Ha bloccato un carroattrezzi lungo la strada, minacciato il conducente e tentato di impossessarsi dell'auto trasportata, per poi fuggire con il cellulare del soccorritore. È quanto contestato a un 23enne tunisino, residente a Macerata e regolare sul territorio nazionale, denunciato dai carabinieri della Stazione di Montecassiano al termine di un'articolata attività d'indagine.
I fatti risalgono alla mattina del 12 agosto, quando la centrale operativa ha inviato i militari di Montecassiano e l'Aliquota Radiomobile in soccorso di un 66enne, dipendente di una ditta di soccorso stradale.
L'uomo aveva appena caricato sul carroattrezzi un'autovettura rimasta in panne, quando è stato improvvisamente affiancato e bloccato dall'indagato, che si trovava a bordo della propria automobile.
Le chiavi del carroattrezzi e il tentativo di prendere l'auto
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, il 23enne sarebbe sceso dal proprio veicolo con un atteggiamento minaccioso, riuscendo a sfilare le chiavi dal quadro del carroattrezzi. Successivamente avrebbe preteso anche le chiavi della vettura trasportata, sostenendo falsamente di esserne il proprietario.
Il giovane è quindi salito a bordo dell'auto in panne, tentando senza successo di metterla in moto. Di fronte alla situazione, il soccorritore ha contattato telefonicamente il reale proprietario del veicolo per chiarire la vicenda. Ma proprio durante la conversazione si è verificato il secondo episodio.
Gli prende il cellulare e fugge verso Osimo
L'indagato, chiedendo di parlare direttamente con il proprietario della macchina, si sarebbe impossessato con destrezza del cellulare del 66enne, per poi risalire sulla propria auto e allontanarsi a forte velocità.
Le ricerche sono scattate immediatamente e hanno portato i carabinieri fino a Osimo, dove i militari della locale Stazione sono riusciti a rintracciare il 23enne e a recuperare lo smartphone, successivamente sottoposto a sequestro.
Le successive verifiche hanno permesso di ricostruire nel dettaglio quanto accaduto. In particolare, i carabinieri hanno analizzato le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona e raccolto le testimonianze delle persone presenti.
Al termine dell'attività investigativa, il giovane è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Macerata, ritenuto responsabile, allo stato delle indagini, dei reati di tentata rapina e furto aggravato.
Ha bloccato un carroattrezzi lungo la strada, minacciato il conducente e tentato di impossessarsi dell'auto trasportata, per poi fuggire con il cellulare del soccorritore. È quanto contestato a un 23enne tunisino, residente a Macerata e regolare sul territorio nazionale, denunciato dai carabinieri della Stazione di Montecassiano al termine di un'articolata attività d'indagine.
I fatti risalgono alla mattina del 12 agosto, quando la centrale operativa ha inviato i militari di Montecassiano e l'Aliquota Radiomobile in soccorso di un 66enne, dipendente di una ditta di soccorso stradale.
L'uomo aveva appena caricato sul carroattrezzi un'autovettura rimasta in panne, quando è stato improvvisamente affiancato e bloccato dall'indagato, che si trovava a bordo della propria automobile.
Le chiavi del carroattrezzi e il tentativo di prendere l'auto
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, il 23enne sarebbe sceso dal proprio veicolo con un atteggiamento minaccioso, riuscendo a sfilare le chiavi dal quadro del carroattrezzi. Successivamente avrebbe preteso anche le chiavi della vettura trasportata, sostenendo falsamente di esserne il proprietario.
Il giovane è quindi salito a bordo dell'auto in panne, tentando senza successo di metterla in moto. Di fronte alla situazione, il soccorritore ha contattato telefonicamente il reale proprietario del veicolo per chiarire la vicenda. Ma proprio durante la conversazione si è verificato il secondo episodio.
Gli prende il cellulare e fugge verso Osimo
L'indagato, chiedendo di parlare direttamente con il proprietario della macchina, si sarebbe impossessato con destrezza del cellulare del 66enne, per poi risalire sulla propria auto e allontanarsi a forte velocità.
Le ricerche sono scattate immediatamente e hanno portato i carabinieri fino a Osimo, dove i militari della locale Stazione sono riusciti a rintracciare il 23enne e a recuperare lo smartphone, successivamente sottoposto a sequestro.
Le successive verifiche hanno permesso di ricostruire nel dettaglio quanto accaduto. In particolare, i carabinieri hanno analizzato le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona e raccolto le testimonianze delle persone presenti.
Al termine dell'attività investigativa, il giovane è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Macerata, ritenuto responsabile, allo stato delle indagini, dei reati di tentata rapina e furto aggravato.
In questo episodio del podcast Nati per… incontriamo Barbara Trasatti, una delle figure più poliedriche e carismatiche della comunicazione visiva e del personal branding nelle Marche. Insieme a lei affronteremo un viaggio affascinante tra creatività, business e indipendenza femminile.
Pioniera del settore, Trasatti ha fondato il suo storico Studio Grafico a Macerata nel 1989, costruendo nel tempo una carriera solida e autonoma. La sua è una storia di pura determinazione: dall'ideazione del rivoluzionario format PersonalGraphicVIP (vincitore del Premio Innovazione nel 2011) fino al recente incarico all'interno della Commissione Regionale per le Pari Opportunità della Regione Marche.
Aperta al confronto e da sempre pronta a mettere la propria esperienza a disposizione degli altri, ha saputo racchiudere la sua visione del mondo in tre fortunate pubblicazioni:
Chic For Life: un agile "minibook" da borsetta fatto di aforismi brevi e battute sagaci, pensato per donne curiose e intraprendenti che hanno imparato a scegliersi. Un vero prontuario di autoironia per affrontare la vita quotidiana con stile ed eleganza; Gettami in pasto ai lupi e tornerò alla guida del branco: un manuale di crescita personale per eroi di tutti i giorni; una lezione di resilienza e forza interiore per imparare a superare le avversità; Chic For Life 2: naturale evoluzione del primo progetto, il volume consolida un percorso di pillole di saggezza moderna, promuovendo l'idea di una femminilità forte, indipendente e capace di tracciare la propria strada. Un’opera dedicata a chi sta ricominciando e desidera continuare a crescere.
🎧 Ascolta la storia di Barbara Trasatti: la puntata di "Nati per..." è disponibile ora su YouTube, Facebook e Spotify!
Una frode informatica da 47.870 euro ai danni di un 39enne di Corridonia è stata scoperta dai carabinieri della locale Stazione, che al termine di un'articolata attività investigativa hanno denunciato in stato di libertà tre persone, tutte già note alle forze dell'ordine.
Si tratta di un 30enne residente nella provincia di Caserta, un 24enne napoletano e un 51enne di origine albanese residente nel Veronese, ritenuti responsabili, allo stato delle indagini, del reato di frode informatica.
La falsa verifica e il controllo dell'home banking
L'indagine è partita dalla denuncia presentata ai primi di luglio dalla vittima, che sarebbe stata ingannata attraverso una falsa procedura di verifica dell'identità.
Il 39enne, convinto di dover confermare i propri dati, si è collegato al servizio di home banking della propria banca, inserendo le informazioni personali richieste. L'operazione, anziché servire a verificare l'identità, avrebbe consentito ai malintenzionati di generare abusivamente nuove credenziali di accesso.
Attraverso un intervento illecito sui dati del sistema, i responsabili sarebbero quindi riusciti a prendere il controllo dell'applicazione bancaria e a disporre diversi bonifici istantanei.
Sei bonifici per quasi 48mila euro
Il denaro sottratto ammonta complessivamente a 47.870 euro, prelevati da due distinti conti correnti intestati alla vittima insieme, rispettivamente, alla madre e alla convivente, entrambi presso la stessa banca.
Nel dettaglio, è stato disposto un primo bonifico da 25mila euro verso un IBAN. A questo si sono aggiunti tre bonifici per complessivi 14.880 euro indirizzati verso un secondo conto corrente e altri due trasferimenti per un totale di 7.990 euro verso un terzo IBAN.
Un'operazione articolata che ha richiesto ai carabinieri una ricostruzione dettagliata dei movimenti finanziari.
I Carabinieri ricostruiscono i flussi di denaro
Gli investigatori della Stazione di Corridonia hanno infatti seguito i flussi finanziari e i movimenti del denaro, riuscendo a risalire alla titolarità dei tre conti correnti sui quali erano confluite le somme.
Gli accertamenti hanno permesso di stabilire che tutti e tre i conti di destinazione erano stati attivati dai tre soggetti oggi indagati, consentendo così agli investigatori di ricostruire la presunta frode e di formalizzare le denunce all'Autorità Giudiziaria.
I tre sono stati quindi deferiti in stato di libertà per il reato di frode informatica.
Sacchi di rifiuti, bottiglie, mozziconi e oggetti abbandonati nell'area picnic e nei dintorni dei boschi di Pian dell'Elmo, nel territorio di Apiro. È la situazione documentata il 17 agosto da una visitatrice che ha deciso di segnalare alla nostra redazione le condizioni in cui si è trovata davanti l'area attrezzata dopo il lungo weekend di Ferragosto.
La segnalazione è accompagnata da alcune fotografie che mostrano rifiuti disseminati nell'area (vedi copertina, ndr), nonostante la presenza di numerosi cassonetti destinati alla raccolta.
"A Pian dell'Elmo è presente un'area attrezzata per i picnic e, dopo il lungo weekend di Ferragosto, la situazione che mi sono trovata davanti era davvero imbarazzante: immondizia ovunque, sacchi di rifiuti abbandonati, bottiglie, mozziconi di sigaretta e oggetti di ogni genere disseminati nell'area", racconta la lettrice.
La donna precisa di non poter stabilire quando e da chi siano stati lasciati i rifiuti, ma sottolinea come la situazione riscontrata il 17 agosto sia arrivata al termine di alcuni giorni caratterizzati da un forte afflusso di persone.
"La montagna richiede rispetto"
La visitatrice, appassionata di montagna e frequentatrice abituale anche degli ambienti di alta quota, lega quanto osservato a una riflessione più ampia sul rapporto tra turismo e natura.
"Negli ultimi anni ho purtroppo visto aumentare sempre di più il numero di persone che frequentano la montagna e gli ambienti naturali senza avere la minima consapevolezza del rispetto che questi luoghi richiedono", racconta.
La sua intenzione era trascorrere una giornata lontano dai percorsi di alta montagna, scegliendo una passeggiata in un luogo immerso nella natura. L'impatto con l'area di Pian dell'Elmo, però, è stato ben diverso da quello che si aspettava: "Avevo deciso di concedermi una giornata lontano dall'alta montagna, scegliendo una passeggiata tranquilla in un luogo immerso nella natura e che immaginavo bello e pacifico. Invece mi sono trovata davanti a uno spettacolo che mi ha profondamente rattristata".
Secondo la lettrice, il problema non riguarda soltanto la presenza materiale dei rifiuti, ma soprattutto il comportamento che ne è alla base: "Il problema non sono soltanto i rifiuti. È la mentalità che c'è dietro: l'idea che si possa lasciare qualsiasi cosa a terra perché 'tanto qualcuno pulirà', come se i luoghi naturali fossero di nessuno e come se le proprie azioni non avessero conseguenze".
"I cassonetti ci sono, non è una questione di fare grandi sforzi"
Uno degli aspetti che ha colpito maggiormente la visitatrice è la presenza di numerosi contenitori per i rifiuti lungo l'area. "E in questo caso la cosa è ancora più difficile da comprendere, perché l'area è piena di cassonetti. Ne avrò contati decine durante la mia passeggiata", sottolinea.
La segnalazione evidenzia quindi come, almeno secondo quanto osservato dalla visitatrice, non mancassero i punti di raccolta. Anche qualora alcuni contenitori fossero risultati pieni durante i giorni di maggiore affluenza, la lettrice ritiene che sarebbe stato comunque possibile evitare di disseminare i rifiuti nell'area e nel bosco: "Non si tratta quindi nemmeno di dover fare un grande sforzo per portare i propri rifiuti con sé: i contenitori sono presenti e facilmente raggiungibili".
Da qui l'appello a un maggiore senso di responsabilità da parte di chi frequenta questi luoghi: chi porta qualcosa in un ambiente naturale dovrebbe essere altrettanto attento a riportarlo indietro o a smaltirlo correttamente.
"Anche chi gestisce l'area deve intervenire"
La responsabilità, secondo la visitatrice, non ricadrebbe però esclusivamente sui comportamenti individuali. La segnalazione chiama in causa anche la gestione dell'area, soprattutto in occasione di periodi caratterizzati da un'affluenza prevedibilmente elevata.
"Ma credo che ci sia anche una seconda responsabilità, quella di chi ha in gestione l'area. In occasione di un periodo come Ferragosto, con un afflusso di visitatori ampiamente prevedibile, sarebbe stato ragionevole prevedere maggiori controlli e una verifica puntuale delle condizioni dell'area nei giorni successivi alla maggiore affluenza", afferma.
L'obiettivo, precisa, non sarebbe quello di sostituire il senso civico dei visitatori, ma di affiancarlo con controlli e interventi tempestivi, soprattutto nei momenti in cui la pressione turistica aumenta: "Non è sufficiente confidare nel senso civico delle persone quando è evidente che, in alcuni casi, questo senso civico viene completamente a mancare. La tutela di un luogo naturale passa anche dalla capacità di prevenire, controllare e intervenire tempestivamente".
La segnalazione si conclude con un auspicio: che quanto documentato possa contribuire a richiamare l'attenzione sulla necessità di tutelare Pian dell'Elmo, soprattutto nei periodi di maggiore afflusso.
"Trovo particolarmente triste che un luogo di media montagna così bello possa trasformarsi, proprio nei giorni di maggiore affluenza, in una discarica a cielo aperto", conclude la visitatrice, ribadendo che "la montagna e gli ambienti naturali non sono parchi giochi privati" ma ecosistemi fragili che richiedono responsabilità da parte di tutti.
Il cinghiale da problema a risorsa per il territorio: è questo l'obiettivo dell'accordo sottoscritto nel Maceratese tra Coldiretti, le associazioni agricole, gli Ambiti Territoriali di Caccia Macerata 1 e Macerata 2 e Urca Marche, l'associazione ambientale che gestisce il Centro di Lavorazione della Selvaggina di Caccamo.
Un'intesa definita innovativa, la prima di questo genere nelle Marche, che punta a cambiare l'approccio alla gestione del cinghiale. Non più soltanto una specie da contenere per limitare i danni alle coltivazioni, ma una risorsa economica, ambientale e alimentare da inserire in una filiera controllata e tracciata.
L'obiettivo è aumentare la disponibilità di carne di selvaggina locale destinata ad agriturismi e ristorazione, garantendo contemporaneamente la sicurezza sanitaria delle carni e un maggiore controllo della popolazione selvatica.
Un patto tra agricoltori, cacciatori e ambientalisti
"Per costruire una convivenza equilibrata tra fauna selvatica e agricoltura occorre cambiare prospettiva", sottolinea David Donninelli, direttore di Coldiretti Macerata.
Secondo Donninelli, il cinghiale può rappresentare un'opportunità per tutti gli attori coinvolti: per gli agricoltori, attraverso una gestione più efficace della popolazione e la conseguente riduzione dei danni; per i cacciatori, ai quali viene riconosciuto un valore economico per i capi conferiti; per agriturismi e consumatori, che potranno contare su una carne locale, sicura e tracciata.
L'accordo si inserisce in un percorso avviato nelle Marche già nel 2023, con l'apertura del Centro di Lavorazione della Selvaggina di Caccamo gestito da Urca, associazione attiva anche nel centro sosta del Parco del Conero, in provincia di Ancona.
La nuova impostazione punta quindi a superare la semplice logica del risarcimento dei danni causati dalla fauna selvatica, privilegiando la prevenzione attraverso maggiori catture e la costruzione di una filiera controllata.
Nel Maceratese coinvolti circa 300 cinghiali all'anno
L'intesa sottoscritta nel 2026 prevede un meccanismo operativo preciso. Ogni squadra di caccia al cinghiale degli Atc MC1 e MC2 dovrà puntare a conferire, durante ogni stagione venatoria, almeno cinque capi al Centro di Caccamo, con un peso eviscerato non inferiore a 50 chili.
Nel complesso, la nuova filiera potrebbe arrivare a coinvolgere circa 300 animali ogni anno.
Il cacciatore assume così un ruolo centrale non soltanto nella gestione della fauna selvatica, ma anche nella legalità delle operazioni e nella salubrità delle carni. Agricoltori, Ambiti Territoriali di Caccia, ambientalisti, cacciatori e mondo della ristorazione vengono inseriti all'interno di un unico progetto territoriale.
Le associazioni agricole promuoveranno infatti l'utilizzo delle carni di selvaggina locale presso agriturismi e imprese, mentre Urca sosterrà l'adesione dei cacciatori, la formazione e la valorizzazione della filiera.
"Il cinghiale può diventare una risorsa"
Donninelli ha rivolto un ringraziamento ai presidenti degli ATC, Leonardo Romiti e Pio Chiaramoni, e ai rispettivi comitati per il sostegno al progetto.
"Questo accordo pone le fondamenta di una nuova visione della caccia e della gestione faunistico-venatoria: il cinghiale da problema può diventare una risorsa del territorio", conclude il direttore di Coldiretti Macerata.
L'obiettivo finale è quindi creare valore economico e occupazionale, contribuire alla tutela delle coltivazioni e, allo stesso tempo, offrire a consumatori e ristoratori una carne locale controllata e tracciata, trasformando la gestione del cinghiale in una filiera strutturata.
Controlli di Ferragosto in un pubblico esercizio del Parco Nazionale dei Monti Sibillini: sanzionati i due titolari. La carne è stata sottoposta a sequestro amministrativ
Sono 153 gli interventi effettuati dai Vigili del fuoco dal pomeriggio di ieri per fronteggiare i danni provocati dall’ondata di maltempo che ha interessato il territorio regionale.
La situazione più critica si è registrata in provincia di Macerata, dove i Vigili del fuoco hanno effettuato complessivamente 90 interventi. Un numero nettamente superiore rispetto alle altre province marchigiane, a conferma dell’intensità con cui il maltempo ha colpito il territorio maceratese.
In provincia di Ancona gli interventi sono stati 30, mentre ad Ascoli Piceno sono state effettuate 20 operazioni. Seguono la provincia di Fermo, con 10 interventi, e quella di Pesaro Urbino, dove le squadre dei Vigili del fuoco sono intervenute in 3 occasioni.
Nel complesso, dunque, sono 153 gli interventi effettuati dal pomeriggio di ieri per affrontare le conseguenze dell’ondata di maltempo che ha interessato diverse aree delle Marche.
Due 21enni romani sono rimasti bloccati nel pomeriggio in località Fonte della Trocca, nel territorio comunale di Fiastra, a causa di un forte temporale che ha interessato la zona. Per recuperarli è intervenuto il Soccorso Alpino e Speleologico Marche, che ha riportato i due giovani in sicurezza.
L'intervento è scattato nel pomeriggio, quando il peggioramento delle condizioni meteorologiche ha reso difficoltoso il rientro dei due escursionisti, che si trovavano nella zona di Casale Piscini.
Sono state attivate due squadre del Soccorso Alpino e Speleologico Marche, che hanno raggiunto i ragazzi e provveduto al loro recupero, accompagnandoli in sicurezza fuori dalla zona interessata dal maltempo.
Alle operazioni hanno preso parte anche i Vigili del Fuoco, fornendo supporto alle attività di soccorso. I due giovani, entrambi di 21 anni e provenienti da Roma, sono stati così recuperati senza conseguenze e hanno potuto fare rientro in sicurezza.
La presenza di alcuni esemplari di lupo nella prima periferia e in alcune frazioni di San Severino Marche ha portato l’Amministrazione comunale a richiamare l’attenzione dei cittadini sulle corrette norme di comportamento e sulle buone pratiche per favorire una convivenza rispettosa e sicura con la fauna selvatica.
Il lupo è un animale per sua natura schivo e diffidente nei confronti dell’uomo e, in condizioni normali, tende a evitarne la presenza. In determinate circostanze, tuttavia, la ricerca di cibo o la presenza di animali domestici incustoditi possono favorire l’avvicinamento di alcuni esemplari ai centri abitati o alle aree immediatamente circostanti.
Per questo motivo il Comune di San Severino Marche ha diffuso un vademecum rivolto alla cittadinanza, con una serie di indicazioni utili a ridurre le possibilità di incontro e a prevenire situazioni che possano attirare gli animali.
Una delle principali raccomandazioni riguarda la gestione del cibo e dei rifiuti. "Non bisogna lasciare all’aperto alimenti o scarti alimentari, che potrebbero rappresentare una fonte di attrazione per i lupi". "Particolare attenzione deve essere riservata ai rifiuti organici, che vanno conferiti rispettando gli orari previsti dal servizio di raccolta porta a porta". L’invito è a non esporre i sacchi la sera precedente, così da evitare che durante le ore notturne possano essere raggiunti dagli animali. "Anche le ciotole di cani e gatti non dovrebbero essere lasciate all’esterno, soprattutto nelle ore notturne".
"Massima attenzione anche alla protezione degli animali. Cani, gatti, capre e pecore devono essere custoditi in strutture adeguate, come stalle, box o recinzioni idonee. Durante le passeggiate, invece, i cani devono essere tenuti sempre al guinzaglio".
Il Comune raccomanda inoltre di evitare, nelle aree periferiche o considerate a rischio, "escursioni solitarie all’alba, al tramonto e durante le ore notturne".
Cosa fare in caso di incontro
"Se ci si trova a breve distanza da un lupo, la prima indicazione è quella di mantenere la calma e non correre. È consigliabile allontanarsi lentamente, camminando all’indietro e senza compiere movimenti improvvisi".
"Nel caso in cui l’animale non si allontani, si può rendere evidente la propria presenza facendo rumore, parlando ad alta voce, battendo le mani o agitando le braccia".
"È invece assolutamente sconsigliato inseguire l’animale, sia a piedi sia in automobile, per scattare fotografie o realizzare video. Particolare cautela deve essere adottata in presenza di cuccioli: non bisogna mai avvicinarsi né toccarli, poiché la madre si trova generalmente nelle vicinanze".
Le segnalazioni alle autorità
L’Amministrazione comunale invita i cittadini a segnalare tempestivamente eventuali avvistamenti alle autorità competenti.
(Foto di archivio)
La presenza di Fabrizio Corona al Gran Premio Città di Corridonia ha acceso i riflettori sull'ippodromo Martini, ma anche provocato la presa di posizione del Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste. La serata, che ha richiamato circa 6mila persone, è stata infatti preceduta da una tappa a Sirolo per Corona e accompagnata da una formale diffida nei confronti della società che gestisce l'impianto.
Corona è arrivato nelle Marche da Milano e, prima di raggiungere Corridonia, ha trascorso la serata a Sirolo. Qui ha cenato da Casacon insieme ad alcuni amici e conoscenti.
Terminata la cena, Corona ha raggiunto l'ippodromo Sigismondo Martini, dove era stato invitato come ospite in occasione della 52ª edizione del Premio Città di Corridonia, uno degli appuntamenti di riferimento della stagione di corse al galoppo. La gara principale della serata è stata vinta da Sea and Sea.
Proprio intorno alla presenza dell'ex fotografo dei vip si è sviluppata la posizione del Masaf. Il ministero ha notificato una diffida a Caroli Global Srl, società tarantina che gestisce il Martini, chiedendo di non utilizzare i loghi Masaf e Grande ippica italiana per iniziative che non siano direttamente riconducibili all'attività ippica sportiva.
Il ministero ha chiarito che l'iniziativa legata alla partecipazione di Corona, a suo giudizio, non rientra nelle attività promosse dal Masaf. La stessa posizione è stata ribadita dal sottosegretario Patrizio La Pietra, che ha ricordato come le sovvenzioni siano destinate alla gestione delle giornate di corse e agli interventi per infrastrutture e servizi.
La diffida contiene anche un avvertimento per il futuro: secondo il Masaf, eventuali ulteriori utilizzi impropri dei due loghi potrebbero determinare il ricorso alle sedi giudiziarie competenti.
Da parte della gestione dell'ippodromo, Cosimo Caroli aveva rinviato a oggi eventuali dichiarazioni sulla vicenda, spiegando di essere impegnato nei preparativi della serata e limitandosi a confermare la presenza di Corona.
Fino a 10mila euro di contributo per chi acquista un immobile nel centro storico di Potenza Picena e vi avvia una nuova attività commerciale o professionale. È la nuova misura introdotta dall'amministrazione comunale nell'ambito del progetto "Galleria Naturale", pensato per sostenere gli investimenti e favorire il rilancio del cuore storico della città.
La nuova linea di intervento si aggiunge al contributo già previsto per l'affitto dei locali, ampliando così gli strumenti a disposizione di chi sceglie di investire nel centro storico.
Il contributo per l'acquisto può arrivare a un massimo di 10mila euro, pari al 40% del costo complessivo dell'immobile, secondo le modalità e i requisiti stabiliti dall'avviso pubblico recentemente pubblicato dal Comune.
I requisiti per ottenere il contributo
Tra le condizioni previste dal bando c'è l'obbligo di avviare la nuova attività entro sei mesi dalla sottoscrizione e registrazione del contratto di compravendita. Chi beneficia dell'agevolazione dovrà inoltre impegnarsi a mantenere l'attività all'interno del locale acquistato per almeno tre anni.
La misura punta quindi non soltanto a incentivare l'acquisto di immobili, ma soprattutto a favorire nuovi insediamenti commerciali e professionali, contribuendo a rendere più vivo e attrattivo il centro storico di Potenza Picena.
Un nuovo tassello del progetto "Galleria Naturale"
Con il nuovo contributo, il progetto Galleria Naturale amplia il ventaglio di opportunità rivolte alle attività economiche. L'obiettivo dell'amministrazione è sostenere chi decide di investire in modo strutturale nel centro storico, affiancando gli incentivi alle locazioni con un sostegno diretto all'acquisto degli immobili.
"Con l'introduzione del contributo per l'acquisto dei locali ampliamo concretamente le opportunità offerte dal progetto Galleria Naturale - sottolinea l'amministrazione comunale -. Dopo il sostegno alle locazioni, mettiamo a disposizione un ulteriore strumento rivolto a chi sceglie di investire in maniera strutturale nel nostro centro storico, acquistando un immobile e avviando una nuova attività".
"Stupisce notare con quale sfrontatezza l’opposizione di sinistra riesca a montare un "caso politico" attorno a una guida per gite scolastiche, dimenticandosi del tutto la realtà sotto i loro occhi: a Morrovalle il turismo non è mai andato così bene". Risponde cosi il sindaco Andrea Staffolani alla polemica sollevata dalla minoranza di sinistra "Cura e Partecipazione" relativa all’assenza del borgo dalla pubblicazione "Un viaggio fuoriclasse" (leggi qui).
"L'opposizione "cura" soprattutto la propria visibilità, mistificando la realtà - aggiunge Staffolani - cerca un titolo, e pur di trovarlo dipinge Morrovalle come una 'destinazione invisibile'. Un solo strumento promozionale, tra i tanti che la Regione produce ogni anno, diventa per la minoranza la prova provata del fallimento di un’amministrazione. Un metodo - prosegue il sindaco - che dice più su chi scrive che su chi amministra: si vive di comunicati e non si ha la pazienza, o la competenza, di leggere i numeri veri, quelli che la nostra amministrazione ha costruito giorno per giorno da cinque anni e certificano presenze nel borgo in costante aumento".
L’amministrazione puntualizza che il volume in questione non è un guida turistica della Regione Marche, né un censimento completo dei Comuni. "Mentre l'opposizione si sofferma su una guida didattica - evidenza Staffolani - Morrovalle viene celebrata su portali e circuiti nazionali e internazionali di primaria importanza".
Il borgo, ricorda il sindaco, è "confermato tra le eccellenze del Touring Club Italiano come Bandiera Arancione, è presente sul portale ufficiale del turismo italiano Italia.it e sui circuiti Let's Marche della Regione. È promosso nelle principali guide nazionali dedicate al turismo dei borghi, dei percorsi enogastronomici (Colli Maceratesi Doc e Ciauscolo), della rete dei Cammini Francescani e delle mete per il turismo outdoor cicloturistico"
"Altro che comune invisibile, il vero termometro del lavoro svolto dalla nostra amministrazione in questi cinque anni, è nei numeri ufficiali rilevati dall'Istat e dalla Regione Marche", ribadisce. "I dati per il periodo 2020-2025 raccontano un'esplosione turistica senza precedenti che ridicolizza qualsiasi attacco pretestuoso: Morrovalle ha registrato la bellezza di 86.486 presenze turistiche ufficiali e 34.888 arrivi. Siamo passati - prosegue - dalle 13mila presenze del 2020 alle 17mila dello scorso anno".
"Nello stesso arco temporale, i Comuni vicini registrano numeri nettamente inferiori - chiarisce Strafflani -: Monte San Giusto: 59.041 presenze, Montecassiano: 46.829 presenze e Montecosaro: 35.739. Dal 2020 al 2025 gli arrivi in città sono passati da 4.044 a 6.959 (+72%), con presenze schizzate da 10.749 a 17.204 (+60%). Gli arrivi internazionali hanno segnato una crescita esponenziale, portando le presenze estere da 821 nel 2020 all'incredibile cifra di 5.218 nel 2025 (un balzo da capogiro superiore al +530%)".
Staffolani evidenzia poi il grande lavoro svolto per il recupero del centro storico, portato avanti della sua amministrazione proseguendo nel percorso iniziato nel 2011 dall’allora sindaco Stefano Montemarani. "Se la sinistra avesse passato meno tempo a cercare polemiche e più tempo a leggere le delibere - punge il primo cittadino - saprebbe quali enormi sforzi sono stati fatti per la valorizzazione del borgo, della rete museale, con la riqualificazione di Palazzo Lazzarini, della cinta muraria appena restituita in tutto il suo splendore, della sentieristica collinare e del sostegno al tessuto enogastronomico e ricettivo della città".
"Senza contare - conclude - i 4 milioni di euro a fondo perduto ottenuti per la ristrutturazione di Palazzo Vicoli, uno dei più importanti del centro storico, per il quale siamo in fase di ultimazione della progettazione".
Sulla questione interviene anche l’assessore al Turismo Desirèe Lupi: "Credo sia importante ricordare che la valorizzazione turistica di Morrovalle passa dal lavoro che portiamo avanti durante tutto l’anno, insieme alle tante associazioni culturali del territorio e alle Pro Loco. Penso, ad esempio, al Presepe Vivente, uno degli appuntamenti più importanti della nostra programmazione, che si lega naturalmente al Museo Internazionale del Presepe, una realtà di grande valore per la nostra identità e le nostre tradizioni".
"A questo si aggiungono importanti riconoscimenti e collaborazioni: siamo inoltre Bandiera Gialla del circuito PleinAir dedicato al turismo in camper e facciamo parte di Noi Marche Bike, il circuito che promuove il territorio marchigiano attraverso itinerari e percorsi dedicati al cicloturismo. Abbiamo un’area sosta camper proprio nel cuore del centro storico, che in occasione della Festa PleinAir arriva ad accogliere ogni anno più di 50 camper - aggiunge Lupi -. Possiamo contare inoltre su un’offerta ricettiva ed enogastronomica che negli ultimi anni si è arricchita e che rappresenta un ulteriore elemento di attrattività del nostro territorio.
"Sono tutti tasselli - evidenzia l'assessore - di una proposta turistica che vogliamo continuare a far crescere, valorizzando cultura, tradizioni, enogastronomia, turismo lento e accoglienza. Il nostro obiettivo è far conoscere e vivere Morrovalle durante tutto l’anno, lavorando insieme alle associazioni e a tutte le realtà del territorio".
"Cerco di spiegarlo anche con un video perché evidentemente per qualcuno che fa solo polemica leggere è troppo pesante". Paolo Calcinaro interviene così, con un video pubblicato sui social, per rispondere alle polemiche nate attorno alla modifica dell’accordo tra Regione Marche, AIOP e le strutture private accreditate.
Al centro della questione ci sono quasi 3,3 milioni di euro nel biennio 2026-2027: 795mila euro per il 2026 e 2.437.886 euro per il 2027. Secondo la Regione, non si tratta di nuove risorse per la sanità privata, ma di fondi già disponibili che vengono riconvertiti dalla mobilità attiva alle prestazioni per i cittadini marchigiani.
Ed è proprio questo il punto che Calcinaro vuole chiarire.
"Da anni, da decenni, da giunte di destra, di sinistra, di centro c’è una convenzione con alcune realtà private marchigiane", spiega l’assessore, ricordando il ruolo delle strutture private nel supportare il sistema pubblico nelle operazioni chirurgiche, nei ricoveri e nelle visite ed esami legati alle liste d’attesa.
Secondo Calcinaro, una parte del budget era destinata ai pazienti provenienti da fuori regione. La scelta fatta ora è quella di spostare quelle risorse sui residenti. "Abbiamo semplicemente cambiato questo budget - sostiene - portandolo dalle prestazioni ai fuori Regione a prestazioni ai cittadini marchigiani senza un euro di più”.
Le risorse saranno indirizzate in particolare alla diagnostica per immagini, come risonanze, ecografie e mammografie, e alla chirurgia ambulatoriale, con particolare attenzione alla cataratta. L’obiettivo dichiarato è ridurre le liste d’attesa e, allo stesso tempo, limitare la cosiddetta mobilità passiva, cioè il ricorso dei marchigiani a prestazioni sanitarie fuori regione.
"Cosicché invece di aumentare la mobilità attiva si va anche ad abbassare la mobilità passiva", ribadisce Calcinaro nel video. L’assessore respinge, quindi, la lettura secondo cui l’operazione rappresenterebbe un incremento delle risorse destinate alla sanità privata.
"Più prestazioni per i marchigiani senza un euro in più alla sanità privata", è la sintesi della sua posizione. E alla fine arriva anche la stoccata a chi ha criticato il provvedimento: "Si vuole continuare solamente a fare polemica e mettere in evidenza titoli errati per fare solamente cagnara".
Facilitare l’accesso alle cure per i cittadini delle aree di confine: è questo l’obiettivo dello schema di accordo tra Marche e Umbria, approvato dalla Regione Marche e valido per il periodo 2026-2028.
L’intesa stabilisce regole condivise per le prestazioni sanitarie erogate ai cittadini che si rivolgono alle strutture dell’altra regione, con l’obiettivo di garantire percorsi più semplici e appropriati e una migliore integrazione tra i due sistemi sanitari.
"È un accordo che mette al centro i cittadini - ha commentato l’assessore alla Sanità, Paolo Calcinaro -. Chi vive nelle aree di confine deve poter accedere alle cure nel modo più semplice e rapido possibile, con regole chiare e senza ostacoli burocratici. Allo stesso tempo, l’intesa ci permette di programmare meglio i servizi, monitorare i flussi dei pazienti e utilizzare in modo più efficace le risorse del sistema sanitario. È una scelta che migliora l’assistenza e rafforza la collaborazione tra Marche e Umbria”.
L'accordo riguarda le principali prestazioni sanitarie per i cittadini delle due regioni, dai ricoveri alle visite specialistichee agli esami. Sono comprese anche prestazioni complesse come trapianti, cure oncologiche, dialisi, ricoveri urgenti e percorsi riabilitativi specialistici. Sono escluse le prestazioni che non rientrano nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) garantiti dal Servizio Sanitario Nazionale.
Per le Marche, l’intesa consente di gestire in modo più efficace la mobilità sanitaria, cioè gli spostamenti dei cittadini che scelgono di curarsi fuori dalla propria regione. Le regole condivise permetteranno di programmare con maggiore precisione l’offerta sanitaria, monitorare i flussi e i costi e garantire ai pazienti l’accesso ai servizi più appropriati, nel rispetto della libertà di scelta del luogo di cura.
Una parte dell’accordo riguarda poi il comune di Cantiano. In caso di emergenze gravi, quando la Centrale operativa 118 di Pesaro lo riterrà necessario, i pazienti potranno essere trasportati all’ospedale di Gubbio-Gualdo Tadino. Per chi vive in quella zona, l’ospedale umbro può infatti essere più vicino rispetto ad altri presidi. Questo permetterà, quando previsto, di ridurre i tempi di intervento e di assicurare cure più rapide nelle situazioni in cui ogni minuto può fare la differenza.
L'Aurora Treia continua a costruire la squadra in vista della stagione sportiva 2026-2027. La società biancorossa ha ufficializzato la permanenza dell'attaccante Ameth Seye e, contestualmente, l'arrivo di due giovani innesti: il difensore Mario Petraglia, classe 2008, e l'attaccante ceco Albert Smetana, anche lui del 2008.
Seye ancora in biancorosso
Ameth Seye continuerà a vestire la maglia dell'Aurora Treia dopo una stagione che lo ha visto protagonista sia nel settore giovanile sia con la prima squadra. L'attaccante si è messo in evidenza con la Juniores Regionale, conquistando il titolo di capocannoniere nelle ultime due edizioni del Memorial Carlini-Orselli.
Un rendimento confermato anche dal titolo di capocannoniere del Campionato Regionale Juniores 2024-2025, chiuso da Seye con ben 33 reti. Nella scorsa stagione è arrivato anche il debutto in prima squadra, con il giovane attaccante che ha contribuito alla conquista del campionato di Promozione e della Coppa di categoria.
Velocità, attacco della profondità e senso del gol sono le caratteristiche che hanno permesso a Seye di ritagliarsi uno spazio importante nel progetto biancorosso. "Sono felice di continuare insieme all'Aurora Treia perché questa società sta portando avanti un progetto molto importante. Mi auguro che questa stagione sia ricca di soddisfazioni per tutti e che ci siano tante occasioni di crescita", ha dichiarato l'attaccante.
Petraglia, esperienza e fisicità in difesa
Tra i nuovi volti c'è Mario Petraglia, difensore classe 2008 proveniente dal Roma City, dove ha completato l'intero percorso nel settore giovanile arrivando fino alla prima squadra.
Il giovane centrale ha inoltre ricevuto una convocazione nella Rappresentativa Nazionale Under 19 della LND, un riconoscimento significativo nel suo percorso di crescita.
Fisicità e senso della posizione sono le principali qualità di Petraglia, chiamato ora a mettere le proprie caratteristiche al servizio dell'Aurora Treia. "Ringrazio l'Aurora Treia per questa grande opportunità. Ho 18 anni e tanta voglia di crescere ancora, forte anche del campionato di Eccellenza Lazio disputato la passata stagione", ha spiegato il nuovo difensore.
"Ho sposato il progetto di questa società e arrivo qui con grandissimi stimoli e la determinazione di aiutare la squadra a raggiungere i traguardi che merita", ha aggiunto Petraglia, che ha concluso ringraziando la società per l'accoglienza e promettendo il massimo impegno sul campo.
Dalla Repubblica Ceca arriva Smetana
L'altro volto nuovo è Albert Smetana, attaccante classe 2008 originario della Repubblica Ceca. Il giovane calciatore ha mosso i primi passi nel prestigioso settore giovanile dello FC Slovan Liberec, militando nelle categorie Under 15, Under 17 e Under 19.
Un percorso che gli ha permesso di maturare esperienza nel calcio giovanile ceco e che ora lo porta in Italia per il passaggio al calcio dei grandi. Smetana mette a disposizione del tecnico velocità, fisicità, inventiva e una mentalità internazionale.
"Ho scelto di venire all'Aurora Treia perché ho deciso di passare dal calcio giovanile a quello dei grandi. Penso che Treia sia un'ottima scelta per iniziare la mia carriera professionistica", ha raccontato il giovane attaccante.
Smetana ha poi sottolineato il primo impatto con il nuovo ambiente: "In questi giorni ho trovato una squadra fantastica e un gruppo molto unito. Sono stato accolto molto bene dai miei nuovi compagni e penso che abbiamo una squadra di grande qualità".
Per la nuova stagione, l'obiettivo è chiaro: "Voglio essere un membro importante dell'undici titolare e aiutare il gruppo con i miei goal ed assist. Un altro obiettivo che vogliamo portare a termine è quello di vincere il Campionato".
Con Seye confermato e gli innesti di Petraglia e Smetana, l'Aurora Treia aggiunge così tre giovani profili al proprio progetto, puntando sulla valorizzazione dei talenti e su un gruppo capace di affrontare la nuova stagione con ambizione.
È ufficialmente iniziata la stagione 2026/27 della CBF Balducci HR Macerata, che questa mattina, lunedì 17 agosto, si è ritrovata al Palasport Fontescodella per il raduno che apre il cammino verso il nuovo campionato di LVF A1 Fineco. Per il club arancionero sarà la terza partecipazione nella sua storia al massimo campionato italiano.
Volti nuovi e conferme hanno caratterizzato il primo appuntamento della nuova annata, con 10 delle 13 atlete della prima squadra presenti al raduno. In questa prima giornata hanno indossato per la prima volta la maglia arancionera le palleggiatrici Asia Bonelli e Roberta Carraro, l'opposta Clara Decortes, le centrali Chiara Landucci, Alessia Mazzaro e Alessia Mazzon, i liberi Giorgia Caforio e Melissa Tesi e le schiacciatrici Nicole Piomboni e Susan Schut.
Al gruppo sono state inoltre aggregate in questa prima fase della preparazione le giovani del settore giovanile Serena Frenquelli, centrale, e Viola Garbuglia, schiacciatrice.
Tre giocatrici ancora impegnate con le Nazionali
Non erano presenti al raduno le tre atlete attualmente impegnate con le rispettive Nazionali. La schiacciatrice Beatrice Gardini è al lavoro con l'Italia Seniores B in vista dei Giochi del Mediterraneo, mentre la centrale Bianca Farriol è impegnata con l'Argentina in preparazione al Campionato Sudamericano. L'opposta Mikaela Stoyanova, invece, sta preparando con la Bulgaria l'imminente partecipazione al Campionato Europeo.
Le tre giocatrici si uniranno alle compagne una volta conclusi i rispettivi impegni internazionali.
Test fisici e primo allenamento con la palla
Dopo il raduno, per le giocatrici sono iniziati i test fisici e medici di inizio stagione, sotto la supervisione dello staff tecnico e medico-sanitario. Nel pomeriggio la squadra ha svolto la prima seduta in sala pesi, mentre il primo appuntamento con la palla è fissato per martedì 18 agosto.
A guidare il lavoro sarà l'head coach Valerio Lionetti, affiancato dagli assistenti Luca Martinelli e Alberto Naddeo.
Nella prima fase della preparazione non saranno presenti anche il preparatore atletico Gabriele Rudi, impegnato con la Nazionale svedese all'Europeo, che verrà temporaneamente sostituito da Manuel Roda, e lo scoutman Marco Malatini, impegnato come statistico ai Giochi del Mediterraneo.
Lionetti: "L'obiettivo è riconfermarsi"
Grande entusiasmo nelle parole di coach Valerio Lionetti, che ha sottolineato la voglia di tornare al lavoro e la buona atmosfera respirata già nel primo giorno. "Non vedevamo l'ora di ricominciare, perché comunque sono passati molti giorni. È stato bello ritrovarle tutte, anche se mancano ancora tre giocatrici, però il gruppo ci è sembrato già oggi con un grande spirito", ha spiegato l'allenatore.
Per la CBF Balducci l'obiettivo è chiaro: confermarsi ai massimi livelli dopo la promozione e le precedenti esperienze in A1. "L'obiettivo di questa stagione è riconfermarsi, che non è semplice per niente, quindi si lavorerà in palestra già da domani a pieno ritmo", ha aggiunto Lionetti.
Il tecnico punta sulla continuità del gruppo: "La cosa importante è che le basi di un gruppo già ci sono, quindi la metodologia e la mentalità sono comunque già presenti, come spirito, nella squadra. Le nuove credo si adegueranno nel breve tempo alla metodologia e al modo di stare in palestra".
Bonelli: "Penso che questa squadra possa fare grandi cose"
Tra le protagoniste del raduno anche Asia Bonelli, pronta a iniziare una nuova stagione con la CBF Balducci dopo le esperienze vissute con il club e con la Nazionale. "È sempre bello tornare in questo palazzetto. Oggi inizia una nuova stagione, ci sono alcune compagne nuove e questo è il momento delle conoscenze e di iniziare a definire i nostri nuovi obiettivi", ha raccontato la palleggiatrice.
Bonelli guarda anche alla propria crescita personale: "Il mio obiettivo è sempre quello di migliorarmi sempre di più e di puntare sempre più in alto". La giocatrice arriva inoltre da un'estate importante vissuta con la Nazionale: "Sono ovviamente molto contenta della stagione scorsa e di come è andata anche quest'estate: in Nazionale è stata un'esperienza grandissima, di cui mi porterò dietro tantissime cose positive".
E sul nuovo gruppo non nasconde l'ambizione: "Penso che questa squadra possa fare grandi cose, io ci credo e adesso lavoreremo per raggiungere i nostri obiettivi". Il primo allenamento con la palla di martedì 18 agosto darà ufficialmente il via al lavoro sul campo per la nuova CBF Balducci, pronta a preparare la sua terza stagione nel massimo campionato italiano.
(Credit foto: Roberto Bartomeoli)
Il mondo dell’artigianato sta cambiando rapidamente e le Marche, con il territorio della provincia di Macerata inserito in questo scenario, sono tra le regioni italiane che negli ultimi anni hanno registrato le contrazioni più significative.
I dati elaborati dalla Cgia mostrano infatti una riduzione consistente del numero degli artigiani nell’ultimo decennio. La diminuzione ha interessato tutte le regioni italiane, ma le Marche risultano tra quelle maggiormente colpite, con una contrazione del 28,1% in dieci anni secondo una delle elaborazioni dell’Ufficio studi dell’associazione.
Il fenomeno non riguarda soltanto il numero complessivo delle attività. A cambiare è anche il volto stesso dell’artigiano. Alcuni dei mestieri tradizionali fanno sempre più fatica a trovare nuovi professionisti, mentre crescono attività legate al benessere, ai servizi e al digitale.
L’analisi di Unioncamere e InfoCamere, basata sui dati del Registro delle Imprese, fotografa un’evoluzione particolarmente evidente negli ultimi anni. Tra marzo 2023 e marzo 2025 sono aumentate soprattutto le imprese degli estetisti, cresciute del 10,4%, seguite dai tassisti (+7,2%) e dagli specialisti Ict (+5,4%).
Allo stesso tempo arretrano alcune figure che per decenni hanno rappresentato l’immagine classica della bottega artigiana. I falegnami registrano una diminuzione del 10,9%, i trasportatori dell’8,9% e gli elettricisti del 2,9%. Il segno meno interessa anche diverse altre attività tradizionali, tra cui sarti, fotografi, calzolai, fabbri, muratori, idraulici, meccanici e panettieri.
Per un territorio come quello maceratese, caratterizzato dalla presenza diffusa di piccoli centri, attività familiari e imprese legate alle lavorazioni tradizionali, il cambiamento assume quindi un peso particolare.
Non è però soltanto una storia di chiusure. L’artigianato italiano sta anche modificando la propria identità.
Accanto alle attività tradizionali si fanno spazio professionisti del digitale, specialisti Ict, grafici e nuove figure legate ai servizi. Crescono inoltre alcune professioni del settore del benessere e attività come giardinieri, serramentisti e riparatori di macchinari.
Il cambiamento coinvolge anche la composizione della categoria. Secondo i dati riportati nell'analisi, tra i giovani under 35 aumentano soprattutto gli specialisti Ict e i tassisti, mentre tra gli imprenditori stranieri si registrano incrementi significativi proprio nei settori del trasporto e dell’informatica.
Uno dei nodi principali resta però quello del ricambio generazionale.
L’invecchiamento della popolazione artigiana e la difficoltà nel convincere le nuove generazioni a intraprendere alcuni mestieri manuali rischiano di creare, nel prossimo futuro, una vera carenza di competenze.
Il problema non riguarda soltanto chi vuole aprire una nuova attività. La riduzione degli artigiani potrebbe rendere sempre più difficile trovare professionisti capaci di intervenire per una riparazione o una manutenzione. Tra le figure considerate maggiormente a rischio ci sono idraulici, fabbri, elettricisti e serramentisti.
Tra le cause indicate dalla Cgia figurano il minore interesse dei giovani verso il lavoro manuale, una formazione non sempre adeguata alle esigenze del mercato e un orientamento scolastico che fatica ad accompagnare gli studenti verso professioni tecniche.
Il dato regionale conferma le difficoltà del comparto. In una delle rilevazioni relative all’ultimo decennio, le Marche risultano la regione con la maggiore contrazione del numero di artigiani, pari al 28,1%, davanti a Umbria, Abruzzo e Piemonte.
Anche gli aggiornamenti più recenti evidenziano una situazione ancora delicata. Nel 2025 il numero delle imprese artigiane è rimasto sostanzialmente stabile a livello nazionale, ma il Centro Italia ha registrato una variazione negativa dello 0,3%. Tra le regioni del Centro, le Marche hanno segnato un -0,5% rispetto all’anno precedente.
Il dato riguarda l’intero territorio regionale e quindi anche la provincia di Macerata, senza però indicare una specifica variazione provinciale per il Maceratese nei numeri riportati nelle analisi di riferimento.
A complicare il quadro c'è anche l'accesso al credito. Secondo Confartigianato, tra il 2019 e marzo 2026 i finanziamenti alle piccole imprese sono diminuiti del 25,9%, mentre per le imprese artigiane la contrazione è arrivata al 39,3%.
A livello regionale, le Marche hanno registrato a marzo 2026 una diminuzione dei finanziamenti alle piccole imprese del 7,1%, tra le variazioni più significative rilevate nel Paese.
Una stretta che può incidere sulla capacità delle piccole attività di investire, innovare e affrontare il ricambio generazionale.
Il quadro che emerge non racconta quindi semplicemente la scomparsa dell’artigianato. Racconta piuttosto una trasformazione profonda, nella quale alcune professioni tradizionali si riducono e altre, spesso legate alla tecnologia e ai servizi alla persona, conquistano spazio.
Per le realtà della provincia di Macerata la sfida sarà riuscire a mantenere vive le competenze che hanno caratterizzato il territorio, accompagnandole però verso un modello capace di parlare alle nuove generazioni e di confrontarsi con un mercato sempre più digitale.
A luglio il tasso fisso medio sui finanziamenti a 20 e 30 anni si è attestato al 3,33%, mentre il variabile, dopo il rialzo dei tassi deciso dalla Bce a giugno, è salito al 2,80%. Il mercato dei mutui torna quindi a vedere il variabile come l’opzione più conveniente, anche se il vantaggio rispetto al fisso si è ridotto.
Secondo i dati dell’Osservatorio MutuiOnline.it, la differenza tra le due tipologie di finanziamento è passata dagli 80 ai 53 punti base in media. Considerando un mutuo ventennale da 140mila euro, la rata media con tasso variabile si attesta oggi intorno ai 762 euro al mese, contro gli 800 euro del fisso: una differenza di circa 37 euro mensili.
Si riduce anche il risparmio complessivo sugli interessi da versare durante il periodo del finanziamento: il vantaggio del variabile è passato dagli oltre 13.400 euro di giugno agli 8.900 euro di luglio.
Nelle Marche il quadro resta comunque caratterizzato da richieste più contenute rispetto alla media nazionale. A luglio l’importo medio richiesto per un mutuo è stato di 118.382 euro, contro i 143.200 euro registrati in Italia. Anche il valore medio degli immobili acquistati risulta inferiore: 200.109 euro nella regione, rispetto ai 227mila euro della media nazionale.
La durata media dei mutui nelle Marche è di 24 anni e 3 mesi, leggermente inferiore al dato italiano di 24 anni e 6 mesi. Anche l’età dei richiedenti è più bassa: in regione la media si ferma a 38 anni e 7 mesi, contro i 40 anni e 2 mesi a livello nazionale.
Analizzando i dati delle singole province marchigiane, Macerata è il territorio dove i richiedenti risultano più giovani: l’età media di chi ha presentato domanda di mutuo a luglio è di 33 anni e 10 mesi.
Il Maceratese registra però anche gli importi medi più bassi della regione: per acquistare casa vengono richiesti in media 64.600 euro, mentre il valore medio degli immobili si attesta sui 110mila euro. Sempre in provincia di Macerata si trovano i finanziamenti con la durata media più breve, pari a circa 18 anni.
All’opposto, è la provincia di Fermo a far registrare gli importi medi più elevati, con richieste pari a 152.400 euro, e il valore medio degli immobili più alto delle Marche, pari a 272mila euro. I mutui più lunghi invece si registrano ad Ascoli Piceno, con una durata media di circa 30 anni.
Secondo l’analisi di MutuiOnline.it, nonostante l’incertezza dei mercati e il contesto internazionale ancora instabile, i tassi sui mutui si mantengono comunque su livelli favorevoli rispetto agli anni precedenti, con variazioni contenute rispetto ai minimi registrati alla fine del 2025.
Le immatricolazioni all'Università di Camerino crescono di circa il 20% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. È il dato registrato dall'Ateneo nelle prime settimane di iscrizione al nuovo anno accademico 2026/2027, un andamento che Unicam accoglie con soddisfazione, pur trattandosi ancora di numeri provvisori: le iscrizioni resteranno infatti aperte fino al 6 novembre.
Il dato arriva dopo la conferma degli ottimi risultati ottenuti dall'Ateneo nelle classifiche Censis, che hanno visto Unicam al primo posto assoluto tra gli Atenei statali italiani e, per il 23° anno consecutivo, al vertice tra le università di pari dimensioni.
"Siamo davvero soddisfatti di questo andamento", sottolinea il rettore di Unicam Graziano Leoni, secondo cui la crescita delle immatricolazioni conferma "la qualità della nostra offerta formativa e didattica e dei servizi che mettiamo a disposizione delle nostre studentesse e dei nostri studenti".
Nuovi corsi e investimenti nelle strutture
Per il rettore, alla base del risultato ci sono anche le strategie messe in campo dall'Ateneo per mantenere elevato il livello dell'offerta formativa e dei servizi. Per l'anno accademico 2026/2027, Unicam ha infatti ampliato la propria proposta con diversi nuovi corsi di laurea. Tra questi c'è la triennale in "Scienze delle Attività Motorie e Sportive", che formerà il chinesiologo di base e potrà contare sugli impianti sportivi del CUS Camerino come una sorta di laboratorio a cielo aperto.
Debutta inoltre la laurea magistrale in "Biotecnologie per le Scienze Mediche e Veterinarie", pensata per mettere in dialogo medicina umana e medicina animale. Nell'ambito del progetto EduNext sono stati inoltre attivati i corsi in "Gestione dei fenomeni migratori e politiche di integrazione nell'Unione Europea" e "Informazione Scientifica sul Farmaco", erogati prevalentemente a distanza.
L'Ateneo ha inoltre investito sulle strutture didattiche e laboratoriali, con l'obiettivo di renderle sempre più efficienti e innovative, e ha sostenuto il progetto dello Studentato diffuso, che consente di mettere a disposizione degli studenti numerosi alloggi.
Confermato anche il nuovo accesso a Medicina Veterinaria
Prosegue anche la nuova modalità di accesso al corso di Medicina Veterinaria, basata sul semestre aperto universitario in sostituzione del tradizionale test di ingresso. Il percorso è attivo presso la sede di Matelica.
L'Università di Camerino sottolinea inoltre la possibilità di offrire corsi affini di alta qualità agli studenti che sceglieranno percorsi alternativi nell'ambito della formazione veterinaria e delle discipline collegate.
"Gli studenti sono al centro della nostra mission"
"Sono le strategie che l'Ateneo sta mettendo in campo per mantenere sempre alto il livello sia dell'offerta didattica sia dei servizi", spiega Leoni, ricordando come Unicam abbia attivato nuovi corsi, investito nelle strutture e sostenuto il progetto abitativo dedicato agli studenti.
"Le studentesse e gli studenti sono da sempre al centro della nostra mission e delle nostre azioni strategiche: rappresentano l'anima pulsante dell'Ateneo", conclude il rettore.
Per il nuovo anno accademico, Unicam mette a disposizione l'offerta formativa delle cinque Scuole di Ateneo: Architettura e Design, Bioscienze e Medicina Veterinaria, Giurisprudenza, Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute, Scienze e Tecnologie.
A queste si aggiunge il percorso di eccellenza della Scuola di Studi Superiori "Carlo Urbani". Le iscrizioni rimarranno aperte fino al 6 novembre, mentre sul sito dell'Ateneo sono disponibili tutte le informazioni sui corsi, sulle modalità di immatricolazione, sulle agevolazioni e sugli appuntamenti di orientamento estivo.
MACERATA – Due corsi ai vertici delle graduatorie nazionali e una nuova laurea dedicata allo sport come strumento di benessere, educazione e inclusione. Il Dipartimento di Scienze della formazione, dei beni culturali e del turismo dell’Università di Macerata inaugura il nuovo anno accademico con risultati importanti e una nuova proposta formativa, rafforzando il proprio ruolo nella preparazione di educatori e insegnanti e ampliando un’offerta già consolidata nei settori del patrimonio culturale e del turismo.
Nelle più recenti classifiche Censis, il corso triennale in Scienze dell’educazione e della formazione si colloca al secondo posto in Italia nel proprio raggruppamento disciplinare, mentre la laurea magistrale a ciclo unico in Scienze della formazione primaria figura tra le prime cinque a livello nazionale.
La principale novità dell’offerta è il corso triennale in Scienze motorie e sportive per l’inclusione, pensato per formare professionisti in grado di utilizzare l’attività motoria e sportiva come strumenti di benessere, educazione, relazione e partecipazione sociale.
Il percorso integra competenze scientifiche, pedagogiche, psicologiche e sociali e pone particolare attenzione alle persone con disabilità, ai bisogni educativi speciali, alle diverse fasce d’età e alle situazioni di fragilità.
Nel piano di studi trovano spazio discipline come fisiologia e anatomia, psicologia dello sport, pedagogia speciale, tecnologie inclusive e gestione delle organizzazioni sportive. L’obiettivo è preparare figure capaci di progettare e condurre attività motorie e sportive adattate ai diversi contesti e alle esigenze delle persone.
«Questi risultati riconoscono la qualità del lavoro svolto e la capacità del Dipartimento di accompagnare i cambiamenti della società», commenta il direttore Simone Betti. «Il nuovo corso in Scienze motorie nasce da un’idea precisa: considerare il movimento e lo sport non soltanto come attività fisica, ma come strumenti educativi, relazionali e di inclusione».
Secondo Betti, lo stesso approccio caratterizza l’intera offerta del Dipartimento, che punta a mettere in dialogo formazione, territorio e patrimonio culturale, preparando professionisti in grado di operare nei diversi contesti sociali.
Nel settore educativo, il corso in Scienze dell’educazione e della formazione prepara professionisti destinati ai servizi per l’infanzia, alle comunità e ai percorsi socioeducativi. La laurea magistrale in Scienze pedagogiche forma invece pedagogisti per la progettazione, il coordinamento e la valutazione dei servizi.
Il corso quinquennale a ciclo unico in Scienze della formazione primaria, a numero programmato, consente di conseguire l’abilitazione all’insegnamento nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria.
Accanto all’area educativa, il Dipartimento mantiene una forte presenza nei settori dei beni culturali e del turismo. L’offerta comprende la laurea triennale in Beni culturali e turismo e le magistrali in Management dei beni culturali e International Tourism and Destination Management.
Quest’ultimo corso, interamente in lingua inglese, è orientato alla gestione delle destinazioni turistiche nel mercato internazionale e offre anche la possibilità di intraprendere percorsi a doppio titolo.
A completare la proposta formativa sono i corsi di specializzazione per il sostegno, i master e i percorsi di formazione e perfezionamento, la Scuola di specializzazione in Beni storico-artistici e il dottorato nazionale in Teaching & Learning Sciences.
Una filiera che mette in relazione formazione accademica, tirocinio, ricerca e mondo delle professioni e che, con la nuova laurea in Scienze motorie, amplia ulteriormente il raggio d’azione dell’Università di Macerata, puntando su inclusione, benessere e partecipazione.
L'urna contenente le spoglie di San Pacifico sarà trasferita temporaneamente dal Santuario alla chiesa di San Domenico in vista dell'apertura dei cantieri per il restauro e il miglioramento sismico del complesso religioso, gravemente danneggiato dalla sequenza sismica del 2016.
Il trasferimento solenne è previsto per martedì 18 agosto. Lo spostamento si rende necessario per consentire l'esecuzione degli interventi di restauro, risanamento conservativo e miglioramento sismico che interesseranno l'intero complesso del Santuario.
Il piano dei lavori, che ha ottenuto il via libera della Soprintendenza lo scorso febbraio, riguarderà l'intero impianto storico dell'edificio, compresi il campanile, la cappella ottagonale e le decorazioni artistiche.
Per la comunità di San Severino Marche si tratta di un momento dal forte valore simbolico. San Pacifico, compatrono della città, al secolo Carlo Antonio Divini, nacque nel centro storico settempedano il 1° marzo 1653 e trascorse proprio in città parte della sua vita religiosa. Ordinato sacerdote all'età di 25 anni, morì il 24 settembre 1721, a 68 anni.
Beatificato da Pio VI nel 1786 e proclamato santo da Gregorio XVI nel 1839, San Pacifico è da secoli al centro della devozione della comunità locale e rappresenta uno degli elementi più significativi dell'identità religiosa e culturale della città.
Durante il periodo dei lavori, sarà la chiesa di San Domenico a diventare il punto di riferimento per le attività liturgiche normalmente ospitate al Santuario. Qui si terranno le celebrazioni quotidiane, le iniziative promosse dalla comunità dei Frati Minori e anche i tradizionali festeggiamenti di settembre dedicati a San Pacifico.
Il padre guardiano del Santuario, fra Luciano Genga, ha sottolineato come il trasferimento rappresenti una parentesi necessaria, ma allo stesso tempo segnata dalla speranza di poter restituire alla comunità un luogo di culto rinnovato, sicuro e pienamente fruibile.
La comunità dei Frati Minori ha inoltre espresso il proprio ringraziamento all'Arcidiocesi e all'arcivescovo monsignor Francesco Massara per l'autorizzazione, al parroco don Aldo Romagnoli per la disponibilità ad accogliere le celebrazioni nella chiesa di San Domenico e al sindaco Rosa Piermattei e all'amministrazione comunale, proprietaria dell'edificio, per la collaborazione e il sostegno nell'organizzazione del trasferimento.
L'urna di San Pacifico resterà dunque a San Domenico per tutta la durata dei lavori, in attesa del ritorno nel Santuario una volta completati gli interventi di ricostruzione e messa in sicurezza.
Sette spettacoli in abbonamento, grandi interpreti della scena nazionale e una programmazione ricca anche fuori abbonamento. È stata presentata la nuova stagione di prosa 2026/2027 del Teatro Feronia di San Severino Marche, promossa dalla Città di San Severino Marche e dai Teatri di Sanseverino in collaborazione con Amat, Ministero della Cultura e Regione Marche.
Il filo conduttore della nuova stagione sarà "Trasform Azioni", un tema scelto dal direttore artistico Francesco Rapaccioni per raccontare il cambiamento come elemento centrale delle relazioni umane, dell'identità personale e della società.
La nuova stagione arriva inoltre in un momento particolarmente significativo per la città, dopo l'inserimento del Teatro Feronia nella lista del Patrimonio Mondiale dell'Umanità Unesco, nell'ambito del sito seriale "Il sistema dei teatri condominiali all'italiana del XVIII e XIX secolo nell'Italia centrale". Un riconoscimento che valorizza il patrimonio storico e architettonico del teatro settempedano e che rappresenta, allo stesso tempo, un invito a custodirlo e promuoverlo.
"Accogliamo questa nuova stagione teatrale con un'emozione del tutto speciale e con profondo orgoglio per il prestigioso riconoscimento attribuito dall'Unesco al nostro meraviglioso teatro Feronia", sottolinea il sindaco e sovrintendente dei Teatri, Rosa Piermattei. "Essere parte del Patrimonio Mondiale dell'Umanità valorizza la storia, la bellezza e l'identità di San Severino Marche, confermando la centralità del Feronia nel panorama culturale nazionale e internazionale".
"Il cartellone di quest'anno, arricchito da un'offerta collaterale eccezionale e variegata, risponde al desiderio di offrire alla nostra comunità e ai tanti visitatori occasioni di incontro, crescita ed elevazione spirituale nel segno della cultura e della grande arte", aggiunge Piermattei.
I sette spettacoli in abbonamento
Il sipario sulla stagione di prosa si alzerà venerdì 23 ottobre con Ambra Angiolini, protagonista de La misteriosa scomparsa di W di Stefano Benni, spettacolo diretto dalla stessa attrice, che salirà sul palco insieme a Beatrice Cazzaro.
Giovedì 26 novembre sarà la volta de Il ritratto di Dorian Gray, diretto da Giancarlo Nicoletti, con Federica Luna Vincenti e Alessio Vassallo. Il 13 dicembre spazio alla commedia con L'importanza di chiamarsi Ernesto di Oscar Wilde, interpretato da Lucia Poli e Giorgio Lupano con la regia di Geppy Gleijeses.
Il nuovo anno si aprirà il 22 gennaio 2027 con Laura Morante, protagonista di Insieme, testo scritto e diretto da Fabio Marra, dedicato ai rapporti familiari e ai cambiamenti che attraversano i legami.
Il 12 febbraio sul palco saliranno Ettore Bassi e Galatea Ranzi con Ispettore in casa Birling, per la regia di Piero Maccarinelli, una storia caratterizzata da una forte componente di denuncia morale e sociale. Il 12 marzo sarà invece protagonista Davide Enia con il pluripremiato Autoritratto. A chiudere la stagione, il 6 aprile, sarà Amadeus di Peter Shaffer, diretto e interpretato da Ferdinando Bruni, con Daniele Fedeli.
"Con 'Trasform Azioni' vogliamo rappresentare la traccia invisibile e profonda che attraversa l'intera rassegna", spiega il direttore artistico Francesco Rapaccioni. "Il concetto guida esplora come l'identità personale, le relazioni umane e le certezze sociali si ridefiniscano in un divenire continuo".
Una stagione che va oltre la prosa
Il cartellone del Feronia non si limiterà agli spettacoli in abbonamento. La programmazione comprenderà anche la stagione sinfonica della FORM - Orchestra Filarmonica Marchigiana, da novembre a maggio, i concerti di "Trame in Consonanza" realizzati in collaborazione con l'associazione musicale Appassionata tra ottobre e novembre e la stagione di circo contemporaneo, curata dalla direzione artistica del Circo El Grito, in programma da ottobre ad aprile.
A completare l'offerta saranno la rassegna cinematografica al Teatro San Paolo, gli Incontri con l'Autore, la rassegna delle Altre Culture, i progetti dedicati alle scuole e una lunga programmazione fuori abbonamento con prosa, danza, concerti e teatro amatoriale.
Abbonamenti e informazioni
Gli abbonati della precedente stagione potranno esercitare il diritto di prelazione dal 16 al 20 settembre al botteghino del Teatro Feronia. I nuovi abbonamenti saranno invece disponibili il 22 e 23 settembre. I prezzi resteranno invariati. Gli spettacoli della stagione di prosa inizieranno alle 20:45.
LORO PICENO – Una serata per riscoprire la storia, le tradizioni e le radici della Marca Picena attraverso gli scritti e il lavoro di due studiosi che hanno dedicato gran parte della loro vita alla conoscenza e alla valorizzazione del territorio.
Nella cornice della Festa del Vino Cotto di Loro Piceno, mercoledì 19 agosto, alle ore 21, il “Giardino culturale - L’orto dei pensieri”, in vicolo Campo Vaccino 6, ospiterà un convegno dedicato a Nazzareno e Mario Graziosi, fratelli accomunati dall’amore per la propria terra e oggi ricordati per il prezioso patrimonio culturale che hanno lasciato.
Nazzareno Graziosi è stato un appassionato studioso della civiltà picena, mentre Mario Graziosi ha dedicato il proprio impegno alla conoscenza e alla divulgazione delle tradizioni popolari e contadine. Due percorsi differenti ma profondamente legati, capaci di raccontare la Marca Picena attraverso epoche diverse: dalle origini più antiche fino alla vita quotidiana delle generazioni che hanno preceduto quella attuale.
Entrambi scomparsi, hanno lasciato libri, documenti e testimonianze che rappresentano oggi un'importante eredità culturale. Un patrimonio attraverso il quale è possibile conoscere meglio chi fossero realmente i Piceni e, allo stesso tempo, riscoprire il mondo dei nostri nonni e bisnonni, fatto di lavoro nei campi, tra ulivi, vigne e grano, di animali nelle stalle e di una vita scandita dai ritmi della natura.
Un viaggio nella memoria, dunque, che vuole essere anche uno spunto per riflettere sul presente e sul futuro. Riscoprire ciò che appartiene alla propria storia per comprendere meglio chi siamo e scegliere con maggiore consapevolezza dove andare.
Alla serata prenderanno parte esponenti del mondo istituzionale, culturale e della divulgazione.
Saranno presenti il sindaco di Loro Piceno Robertino Paoloni e il sindaco di Colmurano Mirko Mari, insieme a Giovanni Mochi, presidente dell'associazione culturale “WikiLoro”, Fernando Morganti, esperto di attrezzi contadini e del loro utilizzo, il dottor David Lambertucci, studioso di storia, e il giornalista Fernando Pallocchini, direttore de “La Rucola”.
Particolarmente significative saranno le testimonianze familiari. Leonardo Luchetti, nipote di Mario Graziosi, porterà il proprio ricordo, mentre Walter Ferranti, cognato dei due fratelli, leggerà alcuni dei loro scritti.
Cupi di Visso festeggia un traguardo storico con la 25ª edizione della Mostra del Pecorino e dei Tesori della Sibilla, in programma sabato 22 agosto. Un quarto di secolo dedicato alla valorizzazione delle tradizioni, della storia e delle eccellenze enogastronomiche del territorio dei Monti Sibillini.
La manifestazione, particolarmente sentita dalla comunità dei "cupatti", sarà organizzata dal Comitato Festeggiamenti Cupi di Visso, con il sostegno delle aziende agricole locali di Cupi e Macereto e di diversi sponsor privati. L'iniziativa gode inoltre del patrocinio del Comune di Visso, del Parco Nazionale dei Monti Sibillini e della Federazione Provinciale Coldiretti Macerata.
Un quarto di secolo nel segno della pastorizia
La Mostra del Pecorino affonda le proprie radici nella storia di Cupi, comunità da sempre profondamente legata alla pastorizia e alla transumanza. Per generazioni, i pastori della zona hanno percorso a piedi le vie verso la Maremma e l'Agro Pontino, portando con sé tradizioni e conoscenze che ancora oggi rappresentano una parte importante dell'identità locale.
La festa diventa così anche un momento di incontro tra residenti, abitanti delle seconde case, parenti e amici che durante l'estate tornano a riunirsi nella frazione, mantenendo vivo il legame con le storie e le usanze del passato.
Una giornata tra formaggio, storia e fotografia
Il programma prenderà il via già dalla mattina con gli stand dedicati ai prodotti tipici locali e le degustazioni, che proseguiranno per l'intera giornata. Alle 10:30 spazio a una dimostrazione dal vivo della produzione del formaggio, durante la quale verrà mostrata la lavorazione artigianale del latte secondo gli antichi metodi della tradizione pastorale.
Alle 11 sarà invece protagonista la memoria con la presentazione di alcuni oggetti storici appartenenti al Museo della Pastorizia, attualmente chiuso a causa dei danni provocati dal sisma. Per l'occasione sarà possibile tornare ad ammirare strumenti e oggetti caratteristici della civiltà agropastorale, tra cui campani, callari, tascapane, cosciali, reti per la mandria, funi da doma e uncini per la mungitura.
Un'occasione per riportare alla luce un patrimonio che racconta la vita quotidiana delle comunità montane e che, attraverso questi manufatti, continua a essere tramandato alle nuove generazioni.
La pastorizia raccontata attraverso le immagini
Tra gli appuntamenti più significativi della giornata ci sarà anche l'inaugurazione della mostra fotografica "La pastorizia a Cupi fra passato e presente", realizzata in occasione del decennale dal sisma.
La raccolta propone immagini che attraversano un arco temporale compreso tra gli anni Ottanta e gli anni Duemila, raccontando attività, persone e momenti della vita della comunità agro-pastorale dell'Appennino marchigiano.
Gli scatti sono firmati dal fotografo Roberto Ercolani e rappresentano una testimonianza visiva della storia di Cupi e del suo rapporto con la pastorizia. Alle 12 sono quindi previsti i saluti istituzionali alla presenza delle autorità.
Nel pomeriggio lo show cooking di Vittoria Tassoni
La festa proseguirà anche nel pomeriggio con gli stand dei produttori e la presenza delle aziende di Campagna Amica Coldiretti, oltre allo street food con alcune delle migliori specialità marchigiane.
Alle 16:30 la manifestazione si concluderà con uno speciale appuntamento dedicato alla cucina: uno show cooking curato da Vittoria Tassoni, rinomata cuoca dell'Alleanza e formatrice Slow Food.
Tassoni proporrà una lezione di cucina aperta al pubblico, reinterpretando i sapori della tradizione attraverso una ricetta pensata appositamente per l'occasione.
A presentare i diversi momenti della giornata sarà la giornalista Barbara Olmai, mentre l'organizzazione sarà affidata alla passione dei volontari del Comitato e al sostegno degli sponsor del territorio.
SAN SEVERINO MARCHE – La comunità settempedana si stringe attorno a fra Sergio Lorenzini, nuovo padre guardiano del convento di Renacavata a Camerino. A rivolgergli le felicitazioni e gli auguri di buon lavoro è il sindaco della città di San Severino Marche, Rosa Piermattei, a nome dell’Amministrazione comunale e dell’intera comunità.
Per fra Sergio si tratta di un ritorno particolarmente significativo. Dopo sette anni alla guida della Provincia dei Frati Minori Cappuccini delle Marche, in qualità di ministro provinciale, torna infatti a Renacavata, luogo di straordinario valore per l’Ordine: è considerato la culla dei Cappuccini, nati nel 1528, e il primo vero convento dell’Ordine da cui l’esperienza francescana si è successivamente diffusa.
«Per la nostra comunità – sottolinea il sindaco Piermattei – è un grandissimo motivo di orgoglio vedere un concittadino come fra Sergio ricoprire un ruolo di così alta responsabilità spirituale e culturale. Il legame tra fra Sergio e la sua San Severino Marche è profondo e indissolubile».
Tra le iniziative più significative legate a fra Sergio Lorenzini c’è il Cammino dei Cappuccini, progetto nato nel 2019 e concretizzatosi a partire dal 2021, oggi riconosciuto dal Ministero del Turismo e inserito nel Catalogo dei Cammini religiosi italiani.
L’itinerario si sviluppa per circa 400 chilometri attraverso l’entroterra marchigiano, collegando 17 tappe da Fossombrone ad Ascoli Piceno e arrivando proprio a Renacavata, cuore del percorso.
Un itinerario che negli ultimi anni ha portato numerosi pellegrini e camminatori da tutta Italia e dall’estero anche a San Severino Marche, con una tappa particolarmente significativa al Santuario del Santissimo Salvatore in Colpersito.
Il luogo riveste un ruolo speciale nella tradizione francescana: è infatti l’unico sito delle Marche citato per due volte nelle più antiche fonti biografiche relative ad altrettanti soggiorni di San Francesco d’Assisi.
Secondo la tradizione, proprio a Colpersito Francesco incontrò e convertì il trovatore Guglielmo da Lisciano, divenuto poi fra Pacifico, conosciuto come il “Re dei versi”. Qui, inoltre, il santo avrebbe donato la celebre pecorella alle religiose che allora abitavano il luogo.
Nel messaggio di auguri, l’Amministrazione comunale ha voluto ricordare anche la vicinanza dimostrata negli anni dai Frati Cappuccini alla comunità settempedana.
Un rapporto concretizzatosi anche attraverso un gesto di grande generosità: la donazione di un edificio scolastico alla Città di San Severino Marche, resa possibile grazie al contributo e all’impegno di fra Sergio Lorenzini.
«Un gesto di straordinaria generosità e di concreta attenzione al futuro dei più giovani», sottolinea l’Amministrazione comunale, rinnovando la propria gratitudine ai Cappuccini per la vicinanza alla città.
Nel messaggio rivolto alla cittadinanza, il Comune invita infine a sostenere la candidatura del convento di Renacavata nell’ambito del censimento “I Luoghi del Cuore” del FAI 2026.
Il convento è tra i luoghi sostenuti dal progetto “In Cammino con i Cappuccini”, al quale anche San Severino Marche ha aderito.
L’obiettivo è valorizzare e tutelare un luogo di straordinario significato storico, religioso e culturale, rafforzando al tempo stesso la rete dei territori attraversati dal Cammino dei Cappuccini.
La comunità settempedana guarda dunque con orgoglio al nuovo incarico di fra Sergio Lorenzini, in un luogo che rappresenta uno dei cuori della storia cappuccina e che mantiene un legame profondo con San Severino Marche.
Novant'anni e una vita intera consegnata alla musica italiana. Mogol, al secolo Giulio Rapetti, festeggia oggi un traguardo importante. E tra le tante tappe della sua lunghissima carriera ce n'è una che, a Macerata, ha lasciato un ricordo particolare: quella del 2023, quando fu ospite d'onore della 34ª edizione di Musicultura.
Un ritorno che aveva portato il grande autore nel cuore della città, tra gli appuntamenti de La Controra e le serate finali allo Sferisterio. Un passaggio che Musicultura volle dedicare a una delle figure che più hanno segnato la storia della canzone italiana.
Ma prima delle luci dello Sferisterio, Mogol incontrò il pubblico di Musicultura attraverso la redazione Sciuscià, il progetto editoriale del Festival curato dai giovani giornalisti. A intervistarlo fu proprio una ragazza della redazione, in un confronto che mise in luce la grande umanità e semplicità dell'autore.
Mogol ripercorse alcuni momenti della sua carriera, dal legame con Lucio Battisti a quello con Mario Lavezzi, raccontando ricordi e riflessioni sul suo lungo percorso artistico.
Poi arrivò il momento dello Sferisterio. Durante la serata conclusiva di Musicultura 2023, Mogol fu accolto da una standing ovation. Sul palco parlò anche del suo modo di intendere la creatività e la nascita delle canzoni, prima di essere raggiunto da Gianmarco Carroccia, interprete del repertorio di Mogol e Battisti. Insieme riportarono sul palco alcuni brani simbolo di quel sodalizio: Emozioni, I giardini di marzo e Il mio canto libero.
Ma quella sera non fu soltanto musica. Arrivò anche il riconoscimento che Musicultura aveva scelto di dedicargli: la Targa per Alti Meriti Artistici, conferita dalle Università di Macerata e Camerino.
Un premio per una carriera che, all'epoca, superava già i sessant'anni e che ha attraversato la scrittura musicale, l'editoria, la tutela del diritto d'autore e la formazione. La motivazione parlava di una storia capace di diventare leggenda e di parole trasformatesi in patrimonio condiviso da più generazioni.
Così, quel giugno del 2023, Mogol visse Musicultura da entrambe le parti: prima il confronto diretto, quasi informale, con una giovane voce della redazione Sciuscià; poi il grande palco dello Sferisterio, davanti a migliaia di persone, per ricevere un riconoscimento alla carriera.
Due momenti molto diversi, ma forse accomunati dalla stessa caratteristica: la disponibilità di un grande autore a raccontarsi senza mettersi su un piedistallo.
Ed è anche per questo che, a distanza di tre anni, il passaggio di Mogol a Musicultura resta una delle immagini più significative da ricordare oggi, nel giorno dei suoi 90 anni: un maestro della canzone italiana seduto davanti a una giovane intervistatrice, pronto a raccontare la propria storia, e poche ore dopo sotto le luci dello Sferisterio, circondato dagli applausi e dalla musica che quella storia ha contribuito a costruire.
Solo venti biglietti rimasti invenduti su duemila posti disponibili raccontano meglio di qualsiasi numero il successo della 53ª edizione del Festival internazionale del folclore "Terranostra", che ha raggiunto il suo momento più atteso con il tradizionale Galà del folclore. Una serata da tutto esaurito, organizzata come sempre dal Comune e dall’Associazione Urbanitas, che ha portato sul palco dell’ex pista di pattinaggio i gruppi provenienti da Argentina, Colombia, Francia, Isola di Pasqua, Serbia e Ucraina, insieme al gruppo di casa dell’Urbanitas.
Musica, danze, costumi e tradizioni hanno trasformato ancora una volta Apiro in un palcoscenico internazionale, regalando al pubblico una serata all’insegna dell’incontro tra culture. Gli spettacoli sono stati accompagnati da lunghi applausi, a conferma dell’apprezzamento per la qualità delle esibizioni. A chiudere il Galà, come da tradizione, sono stati i fuochi d’artificio offerti dal professor Rodolfo Panatta.
Il successo non si è però limitato alla serata conclusiva. Anche la tradizionale Festa paesana, che precede il Galà, ha portato una grande partecipazione nel centro storico di Apiro. I gruppi internazionali hanno animato strade e piazze con colori, musiche, danze e costumi, accompagnando il pubblico in un viaggio tra culture e tradizioni lontane. A rendere l’esperienza ancora più coinvolgente sono stati gli assaggi delle specialità gastronomiche dei diversi Paesi.
Il festival si è concluso il giorno di Ferragosto, con il tradizionale momento dei saluti, la sfilata e lo scambio dei doni tra i gruppi e le autorità. Tra i protagonisti anche il Minigruppo Urbanitas, formato dai bambini e dai ragazzi di Apiro, elemento particolarmente significativo per la continuità della tradizione folkloristica locale.
Il gruppo è nato proprio con l’obiettivo di trasmettere alle nuove generazioni usi, musiche e balli della tradizione, raccogliendo il testimone di un’attività che l’Urbanitas porta avanti da decenni. I giovani componenti avevano già conquistato il pubblico durante la serata inaugurale.
Tra i momenti più intensi della manifestazione c’è stato anche quello dedicato alla Compagnia Artistica “Danzar” di Cali, arrivata ad Apiro dalla Colombia mentre il Paese affrontava le conseguenze del devastante terremoto di magnitudo 7,4 che il 10 agosto ha colpito la parte occidentale del territorio, causando gravissimi danni anche a Cali.
Nonostante la preoccupazione per quanto stava accadendo in patria, gli artisti colombiani hanno continuato a rispettare il programma del festival, esibendosi con professionalità, energia e entusiasmo. Un impegno che è stato particolarmente apprezzato dagli organizzatori e dal pubblico, che ha espresso vicinanza e affetto al gruppo in un momento così difficile.
È proprio nell’incontro tra popoli e culture che si trova, secondo gli organizzatori, il significato più profondo di “Terranostra”: non soltanto una rassegna di musica e danze popolari, ma uno spazio capace di accorciare le distanze e trasformare le differenze in occasione di condivisione.
«Siamo forti grazie all'impegno di tutti – spiegano gli organizzatori –. Anche il più piccolo supporto è fondamentale per far sì che tutto si svolga nel migliore dei modi e l'evento abbia sempre più un’eco positiva».
La 53ª edizione si chiude così con un bilancio di grande partecipazione e con uno sguardo già rivolto alla prossima estate. «Le tradizioni sono diverse, ma la festa può essere una sola», è il messaggio con cui “Terranostra” dà appuntamento alla prossima edizione.
Il caldo prolungato e la scarsità di piogge stanno mettendo sotto pressione l'agricoltura marchigiana, con le maggiori criticità concentrate nelle aree non servite dalle reti irrigue. A lanciare l'allarme è la Cia Marche, che segnala i primi danni su diverse colture e riserve idriche sempre più sotto pressione.
La situazione più delicata viene segnalata nel Pesarese, dove le temperature elevate stanno compromettendo diverse produzioni. "Con temperature che non scendono praticamente mai sotto i 30 gradi, abbiamo colture che sviluppano le foglie ma non i frutti e verdure che marciscono direttamente nei campi", spiega Sabina Pesci, presidente Cia Pesaro-Urbino.
A preoccupare è soprattutto la disponibilità d'acqua: pozzi e invasi sono ai minimi e l'evaporazione, favorita dalle alte temperature, riduce ulteriormente le riserve. Secondo Pesci, potrebbe mancare fino al 50% dell'acqua necessaria. Molti pozzi sono già in forte difficoltà o completamente esauriti, con conseguenze soprattutto per frutta e verdura, ma anche per ulivi e girasoli. Sotto osservazione anche le semine e i trapianti destinati alle produzioni autunnali e invernali.
Ancona, situazione sotto controllo ma attenzione alla vite
Più articolato il quadro nell'Anconetano, dove al momento la situazione viene considerata sotto controllo. "Il sistema principale di Gorgovivo non mostra particolari problemi, mentre le criticità riguardano soprattutto le sorgenti di Val di Castro", spiega Franco Gianangeli, presidente Cia Ancona.
Le maggiori difficoltà si registrano anche in questo caso nelle aree collinari e dell'entroterra, meno servite dalle reti idriche rispetto alla pianura. Particolare attenzione viene riservata alla vite: lo stress idrico può infatti rallentare la maturazione dell'uva, ridurre dimensioni degli acini e rese e aumentare il rischio di scottature.
Macerata, Fermo e Ascoli: reggono le aree irrigate
Nelle province di Macerata, Fermo e Ascoli Piceno la situazione, per il momento, appare più stabile nelle zone servite dai consorzi di bonifica. Le difficoltà maggiori riguardano invece le campagne prive di rete irrigua e di altre fonti di approvvigionamento.
"La diga di Gerosa al momento ha retto, ma se le alte temperature dovessero prolungarsi bisognerà capire se le riserve saranno sufficienti fino alla fine della stagione irrigua", sottolinea Matteo Carboni, presidente Cia Ascoli-Fermo-Macerata.
Tra le colture più esposte c'è l'olivo, per il quale vengono già segnalati i primi fenomeni di cascola, con la conseguente perdita prematura dei frutti.
Taddei: "La situazione è a macchia di leopardo"
A tracciare il quadro complessivo è il presidente di Cia Marche Alessandro Taddei, secondo cui la situazione varia sensibilmente da territorio a territorio.
"La situazione è a macchia di leopardo. I problemi maggiori riguardano le zone non servite dai consorzi di bonifica, ma stiamo cominciando ad arrivare al limite anche con i laghetti aziendali e i bacini di soccorso", evidenzia Taddei.
In alcune aree, i girasoli sono completamente bruciati, mentre per altre colture sarà necessario attendere i raccolti per quantificare con maggiore precisione le perdite.
Prime indicazioni arrivano anche dalla vendemmia, partita in alcune zone con un anticipo stimato tra i 10 e i 15 giorni. "Al momento non sembrano emergere difficoltà particolarmente gravi e le prime stime indicano un calo nell'ordine del 10-20%, ma è ancora presto per un bilancio definitivo", precisa Taddei.
"Servono nuovi bacini idrici"
Per Cia Marche, però, la gestione dell'acqua non può essere affrontata soltanto come un'emergenza legata alla stagione estiva. Il problema, secondo l'associazione, è diventato strutturale.
"Quella che una volta era un'eccezione, oggi sta diventando una consuetudine", afferma Taddei, chiedendo alla Regione di favorire la realizzazione di nuovi bacini idrici, anche aziendali e di piccole dimensioni, e di intervenire sugli invasi già esistenti per aumentarne la capacità di accumulo durante l'inverno.
Un altro punto riguarda la necessità di semplificare le procedure. "Dobbiamo mettere le aziende nelle condizioni di raccogliere l'acqua quando c'è per poterla utilizzare nei periodi in cui serve", conclude il presidente di Cia Marche.