Prosegue l'ondata di calore che sta interessando le Marche. Il nuovo bollettino emesso dal Centro Funzionale Multirischi della Regione Marche segnala infatti un livello di pericolo 3 (rosso) per gran parte del territorio regionale fino a mercoledì 5 agosto, con condizioni meteorologiche che possono rappresentare un rischio per la salute della popolazione.
Per la provincia di Macerata la situazione è particolarmente critica. Nella giornata di oggi, lunedì 3 agosto, il capoluogo registra una temperatura prevista di 36 gradi, con una temperatura percepita di 37 gradi e un livello di pericolo pari a 3. Le stesse condizioni sono attese anche nella giornata di martedì 4 agosto.
Mercoledì 5 agosto il quadro potrebbe ulteriormente aggravarsi con una temperatura massima prevista di 37 gradi e una temperatura percepita di 38 gradi, mantenendo il livello massimo di allerta.
Secondo la classificazione regionale, il livello 3 (rosso) identifica una vera e propria ondata di calore, caratterizzata da condizioni meteorologiche a rischio che persistono per tre o più giorni consecutivi. In questi casi scatta l'allerta dei servizi sanitari e sociali, con particolare attenzione alle persone più fragili, agli anziani, ai bambini e a chi soffre di patologie croniche.
L'allerta rossa riguarda praticamente tutta la regione. Oltre a Macerata, il livello massimo di pericolo è previsto ad Ascoli Piceno, Fabriano, Fermo, Jesi e Pesaro già da lunedì. Per martedì e mercoledì il livello 3 interesserà tutte le principali località monitorate dalla Regione, comprese Ancona, San Benedetto del Tronto e Urbino, che oggi si trovano ancora in livello arancione.
Le temperature più elevate sono attese nell'entroterra marchigiano. A Fabriano si prevedono fino a 37 gradi, con temperature percepite che potranno raggiungere i 38 gradi, mentre ad Ascoli Piceno sono attesi 36-37 gradi. Valori elevati anche a Fermo, Jesi e Macerata, dove le massime oscilleranno tra i 35 e i 37 gradi.
Le autorità sanitarie raccomandano di evitare l'esposizione al sole nelle ore più calde della giornata, bere molta acqua, limitare l'attività fisica all'aperto e prestare particolare attenzione alle persone più vulnerabili. È inoltre attivo il call center regionale dedicato alle ondate di calore al numero verde 800450020.
Il bollettino, emesso alle ore 10.17 di oggi, conferma quindi una fase di caldo intenso destinata a proseguire almeno fino a metà settimana, con la provincia di Macerata tra le aree maggiormente interessate dall'emergenza climatica.
Prosegue l'ondata di calore che sta interessando le Marche. Il nuovo bollettino emesso dal Centro Funzionale Multirischi della Regione Marche segnala infatti un livello di pericolo 3 (rosso) per gran parte del territorio regionale fino a mercoledì 5 agosto, con condizioni meteorologiche che possono rappresentare un rischio per la salute della popolazione.
Per la provincia di Macerata la situazione è particolarmente critica. Nella giornata di oggi, lunedì 3 agosto, il capoluogo registra una temperatura prevista di 36 gradi, con una temperatura percepita di 37 gradi e un livello di pericolo pari a 3. Le stesse condizioni sono attese anche nella giornata di martedì 4 agosto.
Mercoledì 5 agosto il quadro potrebbe ulteriormente aggravarsi con una temperatura massima prevista di 37 gradi e una temperatura percepita di 38 gradi, mantenendo il livello massimo di allerta.
Secondo la classificazione regionale, il livello 3 (rosso) identifica una vera e propria ondata di calore, caratterizzata da condizioni meteorologiche a rischio che persistono per tre o più giorni consecutivi. In questi casi scatta l'allerta dei servizi sanitari e sociali, con particolare attenzione alle persone più fragili, agli anziani, ai bambini e a chi soffre di patologie croniche.
L'allerta rossa riguarda praticamente tutta la regione. Oltre a Macerata, il livello massimo di pericolo è previsto ad Ascoli Piceno, Fabriano, Fermo, Jesi e Pesaro già da lunedì. Per martedì e mercoledì il livello 3 interesserà tutte le principali località monitorate dalla Regione, comprese Ancona, San Benedetto del Tronto e Urbino, che oggi si trovano ancora in livello arancione.
Le temperature più elevate sono attese nell'entroterra marchigiano. A Fabriano si prevedono fino a 37 gradi, con temperature percepite che potranno raggiungere i 38 gradi, mentre ad Ascoli Piceno sono attesi 36-37 gradi. Valori elevati anche a Fermo, Jesi e Macerata, dove le massime oscilleranno tra i 35 e i 37 gradi.
Le autorità sanitarie raccomandano di evitare l'esposizione al sole nelle ore più calde della giornata, bere molta acqua, limitare l'attività fisica all'aperto e prestare particolare attenzione alle persone più vulnerabili. È inoltre attivo il call center regionale dedicato alle ondate di calore al numero verde 800450020.
Il bollettino, emesso alle ore 10.17 di oggi, conferma quindi una fase di caldo intenso destinata a proseguire almeno fino a metà settimana, con la provincia di Macerata tra le aree maggiormente interessate dall'emergenza climatica.
Un'autopsia per chiarire le cause del decesso e accertamenti tecnici sul funzionamento del taser in dotazione ai carabinieri. Sono i due principali filoni dell'indagine aperta dalla Procura di Ancona sulla morte di un 35enne di nazionalità ucraina, deceduto per arresto cardiaco a bordo di un'ambulanza dopo un pericoloso inseguimento in auto e una violenta colluttazione con i militari a Senigallia.
Il fascicolo, affidato alla pm Valeria Cigliola e sotto la guida del procuratore capo Monica Garulli, verrà iscritto con la formula dell'annotazione preliminare, procedura adottata quando sussiste un fatto compiuto in presenza di una causa di giustificazione, senza procedere per ora all'iscrizione immediata nel registro degli indagati.
Secondo le prime ricostruzioni, l'uomo, in forte stato di alterazione, avrebbe iniziato una serie di manovre azzardate a bordo di una Bmw bianca tra Fano e Marotta, guidando contromano e urtando diversi veicoli. Intercettato a Senigallia, ha speronato una gazzella dell'Arma prima di tentare la fuga a piedi.
Raggiunto dalle forze dell'ordine, ne è nata una violenta colluttazione nella quale il 35enne ha morso un dito a un militare. I carabinieri hanno fatto ricorso al dispositivo taser, ma gli inquirenti intendono verificare se l'apparecchiatura abbia funzionato correttamente, dato che l'uomo avrebbe continuato a reagire con aggressività.
I soccorritori del 118 e della Croce Rossa sono intervenuti sedando l'uomo le cui condizioni iniziali e i cui parametri vitali risultavano sotto controllo; tuttavia, durante il tragitto verso l'ospedale, si è verificato il repentino ed esiziale arresto cardiaco. L'esame autoptico verrà eseguito nei prossimi giorni all'ospedale regionale di Torrette ad Ancona.
Un incidente si è verificato nella prima mattinata di oggi nel territorio comunale di Urbisaglia, dove una falciatrice semovente si è ribaltata su un fianco. Sul posto è intervenuta la squadra dei vigili del fuoco di Macerata, supportata dal personale con un'autogrù. Gli operatori hanno provveduto al raddrizzamento del mezzo e alla successiva messa in sicurezza della zona. L'intervento si è concluso intorno alle ore 11:15.
Una simulazione di soccorso in mare per sensibilizzare cittadini e turisti sull'importanza della prevenzione degli annegamenti e testare il coordinamento tra le diverse forze impegnate nelle emergenze. È l'iniziativa che si è svolta questa mattina sul litorale di Porto Recanati, nella zona Montecatini, in occasione della Giornata mondiale per la prevenzione dell'annegamento, promossa dall'Organizzazione mondiale della sanità.
L'esercitazione, organizzata dal Comitato di Porto Potenza Picena della Croce Rossa Italiana, rientra nella campagna nazionale "Bandiera Blu: al mare in sicurezza". Inizialmente prevista per sabato scorso, era stata rinviata a causa delle condizioni del mare, ritenute non idonee allo svolgimento delle manovre in piena sicurezza.
Lo scenario simulato ha riguardato una bagnante finita contro alcuni scogli sommersi e rimasta priva di sensi. Dopo la chiamata al 112, è scattato il dispositivo di emergenza che ha coinvolto il Nucleo OPSA (Operatori Polivalenti di Salvataggio in Acqua) della Croce Rossa, intervenuto con una moto d'acqua per il recupero della donna, l'equipaggio sanitario a terra e il Gruppo comunale di Protezione civile di Porto Recanati, impegnato sia nelle operazioni in mare con il gommone sia nella gestione dell'area.
Una volta riportata a riva, la figurante è stata sottoposta alle manovre di rianimazione e successivamente presa in carico dal personale sanitario, che ha applicato i protocolli di emergenza per il trauma, simulando tutte le procedure previste fino al trasferimento.
L'esercitazione ha consentito di verificare l'efficacia del coordinamento tra i diversi soggetti coinvolti nei soccorsi, elemento ritenuto fondamentale nella gestione delle emergenze in ambiente marino.
«Quella di oggi è stata molto più di una simulazione: è stata una prova concreta della professionalità dei nostri OPSA in mare e dell'efficienza dell'equipaggio di soccorso a terra – ha dichiarato il presidente del Comitato di Porto Potenza Picena della Croce Rossa Italiana, Matteo Carlocchia –. Ogni annegamento è prevenibile quando ci sono preparazione, consapevolezza e collaborazione».
Soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco Andrea Michelini, che ha ringraziato i volontari coinvolti sottolineando come iniziative di questo tipo rappresentino «un investimento concreto nella sicurezza della comunità e dei tanti turisti che scelgono Porto Recanati durante l'estate».
Il primo cittadino ha inoltre ricordato il valore della Bandiera Blu, riconoscimento ottenuto dalla città per il quinto anno consecutivo, evidenziando come il premio non riguardi soltanto la qualità delle acque, ma anche l'impegno sul fronte della sicurezza, dell'accoglienza e della tutela ambientale.
Anche il consigliere comunale con delega alla Protezione civile Gianluigi Serena ha sottolineato l'importanza di esercitazioni di questo tipo, che consentono di verificare sul campo procedure, mezzi e capacità operative: «Un sistema di Protezione civile efficiente si costruisce prima dell'emergenza, attraverso formazione, addestramento e collaborazione tra tutte le realtà del territorio».
Diversi giovani soccorsi dai sanitari del 118 mentre giacevano sdraiati nei prati dei giardini pubblici o collassati sui muretti del lungomare per l'abuso di alcol, due sanzioni scattate per ubriachezza molesta e due accesi litigi interrotti prima che degenerassero in rissa.
È il bilancio del servizio straordinario di controllo del territorio condotto a Civitanova Marche nella notte tra sabato 1° e domenica 2 agosto dalla polizia di stato con il supporto dell'Arma dei carabinieri e della guardia di finanza.
Gli interventi più delicati hanno riguardato le emergenze sanitarie legate all'eccesso di bevande alcoliche, con le pattuglie interforze che hanno dovuto prestare assistenza a più ragazzi in forte stato di alterazione etilica, disponendone il trasporto al pronto soccorso; due di loro sono stati sanzionati formalmente per ubriachezza molesta in luogo pubblico.
Gli agenti hanno sedato sul nascere anche violenti diverbi scoppiati all'uscita dei locali della movida: un gruppo di quattro giovani tra i 23 e i 28 anni, provenienti dalla provincia di Ancona, è stato bloccato dalle volanti del commissariato nei pressi di un parco dopo essere stato allontanato dagli addetti alla sicurezza del locale in cui si trovavano, mentre poco più tardi gli operatori sono dovuti intervenire per dividere due amici di 23 e 25 anni di Osimo arrivati alle mani per futili motivi fuori da un altro esercizio pubblico.
I controlli, coordinati nell'ambito del piano di vigilanza estiva disposto dal questore della provincia di Macerata e condiviso in sede di comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, hanno visto presidiare le principali vie di accesso, il litorale e i luoghi di ritrovo. Il bilancio complessivo dell'attività registra 65 persone identificate (di cui 9 con precedenti di polizia), 9 veicoli sottoposti a verifiche e 2 sanzioni per ubriachezza molesta.
Tragico incidente stradale nella mattinata lungo la strada che collega Castelsantangelo sul Nera a Visso: un motociclista di 46 anni, originario di Terni, ha perso la vita a seguito di un violento impatto con un capriolo che ha attraversato improvvisamente la carreggiata.
Secondo le prime ricostruzioni dei fatti, l'uomo stava viaggiando in sella alla propria moto insieme ad altri due centauri quando, subito dopo l'uscita da una curva, si è trovato di fronte l'animale selvatico senza avere il tempo di impostare alcuna manovra di emergenza per evitarlo, per poi finire contro una pianta.
L'impatto, avvenuto intorno alle ore 11:00, si è rivelato estremamente violento, facendo sbalzare e perdere il controllo del mezzo al centauro 48enne, provocandogli traumi rivelatisi poi fatali. Nello scontro è deceduto anche l'animale.
Sul posto sono tempestivamente intervenuti gli operatori sanitari del 118 unitamente ai carabinieri per effettuare i rilievi di rito e gestire la viabilità, ma per il quarantottenne non c'è stato nulla da fare: è deceduto poco dopo il sinistro.
Un incendio è divampato nel pomeriggio di oggi a Piediripa. Le fiamme hanno interessato una legnaia, rendendo necessario un massiccio intervento dei vigili del fuoco. Sul posto anche i Carabinieri.
L’allarme è scattato intorno alle ore 16. Sul posto sono intervenuti diversi mezzi del comando provinciale dei vigili del fuoco di Macerata, impegnati nelle operazioni di spegnimento e nella messa in sicurezza dell’area.
I pompieri hanno lavorato per circoscrivere il rogo ed evitare che le fiamme potessero propagarsi alle strutture vicine.
Al momento non sono state rese note le cause dell’incendio, che saranno accertate attraverso i successivi sopralluoghi. Non risultano persone coinvolte.
Un dramma si è consumato nella mattinata di oggi, intorno alle ore 11:00, in una zona di campagna nel territorio comunale di Colmurano, dove un uomo di 35 anni di origine marocchina è stato trovato privo di vita all'interno del garage di un vicino.
L'allarme è scattato immediatamente, portando sul posto la centrale operativa del 118 con l'automedica, i vigili del fuoco e le pattuglie dei carabinieri per i rilievi di rito. All'arrivo dei soccorritori, purtroppo, per il giovane uomo non c'era ormai più nulla da fare: secondo le prime ricostruzioni effettuate dalle forze dell'ordine, il 35enne si sarebbe tolto la vita impiccandosi all'interno del locale.
Appresa la terribile notizia, la famiglia si è precipitata fuori dall'abitazione travolta da un profondo e straziante dolore per l'accaduto. Spetterà ora ai carabinieri completare tutti gli accertamenti del caso per chiarire l'esatta dinamica della tragedia.
Sembrano piccole "patatine" di plastica, ma sono frammenti arrivati dal mare e ora l’Università Milano-Bicocca li sta studiando per capire come si trasformano nell’ambiente
Se durante una passeggiata sulla spiaggia vi capita di trovare piccoli dischetti neri, simili a minuscole patatine di plastica o a frammenti di carbone, non buttateli. Quelli che a prima vista possono sembrare semplici rifiuti potrebbero infatti diventare campioni utili per uno studio scientifico sull’inquinamento marino.
Si tratta di piccoli frammenti di plastica, spesso di forma circolare e dal colore scuro, che vengono trasportati dalle correnti e dalle onde fino alle coste. Nel tempo questi materiali possono accumulare sulla loro superficie sostanze inquinanti presenti nell’acqua e subire trasformazioni dovute all’esposizione al sole, al sale e agli agenti atmosferici.
Proprio per capire meglio il loro comportamento in mare, l’Università Milano-Bicocca ha avviato una ricerca dedicata a questi misteriosi dischetti neri. L'obiettivo degli studiosi è analizzare la composizione del materiale, verificare quali contaminanti abbiano assorbito durante la permanenza in acqua e capire se, con il passare del tempo, possano rilasciare altre sostanze nell'ambiente.
A diffondere l’appello ai cittadini è stata anche la pagina Archeoplastica, che ha invitato chiunque trovi questi frammenti sulla sabbia a conservarli e inviarli ai ricercatori. Più campioni arriveranno dalle spiagge italiane, più completo potrà essere il quadro fornito dallo studio.
Per partecipare alla raccolta basta raccogliere i dischetti e inserirli in una busta chiusa, indicando la località e la data del ritrovamento. Poi dovranno essere spediti al Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Terra dell’Università Milano Bicocca.
Un piccolo frammento raccolto sulla battigia può così trasformarsi in un tassello per comprendere meglio il problema della plastica nei nostri mari.
Fa discutere a Urbisaglia la scelta di allestire il palco della tradizionale Festa della Maestà nell'area del parcheggio adiacente al cimitero comunale. La vicenda è emersa dopo la segnalazione giunta questa mattina alla redazione di Picchio News da parte di un lettore, che ha raccolto il malcontento di alcuni cittadini presenti davanti al camposanto.
Nelle ultime ore è poi arrivata la presa di posizione ufficiale degli organizzatori della manifestazione, che hanno spiegato le ragioni della scelta, definendola una decisione "difficile, ma fatta con rispetto e senso di responsabilità".
La protesta dei cittadini: "Scelta priva di rispetto e sensibilità"
A farsi portavoce del malumore di diversi residenti è un lettore che, recatosi al cimitero per la consueta visita ai propri cari, ha assistito a scene di forte disappunto tra i presenti. "Un gruppo di donne, visibilmente contrariato, discuteva animatamente della scelta, giudicandola priva di sensibilità e rispetto verso i defunti e verso chi si reca al cimitero per raccoglimento", riferisce la segnalazione.
L'allestimento delle strutture della festa a ridosso del muro perimetrale è stato definito dal segnalante come un'iniziativa "quantomeno infelice" se non una vera e propria "indecenza" che ignora il valore simbolico del luogo. Tra le reazioni più esasperate, c'è "persino chi è arrivato a ipotizzare di trasferire le salme dei propri familiari in altri comuni", sottolinea il lettore. "Per le pie donne presenti, il detto Requiescant in pace sembrava assumere un significato amaro", conclude il cittadino.
La replica degli organizzatori: "Scelta difficile, ma necessaria per la sicurezza"
Di fronte alle preoccupazioni sollevate, l'organizzazione della Festa della Maestà è intervenuta ufficialmente con una nota per spiegare con trasparenza le ragioni del posizionamento. "Comprendiamo perfettamente la sensibilità che questo tema può suscitare. Il cimitero è un luogo caro alla nostra comunità e proprio per questo desideriamo spiegare che non si tratta in alcun modo di una mancanza di rispetto", spiegano i promotori.
La crescita straordinaria registrata dalla manifestazione negli ultimi anni ha infatti reso gli spazi tradizionali del parco insufficienti ad accogliere in sicurezza le migliaia di visitatori previsti. A seguito di numerosi tavoli tecnici con gli enti competenti per l'elaborazione dei piani di Safety e Security, l'ampliamento verso l'area del parcheggio del cimitero si è rivelata l'unica soluzione praticabile.
"Non è stata una decisione presa con leggerezza. Abbiamo valutato diverse alternative, ma nessuna era praticabile dal punto di vista tecnico e della sicurezza. L'unica altra opzione sarebbe stata quella di contingentare gli ingressi con i varchi, escludendo molti cittadini dalla festa", spiegano gli organizzatori, rassicurando comunque che "sarà sempre garantito, ogni sera, il passaggio e la possibilità di accedere al parcheggio, cercando di limitare al minimo ogni disagio e trattando il luogo con la dignità e l'attenzione che merita".
"Sappiamo che non tutti condivideranno questa decisione e rispettiamo ogni opinione espressa con spirito costruttivo - conclude il comunicato -. Chiediamo soltanto di comprendere che questa scelta nasce da valutazioni tecniche approfondite e dalla volontà di garantire una Festa della Maestà sicura, accogliente e aperta a tutti".
Buone notizie per le scuole dei territori colpiti dal sisma del 2016 e 2017. È pronto il provvedimento che assegna le risorse di organico in deroga per il personale docente e Ata, destinato agli istituti scolastici del cratere, e sarà trasmesso a breve agli Uffici scolastici competenti. L'obiettivo è consentire una programmazione più tempestiva del nuovo anno scolastico, garantendo la continuità didattica e il regolare funzionamento delle scuole.
Il decreto, previsto dal DL Sisma n. 3/2023, permetterà agli istituti di disporre delle risorse necessarie per lo sdoppiamento delle classi dove necessario, oltre a garantire il personale indispensabile per affrontare l'avvio delle lezioni con maggiore certezza. Si tratta di un passaggio particolarmente atteso da Comuni e dirigenti scolastici delle aree terremotate.
A sottolineare l'importanza del risultato è il commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli, che parla di un traguardo raggiunto grazie alla collaborazione con il Ministero dell'Istruzione e del Merito.
"Per la prima volta siamo riusciti ad arrivare a questo importante passaggio prima dell'avvio dell'anno scolastico", afferma Castelli, evidenziando come gli organici in deroga rappresentino uno strumento fondamentale per garantire il diritto allo studio nelle aree più fragili dell'Appennino centrale, dove la scuola continua a svolgere un ruolo essenziale per la tenuta delle comunità. Il commissario ha inoltre ringraziato il ministro Giuseppe Valditara e gli uffici coinvolti per aver accolto le richieste provenienti dai sindaci e dalle istituzioni scolastiche del cratere.
Castelli ha ricordato anche che il decreto-legge n. 3 del 2023 ha previsto, grazie alle risorse della Presidenza del Consiglio dei ministri, il mantenimento degli organici e delle classi in deroga fino all'anno scolastico 2028-2029, misura ritenuta strategica per assicurare la continuità dell'offerta formativa e sostenere le comunità dell'Appennino centrale ancora impegnate nel percorso di ricostruzione.
"Anticipare i tempi significa consentire alle scuole di programmare con maggiore serenità il nuovo anno e contribuire a rafforzare il percorso di rinascita dei territori del sisma, nel quale il sistema scolastico riveste un ruolo strategico", conclude il commissario.
Lo ha recentemente annunziato il ministro Tajani, questa volta senza esibirsi nel suo proverbiale saltello: l’Italia utilizzerà il fondo Safe per il riarmo. Detto fondo prevede che gli Stati dell’Unione Europea possano attingere da Bruxelles una notevole quota di danari per armarsi.
Il giullaresco governo della destra bluette neoliberale si conferma, una volta di più, per quello che realmente è: il nemico dell’interesse nazionale e il servo dell’imperialismo occidentale.
Naturalmente il riarmo viene attuato in funzione antirussa, come se la Russia di Putin fosse in procinto di invadere l’Italia e l’Europa. Al di là del vitreo teatro delle ideologie e della martellante propaganda, sappiamo benissimo che è invece l’Unione Europea che si sta adoperando in ogni modo per occasionare la guerra con la Russia di Putin, fingendo però, con la massima ipocrisia, che sia quest’ultima a cercare il conflitto.
Hanno pure il coraggio di definirsi patrioti, quando in realtà sono nemici della patria e dell’interesse nazionale: dietro il patriottismo ideale si nasconde l’atlantismo imperialistico reale.
Anziché mettere a disposizione fondi per lo Stato sociale e per la scuola, per la sanità e per il lavoro, l’Unione Europea investe sulle armi e sulla guerra, con ciò rivelando una volta di più la propria natura di treno in corsa verso l’abisso.
Intanto, così ha recentemente dichiarato, senza perifrasi, Elly Schlein, vestale della sinistrash fucsia padronale e nemica delle classi lavoratrici: «Il Pd sosterrà l’Ucraina con tutti i mezzi a disposizione».
Non è chiaro se tra i mezzi a disposizione figurino anche i lauti stipendi dei parlamentari e dei senatori della sinistra fucsia, ma è fuor di discussione il fatto che la Schlein difenda strenuamente l’invio di armi al guitto di Kiev, attore Nato.
Schlein ha, inoltre, asserito che Putin ha violato il diritto internazionale. Ammesso e non concesso che ciò sia vero, domandiamo: forse che Putin lo ha violato più di Washington, strenuamente supportata dalla sinistra come dalla destra italiana?
Insomma, a conti fatti, si tratta della stessa posizione nefanda fatta valere dalla destra bluette neoliberale e filoatlantista di Giorgia Meloni.
Ciò mi permette, una volta di più, di sottolineare come oggi, con la loro omogeneità bipolare, destra e sinistra rappresentino l’alternanza che nega l’alternativa, facendo sempre e comunque valere l’interesse del blocco oligarchico neoliberale e del suo tableau de bord.
D’altro canto, due è il numero minimo per fingere una democrazia.
I militonti della destra e quelli della sinistra (se Sparta piange, Atene non ride...) si illudono oscenamente di poter scegliere tra due paradigmi alternativi, quando in realtà la loro scelta ricade sempre e comunque sul programma delle classi dirigenti senza frontiere, rispetto alle quali destra e sinistra non sono se non gli zelanti maggiordomi.
Nelle inqualificabili parole di Elly Schlein si coagula perfettamente la deplorevole adesione della sinistra al paradigma capitalistico e imperialistico dominante: quel paradigma che essa, quand’era rossa e non si era ancora sbiadita facendosi fucsia, combatteva strenuamente, opponendosi tanto al capitalismo quanto all’imperialismo.
La vestale della sinistra fucsia punta il dito contro Putin, reo di aver violato il diritto internazionale. Curiosamente, però, non punta mai il dito contro Washington, che della violazione del diritto internazionale ha fatto il proprio quotidiano modus operandi.
Anziché sostenere la possibilità di un mondo multipolare, sottratto alla presa dell’imperialismo americano, la sinistra, non diversamente dalla destra, supporta sempre e comunque le irragionevoli ragioni di Washington, demonizzando con la logora categoria della dittatura tutto ciò che, per una ragione o per un’altra, all’imperialismo di Washington opponga resistenza.
Come ricordavo nel mio studio "Sinistrash", la figura che meglio rappresenta la metamorfosi kafkiana della sinistra arcobaleno deve essere ravvisata nel Mattia Pascal pirandelliano, il quale, da un giorno all’altro, decide di cambiare la propria identità e di rinnegare in toto il proprio passato.
Così ha fatto anche la sinistra, facendosi indistinguibile dalla destra e assumendo lo sguardo di chi, in alto, ci odia.
La sera del 27 luglio in uno spazio suggestivo, nel centro di Massa Fermana, il borgo al confine tra le province di Macerata e Fermo, con un clima anche piacevole molto ambito in queste giornate afose, si è ritrovata tanta gente per ascoltare la presentazione di un progetto che si propone di diffondere la cultura della salute per la prevenzione della malattia e la ricerca del benessere.
Chi si occupa della rubrica “Sano a sapersi” di Picchio News sarà fra i protagonisti dell’iniziativa creata nell’ambito della attività sociale dell’associazione “Progetto comune APS”, che tra i suoi obiettivi principali ha proprio una comunicazione scrupolosa e sicura.
Nel variegato e molto complesso mondo della sanità, della protezione della salute dei cittadini, l’informazione, la costruzione di una cultura ha avuto sempre un ruolo marginale sopraffatto dalla necessità di un’attenzione prioritaria per condizioni di urgenza dei servizi di diagnosi e cura della malattia.
Organizzazione, risorse professionali ed economiche, lasciate ad iniziative velleitarie e senza continuità sia in ambito pubblico che privato. Ultimamente il clima è in parte cambiato; l’invecchiamento della popolazione, l’aumento vertiginoso delle richieste di assistenza, i periodi di assoluta necessità di gestire situazioni straordinarie, come una pandemia, hanno focalizzato il concetto di prevenzione, di cultura della salute da proporre socialmente per ridurre l’impegno, star meglio e più a lungo, essere eventualmente di aiuto a chi è preposto alla salvaguardia del bene più grande: la salute, appunto.
Nelle structures pubbliche il servizio di comunicazione comincia ad avere le sembianze di un reparto, nelle strutture private i più illuminati stanno costruendo un modello dove c’è una particolare attenzione per la comunicazione, i professionisti medici impegnati nella diagnosi e cura, ma disponibili anche per una buona informazione.
Nel territorio un esempio virtuoso è il gruppo medico Associati Fisiomed. Nella sua nuova sede a Sforzacosta c’è uno spazio apposito dove si svolgono convegni per l’aggiornamento degli operatori sanitari, ma anche un corso di informazione medico-scientifica della UNITRE Macerata e conferenze organizzate da varie associazioni.
Il personale specialistico medico e quello della comunicazione scientifica di Associati Fisiomed partecipano a campagne esterne come quella del CNA nelle aziende associate.
La cultura della salute e la buona informazione non hanno distinzione, non devono assoggettarsi al concetto di servizio pubblico o privato, è un servizio universale, globale dove tutti possono dare il proprio contributo per una comunicazione che risulti uniforme e di qualità, utilizzando i mezzi sempre più numerosi, efficienti e tecnologicamente avanzati.
Di tutto questo si è discusso lunedì scorso a Massa Fermana. A conferma di quanto ho cercato di spiegare, hanno portato il loro contributo l’assessore alla sanità della regione Marche Paolo Calcinaro, l’amministratore unico del centro medico Associati Fisiomed Enrico Falistocco, la presidente di UNITRE Macerata Gloria Pierucci, il rappresentante del distretto del cappello Paolo Marzialetti a testimonianza dell’interesse sociale dell’argomento.
Poi i rappresentanti delle fonti più qualificate e sicure di riferimento per l’organizzazione del progetto: rappresentanti delle AST territoriali, dell’Università politecnica delle Marche, sempre presente e garante in iniziative di questo tipo, delle risorse professionali della medicina privata.
Molto apprezzati e costruttivi gli interventi del Prof. Giampiero Macarri, docente universitario e direttore della U.O. di gastroenterologia dell’AST di Fermo, della Dott.ssa Lucia Isolani, Direttore del servizio di medicina del lavoro AST Macerata, del Prof. Giancarlo Balercia, direttore della clinica di endocrinologia UNIVPM, del Prof. Michele Germani, professore di ingegneria UNIVPM. Per impegni improvvisi ha inviato il suo saluto, senza poter essere presente, il Dott. Daniele Travaglini, specialista in chirurgia vascolare e flebologia e operatore nell’ambito della medicina privata.
Io, Fabrizio Scoccia, giornalista medico-scientifico curatore di questa rubrica e di altre e poi la presidente dell’associazione “Progetto comune APS” Chiara Mariozzi abbiamo detto che un progetto è stato elaborato per riunire le forze necessarie nel territorio e promuovere una cultura della salute sempre più diffusa e sicura.
Il numeroso pubblico presente, molto attento, ci fa pensare che il progetto possa avere un bel futuro. Un grazie speciale al sindaco di Massa Fermana Gilberto Caraceni per la disponibilità e la bella accoglienza.
Il guasto alla Pet-Tc dell’ospedale di Torrette non è ancora completamente risolto, ma l’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche assicura che sono in corso tutte le azioni necessarie per garantire la continuità degli esami diagnostici.
Il sistema, spiega la direzione dell’Aou Marche, presenta “un’anomalia tecnica intermittente” sulla quale sono già intervenuti sia il personale del servizio di manutenzione sia i tecnici della casa produttrice. Il problema è legato alla necessità di reperire un componente di ricambio, la cui disponibilità consentirà il ripristino definitivo della piena funzionalità del macchinario.
Nel frattempo l’azienda sanitaria ha predisposto una serie di misure organizzative per evitare disagi ai pazienti. Tra le soluzioni individuate c’è la definizione di accordi con altre aziende sanitarie regionali, in particolare con Ast Macerata, che in passato aveva già collaborato con Torrette per prestazioni della stessa tipologia.
L’obiettivo è garantire la presa in carico dei pazienti esterni e di quelli provenienti da fuori provincia, mantenendo attivi i percorsi assistenziali stabiliti dalle strutture competenti.
L’Aou Marche precisa inoltre che la gestione dei pazienti prosegue anche attraverso le modalità alternative disponibili, compreso l’utilizzo della Risonanza magnetica Pet (Rmn Pet) quando appropriato per i percorsi clinici individuati.
Parallelamente, l’azienda ha valutato positivamente anche l’ipotesi di ricorrere temporaneamente a una Pet-Tc mobile, ovvero un’apparecchiatura installata su un mezzo dedicato che potrebbe essere utilizzata fino al completo ripristino del sistema fisso.
Sono infine in corso ulteriori verifiche e acquisizioni dal mercato per individuare le soluzioni più rapide ed efficaci.
Una piazza gremita di appassionati, famiglie e turisti ha fatto da cornice alla seconda edizione di "Scacchi sotto le Stelle", la simultanea organizzata dal Circolo Scacchi Recanati-Osimo-Offagna-Porto Recanati-Porto Potenza Picena (CSR), andata in scena sabato 1° agosto in piazza Douhet a Porto Potenza Picena.
Dopo il successo dello scorso anno, l'iniziativa ha riportato nel cuore della località balneare una serata dedicata agli scacchi, trasformando la piazza in un grande spazio di incontro all'insegna della strategia, della cultura e della socialità.
Protagonisti della serata sono stati i maestri marchigiani Flavio Borgiani e Claudio Graziani, impegnati in una simultanea contro 36 sfidanti di tutte le età, dai bambini agli adulti. L'evento è stato organizzato grazie all'impegno del tesserato del CSR, arbitro e istruttore Palmiro Possanzini, con il patrocinio del Comune di Potenza Picena e il supporto della Pro Loco di Porto Potenza Picena.
Prima dell'inizio delle partite, il presidente del Circolo Vincenzo Bondanese e lo stesso Possanzini hanno salutato i partecipanti, ringraziando l'amministrazione comunale, la Pro Loco, i due maestri e tutti i volontari che hanno contribuito all'organizzazione della manifestazione.
Nel corso della serata le scacchiere sono state animate da partite combattute e ricche di spunti tecnici, con la partecipazione anche di alcuni turisti stranieri, a conferma di come gli scacchi rappresentino un linguaggio universale capace di coinvolgere persone di ogni età e provenienza.
I due maestri hanno affrontato una lunga maratona di gioco, trovandosi spesso di fronte a posizioni complesse create dalla determinazione degli sfidanti, che hanno dimostrato preparazione, entusiasmo e grande spirito sportivo.
Al termine della manifestazione tutti i partecipanti hanno ricevuto in omaggio un dipinto dell'artista locale Michela Rafanelli, raffigurante figure scacchistiche sulla spiaggia di Porto Potenza. Premi speciali sono stati inoltre assegnati al primo bambino eliminato, al giocatore che ha conquistato la prima patta e all'ultimo concorrente rimasto in gara, ai quali è stato consegnato il volume "Quell'antico abbraccio al mare - La sciabica di Porto Potenza".
Tra i momenti più significativi della serata spicca la prova dei fratelli Diego e Tiago Nicolai, giovani tesserati del Circolo. I due sono riusciti a resistere ai maestri fino alle battute finali della simultanea, conclusasi intorno alle 2 di notte. Diego Nicolai ha ottenuto un pareggio, mentre Tiago Nicolai, appena 10 anni, è stato l'ultimo giocatore ancora impegnato davanti alla scacchiera ed è riuscito a conquistare la vittoria, firmando una delle imprese più applaudite della manifestazione.
Un risultato che, sottolinea il Circolo, rappresenta il frutto del lavoro svolto sul settore giovanile, attraverso attività formative e iniziative che utilizzano gli scacchi come strumento di crescita personale, educazione al rispetto delle regole e sviluppo delle capacità di concentrazione.
L'attività del Circolo Scacchi Recanati-Osimo-Offagna-Porto Recanati-Porto Potenza Picena proseguirà nelle prossime settimane con nuovi appuntamenti estivi: il 7 e 8 agosto sarà presente alla manifestazione "Rivivi 70" di Osimo, mentre il 24 agosto organizzerà un torneo amatoriale sul mare allo stabilimento balneare Al Meris.
L'Asd Pallanuoto Tolentino chiude una stagione sportiva ricca di soddisfazioni e successi presso la piscina comunale "G. Caporicci", confermandosi un punto di riferimento per le discipline acquatiche con atleti di tutte le età, dai settori Propaganda e Acquagoal fino ai Master e alle formazioni Under 20 impegnate nei campionati nazionali.
Nel settore del nuoto agonistico, i Campionati Regionali Estivi Fin hanno incoronato Matteo Migliorelli (oro nei 100 misti e 100 dorso) e Sofia Shala (oro nei 200 misti Esordienti B), oltre al bronzo di Rebecca Attili nei 50 farfalla. Grandi traguardi anche per il settore Master e per la pallanuoto: la prima squadra femminile ha conquistato un prestigioso terzo posto nel campionato nazionale di Serie B (con la Juniores terza nell'interregionale), mentre la prima squadra maschile ha centrato la salvezza in Serie C.
Un vivaio d'eccellenza che ha visto l'azzurrina Laura Angela Ruani convocata nella Nazionale italiana Under 16 e promossa in A1 con il Sori Pool Beach, Noè Angela al Trofeo delle Regioni, e le chiamate in azzurro per i raduni della Nazionale Under 18 per Daniele Farinelli e Samuele Spè.
"Siamo estremamente soddisfatti dei risultati ottenuti perché rappresentano il frutto di un progetto che mette al centro la crescita dei giovani, sostenuti ogni giorno dal lavoro dei tecnici e dal supporto delle famiglie", commenta la società.
A fare eco alle parole del club sono stati il sindaco Mauro Sclavi e il vicesindaco e assessore allo sport Alessia Pupo: "I nostri complimenti alla società, agli atleti, ai tecnici e ai dirigenti per i risultati raggiunti in questa stagione agonistica appena conclusasi. In tutte le categorie sono stati raggiunti importanti piazzamenti che testimoniano l’eccellente lavoro che la Nuoto Pallanuoto Tolentino porta avanti da tempo. Sul fronte degli impianti stiamo continuando a lavorare per dare il via ai lavori di realizzazione di una nuova vasca a tre corsie, lunghe 25 metri con una copertura telescopica in policarbonato per l’utilizzo anche nel periodo estivo come piscina all’aperto, struttura che permetterà di alleggerire la presenza nella piscina principale, consentendo di avere sempre nuovi spazi acqua per gli allenamenti, i corsi e le attività outdoor".
Archiviata la stagione, l'Asd Pallanuoto tolentino dà appuntamento a settembre per il rientro in vasca.
Da una parte i cambiamenti climatici, che spingono i vignaioli verso vendemmie sempre più anticipate e vicine al periodo di Ferragosto, dall’altra il calo dei consumi, determinato anche dalla propensione delle nuove generazioni verso altre bevande. Per il settore vitivinicolo marchigiano "sono necessari interventi strutturali nell’ambito di una strategia unitaria in grado di affrontare l’oggi ma di proiettarsi verso il medio lungo termine".
È quanto sostiene Coldiretti Marche, che sollecita la Regione ad avviare un’operazione di mappatura aggiornata del territorio per rendere puntuale lo schedario viticolo regionale.
"È la base di partenza per valutare oggettivamente andamento produttivo, giacenze, strumenti attivati, fabbisogni delle aziende, punti di forza e criticità, misure OCM attivate, da attivare o rimodulare sulle esigenze delle imprese nell'ambito di un piano strategico regionale che possa abbracciare il settore a tutto tondo e strategie commerciali per arrivare a un Piano Strategico Vitivinicolo Regionale 2026-2030", sottolinea Coldiretti Marche.
A preoccupare maggiormente sono soprattutto giacenze e surplus produttivo. Al netto dell’afa e degli eventi meteo violenti, con grandinate che hanno colpito a macchia di leopardo compromettendo la produzione anche fino al 90% in alcune aziende, si stima una produzione in linea con quella dello scorso anno, pari a circa 870mila ettolitri secondo i dati Ismea.
Ma il nodo principale riguarda la quantità di vino già presente in cantina. Secondo Coldiretti Marche le giacenze sarebbero altrettanto elevate e questo potrebbe determinare un crollo dei prezzi. Nei giorni scorsi l’Imt è intervenuto con una serie di provvedimenti per tutelare il valore del Verdicchio dei Castelli di Jesi.
In particolare, le eccedenze produttive della campagna vendemmiale 2026 superiori ai 100 quintali per ettaro non potranno essere certificate Doc fino a giugno 2027. In alternativa potranno essere commercializzate, previa richiesta all’organo di controllo, come Esino Doc, Marche Igt o vino senza denominazione.
L’obiettivo è evitare un eccesso di offerta sul mercato e preservare valore economico e immagine della denominazione.
«Un mercato che ha bisogno di qualità - spiegano da Coldiretti Marche - e per questo chiediamo alla Regione di valutare un abbassamento delle rese produttive e interventi di distillazione per ridurre le giacenze e riequilibrare il mercato».
«Avere una mappatura reale del settore consentirà anche di valutare sospensioni per le autorizzazioni a nuovi impianti, prevedendo però specifiche deroghe per quelle imprese che per caratteristiche produttive e commerciali non contribuiscono all’aumento delle giacenze e agli squilibri di mercato».
Nelle Marche si contano circa 18mila ettari di vigne, di cui 12mila destinati alle produzioni di qualità Doc, Docg e Igt. Nonostante i consumi interni siano leggermente aumentati, passando dal 55% al 56% della popolazione marchigiana, si registra una trasformazione nelle abitudini, con un consumo più sporadico per oltre un terzo dei consumatori. Restano invece in calo i consumi nazionali ed esteri, soprattutto tra i giovani.
Nove marchigiani su dieci sono insoddisfatti della riduzione o della chiusura delle filiali bancarie nel proprio territorio. È uno dei dati più significativi che emerge dal terzo Rapporto Uilca sulla desertificazione bancaria, “L’impatto della desertificazione bancaria sugli italiani 2025”, che fotografa le conseguenze della progressiva riduzione della presenza degli istituti di credito nelle comunità locali.
Secondo l’indagine, nelle Marche il 91,4% dei cittadini considera negativa la diminuzione degli sportelli bancari nei luoghi in cui vive. La presenza di un bancomat, sottolinea il rapporto, non viene percepita come una sostituzione adeguata del rapporto diretto con il personale bancario.
I numeri raccontano una trasformazione profonda del sistema bancario regionale. Tra il 2020 e il 2025 i comuni marchigiani serviti da banche sono passati da 184 a 143, con una riduzione del 22,3%. Nello stesso periodo le filiali sono scese da 790 a 585, con un calo del 25,9%: significa che in cinque anni sono stati chiusi 205 sportelli, con una media di 3,4 chiusure al mese.
La conseguenza è che oggi 103.439 cittadini marchigiani risiedono in comuni privi di uno sportello bancario.
Una situazione che, secondo Uilca, non riguarda soltanto la comodità di effettuare operazioni bancarie, ma coinvolge anche il ruolo sociale delle banche nei territori. “Dietro ogni sportello chiuso – evidenzia il segretario generale Uilca Fulvio Furlan – c’è un anziano che non sa più come prelevare la pensione, un piccolo imprenditore costretto a percorrere chilometri per gestire le proprie finanze, una famiglia che perde un presidio di fiducia”.
Il fenomeno viene collegato anche al rischio di ulteriore spopolamento delle aree interne e dei piccoli centri. Per il 63,4% dei cittadini marchigiani, infatti, la presenza di una filiale bancaria rappresenta un elemento che può influenzare la scelta di vivere o meno in un territorio. Inoltre, l’82,3% degli intervistati ritiene che la chiusura degli sportelli contribuisca alla marginalizzazione delle comunità locali.
Tra le criticità evidenziate dal rapporto c’è anche il tema della sicurezza. La riduzione del rapporto diretto con gli operatori bancari potrebbe aumentare la vulnerabilità dei cittadini più fragili rispetto a truffe e frodi. Nelle Marche il 79% delle persone intervistate ritiene che la scomparsa delle filiali favorisca il rischio usura, mentre l’86,6% considera la presenza del personale bancario importante per aiutare i cittadini a difendersi da phishing e truffe online.
La Uilca chiede quindi un cambio di prospettiva: non solo una rete bancaria basata sull’efficienza economica, ma anche un presidio vicino alle persone e ai territori.
“La banca – conclude Furlan – deve recuperare e rafforzare il proprio ruolo sociale, mettendo al centro le persone”.
L'Università di Macerata ha pubblicato due bandi per il conferimento di incarichi professionali destinati a rafforzare i servizi di inclusione per gli studenti e le attività di comunicazione legate ai progetti di innovazione didattica.
Il primo avviso riguarda la selezione di un massimo di 15 figure per attività di supporto accademico e mediazione rivolte a studentesse e studenti con disabilità o con disturbi specifici dell'apprendimento (DSA). Gli incaricati affiancheranno gli studenti nello studio, nella preparazione degli esami e della prova finale, nei tirocini e nei rapporti con docenti e strutture universitarie.
La selezione avverrà per titoli e colloquio. Possono candidarsi persone con una formazione specifica in ambito pedagogico, educativo o nel sostegno didattico e con esperienza nel settore. Le domande dovranno essere presentate entro le ore 14 del 19 agosto.
Il secondo bando è invece finalizzato all'individuazione di un'esperta o un esperto in comunicazione multimediale per il progetto "MEraviglIA – Metodologie didattiche inclusive e intelligenza artificiale", finanziato nell'ambito del Programma regionale Marche del Fondo sociale europeo Plus 2021-2027.
La figura selezionata si occuperà della progettazione e realizzazione di contenuti audiovisivi e podcast, dell'attuazione del piano di comunicazione, del coordinamento di eventi divulgativi e della promozione dei risultati del progetto attraverso i canali digitali.
Per partecipare è richiesto un titolo accademico di secondo livello, esperienza nella comunicazione di progetti innovativi e la presentazione di un portfolio professionale. Le candidature dovranno essere inviate entro il 26 agosto.
I bandi completi, con i requisiti richiesti e le modalità di presentazione delle domande, sono disponibili nella sezione "Ateneo – Bandi e concorsi – Collaborazioni esterne" del sito dell'Università di Macerata.
L'Università di Camerino festeggia undici nuove specializzande e specializzandi che hanno conseguito il titolo di specialisti in farmacia ospedaliera durante la seduta di diploma svoltasi al Polo Sant’Agostino. Un traguardo fondamentale che consente l'accesso diretto alla dirigenza del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), figura strategica per la gestione economica, clinica e organizzativa delle strutture sanitarie.
A guidare il percorso di studi è la scuola diretta dal professor Carlo Cifani, che ha evidenziato l'elevato profilo formativo e la forte selettività dell'accesso: "La scuola provvede alla formazione dei laureati in farmacia o chimica e tecnologia farmaceutiche (CTF) attraverso l'approfondimento teorico e pratico finalizzato all'espletamento della professione nell'ambito delle strutture farmaceutiche ospedaliere e territoriali del Servizio Sanitario Nazionale e/o internazionale. Sono specifici ambiti di competenza la gestione dei medicinali e dei dispositivi medici, la produzione di medicinali anche a carattere sperimentale, l'informazione e la documentazione sul farmaco, la vigilanza sui prodotti sanitari, la vigilanza sull'esercizio farmaceutico. L’accesso alla scuola di specializzazione è molto competitivo e avviene tramite concorso: solitamente sono tra 100 e 120 i partecipanti per 12 posti".
L'offerta didattica si caratterizza per un'intensa attività sul campo, come rimarcato dal direttore della scuola di scienze del farmaco e dei prodotti della salute, professor Gianni Sagratini: "Un percorso formativo della durata di 4 anni che affianca alla didattica in presenza un totale di oltre 5.000 ore di tirocinio in strutture ospedaliere e territoriali della rete formativa dell’università. Le attività professionalizzanti sono incentrate su: farmaco e dispositivo-vigilanza, area gestionale e di governo clinico, gestione operativa, clinico-terapeutica ed economica, management, sperimentazione clinica, galenica clinica, terapie oncologiche e farmaceutica territoriale".
In un panorama sanitario che richiede sostenibilità economica e innovazione continua, l'Università di Camerino conferma la volontà di investire nella crescita di figure manageriali e tecnico-scientifiche avanzate.
A ribadirlo è la pro rettrice alla didattica, professoressa Giulia Bonacucina: "L’Università di Camerino ha investito molto su questa figura professionale, garantendo un percorso formativo potenzialmente completo a partire dai corsi di laurea di Farmacia e CTF, per proseguire con la scuola di specializzazione ed infine con diversi master di II livello per integrare le competenze tecnico-scientifiche con capacità manageriali, necessarie per affrontare efficacemente le sfide emergenti del SSN: innovazione ed evoluzione dei percorsi di cura, delle tecnologie e dei ruoli organizzativi e di governance".
Presentata alla Camera dei Deputati la settima edizione del Ginesio Fest, in programma dal 25 al 30 agosto 2026 a San Ginesio, uno degli appuntamenti culturali più significativi dell'estate marchigiana. Un'edizione che segna un passaggio storico per la manifestazione, con il Premio San Ginesio "All'Arte dell'Attore" che assume ufficialmente il nome di Premio Remo Girone "All'Arte dell'Attore", in omaggio all'attore che ne fu ideatore e punto di riferimento fin dalla nascita del festival.
Nel corso della conferenza stampa romana sono stati annunciati anche i primi vincitori del nuovo riconoscimento: Maria Paiato e Valerio Binasco, due protagonisti assoluti della scena teatrale italiana contemporanea, scelti per rappresentare il valore artistico e umano che il premio intende celebrare.
Alla presentazione hanno preso parte, tra gli altri, il presidente della Commissione Cultura della Camera Federico Mollicone, la senatrice Elena Leonardi, il sottosegretario alla Presidenza della Regione Marche Silvia Luconi, il sindaco di San Ginesio Giuliano Ciabocco, il direttore artistico Leonardo Lidi, il presidente della giuria Alessio Boni e la fondatrice del festival Isabella Parrucci.
Il cambio di denominazione rappresenta un tributo alla figura di Remo Girone, che ha contribuito a costruire l'identità del festival trasmettendo una visione del mestiere dell'attore fondata su rigore, responsabilità, studio e autenticità.
La nuova giuria sarà presieduta da Alessio Boni e composta da Lino Musella, Iaia Forte, Manuela Mandracchia, Rodolfo Di Giammarco, Francesca Merloni e Giampiero Solari.
La cerimonia di consegna del premio aprirà ufficialmente il festival il 25 agosto e sarà condotta da Rebecca Liberati e Christian La Rosa.
Per il quinto anno consecutivo la direzione artistica è affidata a Leonardo Lidi, che ha scelto come filo conduttore della manifestazione il tema "Illusioni".
Un concetto che invita a riflettere sul ruolo del teatro come spazio capace di immaginare il futuro, creare comunità e alimentare nuove possibilità attraverso l'arte.
Lidi ha sottolineato come il Ginesio Fest sia diventato negli anni un luogo di incontro tra grandi maestri e nuove generazioni, offrendo opportunità concrete ai giovani artisti e trasformando San Ginesio in un punto di riferimento nazionale per il teatro contemporaneo.
Nel corso degli interventi è stato ribadito il valore culturale e sociale del festival, considerato un modello di rilancio delle aree interne colpite dal sisma.
Il presidente della Commissione Cultura Federico Mollicone ha definito il Ginesio Fest un esempio virtuoso di integrazione tra spettacolo dal vivo, valorizzazione del patrimonio e sviluppo dei territori.
Sulla stessa linea il sottosegretario regionale Silvia Luconi, che ha evidenziato come il festival rappresenti uno strumento di crescita culturale e promozione delle Marche.
Il sindaco Giuliano Ciabocco ha invece ricordato il percorso iniziato dopo il sisma del 2016, sottolineando come il festival sia diventato uno degli elementi identitari di San Ginesio e parte integrante del cosiddetto "piano della bellezza", capace di accompagnare la ricostruzione attraverso la cultura.
Alessio Boni, presidente della giuria, ha ricordato la figura di Remo Girone definendolo «un maestro capace di scomparire dietro il personaggio, facendo emergere soltanto la verità della scena». Boni ha spiegato di aver accettato con convinzione questo incarico perché il Ginesio Fest rappresenta «un progetto autentico, costruito con qualità, ricerca e onestà», sottolineando inoltre come il teatro sia oggi uno dei pochi luoghi in cui la finzione riesce ancora a raccontare una profonda verità umana.a le novità illustrate durante la conferenza anche il progetto TETA – Teatro e Tavola, sostenuto con 3,5 milioni di euro attraverso il programma Next Appennino.
L'iniziativa, che sarà completata entro il 2028, unirà teatro ed eccellenze enogastronomiche in un nuovo spazio dedicato sia alla valorizzazione del territorio sia all'accoglienza di artisti e compagnie teatrali.
La fondatrice Isabella Parrucci ha inoltre ricordato come il Ginesio Fest sia stato riconosciuto dal Ministero della Cultura tra i progetti triennali del Fondo nazionale, ottenendo il punteggio più alto nella propria categoria.
Dal 25 al 30 agosto, il pubblico potrà assistere a un programma che alterna prime nazionali, anteprime, spettacoli, laboratori e residenze artistiche.
Tra i protagonisti figurano Antonio Latella, Babilonia Teatri, Enzo Vetrano e Stefano Randisi, Giulia Scotti, Marco Coscucci, Gruppo Uror, Francesco Marilungo, Riccardo Micheletti, Davide Calvaresi, Nicolò Tomassini e lo stesso Leonardo Lidi, che firmerà la regia della prima nazionale de "Il taccuino di Trigorin" di Tennessee Williams.
Il festival si conferma così uno degli appuntamenti culturali più importanti dell'estate marchigiana, capace di coniugare qualità artistica, valorizzazione del territorio e sostegno alle nuove generazioni, trasformando ancora una volta San Ginesio nel cuore pulsante del teatro contemporaneo.
Dopo essere tornato fruibile da cittadini, escursionisti e visitatori, uno dei luoghi simbolo del patrimonio storico e paesaggistico del territorio settempedano, l' antico castello di Pitino, apre le sue porte per essere ammirato.
Il complesso monumentale situato a circa 11 chilometri dal centro storico e a 660 metri di altitudine, offrirà uno sguardo privilegiato su un paesaggio mozzafiato e su una storia millenaria per tutta l’estate con i seguenti orari di apertura: dal lunedì al giovedì dalle ore 8:00 alle 21:00, dal venerdì alla domenica dalle ore 8:00 alle 24:00.
Al momento l'accesso è consentito a tutta l'area esterna e panoramica del complesso, mentre restano momentaneamente esclusi dalle visite gli interni delle chiese e degli altri locali chiusi, in attesa del completamento di alcune piccole opere di rifinitura. Per valorizzare al meglio questo straordinario scenario, vengono periodicamente organizzate visite guidate condotte da esperti del territorio.
Proprio nei giorni scorsi si è tenuto un affascinante appuntamento in notturna che ha visto un'ampia e partecipata adesione: a guidare i visitatori tra le mura e le suggestioni sotto le stelle è stata la guida abilitata della Regione Marche Paola Pistoni.
L' amministrazione comunale continuerà a promuovere iniziative per far conoscere sempre di più questo prezioso scrigno di storia e bellezza.
Il sito su cui sorge il castello vanta radici antichissime: esso sorge, infatti, su uno dei più importanti insediamenti piceni dell' entroterra maceratese che ha conosciuto una vita ininterrotta dal VII al V secolo a.C., come testimoniato dalle tre necropoli di Monte Penna, Frustellano e Ponte di Pitino, oltre che dai reperti risalenti al Paleolitico riemersi durante gli scavi del Novecento.
Secondo alcune fonti storiche, la prima fondazione medievale si deve al nobile settempedano Marco Petilio nel XII secolo. Il castello vero e proprio fu edificato nel XIII secolo in una posizione altamente strategica per il controllo dell'alta valle del Potenza. Proprio per questo motivo, nel corso dei secoli fu al centro di accese e lunghissime controversie armate tra i Comuni di San Severino Marche, Treia, Cingoli, Tolentino e Camerino.
Nel 1239 fu l'imperatore Federico II di Svevia a cederlo al Comune di San Severino, che ne mantenne il controllo anche in epoca pontificia. Tra le sue pagine belliche più celebri si ricorda l' ultimo assedio dell' estate del 1426 da parte delle truppe pontificie contro la signoria degli Smeducci. Dichiarato di notevole interesse storico-artistico e sottoposto a vincolo nel 1974, il complesso è stato acquistato dal Comune di San Severino Marche il 7 gennaio 1988 per avviarne la definitiva tutela e valorizzazione.
Giovani, famiglie e appassionati di musica elettronica hanno invaso Piazza Giacomo Leopardi per l’ottava edizione dell’EMF Recanati – Electronic Music Festival, trasformando il centro storico in un imponente palcoscenico a cielo aperto.
A rendere unica la serata è stato lo straordinario colpo d'occhio offertosi ai presenti: le facciate storiche della piazza, attraversate da un imponente gioco di luci, colori ed effetti scenici, sono diventate parte integrante dello show, regalando un suggestivo incontro tra l'architettura classica cittadina e i linguaggi musicali contemporanei.
In consolle si sono susseguiti i ritmi e i DJ set di Nicola Pigini, Gianmaria Ascani, Francesco Luv, Laurentt e la formula b2b di Gluten Freak con Freddie Wall, che hanno fatto ballare il pubblico fino a notte fonda, supportati dalle aree food & drink curate dai locali della zona.
Alla riuscita dell'evento ha lavorato una complessa macchina tecnica e organizzativa: FBT Elettronica ha curato l'impianto audio con il sistema MYRA, mentre Frenexport ha fornito le tecnologie d'illuminazione. La gestione tecnica e il light design sono stati firmati da Event Consulting, mentre MC Service e EOS si sono occupate rispettivamente dell'installazione dei ledwall e degli effetti scenici.
Forte il sostegno del tessuto economico locale, con il contributo di realtà come BCC di Recanati e Colmurano, Astea, Elettromedia, Birra Forst, Campetella Robotic, Fatar, Studiologic e Casoni. La manifestazione ha inoltre riservato spazio alla sensibilizzazione sociale sui temi giovanili grazie ai punti informativi di AVIS e della cooperativa sociale Pars.
Spenstesi i riflettori, Piazza Leopardi è tornata alla quotidianità, lasciando a partecipanti e organizzatori il ricordo di una serata di festa ed energia da incorniciare.
(Credit foto: Andrea Coletta)
Un cartellone ricco di grandi nomi, spettacoli, incontri e appuntamenti culturali diffusi sul territorio. Dal 23 agosto al 29 dicembre torna il Festival Storie, che per la sua sesta edizione coinvolgerà 12 comuni delle province di Fermo, Macerata e Ascoli Piceno con un programma di 24 eventi dedicati a teatro, musica, divulgazione, memoria civile e attualità.
La manifestazione è stata presentata a Grottazzolina alla presenza del prefetto di Fermo Edoardo D'Alascio, del direttore artistico Saverio Marconi, del capo della comunicazione Fabio Paci e dei sindaci dei Comuni coinvolti. Il festival, diretto da Saverio Marconi e Manu Latini, punta ancora una volta a valorizzare i piccoli borghi marchigiani attraverso un progetto culturale condiviso, capace di trasformare piazze, teatri e luoghi della memoria in un unico grande palcoscenico.
Tra gli ospiti più attesi figurano Marco Travaglio, Federico Buffa, Giorgio Pasotti, Sofia Raffaeli, Gianmarco Tognazzi, Natasha Stefanenko, Andrea Zorzi, Barbara Capponi, Roberto Ciufoli, Raffaele Paganini e Damiano Tommasi, protagonisti di un calendario che accompagnerà il pubblico fino alla fine dell'anno.
L'inaugurazione è in programma domenica 23 agosto a Montefiore dell'Aso, al Polo Museale San Francesco, con lo spettacolo dedicato alla pizzica salentina interpretato da Serena D'Amato e Daniela Damiani.
Tra gli appuntamenti di maggiore richiamo spiccano Federico Buffa, che il 25 agosto porterà a Ponzano di Fermo il racconto dedicato a Diego Armando Maradona e il 24 settembre tornerà con lo spettacolo su Valentino Mazzola e il Grande Torino. Natasha Stefanenko sarà invece protagonista il 2 settembre a Ponzano di Fermo con la presentazione del libro Dalle Marche con Amore.
Nel mese di ottobre il cartellone proporrà, tra gli altri, gli incontri con Raffaele Paganini a Loro Piceno, Roberto Ciufoli a Falerone, Damiano Tommasi a Servigliano e Marco Travaglio, che il 25 ottobre a Comunanza racconterà la figura di Indro Montanelli in un evento a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria.
Novembre vedrà protagonisti La Rua, Andrea Zorzi, Marco Lollobrigida, Maurizio Colantoni, Barbara Capponi e Sofia Raffaeli, che il 27 novembre sarà ospite a Ortezzano nell'incontro "La Farfalla che ha incantato il Mondo", dedicato alla sua straordinaria carriera.
Il Festival accompagnerà il pubblico anche durante il periodo natalizio con una serie di appuntamenti teatrali e musicali. Tra questi, Gianmarco Tognazzi porterà in scena "La favola De André" il 9 dicembre a Servigliano, mentre Giorgio Pasotti sarà protagonista il 12 dicembre a Grottazzolina con "Ennio Morricone… la musica senza tempo". La rassegna si concluderà il 29 dicembre al Teatro del Leone di Santa Vittoria in Matenano con il recital lirico "Da Verdi a Puccini, le grandi arie dell'Opera".
Nove spettacoli saranno a pagamento, con biglietti da 18 euro (10 euro il ridotto), mentre i restanti 15 eventi saranno a ingresso gratuito. Sarà inoltre possibile sottoscrivere un abbonamento per gli spettacoli in programma.
Il programma del 6° Festival Storie
23 agosto – Montefiore dell’Aso, Polo Museale San Francesco (ore 21.15)Serena D’Amato e Daniela Damiani – Spettacolo dedicato alla pizzica salentina (ingresso gratuito)
25 agosto – Ponzano di Fermo, sagrato Chiesa di San Marco (ore 21.15)Federico Buffa – Il Mito Diego Armando Maradona
2 settembre – Ponzano di Fermo, sagrato Chiesa di San Marco (ore 21.15)Natasha Stefanenko – Dalle Marche con Amore, intervistata da Raffaele Vitali
5 settembre – Penna San Giovanni, Teatro Comunale (ore 21.15)Orchestra Mercadante – I’ te vurria vasà, omaggio alle grandi melodie napoletane
11 settembre – Monsampietro Morico, Teatro Beniamino Gigli (ore 21.15)Luca Pagliari – La Leggenda di don Leandro, intervistato da Stefano Cesetti
24 settembre – Montefiore dell’Aso, Polo Museale San Francesco (ore 21.15)Federico Buffa – Valentino Mazzola e il Grande Torino
26 settembre – Ortezzano, Auditorium Monsignor Tarcisio Carboni (ore 21.15)Gioia Bartali – Vi racconto mio nonno Gino Bartali, intervistata da Alvin Crescini
4 ottobre – Penna San Giovanni, Teatro ComunaleBanda Musicale Castelplanio e Poggio San Marcello – Carlo Urbani: lettere da un viaggio
7 ottobre – Loro Piceno, Teatro ComunaleRaffaele Paganini in dialogo con Saverio Marconi
9 ottobre – Santa Vittoria in Matenano, Teatro del LeoneJulian e Pablo Corradini – Il Tango del Ritorno
10 ottobre – Falerone, Teatro Beato PellegrinoRoberto Ciufoli – Ridere (in ordine alfabetico)
14 ottobre – Servigliano, Teatro Ideale (ore 11)Damiano Tommasi – Etica e valori nello Sport, incontro con le scuole
22 ottobre – Montefalcone Appennino, Teatro del FalcoAlessandro D’Acquisto – Il martirio di mio fratello Salvo D’Acquisto, intervistato da Maurizio Socci
25 ottobre – Comunanza, Auditorium Adriano Luzi (ore 17.30)Marco Travaglio – Indro Montanelli
6 novembre – Comunanza, Auditorium Adriano Luzi (ore 21.15)La Rua – concerto
8 novembre – Falerone, Teatro Beato Pellegrino (ore 17.30)Manu Latini e Ombretta Ciucani – Radice di 2
13 novembre – Monsampietro Morico, Teatro Beniamino GigliAndrea Zorzi, Marco Lollobrigida e Maurizio Colantoni – La leggenda di Zorro
20 novembre – Montefalcone Appennino, Teatro del FalcoBarbara Capponi in dialogo con Maurizio Socci
27 novembre – Ortezzano, Sala OrtensiaSofia Raffaeli – La Farfalla che ha incantato il Mondo, intervistata da Desy d’Addario
3 dicembre – Loro Piceno, Teatro ParrocchialeAriele Vincenti – Marcinelle, storie di minatori
9 dicembre – Servigliano, Teatro IdealeGianmarco Tognazzi – La favola De André
12 dicembre – Grottazzolina, Teatro NovelliGiorgio Pasotti – Ennio Morricone… la musica senza tempo
19 dicembre – Grottazzolina, Teatro NovelliLa Locandiera, regia di Saverio Marconi, con la Compagnia Progetto Musical
29 dicembre – Santa Vittoria in Matenano, Teatro del LeoneRecital lirico Da Verdi a Puccini, le grandi arie dell’Opera
Una serata di emozioni, affetto e gratitudine per don Gianni Compagnucci, parroco della comunità di San Catervo a Tolentino, che nei giorni scorsi ha festeggiato il traguardo dei sessant'anni con una sorpresa organizzata dai suoi parrocchiani.
La festa è stata preparata in occasione della celebrazione della messa nella chiesa di San Catervo, dove la comunità ha voluto rivolgere al sacerdote i propri auguri. La funzione religiosa è stata celebrata da don Gianni insieme a don Ariel Veloz, al priore della Basilica di San Nicola, padre Massimo Giustozzo, e a padre Gabriele Pedicino.
Al termine della celebrazione, il parroco pensava di trascorrere il compleanno in famiglia, ma ad attenderlo c'era una sorpresa organizzata nei minimi dettagli. Una volta entrato nel locale scelto per i festeggiamenti, don Gianni si è trovato davanti decine di parrocchiani pronti ad accoglierlo con entusiasmo e affetto.
Alla serata hanno partecipato anche rappresentanti dell'amministrazione comunale di Tolentino, tra cui il sindaco Mauro Sclavi, il presidente del Consiglio comunale Alessandro Massi, l'assessore Benedetta Lancioni e i consiglieri comunali Monia Prioretti e Silvia Tatò. Presenti anche l'ex sindaco Giuseppe Pezzanesi, i sacerdoti della città e don Fabio Moretti, compagno di seminario di don Gianni.
Un momento di condivisione che ha riunito fedeli, amici e istituzioni cittadine, testimonianza del forte legame costruito negli anni dal parroco con la comunità di San Catervo.
La serata si è conclusa con il tradizionale taglio della torta e il brindisi per i sessant'anni di don Gianni Compagnucci, accompagnato dagli auguri per il suo servizio pastorale e per il cammino portato avanti alla guida della parrocchia.
Un ritorno carico di emozione, memoria e significato. A oltre cinquant'anni dall'acquisto del Castello di Pitino, il dottor Pacifico Fattobene, storico, scrittore e tra i più autorevoli custodi della memoria settempedana, è tornato a visitare l'antico fortilizio dopo il completamento dei lavori di restauro che lo hanno restituito al suo antico splendore.
Classe 1938, Fattobene è considerato da tutti l'ultimo residente del maniero. Nel marzo del 1970 fu proprio lui a sottoscrivere l'atto di compravendita del castello, un momento destinato a entrare nella storia locale. Nella giornata di ieri, dopo il lungo intervento di recupero promosso dall'Amministrazione comunale, ha potuto rivedere quei luoghi ai quali ha dedicato una parte importante della propria vita.
Ad accompagnarlo nella visita sono stati il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, il nipote Nunzio, il coordinatore della Casa di riposo "Lazzarelli", Mauro Marcantonelli, dove Fattobene risiede attualmente, e il presidente del Consiglio comunale, Sandro Granata.
Per lo storico settempedano è stata una visita dal forte valore simbolico. Camminare nuovamente tra le mura del castello restaurato ha rappresentato non solo un momento personale di intensa commozione, ma anche un tributo alla storia e all'identità della città.
Studioso instancabile e autore di numerose pubblicazioni dedicate al territorio, Fattobene ha dedicato l'intera esistenza alla ricerca d'archivio e alla valorizzazione della memoria locale. Dai suoi studi sulla Resistenza e sulla figura di Enrico Mattei fino alle ricerche sulle ultime lettere di Giacomo Leopardi, il suo lavoro ha contribuito a preservare e tramandare il patrimonio storico e culturale della comunità settempedana.
La sua figura è legata anche a numerose curiosità biografiche. Negli anni della formazione frequentò il seminario insieme al futuro cardinale Edoardo Menichelli e a don Giuseppe Branchesi. È inoltre cugino di primo grado del cantautore Renato Zero, che in passato avrebbe manifestato il desiderio di contribuire personalmente al recupero del Castello di Pitino.
La visita è arrivata poche settimane dopo la riapertura ufficiale del complesso monumentale, inaugurato il 4 luglio scorso alla presenza del Commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli. Il progetto di recupero, che ha interessato il castello, la chiesa di Santa Maria della Pietà e quella di Sant'Antonio Abate, è stato realizzato grazie a un investimento superiore a 1,7 milioni di euro nell'ambito del Piano Nazionale Complementare al Pnrr.
«È stato un momento di straordinaria intensità emotiva e umana poter accompagnare il dottor Pacifico Fattobene tra le mura rinate del Castello di Pitino – ha dichiarato il sindaco Rosa Piermattei –. A lui dobbiamo una gratitudine profonda per la passione e la dedizione con cui, in tutti questi anni, ha custodito la memoria di questo luogo simbolo della nostra città. Vedere la sua emozione davanti al castello restituito alla comunità è stata la testimonianza più autentica del valore di questo intervento. La sua presenza rappresenta il ponte ideale tra la storia che abbiamo ereditato e il futuro che vogliamo costruire per questo straordinario patrimonio».
Si sono conclusi i lavori lungo strada delle Valche, a Matelica. L'arteria viaria era finita al centro di un importante cantiere dopo i danni causati dalle recenti ondate di maltempo. Il tratto stradale è stato completamente ripristinato ed è tornato pienamente aperto e percorribile alla circolazione.
L'intervento ha riguardato inizialmente la messa in sicurezza strutturale della scarpata e della carreggiata adiacente, interessate dal dissesto idrogeologico, ed è culminato con la posa del nuovo asfalto per restituire ai cittadini un'infrastruttura sicura.
"Sono stati completati i lavori di ripristino del manto stradale per la strada delle Valche, a conclusione degli importanti interventi eseguiti nei mesi scorsi per mettere in sicurezza l’area interessata dal dissesto idrogeologico. Tratto stradale strategico e molto trafficato per la nostra città", ha dichiarato il sindaco Denis Cingolani. "Si è trattato di un’opera significativa, necessaria per garantire la stabilità del territorio e la sicurezza della viabilità. Dopo la realizzazione degli interventi strutturali, è stato possibile procedere con la riasfaltatura della carreggiata, restituendo ai cittadini una strada pienamente fruibile".
Il primo cittadino ha voluto rivolgere un ringraziamento diretto alla comunità: "Siamo consapevoli dei disagi che i lavori hanno comportato e desidero ringraziare tutti i residenti e gli utenti della strada per la pazienza e la collaborazione dimostrate durante questo periodo. La tutela del nostro territorio e la sicurezza della comunità continuano a essere una priorità di questa amministrazione. Continueremo a investire nella manutenzione e nella valorizzazione delle nostre infrastrutture, con interventi concreti e mirati. Ogni anno saranno infatti realizzati significativi interventi per tutto il territorio comunale".
Taglia il traguardo delle 18 edizioni “Sibillini e Dintorni”, il prestigioso appuntamento organizzato dalla Scuderia Marche – Club Motori Storici con il patrocinio del Comune di Macerata. Dal 20 al 22 agosto 2026, la manifestazione celebra la maggiore età con importanti novità, a partire da un doppio appuntamento interamente dedicato a Macerata, quartier generale e storica sede dell’associazione, che quest’anno rafforza ulteriormente il proprio ruolo all’interno dell’evento.
“La diciottesima edizione di Sibillini e Dintorni si conferma un appuntamento di grande valore per la promozione del nostro territorio e, quest’anno, riserva a Macerata un ruolo ancora più centrale grazie a un doppio appuntamento che arricchisce il programma della manifestazione – dichiara l’assessore al Turismo Riccardo Sacchi – Sibillini e Dintorni rappresenta inoltre un’autentica esperienza di turismo lento: il percorso e l’andatura delle vetture storiche invitano infatti a vivere il territorio con tempi diversi, consentendo agli equipaggi e ai visitatori di apprezzare pienamente il paesaggio dei Sibillini, i borghi, le eccellenze enogastronomiche e il patrimonio storico e culturale che caratterizzano la nostra provincia. È proprio questa capacità di coniugare la passione per i motori con la scoperta autentica dei luoghi a rendere la manifestazione uno straordinario strumento di promozione turistica. Un ringraziamento va alla Scuderia Marche per l’impegno con cui, da diciotto edizioni, porta avanti una manifestazione capace di coniugare passione motoristica, promozione del territorio e valorizzazione delle sue eccellenze, generando ricadute positive per l’intero tessuto economico e commerciale cittadino”.
Anche quest’anno gli equipaggi saranno protagonisti a bordo di autentici capolavori della tecnica automobilistica, pronti a percorrere le strade e i panorami delle Marche. Il parco auto al via si presenta di altissimo livello, con vetture che attraversano diverse epoche della storia dell’automobile: dalla Fiat 501 Torpedo del 1921 all’Alfa Romeo 6C 1750 GS Zagato del 1931, fino alla raffinata Ferrari 250 GTE del 1963, senza dimenticare una ricca presenza di modelli sportivi e granturismo firmati Jaguar, Porsche e Fiat.
“Siamo giunti alla 18ª edizione di Sibillini e Dintorni, un viaggio attraverso il tempo, la cultura e il turismo che viene valorizzato dal motorismo storico – afferma Fausto Tronelli, presidente della Scuderia Marche Club Motori Storici – Il motorismo storico non è solo nostalgia, amore per la bellezza di altri tempi, ricordi dei nostri genitori e dei nostri nonni che tanto hanno lavorato per costruire il nostro futuro, ma è anche trasmissione ai giovani di una eredità importante. A breve avremo anche quest’anno la possibilità di vivere il nostro evento e per questo è doveroso ringraziare l’organizzatore Massimo Serra, i partecipanti, le amministrazioni comunali che ci sostengono ed infine un doppio grazie ai consiglieri della Scuderia Marche, Nicola Fermani, Umberto Prenna, Paolo Marinacci e il vicepresidente Armando Grassetti, che tanto contribuiscono al successo della manifestazione”.
Il percorso dell’edizione 2026 unirà la passione per la guida alla scoperta del territorio, facendo tappa nelle località di Petriolo, Sarnano e Treia.
La manifestazione prenderà il via giovedì 20 agosto con il raduno a Macerata e la partenza nel tardo pomeriggio verso Petriolo, dove gli equipaggi sfileranno nel centro storico prima della cena conviviale.
Venerdì 21 agosto le vetture raggiungeranno Sarnano, nel cuore dei Monti Sibillini. Dopo l’arrivo in Piazza Libertà e la visita guidata al borgo, la carovana farà ritorno a Macerata per la cena al Ristorante della Filarmonica. In serata spazio alla tradizionale rievocazione notturna del “Circuito della Vittoria”, che attraverserà le vie del centro storico. La giornata si concluderà nella Sala Consiliare con le premiazioni dedicate esclusivamente al concorso d’eleganza per l’abbigliamento d’epoca, pensato per valorizzare lo stile e il fascino degli equipaggi.
Sabato 22 agosto le auto storiche saranno protagoniste a Treia, in Piazza della Repubblica, prima del rientro pomeridiano a Macerata. Nel capoluogo andrà in scena il secondo grande appuntamento centrale della manifestazione: le vetture saranno esposte in Piazza della Libertà, offrendo a cittadini e appassionati l’opportunità di ammirarle da vicino nell’ambito di un prestigioso concorso d’eleganza automobilistico. La serata proseguirà con la cena di gala, le premiazioni ufficiali e l’accompagnamento musicale della Lucio Matricardi Band, seguita da uno spettacolo che celebrerà sotto le stelle il diciottesimo compleanno della manifestazione.
“Diciotto anni nella vita di una persona rappresentano il traguardo importante della maggiore età – commenta Massimo Serra, organizzatore dell’evento – Lo stesso vale per la Sibillini e Dintorni che nel corso del tempo, per mantenere i suoi elevati standard qualitativi, ha richiesto grande impegno e serietà da parte di tutti noi organizzatori ma anche degli equipaggi che ogni anno arrivano da tutta Italia, e spesso anche dall’Europa, per mettere in mostra i loro gioielli attraversando i nostri stupendi paesaggi. La Sibillini e Dintorni è quindi diventata matura a tutti gli effetti e per questo abbiamo voluto incentrare l’edizione di quest’anno sul tema dell’eleganza con un doppio appuntamento a Macerata dedicato sia alle vetture che agli equipaggi che le conducono”.