Sanità, Calcinaro ordina l’Ast esegue? Così Macerata non fa ombra a Fermo
Sanità
28/09/2026 11:00

Sanità, Calcinaro ordina l’Ast esegue? Così Macerata non fa ombra a Fermo

Potremmo chiamarla sindrome del tertium non datur che attanaglia il nostro presidente della Regione e il sindaco di Macerata che hanno mollato la presa sul futuro. In sanità è particolarmente grave perché la programmazione è essenziale e c’è qualcuno, l’assessore Paolo Calcinaro, che invece ha intenzione di durare e coltiva il suo orto elettorale lasciando che attorno il resto del territorio inaridisca. La situazione a Macerata in particolare e nella Ast 3 in generale è preoccupante, ma a quanto pare la salute dei cittadini è diventata da queste parti una sine-cura. La dimostrazione emergente è il taglio degli interventi chirurgici a Macerata, ospedale ormai vetusto che viene piano piano spolpato di specialità a beneficio di Civitanova Marche che non solo è il capoluogo di fatto dove il partito di Acquaroli ha ormai del tutto perduto la presa, ma è anche la città dove operava da medico la direttrice sanitaria dottoressa Daniela Corsi – è noto che la Corsi è stata bocciata fino in Cassazione come direttore generale perché non aveva i titoli - che non può dirsi certo indipendente dalla politica e quindi subisce le pressioni di Calcinaro senza colpo ferire. Del pari Alessandro Marini, che della Ast 3 è direttore generale, non ha dato certo prova di amare Macerata visto che nell’atto aziendale varato in agosto solo Civitanova sale d’importanza e di reparti. La domanda è: Paolo Calcinaro ha deciso che l’ospedale di Macerata non si fa più perché partendo tra poche settimane il nuovissimo nosocomio di Campiglione di Fermo lui vuole promuovere quel presidio sanitario là dove ha il suo feudo elettorale? Non ci sono prove, ma il taglio delle chirurgie a Macerata è un indizio pesante. Del resto tanto la Corsi quanto e soprattutto Marini che tutti sanano che vuole tornarsene ad Ancona e dunque non può mettersi di traverso all’assessore hanno annunciato che la situazione finanziaria della Ast 3 è alquanto precaria e dunque bisogna stare allineati e coperti. Macerata è tornata a essere la cenerentola della sanità regionale, ma a quanto pare a nessuno interessa. E forse un motivo c’è. Al di là dei proclami dei partiti che hanno fatto spallucce non avere alcun consigliere regionale espresso dal capoluogo porta a queste conseguenze. Il presidente Francesco Acquaroli – giunto all’irripetibile mandato: il secondo – sta lavorando a consolidare la propria immagine e a portare risultati immediati dacché le elezioni politiche s’intravvedono tra meno di un anno e quindi la tanto decantata “filiera” Ancona-Roma potrebbe grippare. Così ha “mollato” alcuni obbiettivi. In primis la sanità in mano a Paolo Calcinaro che di certo non è organico al Centrodestra. Anzi si sussurra che a palazzo Raffaello più volte abbia apostrofato Acquaroli con ruvida presa di distanza politica. Non a caso Calcinaro ha provenienza politica opposta a quella della giunta regionale e la sua è una affiliazione più di convenienza che di appartenenza il che dimostra come il Centrodestra ed in particolare Fratelli d’Italia che fanno della fedeltà (anche al capo) un discrimine imprescindibile non abbia sul territorio quadri dirigenti all’altezza. Basta vedere la miserrima figura che sta facendo il Centrodestra a Civitanova dove peraltro opera il segretario provinciale dei “Fratelli” Massimo Belvederesi. Non a caso Arianna Meloni e Giovanni Donzelli sono da settimane chiusi in conclave per offrire a Giorgia Meloni una lista di candidature presentabili. In questo contesto Paolo Calcinaro più che occuparsi della sanità si preoccupa dell’assistenza ai suoi feudi attraverso la spesa sanitaria che – va ricordato – assorbe il 78% del bilancio regionale. Dire che da Saltamartini a Calcinaro si è fatto un salto nel buio nella qualità dei servizi offerti è sottostimare quello che è accaduto. La relazione della Corte dei Conti sulla sanità marchigiana a fine 2025 al proposito è esemplificativa. Converrà ricordare che i giudici contabili hanno evidenziato come nel 2025 le cure inevase siano arrivate a 110 mila da 85 mila che erano l’anno prima, come circa il 10% dei cittadini rinuncino a curarsi, come il tasso di mobilità passiva sia incrementato (cioè i marchigiani vanno fuori regione a curarsi) il che determina che “il saldo è peggiorato da meno 48,69 milioni del bilancio 2024 a meno 52,95 milioni del 2025”. Giusto per memoria: sono soldi dei cittadini marchigiani che sono, per dirla alla napoletana, cornuti e mazziati: pagano le tasse per essere curati, poi si devono rivolgere ad altri ospedali e ripagano con le tasse il conto della trasferta! A dispetto dello stesso Acquaroli che sulla sanità ha costruito alla prima elezione. Che Calcinaro si curi solo di Fermo e Ascoli è nelle cose. A fine anno si inaugura il nuovo ospedale di Fermo ad Ascoli c’è il massimo sforzo sulle case di comunità e si potrebbe dare un’occhiata a certi concorsi con un’informata di primari senza precedenti. Calcinaro accortosi che le liste d’attesa erano chilometriche ha preteso il lavoro anche domenicale degli specialisti, ha tolto alcuni paletti alle prestazioni, si è inventato l’overbooking che a detta dei medici è un disastro e ha raggiunto un risultato: ha aumentato le prestazioni di circa 75 mila visite in più tra marzo e luglio. Ma anche qui c’è un dato che suona d’allarme per Corsi e Marini e che non consente loro di opporsi a nessun disegno di Calcinaro: Macerata è ultimissima nello smaltimento delle liste d’attesa. Qualcosa vorrà dire? Al netto del fatto che ad Ascoli piovono primari e Fermo sale chirurgiche. Non va trascurato che nel 2025 il Murri ha festeggiato il record d’interventi, 4686, e che da settembre 2025 è in funzione il robot chirurgico che è stato negato all’Ospedale di Macerata. A dimostrazione che è tra Fermo e Ascoli – data l’intangibilità di Torrette - che l’attuale assessore alla sanità vuole rafforzare il suo consenso e data la ristrettezza di risorse c’è la totale dimenticanza dell’ospedale di Macerata come nuovo polo d’eccellenza. Anzi c’è un costante peggioramento nell’assistenza e un deterioramento inesorabile della centralità del nosocomio. Tutto questo nel più totale silenzio di Sandro Parcaroli. Non deve essere stato informato che fare il Sindaco comporta oltre all’onere di fare pace con la lingua italiana il che lo pone in contrasto con il leghista, come lui, ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara che invece sull’italico idioma costruisce e giustamente un progetto di governo, anche quello di essere la prima autorità sanitaria del Comune. Ma ora avrà un capo di gabinetto – forse il sindaco si scorda ti tirare lo scarico e ha bisogno di questo ausilio? Chissà se per l’acquisto della carta igienica ci si conformerà al modello lucchetto; gara d’appalto al ribasso e immediata revisione prezzi in aumento - che potrebbe fargli notare che stanno svuotando le chirurgie a Macerata. Ma è solo l’ultimo episodio che dimostra l’assoluta ininfluenza di Macerata nelle politiche e nella gestione della Sanità. Oddio anche Parcaroli è in preda alla sindrome del tertium non datur per cui si occupa più di sé (c’è chi dice che punti ad un seggio romano anche se i ridotti consensi della Lega lo rendono complicato) che della città. E questo forse non è necessariamente un male. Disse lo sventurato che se non avessimo avuto il nuovo ospedale entro il 2026 si sarebbe incatenato. Lui gira libero, ma l’ospedale non solo non c’è, non ci sono proprio i presupposti. Tranne uno: l’abnorme e inspiegabile – in realtà a pensar male sarebbe spiegabilissimo - dimensionamento dell’area su cui dovrebbe sorgere l’ospedale. Si parla di 23 ettari, in realtà ne servono meno di 10 e cinque consiglieri – tra cui i due ex assessori Silvano Iommi e Laura Laviano – hanno chiesto perché fare un regalo ai privati espropriando così tanta area agricola quando non ve ne è necessità? La Regione per togliere d’imbarazzo ha risposto: 9 ettari servono solo per le corsie, il resto – come ha sostenuto, e non se ne comprende il motivo, anche l’ex consigliere di minoranza del Pd ed ex sindaco Romano Carancini – per servizi, case d’accoglienza e via argomentando. Resta però che quella risposta è l’unico e ultimo atto sin qui compiuto dalla Regione sul nuovo ospedale di Macerata che pare il matrimonio di Renzo e Lucia: non s’ha da fare né domani né mai. Sandro Parcaroli – che appare sempre di più Sindaco a sua insaputa – prima o poi dovrà affrontare la mozione promossa da Iommi & Co che l’hanno sospesa in attesa del triangolare Comune-Provincia-Regione sull’ospedale e sarà complicato spiegare che faremo il grande nosocomio se di fronte al taglio delle chirurgie non ha detto un fiato. Così come sarà complicato per Francesco Acquaroli e per Fratelli d’Italia spiegare perché Paolo Calcinaro possa fare il bello e il cattivo tempo senza tener conto del peso dei territori. L’operazione è delicata: forse converrà affidarsi ai chirurghi di Fermo!

Sanità, Calcinaro ordina l’Ast esegue? Così Macerata non fa ombra a Fermo

Sanità, Calcinaro ordina l’Ast esegue? Così Macerata non fa ombra a Fermo
28/09/2026 11:00

Potremmo chiamarla sindrome del tertium non datur che attanaglia il nostro presidente della Regione e il sindaco di Macerata che hanno mollato la presa sul futuro. In sanità è particolarmente grave perché la programmazione è essenziale e c’è qualcuno, l’assessore Paolo Calcinaro, che invece ha intenzione di durare e coltiva il suo orto elettorale lasciando che attorno il resto del territorio inaridisca. La situazione a Macerata in particolare e nella Ast 3 in generale è preoccupante, ma a quanto pare la salute dei cittadini è diventata da queste parti una sine-cura. La dimostrazione emergente è il taglio degli interventi chirurgici a Macerata, ospedale ormai vetusto che viene piano piano spolpato di specialità a beneficio di Civitanova Marche che non solo è il capoluogo di fatto dove il partito di Acquaroli ha ormai del tutto perduto la presa, ma è anche la città dove operava da medico la direttrice sanitaria dottoressa Daniela Corsi – è noto che la Corsi è stata bocciata fino in Cassazione come direttore generale perché non aveva i titoli - che non può dirsi certo indipendente dalla politica e quindi subisce le pressioni di Calcinaro senza colpo ferire. Del pari Alessandro Marini, che della Ast 3 è direttore generale, non ha dato certo prova di amare Macerata visto che nell’atto aziendale varato in agosto solo Civitanova sale d’importanza e di reparti. La domanda è: Paolo Calcinaro ha deciso che l’ospedale di Macerata non si fa più perché partendo tra poche settimane il nuovissimo nosocomio di Campiglione di Fermo lui vuole promuovere quel presidio sanitario là dove ha il suo feudo elettorale? Non ci sono prove, ma il taglio delle chirurgie a Macerata è un indizio pesante. Del resto tanto la Corsi quanto e soprattutto Marini che tutti sanano che vuole tornarsene ad Ancona e dunque non può mettersi di traverso all’assessore hanno annunciato che la situazione finanziaria della Ast 3 è alquanto precaria e dunque bisogna stare allineati e coperti. Macerata è tornata a essere la cenerentola della sanità regionale, ma a quanto pare a nessuno interessa. E forse un motivo c’è. Al di là dei proclami dei partiti che hanno fatto spallucce non avere alcun consigliere regionale espresso dal capoluogo porta a queste conseguenze. Il presidente Francesco Acquaroli – giunto all’irripetibile mandato: il secondo – sta lavorando a consolidare la propria immagine e a portare risultati immediati dacché le elezioni politiche s’intravvedono tra meno di un anno e quindi la tanto decantata “filiera” Ancona-Roma potrebbe grippare. Così ha “mollato” alcuni obbiettivi. In primis la sanità in mano a Paolo Calcinaro che di certo non è organico al Centrodestra. Anzi si sussurra che a palazzo Raffaello più volte abbia apostrofato Acquaroli con ruvida presa di distanza politica. Non a caso Calcinaro ha provenienza politica opposta a quella della giunta regionale e la sua è una affiliazione più di convenienza che di appartenenza il che dimostra come il Centrodestra ed in particolare Fratelli d’Italia che fanno della fedeltà (anche al capo) un discrimine imprescindibile non abbia sul territorio quadri dirigenti all’altezza. Basta vedere la miserrima figura che sta facendo il Centrodestra a Civitanova dove peraltro opera il segretario provinciale dei “Fratelli” Massimo Belvederesi. Non a caso Arianna Meloni e Giovanni Donzelli sono da settimane chiusi in conclave per offrire a Giorgia Meloni una lista di candidature presentabili. In questo contesto Paolo Calcinaro più che occuparsi della sanità si preoccupa dell’assistenza ai suoi feudi attraverso la spesa sanitaria che – va ricordato – assorbe il 78% del bilancio regionale. Dire che da Saltamartini a Calcinaro si è fatto un salto nel buio nella qualità dei servizi offerti è sottostimare quello che è accaduto. La relazione della Corte dei Conti sulla sanità marchigiana a fine 2025 al proposito è esemplificativa. Converrà ricordare che i giudici contabili hanno evidenziato come nel 2025 le cure inevase siano arrivate a 110 mila da 85 mila che erano l’anno prima, come circa il 10% dei cittadini rinuncino a curarsi, come il tasso di mobilità passiva sia incrementato (cioè i marchigiani vanno fuori regione a curarsi) il che determina che “il saldo è peggiorato da meno 48,69 milioni del bilancio 2024 a meno 52,95 milioni del 2025”. Giusto per memoria: sono soldi dei cittadini marchigiani che sono, per dirla alla napoletana, cornuti e mazziati: pagano le tasse per essere curati, poi si devono rivolgere ad altri ospedali e ripagano con le tasse il conto della trasferta! A dispetto dello stesso Acquaroli che sulla sanità ha costruito alla prima elezione. Che Calcinaro si curi solo di Fermo e Ascoli è nelle cose. A fine anno si inaugura il nuovo ospedale di Fermo ad Ascoli c’è il massimo sforzo sulle case di comunità e si potrebbe dare un’occhiata a certi concorsi con un’informata di primari senza precedenti. Calcinaro accortosi che le liste d’attesa erano chilometriche ha preteso il lavoro anche domenicale degli specialisti, ha tolto alcuni paletti alle prestazioni, si è inventato l’overbooking che a detta dei medici è un disastro e ha raggiunto un risultato: ha aumentato le prestazioni di circa 75 mila visite in più tra marzo e luglio. Ma anche qui c’è un dato che suona d’allarme per Corsi e Marini e che non consente loro di opporsi a nessun disegno di Calcinaro: Macerata è ultimissima nello smaltimento delle liste d’attesa. Qualcosa vorrà dire? Al netto del fatto che ad Ascoli piovono primari e Fermo sale chirurgiche. Non va trascurato che nel 2025 il Murri ha festeggiato il record d’interventi, 4686, e che da settembre 2025 è in funzione il robot chirurgico che è stato negato all’Ospedale di Macerata. A dimostrazione che è tra Fermo e Ascoli – data l’intangibilità di Torrette - che l’attuale assessore alla sanità vuole rafforzare il suo consenso e data la ristrettezza di risorse c’è la totale dimenticanza dell’ospedale di Macerata come nuovo polo d’eccellenza. Anzi c’è un costante peggioramento nell’assistenza e un deterioramento inesorabile della centralità del nosocomio. Tutto questo nel più totale silenzio di Sandro Parcaroli. Non deve essere stato informato che fare il Sindaco comporta oltre all’onere di fare pace con la lingua italiana il che lo pone in contrasto con il leghista, come lui, ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara che invece sull’italico idioma costruisce e giustamente un progetto di governo, anche quello di essere la prima autorità sanitaria del Comune. Ma ora avrà un capo di gabinetto – forse il sindaco si scorda ti tirare lo scarico e ha bisogno di questo ausilio? Chissà se per l’acquisto della carta igienica ci si conformerà al modello lucchetto; gara d’appalto al ribasso e immediata revisione prezzi in aumento - che potrebbe fargli notare che stanno svuotando le chirurgie a Macerata. Ma è solo l’ultimo episodio che dimostra l’assoluta ininfluenza di Macerata nelle politiche e nella gestione della Sanità. Oddio anche Parcaroli è in preda alla sindrome del tertium non datur per cui si occupa più di sé (c’è chi dice che punti ad un seggio romano anche se i ridotti consensi della Lega lo rendono complicato) che della città. E questo forse non è necessariamente un male. Disse lo sventurato che se non avessimo avuto il nuovo ospedale entro il 2026 si sarebbe incatenato. Lui gira libero, ma l’ospedale non solo non c’è, non ci sono proprio i presupposti. Tranne uno: l’abnorme e inspiegabile – in realtà a pensar male sarebbe spiegabilissimo - dimensionamento dell’area su cui dovrebbe sorgere l’ospedale. Si parla di 23 ettari, in realtà ne servono meno di 10 e cinque consiglieri – tra cui i due ex assessori Silvano Iommi e Laura Laviano – hanno chiesto perché fare un regalo ai privati espropriando così tanta area agricola quando non ve ne è necessità? La Regione per togliere d’imbarazzo ha risposto: 9 ettari servono solo per le corsie, il resto – come ha sostenuto, e non se ne comprende il motivo, anche l’ex consigliere di minoranza del Pd ed ex sindaco Romano Carancini – per servizi, case d’accoglienza e via argomentando. Resta però che quella risposta è l’unico e ultimo atto sin qui compiuto dalla Regione sul nuovo ospedale di Macerata che pare il matrimonio di Renzo e Lucia: non s’ha da fare né domani né mai. Sandro Parcaroli – che appare sempre di più Sindaco a sua insaputa – prima o poi dovrà affrontare la mozione promossa da Iommi & Co che l’hanno sospesa in attesa del triangolare Comune-Provincia-Regione sull’ospedale e sarà complicato spiegare che faremo il grande nosocomio se di fronte al taglio delle chirurgie non ha detto un fiato. Così come sarà complicato per Francesco Acquaroli e per Fratelli d’Italia spiegare perché Paolo Calcinaro possa fare il bello e il cattivo tempo senza tener conto del peso dei territori. L’operazione è delicata: forse converrà affidarsi ai chirurghi di Fermo!

Cronaca

Uno rifiuta l'alcoltest, altri due erano alla guida (di auto e moto) dopo aver bevuto: addio patente

Uno rifiuta l'alcoltest, altri due erano alla guida (di auto e moto) dopo aver bevuto: addio patente

28/09/2026 19:10

Rifiuta di sottoporsi all’alcoltest e si ritrova con la patente ritirata e l’auto sottoposta a sequestro amministrativo. È quanto accaduto a un 59enne residente a Treia, denunciato dai carabinieri della Compagnia di Macerata nell’ambito dei controlli sulla sicurezza stradale. Complessivamente sono state tre le persone denunciate per guida in stato di ebbrezza negli ultimi giorni tra Pollenza, Macerata e Monte San Giusto. A Pollenza, i carabinieri della locale stazione hanno fermato il 59enne nel centro abitato mentre era alla guida della propria autovettura. L'uomo si è rifiutato di sottoporsi all'accertamento mediante etilometro. Per lui è scattato il ritiro immediato della patente, mentre il veicolo è stato sottoposto a sequestro amministrativo e affidato a una depositeria convenzionata. A Macerata, invece, i militari della Sezione Radiomobile hanno denunciato un 64enne del posto, fermato alla guida del proprio motoveicolo. Gli accertamenti hanno evidenziato un tasso alcolemico di 0,86 grammi per litro, superiore al limite consentito. Anche in questo caso è stata ritirata la patente di guida. Il terzo episodio si è verificato a Monte San Giusto, dove i carabinieri della locale stazione hanno fermato un 43enne residente in paese mentre era alla guida della propria automobile. Il controllo con l'etilometro ha rilevato un tasso alcolemico di 1,12 g/l (più del doppio rispetto al limite). Anche per lui è scattato il ritiro della patente.  

Recanati, sedicenne cade con la moto: trasportato in eliambulanza a Torrette

Recanati, sedicenne cade con la moto: trasportato in eliambulanza a Torrette

28/09/2026 16:30

È stato trasferito in eliambulanza all'ospedale regionale di Torrette, ad Ancona, in codice rosso, il sedicenne rimasto coinvolto in un incidente a Recanati. Il giovane è stato soccorso dopo essere caduto con la moto lungo la discesa dell'ex campo sportivo, nel tratto che conduce al parcheggio situato sotto il Comune. L'incidente si è verificato dopo che il ragazzo aveva imboccato via Emanuela Loi, provenendo da via Battisti. Per cause ancora in fase di accertamento, il sedicenne avrebbe perso il controllo della moto mentre percorreva il tratto in discesa.  Il giovane ha riportato diversi traumi e, considerate le lesioni e la dinamica dell'incidente, è stato disposto il trasferimento d'urgenza in ospedale. L'eliambulanza è atterrata nell'area del parcheggio del centro cittadino, dove il ragazzo è stato preso in carico dai soccorritori e successivamente trasportato al nosocomio di Torrette. Restano da chiarire le cause che hanno portato alla perdita di controllo della moto.

Attualità

Ex Banca Marche, aggiudicati i lavori: nasce la nuova sede della Biblioteca Valentiniana di Camerino

Ex Banca Marche, aggiudicati i lavori: nasce la nuova sede della Biblioteca Valentiniana di Camerino

28/09/2026 15:46

Une dell’intervento di restauro e adeguamento funzionale dell’edificio dell’ex Banca Marche, destinato a diventare la nuova sede della storica biblioteca cittadina. L’intervento è previsto e finanziato nell’ambito dell’Ordinanza speciale 4/2021 della Struttura commissariale per la ricostruzione e rappresenta uno dei tasselli del più ampio percorso di ricostruzione e rilancio del centro storico di Camerino. I lavori sono stati aggiudicati alla Apulia srl, operatore economico che ha presentato la migliore offerta, con un ribasso del 24,859%. La proposta di aggiudicazione è stata sottoposta al controllo preventivo dell’Anac, che ha espresso parere positivo, consentendo così di proseguire con il successivo iter previsto per l’affidamento dell’intervento. Si tratta di un passaggio importante dopo un percorso amministrativo articolato, che ha visto prima l’indagine di mercato finalizzata all’individuazione di dieci imprese e successivamente la procedura negoziata per l’affidamento dei lavori, sulla base del progetto esecutivo approvato l’11 febbraio scorso. L’intervento sull’ex Banca Marche assume un valore particolare anche alla luce dell’incremento delle risorse disponibili. Come spiegato dal sindaco di Camerino Roberto Lucarelli, il progetto inizialmente presentava una significativa carenza di finanziamenti, poi superata grazie a un incremento del contributo di circa 5 milioni di euro. «È un punto importante che chiude un percorso amministrativo complesso e lungo grazie al lavoro del commissario straordinario – sottolinea Lucarelli – per un progetto che prevedeva inizialmente una carenza importante di risorse e che ha visto poi il risultato di un aumento del contributo di circa 5 milioni. Siamo quindi arrivati a 7 milioni e 100 mila euro per l’intervento totale che riguarda l’edificio ex Banca Marche». Ora il prossimo passaggio sarà la consegna dei lavori e l’apertura del cantiere. «Si tratta di un passo fondamentale verso quello che poi a breve diventerà un cantiere, con la consegna dei lavori e con l’inizio vero e proprio – aggiunge il sindaco –. Grazie all’impegno di tutti, in particolare degli uffici che in questi giorni si sono dati molto da fare per arrivare a questo obiettivo. Andiamo avanti, dunque, anche sulla strada della ricostruzione pubblica».  

San Severino Marche, al via i lavori per il nuovo ponte sulla Septempedana

San Severino Marche, al via i lavori per il nuovo ponte sulla Septempedana

26/09/2026 18:00

Sono iniziati a San Severino Marche (Mc) i lavori per la realizzazione del nuovo ponte lungo la strada statale 361 “Septempedana”, un intervento destinato a risolvere una delle principali criticità della viabilità cittadina e a migliorare la sicurezza lungo uno dei collegamenti più importanti tra Marche e Umbria. L'opera è finanziata nell'ambito degli interventi per il recupero del tessuto socio-economico delle aree colpite dal sisma, previsti dall'ordinanza commissariale 137 del 2023, e rappresenta un tassello strategico del progetto di potenziamento delle infrastrutture dell'entroterra. «Con l'apertura del cantiere si entra nella fase operativa di un'opera attesa da anni, frutto della intensa collaborazione tra enti, aspetto che rende l’intervento ancor più importante - conferma il commissario straordinario, Guido Castelli -. Comune, Struttura commissariale, Usr e la Regione guidata dal presidente Acquaroli hanno agito in sinergia attraverso uno specifico Accordo di Programma finalizzato a garantire il completamento dell'intervento e la piena copertura delle risorse necessarie. L'obiettivo è quello di eliminare una criticità storica della viabilità severinate, migliorare l'accessibilità all'area urbana e all'ospedale cittadino e rafforzare i collegamenti strategici tra la vallata del Potenza e le aree interne colpite dal terremoto». «L'avvio di questo cantiere rappresenta un momento storico e di straordinaria importanza per la nostra città e per tutto il territorio – dichiara il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei –. Finalmente diamo il via a un'opera attesa da anni, fondamentale per cancellare una volta per tutte una criticità viaria che penalizzava la circolazione, la sicurezza dei nostri concittadini e l'accesso ai servizi essenziali, a partire dall'ospedale. Voglio ringraziare vivamente il commissario straordinario Guido Castelli, il presidente della Regione Francesco Acquaroli e gli uffici regionali e comunali per la straordinaria sinergia istituzionale che ci ha permesso di unire gli sforzi, raddoppiare gli obiettivi e sbloccare le risorse necessarie. Questo traguardo dimostra che lavorando in squadra si possono superare gli ostacoli e dare risposte concrete alla nostra comunità e alla ripartenza delle aree interne». L'intervento interessa dunque il cosiddetto Ponte dell'Intagliata, dove l'attuale carreggiata subisce un restringimento che provoca rallentamenti, code e situazioni di potenziale pericolo per automobilisti e pedoni. Il nuovo collegamento consentirà di superare questa strozzatura trasferendo il traffico su una nuova infrastruttura moderna, progettata per accogliere entrambe le corsie di marcia e garantire standard di sicurezza più elevati. Nel corso della progettazione, attraverso il confronto tra gli enti coinvolti e il gestore della strada, si è deciso di andare oltre l'impostazione iniziale dell'intervento. La nuova soluzione ha infatti consentito di unificare in un unico progetto funzionale i due stralci previsti originariamente, realizzando un attraversamento dimensionato sin da subito per entrambe le direzioni di marcia e predisponendo il completo trasferimento della viabilità sul nuovo tracciato. Una scelta che permetterà di ottenere benefici immediati in termini di fluidità del traffico e sicurezza stradale. Per rendere possibile questa soluzione, il quadro economico dell'opera è stato adeguato fino a raggiungere l'importo complessivo di 1,9 milioni di euro. Alla copertura finanziaria concorrono sia la Struttura commissariale, con un finanziamento di 1,25 milioni di euro, sia la Regione Marche, che ha stanziato ulteriori 650.000 euro attraverso la legge di assestamento di bilancio 2025. L'intervento prevede la realizzazione di una nuova bretella stradale, di un nuovo ponte sul fosso dell'Intagliata, del collegamento con la rotatoria esistente e della nuova rampa di accesso proveniente dal centro abitato.

Politica

Giovani del Pd dicono no alla guerra con la Russia: c'è ancora speranza

Giovani del Pd dicono no alla guerra con la Russia: c'è ancora speranza

27/09/2026 11:30

Nei giorni scorsi, si è scatenato un vero e proprio linciaggio mediatico a reti unificate contro alcuni giovani del Partito Democratico che hanno coraggiosamente preso posizione contro la guerra e addirittura celebrato il comunismo storico novecentesco. Nel loro intervento, alcuni di questi ragazzi disallineati rispetto al verbo unico della globalizzazione neoliberale si sono detti contrari alla guerra contro la Russia e hanno addirittura dichiarato di essere pronti a organizzare la diserzione. Come se non bastasse, violando l'etichetta di quel Partito Democratico che rappresenta non già la continuazione, bensì la tomba del pensiero e dell'azione di Marx e di Gramsci, hanno fatto professione di comunismo, rinnegando in toto l'ordine simbolico neo-liberale dominante. Che la destra li abbia derisi e scherniti, non stupisce: essa vede il nome del comunismo come Superman vede la kryptonite. È, da sempre, la parte che supporta la società così com'è. Che anche larga parte della sinistra abbia agito egualmente, dovrebbe destare qualche riflessione critica: come non mi stanco di sottolineare, la sinistra, o meglio la sinistrash, facendosi indistinguibile dalla destra stessa, ha aderito al pensiero unico della globalizzazione liberale e imperialistica. È divenuta ciò che un tempo combatteva, facendosi in tutto e per tutto guardia arcobaleno della globalizzazione neoliberale. La neo-sinistra post-comunista ha prodotto a propria immagine e somiglianza un presepe deplorevole – o, se si preferisce, un inferno dantesco –, popolato da radical chic tediati e da megalomani del leaderismo, da neofiti zelanti e da boriosi convertiti sulla via di Damasco, da pentiti per puro opportunismo, da “servi volontari”, da gatekeepers di professione e da Mattia Pascal la cui irresponsabilità è pari solo al cinismo: una tribù altamente differenziata al proprio interno, ma i cui abitatori sono accomunati dal transito, convinto o rassegnato, alla difesa della parte che un tempo combattevano e, sinergicamente, dall’abbandono, per inconsapevole oblio o per rivendicata volontà, di una storia e di una tradizione che avevano dato voce e organizzazione agli ultimi e ai loro desideri di migliori libertà. A cagione di ciò, oggi la sinistra appare, se mai è possibile, ancor più spregevole della destra: quest'ultima, in quanto parte della apologia dello status quo, non ha deluso, rivelandosi sempre all'altezza delle aspettative. La sinistra, invece, ha rinnegato ciò che era per diventare ciò che combatteva, assumendo lo sguardo di chi, in alto, ci odia. Sentire dei giovani che ripudiano la guerra e che ugualmente respingono il discorso unico della globalizzazione neoliberale ci segnala incontrovertibilmente che l'encefalogramma della società non è ancora del tutto piatto e che qualche bagliore di speranza, dopo tutto, sopravvive. L'opposizione alla guerra e all'imperialismo è un punto saldo, a cui tutti dovrebbero aderire, soprattutto i cittadini comuni, quelli che, per inciso, in caso di guerra, verranno mandati al fronte a sacrificarsi per i sacri valori dell'Occidente, cioè il mercato, la competitività, il nichilismo. Per quel che riguarda, poi, il richiamo al comunismo, esso potrà apparire vintage e naturalmente la parola non gode oggi, nell'epoca post1989, di grande forza attrattiva: lo si potrà, allora, chiamare comunitarismo, socialismo o in molti altri modi ancora, ma, mutato nomine, resta la sostanza, ossia la sacrosanta esigenza di una rettifica della società iniqua in cui siamo incagliati, vale a dire il desiderio di migliori libertà e di ulteriorità nobilitanti rispetto alla lotta per la sopravvivenza innalzata a solo stile di vita. Con le parole di Bertolt Brecht, è la semplicità che è difficile a farsi. Forse - auspicabilmente - non tutto è perduto.

Macerata, tagliare la chirurgia per salvare i conti. E la telemedicina resta al palo

Macerata, tagliare la chirurgia per salvare i conti. E la telemedicina resta al palo

26/09/2026 17:30

Le elezioni si sono celebrate da tempo perciò diventa incomprensibile l’affannosa ricerca di compiacere chi sta al potere. Ma tant’è. La sanità è il settore dove più immediata è la percezione di questo andazzo. La direttrice sanitaria dell’Ast dottoressa Daniela Corsi che - va ricordato - fu clamorosamente bocciata dal Tribunale perché non aveva sufficienti titoli per essere nominata direttore generale, ha varato un piano di risparmi che prevede la cancellazione di molte attività chirurgiche a Macerata. Mentre le liste d’attesa restano chilometriche, al pronto soccorso perdura il suk delle prestazioni con continue aggressioni ai sanitari. La dottoressa Corsi, che ha bandito diversi concorsi e che sarà probabilmente sommersa dai ricorsi visto che molti punteggi – così si dice – sono stati attribuiti sia tra il personale medico che tra quello infermieristico non per competenza, ma per compiacenza è passata con assoluta entusiastica indifferenza dall’obbedire a Filippo Saltamartini alla genuflessione verso Paolo Calcinaro che nega le difficoltà, soprattutto a Macerata, evidentissime. Con una non trascurabile differenza: Calcinaro conta molto di più soprattutto in prospettiva. Le ragioni le approfondirò, a breve, in altra occasione. Sta di fatto che se avesse voluto risparmiare davvero la dottoressa Corsi avrebbe potuto varare su tutta l’Ast il progetto che il dottor Franco Sopranzi - direttore del dipartimento specialità mediche di Macerata, nefrologo tra i più accreditati in Europa, volto storico della sanità pubblica nelle Marche - ha ideato di tele-medicina nei territori dopo che da anni ha sperimentato con successo la dialisi, per così dire, da remoto. I risparmi sono notevoli, i vantaggi per i pazienti addirittura superiori e le occasioni di crescita professionale degli operatori, siano essi medici o paramedici, assai consistenti. Ebbene la dottoressa Corsi non lo prende neppure in considerazione: taglia la chirurgia a Macerata per fare cassa. Perché? La risposta c’è e significa ridimensionare, rinviando sine die, la costruzione del nuovo ospedale di Macerata con un doppio evidente vantaggio per Paolo Calcinaro. Tra meno di un mese a Macerata i turni in sala operatoria passeranno dalle 25 sedute attuali a 20 alla settimana con una riduzione di interventi su base mensile stimata tra 60 e 80. Non ci vuole la perspicacia del mago Otelma per sapere che questi interventi si faranno nel nuovo ospedale di Fermo - s’inaugura a fine anno - che ha dieci sale operatorie. Quell’ospedale benedetto da Paolo Calcinaro è sovradimensionato e tagliare a Macerata significa dare “carne” ai chirurghi fermani. Con il vantaggio che l’assessore alla sanità può ben dire che il nuovo ospedale di Macerata può attendere perché l’ottima dottoressa Daniela Corsi spegne le stroboscopiche di via Santa Lucia e attiva le sinergie con gli anestesisti piceni. Del resto il paziente in sala operatoria deve stare (a) Fermo! Ecco perché viene bloccato il progetto di tele-medicina e probabilmente cercheranno di dare un segnale allo stesso dottor Sopranzi perché la smetta di sostenere questa sua idea. Chi scrive però è un ficcanaso. Così ho chiesto a Sopranzi: mi spiega come funziona e quali effetti e benefici ha la tele-medicina? “Beh è abbastanza intuitivo: si tratta di rovesciare l’approccio che sin qui si è avuto della spedalizzazione a ogni costo: si tratta di portare l’ospedale dal paziente e non il paziente in ospedale. Il vantaggio in termini operativi è evidente e per quanto riguarda la spesa sanitaria significa tagliare liste d’attesa, ambulanze che vanno su e giù, ridondanza di personale". "Significa anche introdurre un po’ di intelligenza artificiale per fare fronte all’incompetenza gestionale. Ma certo questo impone di pensare alla sanità in termini di efficacia e vantaggio per il paziente e non di progettarla come fosse un business qualsiasi. Perché la sanità ha un difetto difficilmente curabile: è fatta da uomini per gli uomini. E tu puoi inventare tutti i regolamenti che ti pare, ma se un paziente si fida di quel medico tu puoi trasferirlo, lo puoi degradare, puoi pigliare qualsiasi provvedimento quel paziente accetterà di essere curato solo da quel medico e siccome la sanità pubblica – com’è giusto che sia – ha l’obbligo della prestazione il paziente si sposterà verso quel medico e il bilancio della sanità ne pagherà le spese”. Dotto Sopranzi lei ha già lungamente sperimentato la tele-medicina in nefrologia. Dove e con quali risultati? “La facciamo a Camerino con ottimi risultati dove si fa appunto dialisi, per così dire, da remoto. Forse a molti sfugge che un paziente dializzato deve sottoporsi tre volte alla settimana a un trattamento che dura mediamente 4 ore. E’ d’immediata intuizione che un conto è affrontare un viaggio di molti chilometri, dove avere qualcuno che ti assiste, aspettare il turno, poi fare il trattamento magari partendo da Visso o da Fiuminata o in qualche caso da oltre provincia e un conto è trovare un presidio ospedaliero di prossimità dove vieni accolto senza file, fai il trattamento in tranquillità e te ne torni a casa. Per fare questo basta avere un protocollo operativo, una diagnosi aggiornata e controllare da remoto ciò che il tecnico che materialmente opera la dialisi sta facendo. Quali siano i vantaggi mi pare evidente. Aggiungo però che la malattia del rene è in rapidissima espansione perché le patologie renali sono in larga misura connesse con l’invecchiamento”. Le dà del tu al rene e ne rivendica l’importanza. E’ l’emblema della tele-medicina? “Scherzando potrei dire che il rene mi assomiglia e assomiglia alla stragrande maggioranza dei marchigiani, soprattutto a quelli di alta collina e di montagna. Che lavorano in silenzio, faticano, nessuno li considera sin quando dicono basta. E allora sono guai seri. Rene e cuore sono due che devono lavorare insieme. Il cuore pompa, il rene filtra, ma se lui non filtra quell’altro fa fatica a mandare in giro il sangue. Quello che non si considera è che col diabete in crescita, le obesità precoci si andrà incontro a un’espansione delle patologie renali anche tra i giovani, così le insufficienze cardiovascolari, l’ipertensione e l’aterosclerosi connesse con l’età aumentano il carico renale. Siamo già al 7% di popolazione colpita da insufficienza renale severa. Sono 21 mila soggetti e molti di questi, purtroppo, finirà dializzato. Possiamo “lavare” il sangue a tutti contemporaneamente a Macerata? Ecco che la tele-medicina diventa indispensabile. Come bisognerebbe fare molta, ma molta più prevenzione che prima di tutto significa informazione sulla malattia renale”. Come si dovrebbe fare? “Lavorando su reni di maiale modificati si possono fare i trapianti ed evitare la dialisi, si può fare una banca dati del Dna e predire chi patirà di una malattia renale visto che in molti casi la familiarità è la prima causa; si devono fare studi di genetica, si deve lavorare sulle patologia delle arterie e delle articolazioni per consentire all’anziano di camminare molto che è una delle prime precauzioni per allontanare le complicanze renali. Al contempo bisogna cambiare mentalità e gestione della sanità. Va ridata centralità al paziente e vanno valutati i risultati non dai conti, ma dalle guarigioni e dall’impatto sociale che l’operare in sanità consente. Altrimenti vince la sanità privata che dà risposte più immediate. Anche perché lì la convenienza è quella economica e non politica; ma per avere la massima performance di bilancio per via di quel rapporto fiduciario che c’è tra paziente e medico la sanità privata tende a mettere in rilievo la competenza e non l’appartenenza. Ecco che la tele-medicina è una risposta al bisogno di efficienza che c’è e la traduce in efficacia”. Esempi possibili di tele-medicina? “Qualsiasi patologia cronica può essere seguita con la tele-medicina. E moltissimi approcci diagnostici possono avvenire in tele-medicina. Il primo esempio che mi viene in mente l’elettro-cardiogramma si fa a Sefro e si legge a Macerata: la diagnosi arriva via e mail e si va in farmacia. Il carico sull’ospedale è pari a zero, la lista d’attesa sparisce, lo specialista è stato impiegato il tempo che serve. Basta addestrare gli operatori che stanno da una parte del terminale a fornire al medico che sta dà remoto le informazioni corrette e poi guidare nell’operare chi sta accanto al paziente. In Australia – tanto per dirne una – dove le distanze sono enormi da mezzo secolo si curano via radio! Oggi abbiamo scanner, banche dati, strumenti diagnostici fantastici che possono fornirci tutte le informazioni. Si blatera tanto dello spopolamento dei borghi ecco con la tele-medicina si può assistere il paziente ovunque”. E gli ospedali che ci stanno a fare? “Sono la casa degli specialisti che rispondono alla tele-medicina, sono il luogo dove si curano gli acuti, sono il luogo dove si fa ricerca, sono il luogo dove la sofferenza diventa immediato accudimento. Ma come pensano di mitigare l’overbooking al pronto soccorso se non si fa ricorso all’ammortizzatore della medicina di territorio? Come pensano di tagliare le liste d’attesa se i pazienti arrivano dallo specialista senza uno screening preventivo? Andando avanti con la pressione derivante da chi non ha assistenza diretta, penso ai tanti extracomunitari, e dall’invecchiamento della popolazione dovremmo avere dei pronto soccorso che sono cento volte più capienti di quelli attuali. E così le radiologie, i laboratori di analisi, tutte le strutture di screening. Con la tele-medicina si rovescia il problema: devo avere un apparato diagnostico diffuso che fa da device, direbbero gli inglesi, con una “centrale” che legge i dati e prescrive la cura che nel caso di molti cronici può essere a prestazione domiciliare. Pensiamo che oggi con l’IA si possono consultare dati di ricorrenza di patologie raccolti a livello universale, dati di screening, di efficacia di trattamenti. Se si può fare questo con un computer perché non farlo con il paziente da remoto? Tutto questo ovviamente migliora anche le condizioni di operatività del personale sanitario che non è costretto a cambiare domicilio, a fare migliaia di chilometri per andare al lavoro e migliora enormemente i conti”. Insomma per curare il bilancio precario della Ast di Macerata basterebbe un po’ più di tele-medicina E non tagliare chi i tagli deve farli sui pazienti, ma a fin di bene.

Sanità

Sanità, AST Macerata "l’equilibrio economico non è in contraddizione con la tutela della salute"

Sanità, AST Macerata "l’equilibrio economico non è in contraddizione con la tutela della salute"

27/09/2026 16:07

"Nessun arretramento dei servizi: stiamo governando le risorse per garantire qualità, sicurezza e sostenibilità. E farlo mantenendo l’equilibrio economico non è in contraddizione con la tutela della salute: la sostenibilità è la condizione che permette di garantire nel tempo servizi pubblici solidi e di qualità. L’AST di Macerata continuerà quindi a investire nelle proprie professionalità e a programmare le attività con serietà, verificandone concretamente gli esiti". Così l'AST Macerata risponde alle accuse relative al taglio dei servizi sanitari.  "L’AST di Macerata non ha dato alcun mandato di ridurre indiscriminatamente l’attività sanitaria. Sta facendo esattamente il contrario: sta rafforzando la capacità di governo dell’Azienda, responsabilizzando i nuovi Dipartimenti e chiedendo alle strutture di programmare le attività sulla base dei bisogni assistenziali, delle priorità cliniche, delle professionalità disponibili e di un utilizzo appropriato e sostenibile delle risorse". L'obbiettivo dichiarato non è quindi quello di "fare meno", ma piuttosto di organizzare le attività in maniera più efficiente in modo da poter produrre una risposta assistenziale efficace e presente e che veda una programmazione certa e sostenibile.  Sotto lo stesso punto di vista, secondo l'Ast, va letta anche la questione relativa alle sedute operatorie: "Esiste una criticità oggettiva nella disponibilità degli anestesisti, una carenza di 2-3 unità che non si è ancora riusciti a risolvere. La proposta discussa con i professionisti non è quella di tagliare la chirurgia, al contrario la prevista rimodulazione delle attività anestesiologiche non tocca assolutamente le sedute operatorie, che anzi passano da  23 a 24 a settimana a Macerata e rimangono costanti a 20 a settimana a Civitanova, ma consente di mantenere le attività anestesiologiche fuori sala; questo perché l’anestesia non serve soltanto le sale operatorie". L'Azienda Sanitaria Terrritoriale evidenzia come essa sia fondamentale anche nelle procedure di settori come Radiologia interventistica, Emodinamica, Cardiologia, Pneumologia, Gastroenterologia e Radiologia e come mantenere il numero di sedute operatorie invariato, a discapito di queste attività, non rappresenti una soluzione del problema. "La soluzione proposta consente invece di mantenere Chirurgia e Ginecologia operative tutti i giorni, preservare integralmente l’attività Breast Unit  (strutturata con il Primario a Luglio scorso) e mantenere le sedute ordinarie di Urologia, l’attività ortopedica con il progetto femore e le altre attività indicate nella programmazione. Questa si chiama governance, non dismissione".  Per l'Ast il numero nominale di sedute non può essere considerato l'unico indicatore per una corretta gestione, perchè delle sedute vanno presi in considerazione elementi come l'utilizzo, i volumi prodotti e le priorità cliniche.  Anche sotto il punto di vista del piano occupazionale, l'Azienda ricorda i numeri del PIAO 2025 aggiungendo che "Il percorso prosegue nel 2026: il nuovo piano occupazionale approvato dalla Regione programma per l’AST di Macerata altre 172 assunzioni, in larga parte di personale sanitario, con l’obiettivo dichiarato di coprire pensionamenti ma anche posti rimasti vacanti e criticità pregresse degli organici. Dal 1 gennaio 2025 ad oggi la AST di Macerata ha assunto 872 unità di personale garantendo non solo il 100% del turnover ma, al compimento delle procedure in itinere , un saldo attivo di 161 unità. L ’AST sta investendo sul personale, non disinvestendo".        

Tessuto adiposo: cosa succede al corpo quando dimagriamo

Tessuto adiposo: cosa succede al corpo quando dimagriamo

26/09/2026 18:30

Per molto tempo abbiamo pensato al tessuto adiposo come a una sorta di magazzino: un deposito nel quale il nostro organismo accumula l’energia in eccesso sotto forma di grasso, da utilizzare nei momenti di bisogno. Un’immagine semplice, ma oggi sappiamo che è decisamente incompleta. Il tessuto adiposo è infatti un organo metabolicamente molto attivo, capace di produrre e liberare numerose sostanze che comunicano con il resto dell’organismo e partecipano alla regolazione della fame, del metabolismo, dell’infiammazione e dell’equilibrio energetico. Le cellule che lo compongono, gli adipociti, non si limitano quindi a conservare energia: ricevono segnali e ne inviano a loro volta. Tra le sostanze più conosciute ci sono le adipochine, molecole che agiscono come veri e propri messaggeri. Una di queste è la leptina, prodotta in quantità proporzionale alla quantità di tessuto adiposo e coinvolta nella comunicazione con il cervello: in condizioni normali contribuisce a segnalare che le riserve energetiche sono sufficienti e partecipa alla regolazione dell’appetito e del dispendio energetico. Un’altra è l’adiponectina, associata invece a effetti favorevoli sulla sensibilità all’insulina e sul metabolismo dei grassi. Quando il tessuto adiposo aumenta, però, non cresce soltanto il numero o la dimensione delle cellule. Soprattutto quando l’accumulo è importante, gli adipociti possono diventare molto grandi e il tessuto può andare incontro a cambiamenti nella sua struttura e nel suo funzionamento. Si modifica anche la produzione delle sostanze che vengono rilasciate nell’organismo: aumenta la presenza di segnali pro-infiammatori e si altera l’equilibrio tra molecole con funzioni diverse. Si sviluppa così uno stato di infiammazione cronica di basso grado, che può contribuire a rendere meno efficace la risposta all’insulina e a influenzare il metabolismo di altri organi. Non tutto il grasso, inoltre, si comporta allo stesso modo: la posizione conta. Il tessuto adiposo viscerale, quello che si accumula intorno agli organi addominali, presenta caratteristiche metaboliche differenti rispetto a quello sottocutaneo e, quando è presente in eccesso, è maggiormente associato ad alterazioni metaboliche. Per questo motivo peso e composizione corporea raccontano una parte della storia, ma non tutta: anche dove si accumula il tessuto adiposo è importante. E cosa succede quando iniziamo a dimagrire? Anche qui il tessuto adiposo non rimane semplicemente “fermo” mentre diminuisce di volume. Riducendosi le riserve energetiche, diminuisce rapidamente anche la leptina prodotta dal tessuto adiposo. Il cervello interpreta questo cambiamento come un segnale di minore disponibilità energetica e può aumentare la spinta verso la ricerca di cibo e modificare il dispendio energetico. È uno dei motivi per cui, dopo una perdita di peso, mantenere il nuovo peso può risultare più difficile di quanto immaginiamo. Questo non significa che il nostro organismo sia “programmato per farci ingrassare”, né che dimagrire sia inutile. Significa piuttosto che il corpo cerca continuamente di mantenere un equilibrio e reagisce ai cambiamenti delle proprie riserve energetiche. Allo stesso tempo, la riduzione del tessuto adiposo può migliorare il suo funzionamento: possono diminuire alcuni segnali associati all’infiammazione e migliorare diversi aspetti del metabolismo. Ed è proprio qui che vale la pena cambiare prospettiva. Un percorso nutrizionale non dovrebbe essere considerato riuscito soltanto quando porta al raggiungimento di un determinato numero sulla bilancia o di un presunto “peso ideale”. Anche una riduzione della massa grassa più contenuta può accompagnarsi a miglioramenti importanti della salute metabolica, soprattutto quando si associa a un’alimentazione equilibrata, attività fisica e abitudini sostenibili nel tempo. Il beneficio, quindi, non è necessariamente tutto o niente: può iniziare prima di arrivare al peso che ci eravamo prefissati.

Sport

Maceratese-Santegidiese, Alfonsi: "Quando non si riesce a vincere bisogna saper non perdere"

Maceratese-Santegidiese, Alfonsi: "Quando non si riesce a vincere bisogna saper non perdere"

28/09/2026 16:45

Nel post gara tra Maceratese e Santegidiese, nelle parole di mister Sante Alfonsi non si può non partire dal dubbio episodio della rete ospite, che ha condizionato l’incontro. «Gli episodi arbitrali si possono commentare, ma non cambiano il risultato. Da parte mia sono contento di come ha giocato la squadra. Nel primo tempo meritavamo il gol, poi lo abbiamo subito. Siamo rientrati con cattiveria, non volendo perdere, e abbiamo anche sfiorato il vantaggio. Loro poi sono cresciuti, mentre noi abbiamo sofferto. Siamo riusciti a reggere, questo è lo spirito che vogliamo vedere. Ci prendiamo questo punto e continuiamo a lavorare». Alfonsi individua poi un aspetto sul quale la squadra deve ancora migliorare: la concretezza sotto porta. «Davanti alla porta ci manca quel pizzico di cattiveria. Dobbiamo sistemare anche questo. Il gol subito poteva essere una mazzata, ma i ragazzi non volevano perdere e sono rientrati al meglio. Eravamo poi stanchi e loro avevano nei cambi qualcosa in più di noi. Sono contento di quanto stiamo facendo». Le assenze dovute a infortuni e squalifiche hanno inevitabilmente condizionato le scelte, ma il tecnico non vuole cercare alibi. «Non voglio dare alibi, abbiamo una rosa e stiamo lavorando con quanto abbiamo a disposizione. Ci si deve trovare sempre pronti: ad esempio Pampano, che oggi ha giocato una grande partita dopo aver riposato nella precedente, o Tarulli, che sta crescendo. Stiamo facendo bene e siamo contenti, così come lo sono i nostri tifosi. Ovviamente vogliamo vincere, ma quando non ci si riesce bisogna saper non perdere». Dall’altra parte, il tecnico della Santegidiese, Andrea Censori, si è detto soddisfatto della prestazione dei suoi ragazzi, soprattutto per quanto mostrato nella ripresa. «È bello ricevere complimenti. Oggi nel secondo tempo abbiamo cercato di fare quello che avevamo preparato. In Serie D non basta riuscirci per un tempo. In settimana lavoriamo tanto, cercando di far migliorare i ragazzi e di metterli nelle condizioni per rendere al meglio. Nella ripresa abbiamo tenuto bene il campo, cosa positiva, rischiando poco». Censori ha poi parlato anche delle difficoltà nel costruire un progetto a lungo termine in una categoria caratterizzata da un mercato ancora aperto. «Con questo mercato di Serie D sempre aperto non è facile lavorare su determinati giocatori, perché tutto può cambiare in poco tempo. La nostra è una società ambiziosa, che vuole fare bene. Noi ci siamo posti come obiettivo la salvezza e deve rimanere il principale: dobbiamo ragionare prima su questo e poi, eventualmente, su ciò che seguirà».

Aurora Treia, Ricci si smarca dopo i 7 gol: "La grande favorita è la Fermana". Senigagliesi, doppietta con dedica

Aurora Treia, Ricci si smarca dopo i 7 gol: "La grande favorita è la Fermana". Senigagliesi, doppietta con dedica

28/09/2026 16:00

Nel post partita di Aurora Treia-Jesina, terminata con il punteggio tennistico di 7-2, in casa leoncella è stato preferito non rilasciare dichiarazioni. Tra le fila dei cucinieri invece si è espresso il tecnico Ricci: "Noi abbiamo creato tanto e giocato bene. Nel primo tempo abbiamo concesso qualcosina e nel secondo l’approccio non era dei migliori. Nonostante la vittoria vi sono degli aspetti da migliorare. Abbiamo preso gol e ci siamo allungati, ma siamo stati bravi a rimanere dentro la partita e a chiuderla". Ora testa alle prossime sfide: "Quello di quest'anno è un campionato difficilissimo, c'è un grande favorita che è la Fermana. Noi cercheremo, insieme ad altre squadre, di dargli filo da torcere. L’obiettivo principale adesso sono la partita di coppa contro il Tolentino e quella successiva a Trodica. Faremo il meglio possibile". Altro protagonista di ieri è stato l’avanti Luca Senigagliesi, autore di due reti contro la Jesina, che si è espresso con queste parole: "Sono contento, questa è la mia prima doppietta in carriera. Voglio dedicare il risultato al mio compagno di squadra Buonavoglia. Purtroppo questo fa parte dei rischi del mestiere, è stato contento per noi ed è sceso subito ad abbracciarci". La Jesina ha comunque mostrato i vari dettagli da limare: "Avevamo preparato la partita in settimana sapendo che, come il mister ci aveva spiegato, loro facevano molta densità in mezzo al campo. La Jesina è una buona squadra e sapevamo che sarebbe stato importante la fase di ripiegamento. Poi in avanti sapevamo che le qualità sarebbero emerse". Non c’è comunque tempo per godersi la vittoria perché alle porte vi sono altri match importanti: "Mercoledì abbiamo l’andata della coppa contro il Tolentino, ora testa a quella sfida e poi a domenica prossima per il match contro il Trodica".

Economia

Prestiti, quanto chiedono i maceratesi e in quanto tempo li restituiscono?

Prestiti, quanto chiedono i maceratesi e in quanto tempo li restituiscono?

28/09/2026 14:48

A settembre i cittadini della provincia di Macerata che hanno richiesto un prestito personale hanno chiesto, in media, 9.767 euro. È uno dei dati che emergono dall’Osservatorio Finanziamenti di Segugio.it, che fotografa l’andamento del credito al consumo nel mese di settembre 2026. Il dato maceratese è inferiore alla media regionale, che si attesta a 10.148 euro. La differenza è di 381 euro. In provincia il piano di rimborso medio è di 5 anni e 1 mese, mentre l’età media di chi presenta la richiesta è di 43 anni e 3 mesi. A livello regionale, la liquidità rappresenta la principale finalità per cui viene richiesto un prestito, con il 43% delle domande. Seguono l’acquisto di un’auto usata, al 18%, e il consolidamento dei debiti, al 16,8%. Il dato disponibile non consente invece di attribuire queste percentuali nello specifico alla provincia di Macerata. Guardando agli importi, nelle Marche le richieste più consistenti riguardano la ristrutturazione della casa, con una media di 18.095 euro, seguita dal consolidamento, con 17.241 euro, e dal motoveicolo usato, con 12.600 euro. Per un motoveicolo nuovo la richiesta media scende invece a 3.533 euro. Il quadro regionale arriva in un momento nel quale il costo dei prestiti personali mostra una lieve inversione di tendenza. A settembre il TAEG medio scende all’8,38%, 14 punti base in meno rispetto ad agosto. Nel terzo trimestre, invece, la media era stata dell’8,49%, secondo l'Osservatorio di Segugio.it.  Diverso l’andamento della cessione del quinto. A Macerata l’importo medio richiesto raggiunge 16.937 euro, con una durata media di 6 anni e 8 mesi e un’età media dei richiedenti di 46 anni e 4 mesi. Anche in questo caso il dato provinciale si colloca sotto la media regionale: nelle Marche l’importo medio richiesto per la cessione del quinto è infatti di circa 20.360 euro. I pensionati rappresentano il 35,5% delle richieste regionali, mentre dipendenti privati e pubblici sono entrambi al 32,3%. Sul fronte dei tassi, a settembre la cessione del quinto per i dipendenti privati si mantiene al 7,13%, mentre quella destinata ai dipendenti pubblici scende al 5,35%. Per i pensionati, invece, il TAEG medio sale dal 7,42% al 7,69%. La fotografia di settembre restituisce dunque, per la provincia di Macerata, richieste di prestiti personali mediamente inferiori rispetto al dato marchigiano, con finanziamenti che vengono rimborsati in poco più di cinque anni. Per la cessione del quinto, invece, l’importo medio richiesto sfiora i 17mila euro, con piani di rimborso che si avvicinano ai sette anni. I dati dell’Osservatorio si riferiscono alle richieste elaborate attraverso il portale Segugio.it e rappresentano quindi il comportamento degli utenti che utilizzano il comparatore, non l’intero mercato del credito della provincia

Calzature, nelle Marche export in calo del 9,9%: persi 73 aziende e 1.356 posti di lavoro

Calzature, nelle Marche export in calo del 9,9%: persi 73 aziende e 1.356 posti di lavoro

28/09/2026 11:38

Il calzaturiero marchigiano chiude il primo semestre del 2026 con un bilancio ancora difficile. Nei primi sei mesi dell’anno, infatti, l’export delle Marche è sceso del 9,9% rispetto allo stesso periodo del 2025, fermandosi a 540,3 milioni di euro. A pesare sono soprattutto le difficoltà sui principali mercati internazionali, mentre sul fronte produttivo si registra una contrazione sia del numero delle imprese sia degli occupati. Il dato regionale si inserisce in uno scenario internazionale ancora caratterizzato da instabilità e tensioni geopolitiche. A livello nazionale, il settore calzaturiero ha chiuso il primo semestre con un fatturato in calo del 2,3%, mentre l’export nei primi cinque mesi dell’anno ha segnato una flessione del 2,4%. Nonostante il rallentamento delle vendite all’estero, il saldo commerciale è invece cresciuto del 9,6%, raggiungendo 2,16 miliardi di euro. Per le Marche il quadro appare più complesso. Le prime cinque destinazioni dell’export, che complessivamente rappresentano il 48,1% del totale, mostrano andamenti differenti. La Francia cresce del 4,3%, mentre diminuiscono le esportazioni verso Germania (-3,8%), Stati Uniti (-8,6%), Cina (-19,7%) e Paesi Bassi (-10,7%). Particolarmente pesante è la contrazione registrata verso alcuni mercati extraeuropei. L’export marchigiano di calzature verso il Medio Oriente è diminuito del 33,8%, mentre quello verso la Russia ha registrato un -43,5%. Alle difficoltà sui mercati si aggiunge la contrazione della struttura produttiva. Secondo le stime del Centro Studi Confindustria Accessori Moda, elaborate su dati Infocamere-Movimprese, tra industria e artigianato il numero delle imprese attive – considerando calzaturifici e produttori di parti per calzature – è diminuito di 73 aziende rispetto a dicembre scorso. Ancora più significativo il dato relativo all'occupazione: il saldo è negativo per 1.356 addetti. Sul fronte degli ammortizzatori sociali arriva invece un segnale meno negativo. Le ore di cassa integrazione autorizzate nella filiera della pelle sono diminuite del 20,5%, attestandosi a circa 2,4 milioni di ore. A livello nazionale, Assocalzaturifici sottolinea comunque la capacità del comparto di mantenere una forte presenza sui mercati internazionali. «Il settore calzaturiero italiano continua ad affrontare una congiuntura economica complessa in continuità con il 2025 – commenta la presidente di Assocalzaturifici, Giovanna Ceolini – tiene comunque un certo posizionamento nella manifattura e continua a dimostrare capacità di adattamento e una forte vocazione internazionale». Secondo Ceolini, le imprese stanno reagendo alle tensioni geopolitiche, al rallentamento della domanda e all'aumento dei costi. A rappresentare un elemento di forza resta il saldo commerciale, cresciuto del 9,6% nei primi cinque mesi dell’anno. «È un risultato che testimonia la competitività delle nostre imprese e la capacità del Made in Italy di continuare a creare valore anche in una fase particolarmente difficile», sottolinea la presidente. Qualche segnale positivo arriva anche dal mercato interno. Nel primo semestre gli acquisti delle famiglie italiane di calzature sono aumentati di circa il 2%, sia in volume sia in valore. A trainare la ripresa sono soprattutto le calzature da donna, che registrano una crescita del 4% sia nelle quantità acquistate sia nella spesa. In aumento anche le calzature sportive e le sneakers, che segnano un +1,5% e rappresentano ormai oltre il 42% della spesa complessiva. Per il comparto, dunque, il quadro resta caratterizzato da luci e ombre. Da una parte la capacità del sistema calzaturiero italiano di mantenere un saldo commerciale positivo e di intercettare alcuni segnali di ripresa dei consumi; dall'altra, per le Marche, una contrazione significativa dell’export e un ridimensionamento della base produttiva e occupazionale. Per Assocalzaturifici, la priorità è ora sostenere le imprese attraverso interventi in grado di rafforzare competitività, investimenti e occupazione, così da preservare il ruolo del settore tra le eccellenze del Made in Italy.

Scuola e università

Dall’intelligenza artificiale alla fisica quantistica: Unicam racconta la ricerca

Dall’intelligenza artificiale alla fisica quantistica: Unicam racconta la ricerca

28/09/2026 17:00

Dall’intelligenza artificiale alle neuroscienze, dalla matematica alla fisica quantistica, passando per sostenibilità, biodiversità e diritto del lavoro. La ricerca è uscita dai laboratori per incontrare studenti, cittadini e curiosi in occasione di SHARPER – Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori, che venerdì 25 settembre ha visto ancora una volta protagonista l’Università di Camerino. Una giornata ricca di appuntamenti, esperimenti, giochi e incontri, pensata per raccontare la ricerca con un linguaggio accessibile e coinvolgente e per avvicinare soprattutto i più giovani al mondo della scienza. SHARPEr – acronimo di SHAring Researchers’ Passion for Extreme Regions – è un evento associato all’iniziativa MSCA and Citizens dell’Unione Europea, finanziata nell’ambito delle Azioni Marie Skłodowska-Curie di Horizon Europe. L’edizione 2026 ha coinvolto 13 città italiane, tra cui Camerino, con il coordinamento della società di comunicazione scientifica Psiquadro e la partecipazione di università, enti di ricerca e istituzioni culturali. L’appuntamento camerte si è svolto con il patrocinio del Comune. «L’Università di Camerino ha sempre aderito alla Notte dei Ricercatori fin dalla sua istituzione, nel 2005 – ha sottolineato il rettore Unicam Graziano Leoni –. È per noi una grande soddisfazione aver fatto parte anche quest’anno del progetto SHARPER, un evento di grande successo con l’obiettivo di migliorare nell’opinione pubblica la comprensione del ruolo esercitato dalle ricercatrici e dai ricercatori nella società, nonché di suscitare interesse nei giovani verso questa professione». Il programma ha coinvolto diverse sedi e fasce d’età. La giornata si è aperta all’I.I.S. Varano-Antinori con “POV: sei un algoritmo. Decisioni amministrative e nuove tecnologie”, laboratorio curato dalla professoressa Gloria Mancini Palamoni e dalla dottoressa Sara Scalini della Scuola di Giurisprudenza. Gli studenti hanno affrontato situazioni concrete legate all’utilizzo di algoritmi e intelligenza artificiale nei processi decisionali della Pubblica amministrazione, interrogandosi su opportunità e rischi dell’amministrazione digitale. Sempre al Varano-Antinori, la professoressa Paola Scocco e il CIS Lab hanno proposto “Tra consapevolezza e responsabilità: la Citizen Science come strumento di umanesimo scientifico”, dedicato alla partecipazione dei cittadini alla ricerca e ai temi dello sviluppo sostenibile. Spazio anche alle neuroscienze con “Brain, una questione di equilibrio”, un viaggio interattivo attraverso piacere e dipendenza, sonno e insonnia, socialità e isolamento. L’iniziativa, curata dal Center for Neuroscience Unicam, ha coinvolto gli studenti dell’istituto camerte e successivamente i bambini della scuola dell’infanzia “Manfredi-Gravina” di Castelraimondo. Il diritto del lavoro è stato invece al centro di JustPlay Unicam, il gioco interattivo organizzato nell’ambito di JustFest dalla Scuola di Giurisprudenza. Dalle 10 alle 18, al Polo di Bioscienze, il pubblico ha potuto inoltre cimentarsi con “Wire Loop – Earthworm Game”, installazione dedicata al mondo dei lombrichi e al loro ruolo nella salute del suolo e negli equilibri degli ecosistemi. La ricerca Unicam ha fatto tappa anche a Civitanova Marche, dove all’I.I.S. Da Vinci la Sezione di Matematica della Scuola di Scienze e Tecnologie ha proposto “Accendi i sensi: la Matematica ‘in Viaggio’”. Partendo dal navigatore dello smartphone, l’incontro ha mostrato quanta matematica si nasconda dietro operazioni quotidiane come localizzare la propria posizione, scegliere un percorso o proteggere i propri dati. Nel pomeriggio il programma è tornato a Camerino, alla Rocca del Borgia, con “Disegnare le Terre Mutate”, dialogo tra immagini, parole e territori dedicato al fumetto sul Cammino nelle Terre Mutate realizzato da Valerio Barchi. A seguire, il professor David Vitali, della Sezione di Fisica, ha condotto “Giocare (e vincere) con la Fisica Quantistica!”, utilizzando il gioco e la probabilità per avvicinare il pubblico ai concetti più affascinanti della teoria quantistica, anche attraverso il gioco QTRIS. A chiudere gli appuntamenti camerti è stata la “Staffetta giuridica – Passaggi di diritto. Il lavoro in 8 prospettive”, inserita nel JustFest. Otto docenti della Scuola di Giurisprudenza si sono passati simbolicamente il testimone per raccontare il mondo del lavoro da differenti prospettive giuridiche, tra trasformazioni sociali, diritti e nuove regole. SHARPER ha coinvolto anche San Benedetto del Tronto, dove l’iniziativa si è intrecciata con il Nutrimente Festival, tra laboratori, conferenze e spettacoli dedicati alle connessioni tra scienza, alimentazione, cultura, tradizione e innovazione. Un programma articolato che ha confermato la vocazione di SHARPER: portare la ricerca fuori dai laboratori e renderla patrimonio condiviso, creando un confronto diretto tra il mondo scientifico e la comunità. «Raccontare ai cittadini, partendo dai giovanissimi, come la buona ricerca contribuisca al loro benessere è fondamentale per la democrazia e la crescita sociale del Paese ed è uno dei compiti più alti dell’università», ha concluso il rettore Leoni.  

San Ginesio, 2,5 milioni per la strada del nuovo Ipsia "Renzo Frau": lavori in vista dell’apertura nel 2027

San Ginesio, 2,5 milioni per la strada del nuovo Ipsia "Renzo Frau": lavori in vista dell’apertura nel 2027

25/09/2026 15:10

Via libera a un finanziamento da 2,5 milioni di euro per via Nunzio Giuliani, la strada comunale che garantisce l’accesso al nuovo plesso dell'Ipsia "Renzo Frau" di San Ginesio. L’intervento servirà a riparare i danni provocati dal sisma e a ripristinare la viabilità in vista dell’ingresso degli studenti nella nuova scuola, previsto per gennaio 2027. L'opera è stata inserita tra gli interventi collegati all'ordinanza speciale numero 9 del 2021, dedicata alla ricostruzione del polo scolastico di San Ginesio. La misura è stata condivisa nella recente Cabina di coordinamento sisma con l’obiettivo di accelerare le procedure e coordinare i lavori sulla strada con quelli del nuovo edificio scolastico, realizzato in collaborazione con la Andrea Bocelli Foundation e ormai prossimo alla conclusione. Il progetto definitivo approvato dal Comune prevede un investimento complessivo di 2,5 milioni di euro, dei quali 1.461.079,20 euro destinati ai lavori e alla sicurezza e 1.038.920,80 euro per le somme a disposizione dell'amministrazione. La progettazione della strada era già stata finanziata nel 2023 con uno stanziamento di 156mila euro. "Con questo intervento interveniamo su un’infrastruttura strettamente connessa al nuovo Ipsia 'Renzo Frau', con l’obiettivo di arrivare pronti all’ingresso degli studenti nel nuovo plesso", ha dichiarato il commissario straordinario alla Ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli. "Non avrebbe senso completare una scuola così importante senza garantire contestualmente una viabilità adeguata, sicura e pienamente funzionale". Il sindaco di San Ginesio Giuliano Ciabocco ha sottolineato l'importanza del finanziamento per il percorso di ricostruzione: "L’assegnazione di 2,5 milioni di euro per la sistemazione di via Nunzio Giuliani rappresenta un risultato di grande rilevanza per San Ginesio e per l’intero percorso di ricostruzione del nostro territorio. La nuova sede dell’IPSIA 'Renzo Frau' costituisce un investimento strategico sul futuro della nostra comunità e, proprio per questo, era indispensabile garantire contestualmente una viabilità adeguata, sicura e funzionale all’accesso al nuovo plesso". L'intervento si rende necessario anche alla luce delle condizioni di forte ammaloramento di via Nunzio Giuliani e viale del Tramonto, la viabilità adiacente al nuovo istituto. Inoltre, una parte delle aree interessate dai lavori stradali si sovrappone all’attuale perimetro del cantiere scolastico: sarà quindi necessario coordinare le diverse lavorazioni per evitare interferenze e consentire il completamento delle opere. Per accelerare la realizzazione, il Comune di San Ginesio, in qualità di soggetto attuatore, potrà ricorrere a un appalto integrato, comprendente la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori, avvalendosi delle misure acceleratorie previste dalla disciplina commissariale. L’ordinanza prevede inoltre, qualora ritenuto necessario, la possibilità di ricorrere all’affidamento diretto secondo le deroghe stabilite dal provvedimento.   L’obiettivo è quello di procedere parallelamente sulla scuola e sulla viabilità, così da arrivare a gennaio 2027 con il nuovo IPSIA pronto ad accogliere gli studenti e una strada adeguata a garantire l’accesso al plesso.

Cultura

Lucrezia Ercoli vince il Premio Frontino Montefeltro: è il “Personaggio” della 45ª edizione

Lucrezia Ercoli vince il Premio Frontino Montefeltro: è il “Personaggio” della 45ª edizione

28/09/2026 13:24

Un nuovo importante riconoscimento è stato tributato alla filosofa e docente Lucrezia Ercoli. La direttrice artistica di Popsophia è stata scelta come vincitrice della sezione “Personaggio” della 45ª edizione del Premio Frontino Montefeltro, premio nazionale di cultura nato nel 1981 dalla collaborazione tra Carlo Bo, rettore dell’Università degli Studi di Urbino, e Antonio Mariani, storico sindaco di Frontino. La cerimonia di premiazione si è svolta al Convento di Montefiorentino, nel territorio di Frontino. A consegnare il premio, a nome della giuria, è stata Ebe Francioni, che ha letto le motivazioni del riconoscimento. Un premio che inserisce Ercoli nel prestigioso albo del Premio Frontino Montefeltro, che negli anni ha visto protagonisti esponenti di primo piano della cultura, della scienza, dell’arte e del giornalismo italiano. Tra i nomi più celebri figurano il Nobel Carlo Rubbia, il regista Sergio Leone, il professor Umberto Veronesi e il poeta Mario Luzi, insieme a numerose altre personalità del panorama culturale nazionale, da Gianni Rivera a Goffredo Fofi, Roberto Burioni e Donatella Di Pietrantonio. «Ricevere il Premio Frontino Montefeltro è un grande onore e un grande privilegio – commenta Lucrezia Ercoli – soprattutto perché si tratta di un riconoscimento che negli anni ha saputo costruire una storia culturale importante e un’identità riconoscibile. Farne parte è motivo per me di gratitudine e di responsabilità morale». Per la 45ª edizione, oltre a Lucrezia Ercoli nella sezione “Personaggio”, il Premio ha individuato i vincitori delle diverse categorie. Tra questi figura Sandro Veronesi, premiato nella sezione “Letteratura come vita”. La giuria del Premio è stata presieduta dal rettore dell’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”, Giorgio Calcagnini. Il riconoscimento corona un percorso di impegno nella filosofia, nella saggistica e nella divulgazione culturale e si aggiunge al Premio Parmenide, ricevuto poche settimane fa. Un ulteriore riconoscimento che conferma il percorso di Lucrezia Ercoli nella promozione del pensiero contemporaneo e nella valorizzazione del dialogo tra filosofia, cultura pop e società.

Caldarola, sipario sulla nuova stagione teatrale: in cartellone Macchini,  Catà e “Dialettiamoci”

Caldarola, sipario sulla nuova stagione teatrale: in cartellone Macchini, Catà e “Dialettiamoci”

28/09/2026 12:18

Una serata speciale, fatta con il pubblico e per il pubblico, ha alzato ufficialmente il sipario sulla nuova stagione teatrale 2026-2027 del Teatro Comunale di Caldarola. Lontano dalle forme classiche e rigide delle conferenze stampa, il pubblico è stato avvolto in un incontro fatto di musica e parole, arricchito dall'esibizione straordinaria del giovanissimo virtuoso pianista Alberto Cartuccia Cingolani, di soli 9 anni, che ha deliziato la platea con il suo talento e la sua spontaneità. L'evento ha visto la partecipazione del sindaco di Caldarola, Giuseppe Fabbroni, e dei rappresentanti delle amministrazioni comunali di Belforte del Chienti, Camporotondo di Fiastrone, Cessapalombo e Serrapetrona, che insieme compongono la rete dei Cinque Comuni sostenitori dell'iniziativa. Come sottolineato dal sindaco Fabbroni a nome di tutte le istituzioni coinvolte, «il teatro di Caldarola rappresenta il teatro del territorio, a testimonianza di una sinergia culturale salda e condivisa». La complessa macchina organizzativa è curata come sempre dalla Compagnia Teatrale Fabiano Valenti di Treia, con il suo presidente Fabio Macedoni che ne incarna da sempre la vera anima propulsiva. Il ricco cartellone si articola in tre filoni principali che accompagneranno gli spettatori durante tutto l'anno. Si parte con il festival teatrale "Dialettiamoci 15", per il quale è già aperta la campagna abbonamenti su Liveticket. Il programma di dialetto si aprirà sabato 10 ottobre con la Compagnia "G. Lucaroni" di Mogliano in "C'è chi urla, c'è chi strilla. Chi comanda a Villa Arzilla?", proseguirà sabato 17 ottobre con la Compagnia "L'Alternativa" di San Severino Marche in "Chi ce capisce è brau", sabato 24 ottobre con la Compagnia "Don Valerio Fermanelli Luana Moretti" di Camporota di Treia in "La Pinzió", sabato 7 novembre con l'Associazione Teatrale "Briciole d'Arte" di Montefano in "Dietro a 'na nuvola o' sole", per arrivare a sabato 21 novembre con la Compagnia "Sfiguranti de Montesanto" di Potenza Picena in "Lo più pulito porta la rogna" e concludersi sabato 5 dicembre con l'Officina del Teatro Dialettale "Nuovo Oratorio Cristo Re" di Caldarola con "Varietà, che varietà!" e la premiazione delle compagnie. Sempre all'interno di Dialettiamoci si terrà, sabato 12 dicembre alle ore 9, il "Convegno Parlanti e Concorso Scuole" dedicato alla tutela della lingua locale. Il concorso, realizzato con il sostegno della Simonelli Group, vedrà il coinvolgimento attivo degli studenti e, come annunciato dal presidente dell'Unione Montana dei Monti Azzurri Giampiero Feliciotti, sarà intitolato ad Alfonso Leopardi, illustre cittadino caldarolese autore di numerose opere in dialetto. A completare l'offerta culturale, gli appuntamenti ad ingresso gratuito dei "Caffè Letterari", moderati dalla giornalista Giulia Sancricca e accompagnati dalle tisane offerte dall'Erboristeria Il Mondo delle Erbe. Gli incontri toccheranno diversi spazi dei Cinque Comuni: venerdì 20 novembre alla Caffetteria del teatro di Caldarola con "L'assessora inattesa" di Rita Soccio; venerdì 18 dicembre al Vecchio Mulino del Borgo di Serrapetrona con "Manuale di sopravvivenza 2" di Roberto Scorcella; venerdì 29 gennaio 2027 all'Ex Oratorio di Belforte del Chienti con "La taverna dei tre poeti. Cecco e Guido a disputar con cielo di donne e vino" di Giuseppe Porzi; venerdì 12 febbraio alla Mediateca comunale di Camporotondo con "Carpe diem, se puoi sognarlo puoi farlo" di Federico Piancatelli; venerdì 19 febbraio al Giardino delle Farfalle di Cessapalombo con "Trilogia delle ossessioni" di Adrian Bravi; infine, venerdì 12 marzo si tornerà alla Caffetteria del teatro di Caldarola con "Ciò che resta dell'amore" di Gianluca Minocchi. Infine, la rassegna di prosa "Brillanti a Teatro", giunta alla 3ª edizione, per la quale la campagna abbonamenti aprirà più avanti, offrirà sette appuntamenti domenicali nel 2027: si parte il 17 gennaio con Piero Massimo Macchini in "D'Io (la D è muta)"; il 31 gennaio con il Gruppo Teatrale Pedaso in "Maldamore"; il 14 febbraio con Baroni Rampanti in "Venere in pelliccia"; il 28 febbraio con il Gruppo Teatrale "Il Focolare" di Loreto in "Il matrimonio mancato"; il 14 marzo con la Compagnia "Teatro del Sorriso" di Ancona in "La magnolia e il giardiniere"; per chiudersi il 21 marzo con Cesare Catà nella lezione-spettacolo "Tue so' le laude”. Ci sarà poi il quarto filone chiamato “Altri percorsi” che interesserà soprattutto serate di musica e folk: un cartellone in cui confluiranno gli appuntamenti che non rientrano nel dialetto e nel teatro brillante.

Eventi

"Italia Germania '44", al via le riprese del film sulla leggendaria partita di Sarnano: nel cast anche Pannofino

"Italia Germania '44", al via le riprese del film sulla leggendaria partita di Sarnano: nel cast anche Pannofino

28/09/2026 17:00

Sarnano diventa ancora una volta il cuore di una storia che affonda le radici negli anni più drammatici del Novecento. Sono iniziate le riprese di “Italia Germania ’44”, il film ispirato alla partita di calcio disputata nell’aprile del 1944 tra i giovani del paese e i soldati tedeschi presenti sul territorio durante l'occupazione nazifascista. Il primo ciak è stato battuto il 28 settembre a Sassoferrato, nella frazione di Monterosso, ma la produzione si sposterà anche in provincia di Macerata, con set a Sarnano, San Ginesio, Bolognola e sui Monti Sibillini, oltre che a Jesi, Serra San Quirico, Montecarotto e Cupramontana. Il lungometraggio nasce da una produzione interamente marchigiana, firmata Stella Polare Films, Sydonia Production e Subwaylab, con il coinvolgimento di maestranze e interpreti per circa il 90% provenienti dalle Marche. Il progetto è sostenuto dal Ministero della Cultura, dalla Regione Marche, da Fondazione Marche Cultura e Marche Film Commission, oltre che dai Comuni di Sarnano e San Ginesio e dall’Unione Montana dei Monti Azzurri. "Italia Germania ’44 porta sullo schermo una vicenda custodita nella nostra memoria e le dà la possibilità di farla conoscere a un pubblico più ampio", sottolinea Andrea Agostini, presidente della Fondazione Marche Cultura-Marche Film Commission. "Al centro c’è una partita di calcio, ma ciò che il film racconta va oltre il campo: una comunità attraversata dalla guerra, le scelte dei singoli e la forza dei legami in un momento drammatico della nostra storia". La partita tra i tedeschi e i giovani di Sarnano La storia raccontata dal film risale alla primavera del 1944, quando l'Italia era divisa dal fronte e le Marche si trovavano ancora sotto l'occupazione nazifascista. Sarnano era presidiata dalle truppe tedesche, in gran parte altoatesine, mentre sui monti circostanti si muovevano le prime formazioni della Resistenza. In questo contesto, il sergente maggiore tedesco Walter Kobler ebbe l'idea di organizzare una partita di calcio tra i militari del presidio e i giovani del paese. L'obiettivo dichiarato era quello di concedere alla comunità, almeno per qualche ora, una parentesi di normalità in una quotidianità segnata dalla guerra. A mettere insieme la formazione italiana e ad arbitrare l'incontro fu Mario Maurelli, destinato dopo la guerra a diventare uno degli arbitri più importanti del calcio italiano, con 98 partite dirette in Serie A. A Sarnano, il suo nome è ancora oggi legato all'impianto sportivo cittadino. In campo scesero ragazzi in parte nascosti "alla macchia" per evitare la leva forzata o coinvolti nelle attività della Resistenza. Sugli spalti, invece, c'erano soprattutto donne, anziani e bambini, mentre molti degli uomini erano al fronte, in armi o in fuga. Anche il risultato della partita è rimasto sospeso tra cronaca e leggenda. Una delle versioni più ricorrenti parla di un 1-1, mentre altre testimonianze riferiscono di un punteggio differente. Proprio questa sovrapposizione tra memoria orale e ricostruzione storica ha contribuito a mantenere viva la vicenda nel corso dei decenni, attraverso ricerche, documentari, podcast e articoli. Il film e il cast La regia è affidata al collettivo Subwaylab, composto da Alessandro Tarabelli, Diego Morresi e Andrea Antolini, autori del soggetto insieme a Leonardo Martellini. La sceneggiatura è invece firmata da Claudio Centioni e Roberto Recchioni. Il film avrà una durata di 90 minuti, come una partita di calcio, e vedrà nei ruoli principali Paolo Bernardini nei panni di Mario Maurelli, Alex Lorenzin in quelli di Mimmo Maurelli, Alessandro Fella nel ruolo di Decio Filipponi, Rebecca Liberati come Ines, Chiara Renzi come Melissa "Valchiria" e David Paryla nei panni di Walter Kobler. Nel cast c'è anche Francesco Pannofino, che interpreta Cesare, insieme a due ex protagonisti del calcio italiano: Moreno Torricelli, nel ruolo di Villa, e Dario Hubner, che interpreta Casadei. Gli altri personaggi saranno interpretati da Giacomo Bottoni, Dino Galiano, Nikolai Selivanovsky, Valentina Bivona, Giuseppe Lo Piccolo, Mirco Abbruzzetti, Piero Massimo Macchini, Mathe Kabe, Kevin Pizzi, Kevin Lettieri e Victor Carlo Vitale. «Il calcio è uno sport di strada, popolare, epico, nel quale si confrontano due squadre», spiegano i registi Alessandro Tarabelli, Diego Morresi e Andrea Antolini. «È una potente metafora di solidarietà in un momento drammatico. Vogliamo raccontare il gesto del singolo elevato a mito e il movimento collettivo della squadra, che segna il passaggio da sconosciuti che giocano insieme a una vera squadra». La pellicola rappresenta inoltre una novità dal punto di vista tecnico: “Italia Germania ’44” è il primo film italiano girato con le nuove camere Blackmagic 17K 65mm, affiancate da una Blackmagic 12K PYXIS e da ottiche TLS VEGA 65, con l'obiettivo di restituire sullo schermo una resa cinematografica particolarmente ampia e dinamica. Per Sarnano e per i territori dei Monti Sibillini, il film rappresenta così anche l'occasione di riportare sul grande schermo una vicenda nata proprio tra queste montagne e rimasta, per oltre ottant'anni, sospesa tra storia e memoria popolare.

San Severino in festa per il compatrono San Pacifico: tra fede, musica e le iniziative in piazza

San Severino in festa per il compatrono San Pacifico: tra fede, musica e le iniziative in piazza

28/09/2026 15:10

San Severino Marche si è stretta attorno a San Pacifico in occasione delle celebrazioni dedicate al compatrono della città e della Provincia Picena San Giacomo della Marca. Un appuntamento che, anche quest’anno, ha unito il momento religioso alle iniziative civili, coinvolgendo la comunità settempedana per tutto il fine settimana. I festeggiamenti sono stati organizzati dai Frati Minori del santuario, con il custode padre Luciano Genga, e hanno preso il via con il tradizionale triduo di preparazione. Il programma religioso è poi culminato nelle celebrazioni ufficiali nella chiesa di San Domenico, tra cui la Santa Messa per la festa liturgica, presieduta dal Ministro Provinciale padre Simone Giampieri, e quella dedicata alla festa cittadina. Alla celebrazione ha preso parte anche la rappresentanza istituzionale del Comune. Presenti, con il Gonfalone civico, il sindaco Rosa Piermattei, il presidente del Consiglio comunale Sandro Granata, il vicesindaco Jacopo Orlandani, gli assessori Vanna Bianconi e Paolo Paoloni, il comandante della Polizia Locale, vice commissario Adriano Bizzarri, e i volontari del gruppo comunale di Protezione Civile coordinati da Dino Marinelli. Accanto alle celebrazioni religiose, il programma ha proposto diverse iniziative rivolte alla cittadinanza, con pellegrinaggi a piedi, messe e momenti di raccoglimento che hanno accompagnato le giornate dedicate al santo. Non sono mancati gli appuntamenti dedicati alla cultura e alla socialità. Al teatro Feronia è andata in scena la commedia dialettale della Compagnia teatrale Terra dei Fioretti, mentre in piazza è tornata "Pompieropoli", iniziativa particolarmente apprezzata dalle famiglie e dai bambini. Spazio anche alla musica con il concerto del Corpo filarmonico "Francesco Adriani", ospitato nella chiesa di San Domenico. Il complesso ha proposto un repertorio musicale che ha richiamato un pubblico numeroso. Le celebrazioni hanno così rinnovato il legame tra San Severino Marche e la figura di San Pacifico, attraverso un programma capace di affiancare la dimensione della fede agli appuntamenti della tradizione cittadina e ai momenti di condivisione organizzati dai Frati Minori con la comunità.

Curiosità

I nati nel 1986 del Camerinese festeggiano 40 anni: una serata tra ricordi e amicizia

I nati nel 1986 del Camerinese festeggiano 40 anni: una serata tra ricordi e amicizia

28/09/2026 17:26

Quarant’anni da festeggiare insieme, tornando per una sera a essere i ragazzi di un tempo. I nati nel 1986 del Camerinese si sono ritrovati ieri sera a Villa Fornari per celebrare un compleanno speciale, trasformando la serata in una vera rimpatriata all’insegna dell’amicizia, dei ricordi e dei legami costruiti durante gli anni della scuola e della giovinezza. Sono stati oltre sessanta i partecipanti, arrivati da Camerino, Castelraimondo, Visso, Pieve Torina e dagli altri comuni del territorio. Una generazione che nel corso degli anni ha preso strade diverse, ma che ha conservato rapporti e ricordi comuni e ha voluto ritrovarsi per festeggiare insieme il traguardo dei 40 anni. Per molti l’appuntamento è stato soprattutto l’occasione per rivedere persone che non incontravano da tempo. Una serata fatta di abbracci, fotografie, sorrisi e aneddoti, con i ricordi degli anni trascorsi insieme a fare da filo conduttore. Sono cambiate le vite, le professioni e le città in cui abitare, ma ritrovarsi tutti insieme ha permesso di riannodare per qualche ora quel filo che unisce una generazione cresciuta nello stesso territorio. La serata ha unito festa e memoria, celebrando non soltanto il traguardo dei quarant’anni, ma anche quelle amicizie e quei legami che il tempo e le distanze non sono riusciti a cancellare. Una fotografia di gruppo, tanti sorrisi e una certezza: a quarant’anni si può tornare ragazzi, almeno per una sera, quando ci si ritrova con le persone con cui si è cresciuti.

Morrovalle, Laura Ruggeri spegne 100 candeline: per anni ha portato il latte alle famiglie del paese

Morrovalle, Laura Ruggeri spegne 100 candeline: per anni ha portato il latte alle famiglie del paese

28/09/2026 15:30

Un secolo di vita, lavoro e legame con la comunità di Morrovalle. Laura Ruggeri ha festeggiato i suoi 100 anni, raggiunti ieri, circondata dall'affetto della famiglia e dei suoi cari. A portarle gli auguri dell'amministrazione comunale e dell'intera comunità è stato il sindaco Andrea Staffolani. Nata a Morrovalle il 27 settembre 1926, Laura è la primogenita di Nazzareno Ruggeri e Santina Garbuglia. Dopo di lei sono arrivati Augusto, Otello, Fiorina e Carlo, per una famiglia composta da cinque figli. Ha frequentato la scuola fino alla quinta elementare, crescendo nell'Italia rurale di un tempo, quando la vita quotidiana era scandita dal lavoro, dalla famiglia e dai sacrifici. Donna laboriosa e dal carattere forte, Laura ha costruito la propria vita insieme al marito Albino Mosconi, dal quale ha avuto il figlio Mario. Alla cura della casa e della famiglia ha affiancato il lavoro nei campi e anche un'attività che l'ha resa particolarmente legata alla comunità morrovallese: per un periodo portava il latte direttamente alle famiglie del paese che ne avevano bisogno. Rimasta vedova nel 1976, ha continuato ad affrontare le difficoltà della vita con la stessa determinazione. Oggi Laura è circondata dall'affetto dei suoi cari, delle nipoti e dei pronipoti Giulio, Clara e Vittorio, portando con sé i ricordi di un secolo attraversato da profondi cambiamenti sociali e storici. "La storia di Laura è quella di una generazione che ha costruito il nostro paese con il lavoro, il sacrificio e la dedizione alla famiglia", ha sottolineato il sindaco Andrea Staffolani, che ha voluto partecipare personalmente alla festa per il traguardo dei cento anni. Accanto alla neocentenaria, ieri, si sono riuniti tutti i suoi affetti più cari. Una festa di famiglia per celebrare un traguardo speciale e una vita che, come ricordano i familiari, è stata segnata da valori rimasti nel tempo. "Cent'anni di vita sono una meravigliosa storia da raccontare. La nonna ci ha insegnato il valore del lavoro, la forza di non arrendersi mai e l'importanza di restare uniti. Vederla circondata da figli, nipoti e pronipoti è il regalo più bello, per lei e per tutti noi", hanno raccontato i familiari.

Varie

Truffe agli anziani, protocollo tra Unione Montana dei Monti Azzurri e carabinieri in congedo: incontri nei 15 comuni

Truffe agli anziani, protocollo tra Unione Montana dei Monti Azzurri e carabinieri in congedo: incontri nei 15 comuni

28/09/2026 19:30

Un ciclo di incontri nei 15 Comuni dell'Unione Montana dei Monti Azzurri per informare la popolazione anziana e prevenire le truffe. È questo l'obiettivo del protocollo sottoscritto dall'ente montano, rappresentato dal presidente Giampiero Feliciotti, e dall'Associazione nazionale carabinieri in congedo di Tolentino, rappresentata dal presidente, Giuseppe Losito. La firma è avvenuta oggi a margine del Consiglio dei sindaci, riunito per l'assestamento di bilancio. L'iniziativa è stata accolta favorevolmente dai primi cittadini dei Comuni dell'Unione, che hanno condiviso la necessità di rafforzare le attività di informazione e prevenzione nei confronti di una fascia della popolazione particolarmente esposta ai tentativi di raggiro. Gli incontri saranno dedicati alle principali modalità con cui vengono messe in atto le truffe, fornendo indicazioni concrete per riconoscere situazioni sospette e adottare comportamenti utili a non cadere nelle trappole dei malintenzionati. Particolare attenzione sarà riservata alle persone anziane che, anche a causa di condizioni di salute o dell'assunzione di determinati farmaci, possono trovarsi in alcune circostanze in una condizione di maggiore vulnerabilità e avere una minore capacità di riconoscere tempestivamente situazioni anomale. L'obiettivo, dunque, è intervenire soprattutto sul fronte della prevenzione e della consapevolezza, portando le informazioni direttamente nei territori e creando occasioni di confronto con i cittadini. Il presidente dell'Unione Montana dei Monti Azzurri, Giampiero Feliciotti, ha ringraziato l'Associazione nazionale carabinieri in congedo per la collaborazione, ricordando anche il contributo che i volontari già garantiscono in diverse attività sul territorio, dalle uscite scolastiche alla sicurezza durante le manifestazioni e le feste. Al termine dell'incontro, Feliciotti ha consegnato a Losito il crest dell'Unione Montana dei Monti Azzurri, come segno della collaborazione avviata tra le due realtà. Da parte sua, il presidente dell'Associazione nazionale carabinieri in congedo ha espresso orgoglio per la possibilità di collaborare con gli enti territoriali rappresentati dai sindaci presenti all'incontro, sottolineando la volontà di mettere a disposizione esperienza e attività volontaria a servizio delle comunità. Il protocollo punta quindi a trasformare la collaborazione già esistente in un'azione strutturata di informazione, con gli appuntamenti nei 15 comuni che saranno dedicati alla prevenzione delle truffe e alla tutela delle persone più vulnerabili.

Treia, 500 libri donati alle scuole per avvicinare i ragazzi alla lettura e "disconnetterli" dagli schermi

Treia, 500 libri donati alle scuole per avvicinare i ragazzi alla lettura e "disconnetterli" dagli schermi

28/09/2026 18:00

Cinquecento nuovi libri arrivano nelle scuole di Treia con l'obiettivo di offrire agli studenti nuove occasioni per leggere, conoscere e, almeno per qualche momento, allontanarsi dagli schermi. È la donazione realizzata da RI.ME.L. S.r.l., azienda treiese attiva nella gestione dei rifiuti RAEE, a favore di tutte le scuole dell'Istituto comprensivo "Egisto Paladini". I volumi sono stati consegnati alla dirigente scolastica Silvia Mascia Paolo dall'amministratore di RI.ME.L. Elia Leonori, alla presenza del sindaco Franco Capponi e dell'assessore Camilla Palmieri. I libri saranno destinati alle biblioteche scolastiche e andranno ad arricchire il patrimonio a disposizione degli alunni. "Abbiamo voluto restituire qualcosa alla comunità in cui lavoriamo ogni giorno, cominciando dai più piccoli", ha dichiarato Leonori durante la consegna. L'iniziativa nasce anche dalla volontà di riportare l'attenzione sul rapporto tra bambini, lettura e tecnologie digitali. In una quotidianità nella quale smartphone, tablet e altri dispositivi elettronici occupano sempre più spazio, mettere a disposizione dei ragazzi libri e luoghi in cui leggerli significa offrire loro la possibilità di rallentare, concentrarsi e lasciare spazio all'immaginazione. La donazione punta quindi non soltanto ad aumentare il numero dei volumi presenti nelle biblioteche scolastiche, ma anche a sostenere il ruolo della scuola nella formazione e nella crescita culturale dei più giovani. La lettura può diventare così un momento da condividere, un'occasione per scoprire nuove storie e un modo per sviluppare curiosità e attenzione. Docenti e alunni hanno accolto con entusiasmo i nuovi libri, che entreranno nella quotidianità delle scuole di Treia. Un gesto concreto con cui RI.ME.L. ha scelto di rafforzare il legame con la comunità locale e di investire sulle nuove generazioni, proponendo un'alternativa semplice alla presenza costante degli schermi: il tempo dedicato a un libro.

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