprende commercio all'ingrosso e al dettaglio, tra agosto 2025 e agosto 2026 è infatti passato da 1.164 a 1.131 imprese, con una diminuzione di 33 unità.
L'associazione ha quindi approfondito il dato prendendo in considerazione la situazione al 30 giugno 2026 e confrontandola con quella dello stesso periodo dell'anno precedente.
Il commercio complessivo è passato da 1.165 a 1.133 imprese, con un calo di 32 unità. La flessione, però, riguarda soprattutto il commercio all'ingrosso, sceso da 559 a 522 imprese, mentre il commercio al dettaglio è cresciuto da 606 a 611 attività, con un saldo positivo di cinque imprese.
Anche nei singoli comparti del dettaglio emergono andamenti differenti. L'abbigliamento resta stabile a quota 116 imprese, mentre calzature e articoli in pelle passano da 30 a 31, orologi e gioielleria da 5 a 6 e gli articoli sportivi da 5 a 8. In diminuzione, invece, il comparto del pesce, da 30 a 28 imprese, e quello delle farmacie, da 12 a 10. Le altre categorie risultano nel complesso sostanzialmente stabili.
Numeri che, precisa ViviAmo Civitanova, devono essere letti con attenzione. Si tratta infatti di imprese registrate e classificate in base all'attività economica e non necessariamente di singoli negozi o vetrine fisiche presenti nelle strade della città.
"Proprio per questo", evidenzia l'associazione, "l'approfondimento consente di comprendere meglio ciò che sta accadendo all'interno del settore". E il dato che viene considerato più significativo è quello relativo alla capacità del commercio al dettaglio di mantenere una sostanziale tenuta in un contesto nazionale caratterizzato da difficoltà per i centri urbani.
"Nonostante un contesto nazionale difficile per il commercio urbano, Civitanova conserva una struttura commerciale e imprenditoriale capace di resistere e trasformarsi", sostiene ViviAmo Civitanova.
Da qui la richiesta di una strategia più strutturata da parte dell'amministrazione. L'associazione indica tra le priorità "una programmazione costante, un confronto con le categorie, interventi sull'accessibilità e sui parcheggi, la promozione commerciale e iniziative in grado di portare persone in città durante tutto l'anno".
"Civitanova possiede tutte le potenzialità per andare ben oltre il ruolo di città commerciale di riferimento delle Marche e per diventare uno dei punti di riferimento del commercio urbano del Centro Italia", afferma ViviAmo Civitanova. "La forza imprenditoriale c'è. Quello che manca è una politica capace di riconoscerla, sostenerla e accompagnarla".
L'associazione presieduta da Manola Gironacci torna quindi a chiedere che il commercio urbano venga riportato tra le priorità della programmazione cittadina. "Le strategie - conclude ViviAmo Civitanova - devono essere costruite insieme a chi ogni giorno investe, lavora e alza una serranda a Civitanova".
I dati citati nel comunicato provengono dalla Camera di Commercio delle Marche – InfoCamere, Registro delle Imprese, con elaborazione di ViviAmo Civitanova APS.
Trovare subito una risposta, orientarsi più facilmente tra procedure e servizi e, quando serve, rivolgersi direttamente all’ufficio giusto. L’Università di Macerata rinnova da oggi Infostudenti, il proprio servizio di assistenza online, che mantiene lo stesso nome e resta raggiungibile allo stesso indirizzo web, ma passa a una piattaforma più evoluta e strutturata.
Il nuovo Infostudenti, realizzato sulla piattaforma Zendesk, è rivolto in questa prima fase a studenti, futuri studenti, laureati, enti e aziende, per rendere più immediato l’accesso alle informazioni e più efficiente la gestione delle richieste da parte degli uffici. L’obiettivo a lungo termine è quello di fornire un punto di accesso unico, riconoscibile e sempre più semplice da utilizzare.
“Con il nuovo Infostudenti facciamo un ulteriore passo avanti nel percorso di innovazione e semplificazione dei rapporti tra l’Università e la sua comunità – commenta il rettore John McCourt –. Vogliamo che tutti coloro che entrano in contatto con il nostro Ateneo possano trovare le informazioni di cui hanno bisogno nel modo più semplice e rapido possibile. L’intelligenza artificiale può offrire strumenti utili, se impiegata per migliorare i servizi e rendere più efficace il lavoro delle persone. È un percorso appena iniziato, che intendiamo progressivamente ampliare per costruire un’Università sempre più vicina e capace di rispondere alle esigenze dei propri utenti”.
“Il nuovo Infostudenti ci permette di migliorare non solo il rapporto con gli utenti, ma anche l’organizzazione interna del lavoro – sottolinea il direttore generale Domenico Panetta –. Le richieste vengono indirizzate in modo più preciso agli uffici competenti, con meno passaggi, maggiore tracciabilità e una gestione più coordinata. L’obiettivo è rendere il servizio più rapido per chi lo utilizza e più efficiente per il personale degli uffici che ogni giorno è chiamato a fornire assistenza. Attualmente sono coinvolte Segreterie studenti, Ufficio Offerta formativa ed E-learning e Segreterie didattiche.”
Il primo cambiamento riguarda proprio la ricerca delle informazioni. Il portale mette a disposizione una raccolta organizzata di guide e risposte ufficiali sui principali aspetti della vita universitaria: orientamento e scelta dei corsi di laurea e post laurea, iscrizioni e immatricolazioni, tasse e agevolazioni, test di ingresso e obblighi formativi aggiuntivi, trasferimenti, carriera ed esami, certificati, laurea, stage e tirocini, percorsi abilitanti e servizi rivolti a enti e aziende.
A rendere più agevole la consultazione contribuiscono anche sistemi di intelligenza artificiale generativa, in grado di suggerire i contenuti già disponibili più pertinenti rispetto alla domanda formulata. Se le informazioni non sono sufficienti, un modulo guidato permette di inviare la richiesta all’ufficio competente. Gli studenti possono inoltre seguire lo stato delle proprie richieste e ritrovare lo storico delle comunicazioni. La nuova piattaforma migliora anche l’organizzazione interna, rendendo più semplice lo smistamento e la gestione delle richieste tra gli uffici coinvolti, e la sua adozione funge da progetto pilota per una possibile estensione ad altri servizi dell’Ateneo, favorendo il progressivo snellimento delle procedure.
Portare gli studenti più vicino alle piccole imprese e, allo stesso tempo, avvicinare il mondo universitario alle esigenze concrete delle aziende. È questa la prospettiva emersa dall'incontro tra il sistema universitario marchigiano e Confartigianato Marche, ospitato mercoledì 23 settembre nel Rettorato dell'Università di Macerata.
Al confronto hanno partecipato il rettore dell'Università di Macerata e presidente del Comitato regionale di coordinamento delle università marchigiane John McCourt, la prorettrice vicaria Catia Giaconi, la presidente di Confartigianato Marche Moira Amaranti, il segretario regionale Gilberto Gasparoni e la responsabile del servizio Formazione di Confartigianato Annalisa Caracini.
Al centro della discussione c'è soprattutto la necessità di rendere più stabile il rapporto tra formazione universitaria e mondo del lavoro, andando oltre gli appuntamenti occasionali come i Career Day. L'obiettivo è creare occasioni di incontro già durante gli anni universitari, attraverso tirocini, tesi sviluppate insieme alle aziende, incontri con imprenditori e professionisti, attività didattiche condivise e progetti di ricerca rivolti a laureandi e dottorandi.
Una collaborazione che potrebbe contribuire anche a far conoscere meglio agli studenti una realtà produttiva spesso poco esplorata. Nelle Marche sono numerose le piccole e medie imprese e le attività artigiane nelle quali innovazione, creatività e apertura ai mercati internazionali fanno parte del lavoro quotidiano. Per le aziende, invece, il rapporto con gli atenei può rappresentare un'opportunità per intercettare nuove competenze e avvicinare giovani con una preparazione adeguata alle trasformazioni in corso.
"La necessità è aiutare i giovani a cambiare il modo di guardare alle Marche", sottolinea John McCourt. "Il loro futuro professionale non comincia dopo la laurea, ma durante gli anni universitari. Nel nostro territorio esistono tante imprese, grandi e piccole, nelle quali creatività, innovazione e visione internazionale sono all'ordine del giorno, ma spesso gli studenti non le conoscono. I quattro atenei possono fare molto per favorire questo incontro e per mettere le proprie competenze a disposizione delle necessità formative delle aziende".
Un altro tema affrontato durante l'incontro riguarda il fabbisogno di figure professionali da parte delle imprese. La trasformazione digitale, l'intelligenza artificiale, la sostenibilità, i cambiamenti climatici e l'evoluzione dello scenario internazionale stanno modificando rapidamente processi produttivi e competenze richieste.
Da qui l'ipotesi di sviluppare anche percorsi formativi brevi e professionalizzanti, costruiti sulle esigenze concrete delle aziende e organizzati con modalità flessibili, sia in presenza sia online. L'università potrebbe così affiancare alla formazione tradizionale proposte più mirate, capaci di rispondere alle necessità che emergono dal tessuto produttivo regionale.
"Le imprese artigiane non sono soltanto luoghi di produzione, ma anche luoghi nei quali si creano conoscenze, innovazione e cultura del lavoro", afferma Moira Amaranti. "Abbiamo bisogno di giovani preparati, curiosi e capaci di accompagnare il cambiamento. Una collaborazione più stretta con le università può aiutarci sia a far conoscere queste opportunità sia a costruire percorsi formativi realmente utili alle imprese e alle persone che vi lavorano e a progetti di valorizzazione e sviluppo delle piccole imprese".
Come primo passo è stata proposta una mappatura delle figure professionali maggiormente richieste dalle aziende, insieme all'individuazione di possibili collaborazioni su tesi di laurea, attività didattiche, ricerca e innovazione.
Sulla base di questo lavoro potranno quindi essere individuati alcuni ambiti prioritari sui quali avviare una collaborazione più strutturata tra Confartigianato Marche, le sue articolazioni territoriali e i quattro atenei della regione, con l'obiettivo di rendere più diretto il collegamento tra università, studenti e tessuto produttivo marchigiano.
Cingoli si arricchisce di un nuovo spazio dedicato all’arte, all’artigianato e alla valorizzazione delle tradizioni locali. Sabato 26 settembre, alle 16.30, in Corso Garibaldi, sarà inaugurato il Laboratorio d’Arte Ivana Marchegiani, un progetto che punta a diventare un punto di riferimento per la comunità, mettendo insieme creatività, tipicità del territorio e formazione.
A dare vita all'iniziativa è Ivana Marchegiani, imprenditrice cingolana con 36 anni di esperienza professionale nel settore. Un ritorno alle origini per la fondatrice, che torna a vivere nel luogo in cui è nata attraverso un progetto rinnovato e più ampio, pensato come un piccolo polo culturale aperto alla comunità.
Nel nuovo laboratorio troveranno spazio l'artigianato artistico, la valorizzazione dei prodotti tipici e delle identità locali, insieme a momenti dedicati alla formazione e alla crescita culturale. L'obiettivo è creare un luogo d'incontro dove poter creare, apprendere e condividere esperienze legate al sapere artigiano e alla bellezza.
Marchegiani ha ricevuto dalla Regione Marche il riconoscimento di Maestra Artigiana e Bottega Scuola ed è iscritta all'Albo dei mestieri artistici e tradizionali. Per i suoi meriti professionali le è stata inoltre riconosciuta l'iscrizione all'Albo d'Oro delle imprese artigiane della Camera di Commercio di Macerata.
Il progetto guarda quindi al futuro senza rinunciare al legame con la storia e con l'identità di Cingoli, proponendo uno spazio nel quale tradizione e creatività possano incontrarsi e diventare occasione di formazione e condivisione.
L'inaugurazione di sabato sarà anche un momento di festa e convivialità, con un brindisi aperto a tutti coloro che vorranno partecipare all'avvio della nuova attività.
È stato un autentico incontro fra storia, tradizione, arte e musica il concerto di sabato, inserito nel programma della 37ª edizione del Settembre Musicale Montecosarese. Una serata pensata per riscoprire le radici del territorio e far rivivere, attraverso le note, la memoria di un luogo ricco di storia e tradizioni.
A valorizzare ulteriormente la suggestiva cornice che ha accolto l’evento è stata la presentazione iniziale dedicata alla storia e alle particolarità della Chiesa delle Anime, curata dal prof. Fabrizio Quattrini, presidente del Centro Studi Montecosaresi. Un momento introduttivo che ha permesso al pubblico di conoscere meglio il luogo nel quale, di lì a poco, la musica avrebbe preso vita.
Il concerto, dal titolo “Florilegio”, ha visto protagonisti due straordinari musicisti: il soprano Chiara Marangoni e il chitarrista classico Vincenzo Ruggiero. I due artisti hanno accompagnato l’esecuzione con spiegazioni e racconti sui brani proposti, creando un rapporto particolarmente diretto con il pubblico e un’atmosfera di ascolto e attenzione davvero speciale.
“Florilegio” significa letteralmente “raccolta di fiori” e il titolo non è stato scelto casualmente. Tutti i brani eseguiti erano infatti legati, in modi diversi, al mondo dei fiori, divenuti il filo conduttore dell’intero percorso musicale.
Nella tradizione cristiana e popolare, i fiori assumono anche un profondo significato spirituale: rappresentano un ponte tra il mondo terreno e quello dell’aldilà, diventando simbolo di preghiera, memoria e suffragio per le anime sante del Purgatorio. Ed è così che la Chiesa delle Anime ha incontrato “Florilegio”: un luogo legato alla memoria e alla preghiera si è idealmente vestito di fiori, trasformando la musica in un delicato omaggio alla vita e alla spiritualità.
Al termine del concerto, la serata ha lasciato spazio a un momento particolarmente significativo, dedicato alle famiglie Regini di Civitanova Marche e Centioni di Montecosaro: la Chiesa delle Anime è stata scelta anche come luogo di custodia del pianoforte che oggi si può ammirare al suo interno, uno strumento generosamente donato alla Corale Santa Cecilia dalle due famiglie. Un gesto di grande generosità che la Corale ha voluto pubblicamente riconoscere con la consegna di un attestato di ringraziamento ai rappresentanti delle famiglie. Un semplice riconoscimento, ma carico di significato, per esprimere gratitudine per la sensibilità e la generosità dimostrate.
È stata così una conclusione particolarmente sentita per una serata che ha saputo unire la bellezza della musica alla valorizzazione della storia locale, in un luogo capace di raccontare, attraverso le sue pietre, la sua spiritualità e le sue tradizioni, una parte importante della memoria di Montecosaro.
Il Settembre Musicale Montecosarese, coordinato dal direttore artistico Giorgio Quattrini e condotto dalla presentatrice ufficiale Maria Tiziana Pepi, è organizzato dalla Corale Santa Cecilia di Montecosaro e dal blog Montecorriere, con il sostegno del Banco Marchigiano e del Comune di Montecosaro, che ha dato anche il patrocinio.
Il successo di pubblico e il confronto suscitato da ICEBERG diventano il punto di partenza per un progetto più ampio: nasce la prima edizione della rassegna delle relazioni e dell’amore consapevole, un percorso culturale e sociale itinerante che, tra il 2026 e il 2027, attraverserà diverse città delle Marche.
Prodotto da MET – Marche Eventi Teatro APS in collaborazione con la Casa delle Donne di Jesi, ICEBERG ha debuttato in anteprima nazionale il 7 marzo 2026 al Teatro Apollo di Mogliano, facendo registrare il tutto esaurito. Ma l'interesse suscitato dallo spettacolo è andato oltre la rappresentazione, aprendo uno spazio di confronto su temi che riguardano da vicino la vita quotidiana e la qualità delle relazioni.
Al centro di ICEBERG ci sono quei segnali che spesso precedono la violenza e che possono rimanere invisibili: il controllo, la svalutazione, la manipolazione, l'isolamento, il possesso, la paura e la progressiva perdita della propria libertà.
L'immagine dell'iceberg diventa così una metafora potente: ciò che emerge in superficie rappresenta soltanto una piccola parte di una dinamica che può svilupparsi lentamente e rimanere a lungo nascosta.
A rendere particolarmente significativo il progetto è anche la sua dimensione artistica. Con la regia di Roberto Rossetti, i testi di Elisabetta Tulli e le musiche tratte dal repertorio classico e riarrangiate per la scena da Antonio Torella, lo spettacolo utilizza il linguaggio teatrale per emozionare, interrogare il pubblico e favorire il dialogo.
Da questa esperienza prende ora forma la nuova rassegna, che porterà nelle Marche rappresentazioni di ICEBERG, incontri pubblici e momenti di approfondimento dedicati alle relazioni e alla prevenzione della violenza di genere.
Tra gli obiettivi del progetto ci sono l'educazione alla libertà e al rispetto, la capacità di riconoscere i segnali di una relazione non sana e la conoscenza dei luoghi e dei servizi ai quali rivolgersi per chiedere aiuto. Un'attenzione particolare sarà dedicata ai centri antiviolenza e alle realtà attive sul territorio, perché conoscere i servizi disponibili significa anche sapere che, di fronte a una situazione di violenza o sopraffazione, non si è soli.
La rassegna allargherà inoltre il confronto grazie alla presenza di ospiti di rilievo nazionale provenienti dal mondo della criminologia, della psicologia, dell'educazione, della cultura e dell'impegno sociale. Professionisti e figure autorevoli saranno chiamati a dialogare con il pubblico e ad approfondire, da prospettive diverse, i temi sollevati dallo spettacolo.
Non soltanto teatro, dunque, ma un percorso che mette insieme arte, informazione, prevenzione e partecipazione. La rassegna delle relazioni e dell'amore consapevole si propone infatti come un viaggio dentro ciò che ci lega agli altri: un'occasione per imparare a riconoscere i propri confini, dare un nome alle emozioni e distinguere la cura dal controllo, la vicinanza dal possesso e l'amore dalla paura.
Un progetto che parte dal teatro per arrivare al territorio e che affida alla cultura anche una funzione educativa e sociale. Perché educare alle relazioni significa anche educare alla libertà. Il calendario completo degli appuntamenti, le città coinvolte e i nomi degli ospiti della prima edizione saranno presentati ufficialmente nelle prossime settimane.
(Foto di Luca Cruciani)
Dai teatri alle piazze, passando per una prestigiosa dimora toscana: è stata un'estate di applausi per The Muse Fam e per "Shakespeare – L'amore proibito che non poteva essere raccontato", lo spettacolo scritto e diretto da Michele Antonio D'Apote. La compagnia marchigiana di danza e arti visive ha raccolto consensi nelle diverse tappe del tour estivo, confermando il riscontro ottenuto già lo scorso marzo al Teatro Persiani di Recanati.
Il nuovo allestimento, arricchito con scene inedite e adattato di volta in volta agli spazi che lo hanno ospitato, ha permesso alla compagnia di portare lo spettacolo in contesti differenti mantenendone intatta la dimensione visiva e onirica.
Il calendario estivo si è aperto alla Corte Malatestiana di Fano, nell'ambito dell'evento speciale fuori abbonamento della stagione Amat. Successivamente The Muse Fam ha fatto tappa a Numana, dove lo spettacolo ha registrato il sold out nella Piazza del Santuario, con il pubblico che ha risposto con una lunga standing ovation.
La tournée si è conclusa in Toscana, nella dimora Belmond Castello di Casole D'Elsa, dove sono arrivati nuovi apprezzamenti per il lavoro della compagnia e per la produzione firmata da D'Apote. Tra i riconoscimenti anche quello di Vincenzo Bocciarelli, direttore artistico dei Teatri di Siena.
"La nostra forza è plasmare lo spettacolo in un teatro come in una piazza cittadina", racconta Michele Antonio D'Apote, regista di "Shakespeare" e direttore artistico di The Muse Fam. "Le tre date tra Marche e Toscana lo hanno dimostrato".
Particolarmente significativa per la compagnia è stata la serata di Numana. "La serata numanese ci ha regalato grandi soddisfazioni. Vedere il sold out e realizzare che tanta gente di passaggio è rimasta rapita dall'esibizione, fermandosi in piazza e restando in piedi ad applaudire fino alla fine, è stato gratificante", spiega D'Apote.
Nella stessa occasione è arrivato anche il Premio Città di Numana, consegnato dal sindaco Gianluigi Tombolini. Un riconoscimento che si aggiunge agli apprezzamenti raccolti durante l'estate e che accompagna la compagnia verso i prossimi progetti.
Il futuro, infatti, è già in costruzione. "Stiamo già lavorando a nuove produzioni artistiche. Sapere che abbiamo lasciato il segno e ricevere le richieste di tornare dove ci siamo esibiti apre spiragli interessanti e ci motiva. Vogliamo stupire ancora e ampliare il calendario!", anticipa D'Apote.
Per The Muse Fam si chiude così un'estate tra Marche e Toscana all'insegna del teatro, della danza e delle arti visive, con nuove produzioni già all'orizzonte.
Rallentare la corsa all'intelligenza artificiale per avere più tempo da dedicare alla sicurezza e al controllo. È l'appello che è arrivato, qualche giorno fa, proprio da alcuni dei protagonisti dello sviluppo dell'AI. Dario Amodei, cofondatore e ceo di Anthropic, ha chiesto di ridurre il ritmo con cui vengono migliorate le capacità dei modelli più avanzati. Una posizione alla quale si è detto d'accordo anche Sam Altman, ceo di OpenAI.
Alla base delle preoccupazioni ci sono anche alcuni incidenti emersi durante i test dei sistemi più avanzati. In un caso citato nelle ultime settimane, un modello sperimentale di OpenAI sarebbe riuscito ad aggirare le barriere che avrebbero dovuto mantenerlo isolato da Internet, arrivando ad accedere a sistemi esterni. Episodi che hanno riacceso il dibattito sulla capacità di mantenere sotto controllo modelli sempre più autonomi.
Amodei ha parlato di rischi “gravi” e ha sostenuto la necessità di lasciare più spazio a test, sicurezza e supervisione. Il ceo di Anthropic ha anche affermato che, senza adeguate misure di sicurezza, l'AI potrebbe arrivare nei prossimi 6-12 mesi ad avere un controllo molto maggiore delle infrastrutture Internet. Nelle stesse ore Anthropic ha inoltre riferito di aver bloccato l'utilizzo di Claude da parte di un gruppo legato all'Iran per attività di raccolta e analisi di informazioni sulla Marina statunitense.
Non tutti, però, hanno utilizzato gli stessi toni o espresso le stesse valutazioni. Elon Musk, in un primo momento, aveva definito una possibile “messa in scena” le dichiarazioni più allarmistiche di alcuni ricercatori di Anthropic sui rischi estremi dell'intelligenza artificiale. Pochi giorni dopo, però, lo stesso Musk ha scritto di essere d'accordo con Dario Amodei sulla necessità di rallentare il ritmo di sviluppo delle tecnologie di frontiera. Anche Sam Altman ha sostenuto la necessità di gestire con maggiore attenzione i tempi di sviluppo e ha appoggiato l'idea di valutatori indipendenti. Il dibattito, quindi, non si divide semplicemente tra chi considera l'AI un pericolo e chi invece nega i rischi: anche all'interno dell'industria le posizioni possono cambiare e concentrarsi soprattutto su come conciliare innovazione, sicurezza e controllo.
Il punto, quindi, non è soltanto chiedersi se l'intelligenza artificiale possa arrivare a scenari estremi, ma capire quanto velocemente stiano crescendo le sue capacità rispetto alla nostra capacità di controllarle. E soprattutto se sia possibile conciliare la necessità di innovare con quella di garantire sicurezza e supervisione.
Per provare a distinguere i rischi concreti dagli scenari più estremi e capire cosa significhi davvero rallentare lo sviluppo dell'AI, abbiamo intervistato il professor Flavio Corradini, docente di informatica ed ex rettore dell'Università di Camerino, al quale abbiamo rivolto quattro domande.
Professor Corradini, partiamo proprio dall'appello arrivato dai vertici di Anthropic e OpenAI: è davvero necessario rallentare la corsa all'intelligenza artificiale?
"La questione posta è interessante, ma molto complessa. I fattori in gioco sono numerosi e di natura diversa. Esiste senza dubbio un problema tecnico reale, poiché la velocità con cui evolvono i modelli rischia di superare la capacità delle nostre attuali metodologie di validazione, verifica e controllo.
Non possiamo però ignorare che questi appelli provengono dai vertici delle aziende che oggi occupano posizioni dominanti nel mercato e che dispongono di conoscenze privilegiate sulle potenzialità e sulle vulnerabilità dei propri sistemi. È quindi legittimo domandarsi se, accanto alle autentiche preoccupazioni per la sicurezza, non vi sia anche l’interesse a tutelare le posizioni acquisite. Un rallentamento imposto attraverso vincoli normativi e operativi molto onerosi potrebbe infatti creare nuove barriere all’ingresso e rendere più difficile ai nuovi concorrenti recuperare il divario.
Non credo che dovremmo avere paura dell’intelligenza artificiale. Dovremmo però avere rispetto per la sua potenza. La vera sfida non è fermarla, ma svilupparla abbastanza rapidamente da generare valore e abbastanza responsabilmente da mantenerla sotto un effettivo controllo umano. Ciò significa anche fare in modo che le metodologie di verifica e i test di sicurezza evolvano almeno alla stessa velocità dei modelli e accompagnino ogni fase del loro rilascio".
Uno dei timori riguarda la crescente autonomia dei sistemi e la possibilità che possano aggirare i meccanismi di sicurezza e interagire con Internet. Quanto è realistico questo scenario e qual è oggi il vero limite nel controllo dell'AI?
"Lo scenario di una perdita di controllo “in stile fantascientifico” non rappresenta la minaccia più immediata. Il vero limite, oggi, risiede nella distanza tra la nostra capacità di costruire modelli sempre più potenti e la nostra capacità di comprenderne pienamente il funzionamento, prevederne il comportamento in situazioni nuove e garantire che perseguano gli obiettivi assegnati entro i limiti stabiliti.
Gli episodi nei quali alcuni sistemi, durante test controllati, hanno aggirato barriere di isolamento non dimostrano che l’intelligenza artificiale abbia sviluppato una propria volontà o una coscienza. Mostrano, piuttosto, che quando assegniamo a un algoritmo un obiettivo complesso e gli consentiamo di utilizzare strumenti, per esempio navigare in Internet o eseguire codice, esso può individuare strategie inattese e non previste da chi lo ha progettato. Non è il segno di una ribellione, ma un problema tecnico di controllo, reso più serio dalla crescente capacità operativa dei sistemi. Questi episodi, dunque, non ci parlano soltanto delle capacità dell’intelligenza artificiale, ma mettono anche in evidenza la possibile vulnerabilità degli strumenti, delle applicazioni e dei sistemi di protezione che utilizziamo già oggi.
La sicurezza, pertanto, non può dipendere soltanto dalle istruzioni impartite al modello. Servono limiti tecnici esterni, come accessi minimi e temporanei, separazione degli ambienti, autorizzazione umana per le azioni più critiche, registrazione delle operazioni, monitoraggio continuo e possibilità di interrompere immediatamente il sistema. Non dobbiamo limitarci a confidare nel fatto che l’AI “obbedisca”. Dobbiamo progettare l’ambiente affinché, anche quando il sistema sbaglia o individua una strada imprevista, non possa produrre conseguenze irreversibili.
Il controllo umano non si perde necessariamente da un giorno all’altro. Può erodersi gradualmente, se accettiamo di sacrificare trasparenza e supervisione in nome della velocità di adozione. Sarebbe sbagliato sia presentare come certa una futura catastrofe, sia concludere che non esista alcun rischio. L’intelligenza artificiale è una delle tecnologie più potenti mai sviluppate e richiede livelli di responsabilità, trasparenza e controllo adeguati alla portata delle sue possibili conseguenze".
Diversi esperti chiedono anche regole e standard di sicurezza comuni tra le aziende. È possibile rallentare lo sviluppo dell'AI in un settore dove la competizione tecnologica è così forte?
"Un rallentamento generale e coordinato dello sviluppo dell’intelligenza artificiale è difficilmente realizzabile. La competizione non coinvolge soltanto le aziende, ma anche Stati e aree geopolitiche che considerano l’AI una tecnologia strategica. Se un’impresa o un Paese decidesse unilateralmente di fermarsi, altri potrebbero continuare ad avanzare. Tutti avrebbero interesse a una maggiore sicurezza, ma ciascuno teme di perdere terreno rispetto agli altri.
Questo non significa, però, che non sia possibile intervenire. Più che pretendere di rallentare indiscriminatamente lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale, occorre stabilire condizioni comuni per lo sviluppo e soprattutto per l’immissione sul mercato dei sistemi più avanzati. Standard condivisi di valutazione, test indipendenti, obblighi di segnalazione degli incidenti, tracciabilità e requisiti minimi di sicurezza possono impedire che la competizione si trasformi in una corsa al rilascio più rapido a scapito dell’affidabilità.
È quanto già avviene in altri settori ad alto rischio. Un nuovo aereo deve essere certificato prima di trasportare passeggeri, un farmaco deve superare sperimentazioni e controlli prima di essere commercializzato e un impianto nucleare deve rispettare rigorosi requisiti di sicurezza. Anche nel sistema delle carte di credito, banche, circuiti e operatori tecnologici continuano a competere, ma devono rispettare standard condivisi per la protezione dei dati, l’autenticazione delle operazioni e la gestione delle frodi. In tutti questi casi le regole non eliminano la competizione e l’innovazione, ma stabiliscono una soglia di sicurezza al di sotto della quale non è consentito operare.
Le regole, inoltre, dovrebbero essere proporzionate alle capacità e ai rischi dei sistemi. Imporre gli stessi obblighi a una piccola impresa che sviluppa un’applicazione circoscritta e a una grande azienda che realizza modelli utilizzabili su scala globale sarebbe inefficace e potrebbe rafforzare proprio gli operatori già dominanti.
Non è quindi realistico immaginare un unico freno azionato contemporaneamente in tutto il mondo. È invece possibile concordare regole comuni per governare la competizione. Non si tratta di fermare la corsa, ma di impedire che la sicurezza diventi il terreno sul quale risparmiare per arrivare prima e che, per vincere, qualcuno sia incentivato a rinunciare ai controlli essenziali".
Infine, guardando alla nostra vita quotidiana: quali sono i rischi dell'intelligenza artificiale ai quali dovremmo prestare maggiore attenzione già oggi, senza però cadere negli allarmismi?
"I rischi ai quali dovremmo prestare maggiore attenzione sono probabilmente meno spettacolari di quelli raccontati dalla fantascienza, ma sono già concretamente presenti nella nostra quotidianità.
Il primo è l’eccesso di fiducia. I sistemi di intelligenza artificiale producono risposte ben costruite e molto convincenti anche quando contengono errori, informazioni inventate o interpretazioni distorte. Il pericolo aumenta quando iniziamo ad affidare a questi strumenti decisioni delicate che riguardano la salute, il lavoro, l’accesso al credito, l’istruzione o i diritti delle persone senza un’effettiva verifica umana.
Un secondo rischio riguarda la manipolazione dell’informazione e la sicurezza informatica. Testi, immagini, clonazioni vocali e video artificiali sono sempre più facili da generare su vasta scala e sempre più difficili da distinguere da contenuti autentici. Questo apre la strada a truffe sofisticate, furti di identità, campagne di disinformazione e forme di condizionamento personalizzato. Non significa che non potremo più credere a nulla, ma che dovremo sviluppare una nuova alfabetizzazione digitale e imparare a verificare le fonti, la provenienza e il contesto dei contenuti.
Dobbiamo poi prestare particolare attenzione ai dati che forniamo a questi strumenti. Inserire informazioni personali, documenti riservati o dati aziendali in un sistema di AI può esporli a utilizzi non previsti. A questo si aggiunge il fatto che i modelli, essendo addestrati anche su dati storici, possono riprodurre discriminazioni e pregiudizi già presenti nella società, restituendoci risultati che sembrano neutrali e oggettivi, ma che in realtà non lo sono.
Vi è poi un ulteriore rischio, forse il più urgente dal punto di vista economico e sociale, del quale si parla ancora troppo poco. È la nascita di un nuovo e profondo “AI Divide”. L’intelligenza artificiale non è soltanto un acceleratore di produttività, ma anche un moltiplicatore di competitività. Chi impara a integrarla rapidamente ed efficacemente nei propri processi, che si tratti di un’impresa, di un professionista, di un territorio o di un intero Paese, può accumulare un vantaggio crescente. Chi rimane indietro, non dispone delle competenze necessarie o sceglie semplicemente di ignorarla rischia invece una progressiva marginalizzazione.
Esiste infine un rischio più silenzioso. È quello di delegare progressivamente non soltanto le attività ripetitive, ma anche la capacità di leggere, scrivere, valutare, scegliere e assumerci la responsabilità delle nostre decisioni. L’indebolimento del pensiero critico è un pericolo concreto.
L’intelligenza artificiale ha un potenziale straordinario e può ampliare enormemente le nostre capacità, ma nelle decisioni che incidono sulle persone non deve sostituire il giudizio e la responsabilità umani. Non possiamo permetterci né di guardarla con diffidenza pregiudiziale né di adottarla in maniera acritica. La vera sfida istituzionale e formativa consiste nel democratizzare l’accesso all’AI e la conoscenza dei suoi meccanismi, affinché diventi uno strumento di emancipazione e crescita per tutti e non una leva capace di accentuare le disuguaglianze. Dobbiamo imparare a utilizzarla con consapevolezza, sapendo quando fidarci, quando verificare e quando la decisione deve restare interamente nostra".
Un incontro nel Palazzo Apostolico che ha portato idealmente Porto Recanati e la sua comunità davanti a Papa Leone XIV. È quello vissuto ieri, domenica 20 settembre, dal sindaco Andrea Michelini, che dopo aver partecipato alla Santa Messa presieduta dal Santo Padre nel Palazzo Apostolico ha avuto l'opportunità di incontrarlo personalmente nella Sala Ducale.
Durante il momento di saluto e fraternità, Michelini ha omaggiato Papa Leone XIV con lo Stemma del Comune di Porto Recanati, realizzato dal conterraneo Biagio Biagetti, artista che nel 1921-1922 fu nominato da Papa Benedetto XV Direttore Artistico per le pitture dei Sacri Palazzi Apostolici e dei Musei Vaticani.
Un dono dal forte valore simbolico, che il sindaco ha consegnato a nome dell'intera comunità portorecanatese. "In quel momento non ero solo: con me c'era idealmente tutta Porto Recanati", ha raccontato Michelini, sottolineando come l'incontro abbia rappresentato l'occasione per portare al Santo Padre "il calore della nostra comunità, il volto della nostra gente, le nostre tradizioni e l'affetto di una città".
A rendere possibile l'incontro è stato padre Bruno Silvestrini, concittadino di Porto Recanati, Custode del Sacrario Apostolico e priore della comunità della Sagrestia Pontificia. Proprio nella giornata di domenica padre Bruno ha celebrato inoltre il 50° anniversario della sua professione religiosa.
Il religioso, legato da un rapporto di amicizia e fraternità con il Santo Padre, ha avuto un ruolo centrale nel presentare il sindaco Michelini a Papa Leone XIV in occasione della giornata di festa.
Per Porto Recanati, dunque, un momento particolare che ha unito la dimensione istituzionale a quella religiosa e al legame con una figura della comunità cittadina che da cinquant'anni vive la propria missione all'interno della Chiesa.
"Un filo indissolubile di amicizia, fraternità e appartenenza che unisce Porto Recanati al cuore della Chiesa", ha sottolineato il sindaco, che al termine dell'incontro ha espresso la propria emozione per aver potuto rappresentare la città davanti al Santo Padre.
"Grazie, Santità, per questo momento che conserveremo nel cuore. E grazie a Padre Bruno per aver reso possibile questo incontro così significativo per la nostra comunità", ha concluso Michelini.
Cinquant'anni di attività e un legame ormai consolidato con la comunità matelicese. La Ferramenta Fai da te di Tiziana Cipriani ha raggiunto un importante traguardo: l'attività, aperta a Matelica il 6 settembre 1976, è stata celebrata dal Comune con la consegna di un attestato per la longevità dell'esercizio.
Il riconoscimento è stato consegnato nella giornata di ieri dal sindaco Denis Cingolani e dall'assessore Barbara Cacciolari, che hanno voluto sottolineare il valore di una realtà commerciale presente in città da mezzo secolo e diventata nel tempo un punto di riferimento per i cittadini.
"L'attestato che abbiamo consegnato ieri è un riconoscimento simbolico con cui abbiamo voluto premiare una realtà che da decenni fa parte della nostra comunità", hanno dichiarato congiuntamente il sindaco e l'assessore.
La Ferramenta Fai da te rappresenta una delle attività storiche del territorio, portata avanti dalla famiglia Cipriani e legata nel corso degli anni alle esigenze quotidiane dei cittadini.
"Con professionalità ed esperienza la famiglia Cipriani porta avanti un'attività storica e molto utile e apprezzata dai matelicesi", hanno aggiunto Cingolani e Cacciolari, rivolgendo alla titolare e alla sua famiglia l'augurio per il futuro: "A loro va il nostro più grande augurio per un futuro pieno di soddisfazioni".
Un traguardo che racconta così mezzo secolo di lavoro e presenza sul territorio, con la Ferramenta Fai da te che continua la propria attività a Matelica a cinquant'anni dall'apertura.
Un piccolo riccio alle prese con il suo primo giorno di scuola per raccontare ai bambini paure, dubbi ed emozioni legate a un cambiamento importante. È questo il cuore di "Il posto giusto", albo illustrato di Giulia Purifico, pubblicato da Giaconi editore, che sarà presentato sabato alla sala Cecchetti della Biblioteca comunale "Silvio Zavatti" di Civitanova Marche.
L'appuntamento, con ingresso libero, prenderà il via alle 17:30 e sarà accompagnato da un laboratorio dedicato ai più piccoli.
"Il posto giusto" nasce con l'obiettivo di accompagnare i bambini in uno dei passaggi più delicati della crescita: il percorso dalla scuola dell'infanzia alla scuola primaria. Al centro della storia c'è un piccolo riccio che affronta il suo primo giorno di scuola portandosi dietro emozioni che possono apparire grandi e difficili da gestire.
Nel corso del racconto il protagonista incontra alcuni personaggi che, attraverso piccoli gesti e parole, lo aiutano ad affrontare il cambiamento un passo alla volta. Un modo per raccontare ai bambini che le novità possono inizialmente generare timore e incertezza, ma possono anche trasformarsi in occasioni per scoprire nuovi luoghi, persone ed esperienze.
Il messaggio dell'albo è quello di accompagnare i più piccoli nella scoperta che anche un luogo nuovo può diventare il posto giusto, offrendo uno strumento narrativo per affrontare con maggiore consapevolezza e serenità l'ingresso nella scuola primaria.
L'incontro di sabato alla Biblioteca "Silvio Zavatti" permetterà quindi di conoscere da vicino il lavoro di Giulia Purifico e di approfondire, attraverso la lettura e il laboratorio, i temi al centro dell'albo.