Macerata e la sua giunta "stalinista" che re-inventa il Diritto Romano
Approfitto di un fine settimana a Cracovia per ragionare sulle cose maceratesi e dopo aver visitato il quartiere stalinista di Nova Huta mi sono persuaso che la giunta di Sandro Parcaroli è comunista. Lo scatolismo che scaturisce dai progetti dell’ingegnere capo Tristano Luchetti, pomposamente propagandato dall’assessore Lego (al secolo Andrea Marchiori) sono realizzazioni in perfetto stile stalinista. L’architettura non è mera capacità edificatoria, prima di tutto è pensiero. Il De Architectura di Vitruvio – uno che una paio di migliaia di anni fa ha bazzicato dalle nostre parti – sostiene: “In tutte queste cose che si hanno da fare devesi avere per scopo la solidità, l'utilità, e la bellezza”. Sull’utilità di tanti progetti infilati a forza nel Pnrr ci sarebbe da discutere, sulla solidità pure. Sto ancora aspettando di sapere – per dirne una – se esiste il collaudo delle scuole alla Vergini. Il Comune ha proclamato che godono di ottima salute. Sarebbe interessante sapere chi e quando lo ha constatato. Ma evidentemente quel collaudo è scomodo da trovare, se ne dovrebbe dedurre che il Sindaco e l’assessore Lego hanno mentito ai cittadini. Proprio come faceva il regime comunista che ha compresso in scatole di cemento miglia di persone estirpando in loro ogni spirito critico. Operazione possibile se si contrabbanda il brutto per utile come capita con lo scatolismo, forma di neo-architettura stalinista. Che la giunta Parcaroli sia stalinista lo si evince anche dal comportamento di un altro assessore: quello con la camicia. Il quale in nome e per conto dei suoi (amati o piuttosto utilizzati?) commercianti ormai ha travalicato ogni misura di decoro istituzionale. Il primo approccio è stato una lettera vergata di suo pugno in data 3 agosto in cui si legge: ”La presente per invitare le ditte titolari di attività di somministrazione di alimenti e bevande e artigianali del settore alimentare presenti nel centro storico e zone adiacenti … a mantenere puliti e decorosi gli spazi e le aree antistanti le proprie attività commerciali, evitando situazioni di sporcizia o di danneggiamento, provvedendo, se necessario, anche al lavaggio del suolo pubblico. S’informa che, a tale scopo il personale del Comando di Polizia locale effettuerà le verifiche necessarie a partire dalla settimana successiva al ricevimento della presente”. Non v’è chi non veda – e per primo se n’è accorto il comandante della polizia urbana Danilo Doria che col suddetto commerciante alla moda diventato per grazia di curia e volontà della nazione assessore è ai ferri cortissimi tanto che si narra di ricorsi alla magistratura – che si tratta di una lettera vagamente minatoria che, oltre ad avere un approccio assai approssimativo alla lingua italiana, lumeggia un potere che il suddetto non ha: disporre della polizia urbana. Si comprende come il suddetto non sappia distinguere tra i diktat che elargiva ai suoi “sudditi” nell’Associazione e il ruolo istituzionale che non parla per lettere, ma per determine degli uffici e per deliberazioni. L’assessore con la camicia deve però aver studiato la storia di Macerata e deve aver scoperto che a partire dal 1290 il maestro Giulioso da Montegranaro per designazione del Comune istituì qui una cattedra di giureconsulti. E così oggi a Macerata, a dispetto dell’università istituita nel 1540, s’insegna un nuovo Diritto Romano e ovviamente i titoli per la docenza ce li ha solo lui. Nel suo Diritto Romano usare gli operai pagati dal contribuente per rifarsi il “proprio” ufficio è lecito, ma ancora più lecito è dare una mano a chi ti ha fatto eleggere. Nelle carte del Comune – quelle che questa Giunta in perfetto stile sovietico tende a tenere al riparo dalla curiosità del popolo – si ritracciano alcune perle del Diritto Romano. La prima è questa: aver preso 20 mila euro di contributo elargito dalla Camera di Commercio Marche Sud per inventarsi a coté di Evo, che ha minacciato fuoco e fiamme se fosse fatta confusione tra i due eventi, una sua festa: Evo Pop. Con determina n°1464 del 24 settembre in accoglimento della delibera di giunta del 17 settembre vengono elargiti 20.000 euro alla società Med Events di Ascoli Piceno. Tra i soci di questa Med Events figura anche Niky Nardinocchi che è il segretario dell’onorevole Giorgia Latini, segretaria regionale della Lega con cui l’assessore con la camicia ha fatto la lista che lo ha eletto. In forza del Diritto Romano il titolare di tali pandette è vincolus solutus che in marchigiano vuol dire: faccio come me pare! A cominciare dai parcheggi in area di cantiere. Ebbene ha elargito anche 8 mila euro a un suo candidato di lista che peraltro su Facebook si è molto inorgoglito per “un week end meraviglioso a Macerata! Una piazza piena di vita, di musica e sorrisi. Felicissimi di aver dato il nostro contributo!”. O di averlo ricevuto? Perché sempre nell’ambito di Evo Pop a Euphoria è stato dato l’incarico, per ottomila euro, di organizzare il dj set in piazza della Repubblica. Si scopre che ad animare Euphoria è Michele Miconi che era il candidato numero 8 nella lista Lega-Civici per Parcaroli con cui è stato eletto il titolare della cattedra di Diritto Romano rivisitato in arte l’assessore con la camicia! Anche questo è un tratto dello stalinismo: si procede non per selezione, ma per cooptazione. Alla definizione dell’ideologia stalinista della giunta di Sandro Parcaroli manca però l’ultimo decisivo tassello: la comunicazione. Molti a sinistra dicono che nella giunta di Macerata ci sono nostalgie fasciste. E’ sbagliato. Il fascismo perseguiva con un contenuto criminale abominevole la dittatura, ma aveva a riferimento il popolo; lo stalinismo si è macchiato di crimi orrendi servendosi del popolo per conservare il potere. Ed è questa in ultima analisi la prassi della giunta Parcaroli. Che infischiandosene della volontà espressa dal Consiglio Comunale con un ordine del giorno approvato a maggioranza (che non è quella che sostiene la giunta) prosegue col Sindaco a pretendere il capo di gabinetto ma soprattutto il personale addetto alla comunicazione. Chissà se la sigla CM significherà alla fine “cronache dal municipio”? Pare che si sia predisposto un bando per funzionario di categoria C a tempo pieno (36 ore settimanali) ritagliato su una specifica figura: niente laurea, ma dieci anni d’esperienza nell’informazione civica. Sandro Parcaroli si è accorto che stando alle tabelle di retribuzione la paga era troppa bassa per invogliare il candidato già prescelto cosi ci ha aggiunto 7 mila euro. Domanda dell’ufficio personale: dove li trovo? Pare che il Sindaco pare abbia risposto: li (pa)trassi dal bilancio! Gli hanno detto, ma non si fa così: bisogna fare un concorso. E lui: l’incarico lo do io perché me serve che "fa lo bono" e dunque la pratica me la pa(tra)ssi e soprattutto non mi trapassi i cabasisi: si facciano i necessari pa(tra)ssi perché io di questa comunicazione ho bisogno! Il dialogo è un po’inventato, ma assicurano voci di corridoio non è lontano dal vero. Il Sindaco ha bisogno di una sua comunicazione come facevano i gerarchi, come sommamente ha fatto Stalin perché come diceva Bismarck il popolo meno sa come sono fatte le salsicce (o i collaudi alle scuole materne) e meglio sta. Questo è lo stalinismo a Macerata: lo scatolismo come espressione di un’ideologia tetragona, il favoritismo come prassi di casta, l’imbonimento come cassa di risonanza del potente. Nota a margine. L’assessore al bilancio – che non si è presentata in Consiglio comunale a discutere quello consuntivo: forse doveva fare esercizio sui numeri – Barbara Antolini che è anche segretaria di Forza Italia ha rampognato i consiglieri del suo partito Laura Laviano e Silvano Iommi per aver votato in difformità dai diktat della Giunta sull’ordine del giorno che respingeva l’istituzione del capo di gabinetto e del “megafono ad personam” per il Sindaco. Non si è chiesta se i Consiglieri volessero evitare spese inutili per il Comune? Non si è chiesta se incaricare con lauto riconoscimento di compenso persone vicine all’assessore con la camicia non ledano non il Diritto Romano, ma il diritto italiano? Non si è chiesta se in città non stia manifestandosi una sorta di rassegnata indignazione per la gestione della città con cui si dialoga solo per affermazioni apodittiche senza mostrare né documenti né assunzioni di responsabilità? Ci sta che molti consiglieri comunali, e non solo di minoranza, si stiano chiedendo se il loro ruolo non venga svilito da questo pseudo-stalinismo. E può darsi che fatti i conti il bilancio preventivo non torni!

cielo coperto (MC)
