L’ultimo rigore di Faruk, Gigi Riva e Hadzibegic ospiti del nostro podcast: calcio e guerra nella fine della Jugoslavia
Varie
09/10/2026 17:50

L’ultimo rigore di Faruk, Gigi Riva e Hadzibegic ospiti del nostro podcast: calcio e guerra nella fine della Jugoslavia

Negli studi di Picchio News abbiamo ospitato Gigi Riva e Faruk Hadžibegić, ospiti di questa edizione di Overtime, che li ha portati davanti alle nostre telecamere per ripercorrere la genesi di L’ultimo rigore di Faruk. Nel libro, Riva ricostruisce una vicenda in cui la memoria di un singolo gesto sportivo si intreccia con la dissoluzione della Jugoslavia e con le conseguenze umane di una delle pagine più drammatiche della storia europea recente. Al centro del racconto c’è il rigore sbagliato da Hadžibegić il 30 giugno 1990, a Firenze, nei quarti di finale dei Mondiali di Italia ’90 contro l’Argentina di Diego Armando Maradona. Quella sera, dopo lo 0-0 nei tempi regolamentari e supplementari, la Jugoslavia venne eliminata ai calci di rigore. La nazionale, ricca di talento e capace di riunire giocatori provenienti da diverse realtà del Paese, sarebbe rimasta l’ultima rappresentativa jugoslava a disputare una fase finale dei Mondiali prima della dissoluzione dello Stato. Negli anni successivi, il tiro fallito dal suo capitano avrebbe assunto un significato ben più ampio di quello legato alla sconfitta sportiva, fino a diventare, nella memoria collettiva, una sorta di immagine simbolica della fine di un Paese. Non fu quel rigore a provocare la guerra, ma gli eventi che seguirono finirono per caricarlo di un peso che, in quel momento, nessuno avrebbe potuto prevedere. La genesi del libro risale al 1994, quando Gigi Riva, giornalista e inviato nei Balcani durante i conflitti degli anni Novanta, incontrò per la prima volta Hadžibegić. In quell’occasione, l’ex capitano jugoslavo si presentò come «l’uomo che con un calcio di rigore aveva distrutto la Jugoslavia». Una frase rimasta impressa nella memoria di Riva, che continuò a interrogarsi sul significato di quelle parole e sul modo in cui un episodio calcistico potesse trasformarsi, agli occhi di chi lo aveva vissuto, in una responsabilità personale per una tragedia collettiva. Circa vent’anni dopo, il giornalista decise di ricontattarlo per tornare su quella storia. Da quel confronto nacque L’ultimo rigore di Faruk. Una storia di calcio e guerra, pubblicato nel 2016. Nel ricordare quel momento, Hadžibegić ha spiegato che, quando si presentò sul dischetto, pensava soltanto alla partita e alla responsabilità che sentiva nei confronti dei compagni. Non avvertiva il peso delle tensioni politiche che attraversavano il Paese, né immaginava che quel tiro sarebbe rimasto legato, negli anni, alla dissoluzione della Jugoslavia. Anche all’interno della nazionale, ha raccontato, le divisioni che agitavano il Paese non si traducevano in scontri tra i giocatori. L’allenatore Ivica Osim contribuiva a mantenere il gruppo concentrato sul calcio, senza aggiungere ulteriori pressioni. La sconfitta lasciò spazio alla delusione, ma fu solo negli anni successivi, con lo scoppio della guerra e la fine della Jugoslavia, che Faruk iniziò a sentire il peso di quell’errore in modo diverso. Un ricordo che, ancora oggi, riaffiora quando qualcuno lo ferma per strada per parlargli di quel rigore, spesso con un rimprovero scherzoso. Da questa vicenda individuale, il racconto si allarga al rapporto tra calcio e politica, uno dei temi centrali del lavoro di Riva. Nel corso dell’intervista, il giornalista ha ricordato come lo sport sia stato spesso utilizzato dal potere per alimentare il consenso e rafforzare un’identità nazionale. È quanto accadde anche in Italia, con i Mondiali vinti nel 1934 e nel 1938, successi che il regime fascista sfruttò a fini propagandistici. Nella ex Jugoslavia, il legame tra appartenenza nazionale e calcio assunse contorni particolarmente drammatici: le divisioni politiche e identitarie attraversavano anche il mondo sportivo, mentre gli stadi diventavano luoghi in cui quelle tensioni potevano manifestarsi apertamente. La storia della nazionale jugoslava restituisce così l’immagine di un Paese in cui le fratture della società si riflettevano anche sul campo, fino a diventare parte di una crisi destinata a travolgerlo. L’ultimo rigore di Faruk ha trovato una nuova forma anche a teatro, attraverso il monologo scritto dallo stesso Riva e interpretato da Damiano Grasselli, attore e direttore artistico di Teatro Caverna. Ai microfoni di Picchio News, Grasselli ha sottolineato l’universalità di una storia che, pur partendo dal calcio, finisce per parlare di esperienze e sentimenti condivisi. Al centro della rappresentazione c’è un personaggio complesso, attraversato da emozioni diverse, che cambiano con il passare del tempo e assumono significati nuovi senza scomparire. Il percorso di Faruk diventa così il modo per raccontare come un episodio apparentemente circoscritto possa continuare a influenzare la vita di una persona, soprattutto quando la storia collettiva finisce per sovrapporsi a quella individuale. Dal libro al palcoscenico, la vicenda di Hadžibegić continua a offrire una prospettiva umana sulla dissoluzione della Jugoslavia. Il rigore di Firenze resta il punto di partenza di un racconto che va oltre il risultato di una partita e restituisce voce a chi si è trovato, suo malgrado, a portare il peso simbolico di una tragedia molto più grande.

L’ultimo rigore di Faruk, Gigi Riva e Hadzibegic ospiti del nostro podcast: calcio e guerra nella fine della Jugoslavia

L’ultimo rigore di Faruk, Gigi Riva e Hadzibegic ospiti del nostro podcast: calcio e guerra nella fine della Jugoslavia
09/10/2026 17:50

Negli studi di Picchio News abbiamo ospitato Gigi Riva e Faruk Hadžibegić, ospiti di questa edizione di Overtime, che li ha portati davanti alle nostre telecamere per ripercorrere la genesi di L’ultimo rigore di Faruk. Nel libro, Riva ricostruisce una vicenda in cui la memoria di un singolo gesto sportivo si intreccia con la dissoluzione della Jugoslavia e con le conseguenze umane di una delle pagine più drammatiche della storia europea recente. Al centro del racconto c’è il rigore sbagliato da Hadžibegić il 30 giugno 1990, a Firenze, nei quarti di finale dei Mondiali di Italia ’90 contro l’Argentina di Diego Armando Maradona. Quella sera, dopo lo 0-0 nei tempi regolamentari e supplementari, la Jugoslavia venne eliminata ai calci di rigore. La nazionale, ricca di talento e capace di riunire giocatori provenienti da diverse realtà del Paese, sarebbe rimasta l’ultima rappresentativa jugoslava a disputare una fase finale dei Mondiali prima della dissoluzione dello Stato. Negli anni successivi, il tiro fallito dal suo capitano avrebbe assunto un significato ben più ampio di quello legato alla sconfitta sportiva, fino a diventare, nella memoria collettiva, una sorta di immagine simbolica della fine di un Paese. Non fu quel rigore a provocare la guerra, ma gli eventi che seguirono finirono per caricarlo di un peso che, in quel momento, nessuno avrebbe potuto prevedere. La genesi del libro risale al 1994, quando Gigi Riva, giornalista e inviato nei Balcani durante i conflitti degli anni Novanta, incontrò per la prima volta Hadžibegić. In quell’occasione, l’ex capitano jugoslavo si presentò come «l’uomo che con un calcio di rigore aveva distrutto la Jugoslavia». Una frase rimasta impressa nella memoria di Riva, che continuò a interrogarsi sul significato di quelle parole e sul modo in cui un episodio calcistico potesse trasformarsi, agli occhi di chi lo aveva vissuto, in una responsabilità personale per una tragedia collettiva. Circa vent’anni dopo, il giornalista decise di ricontattarlo per tornare su quella storia. Da quel confronto nacque L’ultimo rigore di Faruk. Una storia di calcio e guerra, pubblicato nel 2016. Nel ricordare quel momento, Hadžibegić ha spiegato che, quando si presentò sul dischetto, pensava soltanto alla partita e alla responsabilità che sentiva nei confronti dei compagni. Non avvertiva il peso delle tensioni politiche che attraversavano il Paese, né immaginava che quel tiro sarebbe rimasto legato, negli anni, alla dissoluzione della Jugoslavia. Anche all’interno della nazionale, ha raccontato, le divisioni che agitavano il Paese non si traducevano in scontri tra i giocatori. L’allenatore Ivica Osim contribuiva a mantenere il gruppo concentrato sul calcio, senza aggiungere ulteriori pressioni. La sconfitta lasciò spazio alla delusione, ma fu solo negli anni successivi, con lo scoppio della guerra e la fine della Jugoslavia, che Faruk iniziò a sentire il peso di quell’errore in modo diverso. Un ricordo che, ancora oggi, riaffiora quando qualcuno lo ferma per strada per parlargli di quel rigore, spesso con un rimprovero scherzoso. Da questa vicenda individuale, il racconto si allarga al rapporto tra calcio e politica, uno dei temi centrali del lavoro di Riva. Nel corso dell’intervista, il giornalista ha ricordato come lo sport sia stato spesso utilizzato dal potere per alimentare il consenso e rafforzare un’identità nazionale. È quanto accadde anche in Italia, con i Mondiali vinti nel 1934 e nel 1938, successi che il regime fascista sfruttò a fini propagandistici. Nella ex Jugoslavia, il legame tra appartenenza nazionale e calcio assunse contorni particolarmente drammatici: le divisioni politiche e identitarie attraversavano anche il mondo sportivo, mentre gli stadi diventavano luoghi in cui quelle tensioni potevano manifestarsi apertamente. La storia della nazionale jugoslava restituisce così l’immagine di un Paese in cui le fratture della società si riflettevano anche sul campo, fino a diventare parte di una crisi destinata a travolgerlo. L’ultimo rigore di Faruk ha trovato una nuova forma anche a teatro, attraverso il monologo scritto dallo stesso Riva e interpretato da Damiano Grasselli, attore e direttore artistico di Teatro Caverna. Ai microfoni di Picchio News, Grasselli ha sottolineato l’universalità di una storia che, pur partendo dal calcio, finisce per parlare di esperienze e sentimenti condivisi. Al centro della rappresentazione c’è un personaggio complesso, attraversato da emozioni diverse, che cambiano con il passare del tempo e assumono significati nuovi senza scomparire. Il percorso di Faruk diventa così il modo per raccontare come un episodio apparentemente circoscritto possa continuare a influenzare la vita di una persona, soprattutto quando la storia collettiva finisce per sovrapporsi a quella individuale. Dal libro al palcoscenico, la vicenda di Hadžibegić continua a offrire una prospettiva umana sulla dissoluzione della Jugoslavia. Il rigore di Firenze resta il punto di partenza di un racconto che va oltre il risultato di una partita e restituisce voce a chi si è trovato, suo malgrado, a portare il peso simbolico di una tragedia molto più grande.

Cronaca

È morto Francesco Gesualdi, ex direttore della Marche Film Commission

È morto Francesco Gesualdi, ex direttore della Marche Film Commission

09/10/2026 21:50

È morto a 69 anni Francesco Gesualdi, dirigente e manager culturale italiano, a lungo figura di riferimento per l'Istituto Luce, segretario generale della Regione Lazio, ex direttore della Fondazione Marche Cultura e responsabile di Marche Film Commission, tra il 1999 e il 2003 direttore generale di Cinecittà holding spa. Proprio la Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission ne piange la scomparsa, ricordandone la professionalità, la passione e il contributo alla crescita del settore cinematografico nelle Marche. Un messaggio di cordoglio al quale si uniscono il presidente Andrea Agostini, il Consiglio di amministrazione, i dipendenti e tutti i collaboratori della Fondazione. Gesualdi aveva assunto l’incarico nel 2022, mettendo a disposizione della Regione la propria esperienza nel settore culturale e cinematografico. Durante il suo mandato aveva contribuito a rafforzare la presenza e la visibilità delle Marche nel panorama del cinema italiano, lavorando allo sviluppo della Marche Film Commission e all’attrattività del territorio nei confronti degli operatori del settore. Particolarmente sentito il ricordo del presidente Andrea Agostini, che ha voluto sottolineare il valore umano e professionale dell’ex direttore: "Ci sono persone che non si limitano a insegnarci un mestiere, ma ci trasmettono una passione, un modo di guardare il mondo e valori che ci accompagnano per tutta la vita. Francesco Gesualdi è stato tutto questo. Un maestro, un amico, un punto di riferimento prezioso". Agostini ha ricordato il percorso condiviso, caratterizzato dal confronto e dall'impegno per la promozione culturale e cinematografica della regione, evidenziando come l’esperienza e la visione di Gesualdi abbiano dato un contributo significativo allo sviluppo della Marche Film Commission e al rafforzamento dell’interesse verso le Marche da parte degli operatori del cinema. "Ha messo la propria professionalità al servizio delle Marche con competenza, passione e profondo senso delle istituzioni. A lui va tutta la nostra gratitudine per il lavoro svolto insieme e per il valore duraturo del segno che lascia. Ci sono maestri che non smettono di esserlo nemmeno quando non ci sono più", ha aggiunto il presidente. La Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission ha infine espresso la propria vicinanza alla famiglia di Gesualdi, in particolare alla moglie Cristina e ai figli Giacomo, Arianna e Claudia, ricordando con affetto e riconoscenza l’impegno e la passione con cui ha contribuito alla crescita culturale e cinematografica delle Marche.    

Potenza Picena, scontro sulla Regina: auto si ribalta e finisce nel canale, 25enne a Torrette

Potenza Picena, scontro sulla Regina: auto si ribalta e finisce nel canale, 25enne a Torrette

09/10/2026 13:18

Incidente questa mattina, intorno alle 9.15, lungo la strada Regina, nel territorio di Potenza Picena. Due auto si sono scontrate e, nell’impatto, una Renault si è ribaltata, finendo nel canale che costeggia la strada. Al volante della vettura c’era un giovane di 25 anni, rimasto ferito nello schianto. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, i vigili del fuoco e le forze dell’ordine per prestare soccorso e mettere in sicurezza l’area. Considerate le condizioni del giovane e la dinamica dell’incidente, è stato disposto il trasferimento in eliambulanza all’ospedale regionale di Torrette, ad Ancona. Solo un forte schock, invece, per le donne che viaggiavano a bordo dell’altra auto coinvolta nello scontro. Restano da chiarire le cause dell’incidente. I rilievi per ricostruire l’esatta dinamica e accertare eventuali responsabilità saranno effettuati dalla Polizia Locale.  

Attualità

Elcito si rifà il look: al via il recupero dell’antico fontanile e degli spazi del borgo

Elcito si rifà il look: al via il recupero dell’antico fontanile e degli spazi del borgo

09/10/2026 16:00

SAN SEVERINO MARCHE - Un nuovo passo per la valorizzazione di Elcito, il suggestivo borgo del territorio di San Severino Marche conosciuto come il «Piccolo Tibet delle Marche». Prende ufficialmente forma il progetto di recupero e rilancio del paese, con l’affidamento del cantiere per il restauro dell’antico fontanile e la riqualificazione delle aree circostanti. L’intervento rientra nel bando regionale «Borgo Accogliente», inserito nel progetto «Genus Marche», iniziativa che punta a preservare, rigenerare e promuovere il patrimonio storico e paesaggistico dei borghi marchigiani. Il Comune di San Severino Marche, ente capofila, coordina il progetto insieme ai Comuni di Cingoli e Filottrano. L’obiettivo è restituire piena dignità a uno dei luoghi simbolo di Elcito, migliorandone la funzionalità e l’accoglienza nel rispetto dell’identità architettonica del borgo. Il cuore dell’intervento sarà il recupero conservativo dell’antico fontanile, con particolare attenzione alla salvaguardia degli elementi originari. Le murature esistenti saranno mantenute e integrate, valorizzandole con un nuovo rivestimento in pietra locale. Anche la copertura sarà completamente rinnovata: quella attuale in cemento armato lascerà spazio a una struttura lignea, completata da pianelle in cotto e da un manto in coppi, in armonia con i materiali e le caratteristiche dell’architettura tradizionale. Il progetto prevede inoltre il restauro delle vasche del lavatoio, per recuperarne la piena funzionalità, e l’installazione di una nuova rubinetteria. A completare l’intervento sarà un sistema di illuminazione artistica sulla parete di fondo, studiato per valorizzare la pietra e rendere il fontanile suggestivo anche nelle ore serali. La riqualificazione interesserà anche l’area esterna, con una trasformazione degli spazi che oggi circondano il manufatto. L’asfalto esistente sarà sostituito da una nuova pavimentazione in pietra arenaria, così da creare una superficie più omogenea e coerente con il contesto storico. Sarà inoltre ricavato uno spazio dedicato alla sosta e verranno sistemate le scale laterali al fontanile. Anche i gradoni che conducono alle aree verdi saranno riprofilati, mentre saranno eliminate le recinzioni improprie attualmente ancorate al fabbricato, con l’obiettivo di restituire maggiore ordine e continuità visiva all’insieme. Una parte importante dei lavori riguarderà gli aspetti tecnici necessari a garantire la durata dell’intervento. Sono previste l’impermeabilizzazione delle superfici esterne e la realizzazione di un sistema di drenaggio per favorire il corretto deflusso delle acque meteoriche e proteggere le murature controterra. Le opere saranno eseguite nel rispetto delle prescrizioni di tutela e del Piano di recupero di Elcito, con una particolare attenzione alla conservazione dei caratteri storici del borgo. L’intervento punta così a migliorare non soltanto l’aspetto del fontanile, ma anche la qualità e la fruibilità dell’area che rappresenta una sorta di porta d’ingresso al nucleo abitato.  

Sette giovani marescialli in arrivo nel Maceratese: tre mesi di tirocinio sul territorio

Sette giovani marescialli in arrivo nel Maceratese: tre mesi di tirocinio sul territorio

09/10/2026 13:20

Dai banchi della Scuola Marescialli e Brigadieri di Firenze al lavoro quotidiano sul territorio. Sono arrivati nella provincia di Macerata sette allievi marescialli dei Carabinieri, pronti a cimentarsi con la pratica dopo il percorso di formazione teorica e professionale. I militari, quattro donne e tre uomini, frequentano il 14° Corso triennale del Ruolo ispettori e stanno completando l’ultimo anno di studi. Per loro si apre ora una fase importante: un tirocinio di quasi tre mesi nelle Stazioni dell’Arma, durante il quale potranno affiancare i colleghi nelle attività quotidiane e confrontarsi direttamente con le esigenze delle comunità locali. Le assegnazioni riguardano sette presidi del territorio provinciale: Porto Recanati, Recanati, Montefano, San Severino Marche, Cingoli, Treia e Civitanova Marche. Ad accogliere ufficialmente i futuri marescialli, nella sede del Comando provinciale di Macerata, è stato il comandante provinciale, il colonnello Raffaele Ruocco. Nel corso dell’incontro ha dato loro il benvenuto, illustrando le caratteristiche del territorio maceratese, le peculiarità delle comunità locali e le principali sfide operative che i militari sono chiamati ad affrontare. Non sono mancati i consigli professionali in vista di un’esperienza che rappresenta un passaggio decisivo nel percorso verso il completamento della formazione e l’assunzione delle responsabilità proprie del ruolo. Durante il tirocinio, gli allievi potranno lavorare al fianco dei comandanti di Stazione e del personale già in servizio nei reparti territoriali, partecipando alle attività a tutela della sicurezza e a contatto diretto con i cittadini. Un’occasione per mettere in pratica quanto appreso durante il corso e acquisire esperienza sul campo, misurandosi con situazioni concrete e con il rapporto quotidiano tra l’Arma e la popolazione. Dal Comando provinciale arriva infine l’augurio di un tirocinio proficuo e formativo, con l’auspicio che i sette giovani militari possano cogliere appieno le opportunità offerte da questa esperienza e consolidare le competenze necessarie per il futuro servizio.

Politica

Debiti con il Comune, a Potenza Picena arriva la definizione agevolata: rate fino a 72 mesi

Debiti con il Comune, a Potenza Picena arriva la definizione agevolata: rate fino a 72 mesi

09/10/2026 14:17

 Il Consiglio comunale di Potenza Picena ha approvato la delibera che introduce la definizione agevolata delle entrate comunali non riscosse, consentendo ai contribuenti di regolarizzare la propria posizione con uno sconto su sanzioni e interessi. Il provvedimento recepisce le opportunità offerte dalla normativa nazionale in materia di finanza locale e interessa i debiti relativi al periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. La misura comprende tributi, altre entrate patrimoniali e sanzioni amministrative, con modalità differenti a seconda della tipologia di credito. In particolare, la rottamazione riguarda le ingiunzioni di pagamento e gli avvisi di accertamento divenuti esecutivi entro il 31 dicembre 2023 e affidati al concessionario Ica Spa. I contribuenti potranno estinguere il debito pagando la quota capitale, le spese di notifica, gli eventuali costi delle procedure esecutive e gli oneri di riscossione, senza corrispondere sanzioni e interessi. Per le multe stradali e le altre violazioni amministrative non tributarie, lo sgravio interesserà invece gli interessi e le maggiorazioni di mora. Per usufruire della definizione agevolata sarà necessario seguire una procedura articolata in due passaggi. Innanzitutto, entro 60 giorni dalla pubblicazione dell'atto sul sito istituzionale del Comune, gli interessati dovranno richiedere il prospetto informativo dei carichi che possono rientrare nella misura. Successivamente, la dichiarazione definitiva di adesione dovrà essere presentata entro il 31 gennaio 2027. Per il pagamento sono previste due possibilità: saldare l'importo dovuto in un'unica soluzione entro il 26 febbraio 2027 oppure scegliere un piano di rateizzazione fino a un massimo di 72 rate mensili, in funzione dell'importo complessivo del debito. L'adesione comporterà inoltre la rinuncia agli eventuali giudizi o ricorsi in corso relativi alle pendenze interessate. Per i debiti inseriti nel piano è previsto anche il blocco dell'avvio di nuove azioni esecutive o di fermi amministrativi, secondo quanto stabilito dal provvedimento. A sottolineare le ragioni della scelta è l'assessore comunale al Bilancio e alle Finanze, Luca Strovegli. «Abbiamo approvato questo provvedimento con il duplice obiettivo di venire incontro alle esigenze dei cittadini in un momento di difficoltà e, al contempo, rendere più efficiente e solida la gestione finanziaria del Comune di Potenza Picena», afferma l'assessore. La misura punta infatti a favorire il recupero dei crediti di difficile esazione, offrendo allo stesso tempo ai contribuenti la possibilità di chiudere le pendenze con condizioni più sostenibili e di ridurre il contenzioso ancora aperto.  

Meloni ad Ascoli per il taglio del nastro di Palazzo Saladini Pilastri: “Sono concentrata sul mio lavoro”

Meloni ad Ascoli per il taglio del nastro di Palazzo Saladini Pilastri: “Sono concentrata sul mio lavoro”

08/10/2026 19:37

ASCOLI PICENO – Visita lampo della presidente del Consiglio Giorgia Meloni ad Ascoli Piceno per l’inaugurazione di Palazzo Saladini Pilastri e del suo storico giardino, restituiti alla città dopo anni di abbandono grazie a un importante intervento di recupero finanziato con circa 39 milioni di euro del PNRR. La premier è arrivata per partecipare al taglio del nastro del complesso, uno degli interventi più significativi di rigenerazione urbana realizzati nel centro storico ascolano. Alla cerimonia erano presenti, tra le autorità, anche il presidente della regione Marche, Francesco Acquaroli, il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli e il sindaco di Ascoli Piceno Marco Fioravanti, insieme alle altre rappresentanze istituzionali e al vescovo di Ascoli Piceno Gianpiero Palmieri. All’arrivo Meloni si è soffermata brevemente con i ragazzi della Locanda Centimetro Zero, la cooperativa che sarà coinvolta nella gestione dell’albergo e del ristorante etico previsti all’interno della struttura. Poi il momento ufficiale della cerimonia, con il taglio del nastro sulla scala che conduce al giardino storico, anch’esso interessato dagli interventi di recupero. La presidente del Consiglio ha quindi percorso gli spazi restaurati, fermandosi con cittadini, curiosi e sostenitori per alcune fotografie. Durante la visita non sono mancati i riferimenti alla politica nazionale. Ai cronisti che le hanno chiesto della legge elettorale e del dibattito sulla possibile data del voto, Meloni ha risposto in maniera sintetica: «Sono concentrata sul mio lavoro», evitando di soffermarsi ulteriormente sulla questione. La premier ha poi proseguito la visita nel giardino, prima di assistere, insieme alle autorità locali, alla benedizione impartita dal vescovo Gianpiero Palmieri. Il recupero di Palazzo Saladini Pilastri non riguarda soltanto la conservazione di un bene storico. Il progetto punta infatti a coniugare la tutela del patrimonio con una forte dimensione sociale. All’interno del complesso sono previste diverse funzioni, tra cui un albergo e un ristorante etico gestiti da ragazzi con disabilità, oltre a 138 alloggi a canone moderato. Il progetto ha consentito di recuperare un luogo rimasto per decenni lontano dalla fruizione della cittadinanza, restituendogli nuove funzioni e una nuova centralità nel tessuto urbano di Ascoli. Particolarmente significativo anche il recupero del giardino storico, uno degli elementi di maggior pregio dell’intero complesso. All’interno del palazzo trova spazio anche una chiesa barocca, realizzata tra Seicento e Settecento, che conserva importanti opere d’arte, tra cui le tele del soffitto firmate da Ludovico Trasi e il monumentale altare maggiore scolpito da Lazzaro Giosafatti. La piena apertura alla cittadinanza è prevista per il 2027, mentre nei prossimi giorni sarà possibile conoscere il complesso anche attraverso le iniziative delle Giornate del FAI. (Foto pagina Facebook Guido Castelli)

Sanità

Influenza, nelle Marche vaccini al via dal 12 ottobre: 375mila dosi e priorità agli over 60

Influenza, nelle Marche vaccini al via dal 12 ottobre: 375mila dosi e priorità agli over 60

09/10/2026 15:20

La prevenzione dell’influenza entra nel vivo. Prenderà il via lunedì 12 ottobre, in tutte le Marche, la campagna di vaccinazione antinfluenzale 2026-2027. L’obiettivo della Regione è garantire un’offerta capillare, coinvolgendo medici di famiglia, pediatri, servizi sanitari territoriali e farmacie aderenti, così da facilitare l’accesso alla vaccinazione e proteggere soprattutto le persone più vulnerabili. La programmazione regionale prevede complessivamente 375.100 dosi di vaccino, suddivise tra diverse tipologie in base all’età e alle categorie di destinatari. Tra le novità di questa stagione c’è la raccomandazione preferenziale dei vaccini potenziati per le persone dai 60 anni in su, estesa quindi anche alla fascia compresa tra i 60 e i 64 anni. La vaccinazione sarà raccomandata e offerta gratuitamente alle categorie individuate dalle indicazioni nazionali: persone dai 60 anni, soggetti fragili e con patologie croniche, donne in gravidanza, bambini nelle fasce previste, operatori sanitari, familiari di persone ad alto rischio, addetti ai servizi pubblici di primario interesse e donatori di sangue. Anche il medico curante, sulla base della storia clinica dell’assistito, potrà valutare l’opportunità della vaccinazione. La campagna coinvolgerà i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta, i Servizi di igiene e sanità pubblica, i Distretti, le strutture ospedaliere e residenziali e le farmacie che aderiranno all’iniziativa. Particolare attenzione sarà riservata agli anziani e alle persone fragili, per le quali è fondamentale rendere la vaccinazione accessibile nei luoghi di vita e di cura. Nei Distretti e nelle strutture residenziali saranno organizzate attività specifiche, mentre per le persone non trasportabili potrà essere prevista la vaccinazione a domicilio. Gli ospedali potranno inoltre raggiungere pazienti fragili ricoverati o già presi in carico. Anche le Case della Comunità potranno diventare progressivamente un ulteriore punto di riferimento per la vaccinazione, rafforzando la medicina di prossimità e facilitando l’accesso alla prevenzione per chi convive con patologie croniche. In linea con il Piano nazionale della prevenzione 2026-2031, la Regione punta inoltre a sviluppare la somministrazione del vaccino antinfluenzale direttamente in ospedale, prima della dimissione, per i pazienti ricoverati per i quali la vaccinazione è raccomandata. La campagna antinfluenzale si svolgerà in concomitanza con le attività di vaccinazione contro il Covid-19. Quando appropriato, i due vaccini potranno essere somministrati nella stessa seduta. L'appuntamento vaccinale sarà anche un'occasione per verificare lo stato delle altre vaccinazioni raccomandate in base all'età e alle condizioni di rischio, in particolare quelle contro pneumococco, herpes zoster e tetano. «Vaccinarsi significa scegliere consapevolmente di proteggere la propria salute e, allo stesso tempo, contribuire alla protezione delle persone più fragili con cui entriamo in contatto», sottolinea l'assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro. L'assessore evidenzia inoltre l'importanza di un'organizzazione coordinata tra i diversi servizi sanitari, per avvicinare la vaccinazione ai cittadini e rendere più semplice l'accesso alla prevenzione, soprattutto per le persone maggiormente esposte ai rischi. Le informazioni aggiornate sui punti vaccinali, sulle farmacie aderenti e sulle modalità di accesso saranno disponibili attraverso i canali istituzionali della Regione Marche e delle Aziende sanitarie territoriali.

Le "Nonne Laboriose" donano 8mila euro: al Salesi un nuovo macchinario per i bambini

Le "Nonne Laboriose" donano 8mila euro: al Salesi un nuovo macchinario per i bambini

08/10/2026 17:10

Un nuovo macchinario per aiutare i bambini oncologici a gestire uno degli effetti collaterali più dolorosi delle terapie. È il risultato della donazione di 8mila euro delle “Nonne Laboriose” di Ancona e Falconara Marittima, a cui si è aggiunto il contributo della Fondazione Ospedale Salesi Ets, che ha permesso di acquistare un K-Laser Cube 4 destinato all'Oncoematologia Pediatrica del Presidio Ospedaliero Salesi dell'Aou delle Marche. Il dispositivo è già in dotazione al reparto e viene utilizzato per il trattamento della mucosite, un'infiammazione del cavo orale che può comparire come effetto collaterale dei trattamenti chemioterapici e radioterapici. Nei casi più gravi può provocare lesioni, dolore intenso e difficoltà ad alimentarsi, arrivando in alcuni casi a rendere necessario il ricorso agli oppioidi per controllare la sintomatologia. Secondo quanto spiegato dalla responsabile della SOSD Oncoematologia Pediatrica dell'Aou delle Marche, Paola Coccia, il macchinario contribuisce ad accelerare il processo di guarigione e a ridurre significativamente il dolore, con un impatto diretto sulla qualità della vita dei piccoli pazienti durante il percorso di cura. "Siamo orgogliosi di essere tra i pochissimi centri in Italia a poter offrire questa possibilità ai bambini delle Marche", sottolinea Coccia. La presentazione della donazione si è tenuta oggi nell'Aula didattica di Villa Maria, ad Ancona, alla presenza della direttrice della Fondazione Salesi Laura Mazzanti, di quattro rappresentanti delle “Nonne Laboriose”, della responsabile dell'Oncoematologia Pediatrica Paola Coccia, della coordinatrice infermieristica Sabrina Pesaresi e dell'infermiera Katia Oro. "Desidero ringraziare profondamente ciascuna di queste donne per aver scelto di sostenerci e per il bellissimo esempio di partecipazione e solidarietà che hanno saputo offrire", dichiara il presidente della Fondazione Ospedale Salesi Ets, Saverio Sabatini. "Hanno trasformato il loro tempo, la loro creatività e la voglia di stare insieme in un aiuto concreto per i bambini e le loro famiglie". La storia delle “Nonne Laboriose” nasce dall'iniziativa di due amiche e si è sviluppata nel corso degli anni grazie al coinvolgimento di un gruppo sempre più numeroso. Cucito, lavori all'uncinetto e piccoli manufatti artigianali sono alcune delle attività attraverso cui le partecipanti raccolgono fondi, insieme a gite in pullman, tombolate e altri momenti di aggregazione. Un'esperienza nata soprattutto come occasione di incontro e socialità, che nell'ultimo anno il gruppo ha deciso di trasformare in un sostegno concreto per i bambini in cura al Salesi. La donazione alla Fondazione, insieme al contributo della stessa Fondazione, ha così permesso di acquistare una tecnologia destinata a migliorare la gestione di una delle complicanze più difficili delle terapie oncologiche pediatriche. "Ci tenevamo molto a fare qualcosa di concreto", racconta Liviana Bartozzi, una delle due donne che hanno dato vita al gruppo. "L'idea è nata da me e da un'altra nonna, con la quale lavoriamo insieme da circa quindici anni. Abbiamo iniziato coinvolgendo altre persone attraverso il passaparola e, piano piano, siamo riuscite a creare un gruppo sempre più numeroso". "Ognuna ha dato il proprio contributo, mettendo a disposizione il proprio tempo, le proprie capacità e soprattutto la voglia di fare qualcosa per gli altri", aggiunge Bartozzi. La scelta di destinare i fondi al Salesi è stata legata alla volontà di sostenere i bambini e le famiglie che affrontano un percorso oncologico. Un impegno che, nelle intenzioni del gruppo, non si fermerà a questa iniziativa. "Vorremmo che questa iniziativa potesse essere anche un esempio per altre persone. Non servono grandi mezzi per fare qualcosa di utile: anche un piccolo contributo, se condiviso e portato avanti insieme, può trasformarsi in qualcosa di concreto e importante", conclude Bartozzi, invitando altre persone a unirsi alle “Nonne Laboriose”. La donazione si traduce così in uno strumento concreto a disposizione dei piccoli pazienti del Salesi, con l'obiettivo di alleviare il dolore e rendere più sostenibile il percorso di cura.

Sport

Cus Macerata, Michele Marini è vice campione regionale nei 1000 metri

Cus Macerata, Michele Marini è vice campione regionale nei 1000 metri

09/10/2026 19:37

Un argento che vale doppio, tra talento, carattere e margini di crescita. Michele Marini del Cus Macerata è vice campione delle Marche nella categoria 'Ragazzi' sui 1000 metri, grazie al secondo posto conquistato ai campionati regionali disputati a Fabriano. Un risultato sorprendente per il giovane atleta, che pratica atletica leggera da appena un anno e si presentava alla competizione con il quinto miglior tempo tra gli iscritti. Sulla pista fabrianese, Marini si è confrontato con altri 19 avversari delle annate 2013 e 2014, in rappresentanza di alcune delle società podistiche più quotate della regione. Nonostante il divario di esperienza rispetto a tanti concorrenti, il portacolori cussino è riuscito a ritagliarsi un ruolo da protagonista, conquistando una medaglia d'argento impreziosita dal miglioramento di nove secondi del proprio record personale. La gara ha avuto un andamento particolare: due atleti inizialmente non indicati tra i favoriti hanno tentato di allungare sul gruppo, pagando però lo sforzo nella fase successiva. A quel punto Albertini ha preso il comando della corsa, mantenendolo fino al traguardo. Marini, invece, ha trovato il ritmo giusto nella seconda parte della prova, staccandosi dal gruppo degli inseguitori e lasciando alle spalle tutti gli altri avversari. Il giovane atleta del Cus Macerata ha così sfiorato la possibilità di giocarsi anche il titolo regionale, chiudendo comunque con un secondo posto di grande valore. Alle spalle del risultato c'è il lavoro svolto nell'ultimo anno sotto la guida del tecnico Daniele Luciani, che sta accompagnando la crescita atletica del giovane mezzofondista. Anche il richiamo al talento sportivo di famiglia non passa inosservato: Michele è infatti il fratello di Elisa, altro nome legato ai colori del Cus Macerata. La medaglia conquistata a Fabriano rappresenta un'importante conferma delle potenzialità del giovane cussino e aggiunge un nuovo risultato positivo all'autunno della sezione atletica universitaria, che continua a raccogliere soddisfazioni nelle competizioni regionali.

Aurora Treia, Hutsol tiene la guardia alta: "Il nostro campionato inizia ora, un onore allenarmi con Sbaffo e Melchiorri"

Aurora Treia, Hutsol tiene la guardia alta: "Il nostro campionato inizia ora, un onore allenarmi con Sbaffo e Melchiorri"

09/10/2026 16:30

Domenica (alle ore 15:00) sarà tempo di big match. Aurora Treia - Alma Fano, sesta giornata di Eccellenza Marche, sarà uno scontro diretto ma non solo. Al Tubaldi di Recanati scenderanno in campo la prima del girone contro la terza, 13 punti per i cucinieri e 10 per i fanesi. Il difensore dei treiesi Maryan Hutsol, classe 98’, descrive così la gara alle porte: "Per noi questa sarà una partita molto importante: affrontiamo una squadra molto forte, con storia e tradizione oltre ad una società molto presente alle spalle. Loro hanno delle individualità di peso e giocatori che hanno fatto le categorie. Sarà una battaglia importante per delineare al meglio questo campionato". L'Aurora ha piazzato un grande start di stagione ma non ci si deve cullare sugli allori: "Dobbiamo tenere a mente che non abbiamo fatto ancora nulla. Abbiamo da giocare tante partite, per noi l’Eccellenza inizia solamente adesso. Questo campionato è di alto valore, molto difficile da disputare e vincere". Hutsol conclude parlando di come si sta ambientando a Treia: "Mi sto trovando molto bene. La società è molto ambiziosa, come i ragazzi. E lo staff è composto da brave persone. La dirigenza e la presidenza non stanno facendo mancare nulla ai noi giocatori. Inoltre, nell’organico ci sono calciatori che hanno giocato in Serie A e B come Sbaffo e Melchiorri. Per me è un onore condividere lo spogliatoio e allenarmi con loro". (Credit foto: profilo Facebook Aurora Treia / Studio 8zero)

Economia

Dal Made in Marche ai mercati esteri: 80 imprese a confronto con 16 Camere di Commercio

Dal Made in Marche ai mercati esteri: 80 imprese a confronto con 16 Camere di Commercio

08/10/2026 19:10

Ottanta imprese marchigiane hanno incontrato 16 Camere di Commercio Italiane all’Estero per confrontarsi sui mercati internazionali, individuare nuovi partner e costruire opportunità commerciali. È il cuore di “Open Marche”, l’iniziativa promossa dalla Camera di Commercio delle Marche e ospitata all’Hotel Il Casale di Colli del Tronto. Una giornata dedicata all’internazionalizzazione del sistema produttivo regionale, che ha messo direttamente in contatto le aziende con rappresentanti delle Camere italiane presenti nei principali mercati mondiali. «Le adesioni confermano quanto le nostre imprese vogliano confrontarsi direttamente con i mercati internazionali», ha sottolineato il presidente della Camera di Commercio delle Marche Gino Sabatini, evidenziando il ruolo del sistema camerale nel sostenere le aziende impegnate sui mercati esteri. L’auspicio del sindaco di Colli del Tronto Luca Morganti è invece che dall’iniziativa possano nascere nuove collaborazioni e iniziative imprenditoriali. Incontri diretti per conoscere i mercati La mattinata è stata dedicata agli incontri individuali tra gli imprenditori e i rappresentanti delle CCIE. Ogni azienda ha potuto indicare fino a cinque mercati di interesse, approfondendo possibilità commerciali, potenziali partner, canali distributivi e modalità di accesso ai diversi Paesi. «Crediamo fortemente che il sistema camerale possa essere un volano importante per l’internazionalizzazione», ha spiegato Sabatini, ricordando la presenza a Colli del Tronto di rappresentanti di Camere attive nei mercati più importanti. L’appuntamento si inserisce nel percorso avviato nel 2023 con la Convention Mondiale delle Camere di Commercio Italiane all’Estero, ospitata proprio a Colli del Tronto. Mario Pozza, presidente di Assocamerestero, ha sottolineato la volontà di consolidare il rapporto con le Marche, definendole un territorio dinamico e fortemente orientato all’export. Secondo Pozza, le opportunità per il Made in Italy sui mercati internazionali sono numerose, soprattutto per le produzioni di qualità. Manifattura, design, agroalimentare e moda rappresentano alcuni dei comparti sui quali le imprese italiane possono continuare a competere. L'export come leva di crescita L’internazionalizzazione è stata indicata come una delle principali sfide per il sistema produttivo anche dal presidente di Confindustria Marche Roberto Cardinali. «È un tema fondamentale per le nostre imprese», ha sottolineato, definendolo uno dei veicoli più importanti per sostenere la crescita del sistema industriale regionale in un contesto internazionale complesso. Un’opportunità che riguarda diversi comparti dell’economia marchigiana, dal legno-arredo alla moda, dall’agroalimentare alla manifattura. Lorena Fulgini, coordinatrice Legno e Arredo di Confindustria Marche, ha evidenziato l’importanza di creare un rapporto diretto con le Camere italiane all’estero per individuare percorsi utili alla competitività delle aziende. Anche Doriana Marini, consigliera della Camera di Commercio delle Marche per l’artigianato e consigliera nazionale Federmoda, ha sottolineato la capacità delle imprese regionali di continuare a investire e crescere nonostante le difficoltà. «Siamo una regione manifatturiera e abbiamo molto da dire», ha osservato, richiamando in particolare le potenzialità del settore della moda e del Made in Marche. Le opportunità nei mercati esteri Il confronto con le Camere italiane all’estero ha permesso alle imprese di entrare in contatto con realtà che operano quotidianamente sui diversi mercati. Gabriele Musto, segretario generale della Camera di Commercio italiana in Guatemala e Honduras, ha ricordato i rapporti avviati con le aziende marchigiane dalla Convention del 2023 e le prime collaborazioni sviluppate nel settore della tecnologia applicata all’agroalimentare. Tra i comparti con prospettive interessanti anche vino, tartufo, moda, costruzioni e infrastrutture. Dalla Polonia, Alessio Racioppoli, business service manager della Camera di Commercio italiana, ha evidenziato il valore dell’incontro diretto con le imprese e la possibilità di offrire loro un supporto concreto nei percorsi di internazionalizzazione. Per la Francia, Simona Manzi, assistente commerciale estero della Camera di Commercio italiana a Lione, ha sottolineato l’interesse delle aziende marchigiane verso il mercato francese. Francia primo mercato, forte crescita negli Usa I dati elaborati dall’Ufficio Statistica e Studi di Camera Marche su fonte ISTAT restituiscono una presenza internazionale diversificata. La Francia si conferma il principale mercato, con un interscambio che nel 2025 ha raggiunto 1,37 miliardi di euro. Nei primi sei mesi del 2026 l’export marchigiano verso il Paese è cresciuto del 12,8%. Positivo anche il dato della Spagna, che nel 2025 ha registrato 789 milioni di euro di export marchigiano, con una crescita dell’8,4% nel primo semestre 2026. In aumento anche il Canada, dove le esportazioni regionali sono cresciute del 20,4%. Tra i mercati più importanti ci sono gli Stati Uniti, che nel 2025 hanno rappresentato 956 milioni di euro di export marchigiano. Nei primi sei mesi del 2026 le esportazioni verso gli Usa hanno registrato una forte accelerazione, con macchinari e moda tra i comparti principali. Guardando all’Asia, la Cina vale 296 milioni di euro di export, mentre il Giappone raggiunge quota 101 milioni. Particolarmente significativo il dato del Vietnam, che, pur partendo da valori ancora contenuti, registra una crescita del 62,6% nel primo semestre 2026. Segnali positivi arrivano anche da Australia e Sudafrica, dove nello stesso periodo l’export marchigiano è cresciuto rispettivamente del 21,2% e del 19,7%. Il quadro restituisce una presenza internazionale sempre più articolata. Accanto ai mercati europei consolidati, le imprese marchigiane stanno guardando con crescente interesse alle opportunità offerte da America, Asia, Oceania e Africa. “Open Marche” ha messo così attorno allo stesso tavolo chi produce nelle Marche e chi presidia quotidianamente i mercati internazionali. Un confronto pensato per trasformare informazioni e relazioni in nuove partnership, nuovi sbocchi commerciali e occasioni di crescita per il Made in Marche. L’iniziativa è stata realizzata dalla Camera di Commercio delle Marche, in collaborazione con le Aziende Speciali TECNE, LINEA e LINFA e con Assocamerestero.

Indipendenza economica delle donne, a Civitanova il Forum nazionale: Elsa Fornero tra gli ospiti

Indipendenza economica delle donne, a Civitanova il Forum nazionale: Elsa Fornero tra gli ospiti

07/10/2026 13:24

Avere un conto corrente personale, conoscere gli strumenti finanziari, amministrare consapevolmente il proprio denaro e poter prendere decisioni autonome sulle proprie risorse. L'indipendenza economica rappresenta uno degli elementi fondamentali per la libertà e l'emancipazione delle donne e sarà al centro del primo Forum nazionale sull'indipendenza economica e finanziaria al femminile, in programma il 16 ottobre a Civitanova Marche. L'iniziativa è promossa da Banco Marchigiano e organizzata da INHUB, associazione nata con l'obiettivo di accompagnare le imprese verso modelli organizzativi più inclusivi. L'appuntamento si terrà nella sala conferenze di Banco Marchigiano, in vicolo Nettuno 29. A fotografare la situazione italiana sono alcuni dati che evidenziano ancora un significativo divario. Secondo l'Edufin Index 2025, le donne italiane registrano mediamente cinque punti in meno rispetto agli uomini nelle competenze finanziarie. Inoltre, solo il 58% delle donne in Italia possiede un conto corrente personale. Il tema dell'autonomia finanziaria si intreccia anche con quello della violenza economica. Secondo i dati richiamati dagli organizzatori, il 40% della popolazione femminile italiana sarebbe stata vittima di forme di violenza economica, mentre una parte consistente delle donne non riconosce questo tipo di comportamento come una forma di violenza. Il problema riguarda anche la gestione delle risorse all'interno della coppia. Il 13,6% delle donne che vivono con un partner dichiara di non considerarsi economicamente indipendente. Il 24,3% non partecipa alle decisioni economiche familiari, mentre il 42,4% riferisce di aver subito forme di violenza legate allo squilibrio economico. Numeri che saranno al centro della giornata organizzata a Civitanova, con l'obiettivo di promuovere una maggiore consapevolezza e fornire strumenti concreti per rafforzare l'autonomia finanziaria. «Promuovere la cultura e l'educazione finanziaria non è un servizio in più: è una cosa che sentiamo di dover fare», ha spiegato Massimo Tombolini, direttore generale di Banco Marchigiano. «Con questo Forum vogliamo dare un aiuto concreto: strumenti per orientarsi e per decidere con consapevolezza, per ridurre il divario di genere. L'autonomia economica non è solo una scelta personale: è ciò che permette a una donna di essere libera, di vedere riconosciuta la propria dignità e di avere le stesse opportunità degli altri». Il programma prenderà il via con un sondaggio live interattivo dedicato al tema dell'indipendenza finanziaria. Seguiranno le testimonianze di Sara, Giada e Gina, chiamate a raccontare il proprio rapporto con la gestione del denaro e con gli investimenti. Spazio poi agli interventi di sensibilizzazione e divulgazione curati da Monica Rivelli, responsabile sviluppo progetti della Fondazione per l'Educazione finanziaria e al Risparmio (FEduF). La giornata si concluderà con una tavola rotonda moderata dalla giornalista e avvocata Ester Viola, alla quale parteciperanno figure provenienti dal mondo delle istituzioni, dell'economia, dell'università e dei servizi di contrasto alla violenza. Tra gli ospiti ci saranno Elsa Fornero, già ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali; Massimiliano Colombi, direttore scientifico della Fondazione B.live ETS; Giulia Bettin, professoressa di Economia politica alla Facoltà di Economia dell'Università Politecnica delle Marche; Roberta Famà, Chief ESG, Brand e Rapporti Istituzionali di Cassa Centrale Banca; ed Elisa Giusti, responsabile del servizio antiviolenza Il Faro. Le conclusioni saranno affidate al direttore generale di Banco Marchigiano, Massimo Tombolini. L'obiettivo del Forum è quello di trasformare il tema dell'indipendenza economica femminile da questione privata a tema di consapevolezza, inclusione e cittadinanza, fornendo alle donne strumenti utili per gestire le proprie risorse e compiere scelte finanziarie con maggiore autonomia.

Scuola e università

Start Cup Marche 2026, vince Dyn4mica con l'intelligenza artificiale per i farmaci: trionfa l'innovazione degli atenei

Start Cup Marche 2026, vince Dyn4mica con l'intelligenza artificiale per i farmaci: trionfa l'innovazione degli atenei

09/10/2026 17:40

Dall’intelligenza artificiale applicata alla ricerca farmaceutica al recupero dei materiali difficili da riciclare, fino alla trasformazione degli scarti agricoli in ingredienti per la cosmetica. Sono le idee alla base dei tre progetti vincitori di Start Cup Marche 2026, la competizione dedicata alle nuove iniziative imprenditoriali innovative, che ha premiato oggi a Camerino i gruppi di ricerca e i giovani aspiranti imprenditori. Ad aggiudicarsi il primo posto è stato DYN4MICA, progetto che sfrutta intelligenza artificiale, simulazioni molecolari e strumenti di bioinformatica per accelerare la ricerca farmaceutica. L’obiettivo è favorire lo sviluppo di nuove soluzioni terapeutiche e individuare ulteriori applicazioni per farmaci già esistenti. Al secondo posto si è classificato Novosap, che propone una tecnologia per recuperare e riutilizzare i polimeri superassorbenti contenuti in prodotti igienici come pannolini e assorbenti. Il progetto punta a trasformare materiali difficili da riciclare in nuove risorse, riducendo la produzione di rifiuti e promuovendo modelli produttivi più sostenibili. Terzo posto per Amarea Cosmetics, iniziativa che valorizza gli scarti agricoli del territorio marchigiano, trasformandoli in ingredienti attivi destinati a prodotti per la cura della pelle. I progetti DYN4MICA e Amarea Cosmetics sono stati presentati da gruppi dell’Università Politecnica delle Marche, mentre Novosap è stato sviluppato da un team dell’Università di Camerino. La cerimonia di premiazione si è svolta questa mattina nella Sala Convegni della Scuola di Studi Superiori "C. Urbani" dell’Università di Camerino. Ai tre progetti classificati sul podio sono stati assegnati contributi per l’innovazione rispettivamente di 6.000, 4.500 e 3.000 euro, da utilizzare esclusivamente per realizzare le iniziative imprenditoriali presentate. Nel corso della competizione sono state assegnate anche quattro menzioni speciali. Il progetto AgroKER ha ottenuto sia il riconoscimento "Green and Blue", dedicato alle idee capaci di integrare innovazione e valorizzazione delle risorse naturali, sia quello per l’"Imprenditoria Femminile", riservato ai gruppi a maggioranza femminile. La menzione "Social Innovation" è andata ad AdHeraCare, mentre Novosap ha ricevuto il riconoscimento "Intellectual Property", assegnato da Rubino&Partners. L’edizione 2026 di Start Cup Marche è stata promossa e organizzata congiuntamente dalle quattro università della regione: Università di Camerino, Università Politecnica delle Marche, Università di Macerata e Università di Urbino. L’iniziativa è rivolta a studentesse e studenti, laureate e laureati, ricercatrici e ricercatori con idee imprenditoriali innovative, anche nell’ambito degli spin-off universitari. Ad aprire i lavori sono stati il rettore di Unicam, Graziano Leoni, e Andrea Polini, delegato dell’Ateneo ai rapporti con le imprese e direttore della Start Cup Marche. Presenti anche Serena Gabrielli, delegata del rettore a spin-off, brevetti e proprietà intellettuale, e le rappresentanti degli atenei promotori Deborah Pacetti per l’Università Politecnica delle Marche, Annalisa Sentuti per l’Università di Urbino e Laura Marchegiani per l’Università di Macerata. Tra gli interventi della giornata quelli di Elisa Zambito Marsala, responsabile Education Ecosystem and Global Value Programs di Intesa Sanpaolo, e Alfonso Nardi di Invitalia. Alla presentazione dei progetti finalisti hanno partecipato anche i rappresentanti dei soggetti che sostengono l’iniziativa. "È una grande soddisfazione premiare oggi i vincitori di questa nuova edizione di Start Cup Marche", ha sottolineato il rettore di Unicam, Graziano Leoni, evidenziando l’impegno dell’Università nel sostenere il talento e le idee di studenti, laureati e ricercatori. L’obiettivo, ha aggiunto, è favorire nuove opportunità di occupazione giovanile e valorizzare creatività e innovazione, anche attraverso la collaborazione con gli altri atenei marchigiani e i partner dell’iniziativa. La competizione è realizzata con il sostegno di Intesa Sanpaolo, Studio Rubino&Partners e Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Macerata e Camerino. Per Intesa Sanpaolo, il progetto rientra nelle attività a supporto dell’ecosistema dell’innovazione e della nascita di nuove imprese, attraverso iniziative rivolte a startup e realtà imprenditoriali innovative. Per i tre gruppi vincitori il percorso non si ferma alla premiazione di Camerino. Start Cup Marche è infatti l’unica competizione regionale accreditata al Premio Nazionale dell’Innovazione, promosso dall’associazione PNI-Cube. DYN4MICA, Novosap e Amarea Cosmetics accederanno quindi di diritto all’edizione 2026 del premio nazionale, in programma a Bari il 3 e 4 dicembre, dove si confronteranno con i progetti vincitori delle altre competizioni universitarie italiane.

L'Università di Macerata apre il suo primo negozio nel cuore della città

L'Università di Macerata apre il suo primo negozio nel cuore della città

09/10/2026 15:50

L'Università di Macerata apre il suo primo negozio ufficiale nel centro storico. Da martedì 13 ottobre sarà attivo in via Gramsci 16 l'Unimc Store, il punto vendita dove studenti, laureati, cittadini e visitatori potranno acquistare prodotti e articoli con il logo dell'ateneo. L'iniziativa punta a rafforzare il legame tra l'Università e la città, offrendo anche a chi ha studiato a Macerata la possibilità di conservare un ricordo della propria esperienza accademica. Il negozio rappresenterà inoltre un nuovo punto di contatto con il territorio, in grado di accompagnare le iniziative culturali e gli appuntamenti che animano la vita cittadina. "L’Università di Macerata è parte integrante dell’identità di questa città e vogliamo che questo legame sia sempre più visibile e condiviso - commenta il rettore John McCourt -. Lo Store nasce per rafforzare il senso di appartenenza alla nostra comunità, ma anche per avvicinare ulteriormente l'ateneo ai cittadini. È un modo ulteriore per raccontare chi siamo, per far viaggiare il nome di Macerata insieme a quello della sua Università e per mantenere vivo il legame con chi ha studiato qui e oggi vive e lavora in altre parti d’Italia e del mondo". L’apertura coincide con il Macerata Humanities Festival 2026, occasione per la quale saranno disponibili anche prodotti realizzati appositamente per la manifestazione, con un’immagine creata in esclusiva dall’artista Michelangelo Rossato. Durante il Festival, l’Unimc Store prolungherà l’orario di apertura fino alle 21 martedì 13 e mercoledì 14 ottobre. Sarà, inoltre, presente al Teatro Filarmonica il 15 ottobre, fino al termine dell’evento Premio Humanities, e al Teatro Lauro Rossi il 16 ottobre, in occasione dell’appuntamento conclusivo con Paola Minaccioni. Terminata la manifestazione, il negozio sarà aperto al pubblico il martedì, mercoledì e giovedì, dalle 9 alle 17. La sede di via Gramsci rappresenta una prima tappa del progetto. L’Università ha, infatti, già previsto il successivo trasferimento nei nuovi locali dell'ex Banca d’Italia, mentre è in fase di sviluppo anche uno store online. La piattaforma consentirà di acquistare i prodotti con il marchio UniMc anche a distanza, raggiungendo laureati, studenti internazionali e tutte le persone che mantengono un legame con l’Ateneo maceratese anche vivendo lontano dalla città.

Cultura

"Album”, a Palazzo Sangallo l’ultima mostra prima del restauro delle Grotte: sette artisti e oltre 100 opere

"Album”, a Palazzo Sangallo l’ultima mostra prima del restauro delle Grotte: sette artisti e oltre 100 opere

09/10/2026 16:28

TOLENTINO - Sette artisti, oltre cento opere e un legame comune con la città. Si intitola “Album” la mostra che sarà inaugurata giovedì 15 ottobre, alle 18, nelle sale espositive delle Grotte di Palazzo Sangallo, a Tolentino. Un’esposizione che riunisce le esperienze artistiche di sette autori locali, accomunati dalle origini tolentinati e da un percorso di ricerca portato avanti negli anni attraverso tecniche, materiali e sensibilità differenti. Curata da Antonio Mercuri, con il patrocinio dell’Amministrazione comunale e dell’Accademia Filelfica, la mostra resterà aperta fino al 1° novembre. In esposizione le opere di Lanfranco Casadidio, Alberto Cespi, Franca Di Filippo, Elmore Ferretti, Luigi Ferretti, Mauro Miconi e Angelo Tonnarelli. Il titolo richiama l’idea di un album di ricordi, nel quale esperienze e visioni diverse trovano spazio una accanto all’altra, componendo un racconto collettivo dell’arte e del territorio. Le opere esposte restituiscono la varietà dei linguaggi dei sette protagonisti. Lanfranco Casadidio lavora con collage, stele e sculture in legno realizzate anche attraverso materiali di recupero, ai quali restituisce nuova vita, affiancando composizioni pittoriche dalle campiture calde ed equilibrate. Alberto Cespi presenta sculture e dipinti nei quali emerge il legame con la figura, insieme a una costante ricerca nell’ambito dell’informale e dell’astrazione. La pittura di Franca Di Filippo si distingue invece per una tavolozza ricca di cromatismi simbolici, attraverso cui l’artista propone una lettura critica della realtà, affidata a composizioni dal carattere deciso. Elmore Ferretti esplora un linguaggio astratto basato sull’equilibrio tra forme e colori, mentre Luigi Ferretti propone sculture informali che prendono origine dal legno, talvolta trattato con patine scure capaci di conferirgli un aspetto simile al metallo. Il percorso di Mauro Miconi si sviluppa attorno alla rappresentazione realistica e allo studio del rapporto tra gli oggetti e l’ambiente che li circonda. Angelo Tonnarelli, infine, espone disegni a matita e acquerelli dedicati a volti e ambienti particolarmente significativi, nei quali prendono forma le emozioni e le suggestioni del momento. Come sottolinea il curatore nel catalogo, la mostra mette insieme artisti con linguaggi, temi, tecniche e sensibilità differenti, invitandoli a condividere un’esperienza comune, proprio come accade sfogliando un album di ricordi. Tra le particolarità dell’esposizione c’è anche la presenza di un’opera dello stesso Antonio Mercuri, che torna a essere esposta al pubblico a oltre trent’anni dalla sua realizzazione. “Album” avrà inoltre un significato speciale per la sede che la ospita: sarà infatti l’ultima occasione per visitare gli spazi espositivi delle Grotte di Palazzo Sangallo prima dell’avvio dei lavori di restauro. Un appuntamento che unisce così la valorizzazione dell’arte locale alla possibilità di riscoprire uno degli ambienti storici della città, attraverso un percorso che racconta la creatività e le esperienze di sette artisti legati a Tolentino. Il catalogo della mostra sarà disponibile in sede.

“Quello che resta di noi”, il nuovo film di Simone Riccioni ed Emilio Mercanti nasce a Corridonia

“Quello che resta di noi”, il nuovo film di Simone Riccioni ed Emilio Mercanti nasce a Corridonia

09/10/2026 12:00

Una villa cinquecentesca, una contessa misteriosa, sette giovani e un tesoro da scoprire. Ma dietro le atmosfere da ghost story si nasconde una riflessione sulle relazioni umane, sulla memoria e sul valore delle scelte. È questo il cuore di Quello che resta di noi, il nuovo film diretto da Simone Riccioni ed Emilio Mercanti, prodotto da Linfa Crowd 2.0 e presentato ufficialmente questa mattina nella Sala consiliare del Comune di Corridonia. La storia prende avvio quando sette ragazzi, ciascuno spinto da motivazioni differenti, varcano la soglia di un antico maniero appartenuto a una contessa scomparsa nel tempo. Quello che sembra un’avventura alla ricerca di un tesoro si trasforma presto in un’esperienza sospesa tra paura, mistero e realtà. Corridoi bui, stanze abbandonate, antichi ritratti e presenze inquietanti costruiscono un’atmosfera da racconto soprannaturale, mentre il confine tra realtà e spettacolo si fa progressivamente più sottile. Quando il mistero sembra ormai risolto, però, la vicenda prende una nuova direzione: la contessa si rivela e accompagna i protagonisti verso una scoperta destinata a cambiare il significato della loro esperienza. Il vero tesoro, infatti, non è quello che i ragazzi immaginavano di trovare, ma qualcosa di più prezioso: la memoria, la storia condivisa, i legami e la possibilità di comprendere ciò che conta davvero. «Il titolo Quello che resta di noi racchiude il senso più profondo del film – spiega Simone Riccioni –. Quando tutto finisce, quando le luci si spengono e le telecamere non stanno più registrando, ciò che rimane sono le scelte che abbiamo fatto, i legami che abbiamo costruito e il modo in cui abbiamo scelto di comportarci con gli altri». Un messaggio che attraversa l’intera pellicola, nella quale gli elementi del giallo, del mistery e del soprannaturale diventano strumenti per affrontare temi attuali, come il rapporto con la propria immagine, la ricerca del successo e il bisogno di essere osservati. «Con Quello che resta di noi abbiamo voluto raccontare una storia che partisse dal mistero e dall’intrattenimento per arrivare a qualcosa di più profondo – sottolinea il regista Emilio Mercanti –. La villa, la contessa e il tesoro sono gli elementi attraverso cui i protagonisti vengono messi davanti alle proprie paure, alle proprie ambizioni e soprattutto alle proprie scelte». La villa diventa così molto più di una semplice ambientazione: è il luogo in cui i personaggi sono costretti a confrontarsi con se stessi e con il valore delle relazioni umane. Una storia di mistero che lascia spazio a una riflessione sull’amicizia, sulla solidarietà e su ciò che rimane quando lo spettacolo finisce. Il legame con il territorio è uno degli elementi centrali del progetto. Il film è stato girato in gran parte a Corridonia e coinvolge numerosi attori marchigiani, molti dei quali hanno intrapreso il percorso professionale dopo aver frequentato la scuola di recitazione Cinema che passione, diretta da Simone Riccioni proprio nella città. Una scelta che valorizza le competenze artistiche locali e offre ai giovani del territorio l’opportunità di misurarsi con una produzione cinematografica. Alla presentazione è intervenuta anche la sindaca Giuliana Giampaoli, che ha sottolineato il legame tra il film e la comunità. «È un piacere presentare quello che non è solo un film, ma un racconto che, oltre ad avere un legame stretto con la nostra città, spinge a una riflessione profonda sul senso della bellezza e sulla necessità di guardarsi dentro. Una riflessione che deve servire come leva per spingerci a un nuovo legame con gli altri, con la comunità». La sindaca ha quindi rivolto, a nome suo e dell’intera città, un augurio di successo al progetto, capace di credere nelle nuove generazioni. Sull’importanza culturale e sociale dell’iniziativa si è soffermato anche l’assessore alla Cultura Massimo Cesca. «In questa società che mette da parte i dubbi c’è bisogno di “testimoni”. Questo film cerca di dare delle risposte senza dover per forza anestetizzare le domande», ha affermato, ringraziando la produzione e i registi per aver scelto Corridonia come luogo delle riprese. «Sono convinto che oggi più che mai il cinema possa essere un volano per la promozione dei nostri territori». Il debutto di Quello che resta di noi è fissato per il 24 ottobre a Roma, nell’ambito del festival Alice nella Città. Nei giorni successivi il film arriverà anche nelle sale della provincia di Macerata, con tre appuntamenti dedicati al pubblico marchigiano. Il 25 ottobre sono previste due proiezioni: alle 18 al Cinema Giometti di Tolentino e alle 20.45 al Cinema Giometti di Matelica. Il giorno successivo, 26 ottobre, sarà la volta del Cinema Multiplex di Macerata, con inizio alle 20.45. Un percorso che parte da Corridonia e porta sul grande schermo una storia capace di intrecciare mistero, crescita personale e relazioni umane, dando spazio anche ai talenti e alle professionalità del territorio. Perché, come suggerisce il titolo, quando le luci si spengono e la scena si svuota, a fare la differenza sono le scelte compiute e i legami che restano.

Eventi

Giochi, escape room, stand-up comedy e IA: al via l'ottava edizione di GameLABS a Macerata

Giochi, escape room, stand-up comedy e IA: al via l'ottava edizione di GameLABS a Macerata

09/10/2026 18:40

Macerata si prepara a una settimana all'insegna del gioco, della socialità e della prevenzione. Dal 12 al 18 ottobre torna il GameLABS – Festival del gioco e sul gioco, giunto all'ottava edizione e pronto a trasformare la sede del LABS, in vicolo Monachesi 9, e la Galleria degli Antichi Forni in spazi dedicati al divertimento e alla condivisione. Tutte le attività sono gratuite, con prenotazione richiesta per alcuni appuntamenti. La manifestazione, organizzata dal LABS – Laboratorio Sociale in collaborazione con il progetto StammiBene e con il patrocinio del Comune di Macerata, propone un calendario che spazia dai giochi da tavolo ai giochi di ruolo, dalle esperienze investigative alle escape room, fino agli incontri sull'intelligenza artificiale e a uno spettacolo di stand-up comedy. L'edizione 2026 segna anche un traguardo significativo: dieci anni di collaborazione tra il LABS e StammiBene, il progetto del Dipartimento Dipendenze Patologiche dell'Ast di Macerata. Un percorso che mette al centro il valore del gioco sano e consapevole come strumento per prevenire le dipendenze, contrastare l'isolamento sociale e rafforzare le relazioni. Il gioco come strumento di socialità e prevenzione Il GameLABS nasce con l'obiettivo di riunire appassionati, associazioni e cittadini attorno a un'esperienza condivisa. Nel corso delle sue otto edizioni, il festival è cresciuto fino a diventare un appuntamento che unisce intrattenimento e attenzione al benessere della comunità. «Con il GameLABS vogliamo ricordare che il gioco non è soltanto un passatempo, ma un'occasione per stare insieme, conoscere nuove persone e condividere esperienze», sottolinea Daniele Benedetti, presidente del LABS. «Per noi il festival rappresenta anche un modo per aprire sempre di più il nostro spazio alla città, coinvolgendo associazioni, volontari e realtà diverse. L'obiettivo non è soltanto far divertire le persone per una settimana, ma creare connessioni e occasioni di incontro che possano continuare anche dopo la fine dell'evento». Il filo conduttore della manifestazione è la promozione di forme di divertimento alternative al gioco d'azzardo, capaci di valorizzare la creatività, la collaborazione e il piacere di partecipare senza puntare su una vincita economica. Giochi da tavolo e di ruolo diventano così occasioni per allenare il pensiero critico, sviluppare capacità relazionali e imparare a confrontarsi con gli altri. L'iniziativa punta inoltre a favorire un rapporto equilibrato con le tecnologie digitali, senza demonizzarle, ma creando opportunità concrete per incontrarsi e condividere esperienze al di fuori degli schermi. Dieci anni insieme al progetto StammiBene La collaborazione con StammiBene rappresenta uno degli elementi centrali dell'edizione 2026. A ricordarne il valore durante la presentazione del festival è stato Massimiliano Cascata, operatore del progetto e rappresentante degli enti del privato sociale coinvolti. Il team StammiBene, attivo nell'ambito del Dipartimento Dipendenze Patologiche dell'Ast di Macerata, opera insieme all'Associazione Glatad e alle cooperative Pars Pio Carosi, Cooss Marche e Berta '80. La rete sostiene il festival fin dalla prima edizione, riconoscendo nel gioco condiviso un fattore di protezione rispetto all'isolamento e ai comportamenti a rischio. In occasione del decimo anno di collaborazione, i partner hanno ribadito il proprio sostegno a un'iniziativa che promuove il gioco sano e lo sviluppo delle life skills, le competenze personali e relazionali utili ad affrontare le situazioni della vita quotidiana. L'attenzione riguarda anche i rischi legati all'uso problematico del digitale e al gioco d'azzardo. Dalle indagini investigative ai giochi di ruolo: le novità del festival A illustrare le attività in programma è stato Mattia Lorenzini, segretario del LABS, che ha evidenziato la varietà delle proposte e il contributo delle associazioni, dei gruppi ludici e dei volontari coinvolti. Tra le esperienze in calendario ci sono Blood on the Clocktower, gioco di deduzione sociale nel quale i partecipanti devono individuare i ruoli nascosti degli altri giocatori, e Sherlock Holmes: Consulente Investigativo, dedicato all'osservazione, al ragionamento e alla risoluzione di enigmi. Il fine settimana si sposterà alla Galleria degli Antichi Forni, dove troveranno spazio escape room, Dungeons & Dragons, giochi da tavolo, gioco del Go e sessioni di gioco di ruolo al buio. Intelligenza artificiale e bias cognitivi al centro del GameTalk Tra gli appuntamenti principali spicca il GameTalk di sabato 17 ottobre, alle 21, alla Galleria degli Antichi Forni, dedicato all'intelligenza artificiale e ai bias cognitivi, ovvero le distorsioni che possono influenzare il modo in cui le persone interpretano le informazioni e prendono decisioni. L'incontro affronterà il tema da prospettive diverse: dal funzionamento tecnico dell'intelligenza artificiale alle sue applicazioni nel lavoro e nell'informazione, passando per il rapporto con il mondo dei giochi e le conseguenze sulle relazioni e sui comportamenti. Si parlerà anche dei limiti dei sistemi di AI, comprese le cosiddette «allucinazioni», cioè la produzione di informazioni apparentemente attendibili ma inesatte o inventate, e dei possibili condizionamenti esercitati dalle nuove tecnologie sulle scelte individuali. Al confronto parteciperanno Flavio Corradini, professore universitario ed ex rettore dell'Università di Camerino; Federica Nardi, consulente specializzata in intelligenza artificiale e business partner de Il Sole 24 Ore; Simone Luciani, game designer italiano autore di giochi da tavolo; e Raffaele Pepi, psicologo e stand-up comedian. L'obiettivo è offrire al pubblico strumenti per comprendere meglio una tecnologia sempre più presente nella quotidianità, riconoscerne opportunità e criticità e sviluppare un approccio informato e consapevole. A seguire, sempre agli Antichi Forni, spazio alla stand-up comedy con uno spettacolo gratuito a cura di Stand-Up Comedy Marche. Una serata che unirà approfondimento e intrattenimento, con comicità dal vivo e uno sguardo ironico sulla realtà quotidiana. Il programma completo del GameLABS 2026 Da lunedì 12 a venerdì 16 ottobre – LABS, vicolo Monachesi 9 Lunedì 12 ottobre, ore 21:30: quiz a premi condotto dal team StammiBene. Martedì 13 ottobre, ore 21:30: giochi da tavolo e Life Skills. Mercoledì 14 ottobre, ore 21: giochi di ruolo, su prenotazione. Giovedì 15 ottobre, ore 21: Blood on the Clocktower, su prenotazione. Venerdì 16 ottobre, ore 21: Sherlock Holmes: Consulente Investigativo, su prenotazione. Sabato 17 ottobre – Galleria degli Antichi Forni Ore 15: escape room. Ore 16: Dungeons & Dragons, su prenotazione. Ore 16: giochi da tavolo e gioco del Go. Ore 21: GameTalk su intelligenza artificiale e bias cognitivi. A seguire: spettacolo di stand-up comedy a cura di Stand-Up Comedy Marche. Domenica 18 ottobre – Galleria degli Antichi Forni Ore 16: GdR al Buio, giochi di ruolo a sorpresa, su prenotazione. Ore 16: giochi da tavolo e gioco del Go. Tutte le attività sono gratuite. Per alcuni appuntamenti è necessaria la prenotazione online tramite Eventbrite, raggiungibile attraverso il QR code presente sulla locandina ufficiale. Il GameLABS si conferma così un'iniziativa costruita grazie alla collaborazione tra associazionismo, volontariato, istituzioni e servizi del territorio. L'invito è rivolto a giocatori esperti, curiosi e cittadini di tutte le età, con l'obiettivo di riscoprire il valore dello stare insieme attraverso il gioco. Informazioni: il festival si svolge dal 12 al 18 ottobre al LABS, in vicolo Monachesi 9, e alla Galleria degli Antichi Forni, in piaggia della Torre 6, a Macerata. Ingresso gratuito, con prenotazione per alcune attività.

Tolentino, torna il DiVento Festival: il figlio di Tarkovskij ospite della settima edizione

Tolentino, torna il DiVento Festival: il figlio di Tarkovskij ospite della settima edizione

09/10/2026 15:30

Il figlio del grande regista Andrej Tarkovskij a Tolentino, un programma tra cinema, musica e poesia e la riapertura di Fabrica City dopo due anni di stop. Sono alcuni degli appuntamenti della settima edizione del diVento Festival, in programma sabato 17 e domenica 18 ottobre a Tolentino, con il tema "Il tempo è quando ci sei tu". Organizzata dall’associazione Tolentino Arte e Cultura, con la direzione artistica del poeta e scrittore Gianfranco Lauretano, la manifestazione propone due giornate di incontri e iniziative dedicate al valore del tempo vissuto attraverso le relazioni, la presenza e l’incontro con gli altri. Nato nel 2019 per contribuire alla rinascita della comunità dopo le ferite del sisma, il festival è diventato negli anni uno spazio di dialogo tra differenti linguaggi artistici. L’edizione 2026 segna anche il ritorno delle attività a Fabrica City, nell’ex deposito della stazione ferroviaria, che ospiterà il programma del sabato. La giornata inaugurale prenderà il via alle 16 di sabato 17 ottobre, con l’apertura del festival affidata a Gianfranco Lauretano. A seguire, spazio al workshop di cinema per adulti e bambini "Quando il cinema bussa alla tua porta". Alle 17.30 è in programma "Dissolvere o scolpire il tempo", dialogo con il poeta e critico Giancarlo Pontiggia e Gianfranco Lauretano. Alle 18.30 il programma proseguirà con "Volevo solo diventare un uomo", un appuntamento dedicato ad Anna Claudi attraverso una tessitura di voci e colori. La giornata si concluderà alle 21.15 con "Il tempo è un bastardo", talk musicale con il cantautore Bianco, artista torinese che ha collaborato, tra gli altri, con Niccolò Fabi, Max Gazzè e Levante. Domenica 18 ottobre il festival si sposterà al Politeama Franco Moschini. Alle 15.30 è previsto l’incontro "Paesaggio: tra permanenza e trasformazione", con Sara Cipolletti, docente alla Scuola di Ateneo di Architettura e Design dell’Università di Camerino. L’attenzione si sposterà poi sul cinema di Andrej Tarkovskij. Alle 17 si terrà l’incontro "Abitare il tempo: l’immagine nell’opera di Andrej Tarkovskij", con la partecipazione del figlio del regista, Andrej Andreevič Tarkovskij, regista e presidente dell’Istituto Internazionale Andrej Tarkovskij. Interverranno anche Andrea Ulivi, editore, docente e fotografo, e Giuseppina Larocca, docente di lingua e letteratura russa all’Università di Macerata. Alle 18 è prevista la proiezione del film "Il cinema come preghiera", documentario dedicato all’opera e alla visione artistica del grande regista russo. La presenza di ospiti provenienti dal mondo della cultura, della musica e dell’università conferma la vocazione multidisciplinare del diVento Festival, che anche quest’anno punta a mettere in relazione arte e comunità, con Tolentino al centro di due giornate di approfondimento e condivisione. La manifestazione è patrocinata dal Comune di Tolentino e dall’Unione Montana dei Monti Azzurri, in collaborazione con l’Ordine degli Architetti della provincia di Macerata, l’Istituto Internazionale Andrej Tarkovskij e Fabrica City.  

Curiosità

Ragazzo di 17 anni riportato a casa: San Severino premia la squadra dei vigili del fuoco

Ragazzo di 17 anni riportato a casa: San Severino premia la squadra dei vigili del fuoco

08/10/2026 12:40

A un mese circa dal delicato intervento conclusosi con il ritorno a casa di un 17enne, il comune di San Severino Marche ha accolto e premiato la squadra dei vigili del fuoco protagonista del soccorso. La cerimonia si è svolta nella Sala del Consiglio di Palazzo Comunale, dove il sindaco Rosa Piermattei ha voluto tributare un riconoscimento all'intero Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco per il lavoro svolto quotidianamente a tutela della comunità. All'incontro hanno partecipato il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Macerata, il primo dirigente ingegner Leonardo Rampino, il Direttore Coordinatore Speciale, ingegner Carlo Iammarino, e i componenti della squadra intervenuta nell'operazione: il capo squadra esperto Michele Sciapichetti, i vigili del fuoco coordinatori Roberto Savoretti e Federico Girolimini e la giovane settempedana Nicoletta Raggi, prima donna vigile del fuoco nella storia di San Severino Marche. Proprio Raggi, insieme ai colleghi, era stata protagonista dell'intervento che aveva permesso di riportare a casa il ragazzo, con sindrome dello spettro autistico, allontanatosi dalla propria abitazione di Villa Potenza. Dopo essere stato individuato dai soccorritori, il 17enne non era stato immediatamente convinto a seguirli. Era stata quindi la giovane vigile del fuoco ad avvicinarsi con cautela, rispettando i suoi tempi e conquistandone progressivamente la fiducia attraverso il dialogo, fino a convincerlo a tornare verso casa e a ricongiungersi con la famiglia. Un approccio basato sulla pazienza e sulla sensibilità che aveva permesso di portare a termine positivamente una fase particolarmente delicata del soccorso. Nel corso della cerimonia, alla presenza anche del comandante della Polizia Locale, vice commissario Adriano Bizzarri, il sindaco Piermattei ha espresso la gratitudine della comunità settempedana all'intero Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco. "Si è colta l'occasione di questa ennesima operazione conclusasi positivamente per tutti per presentare un ringraziamento sentito all'intero Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco da cui la nostra comunità ha ricevuto sempre tantissimo – ha sottolineato il primo cittadino -. Sapere che voi ci siete sempre mette sicurezza e dà tranquillità, anche nelle situazioni più difficili". Piermattei ha quindi consegnato ai componenti della squadra una speciale pergamena di encomio, come riconoscimento per la professionalità, il coraggio e la sensibilità dimostrati nell'intervento e, più in generale, per il servizio quotidiano svolto a tutela della collettività. Un attestato che il Comune ha voluto rivolgere non soltanto ai protagonisti dell'operazione, ma simbolicamente all'intero Corpo dei Vigili del Fuoco, indicato dall'amministrazione come un presidio costante di sicurezza e un esempio di dedizione al bene comune. Al comandante Rampino e all'ingegner Iammarino, infine, il sindaco ha consegnato una guida della città, come segno di accoglienza e di riconoscenza da parte dell'intera comunità di San Severino Marche.

San Severino, al via il corso per il tesserino dei funghi: iscrizioni aperte fino al 31 ottobre

San Severino, al via il corso per il tesserino dei funghi: iscrizioni aperte fino al 31 ottobre

08/10/2026 11:00

Al via le iscrizioni al corso di formazione per il riconoscimento dei funghi epigei organizzato dall'Unione Montana Potenza Esino Musone. L'iniziativa, prevista dalla Legge Regionale n. 18/2022, è rivolta a tutti i cittadini interessati e punta a preparare i partecipanti all'esame necessario per ottenere l'abilitazione alla raccolta dei funghi. Il corso avrà una durata complessiva di 21 ore e si svolgerà nel mese di novembre. Le lezioni in presenza sono state fissate per le serate dell'11, 12, 13, 18, 19, 24 e 25 novembre e si terranno a San Severino Marche, al teatro Italia di via Roma 24. L'obiettivo è fornire ai partecipanti le conoscenze necessarie per affrontare e superare l'esame di abilitazione previsto dalla normativa regionale, passaggio propedeutico e obbligatorio per il successivo rilascio del tesserino che consente la raccolta dei funghi. La partecipazione è aperta a tutti. Nel caso in cui le domande dovessero superare la capienza massima della sala, sarà data priorità ai residenti nei Comuni che fanno parte dell'Unione Montana Potenza Esino Musone. Per iscriversi è necessario compilare l'apposito modulo, richiedibile all'ufficio competente, e inviarlo entro e non oltre il 31 ottobre all'indirizzo email demanio@umpotenzaesino.it. Per ulteriori informazioni e chiarimenti è possibile rivolgersi allo stesso indirizzo di posta elettronica oppure contattare il numero 0733 637245 (interno 6) negli orari di apertura al pubblico degli uffici.

Varie

Rainbow entra nel mercato globale della pubblicità: nuova divisione guidata da Marco Azzani

Rainbow entra nel mercato globale della pubblicità: nuova divisione guidata da Marco Azzani

09/10/2026 19:00

Il gruppo Rainbow, fondato da Iginio Straffi, apre una nuova fase del proprio percorso di crescita ed entra nel mercato globale dell'advertising. Dopo oltre trent'anni di attività nel settore dell'intrattenimento, la società amplia il proprio modello di business con una divisione dedicata alla pubblicità digitale, puntando sulla valorizzazione di contenuti premium e sulla collaborazione con editori, creator e proprietari di contenuti indipendenti. La nuova area di business sarà guidata da Marco Azzani, Executive Vice President, Global Distribution & Advertising, con il supporto di Sara Buluggiu, manager con esperienza internazionale nei settori dei media, della pubblicità digitale e dell'adtech, che ricoprirà il ruolo di Global Head of Advertising. L'obiettivo è costruire una piattaforma pubblicitaria internazionale capace di riunire l'offerta del gruppo e quella di partner esterni, mettendo a disposizione di marchi e centri media un accesso strutturato a un pubblico distribuito su diversi mercati e piattaforme. Una piattaforma internazionale per brand ed editori La strategia parte dalla rete digitale di Rainbow e dalle sue proprietà intellettuali, con l'intenzione di ampliare progressivamente l'offerta attraverso contenuti di terzi. Il progetto punta a riunire publisher, creator e content owner indipendenti in un unico sistema commerciale, così da raggiungere una dimensione adeguata per competere nel mercato pubblicitario internazionale. La distribuzione farà leva su YouTube, canali Fast e piattaforme Connected Tv, con un'offerta che comprende pubblicità programmatica, accordi diretti, sponsorizzazioni e progetti speciali. Il gruppo intende proporre ai brand contesti editoriali qualificati e adatti alla comunicazione pubblicitaria, valorizzando la qualità dei contenuti e il coinvolgimento del pubblico. Per gli editori e i creatori che entreranno nella rete, il modello punta invece a nuove opportunità commerciali, mantenendo l'autonomia editoriale e creativa. "Nel corso degli anni il Gruppo Rainbow ha saputo crescere ed evolvere, portando le proprie storie e i propri contenuti a centinaia di milioni di persone in tutto il mondo - dichiara Marco Azzani -. Oggi trasformiamo questo patrimonio e la solidità della nostra presenza internazionale in un'opportunità di valore per i brand e per i partner media. L'ingresso nell'advertising è un'evoluzione naturale che ci permette di mettere a sistema contenuti premium, audience qualificate e visione globale". Sara Buluggiu alla guida della strategia advertising Il nuovo progetto punta a sviluppare un'offerta che vada oltre le produzioni e le proprietà del gruppo, aggregando progressivamente contenuti e pubblici differenti. Un approccio che, nelle intenzioni della società, consentirà di raggiungere una maggiore scala commerciale e di offrire ai grandi inserzionisti un accesso più ampio a mercati e piattaforme. "Il Gruppo Rainbow sta costruendo una strategia advertising internazionale che parte dalla forza delle proprie ip e delle proprie audience, e nasce con un perimetro più ampio - spiega Sara Buluggiu -. La volontà è creare un modello capace di aggregare publisher, creator e content owner indipendenti, combinando inventory, audience e mercati per raggiungere la scala richiesta dai grandi advertiser globali". Buluggiu sottolinea inoltre che il progetto intende offrire a brand e centri media un'offerta progressivamente multipiattaforma, creando al tempo stesso nuove occasioni di valorizzazione per i proprietari dei contenuti, senza comprometterne identità e indipendenza. Advertising, branded content e creator economy La nuova divisione si affiancherà alle attività già sviluppate dal gruppo nell'ambito televisivo, digitale e dei talent. La struttura guidata da Gian Paolo Tagliavia, Executive Vice President TV, Digital and Talent, segue infatti anche progetti speciali di branded content e iniziative che integrano i marchi all'interno dei contenuti. Un settore ulteriormente rafforzato dalla recente acquisizione della maggioranza di 247 Production, che consolida le competenze del gruppo nella creator economy e nel branded entertainment. L'integrazione tra creatività, talent, produzione e distribuzione rappresenta uno degli elementi su cui Rainbow intende costruire la propria offerta commerciale. Con la nuova area advertising, il gruppo punta quindi ad ampliare le opportunità per i brand e a rafforzare la propria presenza nell'ecosistema internazionale dei media e dell'intrattenimento.

Treia, nuovo bando per gli alloggi popolari: circa 35 appartamenti disponibili in due anni

Treia, nuovo bando per gli alloggi popolari: circa 35 appartamenti disponibili in due anni

08/10/2026 12:10

Treia mette a disposizione delle famiglie in difficoltà una nuova opportunità per accedere agli alloggi di edilizia residenziale pubblica. È stato pubblicato il bando 2026 per la formazione della graduatoria ERP, con le domande che potranno essere presentate fino al 14 novembre 2026. Il provvedimento è rivolto ai nuclei familiari che si trovano in condizioni economiche e abitative difficili. Per il 2026 il limite ISEE è fissato a 14.044 euro, che sale a 16.852,80 euro per i nuclei composti da una sola persona. Per accedere alla graduatoria è inoltre necessario avere la residenza o svolgere attività lavorativa nel Comune di Treia e rispettare gli altri requisiti previsti dal bando. La graduatoria non terrà conto soltanto della situazione economica, ma anche delle condizioni familiari e abitative. Sono previsti punteggi legati, tra gli altri fattori, al numero dei componenti del nucleo, alla presenza di minori, anziani o persone con disabilità, alle famiglie monoparentali e a particolari situazioni di disagio abitativo. Punteggi aggiuntivi saranno riconosciuti anche a chi vive in alloggi impropri, antigienici o inadeguati oppure è costretto a lasciare la propria abitazione per specifici provvedimenti. A sottolineare l'importanza del nuovo bando è il sindaco Franco Capponi, che evidenzia il lavoro portato avanti dall'amministrazione negli ultimi anni per aumentare l'offerta abitativa. In particolare, il Comune ha potuto mettere a disposizione gli alloggi sostitutivi acquistati dopo il sisma del 2016, che si sono progressivamente liberati con il rientro nelle abitazioni originarie delle famiglie: sono almeno 26 gli appartamenti interessati. A questi si aggiungono 8 nuovi alloggi realizzati grazie alla vittoria di un bando PNRR. "La disponibilità e l'assegnazione di circa 35 alloggi in due anni è un evento straordinario per il nostro comune ed uno degli obiettivi più ambiziosi raggiunti da questa amministrazione", sottolinea Capponi, spiegando che il nuovo bando consentirà ora di formare la graduatoria per gli appartamenti che saranno disponibili a breve. "Lo abbiamo fatto con l'obiettivo di dare una risposta al bisogno abitativo e offrire alle famiglie che ne hanno diritto una soluzione dignitosa e sostenibile", aggiunge il sindaco, auspicando anche nuove risorse attraverso il Piano alloggi sociali del Piano casa. Sul tema interviene anche l'assessora ai Servizi sociali Camilla Palmieri: "Sappiamo che per molte famiglie l'affitto è una spesa difficile da sostenere. Con questo bando vogliamo dare un sostegno soprattutto a chi si trova in maggiore difficoltà e ha bisogno di un aiuto per continuare a sostenere il costo della propria abitazione". La domanda deve essere presentata attraverso l'apposito modello, disponibile all'Ufficio Servizi Sociali del Comune di Treia, in Piazza della Repubblica 15, e sul sito istituzionale dell'ente. Può essere consegnata a mano, previo appuntamento, oppure inviata tramite raccomandata con ricevuta di ritorno o tramite PEC all'indirizzo protocollo@pec.comune.treia.mc.it. Alla domanda dovranno essere allegati l'ISEE 2026 e la relativa DSU, oltre alla documentazione richiesta in relazione alla situazione personale e familiare. Chi intende ottenere i punteggi previsti per specifiche condizioni abitative o familiari dovrà presentare anche la relativa documentazione. Una volta concluse le verifiche, il Comune procederà alla formazione della graduatoria provvisoria, che sarà pubblicata per 15 giorni durante i quali gli interessati potranno presentare eventuali osservazioni. Successivamente verrà approvata la graduatoria definitiva, che resterà valida per due anni. Gli alloggi saranno assegnati seguendo l'ordine della graduatoria e tenendo conto della disponibilità degli appartamenti e della composizione dei nuclei familiari. Per informazioni è possibile contattare l'Ufficio Servizi Sociali ai numeri 0733 218730, 0733 218731 e 0733 218752, oppure scrivere a servizisociali@comune.treia.mc.it. Il bando completo e il modello per presentare la domanda sono disponibili sul sito del Comune di Treia.

Copyright © 2020 Picchio News s.r.l.s | P.IVA 01914260433
Registrazione al Tribunale di Macerata n. 4235/2019 R.G.N.C. - n. 642/2020 Reg. Pubbl. - n. 91 Cron.